VITA E VIRTÙ CRISTIANE (Olier) 21

VITA E VIRTÙ CRISTIANE (21)

GIOVANNI G. OLIER

Mediolani 27-11 – 1935, Nihil obstat quominus imprimetur. Can. F. LONGONI

IMPRIMATUR: In Curia Arch. Mediolani die 27 – II – 1935 F. MOZZANICA V. G.

CAPITOLO XIV

Della carità verso il prossimo

Essendo noi creati a somiglianza di Dio, dobbiamo amarlo come Egli ama sé medesimo. — L’amore vicendevole delle divine Persone, motivo, tipo e modello della carità verso il prossimo. – Amare il prossimo come Gesù Cristo è amato dal Padre e ama noi.

Dio. nel creare l’uomo a sua immagine e somiglianza non gli ha comunicato soltanto il proprio essere, la propria vita e le proprie divine perfezioni; ma ha voluto ancora che esso fosse simile a Lui nelle operazioni. Perciò Dio, come ama se medesimo in tutto quanto è, e in tutta l’ampiezza del suo Essere e del suo potere, non potrebbe avere per sé medesimo, un amore maggiore: così ha fatto all’uomo il comando espresso di amarlo con tutto il cuore, con tuta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze. Dio vuole che l’uomo, tutto quanto, sia interamente impegnato ad amarlo, e in questo amore si perda e si consumi. E siccome Egli, per sè stesso, è tutto Amore, e fuori di sé tutto ha fatto per amore di sé medesimo, così vuole pure che l’uomo unicamente per amore di Dio usi delle sue proprie forze ed eserciti la sua propria attività. Orbene, Dio non solamente ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma ha pure formata la società umana sul modello della società delle persone della SS. Trinità. Perciò. nell’istesso modo che, in questa adorabile società, il Padre ama il Figlio suo come sé stesso e ama sé stesso nel Figlio suo, e lo stesso è da dirsi dell’amore del Figlio verso il Padre e verso lo Spirito Santo, come dell’amore dello Spirito Santo verso il Padre e il Figlio: così Dio vuole che l’uomo ami il prossimo suo come sé medesimo. Donde avviene che ci ha dato questo comandamento: amerete il vostro prossimo come voi stessi (Deuter. VI, 6), comandamento che Gesù chiama simile al primo (Matth., XXII. 36) perché è conforme alla vita divina ed eterna delle persone della SS. Trinità. In tal modo appunto, Nostre Signore ci ha amati; parlando dell’amore che porta agli uomini, dice che è simile all’amore che il Padre porta a Lui: Come mio Padre mi ama, così vi ho amati (Giov. XV, 9), ossia il medesimo amore che il Padre ha per me, io l’ho per voi; ciò che ci dimostra che l’amore che Egli ha per noi è sul modello di quell’amore che il Padre porta a Lui medesimo, ed è un’imitazione di quell’amore che ciascuna Persona divina porta all’altra, amandola come un’altra sé medesima. Nostro Signore vuole pure che gli uomini si amino tra loro allo stesso modo. Perciò diceva ai discepoli: Amatevi l’un l’altro come vi ho amati, Sicut dilexi vos (Giov. XV, 12). Come l’amore che il Padre ha per me è la forma dell’amore che ho avuto per voi, così voglio che voi pure vi amiate l’un l’altro sul modello dell’amore che io stesso ho per voi, affinché il vostro amore sia tutto conforme e simile a quello di mio Padre.

I.

Condizioni della carità verso il prossimo.

Amare il prossimo come Dio ama se stesso in Lui. — Amare Dio nel prossimo come lo amiamo in noi. La carità non deve aver limiti, ad imitazione dell’amore con cui Dio ama se stesso nel suo Verbo. — Come ci ha amati Gesù Cristo.

Le qualità e condizioni dell’amore verso il prossimo, devono essere simili a quelle dell’amore con cui Dio ama se stesso nel Figlio suo e con cui il Figlio ama gli uomini: dobbiamo amare gli uomini come Dio ama il Figlio suo e come il Figlio ama gli uomini. – Perciò, gli esempi esterni dell’amore di Gesù Cristo verso gli uomini devono essere il modello di ciò che la carità ci obbliga di fare esternamente per il prossimo; e il suo Spirito interiore ch’Egli ci ha dato deve reggerci ed animarci interiormente di quella medesima carità. Perché non si può né praticare né adempiere perfettamente quel santo precetto, senza l’opera di quello Spirito che è Dio medesimo. Dio abita in noi,  ma abita anche nel prossimo, e nel prossimo, mediante il suo Spirito, ama pure sé stesso; perciò, ci fa amare il prossimo come Egli ama sé medesimo. Egli si trova tutto nel prossimo, e siccome dappertutto ama sé medesimo secondo il suo proprio merito, perciò nel prossimo Egli ama sé stesso infinitamente. Epperò, siccome Egli anima il nostro cuore e lo riempie del medesimo suo amore, quindi ci stabilisce nella sua vita, nei suoi movimenti e nelle sue medesime inclinazioni; perciò l’anima cristiana, assecondando i sentimenti e le disposizioni del divino Spirito, ama il suo Dio, nel prossimo, del medesimo amore e con lo stesso ardore con cui ama Dio in sé medesimo. L’anima deve amare sé stessa unicamente in Dio, vale a dire, in quanto Dio l’anima e la riempie: deve amare sé stessa in Dio, come Dio ama sé stesso, perché è resa partecipe della vita di Dio. Così essa deve amare col medesimo amore il suo Dio e sé medesima; e siccome Dio trovasi pure nel prossimo, amare con l’amore medesimo con cui ama Dio in sé medesima.

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Dio, amando sé stesso nel suo Verbo, si dà infinitamente a Lui, in tutta pienezza, senza nulla riservare né dei suoi beni né della sua gloria; Egli è tutto nel Verbo, in Lui stabilisce la sua dimora, in Lui trova la propria beatitudine come in sé medesimo; e benché ciò faccia per necessità, non lascia però di farlo per amore, tantoché lo fa per amore necessario: la necessità in Dio non può essere un impedimento all’amore, perché Dio è Amore in tutto sé stesso. Così dobbiamo fare, noi pure, riguardo al prossimo: dobbiamo amarlo con tutta la nostra persona, comunicarci a Lui di cuore e d’anima, con l’aiuto e con l’assistenza; in una parola, non dobbiamo avere nulla che non siamo disposti a dargli, senza nessuna riserva. – I primi Cristiani, perché vivevano della vita di Dio, secondo la regola dell’amore che Dio prescriveva loro e che lo Spirito Santo faceva lor seguire, avevano tutto in comune come Gesù Cristo ha tutto in comune col Padre suo: Tutte le cose mie sono tue, e tutte le cose tue sono mie (Joann. XVII, 10). E come in Dio non v’è che un solo Spirito, una sola volontà vivente in tre Persone con perfetta unità di sentimenti, di pensieri e di desideri, così i primi Cristiani, come sta scritto, non avevano che un’anima, un cuore e una stessa volontà (Act, IV, 32). In tal modo i Santi in Cielo vivono in una perfetta unità: tale deve essere pure quella di tutti i fedeli sulla terra.

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Nostro Signore, in questo, ha mostrato che Egli per il primo praticava quanto prescriveva agli uomini, e che adempiva la legge del Padre suo. Essendo il primogenito tra i suoi fratelli, Egli doveva per il primo ubbidire perfettamente al Padre e servire a noi di modello e di forma per la condotta perfetta della nostra vita. Egli imitava il Padre suo nell’amore eterno che il Padre gli porta; quindi, nella sua vita, manifestava che ci ama come suo Padre l’ba amato da tutta l’eternità (Joan. XV, 9). Vi ho amato come il Padre mio mi ha amato. Mio Padre mi dà tutta la sua sostanza, ed Io vi comunico la mia nel mio santo Sacramento e nella Comunione. – Mio Padre mi comunica e mi dà la sua vita: ed Io vi dò la mia vita, non solo l’ho sacrificata sulla Croce, non solo vi ho dato il mio sangue sino all’ultima goccia, ma pure vi comunico anche il mio Spirito che è la mia vita. – Mio Padre mi comunica le sue ricchezze e i suoi tesori, ed io vi comunico i doni del mio Spirito. – Mio Padre mi dà la sua fecondità, cosicché dò origine ad una persona divina, e Io vi dò la mia stessa fecondità per produrre e generare dei figliuoli a Dio ed alla vita eterna. – Mio Padre mi ha dato ogni potere in Cielo e sulla terra, mi ha dato potere sopra la natura per farne ciò che voglio e cambiarne l’ordine quando e come mi piace; ed Io. con la presenza del mio Spirito, vi ho dato la forza e la virtù di compiere gli stessi prodigi ed altri più grandi ancora. quando ne sia bisogno per la gloria del Padre mio e per il bene della sua Chiesa. Non ho nulla ch’Io non vi doni; tutto quanto è in me, tutto desidero vi sia comune con me, nello stesso modo che tutto quanto il Padre mio possiede, tutto mi è comune in Lui. – Infine, come il Padre mio mette in me tutto quanto ha e tutto quanto è in sé medesimo, così Io metto in voi tutto quanto ho e tutto quanto sono. Ecco la legge della vera e perfetta carità verso il prossimo.