LO SCUDO DELLA FEDE (53)

LO SCUDO DELLA FEDE (53)

[S. Franco: ERRORI DEL PROTESTANTISMO, Tip. Delle Mure, FIRENZE, 1858]

FALSITA’ DEL PROTESTANTESIMO

CAPITOLO III.

SI CONVINCE FALSO IL PROTESTANTISMO DALLE PERSONE CHE LO ABBRACCIANO, E DA QUELLE CHE LO ABBANDONANO.

Un grande indizio a conoscere la bontà di una causa è il ravvisare quelli che corrono ad abbracciarla e quelli che la disertano. I buoni non s’appigliano se non al bene, i malvagi se non al male. Ora tra i Cattolici chi sono quelli, che abbracciano il Protestantesimo? Tutto quello che vi ha di più guasto, di più depravato, di più feccioso. Notate di grazia, non voglio io dire che tutti i protestanti siano scostumati e malvagi: no, perché molti di quelli che sono nati in quelle sette e vi si trovano non per colpa loro, non conoscendo sventuratamente la verità, sono, come suol dirsi, in buona fede. Questi facendo quel poco che possono, non di rado giungono a vivere anche onestamente; parlo di quelli che avendo conosciuta la verità la rigettano per gettarsi da sé medesimi in braccio all’errore. Questi non giungono ad un tanto eccesso se prima non sono guasti fino alla midolla. Già sino dai princìpi del Protestantismo fu osservato che ad abbracciarlo furono sempre i più viziosi tanto che a quel tempo era perfino passato un proverbio, quando si vedeva qualcuno licenzioso, scostumato, disonesto, il dirgli, che stava vicino a farsi protestante. Ma lasciamo gli antichi, veniamo ai tempi nostri. Chi sono quelli che si danno alla setta? Quelli appunto che vivono peggio. L’esperienza ha fatto toccare con mano che i più disposti ad abbracciare le credenze dei Protestanti sono quelli che vi hanno interesse: quelli che già pensano da Protestanti e vivono praticamente da Protestanti, che non si confessano, non si comunicano, non rispettano le sante leggi della Chiesa, amano abbandonarsi ad ogni peccato senza aver noia di renderne conto nel s. Tribunale del penitenza. Sono quelli in una parola, che ignorantissimi delle cose di Dio e ripieni d’ogni nequizia, han ridotta tutta la loro Religione a sentire (ed anche molto malamente) un poco di Messa nei dì Festivi. Questi sono per lo più i primi a declamare contro la Fede Cattolica, ed abbracciare la religione dei Protestanti. Non vogliono sentir Messa e però condannano la Messa, non vogliono confessarsi, e però condannano la confessione, non hanno volontà di mortificarsi con digiuni e con astinenze, e perciò condannano astinenze e digiuni. Per non essere condannati dalla legge si fanno condannatori della legge. Chi sono quelli che più strepitano contro il bargello ed i tribunali? Quelli che han timore di essere presi e condannati: così a declamare contro la Chiesa sono quelli che sapendo che ella mai non approverà le loro scostumatezze, temono di essere da lei ripresi e condannati: epperò per non essere condannati dalla Chiesa, si ergono temerari a condannare Lei. Se ne volete una prova voi l’avete in quei pochi apostati, che hanno fatto tanto rumore in questi ultimi anni. Il famoso Achilli, quando fu che si fece protestante? Quando a dispetto di tutte le leggi ecclesiastiche che lo proibivano a lui Sacerdote e Religioso, volle soddisfare a tutte le vergognose passioni. Quando fu che l’infame De Sanctis trovò vero il Protestantesimo? Quando gli fece comodo quella setta, dandogli il diritto di rubare una fanciulla e sacrilegamente sposarla. Quando fu che certi altri (che per buona ragione non voglio ora nominare) scapparono in Inghilterra e si fecero Protestanti? Quando credettero con l’oro inglese di poter vivere più comodamente violando i loro voti e gettandosi in preda ad ogni laidezza e disonestà. Volete di più? Alcuni di questi apostati infelici, poi tornarono pentiti al seno della S. Chiesa, confessarono pubblicamente che la ragione della loro apostasia erano state le loro vergognose passioni. E di fatto riescono poi così scandalosi, che gli stessi Protestanti di qualche onestà gli hanno a schifo e dicono che quando il Papa vuole purgare il giardino di Santa Chiesa, getta le male erbe fra di loro. – Se vi ha dunque chi non si vergogni di mettersi in truppa con questi uomini infami, rinunzi pure alla Chiesa Cattolica; la quale se avrà il dolore di perderli, avrà anche il compenso di purificar così sempre più le sue membra. – Noi al contrario accoglieremo ben volentieri quelli che dal Protestantismo tendono a noi le braccia tutto giorno e si raccolgono nel seno della nostra Madre. Imperocché chi sono essi? Quello che tra loro vi ha di più degno, di più stimabile, di più dotto, di più irreprensibile nella condotta. Miei cari, è questa una prova sì bella in favor della Cattolica Chiesa che non posso non porvela sott’occhio accennandovi almeno alcuna delle conversioni più illustri che avvennero da un secolo in qua, ed a nostra memoria. Uditene anche solo i nomi e vedrete qual contrasto essi facciano con quelli che disertano da noi. Fin dal 1785 il Duca Adolfo Federico di Mecklemburg e di Luigia Saxa-Gotha, superati gli ostacoli grandissimi frappostigli da suo Padre abiurò il Protestantismo. Ne imitò l’esempio tre anni dopo il Principe Federigo Augusto Carlo terzogenito del Granduca di Assia-Darmstadt: a lui tenne dietro la Principessa Carlotta-Federica sorella del Principe Adolfo Federico di Meklemburg, celebre per le buone opere di ogni maniera che essa fece. Nel 1817 si convertì al Cattolicesimo il Duca di Sassonia Gotha e per la sua rara pietà fu la edificazione della Chiesa. Nel 1821 la Contessa Federica Guglielma Solms Baireuth fece il somigliante e diventò la madre ed il rifugio di tutti i poveri. Nel 1825 il Duca e la Duchessa di Anhalt Coetben, abiurata l’eresia si dichiararono pubblicamente Cattolici. Nel 1826 il Conte d’Ingenheim, fratello dell’ultimo Re di Prussia, fece altrettanto. Nel 1837 ebbe luogo la conversione del Principe Enrico Edoardo di Schoenboarg. ed ai dì nostri i Nobili Lord Camden e Lord Fielding con le loro spose, Lord Spencer che diventò poi ferventissimo Religioso, la Baronessa di Hügel specchio di belle virtù, e tanti altri che sarebbe lunghissimo l’enumerare. Ora qual ragione può aver mossi tutti questi incliti personaggi ad un tal passo? Qui non è possibile sospettare né passione, né interesse, né altro motivo umano, poiché anzi questi motivi dovevano piuttosto ritardarli, riuscendo sempre duro ad un cuore umano il confessarsi nell’errore. Fu dunque la verità sola che li vinse, e la verità che li trovò tanto generosi da sacrificarle ogni umano rispetto. Mostrino i Protestanti di queste conversioni. Non crediate però che siano soli personaggi augusti per sangue e onestà di vita che vengono a noi. I più chiari intelletti dell’età nostra fanno altrettanto. Ve ne sono prova il dottissimo Haller fondatore dirò così della scienza politica, lo Stolberg, sì celebre per la Vita di Gesù Cristo, e per i 14 volumi della Storia della Chiesa Cristiana, il Werner illustre per opere scritte e cariche sostenute, il Barone di Stark autore del Convito di Teodolo e di altri bei libri, lo Schlegel versatissimo in ogni genere di scienza e letteratura, i dottissimi Clemente Brentano, il Barone d’Eckstein, il Goerres, il Consigliere Aulico Adamo Muller, l’Esslinger, Pietro de Joux, il Grifner, il Philipps, lo Schlosser, e finalmente l’illustre presidente del Concistorio di Sciaffusa, Hurter: uomini tutti di fama inclita per l’ingegno e le opere dotte che hanno lasciato al mondo. – E quello che è accaduto nella Germania, avvenne altresì nella Inghilterra. Alcuni anni fa si risvegliò nella università protestante di Oxford, il desiderio di conoscere meglio le antichità ecclesiastiche, epperò quei maestri tolsero a studiare meglio le divine Scritture e le opere dei SS. Padri che le espongono. Qual fu l’effetto di questi studi? Che gli uni dopo gli altri si convinsero delle falsità del Protestantismo e passarono ad abbracciare la Religione Cattolica. Io vi accennerò solamente i nomi di alcuni di loro, i quali valgono per mille, e sono i Ward, gli Oakeley, i Faber, i Morris, i Brown, i Newman, i Manning, i pastori di Leeds, i Forbes, gli Ives, i Baker tutti celebri per dottrina, ed anche per libri eruditi che hanno dato alla luce: i più di loro specchiati per onestà tanto che godevano la riputazione di tutti i Protestanti non ché dei Cattolici. Il numero poi di questi uomini dotti è tale che oltrepassarono in pochi anni i trecento nella sola Inghilterra. Ora vi torno io a chiedere, quale motivo poteva indurre tutti costoro a lasciare il Protestantismo per farsi Cattolici? L’ignoranza no, perché sono uomini celeberrimi per sapere; forse l’interesse? ma molti di loro per farsi Cattolici, dovettero perdere le ricche loro prebende, e diventare affatto poveri. Le passioni forse? ma essi le potevano sfogar meglio da protestanti, e molti di loro le vinsero a segno da lasciare anche lo stato onesto di laici, per abbracciare la santa verginità nel sacerdozio o nella vita religiosa. Chi dunque li ha mossi a fare tanti sacrifici? La grazia di Gesù Cristo che li ha illuminati, la Verità che li ha santamente conquisi; ecco quello che li ha mossi. Confrontate ora voi questi grand’uomini che vengono a noi Cattolici, con quelli che partono da noi per farsi protestanti, e vedrete subito dove sia la verità. Quelli che vengono sono i più savi, i più costumati, i più istruiti, i più sinceri tra loro, vi vengono sacrificando il loro amor proprio, spesse volte il proprio onore, ed i propri interessi, vi vengono nonostante le difficoltà di ogni sorta che fanno loro i parenti e gli amici. Laddove quelli che partono da noi sono di niuna dottrina e ripieni di ogni vizio. Appena lasciano la Chiesa Cattolica si gettano ad ogni mal costume. É proprio vero quel che diceva un Protestante ad un Cattolico: Voi ci cedete la vostra feccia, e ci prendete la nostra crema. Dov’è dunque la verità? Se questo secolo non fosse così assorto nella materia e nei godimenti del senso, l’assistere a questo spettacolo dovrebbe rapirlo in estasi di stupore, e stringerlo di un amore eterno alla Cattolica Chiesa. Guai però a chi con tali prove che Iddio li pone sott’occhio o vacilla o prevarica, che non avrà scusa di sorta.

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.

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