TUTTA LA MESSA (L’UNICA “VERA” CATTOLICA ROMANA) MOMENTO PER MOMENTO (1)

TUTTA LA MESSA MOMENTO PER MOMENTO (1)

[Aldéric BEAÜLAÇ, p. S. S. Vicario & subdiacono (Montréal)

“TOUTE LA MESSE Par questions et réponses”

[TUTTA LA MESSA in Domande e risposte]

(Nouvelle édition revue et corrigée)

3425, RUE ST-DENIS MONTREAL

Cum permissu Superioris,

EUGENE MOREAU, p.s.s.

Nihil obstat.

AUGUSTE FERLAND, p.s.s.

censor deputatus

Marianopoli, die 28a martii 1943

Imprimi potest.

ALBERT VALOIS, V. G.

Marianopoli, die 28a martii 1943

Avvertenza per il lettore

TUTTA LA MESSA IN DOMANDE E RISPOSTE, potrebbe portare come sottotitolo “Note di un catechista”. Inizialmente avevo redatto queste note per un corso di liturgia dato alla Scuola Marchand (Montréal). Per l’utilità di un maggior numero di fedeli, le ho pubblicate ad episodi nel nostro giornale parrocchiale, “Il faro”. Hanno fatto evidentemente del bene essendomi stata richiesto di raggrupparle in un volume e così diffonderle. – La dottrina si ritrova nel migliori commentari della Messa, in particolare Gihr, Croegaert, Grimaud, Dom Gaspard Lefebvre, Vandeur ed altri. Ho frequentemente citato i commentari dei Padri della Chiesa per dimostrare che noi preghiamo come i primi Cristiani. Questo libro vi viene offerto innanzitutto come come uno strumento di lavoro: io ho mirato all’utilità di coloro che insegnano e di coloro che vogliono apprendere. Non pretendo di aver detto l’ultima parola circa i soggetti trattati, né di aver detto tutto. Se volete, in aiuto di questa opera, per meglio comprendere, stimare ed utilizzare la Messa, leggete lentamente, poco alla volta, riflettete, meditate durante la Messa stessa, i riti; le parole per voi vuote di senso, saranno alfine luce, gioia e vita. Possano queste righe, che io ho dedicato all’Agnello immolato, farvi meglio gustare la vostra Messa per viverne profondamente.

Aldéric BEAULAC, p.s.s.

PRIMA PARTE

Nozioni generali

CAPITOLO I. NOZIONI GENERALI

a) Preliminari

1 — Che significa la parola MESSA?

La parola Messa significa rinvio. In passato, fin dall’inizio del Sacrificio, all’offertorio, coloro che erano in penitenza e coloro che non erano stati battezzati, che erano chiamati catecumeni, venivano rinviati: coloro che erano in penitenza e coloro che non erano stati battezzati – chiamati catecumeni – venivano mandati fuori dalla Chiesa. Alla fine del Sacrificio, il diacono diceva, come fa oggi: ite, missa est, andate, questa è finita, questo è il rinvio. Il popolo si è ricordato di questa parola e l’ha applicata a tutto il rito. – Il nome più antico della Messa era “Ecaristia”: esso significa azione di grazie. Si chiamò anche liturgia, cioè servizio pubblico. Alla Messa sono stati dati altri nomi: Elogio, che significa benedizione, frazione del pane, Cena, per ricordare l’ultimo pasto che Gesù fece con i suoi discepoli e il gesto di distribuire il pane consacrato; Santo Sacrificio, perché la Messa è il Sacrificio della croce rinnovata in mezzo a noi.

2 — Cosa si indica con: le cerimonie della Messa?

Si chiamano « le cerimonie della Messa » gli atti esteriori della Religione e i segni simbolici che la Chiesa usa nella celebrazione del Santo Sacrificio, per elevarne la maestà, istruire i fedeli e alimentare la loro pietà.

3 — Cosa si intende per: liturgia della Messa?

Si chiama « liturgia della Messa » l’ordine delle cerimonie e delle preghiere ufficialmente stabilito per la celebrazione della Messa dall’autorità religiosa competente.

La Messa, liturgia per eccellenza, ufficio pubblico, sempre uguale nella sua essenza, ha ricevuto solo gradualmente la disposizione che oggi vi troviamo. Cristo è stato il primo ad offrire il Sacrificio eucaristico. Nello stesso tempo, Egli diede ai suoi Apostoli e ai loro successori il potere e il comando di fare ciò che Egli stesso fece. Gli Apostoli aggiunsero all’atto essenziale del Sacrificio, varie preghiere ed alcune usanze, secondo le circostanze di tempo, luogo e persona, affinché la celebrazione dei santi Misteri fosse circondata da un maggiore rispetto ed edificazione. Nel corso dei secoli, a seconda della necessità o dell’utilità, questo rito si è sempre di più sviluppato, ordinato e completato. Da ciò sono nate diverse liturgie in tempi diversi, in luoghi diversi e tra popoli diversi. Sono esse però tutte concordi nei punti essenziali; si differenziano più o meno solo per la loro composizione e struttura.

4 — Quali sono le principali liturgie della Messa!

In generale, le varie liturgie sono divise in due gruppi: le liturgie orientali e quelle occidentali. – Le liturgie orientali si differenziano da quelle occidentali non solo per la loro patria d’origine e la loro lingua, ma anche per lo spirito, la forma e la composizione. Le principali liturgie della Chiesa d’Oriente sono: la liturgia di San Giacomo, la liturgia di Alessandria, la liturgia di San Basilio, di San Giovanni Crisostomo, degli Armeni, dei Melchiti, dei Siriani, dei Caldei, dei Bulgari Uniti. Tutte queste varie forme liturgiche sono state approvate dalla Chiesa Romana. Le principali liturgie occidentali sono: quella mozarabica, quella gallicana antica, quella ambrosiana e quella romana.

La liturgia romana ha sempre prevalso su tutte le altre e oggi è diffusa in tutte e cinque le parti del mondo. In Canada, gli orientali seguono la liturgia del loro paese d’origine; i fedeli di altre nazionalità adottano la liturgia romana.

5 — Quali differenze si possono notare nella celebrazione della Messa?

C’è la Messa cantata, in cui i canti liturgici accompagnano l’offerta del Santo Sacrificio, e la Messa bassa, in cui il Sacerdote recita le preghiere, senza alcun canto.

Tutti gli elementi della Messa cantata (o solenne), se spogliati della loro solennità, si ritrovano come raccolti e condensati nella Messa bassa: le parole vi si trovano nella loro interezza, con la differenza che i brani cantati alla Messa solenne sono letti ad alta voce alla Messa bassa.

6 — Siamo noi obbligati ad assistere alla Messa?

La Chiesa ci prescrive di partecipare alla santa Messa la domenica e nelle feste di precetto, non appena compiamo sette anni:

La domenica e nei giorni festivi, ascolterai la Messa.

7 —Come si deve assistere alla Messa?

Al Santo Sacrificio della Messa si deve assistere con la fede e l’amore dimostrato dagli Apostoli nella sua istituzione il Giovedì Santo; lo spirito di sacrificio e di riparazione della Beata Vergine, in piedi della croce, alla consumazione del Sacrificio del Calvario il Venerdì Santo”.

8 — Chi celebra il santo Sacrificio della Messa?

Celebra il Santo Sacrificio della Messa, il Sacerdote. – Il giorno dell’ordinazione, il Vescovo fa sì che l’ordinando tocchi il calice contenente il vino e la patena con l’ostia, dicendo: Ricevi il potere di offrire il sacrificio a Dio e di celebrare la Messa per i vivi e per i morti nel nome del Signore.

9 — Dove si celebra la Messa?

La Messa viene celebrata su un altare, di solito in una chiesa o in un oratorio aperto al pubblico.

10— Che cosa è l’altare?

L’altare è una tavola, sollevata da terra, sulla quale viene offerto un sacrificio. – Si distinguono due tipi di altari: l’altare fisso e l’altare portatile. Il primo è costituito da un grande tavolo di pietra sigillato con una base di pietra, con la quale forma un unico insieme consacrato. L’altare portatile è solo una semplice pietra, ma abbastanza larga per ricevere il calice e  l’ostia, adattandosi a qualsiasi pietra o legno. Che l’altare sia fisso o portatile, viene purificato al momento della sua consacrazione con molte abluzioni; viene unto più volte con l’olio dei catecumeni e del santo Crisma; è marcato con cinque croci; riceve, in una cavità al centro della pietra chiamata sepolcro, le reliquie di alcuni Santi, di cui almeno uno deve essere di un Martire.

11 – Come si addobba l’altare dove il Sacerdote celebrerà la Messa?

Per adornare l’altare dove il Sacerdote celebrerà la Messa, è necessario:

1) Coprirlo con tre tovaglie bianche di lino o di canapa;

La ragione di questo triplice rivestimento dell’altare è la convenienza e la necessità di mantenere l’altare pulito, e anche l’evitare qualsiasi profanazione del prezioso Sangue, qualora dovesse essere versato. Una delle ragioni di questa severa prescrizione è da vedere anche nel significato mistico dell’altare e dei suoi teli: l’altare rappresenta Gesù Cristo, e il rivestimento dell’altare ricorda quei teli di stoffa in cui il corpo di Gesù Cristo fu avvolto con profumi dopo la sua discesa dalla croce. – Anche il candore di questi tessuti si adatta molto bene al loro significato. Secondo la Sacra Scrittura, il bisso, una specie di lino finissimo, bianco brillante, designa la rettitudine dei Santi (Apocalisse, XIX, 8). È la figura della purezza del cuore e dell’innocenza della vita, che si può ottenere solo attraverso la preghiera, la vigilanza e la mortificazione, così come la preparazione di questa tela che richiede molto lavoro.

2) Mettervi, come oggetto principale, una croce con candelieri su entrambi i lati;

3) Collocarvi tre immagini, chiamate canoni, che ricorderanno al Sacerdote le preghiere che non potrebbe facilmente leggere nel messale in certi momenti della Messa.

4) Collocare il messale sul leggio dal lato dell’Epistola;

5) Secondo una pia e lodevole usanza, raccomandata dalla Chiesa, decorare gli altari con fiori, soprattutto nelle feste maggiori.

12—Quali sono i vasi sacri necessari  alla celebrazione della Messa?

I vasi sacri necessari per la celebrazione della Messa sono il calice e la patena.

Nel calice è consacrato il Sangue infinitamente  prezioso di Gesù Cristo, e sulla patena è posto il suo adorabile Corpo. Per questo la Chiesa ha ordinato che questi vasi siano fatti solo con i metalli più nobili e preziosi. Inoltre, il calice e la patena devono essere consacrati, con una cerimonia riservata al Vescovo a causa del santo crisma che vi è utilizzato.

13—Quali sono i teli sacri necessari alla celebrazione della Messa?

I sacri panni necessari per la celebrazione della Messa sono il corporale, la palla ed il purificatoio.

Il corporale è un telo che il Sacerdote stende sull’altare per eseguire la consacrazione della specie santa: porta questo nome per il suo contatto immediato con l’adorabile Corpo di Gesù Cristo. Il purificatoio è un pezzo di stoffa che viene utilizzato per pulire il calice, così come le labbra e le dita del celebrante dopo la Comunione. La palla è un piccolo panno quadrato da cui è ricoperto il calice.

14 — Perché il corporale, il purificatoio e la palla si chiamano teli sacri?

Il purificatoio, il corporale e la palla sono chiamati teli sacri, perché servono  direttamente per l’adorabile Sacrificio della Messa.

Tutti i teli devono essere di lino o di canapa. Solo i sacri Ministri possono lavarli; nessuno può toccarli senza permesso, una volta benedetti e usati.

15— Come si prepara il calice in Sacristia?

Sul calice viene posto dapprima il purificatoio; vi si aggiunge la patena che porta l’ostia; poi vengono la palla, il velo, l’astuccio speciale, detto la borsa, che contiene il caporale.

16 — Cosa fa il Sacerdote prima di preparare il calice?

Prima di preparare il calice, il Sacerdote si lava le dita che non devono essere sporcate da nulla prima di toccare l’ostia, il calice e gli altri oggetti sacri.

17 — Nominate qual sono  i paramenti di cui si riveste il Sacerdote per dire la Messa?

Il Sacerdote nella sacrestia si riveste con i paramenti sacri:

1) Al collo mette un panno bianco chiamato amitto.

L’amitto simboleggia la protezione divina, l’« elmo della salvezza », con cui ogni Cristiano debba essere armato per resistere al diavolo.

2) Si copre con un indumento bianco chiamato alba.

L’alba significa: innocenza, purezza di cuore.

3) Intorno ai suoi fianchi si cinge di un cordone.

Il cordone indica la purezza del corpo e la mortificazione della carne mediante la castità.

4) Al braccio sinistro, pone il manipolo.

Il manipolo è il simbolo del suo lavoro: con esso asciuga il sudore dalla fronte (in passato era usato per asciugare il sudore dal viso) e ci ricorda le opere buone, i dolori e le fatiche del ministero, le lacrime e le sofferenze che meritano il Paradiso.

5) Si sospende al collo e si incrocia sul petto, la stola.

La stola è l’emblema della dignità, del potere sacerdotale e dell’immortalità dell’anima.

6) Si ricopre con una grande veste, chiamata casula.

La casula è solitamente ornata con una croce e rappresenta il giogo di Nostro Signore (De Imit. Christi, L. IV, cap. V, n. 2-4).

7) Si copre la testa con un berretto nero, la berretta.

18 — Di qual colore devono essere i paraenti sacri?

Si distinguono cinque colori liturgici: il bianco, il rosso, il violetto, il verde ed il nero.

19Quale è il significato di ogni colore liturgico?

1) Il bianco è l’emblema della purezza, dell’innocenza e della santità, oltre che della gioia e della gloria.

Serve a celebrare tutti i misteri gioiosi e gloriosi della Madonna, di Tutti i Santi, dei Pontefici, dei Dottori, dei Confessori, delle Vergini e in generale di tutti i Santi che non sono martiri.

2) Il rosso è il colore del fuoco e del sangue, dell’amore e del sacrificio.

Si usa per celebrare le feste dello Spirito Santo, della S. Croce, della Passione, dei Martiri, comprese quelle degli Apostoli.

3) Il verde è il simbolo della speranza.

Si usa durante il tempo che, nella mistica liturgica, significa il pellegrinaggio in cielo, cioè i Tempi dopo l’Epifania e dopo la Pentecoste.

4) Il viola è il simbolo della penitenza.

Si usa in quei giorni in cui la Chiesa ha più bisogno di gridare a Dio: “Misericordia! Pietà! Perdono”, cioè durante l’Avvento, le Quattro Tempora, le Vigilie, le Rogazioni e le tre solenni benedizioni liturgiche dell’anno, quelle della candelora, delle ceneri e delle palme.

5) Il nero è l’immagine della morte.

Si usa nel grande giorno del Venerdì Santo e nelle messe di requiem.

(2)

b) Divisione della Messa

20 — Quali sono le due grandi divisioni della Messa ?

Le due grandi divisioni della Messa sono: la Messa dei Catecumeni e la Messa dei Fedeli.

21 — Qual è l’origine della Messa dei Catecumeni?

Quando i primi Ebrei si convertirono al Cristianesimo, continuarono a incontrarsi il giorno di sabato, come facevano secondo l’Antica Legge. Ma hanno dato un carattere cristiano ai loro incontri, cantando salmi, leggendo brani dei libri sacri, leggendo le Epistole degli Apostoli e brani del Vangelo del Maestro. Ben presto a queste letture si sono aggiunte preghiere e canti che oggi troviamo sotto forma di Kyrie eleison, Gloria in excelsis, la colletta. Poiché queste letture, preghiere e canti erano molto istruttivi, ma non facevano parte del Sacrificio cristiano, sono stati ammessi all’incontro non solo i Cristiani ma anche i catecumeni, cioè coloro che studiavano la dottrina cristiana in preparazione al Battesimo. All’inizio dell’Offertorio, i catecumeni venivano invitati a ritirarsi. È così che il nome della Messa dei Catecumeni si è imposto alla prima parte dei nostri santi Misteri.

22— Donde viene il nome di Messa dei Fedeli?

La Messa è un Sacrificio al quale si partecipa pienamente attraverso la Comunione. Tuttavia, solo il Battesimo ci dà il diritto di ricevere la Santa Comunione, e di conseguenza di essere presenti al Santo Sacrificio. Poiché coloro che avevano ricevuto questo primo Sacramento erano chiamati Fedeli, questa parte durante la quale il Sacerdote, in unione con i fedeli, offre il Santo Sacrificio, si chiama la Messa dei Fedeli.

23 — Cosa si indica come Ordinario della Messa?

Si chiama « Ordinario della Messa » la parte fissa, o quasi, constituente l’Ordo, vale a dire l’enunciazione delle formule e dei riti abituali della Messa.

24— Cos’è che si chiama il Proprio della Messa?

Si chiama « Proprio della Messa » la parte variabile, appropriata ai misteri o feste celebrate.

http://www.exsurgatdeus.org/2020/04/14/tutta-la-messa-cattolica-momento-per-momento-2/

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.