GNOSI: TEOLOGIA DI sATANA (7) : un cancro nel seno della CHIESA I

LA GNOSI, UN CANCRO NEL SENO DELLA CHIESA -I-

[Elaborato da: “De la gnose a l’Œcumenisme”, capitolo I: “di E. Couvert]

Dati storici

La scoperta in Egitto, nei pressi di Nag Hammadi, nel 1946, di una biblioteca gnostica in lingua copta ha rinnovato le conoscenze sulla gnosi. In precedenza si definiva correntemente la gnosi come una penetrazione del pensiero greco nel Cristianesimo primitivo o come il risultato di un sincretismo orientale, con le religioni dell’India, della Persia, dell’Egitto, che si sforzava di penetrare la giovane Chiesa e farvi germogliare le proprie credenze. – La scoperta dei manoscritti, ci ha fatto rivedere questi temi e ricondurre la gnosi ad una sua origine più vicina al Cristianesimo; essa è nata in ambito giudeo-cristiano e nutrita da un pensiero specificamente giudaico, è improntata ad un bagaglio letterario proveniente dall’Antico Testamento, anche se ha utilizzato un vocabolario greco e delle formule in apparenza filosofiche proprie dell’Egitto e dell’Iran. Occorre in effetti distinguere accuratamente un fondo culturale o religioso, sul quale si sviluppa un insegnamento nuovo, da ciò che costituisce il carattere specifico di quest’ultimo, che non è costituito da una similitudine di vocaboli o da formule prese qui e la, ma configura un nuovo ordine dell’insieme. L’insegnamento gnostico è originale, non lo si ritrova prima di allora né nelle religioni pagane, conosciute in quell’epoca, né nella filosofia greca, né nell’astrologia. La gnosi non è una “chiesa”: essa non ha provocato la comparsa di un clero con una gerarchia, né dei rituali liturgici, ed anche le cosiddette chiese gnostiche con gerarchia e liturgia, come i Manichei e i Mandei, non hanno potuto sviluppare una religione di carattere universale per deficit di natura: un insegnamento che si vuole segreto, riservato cioè a degli iniziati, non può portare a tale risultato [i Manichei infatti si sono dissolti in varie sette esoteriche, ed i Mandei conservano delle minuscole comunità testimoni di un passato di cui hanno perso il vero significato]. – La gnosi non è una “filosofia”: essa non pretende di dimostrare con l’aiuto della ragione delle verità universali, accessibili a tutti gli uomini di riflessione. Essa non dà dell’universo una visione razionale, rifiuta l’insegnamento comune diffuso da una determinata scuola. – La gnosi è essenzialmente una vegetazione religiosa parassitaria che si nutre di Cristianesimo per estrarne un certo numero di elementi che poi storna dal loro senso naturale per darne un significato nuovo totalmente opposto all’insegnamento della Chiesa [è in pratica la stessa definizione del modernismo anti-cattolico data da S. Pio X nella “Pascendi”, quel modernismo attualmente praticato della setta vaticana del novus ordo]. La gnosi è una setta di iniziati [gli eletti menichei, o i vescovi, gli “eletti”, del novus ordo, ordinati appunto dal 18 giugno del 1968 con una formula eretica e blasfema di contenuto gnostico-manicheo – v. in exsurgatdeus.org/18 giugno 1968 (7)] che pretendono di aver ricevuto una rivelazione più perfetta di quella di Gesù, riservata a spiriti d’élite sganciati dall’insegnamento ordinario della Chiesa, costituendo così un “cancro roditore” all’interno della comunità cristiana.

1° La rivelazione di Gesù-Cristo

I miracoli di Gesù in Palestina furono il punto di partenza di un immenso stupore: non li si poteva negare; anche i Farisei ed i Sadducei vi assistevano come inebetiti; si diceva: « Donde gli viene il suo potere? … Che anche i flutti del mare ed i venti gli obbediscono? Non abbiamo mai visto di tali prodigi! » Il primo gnostico, loro maestro in tutto, Simone il Mago, si presumeva capace di provocare miracoli con una sapiente messa in scena; ma davanti ai veri miracoli di San Pietro in Samaria, fu prontamente soffocato. Infatti egli domandò a San Pietro di vendergli il suo potere, di rivelargli i suoi “trucchi” di mago. Dopo lo stupore arriva l’indignazione: « È per mezzo di Beelzebul che caccia i demoni! » – I suoi insegnamenti egualmente provocavano uno stupore altrettanto giustificato: « Da dove gli viene la sua scienza e la sua saggezza? Non è egli il figlio del carpentiere? » Si può fare una distinzione in questo insegnamento: da una parte le parabole, semplici verità morali, accessibili agli spiriti più semplici, ma pur verità profonde accessibili alle intelligenze più elevate; e dall’altra parte, il suo insegnamento propriamente divino: i grandi misteri su Dio, oltrepassanti infinitamente le capacità della nostra intelligenza. Quando gli Apostoli diffondono questo insegnamento in tutto il mondo, esso prende un volo eccezionale. Esso raggiunge in un secolo tutto l’Impero Romano e tutte le classi della società. Ecco ancora la fonte di un profondo stupore: « Come dei semplici pescatori della Galilea hanno potuto essere ascoltati e seguiti da comunità sì numerose e da spiriti di ogni livello? Anche qui deve esserci una causa segreta, occulta, che bisogna scoprire! » – Gli gnostici non hanno mai compreso questo: le verità più semplici, uscite dagli spiriti più poveri a livello del senso comune, sono pure le verità più profonde che non possono essere comprese a livello più elevato che da una difficile elaborazione intellettuale, una riflessione sostenuta, una saggezza acquisita da lunga esperienza. Essi dunque vanno a cercare la causa di questa espansione in un insegnamento segreto, riservato da Gesù a qualche discepolo privilegiato: Giacomo, Giovanni, Matteo, Tommaso. Essi distinguono l’insegnamento exoterico, diffuso dagli Apostoli alle persone comuni, ed un insegnamento esoterico, riservato da Gesù e qualche Apostolo a degli iniziati superiori. Ecco l’origine della gnosi. Precisiamo ancor questo: l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli fu pure all’origine di una grande delusione: il Cristianesimo non pretende di offrire immediatamente, con una semplice affermazione gratuita, la certezza immediata e definitiva della salvezza eterna: per raggiungerla occorre una vita di virtù, di rinunzie, di ascesi: e può essere sempre rimessa in causa dal peccato. Questa salvezza finale è conquistata mediante uno sforzo costante di tutto l’essere verso la perfezione, essa è particolarmente esigente, difficile, ardua, ma resa possibile dall’azione della grazia. – Gli gnostici vogliono invece cercare un mezzo di salvezza immediato, definitivo, che eviti certi obblighi di uno sforzo costante su di sé. Essi lo presentano come un segreto il cui possesso deve liberare da ogni inquietudine ed assicurare un riposo nella certezza … – Infine, per gli gnostici, il Cristo non ha dato una risposta pienamente soddisfacente sull’esistenza del male nel mondo. Occorre allora cercare l’origine del male non nell’uomo, ma nel mondo divino, non essendo l’uomo peccatore e dunque colpevole, ma vittima di un male che gli è stato imposto dall’alto. Bisognerà attendere i grandi pensatori cristiani e particolarmente San Tommaso d’Aquino, per trovare questa risposta adeguata alla difficoltà sollevata. – A partire da queste considerazioni sull’insegnamento di Gesù, si possono dedurre tutte le affermazioni degli gnostici. Ma prima di svilupparle, occorre esaminare i loro procedimenti:

I procedimenti gnostici

L’esame dei fatti mostra che gli gnostici hanno seguito nel suo sviluppo l’espansione del Cristianesimo, seguendo il cammino dei discepoli e sollevando le obiezioni di cui abbiamo parlato, sia direttamente allo scoperto, sia indirettamente sussurrandole ai primi Cristiani entusiasti. Dopo la morte di santo Stefano, san Pietro si rifugia in Samaria e si trova presto a confrontarsi con Simone il Mago, padre della gnosi. La Chiesa si sviluppa ad Antiochia in Siria; ben presto si vede comparire Nicolas, uno dei diaconi, che diede i suo nome agli gnostici nicolaiti; poi Menandro, Saturnile. Il Vangelo è predicato in Egitto, ad Alessandria. E proprio qui si impianta l’insegnamento di Basilide, le cui formule sono tanto simili al buddismo, e poi Valentino, il maggiore degli gnostici. A Roma si impianta l’insegnamento di Marcione, a Lione quello di Marcos, etc. – Gli gnostici si fondono in mezzo alle comunità cristiane; essi danno un insegnamento individuale, con gran discrezione. Tertulliano ci dice che essi iniziavano con « l’enunciare la fede comune in formule equivoche! … per indurre i fedeli in errore. » Sant’Ireneo ci racconta che « essi attirano la gente parlando loro come parliamo noi stessi. Essi si lamentano che noi li trattiamo come degli scomunicati, allorquando da una parte e dall’altra, le dottrine sono le stesse … ma poi man mano si allontanano dalla fede con le loro questioni. Di coloro che non resistono, ne fanno loro discepoli, li prendono da parte per svelare loro il mistero inenarrabile del loro “pleroma”. »  Ecco un bel testo estratto da l’«Adversus Hæreses » di sant’Ireneo. Si direbbe scritto oggi! Ancora oggi infatti assistiamo a queste manovre su ben più vasta scala. Gli gnostici praticano “l’anonimato” come sistema di insegnamento: essi non firmano i loro scritti. Noi non conosciamo i loro nome se non dagli eresiologi che ebbero molto a penare per scoprirli e procurarsene i manoscritti segreti. Sant’Epifanio ci racconta come egli stesso abbia frequentato un tempo gli gnostici d’Egitto, attirato nei loro antri da certe donne: « se sono sfuggito alle loro grinfie, egli dice, non è stato per virtù personale, ma all’aiuto divino che rispose allora alle mie preghiere ». Grazie a questo suo passaggio tra essi, noi possediamo molti degli insegnamenti sulle diverse sette ed i manuali utilizzati. Sant’Epifanio cataloga con notevole precisione i maestri, le loro scuole, i loro manoscritti. Gli gnostici non firmano i loro scritti, ma fabbricano degli scritti ai quali, dice S. Atanasio, attribuiscono degli ancestri dando loro il nome di “santi” (cioè di Apostoli. Questi sono allora degli « pseudoepigrafi » e non degli « apocrifi. » Noi conosciamo i veri autori di questi libri, ma gli autori designati nel testo sono menzogneri: questi ad esempio sono « il libro segreto di Giovanni » – « la Sofia di Gesù » – « L’Apocalisse di Giacomo » – « Il discorso di Zoroastro » – « l’Apocalisse di Adamo » – « il discorso di Hermes » – « Il Vangelo di Tommaso » – « Le parole segrete di Gesù », etc. – Essi raccontano in particolare che Gesù, dopo la Resurrezione, abbia preso da parte qualche discepolo, Giacomo, Giovanni, Tommaso e, seduto sotto un albero, abbia rivela loro degli insegnamenti che essi dovevano tenere segreti per se stessi e per coloro che essi avessero giudicato degni di comprenderli. La lettura del « Vangelo di Tommaso » è in particolare molto suggestivo: questo Vangelo era un’opera di base degli gnostici e soprattutto dei Manichei. Una prima lettura superficiale del testo lascia nello spirito l’impressione d’insieme che si tratti di un’opera perfettamente ortodossa: i tre quarti delle parole di Gesù erano sostanzialmente identiche a quelle dei Vangeli canonici; ma una rilettura più attenta fa apparire certe istanze che denotano un’intenzione sottogiacente: questi sono, ad esempio delle ripetizioni frequenti: « Chi ha orecchie per intendere, intenda » – « Così accederete ala contemplazione di ciò che nessun occhio ha mai visto » – « Conoscete voi stessi e ciò che è nascosto vi sarà rivelato » (sottinteso: riconoscete che avete in voi stessi la divinità) – delle formule panteiste: « Quando voi farete che i due siano uno, voi diventerete figli dell’Uomo » (vale a dire il vostro ritorno all’unità primordiale farà apparire la vostra essenza divina) – « Taglia il legno, io sono la, solleva la pietra e mi ci ritroverai! » – « Il regno è dentro di voi » – « Ogni donna che diventerà uomo, entrerà nel regno dei cieli! » … Così a partire da formule ortodosse, con istanze selettive, per aggiunta di formule in apparenza oscure o misteriose, si vedono già delineare le principali tesi gnostiche che sembrano essere uscite dalla stessa bocca del Cristo. Non ci sarà più che da sviluppare queste formule protestandosi fedeli discepoli di Gesù. Infine un processo rimarchevole, utilizzato con grande successo dagli gnostici, fu il “recupero”, per rinforzare il loro prestigio, dei grandi “Iniziati” del paganesimo: Orfeo, Pitagora, Hermes, Zoroastro, Omero stesso! Non si tratta qui di un sincretismo religioso, poiché gli gnostici non cercano di amalgamare diverse dottrine religiose sì varie o contraddittorie per trarne una dottrina a “denominatore comune”. Non si tratta di una super chiesa “ripostiglio”. Ben al contrario, si tratta di attribuire esattamente a questi personaggi celebri dell’antichità, il cui insegnamento era stato solamente orale, il medesimo linguaggio della dottrina gnostica. È il ricorso quindi ad un’autorità incontestata nel passato e alla redazione di testi fittizi, attribuiti a colpo sicuro e senza controllo a questi lontani ancestri. Così si vede Orfeo rappresentante il Cristo nelle antiche catacombe romane in epoca in cui era difficile separare i veri Cristiani dagli gnostici. Gli eresiologi rimproveravano loro di rappresentare il Cristo con visi pagani: Hermes, Orfeo, Omero, Pitagora. Sant’Ireneo racconta che una donna, Marcellina, aveva ritrovato a Roma un oratorio con le figure di Gesù, Omero e Pitagora. I settari avevano medaglie o statuette rappresentanti Platone, Pitagora. L’imperatore Alessandro Severo era egualmente uno gnostico, egli venerava nel suo larario Gesù-Cristo, Abramo, Orfeo e Apollinare di Tyane. Nella prima catacomba, quella di San Sebastiano, si leggono, in un ipogeo degli Innocentii, delle iscrizioni cristiani ove si ritrovano i soprannomi di Hermes: Hermesius, Hermesianus. Carcopino descrive così una tomba di Ravenna del III secolo: la piccola defunta, Giuliana, è interpellata al maschile: “Salve Euhamius”, ella è rappresentata seduta ed Hermes le tocca gli occhi, per svegliarla, con una bacchetta magica. Si tratta certamente di una tomba cristiana gnostica. Il Cristo è talvolta rappresentato sotto forma di una divinità pagane, armata di bacchetta con la quale non risuscita un morto, ma lo chiama al “risveglio”:  “Apri gli occhi! Guarda! Tu sei divino”. Carcopino descrive una basilica pitagorica di Roma  assai simile ad un ipogeo di un cimitero cristiano. Egli racconta una cerimonia liturgica che sembra calcata sulla Cena cristiana. – Omero era anche da essi interpretato così: Ulisse tenuto nell’isola di Calipso designava l’anima, la fiammella divina, prigioniera dei corpi ed ancora esitante nel liberarsi dal suo giogo. – Il testo di Hermete Trimegisto (= il tre volte grande) era stato ritrovato nella biblioteca copta gnostica. Ugualmente i “versi d’oro” attribuiti a Pitagora, sono ben posteriori all’inizio del Cristianesimo; essi datano almeno dalla fine del I secolo e contengono delle formule propriamente gnostiche. “ tu saprai che la natura è UNA e simile in tutto” (Panteismo) – “Colui che ha trasmesso alla nostra anima la TETRAKTYS, sorgente della natura infinita” (il nome divino è la natura della nostra anima) – “A coloro che sanno svegliare ciò che c’è di sacro nella loro anima, la natura mostra ogni cosa” – “Quando tu abbandonerai il tuo corpo, sarai immortale, un dio immortale e non più mortale” … etc. – Così la gnosi si è sviluppata come una setta parassitaria all’interno del Cristianesimo per sovvertirne tutto l’insegnamento. Si riconoscono già i processi dei “modernisti” nell’arte di sedurre ed allontanare le anime dalla Verità; si riconosce pure la Leggenda nascente dei “Grandi Iniziati” che si tramandano di generazione in generazione una dottrina segreta.

L’INSEGNAMENTO DELLA GNOSI

Per comprendere bene le “rivelazioni” degli gnostici, è necessario sbarazzarle da tutte le fandonie mitologiche e fabulistiche di cui sono ammantate, o meglio imbrigliate, nonché spogliarle ugualmente del vocabolario oscuro, misterioso, ieratico, che ha la pretesa di renderle venerabili. Non parleremo né di Eoni, né di Arcoonti, né di Pleroma, etc. Mons. Lagier, nella sua opera “L’Oriente cristiano” enumera diverse proposizioni nelle quali si può riassumere tutto l’insegnamento dei nostri eretici. Noi vedremo che a partire da queste strane affermazioni, si posso estrarre tutti i grandi errori del mondo moderno. Già nel primo numero della nostra serie “la Gnosi teologia di satana ne abbiamo fatto un elenco (v. exsurgatdeus.org/Gnosi teologia di satana 1), ma qui lo rifacciamo affinché possiamo ben fissarli in mente per poter scovare tutti gli errori in ambiti decisamente impensabili: nella filosofia, teologia, letteratura, pedagogia, musica, arti figurative, medicina, scienza … una totale invasione alla quale siamo pressoché assuefatti. Questi otto punti, che qui di seguito ricordiamo, sono la cartina di tornasole per scoprire l’infiltrazione gnostica ubiquitaria ed eventualmente adottare le necessarie, oramai ineludibili contromisure.

1° « Il Dio di cui ci parla l’Antico Testamento è una divinità inferiore, non è il vero Dio. Ben sopra di Lui si trova l’Essere supremo, principio unico di tutto ciò che è. »

Gli gnostici hanno sempre praticato un antibiblismo sistematico. Hanno ribaltato tutte le affermazioni della Genesi. La loro cosmologia è una “macchina da guerra” indirizzata contro Yahvé, il Dio creatore. Il mondo nella sua essenza è divino. l’Essere supremo è un “abisso” originale dal quale sono uscite tutte le potenze spirituali. È già questa una prima forma di Panteismo. Yahvé Sabaoth, il Dio Creatore della Genesi è secondo loro, una emanazione dell’Essere supremo … egli si è rivoltato contro di lui rinchiudendo in una materia degradata e cattiva gli esseri puri, spirituali, emanati dal “grande abisso”, questi fu un demiurgo (=architetto) maldestro, pasticcione. Egli è perciò la fonte di tutti i mali: ecco una spiegazione dell’origine del male e la designazione del gran colpevole: il Dio che adorano i Cristiani.

2° « La materia in sé si oppone a Dio ». –

Comprendiamo bene che questa materia non è una emanazione dell’Essere supremo, ma una creazione del demiurgo, opera maldestra che si oppone alla perfezione della potenza divina, ne ostacola l’espansione. C’è dunque in questo atto creatore un errore, una degradazione degli esseri spirituali, una “caduta originaria”, non quella del peccato di Adamo, ma quella del Peccato di Yahvé.

« Dio si dispiega e si rivela gradualmente con delle potenze celesti, con esseri divini nella loro origine. »

Questa è la dottrina della “Emanazione” (emanare= spandere fuori da sé). Il mondo è una divinità che si espande fuori da sé, mediante una estensione del proprio essere; il mondo è un Dio … Essere supremo in crescita perpetua. Dall’Abisso originale, questo Dio genera una moltitudine di esseri che non sono che “particelle di se stesso”. Il mondo è in perpetuo divenire. Esso è divino per natura, poiché generato e non creato. Ahimè! Yahvé ha formato la materia, ha degradato questo mondo, ne ha così frenato l’espansione, l’evoluzione verso questa pienezza divina che gli gnostici chiamano “Pleroma”. – Per di più Dio si è manifestato nel mondo con i suoi inviati, esseri divini, da lui inviati che, ad intervalli regolari, ricordano all’uomo decaduto e prigioniero della materia che anch’essi sono divini. Occorre dunque una rivelazione continua: si vedono così apparire i primi lineamenti della leggenda dei Grandi iniziati”. La gnosi è allora: “rivelazione” di una realtà occulta!

« La materia è mescolata a fiammelle divine; queste fiammelle divine fuoriescono dalla loro prigione materiale grazie al Cristo che agisce nei sacri riti della magia. » L’anima umana è dunque divina (fiammella o splendore di un Dio che si estende ad ogni essere). Il corpo è una ganga terrestre, una prigione della quale bisogna sbarazzarsi per vedersi apparire questa divinità che risiede in noi. Il Cristo è il più grande degli “iniziati” inviato dall’alto, Egli viene ad insegnare agli uomini che essi sono divini. “Guardate all’interno di voi stessi e vi troverete le vostra divinità” …, tale è la formula ripetuta nel vangelo di Tommaso. Per questo occorre sbarazzarsi di questa prigione materiale che occulta la vostra vera natura. Risvegliatevi! Comprendete infine! Riconoscete il vostro carattere divino! Non c’è alcun bisogno di conquistare con la forza della vostra ascesi una somiglianza con Dio, voi siete già divini, ma non lo sapete ancora, questa conoscenza vi libererà [anche in concetto di “misericordia bergogliana” della setta vatican-massonica, è una idea gnostica anticristiana “ … voi siete già divinità, non c’è bisogno di pentimenti, contrizione, penitenza, etc. … siete salvi in ogni caso perché la vostra anima è divina]. È la salvezza mediante la gnosi! (= conoscenza). – Si ritrovano qui pure le formule moderniste dell’immanenza vitale: Dio dimora nell’uomo (Manere in = soggiornare in), non si deve che ritornare all’interno di sé per ritrovarlo.

« L’azione di Cristo fu reale, ma la sua umanità carnale non è stata se non una ingannevole apparenza: la passione e la resurrezione non sono che simboli senza realtà. ».

Evidentemente un “inviato divino” non può aver subito la degradazione di un corpo materiale. Egli ha dovuto assumere una forma materiale per farsi conoscere e poter agire efficacemente presso uomini anch’essi prigionieri del loro corpo fisico. Ma il Cristo non aveva da riscattare con la sua Passione i peccati dell’uomo, poiché questi non esistono. Non c’è che un solo peccato, il “peccato del mondo”, il peccato di questo “sbadato” Yahvé che ha deteriorato, con la sua creazione, l’espansione della divinità. Il Cristo non è venuto a liberare gli uomini dai loro peccati: non ha loro insegnato una “via”, un cammino da percorrere per raggiungere una perfezione possibile da raggiungere. Egli ha rivelato loro, cioè disvelato, ciò che essi non sapevano, e cioè: che essi erano Dio, già, da sempre!

« Il “divino incatenato nella materia”, cioè l’anima umana, non è responsabile della carne che l’opprime. Lo spirito resta puro … non è solidale alle passioni nei peccati commessi. »

Ecco alfine a cosa si voleva arrivare! Lo gnostico rifiuta agli uomini la responsabilità dei loro atti. Poiché la materia è cattiva, il nostro corpo di carne non può produrre che atti cattivi. Ma questo corpo è la nostra prigione. La nostra anima “scintilla divina” non può avere il minimo rapporto con qualunque male sia. Come spiegare tutto ciò? Scomponendo l’uomo in tre parti: un corpo materiale, il “soma”, un’animazione propriamente psicologica, la “psiche”, ed un’anima spirituale di essenza divina, lo “pneuma”. Questa struttura ternaria dell’uomo è una invenzione geniale [o meglio, perversa]: la sede delle passioni, la “psiche”, è una potenza cattiva legata alla materia che sostiene nella sua esistenza; bisogna sbarazzarsene al più presto. Lo “pneuma” resta impassibile, spettatore indifferente delle vane agitazioni del corpo. – Queste divisione ternaria dell’uomo si ritrova nell’occultismo moderno che utilizza un altro vocabolario per designare le stesse realtà: gli occultisti infatti concepiscono un mondo spirituale, un mondo astrale, un mondo materiale. L’uomo è composto da un corpo, un “doppio”, e da un’anima! Vecchio processo per togliere all’uomo la sua vera responsabilità e rifiutargli la maestria dei suoi atti. – Si ritrova in quanto esposto, tutto il protestantesimo. Lutero non ha affermato che l’uomo è incapace di un atto buono, che le opere sono inutili e che si è salvati dalla sola fede? Si ritrovano ancora qui i primi lineamenti della psicoanalisi moderna la cui funzione essenziale è di ricercare la sede del subcosciente nella “psiche”, motrice delle passioni, e di “liberare l’uomo  svelandogli che egli non è colpevole, bensì sempre vittima innocente delle pulsioni istintive alle quali deve lasciare libero corso perché esse non alterano la sua natura: liberazione sessuale, etc. (ora è facile capire perché “illustri” chierici rappresentanti del modernista satanico novus ordo, compreso le finte “autorità” usurpanti, ci tengano a farci sapere che essi sono stati e sono psicanalizzati ricevendone benefici, e spingere il “prodotto” sul mercato degli (in)fedeli antiCristo-gnostici “malgrado se stessi”).

« Le leggi scritte e le leggi naturali sono state concepite dagli dei inferiori e non sempre sono omologate dal vero Dio, la cui essenza oltrepassa ogni pensiero e la cui natura è indicibile.»

Gli gnostici sono per definizione antinomisti, cioè essi rifiutano ogni legge. Un essere la cui essenza è divina non ha bisogno di legge; questa è un mezzo per raggiungere un fine. Ora, l’essere divino è fine a se stesso. In più, una legge è emanata da una autorità che vi sottomette. Un essere divino è totalmente maestro di se stesso e non ha alcun bisogno di sottomissione. Questa legge naturale di cui parlano gli gnosticiè una costruzione arbitraria di uno spirito malvagioche vuole sottomettere gli altri esseri ai suoi capricci, è una soggezione indegna di una “fiammella divina”. Yahvé ha voluto chiudere la nostra natura divina in un corpo materiale ed imporci i suoi capricci.  Ecco un gran soggetto di indignazione per i nostri settari. Il vero “Dio”, è la pienezza della divinità, il “Pleroma”. La sua essenza è contenere tutti gli esseri ed inglobarli tutti in un immenso “tutto”. Non lo si può definire perché trascende tutti i limiti; esso è il “Gran tutto”, “l’Abisso innominato”. La salvezza per l’anima divina è perdersi in lui. – Si trova in quest’ultima proposizione la rivolta di colui che ha pronunciato il “non serviam” e che ha detto ad Adamo ed Eva. “Eritis sicut Dei”, se mangiate dall’albero della conoscenza (=Gnosi).

Il culto del serpente.

Tra le sette gnostiche esisteva quella degli “Ofiti” o Naasani (“ophis” in greco, e “naas” in ebraico significa serpente): questo sono i grandi gnostici, coloro che penetrato maggiormente nei misteri della rivelazione: « Noi veneriamo il serpente, dicono, perché Dio lo ha fatto causa della gnosi per l’umanità, egli porta all’uomo ed alla donna la completa conoscenza dei misteri dell’alto. » Essi si raccolgono intorno ad un tavolo, dispongono i pani, poi essi chiamano con incantesimo il serpente che viene ad arrotolarsi tra le offerte. Allora soltanto essi dividono il pane …  secondo loro è questo il sacrificio perfetto, la vera eucaristia. Così il cerchio è chiuso. Tutte queste elucubrazioni pretese sapienti, sono destinate in realtà ad allontanare i Cristiani dall’adorazione del vero Dio e portarli all’adorazione del serpente, supremo scopo della setta: questa celebrazione satanica somiglia senza errori alla cena rosacrociana praticata nei rituali massonici del 18° grado rosa+croce.

[continua …]

 

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.