UN’ENCICLICA AL GIORNO, TOGLIE GLI USURPANTI APOSTATI DI TORNO: S. S. LEONE XIII – SPECTATA FIDE

In questa breve lettera enciclica, S. S. Leone XIII, si compiace per l’opera della Gerarchia cattolica inglese a favore dell’educazione cattolica dei fanciulli, sottolineando come essa sia garanzia, oltre che di progresso spirituale per il popolo, di stabilità e pace sociale per la Nazione intera. Questo è uno dei punti più importanti sui quali le “sette di perdizione” dei giorni nostri agiscono per destabilizzare tutto l’ordine sociale degli Stati cristiani le cui fondamenta morali sono già in via di demolizione avanzata, avendo messo in moto la ruspa pseudo liberista e panteista per abbattere se possibile l’intero Cristianesimo. Ciò che il Santo Padre deprecava in questo documento, è quanto oggi si è invece stabilito e consolidato, a partire dalle aberranti ideologie naturaliste della moderna pedagogia che istilla il sadico veleno della non educazione dei giovani lasciandoli inermi in balia di una presunta libertà dell’errore che tutto giustifica e tutto concede senza la benché minima osservanza di regole o di autorità, come da precetti satanico-gnostico-massonici e teologico-modernisti, idolatranti la libertà-libertinaggio assoluta, l’indipendenza selvaggia e violenta da chicchessia, ed il rifiuto di ogni tradizione culturale pregressa di ispirazione cristiana, per cui  « … il pernicioso errore di coloro i quali preferiscono che i fanciulli crescano senza alcuna educazione religiosa distrugge infatti tutta l’antica saggezza e reca danno allo stesso fondamento del vivere felice. » Quello che maggiormente oggi atterrisce è l’atteggiamento dei falsi pastori della sinagoga di satana infiltrata nelle logge vaticane, ove Simon Mago usurpa Simon Pietro, basta vedere i frutti delle scuole un tempo cattoliche, ricettacolo di perverse ideologie moderniste condannate da sempre dal Magistero Pontificio e Conciliare. Ma stiano attenti i servi della « Bestia che sembrava uccisa e rivive », gli adepti del dragone, che affettando santità siedono nelle tenebre e nell’ombre di morte coinvolgendo e dannando un’infinità di anime. Cosa pensate di ottenere dal vostro padrone che servite con tante solerzia. Il vostro premio sarà la morte eterna dell’anima, la morte, non la sparizione, ma il fuoco dello stagno eterno vi divorerà senza consumarvi. Pentitevi e tornate al vero Dio, lasciate perdere il baphomet-signore dell’universo, il corona-lucifero che vi ha sedotto ed al quale giurate eterna fedeltà … il serpente è omicida e falsario … 

Leone XIII

Spectata fides

Lettera Enciclica

La vostra provata fede e la vostra singolare devozione verso questa Sede Apostolica mirabilmente risplendono nella lettera comune che di recente abbiamo ricevuto da voi. Essa giunge a Noi molto più gradita in quanto conferma chiaramente ciò che già sapevamo: che cioè gran parte della vostra solerzia e dei vostri pensieri è rivolta ad un’attività per la quale nessun impegno può essere tanto grande, da ritenere che nessun altro possa essere considerato di maggiore importanza. Ci riferiamo alla educazione cristiana dei vostri adolescenti, su cui di recente, ascoltati i consigli, avete preso utili provvedimenti che decideste di riferire a Noi. – Davvero è per Noi motivo di letizia che in un’impresa tanto importante voi, Venerabili Fratelli, non operiate da soli. Infatti non ignoriamo quanto sia dovuto, in proposito, all’intero ordine dei vostri Presbiteri, i quali ebbero cura di aprire scuole per i fanciulli, con somma carità e con animo indomito di fronte alle difficoltà; essi poi, assunto il compito di educare, con impegno e assiduità mirabile dedicano la loro attività ad indirizzare i giovani alla morale cristiana e ai primi studi letterari. Perciò, per quanto può la Nostra voce incoraggiare ancor più o contribuire a una meritata lode, continuino i vostri sacerdoti a rendersi benemeriti nei riguardi dei fanciulli e godano dell’approvazione e del particolare Nostro affetto, in attesa di ben altra consolazione da Dio Signore, per la cui causa essi si prodigano. Né riteniamo degna di minore considerazione la generosità dei Cattolici a tal riguardo. Sappiamo per certo che essi con alacre impegno sono soliti provvedere a tutto il necessario per la tutela delle scuole; che ciò non è opera soltanto dei più dotati di censo ma anche dei meno abbienti e dei poveri; è atto nobile e magnanimo trovare spesso nella stessa povertà i mezzi da offrire lietamente per l’educazione dei fanciulli. Invero, in tempi come questi, in cui tanti e diversi pericoli incombono ovunque sulla ingenua e tenera età dei fanciulli, a malapena si potrebbe escogitare alcunché di più opportuno che congiungere l’educazione letteraria con l’insegnamento della dottrina della fede e della morale. Più di una volta abbiamo detto che approviamo cordialmente siffatte scuole, che chiamano libere, in Francia, in Belgio, in America, nelle colonie dell’Impero Britannico, istituite per generoso intervento di privati, e desideriamo che, per quanto è possibile, esse si diffondano e crescano per frequenza di alunni. Noi stessi, considerata la condizione della città, non desistemmo dal curare col massimo impegno e con grandi spese che un buon numero di queste scuole fosse a disposizione dei fanciulli romani. In esse e per mezzo di esse, infatti, si tramanda quella suprema e ottima eredità che ricevemmo dai nostri maggiori, cioè l’integrità della fede Cattolica; inoltre, in esse si provvede alla libertà dei genitori e si educa per lo Stato una buona generazione di cittadini, ciò che in tanta licenza di opinioni e di comportamenti è quanto mai necessario: nessuno, infatti, può far meglio di chi fin dalla fanciullezza ha accolto la fede cristiana nel pensiero e nei costumi. I principi e, per così dire, i semi di tutta la civiltà che Gesù Cristo divinamente trasmise al genere umano consistono nella educazione cristiana dei fanciulli: perciò le città non saranno in futuro diverse da quanto la prima educazione ha infuso nei fanciulli. Il pernicioso errore di coloro i quali preferiscono che i fanciulli crescano senza alcuna educazione religiosa distrugge infatti tutta l’antica saggezza e reca danno allo stesso fondamento del vivere felice. Perciò comprendete, Venerabili Fratelli, con quanta preveggenza i padri di famiglia debbano evitare che i loro figli siano affidati a quelle dispute letterarie in cui non possono trovar posto i precetti religiosi. Per quanto riguarda la vostra Inghilterra, ci risulta che non solo voi ma in generale molti dei vostri seguaci sono non poco solleciti nell’educare i fanciulli alla religione. – Sebbene essi non concordino con Noi in ogni parte, comprendono tuttavia quanto importi, sia al privato, sia alla collettività, la sopravvivenza del patrimonio della sapienza cristiana che i vostri proavi ricevettero dal Predecessore Nostro Gregorio Magno tramite Sant’Agostino e che le fiere tempeste scatenate in seguito non distrussero completamente. Sappiamo che oggi vi sono molte persone che con eccellente disposizione d’animo si preoccupano di conservare, con tutto lo zelo possibile, la fede avita e spargono non pochi né esigui frutti di carità. Ogni volta che riflettiamo su questo fatto, Ci sentiamo commossi: seguiamo infatti con amore paterno codesta Isola che meritatamente è stata definita nutrice di santi: e in tale disposizione d’animo, cui accennammo, scorgiamo la più viva speranza e quasi un pegno sicuro della salute e della prosperità degli Inglesi. Quindi perseverate, Venerabili Fratelli, a curare soprattutto gli adolescenti; estendete ovunque la vostra missione episcopale, e con alacrità e fiducia coltivate la buona semente ovunque pensiate che sia: Dio poi darà un ricco accrescimento di misericordia. – Come auspicio di celesti doni e come testimonianza della Nostra benevolenza, a voi, al clero e al popolo a ciascuno di voi affidato, con grande affetto, nel nome del Signore impartiamo l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 27 novembre 1885, nell’anno ottavo del Nostro Pontificato.

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA – FEBBRAIO 2021

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA: FEBBRAIO 2021

FEBBRAIO è il mese che la CHIESA DEDICA alla SANTISSIMA TRINITA’

All’inizio di questo mese è bene rinnovare l’atto di fede Cattolico – autentico e solo – recitando il Credo Atanasiano, le cui affermazioni, tenute e tenacemente professate contro tutte le insidie della falsa chiesa dell’uomo vaticano-secondista e della gnosi modernista, protestante, massonica, pagana, atea, comunisto-liberista, noachide-mondialista, permettono la salvezza dell’anima per giungere all’eterna felicità. 

 IL CREDO Atanasiano

 (Canticum Quicumque * Symbolum Athanasium)

“Quicúmque vult salvus esse, * ante ómnia opus est, ut téneat cathólicam fidem: Quam nisi quisque íntegram inviolatámque serváverit, * absque dúbio in ætérnum períbit. Fides autem cathólica hæc est: * ut unum Deum in Trinitáte, et Trinitátem in unitáte venerémur. Neque confundéntes persónas, * neque substántiam separántes. Alia est enim persóna Patris, ália Fílii, * ália Spíritus Sancti: Sed Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti una est divínitas, * æquális glória, coætérna majéstas. Qualis Pater, talis Fílius, * talis Spíritus Sanctus. Increátus Pater, increátus Fílius, * increátus Spíritus Sanctus. Imménsus Pater, imménsus Fílius, * imménsus Spíritus Sanctus. Ætérnus Pater, ætérnus Fílius, * ætérnus Spíritus Sanctus. Et tamen non tres ætérni, * sed unus ætérnus. Sicut non tres increáti, nec tres imménsi, * sed unus increátus, et unus imménsus. Simíliter omnípotens Pater, omnípotens Fílius, * omnípotens Spíritus Sanctus. Et tamen non tres omnipoténtes, * sed unus omnípotens. Ita Deus Pater, Deus Fílius, * Deus Spíritus Sanctus. Ut tamen non tres Dii, * sed unus est Deus. Ita Dóminus Pater, Dóminus Fílius, * Dóminus Spíritus Sanctus. Et tamen non tres Dómini, * sed unus est Dóminus. Quia, sicut singillátim unamquámque persónam Deum ac Dóminum confitéri christiána veritáte compéllimur: * ita tres Deos aut Dóminos dícere cathólica religióne prohibémur. Pater a nullo est factus: * nec creátus, nec génitus. Fílius a Patre solo est: * non factus, nec creátus, sed génitus. Spíritus Sanctus a Patre et Fílio: * non factus, nec creátus, nec génitus, sed procédens. Unus ergo Pater, non tres Patres: unus Fílius, non tres Fílii: * unus Spíritus Sanctus, non tres Spíritus Sancti. Et in hac Trinitáte nihil prius aut postérius, nihil majus aut minus: * sed totæ tres persónæ coætérnæ sibi sunt et coæquáles. Ita ut per ómnia, sicut jam supra dictum est, * et únitas in Trinitáte, et Trínitas in unitáte veneránda sit. Qui vult ergo salvus esse, * ita de Trinitáte séntiat. Sed necessárium est ad ætérnam salútem, * ut Incarnatiónem quoque Dómini nostri Jesu Christi fidéliter credat. Est ergo fides recta ut credámus et confiteámur, * quia Dóminus noster Jesus Christus, Dei Fílius, Deus et homo est. Deus est ex substántia Patris ante sǽcula génitus: * et homo est ex substántia matris in sǽculo natus. Perféctus Deus, perféctus homo: * ex ánima rationáli et humána carne subsístens. Æquális Patri secúndum divinitátem: * minor Patre secúndum humanitátem. Qui licet Deus sit et homo, * non duo tamen, sed unus est Christus. Unus autem non conversióne divinitátis in carnem, * sed assumptióne humanitátis in Deum. Unus omníno, non confusióne substántiæ, * sed unitáte persónæ. Nam sicut ánima rationális et caro unus est homo: * ita Deus et homo unus est Christus. Qui passus est pro salúte nostra: descéndit ad ínferos: * tértia die resurréxit a mórtuis. Ascéndit ad cælos, sedet ad déxteram Dei Patris omnipoténtis: * inde ventúrus est judicáre vivos et mórtuos. Ad cujus advéntum omnes hómines resúrgere habent cum corpóribus suis; * et redditúri sunt de factis própriis ratiónem. Et qui bona egérunt, ibunt in vitam ætérnam: * qui vero mala, in ignem ætérnum. Hæc est fides cathólica, * quam nisi quisque fidéliter firmitérque credíderit, salvus esse non póterit.”

L’adorazione della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, con il mistero dell’Incarnazione e la Redenzione di Gesù-Cristo, costituiscono il fondamento della vera fede insegnata dalla Maestra dei popoli, la Chiesa di Cristo, Sposa verità unica ed infallibile, via di salvezza, fuori dalla quale c’è dannazione eterna.  … O uomini, intendetelo quanto questo dogma vi nobiliti. Creati a similitudine dell’augusta Trinità, voi dovete formarvi sul di lei modello, ed è questo un dover sacro per voi. Voi adorate una Trinità il cui carattere essenziale è la santità, e non vi ha santità sì eminente, alla quale voi non possiate giungere per la grazia dello Spirito santificatore, amore sostanziale del Padre e del Figlio. Per adorare degnamente l’augusta Trinità voi dovete dunque, per quanto è possibile a deboli creature umane, esser santi al pari di lei. Dio è santo in se stesso, vale a dire che non è in lui né peccato, né ombra di peccato; siate santi in voi stessi. Dio è santo nelle sue creature: vale a dire che a tutto imprime il suggello della propria santità, né tollera in veruna il male o il peccato, che perseguita con zelo immanchevole, a vicenda severo e dolce, sempre però in modo paterno. Noi dunque dobbiamo essere santi nelle opere nostre e santi nelle persone altrui evitando cioè di scandalizzare i nostri fratelli, sforzandoci pel contrario a preservarli o liberarli dal peccato. Siate santi, Egli dice, perché Io sono santo. E altrove: Siate perfetti come il Padre celeste è perfetto; fate del bene a tutti, come ne fa a tutti Egli stesso, facendo che il sole splenda sopra i buoni e i malvagi, e facendo che la pioggia cada sul campo del giusto, come su quello del peccatore. Modello di santità, cioè dei nostri doveri – verso Dio, L’augusta Trinità è anche il modello della nostra carità, cioè dei nostri doveri verso i nostri fratelli. Noi dobbiamo amarci gli uni gli altri come si amano le tre Persone divine. Gesù Cristo medesimo ce lo comanda, e questa mirabile unione fu lo scopo degli ultimi voti che ei rivolse al Padre suo, dopo l’istituzione della santa Eucarestia. Egli chiede che siamo uno tra noi, come Egli stesso è uno col Padre suo. A questa santa unione, frutto della grazia, ei vuole che sia riconosciuto suo Padre che lo ha inviato sopra la terra, e che si distinguono quelli che gli appartengono. Siano essi uno, Egli prega, affinché il mondo sappia che Tu mi hai inviato. Si conoscerà che voi siete miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri. « Che cosa domandate da noi, o divino Maestro, esclama sant’Agostino, se non che siamo perfettamente uniti di cuore e di volontà? Voi volete che diveniamo per grazia e per imitazione ciò che le tre Persone divine sono per la necessità dell’esser loro, e che come tutto è comune tra esse, così la carità del Cristianesimo ci spogli di ogni interesse personale ». – Come esprimere l’efficacia onnipotente di questo mistero? In virtù di esso, in mezzo alla società pagana, società di odio e di egoismo, si videro i primi Cristiani con gli occhi fissi sopra questo divino esemplare non formare che un cuore ed un’anima, e si udirono i pagani stupefatti esclamare: « Vedete come i Cristiani si amano, come son pronti a morire gli uni per gli altri! » Se scorre tuttavia qualche goccia di sangue cristiano per le nostre vene, imitiamo gli avi nostri, siamo uniti per mezzo della carità, abbiamo una medesima fede, uno stesso Battesimo, un medesimo Padre. I nostri cuori, le nostre sostanze siano comuni per la carità: e in tal guisa la santa società, che abbiamo con Dio e in Dio con i nostri fratelli, si perfezionerà su la terra fino a che venga a consumarsi in cielo. – Noi troviamo nella santa Trinità anche il modello dei nostri doveri verso noi stessi. Tutti questi doveri hanno per scopo di ristabilire fra noi l’ordine distrutto dal peccato con sottomettere la carne allo spirito e lo spirito a Dio; in altri termini, di far rivivere in noi l’armonia e la santità che caratterizzano le tre auguste persone, e ciascuno di noi deve dire a sé  stesso: Io sono l’immagine di un Dio tre volte santo! Chi dunque sarà più nobile di me! Qual rispetto debbo io aver per me stesso! Qual timore di sfigurare in me o in altri questa immagine augusta! Qual premura a ripararla, a perfezionarla ognor più! Sì, questa sola parola, io sono l’immagine di Dio, ha inspirato maggiori virtù, impedito maggiori delitti, che non tutte le pompose massime dei filosofi.

3

Te Deum Patrem ingenitum, te Filium unigenitum, te Spiritum Sanctum Paraclitum, sanctam et individuam Trinitatem, toto corde et ore confitemur, laudamus atque benedicimus. (ex Missali Rom.).

Indulgentia quingentorum dierum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotìdie per integrum mensem precatiuncula devote reperita fuerit

(S. C. Ind., 2 iul. 1816; S. Pæn. Ap., 28 sept. 1936).

12

a) O sanctissima Trinitas, adoro te habitantem per gratiam tuam in anima mea.

b) O sanctissima Trinitas, habitans per gratiam tuam in anima mea, fac ut magis ac magis amem te.

c) O sanctissima Trinitas, habitans per gratiam tuam in anima mea, magis magisque sanctifica me.

d) Mane mecum, Domine, sis verum meum gaudium.

Indulgentia trecentorum dierum prò singulis iaculatoriis precibus etiam separatim (S. Pæn. Ap., 26 apr. 1921 et 23 oct. 1928).

16

a) Sanctus Deus, Sanctus fortis, Sanctus immortalis, miserere nobis.

b) Tibi laus, tibi gloria, tibi gratiarum actio in sæcula sempiterna, o beata Trinitas (ex Missali Rom.).

Indulgentia quingentorum dierum prò singulis invocationibus etiam separatim.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotìdie per integrum mensem alterutra prex iaculatoria devote recitata fuerit (Breve Ap., 13 febr. 1924; S. Pæn. Ap., 9 dec. 1932).

40

In te credo, in te spero, te amo, te adoro,

beata Trinitas unus Deus, miserere mei nunc et

in hora mortis meæ et salva me.

Indulgentia trecentorum dierum (S. Pæn. Ap., 2 iun.)

43

CREDO IN DEUM,

Patrem omnipotentem, Creatorem cœli et terræ. Et in Iesum Christum, Filium eius unicum, Dominum nostrum: qui conceptus est de Spiritu Sancto, natus ex Maria Virgine, passus sub Pontio Pilato, crucifixus, mortuus et sepultus; descendit ad inferos; tertia die resurrexit a mortuis ; ascendit ad cœlos; sedet ad dexteram Dei Patris omnipotentis; inde venturus est iudicare vivos et mortuos. Credo in Spiritum Sanctum, sanctam Ecclesiam catholicam, Sanctorum communionem, remissionem peccatorum, carnis resurrectionem, vitam æternam, Amen.

Indulgentia quinque annorum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo quotìdie per integrum mensem praefatum Apostolorum Symbolum pia mente recitatum fuerit (S. Pæn. Ap., 12 apr. 1940).

ACTUS ADORATIONIS ET GRATIARUM ACTIO PROPTER BENEFICIA, QUÆ HUMANO GENERI EX DIVINI VERBI INCARNATIONE ORIUNTUR.

45

Santissima Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, eccoci prostrati alla vostra divina presenza. Noi ci umiliamo profondamente e vi domandiamo perdono delle nostre colpe.

I . Vi adoriamo, o Padre onnipotente, e con tutta l’effusione del cuore vi ringraziamo di averci dato il vostro divin Figliuolo Gesù per nostro Redentore, che si è lasciato con noi nell’augustissima Eucaristia sino alla consumazione dei secoli, rivelandoci le meraviglie della carità del suo Cuore in questo mistero di fede e di amore.

Gloria Patri.

II. O divin Verbo, amabile Gesù Redentore nostro, noi vi adoriamo, e con tutta l’effusione del cuore vi ringraziamo di aver preso umana carne e di esservi fatto, per la nostra redenzione, sacerdote e vittima del sacrificio della Croce: sacrificio che, per eccesso di carità del vostro Cuore adorabile, Voi rinnovate sui nostri altari ad ogni istante. 0 sommo Sacerdote, o divina Vittima, concedeteci di onorare il vostro santo sacrificio nell’augustissima Eucaristia con gli omaggi di Maria santissima e di tutta la vostra Chiesa trionfante, purgante e militante. Noi ci offriamo tutti a voi; e nella vostra infinita bontà e misericordia accettate la nostra offerta, unitela alla vostra e benediteci.

Gloria Patri.

III. O divino Spirito Paraclito, noi vi adoriamo, e con tutta l’effusione del cuore vi ringraziamo di avere con tanto amore per noi operato l’ineffabile beneficio dell’Incarnazione del divin Verbo, beneficio che nell’augustissima Eucaristia  si estende e amplifica continuamente. Deh! per questo adorabile mistero della carità del sacro Cuore di Gesù, concedete a noi ed a tutti i peccatori la vostra santa grazia. Diffondete i vostri santi doni sopra di noi e sopra tutte le anime redente, ma in modo speciale sopra il Capo visibile della Chiesa, il Sommo Pontefice Romano [Gregorio XVIII], sopra tutti i Cardinali, i Vescovi e Pastori delle anime, sopra i sacerdoti e tutti gli altri ministri del santuario. Così sia.

Gloria Patri.

Indulgentia trium annorum (S. C. Indulg. 22 mart. 1905; S. Pæn. Ap., 9 dec. 1932).

Queste sono le feste del mese di

FEBBRAIO 2021

1 Febbraio S. Ignatii Episcopi et Martyris  –  Duplex      

2 Febbraio  –  In Purificatione Beatæ Mariæ Virginis  –  Duplex II. Classis

3 Febbraio S. Blasii Episcopi  –  Feria

4 Febbraio S. Andreæ Corsini Episcopi et Confessoris  – Duplex

5 Febbraio S. Agathæ Virginis et Martyris –  Duplex

                  1° Venerdì

6 Febbraio  S. Titi Episc. et Confessoris  –  Duplex

                  1° Sabato

7 Febbraio Dominica in Sexagesima    Semiduplex II. classis

S. Romualdi Abbatis  – Duplex

8 Febbraio S. Joannis de Matha Confessoris – Duplex

9 Febbraio S. Cyrilli Episc. Alexandrini Confessoris Ecclesiæ Doctoris    Duplex

10 Febbraio S. Scholasticæ Virginis  –  Duplex

11 Febbraio In Apparitione Beatæ Mariæ Virginis    Duplex majus

12 Febbraio Ss. Septem Fundat. Ord. Servorum B. M. V.    Duplex

14 Febbraio Dominica in Quinquagesima    Semiduplex II. classis

                    S. Valentini

15 Febbraio SS. Faustini et Jovitæ  –  Feria

17 Febbraio Feria IV Cinerum    Simplex

Inizio della Quaresima

18 Febbraio S. Simeonis Faustini Episcopi et Martyris    Feria

21 Dominica I in Quadr. – Semiduplex I. classis

22 Febbraio – In Cathedra S. Petri Ap. –   Duplex II. classis

23 Febbraio S. Petri Damiani    Duplex

24 Febbraio S. Matthiæ Apostoli  – Duplex II. Classis

                   Feria Quarta Quattuor Temporum Quadragesimæ    Simplex

26 Febbraio – Feria Sexta Quattuor Temporum Quadragesimæ    Simplex

27 FebbraioSabbato Quattuor Temporum Quadragesimæ    Simplex

28 Febbraio Dominica II in Quadr    Semiduplex I. classis

             S. Gabrielis a Virgine Perdolente Confessoris    Duplex