CALENDARIO LITURGICO CATTOLICO DI OTTOBRE 2018

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA

OTTOBRE (2018)

OTTOBRE È IL MESE CHE LA CHIESA DEDICA AGLI ANGELI, AL SS. ROSARIO, A CRISTO RE.

La Chiesa riassume nella festa del SS. Rosario tutte le solennità dell’anno e, con i misteri di Gesù e della Madre sua, compone come un’immensa ghirlanda per unirci a questi misteri e farceli vivere e una triplice corona, che posa sulla testa di Colei, che il Cristo Re ha incoronata Regina e Signora dell’universo, nel giorno del suo ingresso in cielo. Misteri di gioia che ci riparlano dell’Annunciazione, della Visitazione, della Natività, della Purificazione di Maria, di Gesù ritrovato nel tempio; Misteri di dolore, dell’agonia, della flagellazione, della coronazione di spine, della croce sulle spalle piagate e della crocifissione; Misteri di gloria, cioè della Risurrezione, dell’Ascensione del Salvatore, della Pentecoste, dell’Assunzione e dell’incoronazione della Madre di Dio. Ecco il Rosario di Maria. [Dom P. Guéranger: l’Anno Liturgico]

Indulgenze per il mese di OTTOBRE:

398

Fidelibus, qui mense octobri saltem tertiam Rosarii partem sive publice sive privatim pia mente recitaverint, conceditur:

Indulgentia septem annorum quovis die;

Indulgentia plenaria, si die festo B . M. V. de Rosario et per totam octavam idem pietatis obsequium præstiterint, et præterea admissa sua confessi fuerint, ad eucharisticum Convivium accesserint et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitationem instituerint;

Indulgentia plenaria, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitatione, si post octavam sacratissimi Rosarii saltem decem diebus eamdem recitationem persolverint (S. C. Indulg., 23 iul. 1898 et 29 aug. 1899; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932).

RECITATIO ROSARII

395

a) Fidelibus, si tertiam Rosarii partem devote recitaverint, conceditur: Indulgentia quinque annorum;

Indulgentia plenaria, suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem idem præstiterint (Bulla Ea quæ ex fidelium, Sixti Pp. IV, 12 maii 1479; S. C. Indulg., 29 aug. 1899 ; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932 et 22 ian. 1952)

b) Si una cum aliis, sive publice sive privatim, saltem tertiam Rosarii partem pie recitaverint, conceditur

Indulgentia decem annorum semel in die;

Indulgentia plenaria in ultima singulorum mensium Dominica, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiae aut publici oratorii visitatione, si saltem ter in qualibet ex præcedentibus hebdomadis eamdem recitationem persolverint.

Si vero hanc recitationem in familia peregerint, præter

partialem decem annorum indulgentiam, conceditur:

Indulgentia plenaria bis in mense, si quotidie per integrum mensem hoc peregerint, additis confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ vel publici oratorii visitatione (S. C. Indulg., 12 maii 1851 et 29 aug. 1899; Pæn. Ap., 18 mart. 1932 et 26 iul. 1946).

c) Iis, qui coram sanctissimo Eucharistiæ Sacramento, publice exposito vel etiam in tabernaculo adservato, tertiam Rosarii partem pia mente recitaverint, quoties id egerint, conceditur: Indulgentia plenaria, si præterea peccatorum veniam obtinuerint et ad sacram Synaxim accesserint (Breve Ap., 4 sept. 1927).

NOTA. — 1° Decades separari possunt, dummodo recitando coronæ in eodem die absolvatur (S. C. Indulg., 8 iul. 1908). [si possono separare le decine nella stessa giornata]

2° Si in recitatione Rosarii fideles de more utantur corona, ab aliquo religioso Ordinis Praedicatorum vel ab alio sacerdote facultate pollente benedicta, præter supradictas Indulgentias, alias acquirere possunt (S. C. Indulg., 13 apr. 1726, 22 ian. 1858 et 29 aug. 1899).

[Indulgenze parziali per tutti annesse alla preghiera anche senza corona: 5 anni o. v.; 7 anni in ottobre; 10 anni detto in famiglia o con altri.

Indulgenze plenarie: per il Rosario in famiglia: 1) se recitato ogni giorno per una settimana; 2) nell’ultima domenica del mese; 3) nelle feste della Madonna. Condizioni: confessione e comunione; per la recita individuale: 1 ) plenaria due volte al mese; 2) plenaria nella festa del Rosario e durante l’Ottava con l’obbligo di una visita ad una Chiesa.

Per la recita davanti al SS. esposto o chiuso nel tabernacolo: plenaria o. v. Condizioni: confessione e comunione, meditazione dei misteri.

N. B.: Non appartengono all’essenza del Rosario e quindi si possono omettere senza detrimento delle indulgenze, le litanie, il Gloria (a cui si pub sostituire o aggiungere il Requiem), le giaculatorie, le tre Ave finali, la Salve Regina, il Pater secondo le intenzioni del Papa.]

GLI ANGELI:

440

Invocatio

Angeli, Archangeli, Throni et Dominationes, Principatus et Potestates, Virtutes cœlorum, Cherubim atque Seraphim, Dominum benedicite in æternum.

(ex Messali Rom.).

Indulgentia trecentorum dierum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, quotidiana invocationis recitatone in integrum mensem producta (S. Pæn. Ap., 20 nov. 1934).

441

Invocatio

Benedicite Dominum omnes Angeli eius; potentes virtute, qui facitis verbum eius. Benedicite Domino omnes virtutes eius; ministri ejus qui facitis voluntatem eius.

 (ex Missali Rom.).

Indulgentia trecentorum dierum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem invocationes pie repetitæ fuerint (S. Pæn. Ap., 8 iul. 1935

NOVENA IN ONORE DI SANTA MARIA FRANCESCA

DELLE CINQUE PIAGHE DI GESÙ CRISTO (6 ottobre).

(Comincia il 27 Settembre)

[Il Giardino spirituale, G. Russo ed. Napoli, 1903 – imprim. -]

PRIMO GIORNO.

Deus in adiutorium etc. Gloria Patri, etc.

Tre Gloria Patri alla SS.a Trinità, in ringraziamento de’ doni e favori concessi a Santa Maria Francesca.

O fortunata Maria Francesca, voi prima di uscire alla luce, foste prevenuta dalla divina grazia, volendo il Signore, che alla vostra madre fosse predetto qual tesoro di santità chiudeva nel seno. Ed in vero, come ben presto ne deste segni ammirabili! Fanciulla di solo quattro anni imparaste così bene l’arte di orare, che passavate molte ore del giorno e della notte in teneri colloqui col vostro Dio. Io ringrazio la Divina bontà, per avervi cotanto segnalata; ed ammirando in voi sì bel fervore, in età così tenera, mi copre il volto un vergognoso rossore; mentre ho perduto il più bel tempo di mia vita dietro mille mancamenti e peccati. Deh! S. Maria Francesca, voi che sapeste tanto bene impiegare le primizie degli anni vostri, ottenete a me, che il restante di mia vita lo consumi unicamente in servire ed amare il sommo Bene: affinché amandolo e servendolo quaggiù in terra, possa sperare, per la vostra intercessione, di glorificarlo insieme con voi, per tutta l’eternità, nel Paradiso. Così sia.

Si diranno cinque Gloria Patri, con cinque strofette alle sacratissime Piaghe di Gesù Crocifisso, per le quali la Santa nutriva singolare devozione.

1. In questa mano per l’uom ferita

Ritrova l’alma la vera vita.

Gloria Patri etc.

2. La destra piaga del buon Signor

Abbraccia l’alma del peccatore.

Gloria Patri etc.

3. Il piè trafitto da duro chiodo

Si stringe l’alma col santo nodo.

Gloria Patri, etc.

4. Il destro piede anche piagato,

Preserva l’alma dal rio peccato.

Gloria Patri etc.

5. Quella del petto piaga d’amore,

Si chiude l’alma finché ne muore.

Gloria Patri etc.

PREGHIERA PER OGNI GIORNO ALLA SANTA.

A voi ricorro, o S. Maria Francesca, e genuflesso ai vostri piedi, vi prego, pel grande amore che portaste alle sacratissime piaghe del vostro Crocifisso amante, d’impetrarmi da queste cinque Fonti di vita eterna, un continuo dolore dei miei peccati, i quali sono stati cagione delle pene di un Dio. Ottenetemi un general perdono di tutte le mie colpe, ed un grande amore alla passione del Redentore: acciocché, pei meriti del suo preziosissimo Sangue, e per la vostra mediazione, ottenga di spirare nell’amorosa piaga del suo santissimo Cuore. Così sia.

Ora prò nobis, Sancta Maria Francisca.

Ut digni efficianur promissionibus Christi.

OREMUS.

Domine Jesu, qui Sanctam Mariam Franciscam Virginem, inter cæteras dotes, in Mundi contemptu, mirabilem facisti: eius, quæsumus, meritis et intercessione concede nobis terrena despicere, et cœlestia semper inquirere. Qui vivis et regnas, etc.

SECONDO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O aquila generosa di santità S. Maria Francesca, voi per ben corrispondere alla Divina grazia, cercaste con ardore fin dalla vostra infanzia, di consacrarvi tutta al vostro Dio: e per serbargli il bel fiore di vostra verginità, vi sottoponeste volentieri ai fieri tormenti che vi fece patire il vostro genitore, volendovi egli sposare ad un ricco personaggio per cupidigia d’interesse; ma ridotta quasi vittima del suo furore, vi manteneste sempre costante al vostro Sposo: finché calmato, vi permise d’indossare l’abito religioso, sotto di cui vi consacraste, con voto, tutta a Dio che in premio di tante pene sofferte per amor suo, vi decorò del dono di un’angelica purità; che al solo sentire il fetore di peccato disonesto in una casa, fuggiste immediatamente. – Deh! avvocata mia particolare, pregate per me il vostro purissimo Sposo, ed ottenetemi la grazia di una esatta custodia dei miei sensi, e che il prezioso tesoro della santa purità io nasconda, a vostra imitazione, nel vaso di una vera umiltà; e se non merito di cantare insieme con voi il cantico riserbato ai soli vergini, ottenetemi almeno che lo possa ascoltare per tutta l’eternità nel Paradiso. Cosi sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

TERZO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O anima veramente grande S. Maria Francesca, voi per tante bastonate e maltrattamenti sofferti dal vostro genitore, foste assalita da tale infermità, che tutti vi tennero per morta; ma se tanto avvenne al corpo perché debole, l’anima grande, quale scoglio in mezzo a tempestoso mare, sempre più ferma andava in cerca di nuove pene. Il vostro Sposo però, compassionando le vostre afflizioni, volle consolarvi con la sua visibile presenza, e sotto aspetto di un bellissimo giovane col dolce nome di Salvatore, trattare familiarmente con voi; e così raddolcire gli affanni tollerati pazientemente per amor suo. Deh! amata mia protettrice, anch’io sono immerso in un mare di affanni e di pene, frutti di questa misera terra; impetratemi voi una perfetta rassegnazione alla santissima volontà del mio Dio. Non bramo consolazioni, perché non le merito, ma una sola ne domando all’eterno Padre, per i meriti di Gesù Cristo, qual è appunto una grazia efficace per amarlo incessantemente sino alla morte; è vero che le mie colpe me ne rendono indegno; ma ben può meritarmele la vostra intercessione, acciocché dopo il breve corso di questa misera vita possa essere ammesso alle consolazioni eterne del Paradiso. Così sia.

In questa mano etc: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

QUARTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O S. Maria, Francesca, se nei tormenti e nelle infermità foste un esemplare di fortezza: nelle calunnie e nelle persecuzioni foste un modello di pazienza. Da persone più beneficate da voi foste perseguitata fino ad infamarvi nei pubblici tribunali; come donna malvagia; ed in breve tempo si moltiplicarono a tal segno le calunnie, che diveniste il ludibrio di tutti; e voi con eroica pazienza giammai pensaste di difendere la vostra illibata innocenza: anzi con pianto di amare lagrime imploraste il perdono ai vostri calunniatori. Deh! avvocata mia particolare, io oggi, più che mai, ricorro al vostro patrocinio, per ottenere la pazienza nelle traversie di questo mondo, e la dilezione dei miei nemici tanto necessaria per salvarmi; mentre il Divino maestro sulla cattedra della Croce c’insegnò questa nobile lezione, di perdonare di buon grado ai nostri offensori. Tanto io spero di ottenere, per la vostra potente intercessione, mediante la quale, e per i meriti di Gesù Cristo, spero essere perdonato tutte le mie colpe nel punto della mia morte, affinché dopo quella possa venire a ringraziare l’infinita Misericordia insieme con voi, per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

QUINTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O prediletta del Signore, S. Maria Francesca, se tanto ammirabile foste nel soffrire gli oltraggi e le calunnie, non meno dissimile lo foste nel tollerare dure prove alle quali vi sottopose il vostro Confessore. Furono queste pur troppo sensibili per la vostra bell’anima, e ciò non ostante, con grande umiltà e cieca ubbidienza, eseguiste prontamente quanto vi veniva imposto, e mentre sembravate una navicella sbattuta da diverse onde, vi trovò sempre pieghevole a qualsivoglia aspro comando; che perciò ebbe a dire il vostro Confessore medesimo di aver conosciuto dov’era giunta la vostra gran santità. Amata mia protettrice, ottenete a me una perfetta ubbidienza alle voci del mio Dio; fate che ubbidisca ai suoi Ministri, che ne tengono le veci in terra; sia ubbidiente ai miei maggiori, e docile cogli eguali ed inferiori; affinché sacrificando la mia volontà al volere Divino, possa sperare che nel punto della mia morte, siano le ultime mie parole un atto perfetto di rassegnazione alla santissima volontà di Dio, per poi magnificarlo in eterno insieme con voi, per tutti i secoli dei secoli nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

SESTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O martire di pene, S. Maria Francesca, voi per assomigliarvi al vostro Crocifìsso sposo, stimaste i dolori e le ignominie più di qualsivoglia contento e piacere del mondo: ed il vostro Divino amante per sì bella corrispondenza, e perfetta prova del vostro grande amore verso di Lui, si compiacque di rendervi a parte della sua passione, decorandovi con l’impressione delle sue cinque piaghe, e con l’acerba coronazione delle pungentissime spine; quali ferite dal corpo passarono a piagare il cuore, onde saziarsi l’ardente brama che avevate sempre di più patire per l’amato Gesù. Avvocata mia potentissima, voi meritaste un dono cotanto singolare, in premio delle eccelse virtù che adornavano la vostra bell’anima: ed a me misero peccatore impetrate due ferite sole: una che notte e giorno mi faccia piangere i miei peccati, e l’altra che mi consumi il cuore di santo amore; acciocché, vivendo nell’amore del mio Dio, ottenga di amarlo sveltamente per tutta l’eternità insieme con voi nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

SETTIMO GIORNO.

Deus in adiutorium etc. – Gloria Patri, etc.

O cerva ferita di santo amore, S. Maria Francesca, essendo voi divenuta partecipe delle pene del vostro amante, vi si accese talmente nel cuore l’amore alla Passione del Redentore, che in tutte le vostre azioni ne contemplavate i misteri. L’esercizio della Via Crucis era la divozione più tenera per la vostra bell’anima, nella quale sperimentaste ad uno ad uno tutti i patimenti che soffrì il nostro Salvatore, e rimanendone in siffatto modo penetrata, che eziandio le ossa si slogavano pel dolore. Oh! Anima prediletta del Nazareno Signore, se tanti favori meritaste per compatire Gesù appassionato, impetrate al mio cuore una continua rimembranza della morte acerbissima, che per me ancora patì il figlio di Dio. Io desidero che Gesù crocifisso sia nella mia mente, Gesù crocifisso nel mio cuore, affinché nelle mie tribolazioni Egli sia il mio conforto; nei timori della mia salute, Egli sia la mia speranza; nelle infermità, il mio sollievo, e nel punto della mia morte, il mio avvocato; mostrando al Padre le sue ferite per aprire a me le porte del cielo, dove spero di venire un giorno a godere l’umanità glorificata del mio Gesù, per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus, etc.

OTTAVO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O S. Maria Francesca, se nell’amore che portaste a Gesù Crocifisso sembraste una Serafina di amore; il ricevere Gesù Sacramentato nella santa Comunione, era lo stesso che liquefarsi il vostro cuore in dolce estasi di amore, e Gesù che non si fa vincere di amore, spiccossi un giorno dalle mani del Sacerdote, per anticiparvi il contento che sentivate in unirvi a Lui. Stando voi inferma, non poteste cibarvi delle Immacolate carni di Gesù Sacramentato; e Gesù per mano angelica vi fece abbeverare anche del suo preziosissimo Sangue; e qual altra Santa Teresa poté dirvi: Figlia, voglio che il mio Sangue ti giovi ad accrescere nuove fiamme di santo amore. Anima amante, io a voi ricorro quest’oggi, Voi dovete ottenermi, che questo preziosissimo Sangue giovi puranche all’anima mia, purificandola da tutte le macchie e da tutti quanti i peccati; l’accenda di santi ardori, e la metta in possesso della divina grazia; mentre io con la divina grazia voglio vivere, e nella divina grazia spero morire: acciocché morendo nella divina grazia, posso essere ammesso agl’incessanti ringraziamenti insieme con voi per per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

NONO ED ULTIMO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O Colomba di Paradiso, S. Maria Francesca, felice voi, che già son terminate le pene, i tormenti, le calunnie, le persecuzioni. L’anima grande, adorna della più consumata virtù, può prendere la volta del cielo senza verun impedimento, per ricevere la corona immortale di eterna gloria. A chi con lagrime di dolore v’impose di pregare il vostro Dio, che vi avesse rimasta in vita per suo consuolo, rispondeste tutta infiammata di santo desiderio di unirvi all’amato, che vi avesse sciolta dal carcere del vostro corpo, poiché lo sposo vi aspettava alle nozze celestiali. La Madre di Dio, che sotto il titolo della Divina Pastora, tanto amaste e veneraste, venne ad assistervi nelle vostre agonie, e nelle braccia di Gesù e Maria spiraste l’anima fortunata. Felice voi, che menaste una vita tutta secondo il cuore di Dio; e secondo il Cuor suo, Egli rese preziosa la vostra morte. Deh! mia grande Avvocata, in questo ultimo giorno, mostratevi meco pietosa sovvenitrice. Io per le mie colpe meriterei di fare una pessima morte, ed altra speranza non ho che i meriti infiniti di Gesù Cristo, la protezione della cara Madre Maria, la vostra intercessione. Io spero di morire con un atto perfetto di contrizione; con un atto di perfetta rassegnazione: e con un perfettissimo atto di amore spirare l’ultimo fiato; acciocché Gesù e Maria ricevano l’anima mia, per condurla al Cielo, per ivi cantare in eterno le divine misericordie, insieme con voi nel Paradiso. Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

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Le feste del mese di OTTOBRE sono:

1 Ottobre S. Remigii Epíscopi Confessóris; Feria

2 Ottobre Ss. Angelorum Custodum;  Duplex majus *L1*

3 Ottobre S. Theresiæ a Jesu Infante Virginis;  Duplex

4 Ottobre S. Francisci Confessóris  –  Duplex majus

5 Ottobre Ss. Placidi et Sociorum Mártyrum; Feria

                        Primo venerdì

6 Ottobre S. Brunonis Confessóris –  Duplex

                        Primo sabato

7 Ottobre Dominica XX Post Pentecosten II. Octobris  Semiduplex Dominica minor

            Beatæ Mariæ Virginis a Rosario    Duplex II. classis

8 Ottobre S. Birgittæ Víduæ    Duplex

9 Ottobre S. Joannis Leonardi Confessóris    Duplex

10 Ottobre S. Francisci Borgiæ Confessóris    Semiduplex

11 Ottobre Maternitatis Beatæ Mariæ Virginis    Duplex II. classis *L1*

13 Ottobre S. Eduardi Regis Confessóris    Feria

14 Ottobre Dominica XXI Post Pentecosten III. Octobris Semiduplex Dom. minor

Callisti Papæ et Martyris ;  Duplex

15 Ottobre S. Teresiæ Virginis ; Duplex

16 Ottobre S. Hedwigis Víduæ ; Semiduplex

17 Ottobre S. Margaritæ Mariæ Alacoque Virginis ; Duplex

18 Ottobre S. Lucæ Evangelistæ ; Duplex II. classis

19 Ottobre S. Petri de Alcantara Confessóris    Duplex

20 Ottobre S. Joannis Cantii Confessóris    Duplex

21 Ottobre Dominica XXII Post Pentecosten IV. Octobris    Semiduplex Dominica minor *I*

Hilarionis Abbatis

24 Ottobre S. Raphaëlis Archangeli    Duplex majus *L1*

25 Ottobre Ss. Chrysanthi et Dariæ Mártyrum ; Feria

26 Ottobre S. Evaristi Papæ et Martyris ; Feria

27 Ottobre Sanctae Mariae Sabbato ; Simplex

28 Ottobre Dominica XXIII Post Pentecosten V. Octobris  

                    Domini Nostri Jesu Christi Regis ; Duplex I. classis *L1*

UN’ENCICLICA AL GIORNO TOGLIE I MODERNISTI APOSTATI DI TORNO: VI È BEN NOTO

Approssimandosi il mese di ottobre, che la Chiesa dedica al santo Rosario, leggiamo oggi una breve ma importante Enciclica del Santo Padre Leone XIII, scritta stavolta in italiano, che costituisce un “proclama di guerra spirituale”, contro i mali del mondo e della Chiesa in particolare, sostenuti da empie ideologie e personaggi di malefica natura, asserviti al “signore dell’universo” attraverso le sue conventicole e logge di ogni risma. Il “proclama bellico” è tutto incentrato sull’arma più micidiale che il Cristiano possieda onde sconfiggere e schiacciare il capo del serpente maledetto che alimenta il suo odio implacabile per Dio, il suo Cristo, la santa Chiesa Cattolica, il popolo cristiano ed ogni singolo Cristiano. Questa arma, in tante occasioni già provata per la sua efficacia potentissima, è il Santo Rosario. Questo rimedio già all’epoca, mediante le incessanti esortazioni del Sommo Pontefice, e l’opera di chierici e laici fedeli, riuscì, almeno in gran parte, a tamponare i mali che si prospettavano e si verificarono effettivamente, mettendo in salvo almeno il Vicario di Cristo, il potere spirituale della sua Santa Chiesa, e parte del popolo italiano, sebbene funestato da guerre e catastrofi varie. Ma questa Lettera Enciclica è bene farla nostra oggi, nei nostri giorni, funestati ed impregnati di libertinismo sfrenato, irreligiosità pagana e sprezzante, apostasia di pressoché tutto il popolo, guidato da falsi chierici e corrotti governanti. Dove poterci appigliare, a chi rivolgerci per essere strappati al marasma infernale, a questa immane catastrofe, materiale e soprattutto spirituale, che ci sta coinvolgendo tutti, in particolare le giovani generazioni? Ancora una volta, come scriveva San Bernardo, dobbiamo guardare la Stella Maris ed invocare: Maria! Nelle sue mani c’è la nostra vittoria, nella corona del Santo Rosario c’è la fionda che potrà abbattere il Golia massonico, la potenza atomica, le insidie dei demoni. Seguiamo le indicazioni di Leone XIII, non ci abbattiamo, non demordiamo, ricordiamoci di Giosué, di Gedeone, di Giuda Maccabeo, ed ancor più dei guerrieri di Lepanto, di Vienna, di Belgrado che abbatterono la straripante barbarie musulmana confidando unicamente in Maria e nel Santo Rosario.

Alziamo gli occhi, e invochiamo: Maria!

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VI È BEN NOTO

EPISTOLA ENCICLICA

Ai Vescovi d’Italia.

DI S.S. LEONE XIII

Il Papa Leone XIII. Venerabili Fratelli.

Vi è ben noto quanta fiducia, in mezzo alle presenti calamità, abbiano Noi riposta nella gloriosa Vergine del Rosario per la salvezza e prosperità del popolo cristiano, per la pace e la tranquillità della Chiesa. Memori, per una parte, che nelle grandi distrette pastori e fedeli furono sempre usi di rivolgersi fiduciosi alla gran Madre di Dio, aiuto potentissimo dei Cristiani, nelle cui mani sono poste tutte le grazie; persuasi, per l’altra, che la devozione alla Vergine sotto il titolo del Rosario torna sommamente opportuna ai bisogni specialissimi dei tempi nostri, abbiamo voluto che questa devozione si ravvivasse dovunque, e sempre più largamente si stabilisse in mezzo ai fedeli di tutto il mondo. Già più volte, nell’inculcare la pia pratica del mese di ottobre ad onore della Vergine, ne abbiamo indicato i motivi, le speranze, il modo: e tutta quanta la Chiesa, in qualsiasi parte della terra, docile alla Nostra voce, ha sempre risposto con manifestazioni di singolare pietà al Nostro invito: ed anche ora di nuovo si apparecchia a pagare a Maria Santissima, per un intero mese, il tributo quotidiano della devozione a Lei tanto gradita. In questa santa e nobile gara non è rimasta addietro l’Italia, dove la pietà verso la Vergine è così profondamente radicata e così universalmente sentita; né dubitiamo, che anche in quest’anno l’Italia sia per dare bella prova del suo amore verso la gran Madre di Dio, e per apprestare a Noi nuovi motivi di consolazione e di conforto. Non possiamo tuttavia dispensarci dal rivolgere a Voi, Venerabili Fratelli, una parola di speciale esortazione, affinché con nuovo e singolare impegno in tutte le Diocesi italiane sia santificato il mese dedicato a Maria Santissima del Rosario.

È facile comprendere le particolari ragioni che a ciò Ci muovono. Fin da quando Iddio Ci ebbe chiamati a reggere sulla terra la sua Chiesa, Noi Ci studiammo di porre in opera tutti quei mezzi che sono in Nostro potere, e che credemmo più acconci alla santificazione delle anime e alla dilatazione del regno di Gesù Cristo. Non abbiamo escluso dalle Nostre quotidiane sollecitudini nessuna nazione né alcun popolo, ben sapendo che per tutti il Redentore ha profuso sulla croce il suo sangue prezioso, e a tutti ha aperto il regno della grazia e della gloria. Nessuno però può farsi meraviglia, se con singolare predilezione riguardiamo il popolo italiano: ché anche il divino Maestro, Gesù Cristo, fra tutte le parti del mondo prescelse l’Italia a Sede del suo Vicario in terra, e nei consigli della sua provvidenza dispose che Roma addivenisse la Capitale del mondo Cattolico. Per tal maniera il popolo italiano è chiamato a vivere in maggior prossimità col gran Padre della famiglia cristiana, e a dividerne più specialmente le gioie e i dolori. E purtroppo nella nostra Italia non mancano al presente gravissime ragioni di amarezza all’animo Nostro. La fede e la morale cristiana, preziosissimo retaggio tramandatoci dai nostri antenati, e che pur fece in ogni tempo la gloria della Patria nostra e de’ grandi italiani, sono o insidiosamente e quasi di nascosto, o palesemente e con ributtante cinismo assaliti da una mano di uomini, i quali si studiano di strappare agli altri la fede e la morale che essi hanno perduto. È facile intravedere in tutto questo, più che ogni altra cosa, l’opera delle sette, e di coloro che sono strumenti più o meno docili in mano di esse. Qui in Roma poi dove il Vicario di Cristo ha la sua Sede, si concentrano a preferenza gli sforzi di costoro e si manifestano in tutta la pertinace ferocia i loro satanici intendimenti.

Non abbiamo bisogno di dirvi, Venerabili Fratelli, di quale e quanta amarezza sia ripieno l’animo Nostro nel vedere esposte a così gravi pericoli le anime di tanti Nostri carissimi figli. E cresce questa Nostra amarezza nel veder Noi stessi posti nell’impossibilità di opporci a questi grandi mali con quella salutare efficacia che vorremmo, e che pure avremmo il diritto di avere: imperocché sono note a voi, Venerabili Fratelli, e a tutto il mondo le condizioni di vita alle quali siamo ridotti. Per questi motivi Noi sentiamo maggiore il bisogno d’invocare l’aiuto di Dio e la protezione della gran Vergine Madre. I buoni italiani preghino fervorosamente pe’ loro fratelli traviati, e preghino pel Padre comune di tutti, il Romano Pontefice, acciocché Iddio nella sua infinita misericordia accetti ed esaudisca i comuni voti de’ figli e del Padre. Ed anche per questa parte le Nostre più vive e più ferme speranze sono collocate nella gloriosissima Regina del Rosario: la quale fin da quando cominciò ad invocarsi con questo titolo, si mostrò prontamente soccorrevole ai bisogni della Chiesa e del popolo cristiano. Già altre volte ricordammo queste glorie e gli strepitosi trionfi riportati contro gli Albigesi e contro altri potenti nemici; glorie e trionfi che ridondano sempre non solamente a profitto della Chiesa perseguitata ed afflitta, ma a prosperità temporale altresì dei popoli e delle nazioni. Perché non potrebbero rinnovarsi nei bisogni presenti le stesse meraviglie di potenza e di bontà da parte della gran Vergine, a pro della Chiesa e del suo Capo e di tutto il mondo cristiano, sol che i fedeli sapessero rinnovare da parte loro gli splendidi esempi di pietà dati in simili congiunture dai loro maggiori? È perciò che Noi, a renderci vie più propizia questa potentissima Regina, intendiamo di onorarla sempre più sotto l’invocazione del Rosario e di accrescerne il culto. E così, a cominciare dall’anno che corre, abbiamo stabilito d’innalzare a rito doppio di seconda classe per tutta la Chiesa la solennità del Rosario. Ed allo stesso fine ardentemente bramiamo che il popolo cattolico italiano con particolare slancio di devozione sempre, ma singolarmente nel mese prossimo di Ottobre, si volga a questa gran Vergine, e faccia dolce violenza al suo cuore di Madre, pregandola per l’esaltazione della Chiesa e della Sede Apostolica, per la libertà del Vicario di Gesù Cristo in terra, per la pubblica pace e prosperità. E poiché l’effetto delle preghiere sarà tanto più grande e sicuro, quanto saranno migliori le disposizioni di chi prega, caldamente vi esortiamo, Venerabili Fratelli, che con tutte le industrie del vostro zelo vi adoperiate a ridestare nei popoli a voi commessi una fede vigorosa, viva ed operativa, e a richiamarli colla penitenza alla grazia e al fedele adempimento di tutti i doveri cristiani. Tra i quali, per le condizioni dei tempi, conviene considerare come principalissimo la franca e sincera professione della fede e della morale di Cristo, per la quale si vinca ogni rispetto umano e si mettano innanzi ad ogni altra cosa gl’interessi della religione e l’eterna salvezza delle anime. Poiché non conviene dissimulare che, quantunque per divina misericordia il sentimento religioso sia ancora vivo e largamente diffuso nel popolo italiano, pure anche in mezzo di esso, per malefico influsso degli uomini e dei tempi, ha cominciato a serpeggiare l’indifferentismo religioso; per cui va diminuendo quella pratica riverenza e quell’amor filiale verso la Chiesa, che furono gloria e nobile vanto dei maggiori. Sia per opera vostra, Venerabili Fratelli, che si risvegli potente nei vostri popoli il sentimento cristiano, l’interesse per la causa Cattolica, la fiducia nella protezione della Vergine, lo spirito di preghiera. Non è a dubitare che l’invitta Regina da tanti figli e con sì felici disposizioni invocata, non risponda benignamente alle loro voci, consoli la Nostra afflizione e coroni i Nostri sforzi a pro della Chiesa e dell’Italia, riconducendo per l’una e per l’altra giorni migliori.

Con questi sentimenti impartiamo a voi, Venerabili Fratelli, al clero, e al popolo commesso alle cure di ciascun di voi, l’Apostolica benedizione, pegno delle grazie e dei favori più eletti del cielo.

Dal Vaticano, 20 settembre 1887.