LA PREGHIERA DI PETIZIONE (5)

LA PREGHIERA DI PETIZIONE (5)

P- B. LAR – RUCHE

LA PREGHIERA DI PETIZIONE (4)

OSSIA IL MEZZO Più INDISPENSABILOE E NELLO STESSO TEMPO INFALLIBILE PER IMPETRARE DADIO OGNI BENE E SOPRATTUTTO L’ETERNA SALVEZZA.

ISTITUTO MISSIONARIO PIA SOCIETA’ S. PAOLO

N. H., Roma, 15 maggio 1942, Sac. Dott. MUZZARELLI

Imprim., Alba 25 maggiio 1942. Cn. P. Gianolio, Vic. Gen.

Tipogr. – Figlie di S,. Paolo. – Alba – giugno – 1942.

La dottrina della grazia.

Ritengo di fare cosa molto opportuna riportando qui l’insegnamento della Chiesa riguardo alla grazia santificante ed alla grazia attuale. Così renderò più intelligibili anche i successivi capitoli. Seguo in questo il Catechismo del Card. Pietro Gasparri, perché più completo.

I. La grazio di Dio in generale è un dono soprannaturale concesso gratuitamente da Dio alle creature ragionevoli, affinché possano conseguire la vita eterna.

2. La grazia attuale è un aiuto soprannaturale di Dio che illumina l’intelligenza e muove la volontà a fare il bene e fuggine il male in ordine alla vita eterna. Essa ci è assolutamente necessaria perché noi, con le sole nostre forze, non possiamo né pensare, nè volere, né fare alcuna opera buona meritevole per la vita eterna. Dio poi, che vuol salvi tutti gli uomini, a tutti concede le grazie di cui abbisognano per conseguire la vita eterna: ma per conseguirla l’uomo, se adulto e dotato di ragione, deve, aiutato da Dio, liberamente cooperare con Lui, che previene le sue buone opere inspirandole e lo assiste aiutandone il compimento.

3. La grazia santificante, o abituale, è una qualità soprannaturale inerente all’anima, che rende l’uomo partecipe della divina natura, tempio dello Spirito Santo, amico e figliuolo adottivo di Dio, erede della gloria celeste, e perciò capace di compiere opere meritevoli della vita eterna. Essa è assolutamente necessaria a tutti gli uomini, anche ai bambini, per ottenere la vita eterna. – Con le buone opere compiute in grazia di Dio, noi meritiamo un aumento di grazia, il raggiungimento della vita eterna ed un aumento di gloria.

La grazia santificante si perde con qualunque peccato mortale; e si riacquista col perdono dei nostri peccati, che si ottiene usando i mezzi stabiliti da nostro Signor Gesù Cristo (Battesimo, Penitenza od atto di dolore perfetto congiunto col voto del Battesimo o della Penitenza). Chi è in istato di peccato mortale può ancora compiere opere buone, ma non gli sono meritorie per la vita eterna; tuttavia esse, con l’aiuto della grazia attuale, lo dispongono alla giustificazione ».

Soggiungo poi qui la nota 3 dell’opuscolo « Alcune note pratiche sul testo di Catechismo: « l’Orazione e la Liturgia » — già da me citato nel c. 5; nota che pure è molto importante al mio assunto.

« La grazia santificante e la grazia attuale sono due cose distinte ed affatto diverse. Basti osservare che si danno casi nei quali uno ha la grazia santificante e a lui non giunge la grazia attuale, e viceversa. Per esempio, un neonato appena battezzato ha la grazia santificante, ma a lui non giunge la grazia attuale. Invece chi vive in peccato mortale non ha la grazia santificante, ma Dio dà a lui le grazie attuali. Anzi Dio dà grazie attuali anche agli increduli che non hanno la Fede. – Di più la grazia santificante è una qualità che Dio infonde nell’anima e che resta (come la salute, la scienza ecc.) fmchè non viene scacciata dal peccato mortale. Invece la grazia attuale è un aiuto che Dio dà all’anima e che passa. Chi identificasse la grazia santificante con le grazie attuali, cadrebbe nell’errore di chi identificasse le lampadine colla corrente elettrica e i motori coll’energia che li mette in moto ». Termino avvertendo che nella compilazione dei seguenti capitoli mi sono servito molto dell’opera del Tissot « La vita interiore semplificata » ed anche di « Viva Dio! », edite ambedue da Marietti — Torino.

7. — La grande attrice e trasformatrice.

La grazia di Dio! Grande parola e cosa ancor più grande! Ma quanti dei Cristiani odierni potrebbero dire della grazia ciò che i primi Cristiani di Efeso asserivano dello Spirito Santo. « Noi — dissero quelli — non abbiamo neppur udito che ci sia uno Spirito Santo » (Att. 19, 2). E questi potrebbero soggiungere: « E a noi non consta che ci sia la grazia ». Vediamo dunque che cosa sia questa divina grazia così poco conosciuta, e da tanti ancor meno apprezzata e assecondata. La grazia, in genere, è un dono gratuito e superiore alla natura umana ed anche alla natura angelica, che Dio concede alle creature intelligenti per condurle alla vita eterna. Essa è essenzialmente soprannaturale; e quindi nessuna creatura ragionevole, nella sua condizione naturale, ha nè può aver diritto alcuno a sì magnifico dono. Ma è per essa, ed unicamente per essa, che la nostra attività si unisce all’attività di Dio e la nostra vita si lega e si congiunge alla vita di Dio, rendendoci capaci di atti e di vita soprannaturali. La grazia di Dio è duplice: attuale e santificante. Prima però di parlare di queste, conviene ch’io dica brevi parole anche della grazia concessa ad Adamo, che — s’egli non avesse peccato — doveva pur passare ai suoi discendenti: la giustizia originale. Questa, concessa ai nostri progenitori, Adamo ed Eva, affinchè fosse trasmessa in certo modo per generazione ai suoi figli e per mezzo di essi. a tutti coloro che sarebbero di volta in volta sopravvenuti, fu da Dio ritirata ad Adamo ed Eva in seguito alla loro grave disobbedienza, nè mai più in seguito concessa ad alcuno, come tale. Così Adamo e gli ru0uomini successivi, quantunque non fossero affatto menomati nella loro umanità, cioè nell’ordine naturale, non furono però più quali erano usciti dalla mente di Dio e quali, dovevano essere. Essi erano stati creati per il Paradiso da raggiungersi col mantenersi in tale giustizia originale. Tolta però ad Adamo tale giustizia, veniva pure, con ciò stesso, interrotta ogni comunicazione col Paradiso; e perciò sia Adamo, sia — per causa di lui che, come capostipite, ne era il garante — tutti i suoi discendenti, andarono soggetti ad una gravissima degradazione: una degradazione tale per cui S. Agostino non credette di errare dicendo l’umanità decaduta dalla giustizia originale, una « massa dannata ». Ed ecco la necessità di un Redentore, vale a dire d’un riparatore, che avesse fatta la riconciliazione fra l’uomo e Dio e riallacciata la comunicazione fra la terra e il cielo: opera non solo ammirabilmente misericordiosa, ma anche eminentemente soprannaturale che, in felice, stupenda ed anzi divina maniera, con pur retroattivo effetto, si compì venti secoli addietro dallo stesso Figlio di Dio, fattosi uomo. Si, « questo fece Gesù Cristo Signore nostro offrendo se stesso una volta » al suo divin Padre, sulla croce (Ebr. 7, 27). – E ora diciamo qualcosa della grazia che riguarda noi; ed anzitutto della grazia attuale. Questa consiste in un movimento soprannaturale, in una eccitazione vitale impressa alle nostre potenze per farle agire con Dio. Nella nostra mente è una luce che ci aiuta a vedere Dio e gli altri esseri in rapporto a Dio; nel nostro cuore è un calore che ci fa amare Dio e tutto ciò che può attirarci o spingerci verso Dio; nelle nostre facoltà interne e nei nostri stessi sensi esterni essa è un’energia che ci aiuta ad avvicinarci a Dio, a servire Dio ed a servirci delle cose create per Iddio. Si chiama « attuale » sia perché ci spinge all’attività, sia perché è un aiuto attuale del momento, sia perché è da Dio offerta atto per atto quando ce n’è il bisogno o la convenienza. Essa è come il tocco magico della mano di Dio che interviene ad aiutarci nel momento opportuno in ciascuna delle azioni ch’Ei vuole che noi compiamo per riuscirgli graditi.

Oh, preziosità della grazia attuale! Anche alla sola luce di questi concisi pensieri, noi possiamo, se non in tutto comprendere, ben certo convenientemente sfiorare i grandi pensieri sulla grazia che fa lampeggiare davanti ai nostri sguardi stupefatti il grande convertito sulla via di Damasco. « Sono figli di Dio — ei scrive — coloro che si lasciano manipolare dallo Spirito di Dio… Da noi stessi non siamo in grado di pensare alcunchè, come se fosse da noi (che abbia valore presso Dio per la vita eterna); ma la nostra sufficienza viene da Dio… Infatti è Dio che produce in noi il volere e il fare secondo il suo beneplacito» (Rom. 8, 14; II (2or. 3, 5; Filip. 2, 13). Ed è seguendo queste nozioni che noi possiamo spiegarci come milioni e milioni di anime abbiano potuto far proprio il motto di S. Paolo stesso: « Chi mi separerà dall’amore di Cristo? » (Rom. 8, 2) ed in esso mantenersi saldi fino all’estremo sacrificio, per non perdere l’amicizia e la figliolanza di Dio. Essi sapevano d’aver a propria disposizione la forza stessa di Dio nella grazia attuale. Ed è ancor sotto l’influsso di questa grazia che anche oggi tante anime possono risolutamente asserire: “Io posso ogni cosa in Colui che mi, conforta » e mi sostiene” (Filip. 4, 13); né mancano di quelle che pur possono francamente ripetere coll’Apostolo delle genti: « E’ per la grazia di Dio ch’io sono ciò che sono; e la grazia di Dio non fu in me inoperosa. Anzi io ho faticato più degli altri: non però io. ma la grazia di Dio con me » I Cor. 15, 10-11). Ed è pur alla luce dei precedenti riflessi che appaiono in tutta la loro verità certi mirabili pensieri dei Santi sulla grazia. S. Agostino, per esempio, mette in bocca a Dio queste parole: « Sono stato io a disporre che ti mancasse l’occasione di commettere atti impuri; io a fare in modo che ti mancasse il tempo e il luogo; ed anche quando avevi l’occasione e il tempo e il luogo adatti all’uopo, sono stato io ad impedire che tu acconsentissi. Riconosci dunque che, se non hai commesso il male, lo devi alla grazia dì Lui » (Omel. XXIII inter. L.). Il Ven. Padre Luigi da Granata, a sua volta, dice che « se ci allontaniamo dal male, è Lui (lo Spirito Santo colla sua grazia) che ci separa; se facciamo del bene, lo facciamo in virtù di Dio; se perseveriamo nel bene, vi perseveriamo in grazia di Lui ». – E quindi « l’avere Iddio impedito che si commettessero peccati, non è minor misericordia del perdonarli dopo commessi ». Ah, quante pie riflessioni si potrebbero dedurre anche solo da quest’ultimo pensiero! – « Iddio poi — continua lo stesso Venerabile — non si contenta di perdonare i peccati e di riceverci nella sua grazia; ma ancora allontana dall’anima tutti i mali causati dalla colpa, riformando e rinnovando il nostro interiore. E così (per mezzo della grazia attuale), lava le nostre immondizie, rompe i lacci del peccato, scuote il giogo dei perversi desideri, ci libera dalla schiavitù del demonio, mitiga la veemenza delle nostre cattive inclinazioni, ci restituisce la vera libertà e bellezza dell’anima, ci dà la pace e l’allegrezza della buona coscienza, ravviva i sentimenti interiori, ci rende facili al bene e tardi al male, forti e costanti per resistere alle tentazioni; e così ci arricchisce di buone opere » (In « Guida dei peccatori »). Ahl come potremo noi dimostrare e realmente avere una condegna riconoscenza verso il buon Dio che colla grazia attuale ci procura beni sì preziosi e ci libera da mali sì orrendi?! A questo punto però mi conviene fare una breve sosta per dire qualcosa anche della grazia santificante, la quale si raggiunge, si riacquista, si conserva e si nutre appunto coll’assecondare fedelmente la grazia attuale (Questo dico degli uomini che hanno l’uso della ragione. I bambini e coloro che fin dalla puerizia difettano dell’uso della ragione, raggiungono la grazia santificante per mezzo del battesimo, senza metterci nulla di proprio). Di questa poi — siccome essa ha immensa importanza nello svolgimento del mio assunto — riprenderò la trattazione nel successivo capitolo, per non abbandonarla più se non quando dirò quella parola che giustificherà il titolo che do’ a questo mio modesto.ma importantissimo lavoro.