DA SAN PIETRO A PIO XII (17)

[G. SBUTTONI: da s. PIETRO A PIO XII. Editrice A.B.E.S. Bologna, 1953)

DALL’ANNO 1000 AI GIORNI NOSTRI

CAPO VI.

DALLA RIFORMA ALLA RIVOLUZIONE (1)

PREAMBOLO

Il Seicento e il Settecento

Secolo di guerra il primo; secolo di decadenza l’altro. Grande, il Seicento nostro, cattolico, italiano, romano. Nella pietà, nella scienza, nelle arti: l’arte più ricca, più fastosa e più libera, che dà un volto magnifico alla Roma nostra trionfante la Roma delle cupole e delle fontane, la Roma di Piazza S. Pietro — è l’arte del Seicento.

La Chiesa ha trionfato nella guerra a morte che le ha dichiarato il protestantesimo; ha salvato i paesi latini e germanici del sud: ha compensato con le conquiste missionarie l’apostasia europea — Ma il trionfo segna solo una, pausa.. L’assedio continua. Si stringe sempre più serrato contro la Chiesa e Roma, su tutti i settori. Politicamente, il Papato è sequestrato dalla vita internazionale ed è ridotto ad un monarcato italiano. Nei paesi protestanti si sviluppano i potenti movimenti intellettuali e sociali di intonazione anticattolica che si infiltrano, con la stampa e con le applicazioni settarie, anche nei paesi cattolici e segnatamente in Francia; dottrine eretiche, anticattoliche e, addirittura, anticristiane, si diffondono con il giansenismo, con la massonerìa, con l’enciclopedismo. La soppressione dei Gesuiti — richiesta dalle stesse corti cattoliche — segna nel 1773 un momento decisivo nella lotta immane. – L’offensiva anticattolica mira sopra tutto a togliere alla Chiesa i giovani e i laici — gli uomini, s’intende — lasciandole, con degnazione, il « sesso debole ». il ritornello dice che la Chiesa è morta e che le restano, a piangere, le donne anzi, le donnette, le donnicciole e… gli spiriti deboli. Gli « esprits forts » sono fuori e contro la Chiesa, gettata sempre più da parte con il tuo soprannaturale dinnanzi all’affermarsi sempre più accentuato del valore «sapremo » della ragione astratta; motivo per cui il sec XVII e detto « secolo dei lumi », onde il termine « ILLUMINISMO ». – Il  vocabolo c illuminismo » manifesta l’intento generoso, ma, nel modo, ingiusto, di rischiarare le menti e tutti i settori della cultura, che si credevamo sommersi, nelle nebbie dell’ ignoranza o della superstizione indotte nel mondo dalla « fourberie monacale »: ha dunque senso polemico contro la precedente concezione ilei mondo. Il vocabolo «ideologia» manifesta invece il metodo seguito: sottoporre a contrailo critico, mediante accurata analisi scientifica delle idee, tutto il sapere, scartando ciò che non risulti razionalmente fondato: e « fondato » si giudica soltanto ciò che sia dimostrato con il metodo delle scienze naturali. – Il cànone fondamentale del movimento è la fede assoluta nella ragione umana che da sola vale a costituire la verità, a risolvere ogni problema. Da questo punto di vista, Illuminismo ha per padre Cartesio, il quale ha la fama di aver trovato per primo il filo metodico per aggirarsi nel labirinto del pensiero umano. – Le costruzioni metafisiche sono giudicate chimere da questo movimento, chiùso a ogni luce dell’al di là, scettico e irriverente, aperto solo all’idolo della scienza, nella quale la ragione aveva il sita pieno dominio.

L’Illuminismo come filosofia e religione, si scosta gravemente dalla concezione metafisica classica, che è l’unica vera metafisica, e dal Cristianesimo, che è l’unica vera religione.

« La scienza del sec. XVII » aveva posto le sue basi con Galileo e raggiunto un alto grado di sviluppo con Keplero e Newton. La natura che durante i secoli precedentiera sempre apparsa all’uomo come un qualche cosa di misterioso e disordinato, quasi animata da forze libere e capricciose, svelava ora il segreto del suo ordine e delle sue armonie; l’uomo nel possesso della legge si sentiva dominatore e padrone di ciò die solo pochi secoli prima lo atterriva e gli si imponeva nella ignoranza e nella superstizione. E il segreto di questo rovesciamento era, fondamentalmente, l’abbandono del procedimento filosofico e l’introduzione del punto di vista meccanicistico nell’indagine scientifica. La tradizioue, la voce del passato, ogni autorità esteriore dei filosofi, dei teologi, della Rivelazione, della Chiesa, viene estromessa o, che è lo stesso, accettata se è nella misura in cui coincide con la ragióne scentifica (antistoricismo o meglio antitradizionalismo). Si svilisce lostudio della storia come inutile, anzi come insidioso veicolo di pregiudizi e di errori, proclamando l’autonomìa e la sufficienza della ragione personale. Si sogna di disincrostare l’uomo dalle perniciose superstrutture indotte dalla civiltà dei secoli passati, per ricondurlo al primitivo stato vergine selvaggio. Questo atteggiamento è gravido di rivoluzione filosofica, religiosa, politica: la Rivoluzione francese scoppiò forse contro gl’intendimenti degli illuministi, ma certo è figlia legittima dell’illuminismo.

Il Culto della Natura è un altro corollario dell’illuminismo e coincide con il culto della ragione. La natura è intesa come realtà autosufficiente, retta da leggi immutabili che lutto spiegano senza postulare l’intervento di Dio… il quale, soppressa la « metafisica », non hapiù modo di imporsi come causa prima cosmogonica e pertanto come nozione essenziale di una scienza integrale. Il meglio che l’illuminismo produsse in fatto di religione è il Deismo. Quanto alla fede cristiana e schernita come « abitudine domenicale », superstizione e l’impostura* (Reimarus). L’essere privilegialo, fra gli esseri di natura, è l’OMO. La natura stessa si prospetta (dia fine come un dintorno dell’uomo e come « tregnum hominis ». Va da se che l’illuminismo razionalistico prescinde, quando non esclude, dall’elevazione dell’uomo allo stato soprannaturale, dai contributi che la teologia rivelata reca all’antropologia e da tutti i sussidi che la rivelazione fornisce all’attività teoretica e pratica dell’uomo. In particolare esso proclama la naturale e totale bontà dell’uomo, negando il dogma del peccato originale, combattendo la coscienza del peccato e della decadenza, come il desiderio ili grazia purificante ed elevante, la Redenzione e le istituzioni liturgiche sacramentarie delle religioni positive e della Chiesa. Volendofare un bilancio dei pregie dei difetti dell’illuminismo, si può. tra i pregi, annoverare in particolare il magnifico incremento della scienza, il senso dell’universale solidarietà umana (postulato — conservato forse senza volerlo — del Cristianesimo), la reazione contro le ingiustizie sociali (relitto delle corporazioni medioevali) e lo sviluppo delle scienze economico-sociali. Ma la massa delle conquiste resta paurosamente inferiore al bilancio dei guasti, operati dall’illuminismo, i cui princìpi, profondamente anticristiani, trovarono larghissima accoglienza in Europa, e scatenarono la lotta contro la Chiesa (Giansenismo, Gallicanesimo, Enciclopedismo, massoneria ecc.), spronarono il vasto movimento di riforme sociali, determinando infine la Rivoluzione Francese. L’illuminismo era alieno dalle violenze, ma la storia, da esso istruita, gli scappò di mano. Il romanticismo, la restaurazione, le guerre mondiali, l’irrazionalismo contemporaneo non valsero a debellarlo; tanto è vero che costituisce tuttora per tanta parte  l’impianto della società occidentale. Lo stesso Marxismo sovietico non è una reazione all’illuminismo, pur lottando contro questa società; che anzi dell’illuminismo è una forma, invero assai scadente.

D. Da che cosa sono contrassegnati i due secoli che vanno dalla Riforma tridentina alla Rivoluzione francese?

— Sono contrassegnati da una scissione che si va operando lentamente ma fatalmente tra la Chiesa e lo Stato e dal trionfo di dottrine filosofiche, che non impugnano soltanto questa o quella verità, ma la sostanza stessa del Cristianesimo, anzi l’intero edificio religioso.

D. Quali sono i principali errori teologici e filosofici di questo periodo?

— Il Giansenismo, il Gallicanesimo, l’Enciclopedismo, la Massoneria

1 – IL GIANSENISMO

D. Che cos’è il Giansenismo?

— È l’eresia di Cornelio Giansenio, il quale, partendo dalle posizioni di Baio, secondo cui il peccato originale avrebbe corrotta radicalmente ed intrinsecamente la natura umana, con il pretesto di seguire le orme di S. Agostino, afferma che Adamo, e con lui ogni uomo, con il peccato originale ha perduta la libertà, quindi l’uomo per ogni atto buono ha bisogno della grazia efficace che determini intrinsecamente la volontà. Questa determinazione però non toglierebbe la libertà. Il duplice amore di Baio qui diventa duplice dilettazione vittrice, l’una terrena che scaturisce dalla natura umana corrotta, e quindi determinante al peccato, l’altra celeste, che scaturisce dalla grazia efficace e quindi determinante al bene e alla vita eterna. L’una e l’altra rendono l’uomo non padrone dei propri atti meritori.

D. Che segue da questo errore base del Giansenio?

— Ne segue che l’uomo è schiavo della dilettazione terrestre o della celeste e perciò viene capovolta tutta l’economia cristiana della redenzione.

D. In che modo è capovolta tutta l’economia cristiana della redenzione?

— In quanto, secondo Giansenio, nello stato attuale, non c’è altra grazia che la efficace, alla quale l’uomo non può resistere, e questa Dio la dà non a tutti, ma solo a chi vuole, a coloro che predestina al paradiso, mentre tutti gli altri sarebbero predestinati all’inferno.

D. Che nasce da simile dottrina?

— Nasce un tetro pessimismo ed un asfittico rigorismo, che invano si cerca di mitigare con una sentimentale rassegnazione. Questo atteggiamento sentimentale ha favorito l’influsso esercitato da Giansenio sul pensiero, sull’arte e sulla vita del sec. XVIIe XVIII specialmente oltr’Alpe.

D. Giunse il Giansenismo in Italia?

— Sì. benché assai attenuato; quasi come reazione al lassismo morale, ed incontrò il favore in qualche ecclesiastico di tendenza rigoristica, come il domenicano Concina. il card. Enrico Noris, il vescovo di Pistoia Scipione Ricci.

D. Quale fu il maggior focolaio di Giansenismo ?

— Il convento femminile di Port-Royal, presso Parigi.

D. Oltre la lotta dei Papi, che cosa si oppose al Giansenismo?

— Da devozione al S. Cuore di Gesù, dopo le celebri apparizioni del Redentore a s. Margherita Alacoque (1673), si contrappone alla glaciale spiritualità giansenistica.

2 – IL GALLICANESIMO

D. Che cos’è il Gallicanesimo?

— È il movimento d’indipendenza dal potere spirituale del Papa che nella chiesa di Francia si delineò con la Prammatica Sanzione di Bourges (1438), fiori con la Dichiarazione sotto il regno di Luigi XIV e si spense con il Concilio Vaticano.

D. A chi cosa mirava la Prammatica Sanzione !

— Nella mente di Carlo VII re di Francia (1 luglio 1438) mirava a regolare le relazioni fra lo Stato e la Chiesa. Vi si affermava la superiorità dei Concili ecumenici sul Papa, venivano aboliti il diritto di appello alla s. Sede, i giudizi ecclesiastici fuori del regno, e si ristabilivano le nomine alle maggiori cariche ecclesiastiche per mezzo del suffragio del clero e del popolo. La Prammatica Sanzione fu abolita da Luigi XI nel 1461.

D. Dove si erano già palesati indizi di spirito gallicano?

— Nella polemica tra Filippo il Bello e Bonifacio VIII, ma fondamentalmente il Gallicanesimo trae origine dalla nota « teoria conciliare », sostenuta durante lo Scisma d’Occidente (tanto favorito dai Cardinali francesi) e sancita nel Concilio di Costanza, secondo la quale il Concilio Ecumenico sarebbe superiore al Papa.

D. Chi diede occasione alla controversia gallicana?

— Fu Luigi XIV, il quale, non solo estese ad alcuni territori, da lui conquistati, la «regalia temporale» (cioè il diritto concesso dai Papi ai re di Francia di amministrare i beni ecclesiastici delle sedi vacanti, con relativo godimento dei frutti, ma si arrogò altresì il diritto alla « regalia spirituale », già condannata da Papi e Concili.

D. Alla ferma opposizione del Papa che cosa contrappose!

— La cosiddetta « DICHIARAZIONE DEL CLERO GALLICANO », compilata purtroppo dal famoso oratore Bossuet, vescovo di Meaux, votata nell’assemblea del clero francese del 1682.

D. Come si può riassumere ?

— In queste quattro proposizioni:

1) S. Pietro e i successori non ricevettero da Gesù Cristo alcun potere sui re; i re nelle cose temporali sono indipendenti anche dal Papa, perciò la Chiesa non può possedere nulla senza il consenso del re.

2) 1 Concili ecumenici sono superiori al Papa.

3) L’autorità del Papa è limitata dalle leggi della Chiesa Universale, e in Francia anche dalle abitudini e istituzioni della chiesa gallicana.

4) Le definizioni del Papa, anche in materia di Fede, sono intangibili soltanto quando sia sopravvenuto il consenso della Chiesa Universale.

D. Che avvenne di queste proposizioni?

— Furono-condannate da Innocenzo XI e, in seguito, ritirate dallo stesso Luigi XIV (1693),

D. Resistette ancora il gallicanesimo?

— Nel ‘700 sì, ma nell’800, con il Concilio Vaticano del 1870, è completamente vinto.

D. Lo spirito gallicano si manifestò anche fuori della Francia?

— Sì, in Germania con il FEBRONlANESIMO (sistema di Febronio), che lascia al Papa il solo Primato d’onore, subordina il Papa al Concilio ecumenico e appoggia l’autonomia delle chiese nazionali, riconoscendo vasti poteri agli Stati in materia ecclesiastica. – Fu condannato da Clemente XIII (1764).

I ) . Dove pure si manifestò !

— In Austria con il GIUSEPPIN1SMO, cioè con l’intromissione di Giuseppe II, inteso a sottrarre i vescovi all’influenza della s. Sede, per assoggettarli allo Stato: pretese persino di dettare leggi di culto, per cui fu detto «imperatore sagrestano».

3 – L’ENCICLOPEDISMO

P. Che cos’è l’Enciclopedismo!

— È il movimento promosso da una schiera di filosofi miscredenti, quali Diderot, D’Alembert, Voltaire, Holbach, Rousseau, che tanto contribuì a distruggere la fede in Dio e nella spiritualità dell’anima e i principi fondamentali della morale cristiana.

D. Quale fu lo spirito informatore dell’opera degli Enciclopedisti’!

— Fu un razionalismo illuministico e un naturalismo volto ad abbattere la cosiddetta superstizione (cioè religione positiva e rivelata! e a criticare le vecchie istituzioni politiche.

D. Chi preparò il terreno agli Enciclopedisti?

— Le nuove dottrine filosofiche esaltanti la ragione come fonte « unica » della conoscenza e la natura come « principio universale » delle cose, in sostituzione del Dio trascendentale della teologia cattolica.

D. Chi sono i principali maestri delle nuove dottrine filosofiche ?

— CARTESIO in Francia è il padre dell’idealismo (— spiegazione della realtà nell’idea), perfezionato in Germania da KANT;

— SOCINO in Italia, per scalzare dalle fondamenta l’antica fede, fa rivivere tutti gli errori di Ario, Pelagio, Nestorio e Calvino:

— CHERBUBY in Inghilterra fa un passo più avanti e con il Deismo viene a escludere tutte le dottrine rivelate che non hanno originenella natura e prepara il naturalismo di ANDERSON, il quale negandoanche l’esistenza di Dio, veniva a distruggere tutta la religione.

— A ciò s’aggiunse il materialismo (= spiegazione della realtà nella materia) che insegna che la materia esiste da tutta l’eternità e perciò è Dio. (Panteismo gnostico).

D. Chi tra gli enciclopedisti fece più scuola?

— VOLTAIRE, che adoperò tutto il suo ingegno a demolire, con il sarcasmo, il Cristianesimo;

— e ROUSSEAU, di Ginevra, il quale, per la ricostruzione della società, pone tre cose:

1) la bontà « originaria » dell’uomo,

2) l’uguaglianza degli uomini,

3) la sovranità del popolo, al quale viene attribuito il diritto perpetuo alla rivolta.

D . Che produssero questi principi?

— Scatenarono l’odio feroce delle masse contro l’ordine religioso e sociale, contro Dio e i monarchi, contro le persone e gl’istituti preesistenti.

D. Che nacque da quest’odio?

— Quel periodo di travaglio sociale, di guerre, di rivoluzioni, di cui sentiamo tutt’ora le tragiche conseguenze, e che cesserà soltanto quando la società avrà ritrovato il punto fermo e sicuro della concordia, della giustizia, della carità, della libertà ben intesa, del mutuo rispetto, conforme agl’insegnamenti della dottrina di Cristo.