DA S. PIETRO A PIO XII (2)

DA SAN PIETRO A PIO XII (2)

CATECHISMO DI STORIA DELLA CHIESA

[G. Sbuttoni: Da Pietro a Pio XII, Edit. A. B. E. S. Bologna, 1953; nihil ob. et imprim. Dic. 1952]

CAPO II.

IL CRISTIANESIMO NEL MONDO GRECO-ROMANO

PREAMBOLO

San Paolo verso Roma

Ad Atene

Mezzo secolo dopo la nascita di Gesù, S. Paolo toccò l’Europa nel fianco della penisola Macedone. Scese poi lungo la costa frastagliata della Grecia e giunse finalmente ad Atene. – Atene, la città della civetta sapiente, di Minerva, accolse S. Paolo freddamente. Nella più famosa città della Grecia, ormai rattratta e loquace come una vecchia signora di gran nome, gli Dei pagani un giorno lontano avevano avuto le fattezze da Fidia e Prassitele. I templi, non grandi, non sfarzosi, erano miracoli di armonia e di grazia. L’Acropoli era il diadema della città, sulla collina. I retori insegnavano ai giovani la fiorita parola, i filosofi insegnavano agli uomini l’arte dei bei pensieri. Tra quei marmi lievemente ingialliti, tra quei parlatori ingegnosi e oziosi… che cosa poteva fare e dire quell’Israelita deforme, incolto, cattivo parlatore? – S. Paolo s’aggirava avvilito nella città elegante e scema di sé, quando s’imbatté in una solitaria pietra d’altare che portava questa scritta: « Al Dio Ignoto ».

Dunque anche gli Ateniesi avevano sentito che i loro Dei bellissimi non vincevano il mistero dell’universo e dell’uomo? Dunque neppure i filosofi s’appagavano della loro industria, neppure gli artisti erano quieti della loro arte? Sopra le fantasie dei poeti, sopra le arditezze dei filosofi, sopra le istituzioni dei savi, s’alzava, come sull’orlo delle cose si alza lo spazio e il cielo, un margine infinito per un Dio ignoto e presente, sconosciuto e operante, un Dio non di pietra, non d’avorio, non d’oro, ma un Dio vivente nelle anime e nei Cieli: Gesù. – S. Paolo in nome di questo Dio osò parlare anche ad Atene. Lungo le strade e attorno alle piazze correvano i portici: l’agorà era un mercato di parole e di notizie. S. Paolo cominciò a parlarvi arditamente. – Quel piccolo uomo, dalla barba ispida, gli occhi rossi e il naso lungo, quel Giudeo che parlava greco con l’accento del litorale asiatico, destò la curiosità divertita degli Ateniesi. Ne avevano visti e sentiti di tipi buffi. Ascoltarono anche lui.

— « Che cosa vorrà questo giramondo? » — si chiedevano. Ed intanto facevano circolo attorno a lui. Aspettavano che a un tratto cavasse fuori dal suo misero mantello qualche specifico da vendere. Ma l’omiciattolo invece si accalorava sempre di più in discorsi religiosi. Gli Ateniesi trovarono la cosa abbastanza allegra e… invitarono lo strano oratore nell’Areopago Paolo lassù cominciò col dire che egli era il messo del Dio Ignoto Quando cominciò a parlare della Morte e della Resurrezione…. « Ti ascolteremo un’altra volta », dissero. E se ne andarono, lasciandolo piccolo e scuro tra la solitudine dei marmi scoperti e accecanti. Non tutti però s’allontanarono da lui: una donna, Damaris, gli chiese di essere battezzata, e un areopagita, Dionigi, che cercava una religione che gli desse la vita e gli nutrisse l’anima, s’inginocchiò dinanzi all’Apostolo, e con lui l’anima greca si faceva cristiana.

A Roma

Nella primavera del 53 S. Paolo si rimise in viaggio; toccò il centro dell’Asia Minore, poi ripiegò verso Efeso, dove turbò i buoni guadagni che gli orefici della città ritraevano dal culto della Dea Artemide, chiamata la Diana degli Efesini. Dopo due anni la Chiesa cristiana, fondata da Paolo, si era così dilatata che gli argentieri della città temettero non avesse a sparire il culto della Dea Artemide. Perciò si levarono contro l’Apostolo, che dovette fuggire. Navigò verso la Palestina e risalì a Gerusalemme. Qui venne preso dai Giudei nel Tempio e fu incatenato. – Fu chiesto che fosse subito condannato a morte. S. Paolo era cittadino romano; fece valere questo suo diritto, e i cittadini romani non potevano esser ne flagellati, ne giudicati dal Sinedrio. – Fu condotto incatenato a Cesarea, presso il Procuratore Romano. Vi restò due anni. Finalmente si appellò a Cesare, chiese cioè di essere giudicato a Roma. Fu allora imbarcato con buona scorta di soldati. Era l’autunno del 59…. Dopo lunga odissea, finalmente approdava in quella che sarebbe stata, dopo Romolo e Cesare, la città di Pietro e sua, di Cristo e degli uomini salvati.

* * *

1. – GESÙ E IL MONDO GRECO-ROMANO

D. Gesù aveva trovato simpatizzanti tra persone del mondo grecoromano ?

— Sì. Ad es. il centurione romano di Cafarnao, a cui guarì il servo; l’altro centurione romano con i soldati, pur romani, che assistettero alla morte di Gesù sul Calvario e che ne discesero, dicendo: « Veramente costui era figlio di Dio » (Mt. XXVII, 54).

D. Come mai questi ed altri divennero simpatizzanti di Gesù?

— Per i contatti avuti con lui, da quando, divenuto il paese di Gesù provincia dell’Impero Romano, vennero a presidiarlo soldati e impiegati.

2. – CORNELIO IL CENTURIONE

D. Chi fu il primo pagano ad entrare ufficialmente nella Chiesa di Cristo?

— Il centurione Cornelio, che apparteneva alla legione italica di Cesarea.

D. Che uomo era ?

— Uomo pio e timorato di Dio, come tutta la famiglia, e generoso di elemosine con il popolo.

D. Come fu chiamato ad entrare nella Chiesa?

— Un giorno gli apparve un Angelo, che lo invitò ad inviare qualcuno a Joppe, l’odierna Giaffa, a chiamare Pietro e a stare agli ordini di Pietro.

D. Che avvenne intanto a Pietro?

— Una visione particolare gli fece sapere che anche: i gentili (= pagani) potevano, anzi dovevano, venir accettati nella Chiesa di Cristo, quando fossero ben disposti, perché il Signore non fa distinzione tra pagani e giudei.

D. Che fece Pietro appena arrivati i messi dei centurione?

— Si recò con altri fratelli nella fede a Cesarea, dove l’attendeva Cornelio con parenti ed amici, li istruì, nella fede, li battezzò, e lo Spirito Santo scese sopra di loro, primizie del mondo romano per la Chiesa di Cristo.

D. Avvenne altrettanto altrove?

Sì, per opera di fedeli dispersi.

D. Come si chiamarono ad Antiochia i segnaci di Cristo?

— « Cristiani ».

3. – GLI APOSTOLI FRA LE GENTI IDOLATRE

D. Chi lavorò alla conversione dei popoli?

— Ogni Apostolo, benché gli « ATTI degli APOSTOLI » parlino diffusamente solo della prima attività di Pietro e Paolo e diano solo qualche cenno di Giacomo e Giovanni. Ne tratta la Tradizione dei primi secoli.

D. Che sappiamo dalla Tradizione Cristiana dei primi secoli?

— Sappiamo che Pietro, dopo sette anni di permanenza ad Antiochia, nel 42, sotto Claudio imperatore, venne a Roma, dove fondò la prima Chiesa cristiana, che resse fino alla morte nel 67. Nel 51 fu a Gerusalemme al primo Concilio, dove quale Capo della Chiesa e Vicario di Cristo decise che i gentili ricevessero il Battesimo senza prima entrare nel giudaismo, né osservare le pratiche giudaiche.

D. Pietro ritornò a Roma?

— Sì, dopo aver predicato in Grecia e nell’Asia Minore. Da Roma anzi inviò alle Chiese dell’Asia Minore due lettere.

D. Che gli avvenne nella persecuzione di Nerone?

— Fu crocifisso con il capo in giù. Era il 29 giugno dell’anno 67. Fu Sepolto presso il circo neroniano, dove ora sorge la Basilica di S. Pietro. I recentissimi scavi, ordinati dal S. Padre Pio XII, hanno pienamente confermato la tante volte secolare tradizione, facendo ritrovare il sepolcro di Pietro.

D. E gli altri Apostoli?

— Morirono anch’essi tutti martiri, tranne Giovanni.

D. Qual è l’apostolo che emerge su tutti?

— S. Paolo, detto l’Apostolo delle genti.

4. – L’APOSTOLO DELLE GENTI

D. Che fece Paolo dopo la conversione?

— Estese il suo lavoro di evangelizzazione a quasi tutte le nazioni mediterranee, che visitò nei suoi tre viaggi apostolici.

D. Fu sempre bene accolto?

— Subì varie congiure da parte di fanatici Giudei, che lo volevano uccidere. Ma appellatosi a Cesare, venne condotto sotto scorta a Roma; dove dal suo domicilio coatto continuava a predicare. Assolto dall’imperatore, si spinse fino alle coste della Spagna. Ma nel 67, rientrato a Roma, fu decapitato il 29 giugno.

D. E la sua predicazione?

— Anche dopo la morte si può dire che continuò attraverso il Vangelo di S. Luca, che era stato suo segretario e che ne aveva registrato la predicazione, e attraverso le sue 14 lettere, che contengono interi trattati di Teologia.

5. – L’ULTIMO DEGLI APOSTOLI

D. Chi, degli Apostoli, sopravvisse a tutti gli altri?

— S. Giovanni, che visse con Maria SS.ma, poi passò ad Efeso. Novantenne, tradotto a Roma, fu condannato ad essere immerso in una caldaia di olio bollente. Uscitone illeso, fu relegato nell’isola di Patmos, dove scrisse l’Apocalisse. Amnistiato, morì ad Efeso.

D. Che cosa si chiuse con la morte di Giovanni?

— Si chiuse la divina Rivelazione. La Chiesa da quel giorno non fece che conservare il deposito della Fede lasciato dagli Apostoli.

NOTA. – PETRINISMO e PAOLINISMO

La scuola protestante e razionalista di Tubinga verso la fine del secolo XVIII si compiacque, tra le altre novità, sfruttare la divergenza di vedute tra S. Pietro e S. Paolo circa l’osservanza di alcune pratiche giudaiche, ben composta e liquidata nel primo Concilio di Gerusalemme, e trarne ad ogni costo la teoria della divergenza assoluta ed inconciliabile tra Cristianesimo di Pietro e quello di Paolo. – Amenità polemiche le quali hanno la loro smentita non solo nella critica biblica e storica e teologica, ma nella vita stessa della Chiesa e nella solennità bimillenaria della liturgia, che è il respiro del popolo cristiano.

https://www.exsurgatdeus.org/2020/07/07/da-san-pietro-a-pio-xii-3/