DA SAN PIETRO A PIO XII (4)

DA SAN PIETRO A PIO XII (4)

[G. Sbuttoni: Da Pietro a Pio XII, Edit. A. B. E. S. Bologna, 1953; nihil ob. et imprim. Dic. 1952]

CAPO IV.

CRISTIANIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ’

PREAMBOLO

Aiuti umani

Anche l’Impero Romano aveva preparato il terreno al Cristianesimo. Aveva resa presente e frequente negli spiriti l’idea di una umanità unica; unica e di pari diritto dinanzi alla legge. E questa idea di un’unica famiglia si era poi incarnata, con a capo l’Imperatore (Pontifex Maximus) in una organizzazione religiosa e politica, intellettuale e amministrativa che offrirà i quadri già stabiliti alla Gerarchia cattolica, in un sistema dì basiliche e di scuole, di strade e di comunicazioni che, partendo da Roma, portavano la civiltà, la cultura e la legge in tutti i paesi del mondo conosciuto. Anche la retorica aiutò la diffusione dei Cristianesimo. L’arte di ben parlare, l’arte di «persuadere », era stata una forza, non soltanto della politica, sulle labbra di Cesare, non soltanto una forza della giustizia nei tribunali e in bocca agli avvocati; ma soprattutto una forza della verità e della bontà in filosofi quali Socrate e Platone. – Il Cristianesimo s’impadronì subito di questa forza. Pose nell’arte vecchia della retorica il vin nuovo della Grazia, il principio della vita nuova. S. Paolo poté affermare la predicazione, cioè la parola parlata da uno a molti, essere il solo veicolo della Fede. Non disse il libro, non disse i monumenti; disse: la predicazione. E la Chiesa, che è un organismo vivo, parla; affida la verità alla parola viva trasmessa di bocca in bocca. La Chiesa ha sempre dato, attraverso i secoli, maggior valore alla « tradizione orale ». Le stesse S. Scritture sono affidate al Magistero Ecclesiastico. Contro coloro che riconoscevano soltanto i documenti scritti e i monumenti storici, la Chiesa Cattolica ha sempre difesa la Tradizione orale. Il Cristianesimo ha una voce che valica lo spazio e percorre i secoli. Il suo insegnamento parla con mille voci. Se stesse in un solo libro, basterebbe una biblioteca a contenerlo; anzi basterebbe uno scrigno. Non sarebbe necessaria la Chiesa viva, parlante ancora, cioè predicante. Sopra tutto il Cristianesimo veniva aiutato dalla filosofia greca e greco- romana, in quel che essa aveva dì più profondo e umano. Socrate non era morto invano, e il suo pensiero era luce intellettuale dell’anima. L’anima, che dal greco ànemos significa vento; alito, respiro, anche se riposta nell’ intelligenza cominciava a tralucere e a scoprirsi. E non soltanto si scoperse nel pensiero, l’anima, ma si cercò di educarla. Chi la diceva nata al piacere, chi nata al dolore; ma il fatto importante era questo: si capiva che l’anima aveva un fine superiore al corpo. – Il Cristianesimo rivelò qual fosse questo fine e quali i mezzi per raggiungerlo. Tutto ciò aiutava il Cristianesimo, non lo formava; lo

favoriva e lo diffondeva, non lo creava. C’è stato chi ha creduto di poter spiegare il Cristianesimo mettendo insieme questi elementi: ebraismo, misteriosofia, romanità, retorica, filosofia. – Sarebbe come voler spiegare la vita, facendo l’analisi del corpo

umano. Un corpo vivente si appropria elementi che lo possono sostenere, aria, acqua, calore… ma questi elementi entrano nella vita, non possono infondere la vita.

La vita cristiana l’aveva infusa Gesù. Il Cristianesimo si spiegava soltanto con Lui e per Lui. Tutto il resto non era che accessorio, magari utile, magari benefico.

1 . – LA PENETRAZIONE CRISTIANA

D. Come penetrò il Cristianesimo nelle masse?

— Con il solo mezzo della convinzione.

D. Gli Apostoli e i primi Evangelizzatori dove svolsero la loro attività?

— Nelle grandi metropoli, come Damasco, Antiochia, Efeso, Tessalonica, Atene, Corinto, Alessandria, Roma.

D. A chi rivolsero essi la loro parola?

— A tutti indistintamente. L a conversione di famiglie ragguardevoli e di persone eminenti per autorità e prestigio giovò poi a raggiungere intere masse..

2. – LA VITA DEI CRISTIANI

D. Come dovevano vivere i Cristiani?

— L o precisava bene S. Pietro nella sua prima lettera agli Asiatici.

D. Che dice in essa?

— « Carissimi, io vi scongiuro che vi guardiate dai desideri carnali, che guastano l’anima, vivendo bene tra le genti; affinché laddove sparlano di voi come malfattori, vedendo le vostre opere buone, glorifichino Dio. Siate dunque soggetti, per riguardo a Dio, ad ogni autorità; tanto al re, quanto ai presidi, perché tale è la volontà di Dio. Onorate tutti; amate i fratelli; temete Dio; rendete onore al re. – Servi, siate soggetti con ogni timore ai padroni, anche soffrendo ingiustamente; le donne siano soggette ai loro mariti; siate tutti una anima sola, compassionevoli, misericordiosi, modesti, uniti, non rendendo male per male, ma, al contrario, benedicendo ».

3. – CITTADINI MODELLO

D. Erano proprio cittadini modello i Cristiani di quei secoli?

— Sì, come ne fa fede lo stesso proconsole dell’Asia Minore, Plinio il Giovane, nella lettera indirizzata all’imperatore Traiano.

D. Che aveva ordinato l’imperatore?

— L a persecuzione contro i Cristiani.

D . Che risponde Plinio?

— « La loro colpa, egli dice, si riduceva a questo : — che in un dì stabilito (la domenica) solevano adunarsi prima che fosse giorno e cantavano a Cristo, come a Dio; e si obbligavano con giuramento non a commettere qualche delitto, ma a non commettere furto o latrocinio, o adulterio; a non tradire la fede data, e non rifiutarsi di restituire il deposito quand’erano invitati a farlo. Fatto ciò, avevano per costume di separarsi e riunirsi di nuovo per prendere insieme un pasto ordinario, e innocente. (Cioè le àgapi, alla fine delle quali si accostavano alla s. Comunione eucaristica). Perciò ho differito l’inchiesta e, sono ricorso a te, per consiglio ».

D. E quanti erano!

— Lo dice Plinio: « Mi è sembrato che ci fosse motivo di consultarti,, specialmente per il numero di quelli che sono in pericolo. Infatti molti di ogni età, d’ogni classe sociale, e anche d’ambo i sessi, sono e saranno chiamati a giudizio. E non solo per le città, ma anche per i villaggi e le campagne si è diffuso il contagio di questa superstizione ».

4. – GLI APOLOGISTI E L E SCUOLE CRISTIANE

D. Quali accuse venivano lanciate contro i Cristiani?

Venivano calunniosamente accusati di ateismo, di empietà, di atti crudeli.

D. Che avvenne di tali accuse?

— Vennero sfatate dai fatti. Osservatori imparziali, come Plinio, finirono per ammirare i Cristiani, particolarmente per l’affetto che si portavano a vicenda e per l’aiuto che si prestavano a vicenda; senza differenza di classe: nobili e plebei, padroni e schiavi.

D. Che giovò ancora a sfatarle?

— Le così dette « APOLOGIE » o difese della Fede cristiana, che uomini illustri per sapere presentavano agl’imperatori o al senato di Roma.

D. Quali le più celebri?

— Quella del sacerdote cartaginese TERTULLIANO, presentata all’imperatore Alessandro Severo, e quella di ORIGENE in risposta alle calunnie del filosofo pagano Celso.

D. I Cristiani erano nemici della scienza?

— Tutt’altro, come lo dimostrano le molte scuole e i molti letterati sorti fin dai primi secoli. La scuola superiore di Alessandria di Egitto e quella di Antiochia di Siria ebbero insegnanti e scrittori di grande fama, veri luminari della Chiesa antica.

5. – LA CRISTIANIZZAZIONE DELLO STATO

D. Chi si propose di dare allo Stato un’impronta cristiana?

— Costantino, il quale concesse al Cristianesimo favori di ogni genere.

NOTA. – Infatti costruì le magnifiche basiliche del Laterano, di San Pietro e S. Paolo; introdusse nelle città l’obbligo del riposo domenicale; mise in onore la Croce, proibendo che si adoperasse come strumento di condanna; proibì il maltrattamento degli schiavi, vietando che ai fuggitivi si imprimesse il marchio sulla fronte; chiuse i templi pagani; proibì ai suoi governatori di presenziare ufficialmente ai riti pagani; assunse Cristiani negli uffici pubblici; donò a Papa Silvestro il palazzo Laterano e l’annessa basilica del Salvatore, che divenne sede ufficiale del Capo della Chiesa.

D. In qual modo inoltre Costantino concorse a dar prestigio alla Chiesa?

— Trasferendo la Corte imperiale a Bisanzio, che da lui prese il nome di Costantinopoli. Così concorse a dare al Papa e alla Chiesa quella indipendenza, libertà e sovranità di Roma, senza la quale il Papa non avrebbe potuto esercitare sul mondo di allora, così agitato, quell’influenza religiosa e morale per la quale Cristo aveva istituito il Papato.

6. – ULTIMI BAGLIORI DEL PAGANESIMO

D. Chi tentò di risuscitare il paganesimo?

— Giuliano, nipote di Costantino, sul cui animo seppero tanto influire gl’insegnanti e filosofi pagani di Atene e Costantinopoli dove studiò, da fargli perdere la Fede cristiana e da farne un apostata. Nei 20 mesi che imperò, perseguitò molto la Chiesa. Poco dopo però Teodosio dichiarò il Cristianesimo Religione dello Stato. Fu la morte del paganesimo.