I SERMONI DEL CURATO D’ARS -SUL MATRIMONIO

I SERMONI DEL CURATO D’ARS

Sul Matrimonio.

(*) Il testo originale è nel I volume di: SERMONS du Vénérable Serviteur de Dieu J.-B.-M. VIANNEY CURÉ D’ARS PARIS LIBRAIRIE VICTOR LECOFFRE, 90 RUE BONAPARTE. ——- LYON LIBRAIRIE CHRÉTIENNE(Ancienne Maison BAUCHU) ED. RUBAN, PLACE BELLECOUR, 6 –

APPROBATION.

Archevêche De LYON  –  Lyon, 20 août 1882.

f L. M. Card. CAVEROT, Archevêque de Lyon.

L’opera è pubblicata in rete da: Bibliothèque Sain Libère – htpp: www. liberius.net –

© Bibliothèque Saint Libèr 2011 (Toute reproduction à but non lucrative est autorisée – se ne autorizza la riproduzione per scopi senza fini di lucro).

La traduzione italiana è redazionale, ma confrontata con la versione italiana di Giuseppe D’Isengard F. d. M. in “I SERMONI DEL B° GIOVANNI B. M. VIANNEY, Curato d’Ars”. Libreria del Sacro Cuore – Rimpetto ai Ss. Martiri -, Torino, 1907 (Tip. Salesiana, via Cottolengo, 32)

Nihil obstat,

Torino, 5 aprile 1908 Teol. Coll. Giacomo Sacchieri, prete della Missione, Revisore delegato.

Imprimatur

Torino, 8 Aprile 1908, Can. Ezio Gastaldi-Santi Provic. Gen.

[N.B.: Si diffidano i fedeli “veri” Cattolici dal consultare altre versioni di a-cattolici modernisti, in particolare gli scismatici eretici aderenti alla setta del Novus ordo, in comunione con gli antipapi usurpanti attuali, non dotate né di Nihil obstat né dell’Imprimatur canonico imposto dalla Costituzione Apostolica “Officiorum ac Munerum” di S. S. Leone XIII, e dall’Enciclica “Pascendi” di S. S. San Pio X, passibili quindi di SCOMUNICA “ipso facto” latæ sententiæ riservata in modo speciale alla Sede Apostolica. … intelligenti pauca!]

Vocatus est Jésus ad nuptias.

[Gesù fu invitato alle nozze]

(S. Giov. II, 2.)

Quanto beati sarebbero i Cristiani se avessero la felicità di fare come questi due sposi fedeli che andarono a pregare Gesù-Cristo che venisse ad assistere alle loro nozze, alfine di poterle benedire e dar loro le grazie necessarie per potersi santificare; ma no, fratelli miei, troppo pochi fanno ciò che dovrebbero fare per invitare Gesù-Cristo a partecipare alle loro nozze per benedirle: al contrario, sembra che si prendano tutti i mezzi per impedirglielo. Ahimè! fratelli miei, quante persone vengono dannate per non aver invitato Gesù-Cristo alle loro nozze, persone che iniziano il loro inferno già in questo mondo. Ahimè! quanti Cristiani entrano in questo stato con le stesse disposizioni dei pagani e forse anche di più criminali. Diciamo, fratelli miei, gemendo, che tra tutti i Sacramenti, non ce n’è alcuno che venga maggiormente profanato. Sembra anzi che si riceva questo grande Sacramento solo per commettere sacrilegio. Ahimè! Se vediamo fare così tanti matrimoni cattivi, così tante persone essere infelici, e che, tra le maledizioni che vomitano l’un contro l’altra, iniziano davvero il loro inferno in questo mondo, non cerchiamo altro motivo che non la profanazione di questo Sacramento. Ahimè! Se, di trenta matrimoni, ce ne fossero almeno solo tre a ricevere tutte le grazie, sarebbe già molto. Ma inoltre, cosa segue a tutte queste profanazioni, se non una generazione di reprobi. Mio DIO, possiamo mai non pensarci e non tremare quando vediamo così tante povere persone che entrano in questo stato solo per cadere nell’inferno? Qual è il mio disegno, fratelli miei? Eccolo qui: è mostrare a coloro che siano entrati in questo stato, le colpe che hanno commesso, e a coloro che intendono entrarvi, le disposizioni che debbano avere. Senza dubbio, fratelli miei, noi possiamo salvarci in tutti gli stati che DIO ha creato (se questo è quello che DIO ci ha destinato), se noi vi portiamo le disposizioni che DIO ci richiede; al punto tale che se ci perdiamo nel nostro stato, è solo perché non vi siamo entrati con delle buone disposizioni. Ma è pur vero che ci siano taluni stati che contemplano molte più difficoltà di altri. E sappiamo pure che quello che ne ha di più, è quello del matrimonio; eppure noi vediamo che è quello che si riceve con le disposizioni peggiori. Quando si desidera ricevere il Sacramento della Confermazione, si fa un ritiro, ci si sforza di essere ben istruiti per diventare degni delle grazie che ci vengono elargite; ma per quello del Matrimonio, dal quale normalmente dipende la felicità o l’eterna sventura di chi lo riceve, lungi dal prepararsi con un ritiro o con qualche altra buona azione, sembra che non finiamo mai di accumulare abbastanza crimini su crimini per riceverlo, sembra che non abbiano mai fatto abbastanza male per meritare la maledizione del buon DIO, alfine di essere infelici per tutta la vita e preparando un inferno per l’eternità. – Quando si vuole entrare nello stato ecclesiastico, o in un monastero, o anche rimanere nel celibato, si consulta, si prega, si fanno buone opere per chiedere a Dio la grazia di conoscere la propria vocazione; sebbene nell’Ordine religioso tutto ci porti al buon Dio, tutto ci tenga lontani dal male, nonostante ciò, prendiamo molte precauzioni; ma per il Matrimonio, dove è così difficile fuggire, o, per dirla meglio, dove ci sono così tanti che si sono dannati, dove sono i preparativi fatti per chiedere a Dio la grazia di meritare l’aiuto del cielo così necessario per poterci in esso santificare? Quasi nessuno si prepara o se lo fa, lo fa in modo così fiacco che il cuore non lo è per niente. Non appena un giovane o una ragazza iniziano a pensare di voler convogliare, iniziano ad allontanarsi da Dio abbandonando la Religione, la preghiera e i Sacramenti. Ornamenti e piaceri prendono il posto della Religione e i crimini più vergognosi prendono il posto dei Sacramenti. Essi continuano così su questa strada fino al momento in cui non fanno l’ingresso nello stato matrimoniale, dove la maggior parte consumano la loro eterna dannazione commettendo tre sacrilegi in due o tre giorni; voglio dire, profanando il Sacramento della Penitenza, quello dell’Eucaristia e del Matrimonio, se il sacerdote non è abbastanza sventurato da amministrar loro i primi due, dico almeno per la maggior parte, anche se questo non è sempre per tutti. Il maggior numero di Cristiani vi porta un cuore mille volte più corrotto dal vizio infame dell’impurità, tanto che un gran numero di pagani non oserebbero nemmeno fare ciò che fanno la maggior parte dei Cristiani. Una ragazza che vuole avere un giovane non ha più riserve della bestia più immonda. Ahimè, succede che ella abbandona il buon Dio e il buon Dio abbandona lei a sua volta; si getta a capofitto in tutto ciò che è più infame. Ahimè! Ecco cosa possono essere e divenire queste povere persone che ricevono il Sacramento del Matrimonio in un tale stato, e quanti di questi sventurati non ne faranno parola nemmeno in confessione! O mio Dio! con quale orrore il cielo può e deve guardare tali matrimoni! Ma che dire di queste persone infelici? Ahimè! Lo scandalo per una parrocchia è una fonte di sventura per i poveri bambini che nasceranno da loro. Che cosa sentiamo in questa casa? Nient’altro che improperi, bestemmie, imprecazioni e maledizioni. Questa ragazza pensava che se avesse potuto avere questo giovane, o questo giovane questa ragazza, nulla gli potesse mancare; ma ahimè! Dopo essersi messi in comune, qual cambiamento, quante lacrime, quali pentimenti e gemiti! Ma tutto questo non serve a nulla. – Si è infelici e lo si deve rimanere fino alla morte, si deve vivere con una persona che, molto spesso, non si può né vedere né sentire; diciamo meglio, fratelli miei, essi iniziano così il loro inferno in questo mondo per andare avanti poi per il resto dell’eternità. Ahimè! Quanto grande è il numero di questi matrimoni, che sono così sventurati, eppure tutto ciò non deriva che solo dalla profanazione di questo Sacramento. Ah! se pensassimo a cosa si sta per fare entrando nello stato matrimoniale, agli oneri da adempiere e alle difficoltà che si troveranno in esso onde salvare noi stessi, o mio DIO, ci si comporterebbe molto più saggiamente! Ma il guaio di molti è che hanno già perso la fede quando vi entrano. D’altra parte, il demonio fa tutto il possibile per renderli indegni delle grazie che DIO accorderebbe loro, se fossero ben preparati. Il demone spera non solo di avere loro, ma che anche i bambini che nasceranno da essi saranno sue vittime. Oh, quanto felici sono quelli che DIO non chiama a questo stato. Oh! quante azioni di grazie dovrebbero rendere a Dio per averli esonerati da così tanti pericoli della propria perdita, senza contare inoltre che saranno molto più vicini a Dio in cielo, che tutte le loro azioni saranno molto più gradite a Dio, e che la loro vita sarà più dolce e la loro eternità più felice. Mio DIO, chi potrà ben comprenderlo? Ahimè! quasi nessuno, perché tutti seguono, non la propria vocazione, ma l’inclinazione delle proprie passioni. Tuttavia, fratelli miei, sebbene sia così difficile salvarsi nello stato matrimoniale, e che il maggior numero, senza dubitare per un solo istante, sarà dannato, coloro che DIO chiama a questo stato potrebbero essere salvati se avessero la felicità di prendere le disposizioni che DIO richiede loro per concedere le grazie promesse dai suoi Sacramenti. – Ognuno deve andare dove DIO lo chiama e possiamo dire che il maggior numero di Cristiani è dannato perché non segue la propria vocazione, sia perché non la chiede a DIO o perché si rende indegno di conoscerla per la sua cattiva vita. Per mostrarvi che ci si può salvare nel matrimonio, se è DIO che vi ci chiama, ascoltate ciò che ci dice San Francesco di Sales, che, stando in collegio, un giorno parlò con uno dei suoi compagni circa lo stato in cui stavano per entrare. San Francesco gli disse: Credo che il buon DIO mi chiami ad essere un sacerdote, qui troverò così tanti modi per santificarmi e guadagnare anime a DIO, che a pensarci, sento il mio cuore tutto pieno di gioia; quanto sarei felice se potessi convertire i peccatori a DIO per tutta l’eternità, io li ascolterei cantare le lodi di DIO in cielo. L’altro gli disse: Credo che DIO mi chiami nello stato di matrimonio e che avrò dei figli e che ne farò buoni Cristiani, e che io stesso mi santificherò. Entrambi seguirono una vocazione molto differente, poiché uno fu Sacerdote e Vescovo, e l’altro entrò nello stato matrimoniale, sebbene entrambi fossero santi. Quello che si sposò ebbe figli e figlie; uno dei suoi figli divenne Arcivescovo ed è stato un santo; un altro fu religioso; un altro, presidente di una camera, fece della sua casa quasi un monastero: si alzava ogni giorno alle quattro del mattino, alle cinque in punto pregava con tutti i suoi servi, e li istruiva ogni giorno. Molte delle sue figlie furono delle religiose, di modo che, ci dice San Francesco di Sales, tutti in questa famiglia furono modelli di virtù nel paese in cui erano collocati. Vedete, tuttavia, che sebbene sia ben difficile o molto difficile salvarsi nello stato di Matrimonio, coloro che sono chiamati da DIO, se vi portano delle buone disposizioni, possono sperare di santificarsi in esso. Ma trattiamo in modo più diretto ciò che riguarda questo Sacramento. – Se chiedessi a un bambino che cos’è il Sacramento del Matrimonio, mi risponderebbe: è un Sacramento istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, che dà le grazie necessarie per santificare coloro che si sposano secondo le leggi della Chiesa e dello Stato. Ma quali sono le disposizioni per ricevere le grazie che Dio ci comunica mediante questo Sacramento?

Eccole: 1. È necessario essere in uno stato di grazia, cioè aver fatto una buona Confessione di tutti i peccati con un vero desiderio di non commetterli più. Se mi chiedete perché bisogna essere nello stato di grazia per sposarsi? Vi risponderò:

1. Perché esso è un Sacramento dei vivi, cioè la nostra anima deve essere libera da peccati; in secondo luogo, se non si è in uno stato di grazia, si commette un sacrilegio, a meno che non sussista, mancando di essere sufficientemente istruito. Coloro che desiderano ricevere questo Sacramento degnamente devono essere sufficientemente istruiti per conoscere i loro doveri ed insegnare ai propri figli cosa debbano fare per vivere felici. Se una persona che si sposa non sa qual sia il Sacramento che sta per ricevere, chi lo abbia istituito e quali grazie ci accordi, e quali siano le disposizioni che vi dobbiamo ammettere, è certo che non può che commettere un sacrilegio. Ahimè! Quanti sacrilegi nel ricevere questo grande Sacramento e quante persone che si sposano senza conoscere nemmeno i principali misteri; vale a dire, ad esempio, quale delle tre Persone si è fatto uomo. Essi non solo non saprebbero rispondervi che è la seconda Persona che ha preso un corpo e un’anima nel seno della Beata Vergine per opera dello Spirito Santo, e questo nel giorno del 25 marzo; che fu il 25 dicembre che venne al mondo a mezzanotte, e che nacque come uomo e non come DIO, poiché come DIO appartiene a tutta l’eternità. Quanti non sanno che è il Giovedì Santo che Gesù Cristo abbia istituito l’adorabile Sacramento dell’Eucaristia, prendendo il pane, benedicendolo e cambiandolo nel suo corpo; e poi prese il vino e lo cambiò nel suo sangue, e disse ai suoi Apostoli: « Ogni volta che pronuncerete queste parole opererete lo stesso miracolo. » Quanti non sanno che è nel Giovedì Santo che Gesù Cristo istituì il Sacerdozio, con queste parole, dicendo loro: « Fate questo in memoria di me. Ogni volta che direte le stesse parole cambierete come me, il pane nel mio corpo, il vino nel mio sangue. » Probabilmente alcuni ignorano il giorno in cui il buon DIO sia morto, risorto e salito in cielo. Questo vi sorprende, ahimè! ce ne sono più di due che non sanno quanto, non sanno come DIO abbia sofferto e come sia morto; vale a dire, che non sanno che DIO abbia sofferto ed è morto come uomo e non come DIO, poiché come DIO non poteva né soffrire né morire. Quanti credono che le tre Persone della Santissima Trinità abbiano sofferto e siano morte? Quanti non sanno che Gesù Cristo come uomo sia più giovane della Beata Vergine; e che come DIO sussiste da tutta l’eternità. Quanti sarebbero stati nell’imbarazzo se, prima di sposarsi, avessero loro domandato: chi ha istituito i Sacramenti e quali sono gli effetti di ciascun Sacramento in particolare, e quali sono le disposizioni richieste da ciascun Sacramento? Quanti credono che sia stata la Beata Vergine o gli Apostoli a istituire i Sacramenti e non sanno che invero è Gesù Cristo e non c’è che Lui che potesse istituirli e comunicare loro le grazie che per essi riceviamo! Vale a dire, che il Battesimo ci purifica dal peccato che portiamo nel mondo, ed è il primo Sacramento che un Cristiano può ricevere e che le acque per il Battesimo siano state santificate quando San Giovanni battezzò Gesù Cristo nel Giordano, che Gesù Cristo lo istituì dicendo ai suoi Apostoli: « Andate, insegnate a tutte le nazioni, battezzatele nel nome del Padre, ecc., ecc. » Quanti non sanno che cosa sia lo Spirito Santo che ricevono nel Sacramento della Confermazione, e che questo Sacramento possa essere dato solo dai Vescovi e che è necessario essere nello stato di grazia per riceverlo. Quanti non sanno in qual momento ricevano il Sacramento della Penitenza e non sanno che questo avviene quando si confessano e si dà loro l’assoluzione, e non tutte le volte che si confessano; quanti non sanno che nel sacramento dell’Eucaristia ricevono il corpo, il sangue e l’anima di nostro Signore Gesù Cristo e che non ricevono né gli Angeli né i Santi; quanti non sanno distinguere tra il Sacramento dell’Eucaristia e gli altri, vale a dire che non sanno che nel Sacramento dell’Eucaristia ricevono l’adorabile corpo e il prezioso sangue di Gesù Cristo, invece negli altri riceviamo solo l’applicazione dei meriti del suo prezioso sangue. Quanti non sanno quali siano i Sacramenti dei vivi e i Sacramenti dei morti e perché ricevono questo nome; non sanno che il Battesimo, la Penitenza e talvolta l’estrema Unzione sono i Sacramenti dei morti perché ci restituiscono la vita di grazia che abbiamo perso attraverso il peccato, e che gli altri sono chiamati dei viventi, perché occorre che non dobbiamo avere peccati sulla nostra coscienza. Quanti altri non sanno cosa ricevano quando si fa loro l’Unzione sui loro sensi e quale grazia conferisca questo Sacramento dell’estrema Unzione ai malati che lo ricevono degnamente, vale a dire che non sanno che questo Sacramento li purifichi da tutti i peccati che abbiano commesso con i loro sensi, vale a dire con gli occhi, con la bocca e con le orecchie, ecc. ecc.; infine, quanti altri hanno ignorato la grazia che dà il Sacramento del Matrimonio. Ahimè! quanti sacrilegi, ahimè! quanti sposati dannati! Pertanto, se ignorate queste cose, potete certamente considerare che tutti i Sacramenti che avete ricevuto siano stati praticamente dei sacrilegi. – Una seconda ragione che ci deve condurre ad essere ben preparati per ricevere tutte le grazie che questo grande Sacramento ci accorda, è che qui ci siano molte miserie da soffrire. Quante povere donne costrette a trascorrere la vita con i mariti, alcune dei quali sono uomini passionali, che un nulla fa mettere in collera, e come leoni, sono sempre alla ricerca; le contrastano e spesso le maltrattano; che non possono vederle mangiare. Esse muoiono di dolore, ed è molto raro trascorrere una giornata senza che versino lacrime (Esempio di Santa Monica, e tanti altri, etc. – Nota del Venerabile J.- B. V.); altri hanno dei mariti che divorano tutto ciò che hanno nei cabaret, mentre la povera donna muore per la miseria con i suoi figli a casa. Quel che dico dei mariti, vale anche per le donne. Quanti mariti hanno delle mogli che non dicono loro mai una parola di buona creanza, che li disprezzano, che hanno abbandonato tutto quello che c’è da fare in casa, che lo contestano da mane a sera. Sarete d’accordo con me sul fatto che soffrire tutto questo senza mormorare, in modo da renderlo meritorio per il paradiso, richieda una grazia straordinaria. Ebbene! Fratelli miei! Se voi aveste ricevuto tutte le grazie che vi conferisce questo Sacramento, avreste un infinito tesoro per il paradiso; grazie che Dio vi ha preparato per salvarvi, e la vostra vocazione vi renderebbe tutto questo sopportabile senza lamentarvene. Ma da dove viene che quell’uomo non può sopportare i difetti che vede in sua moglie, o che la donna maledica in ogni istante suo marito perché è un ubriacone? … dal fatto che queste persone non abbiano ricevuto le grazie del Sacramento del Matrimonio, e pertanto non possano che essere infelici durante la loro vita e dannate dopo la loro morte! – Ma una sventura ancora maggiore è che, oltre a ciò, i loro figli rassomiglino loro. Ahimè, chi potrebbe valutare il deplorevole stato dei bambini nati da tali matrimoni? Li vedete vivere quasi come bestie. Innanzitutto, i genitori non hanno mai conosciuto la loro Religione, e di conseguenza, non possono insegnarla ai loro figli. – Ahimè! i bambini che hanno dieci o undici anni non solo non conoscono le loro preghiere, né una parola della loro Religione, ma hanno già solo parolacce e spropositi sulla bocca. Ahimè! Quante persone sposate e quanti bambini dannati! Se almeno non fossero stati sposati si sarebbero dannati da soli. La profanazione di questo Sacramento popola gli inferi! – Ma, voi mi direte, cosa si deve fare per entrare in questo stato santamente? Amici miei, eccolo qui. Ascoltatelo bene, felici voi se ne profittate. Il vostro Matrimonio non deve avere nulla di simile a quello dei pagani; ecco qua i matrimoni dei pagani: quando vogliono accasarsi, alcuni prendono moglie per avere dei figli ai quali possano lasciare il loro nome e le loro proprietà; altri lo fanno perché hanno bisogno di un compagno che li aiuti nelle cure della vita; questi per la bellezza e la gradevolezza, ma molto poco per la virtù. – Dopo ciò si prendono la proprie precauzioni da entrambe le parti; il contratto è approvato e si celebra il matrimonio, che è accompagnato da alcune cerimonie religiose a loro modo; c’è un gran festino e ci si dà ad ogni sorta di festeggiamenti ed eccessi. Questo, fratelli miei, è il modo in cui i pagani, vale a dire quelli che non hanno come noi la felicità di conoscere il vero Dio, procedono. Se i vostri matrimoni non hanno niente di meglio, siate sicuri di aver profanato questo Sacramento, e per questo, rassegnatevi a trascorrere la vostra eternità nell’inferno. È veramente solo lo spirito di pietà che rende il matrimonio cristiano, che quindi deve essere fatto nel nome di Gesù Cristo, per compiacerlo nel seguire la vostra vocazione; proporsi la salvezza della propria anima e nient’altro! Non è quindi né l’interesse, né il desiderio di seguire l’inclinazione del proprio cuore che deve indurre un Cristiano a sposarsi; ma il seguire la voce di DIO che vi chiama in questo stato, e allevare in modo cristiano i figli che piacerà a DIO di darvi. Ma in un passo così importante, non si deve fare nulla con precipitazione e mai mancare di consultare i propri genitori, non concludendo nulla senza il loro consenso. Anche i genitori non dovrebbero mai forzare i loro figli a prendere persone che essi non amano, perché così non possono che essere insoddisfatti l’uno dell’altro. Bisogna sempre scegliere le persone che hanno della pietà: dovete preferirle, anche se hanno meno beni, perché sarete sicuri che DIO benedice il vostro matrimonio. Invece per coloro che non hanno Religione, i loro beni periranno in breve tempo. Non si deve fare come tanti che prendono un giovano ubriacone e un cattivo soggetto dicendo che … quando sarà sposato poi si correggerà; è esattamente il contrario, perché non diventerà se non più cattivo ancora, e si trascorrerà la vita in una specie di inferno. Ahimè! Quanto frequenti sono questi matrimoni! È nella preghiera ed in altre opere che dovete chiedere a DIO di farvi conoscere colui o colei che DIO vi destina. Si dice che affinché un matrimonio sia ben fatto, vale a dire felice, debba essere fatto in cielo prima che sia fatto sulla terra. Prima di tutto, i giovani che vogliono meritare le grazie che Dio prepara per coloro che sperano di santificarsi, non devono parlare da soli, di giorno o di notte, senza la presenza dei loro genitori, e non concedersi mai la minima familiarità o la minima parola indecente, altrimenti sono sicuri di tenere Dio lontano dalle loro nozze, e se DIO non vi parteciperà, vi verrà il diavolo. Ahimè non ce n’è che uno ogni duecento che osserva tutto questo. Si può anche dire che non ce n’è che uno ogni duecento che sia veramente tale ove cioè regnino la Religione e la pace, in modo da poter dire che sia una casa del buon DIO! Al contrario, (ce ne sono alcuni) che si danno per tre o quattro anni ai balli, alle commedie, al cabaret, che trascorrono tre quarti delle loro notti da soli, permettendosi tutto ciò che il demone dell’impurità possa loro ispirare. Mio DIO, sono questi i Cristiani che devono indossare sotto il velo del Sacramento un cuore puro e libero da ogni peccato? Ahimè! chi sarà in grado di contare il numero di peccati da cui è coperto il loro cuore e la loro povera anima tutta marcia? Ahimè! come possiamo sperare che il buon DIO possa, onnipotente com’è, benedire tali matrimoni tra persone che vivono nell’impurità più infame da forse tanti anni; che forse non fanno preghiere né al mattino né alla sera; che hanno lasciato i Sacramenti per diversi anni o, se li hanno frequentati, è stato solo per profanarli. Ahimè! come può l’adorabile sangue di Gesù Cristo scendere in questi Matrimoni per santificarli e rendere dolci e meritori i dolori del Matrimonio. Ahimè! quanti sacrilegi, quanti sposi bruceranno negli abissi! Mio DIO, quanto poco i Cristiani conoscono della loro sventura e della loro perdita eterna! Ahimè! essi non lasceranno i loro crimini infami dopo il loro Matrimonio, compiranno sempre le stesse infamie e sempre saranno nella strada dell’inferno dove cadranno ben presto. No, fratelli miei, non entriamo nel dettaglio degli orrori che si commettono nel matrimonio, tutto ciò farebbe morire di raccapriccio. Solleviamo il velo, che non si toglierà veramente se non nel gran giorno della vendetta, quando vedremo tutte queste turpitudini, senza paura di contaminare la nostra immaginazione. Le persone sposate, non perdano mai di vista il fatto che tutto sarà svelato nel giorno del giudizio, il che getterà nello stupore un numero strabiliante di persone, per come i Cristiani si siano permessi tali infamie. Fermiamoci qui. – Ora mi chiedete quali siano le condizioni perché un matrimonio sia buono davanti a DIO e agli uomini! Amici miei, qui ci sono due cose da considerare: esso deve essere contratto secondo le leggi della Chiesa e dello Stato; altrimenti, il Matrimonio sarebbe nullo, cioè le persone vivrebbero nel peccato come due persone che si coniugano senza sposarsi davanti alla Chiesa. La Chiesa ha fatto le sue leggi, assistita, guidata dallo Spirito Santo. – Se mi chiedete ciò che è il fidanzamento, eccolo qui: è la promessa che due persone si fanno l’un l’altro di sposarsi. Dal momento in cui due persone sono fidanzate, non devono rimanere nella stessa casa sotto pena di gran peccato, a causa dei pericoli e delle tentazioni a cui saranno esposti; perché il diavolo fa tutto il possibile per renderli indegni della benedizione del buon Dio promessa loro nel Sacramento del Matrimonio. Ecco perché la Chiesa proibisce loro di vivere sotto lo stesso tetto per tutto il tempo del fidanzamento. Vi ho già detto, fratelli miei, che non esiste un Sacramento per il quale si prendano così tante precauzioni esterne, e che si riceva con tanto apparato come quello del Matrimonio. Dopo aver stipulato il contratto, si pubblica per tre domeniche di fila, l’elenco delle persone che vogliono sposarsi, e questo per due motivi: primo, per invitare tutti i fedeli a pregare per loro, affinché DIO possa concedere loro le grazie necessarie per entrare in questo stato santamente. Il secondo motivo è quello di scoprire gli impedimenti che potrebbero ostacolare questo Matrimonio. I casi in cui la Chiesa proibisce il Matrimonio sono chiamati impedimenti; ci sono alcuni di questi impedimenti che rendono nullo il Matrimonio stesso, così che le persone che si fossero sposate con uno qualsiasi degli impedimenti che vedremo, non sarebbero sposate, e la loro vita non sarebbe altro che una fornicazione continua. Ahimè! Sono questi Matrimoni infelici che fanno cadere le maledizioni del cielo con dolori ovunque essi si trovino! Non dubitiamo, fratelli miei, che la profanazione di questo Sacramento ed i crimini che si commettono nel Matrimonio non siano la causa di tutti i grandi mali con cui Dio ci punisce e lo riconosceremo nel giorno del giudizio. Diciamo quindi che ci sono impedimenti che sono chiamati dirimenti; ma vediamo quelli che si incontrano più spesso. 1° – Il primo è la parentela fino al quarto grado incluso, vale a dire che contiene il quarto grado e non il quinto, il che è facilmente comprensibile. Quando viene annunciato il matrimonio, se pensate che chi lo pubblica non sappia quel che i fidanzati  gli nascondono, voi siete obbligati a dirlo a chi lo ha pubblicato, altrimenti commettete un grande peccato mortale, poiché ci sono molti che lo nascondono il più possibile, temendo di chiedere la dispensa che costa loro qualcosa. – 2° È l’affinità, vale a dire, che un vedovo non può sposare i parenti della sua defunta fino al quarto grado, né la vedova i parenti del suo defunto. – 3° È la parentela spirituale, vale a dire che non ci si possa sposare con il figlioccio di cui si sia madrina-padrino o si sia tenuto al fonte battesimale, né con il padre o la madre di questo bambino. 4 ° È l’onestà pubblica, vale a dire che quando una persona sia stata fidanzata con un tale o una tale, non può sposare né la madre, né la figlia o la sorella della persona con cui era stata fidanzata. Ecco, fratelli miei gli impedimenti che i fedeli possono per lo più conoscere, e quando si pubblica un Matrimonio che si sa possa rientrare in uno di questi casi, si è obbligati a dirlo o si commette un peccato mortale, e ci si mette nella condizione di essere scomunicato, cioè tagliato fuori dal seno della Chiesa. Vedete, fratelli miei, quanto dobbiate guardarvi dal non mancare mai di dire quello che sapete. – Ce ne sono altri meno comuni, alcuni segreti e infamanti, come l’adulterio e l’omicidio; coloro che ne sono colpevoli devono informare il loro confessore. Le leggi della Chiesa che proibiscono questo tipo di Matrimoni sono molto sagge; sono state tutte dettate dallo Spirito Santo.  – C’è ancora il voto semplice di castità, di sei mesi, di un anno e del restante … Ci sono tuttavia delle volte che la Chiesa conceda delle dispense facendo fare delle elemosine a coloro che le chiedono, ma non dimenticate mai che tutte le dispense che si chiedono e per le quali non diciamo le cose così come sono, sono prive di valore. Il Santo Padre non le concede che a condizione che ciò che viene detto sia vero; di modo che se ciò che diciamo non sia veramente certo o lo alteriamo, le vostre dispense sono prive di valore, e di conseguenza il Matrimonio è nullo, vale a dire cioè, che non siete sposati e avete commesso un sacrilegio ricevendo il Sacramento del Matrimonio, così come tutti i Sacramenti che riceverete in ​​seguito. (Una dispensa ottenuta senza motivi legittimi rende nullo il Matrimonio. – Istruzione di padre Jean Gibert sul matrimonio, pagina 335. – Nota del Venerabile.). Ahimè! Quanto è grande il numero di quelli che dormono tranquilli, mentre il diavolo scava loro un inferno eterno. Quindi non dovreste mai dare ragioni che non sussistano, e se i vostri pastori non le trovino buone; fate attenzione a non pressarli dicendo loro che vorreste mettervi insieme. Ahimè! Quante persone sposate dannate! Ma mi direte, come si deve trascorrere il tempo del fidanzamento? Eccolo: questo tempo è un tempo sacro che deve essere trascorso nel ritiro, nella preghiera e facendo ogni sorta di buone opere per meritare che Gesù Cristo ci conceda, come per gli sposi di Cana in Galilea, di assistere alle vostre nozze per benedirvi, dandovi le grazie necessarie per santificarvi. È molto buono e spesso molto necessario fare una confessione generale, sia per riparare le cose cattive che si potrebbe aver fatto durante la propria vita, sia anche per rendersi più degni di ricevere questo Sacramento, poiché le grazie sono abbondanti in proporzione delle disposizioni che vi portate. Ditemi, fratelli miei, è in questo modo che passiamo un tempo così prezioso come quello del fidanzamento? Ahimè! non prendete, fratelli miei, i pagani come modelli, come oggi fanno il maggior numero di Cristiani (o si permettono)! Non contenti di aver trascorso la maggior parte della loro vita, o almeno una buona parte, nel crimine e nell’infamia più oscuri, sembra che non abbiano mai fatto abbastanza dal primo giorno del loro fidanzamento: danze, balli, cabaret e carne nelle giornate di magro. – Non contenti di fare il male da soli, come se temessero di non irritare abbastanza la giusta collera di Dio su di loro, affinché invece di benedirli li maledica, lo faranno in tre o cinque persone alla volta; vale a dire, secondo la loro fortuna: chi ha abbastanza da spendere ne invita di più, e chi ha meno ne invita di meno; ma sempre ce n’è tanti. Ci sono forse di quelli che perderanno la propria anima, faranno dei debiti trascorrendo i tre quarti della notte, senza contare il giorno, nei cabaret, per indulgere in ogni sorta di eccessi; altri che vi si trascinano a proposito, e forse anche con la sposa. Ma, voi mi direte: questo non vi riguarda, questi non sono soldi vostri, non vi dobbiamo nulla. No, senza dubbio i vostri soldi non mi guardano, ma le vostre anime, che DIO mi ha affidato, sì che mi riguardano! Ebbene, fratelli miei, ecco l’inizio del santo ritiro dei giovani che si sono appena fidanzati, ecco la loro preparazione per ricevere il Sacramento del Matrimonio. Non è ancora tutto, il demone non ne ha ancora abbastanza. Dopo aver trascorso alcuni giorni in dissolutezza con i genitori della ragazza, trascorreranno il resto del tempo a percorrere le case portandovi le fidanzate. In ogni casa, commetteranno, forse, tre o quattro grandi peccati per gli abbracci che si faranno o si permetteranno. Ma, mi direte, questa è l’usanza! Quanto a questi costumi, essi son quelli dei Gentili; poiché finora avete seguito lo stesso percorso dei Gentili, è necessario continuare? Nonostante ciò che direte, questo non impedirà che quando comparirete davanti al tribunale di Dio per rendere conto della vostra vita malvagia, tutti gli abbracci che avrete dato o ricevuto in questo tempo del fidanzamento, non siano peccati e, nella maggior parte, peccati mortali, – Oh! Ma io non ci credo! Voi non lo credete per niente? È perché i vostri occhi sono un poco offuscati; ma non vi preoccupate, il grande Giudice ve li schiarirà per bene. Perché succede che i ragazzi non stanno durante il fidanzamento con i ragazzi e le ragazze con le ragazze? Lo so bene perché: il demone ne trova così bene il suo tornaconto. Il tempo del fidanzamento trascorre in questa dissipazione, o meglio in questa catena di peccati, per non parlare di tutto ciò che accade tra le donne. Ahimè, mio ​​Dio, ma questi sono Cristiani o pagani? Ahimè, non lo so; tutto ciò che so, è che sono delle povere anime che il diavolo trascina e divora fino a quando non le abbia precipitate tra le fiamme. Arriva il momento del matrimonio, restano solo tre o quattro giorni, essi si presenteranno al tribunale della penitenza senza pentimento e senza nemmeno il desiderio di migliorarsi. La prova ne è molto chiara: vedrete i piaceri, le stesse danze, gli eccessi nel bere e nel mangiare; essi iniziano le famiglie indulgendo a qualsiasi cosa che il diavolo possa ispirare nel giorno del loro matrimonio, ed ancora peggio … se possono. Ed essi hanno appena ricevuto questo grande Sacramento; ah! Mi sbaglio, hanno appena commesso un orribile sacrilegio e vanno a porre il sigillo della loro riprovazione passando, forse, un giorno o due nella dissolutezza. Mio DIO, cosa pensare di questi poveri Cristiani, che ne sarà di loro? Ahimè, Voi li avete già abbandonati, perché essi non hanno dimenticato nulla per costringervi a maledirli e a riprovarli. Ma, voi mi direte, è lecito gioire in quel giorno. Sì, senza dubbio, ma è permesso nel Signore. Avete un bel dire ciò che vorrete, ma non lascerete di rendere conto fino all’ultimo centesimo speso inutilmente; avrete ben da ingannarvi, ma tutto questo è così come io vi dico. Un giorno noi lo vedremo, abbiate solo cura che questo non avvenga troppo tardi per voi. – Tutto ciò è difficile da credere, perché se noi facessimo del male, il buon DIO ci punirebbe: vediamo infatti questi che si stanno ben divertendo e tutti fanno ugualmente bene i propri affari. Amico mio, questo, lungi dall’essere un buon marchio, è la più grande di tutte le disgrazie! Sai perché il buon DIO si comporta in questo modo? Ecco perché: perché Egli è giusto. Egli vi ricompensa per tutto il bene che avete fatto, in modo che dopo la vostra morte non abbia che da gettarvi nell’inferno. Questo è il motivo per cui sembra benedirvi nonostante tutti gli orrori che abbiate commesso nel vostro fidanzamento e nelle vostre nozze, senza contare che tutti i peccati commessi per conto loro, da coloro che avete invitato, saranno sul vostro conto, senza che ne siano essi stessi innocenti. Ahimè, la morte troverà dei peccati là dove molti credono che non ne abbiano! Cosa dovrebbero fare allora i Cristiani per ricevere degnamente questo Sacramento? Dovrebbero prepararsi con tutto il cuore, aver fatto una buona Confessione, superare il giorno delle loro promesse; e, ciò che avrebbero potuto spendere, dovrebbero darlo ai poveri per attirare benedizioni su di sé. Il giorno del loro Matrimonio dovrebbero andare in chiesa la mattina presto, per chiedere aiuto e luci allo Spirito Santo, ricevendo la benedizione per il Matrimonio. Possa il sangue di Gesù Cristo scorrere così sulle loro anime. Il giorno in cui si sposano, che passino la giornata alla presenza di Dio pensando in quale sventura incorrerebbero se profanassero questo santo giorno. Dopo il loro matrimonio, essi devono andare da un confessore per essere educati, in modo da non perdersi senza saperlo, o meglio, in modo che possano comportarsi come veri figli di Dio. Ahimè! dove sono i Cristiani che si comportano in questo modo? Ahimè! dove sono le persone sposate che saranno salvate? Quanti ne saranno perduti! Di coloro che vi portano buone disposizioni, non ce ne sarà quasi nessuno. Cosa concludere da questo? Eccolo: la maggior parte dei Cristiani entra nel Matrimonio senza chiedere a Dio le grazie di cui hanno bisogno, portano un cuore ed un’anima coperti da mille e mille peccati e profanano questo Sacramento: questo è una fonte di sventura per loro in questo mondo e poi nell’altro. Felici sono i Cristiani che vi entrano e perseverano fino alla fine! Questo è quello che io vi auguro …