IL SACRO CUORE (68)

IL SACRO CUORE (68)

P. SECONDO FRANCO

SACRO CUORE DI GESÙ (5)

TORINO – Tipografia di Giulio Speirani e fligli – 1875

V° per delegazione di Mons. Arciv. Torino, 1 maggio 1875, Can. Ferdinando Zanotti.

Cuore di Gesù, delizia di Maria.

Maria è detta da S. Chiesa, per molte ragioni, Madre del bello amore. Infatti chi meglio di Lei seppe dove collocare il suo Cuore, chi amò Gesù con maggior fervore? Chi sa ispirarlo anche agli altri sia coll’esempio, sia coll’intercessione più di Maria? Che però i Santi che aspirano all’amore di Gesù si volgono di preferenza a Lei per impetrarlo. Sarebbe però buono il sapere come Ella si accendesse di tanta fiamma, come la disfogasse. Lasciando stare le varie fonti da cui lo trasse, non temo di affermare che nel Cuore di Gesù Cristo principalmente le avvivasse, poiché di quel dolcissimo Cuore: 1° niuno meglio ne conobbe i segreti; 2° niuno sopra di lei ne sperimentò la dolcezza; niuno più di Lei gli si rese conforme.

I. Niuno meglio di Maria ne conobbe i segreti. Il cuore umano è sempre difficile a conoscere, poiché si avvolge per ordinario in tanti seni e nascondigli che sfuggono ad ogni investigazione. Ma quello di Gesù non per questa ragione è investigabile, si per la profondità dei tesori che accoglie e per la dignità a cui è innalzato. Chi però lo conobbe meglio e più da vicino della Vergine madre? Essa trattò con Gesù lunghi anni alla dimestica ed ebbe campo a penetrarne sempre più gli ineffabili segreti. L’Apostolo S. Giovanni s’innalzò come aquila sopra gli altri Evangelisti nella cognizione di Gesù, siccome è noto. Ora i Padri di S. Chiesa recano quella stupenda cognizione al posare che egli fece il capo sul Cuore SS. di Gesù nell’ultima cena, ed ai misteri dei quali fu allora messo a parte. Ma deh! che cosa è quel favore del quale fu egli degnato, rispetto a quello che per tanti anni godè la SS. Vergine? Ella strinse migliaia di volte il Cuore SS. di Gesù sopra del suo Cuore, allora che lo abbracciava, allora che lo vestiva, allora che lo addormentava sul suo petto immacolato. Ebbe dunque un vasto campo a ritrarne cognizioni sempre più intime e più sublimi. Molto più che ben più vasta era la disposizione che aveva la Vergine per favori così soprumani. S. Giovanni era l’Apostolo prediletto, Maria era la Madre di predilezione: e di tanto Gesù prediligeva questa, quanto era stata a più alta dignità sollevata. La cognizione di Dio si attinge, dice la Sapienza, in proporzione della parità del cuore. A questo dire come niuna pura creatura ebbe mai purezza maggiore di Maria, così niuna fu mai meglio disposta alle celesti comunicazioni. – Non è dunque immaginazione il dire che la Vergine dal contatto continuo con Gesù penetrasse le ragioni profonde della divina Incarnazione, i misteri che in Lei si erano compiuti, quelli di Gesù che dovevano ancora compiersi, che la sua mente fosse già fin d’allora quel che la Chiesa ebbe poi a cantare di Lei, sede della sapienza. Accostiamoci a somiglianza di Maria al buon Cuore di Gesù e non ci fallirà luce sì preziosa. Accedite ad eum et illuminamini. (Ps. 33, 6).

II. Niuno più di Maria ne sperimentò la dolcezza. Senonché più che la sapienza ancora è pregevole l’amore, mentre quella ci dà a conoscere Iddio, questo a Lui ci congiunge. E questa è un’altra ampia fonte delle delizie che ebbe Maria nel Cuore Sacratissimo di Gesù Cristo. Imperocché questo fu per Lei una sorgente inesausta di santo amore. Dal momento in cui Maria ebbe concepito nel seno il Figliuolo di Dio sino all’ultimo istante in cui l’ebbe già morto sopra le braccia, quale dovette essere la sua vita? Gesù saettava il Cuore dolcissimo di Maria: Maria ricambiava quelle saette con altrettanti strati di amore. Gesù ancora nel seno verginale di Maria santificava il Battista; come sarà stata santificata Essa medesima da Gesù? I cari anni dell’infanzia, della puerizia di Gesù, non poterono essere altro per Maria che una sequela non interrotta di atti di amore. La natura, la grazia concorrevano ugualmente a stimolare il suo Cuore. Essa sel vedeva bambino, fanciullo, giovinetto dintorno, sel vedeva pieno di grazie e di verità: dalla contemplazione dell’esterno passando all’interiore, sotto quella forma riconosceva il suo Dio e le sue divine bellezze. Quali atti intensi di amore nel Cuore della Vergine? L’amore che unisce coll’amore che trasforma, l’amore di preferenza coll’amore di tenerezza, l’amor di compassione coll’amor che rallegra dovevano tutti confondersi nel suo Cuore e tutti versarsi in quello di Gesù Cristo. E di rincontro Gesù che da un cuore così puro, così ardente, si vedeva amato tanto focosamente, come doveva di ognuno di quegli atti dargliene il compenso, che solo essa bramava, in sempre nuovi accrescimenti di carità! Dagli occhi, dalle parole, dai gesti, dai sospiri, da tutto sé Gesù le palesava quel Cuore dolce, benigno, riconoscente, amoroso che è tutto suo proprio, e Maria in quello si riposava, si deliziava, saggiando anticipatamente le delizie del cielo. Oh anima devota, ecco come si giunge a godere di Gesù Cristo. Collo stargli intorno incessantemente, col rendergli tutti i servigi immaginabili ad imitazione di Maria, col ferirlo senza posa con istrali di amore.

III. Niuno più, di Maria gli si rese conforme. Ma non si contentò Maria di godere le delizie di Gesù Cristo. Il Figliuolo suo era venuto Maestro del mondo, e prima che dirozzasse le genti colle parole già le ammaestrava cogli esempi. Egli voleva cambiare lo stato dell’universo, ma per cambiarlo utilmente voleva cambiare i cuori. Perocché come tutti i vizi han radice nel cuore, come tutte le virtù hanno nel cuore il loro principio, cosi risanato questo, è risanato il mondo. Che cosa fece adunque? Mostrò il suo, lo diede a conoscere: perché a quello come sopra esemplare divino si conformassero. La Vergine benedetta per alta sua ventura non ebbe piaghe da risanare, ma potè accrescere sempre più le perfezioni del Cuore suo e fu alla scuola di Gesù che rese il suo così conforme al Cuore divino che ne rimase alla Chiesa per sempre lo specchio più fedele. Né è difficile il concepire come ciò avvenisse. Tutto in Gesù palesava i sentimenti suoi interiori. Col solo entrare nel mondo dava a conoscere quel che Egli stimasse i beni della terra, gli onori, le grandezze dietro a cui vanne perduti i miseri mortali; colla grotta scelta alla sua nascita diè a conoscere qual bene fosse l’umiltà, la povertà, l’annientamento. In tutta la sua infanzia e gioventù mostrò di qual pregio fosse la fatica, la soggezione, il compimento dei voleri divini. Tutti questi gran fatti svelavano la tendenza, la virtù, l’amore del Cuor divino. Or Maria non poté non contemplare a lungo tutti questi esempli, e nel suo cuore così ben disposto non sentirne tutto il valore e non ricopiarli con ogni fedeltà, discepola e Madre nello stesso tempo. Più tardi Gesù messosi ad annunziare la verità per cui era venuto al mondo.. ebbe discepoli ed ascoltatori: ma niuno più fedele di Maria. Gesù disvelò allora tutte le ricchezze del suo Cuore sacrosanto. Mostrò qual fosse verso del Padre, quanto riverente, quanto acceso, quanto infiammato di zelo, e mostrò qual fosse la carità del suo Cuore verso degli uomini, ammaestrandoli senza posa e dando poi per loro la vita. Mostrò qual fosse il disprezzo di se medesimo nella scelta che fece di tormenti così aspri, di agonie sì lunghe, di morte sì amara. E Maria da quella dottrina riconfortata conformò il suo Cuore a quello di Gesù così fattamente che congiuntasi a Lui pienamente di affetto, volle essergli compagna nella umiliazione del Calvario, negli insulti della crocifissione e se non poté nel corpo essere confitta insieme con Lui sulla Croce, volle per la gloria divina e per la nostra salute con piena conformità di volere e di affetto tutte nel suo Cuore risentire le pene del suo caro Gesù. Maggior conformità di questa, niuno mai ebbe con Gesù: e forse anche per questa la pietà cristiana trovò che a Maria compete pressoché un diritto sul Cuor divino, che espresse col chiamarla la Madonna del S. Cuore, quasi volendo significare che avendolo si intimamente conosciuto, tanto accarezzato, tanto imitato, si è come acquistato un diritto ad introdurvi le anime che ne la supplicano. Oh Vergine benedetta, come dispensiera che siete di tutte le grazie, non ci negate questa d’introdurci nel Cuore divino, ché ci varrebbe per tutte le altre.

G1ac. Maria, Mater Iesu, ora pro nobis.


Cuore di Gesù, Cuore di un Dio.


Dopo di aver considerato quel che sia in se medesimo il Cuore SS. di Gesù, passiamo a considerare gli uffici che per mezzo del suo Cuore Gesù esercita verso di noi i quali tanti sono quante sono le necessità de’ fedeli a cui provvedere: e queste sono le misericordie onde ci solleva e ci arricchisce. Quindi per non andare in infinito quelli accenneremo che nella divina Scrittura sono più solenni ed a cui possono agevolmente richiamarsi gli altri. Il primo però che tutti gli accoglie, è che il Cuore di Gesù, essendo il Cuore del divin Verbo incarnato, è il Cuore di Dio e quindi a sua gloria ed a nostro vantaggio può disporre della potenza di Dio, della sapienza di Dio, della divina bontà. Fate di comprenderle alquanto che penetrerete così la ricchezza inesausta del Cuor divino.
I. Potenza. Il cuore di Gesù dispone di tutta la potenza di cui è ricco il Verbo divino a cui è unito sostanzialmente.-Fin dove si stenderà adunque la sua efficacia? Non ne cercate i limiti perchè non li troverete. Consolatevi solo in questo: che esso si stende a tutti gl’immaginabili effetti a cui si stende il suo ineffabile amore. Come in passato si distese all’opera immensa della Redenzione dell’uomo pagando alla giustizia divina con ogni rigore tutti i debiti da noi contratti, come ci meritò la grazia e la gloria la quale di sua natura è un bene infinito, così può stendersi a qualsivoglia sorta di applicazione che Egli ce ne voglia fare, per quanto essa possa parere smisurata. Può salvare gli uomini anche più perduti e non solo salvarli, ma condurli ad un’eroica santità, come fece di Paolo cambiandolo di persecutore in Apostolo. Può ritrarci di mezzo alle più gravi tribolazioni e metterci d’improvviso in seno alla pace ed alla gioia più serena, come ha fatto tante volte colle Terese colle Margarite ed altre anime innumerevoli. – Può renderci insensibili, anzi farci giubilare in mezzo alle carneficine più spietate come tante volte ha fatto coi santi suoi martiri. Può sostenere anime deboli, fiacche, incostanti, leggere nei più ardui e lunghi sacrifici: perocché è il Cuore del Dio della potenza, della forza, della virtù. Né vi ha ostacolo che dinanzi a Lui non ceda. Non vale a strappare da Gesù le anime il demonio colle sue suggestioni più fiere ed ostinate, non vale la carne colle sue più lubriche seduzioni, non vale il mondo colle sue minacce più spaventose, coi terrori de’ suoi tormenti, nè colle lusinghe delle sue promesse e de’ suoi favori. – Gesù ha forza per vincere tutto con facilità, con coraggio, con perseveranza sino alla fine. Qual giubilo per un’anima che si rifugga in quel Cuore: essere assicurato che niuna forza lo può espugnare, niuna insidia lo può sorprendere perché sta nel Cuore d’un Dio onnipotente!
Il. Sapienza. Nè quella potenza infinita si trova punto all’oscuro di quello che ha da fare: perocchè è rischiarata da una infinita sapienza; Il Cuore di Gesù, non sarà mai abbastanza meditato, è il Cuore del Verbo: è quel Cuore in Cui sono riposti, secondo l’Apostolo, omnes thesauri scientiae et sapientiae, e ne dispone i tesori. Quali sieno poi le ricchezze che Egli possiede per ragione della divinità, non è possibile lo spiegarlo. Coi Teologi balbettando noi diciamo che ci conosce non solo tutte le cose che ha creato in tutte le loro essenze ed immaginabili relazioni, tutti i pensieri, tutti i moti liberi delle creature umane ed angeliche, ma tutti i possibili che sono per ogni parte incomprensibili a menti create e tutte queste cose con un guardo semplice e tranquillo tutte le ha sempre presenti: ma oltre Ciò la divinità ha comunicato alla natura umana di Gesù Cristo fino dal primo momento dell’Incarnazione la visione beatifica, per cui nel Verbo ci conosceva intimamente tutto quello che alla grande opera per cui era venuto si apparteneva. Le ha comunicata la scienza infusa ed in quell’altissimo grado che conveniva ad un’anima degnata della congiunzione ipostatica col Verbo: la scienza acquisita che corrispondeva alla grandezza della perfezione in cui la sua anima fu creata. – Di che quel Cuore sacrosanto è vissuto sempre in una luce si sfolgorata, che la luce delle più eccelse Gerarchie degli Angeli sono tenebre al paragone. Per ciò egli conosce a nostro riguardo tutte le vie per cui è possibile la nostra salute, tutte le condizioni che a quella son necessarie, vede tutti i mezzi per promuoverla con ogni efficacia, conosce tutte le vie per rassicurarci contro ogni pericolo, ha manifeste le strade per ritrarci da qualsivoglia estremo di mali in cui per circostanze estrinseche, per insidie diaboliche, per debolezza naturale, per malizia umana ed infernale, possiamo cadere. Epperò solo che il voglia, ci può assicurare la mia salute, né vi è ora, o momento in cui Egli non valga a provvedere a’ miei mali. Oh sapienza di Gesù che può compensare tutta la mia ignoranza, che può confortare tutti i miei dubbi, rischiarare tutti i miei errori, riparare tutte le mie cadute, oh sapienza infinita voi mi date piena fiducia perché io al tutto mi riposi in voi.

III. Bontà. Resta solo a sapere se Gesù vorrà impiegare la sua potenza, la sua sapienza a mio vantaggio: ma il suo Cuore divino oltre l’una e l’altra, dispone
eziandio di un’infinita bontà. Ora che cosa è la bontà? Bontà si dice quella cui tutti appetiscono: e che di sua natura tende a diffondersi e comunicarsi. Iddio essendo bontà infinita è da tutti gli esseri ricercato, benché molti esseri razionali noi cerchino debitamente, e tende a diffondersi senza limiti. Parlando solo della diffusione libera che fa Iddio fuori di sè, essa si è comunicata in tre grandi ordini, nell’ordine della natura, in quello della grazia e finalmente in quello della gloria, comunicazioni e diffusioni che hanno svariatissimi gradi, siccome è noto. Ora di tutte queste comunicazioni il segreto è riposto nel divin Cuore. Non solo perché esso è il Cuore del Verbo, il Cuore di Dio, ché questa ragione basterebbe per tutto: ma eziandio per ragioni più particolari a Gesù. I beni della natura essendo anch’essi mezzo per la salute eterna degli uomini non possono non dipendere anch’essi da Gesù che è il capo di tutti i predestinati. Quindi anche la povertà e la ricchezza, la grandezza e l’abbiezione dello stato, gli onori e le umiliazioni, le infermità e la sanità, la vita e la morte sono nelle sue mani. Molto più poi dipendono da lui tutti i beni della grazia, imperócché essi sono meriti del suo sangue, frutti della Redenzione. da sè fatta, ed Egli fu costituito capo degli uomini, come loro Redentore e loro Salvatore, acciocché distribuisca secondo la sua sapienza tutti i doni di grazia ed alla grazia appartenenti. Di che Egli ha in mano tutti gli aiuti che preparano la grazia abituale, tutti quelli che ne promuovono l’accrescimento e la conservazione, tutti quelli che servono alla perseveranza finale. Finalmente Egli ha in sua mano l’introdurre gli uomini nel regno della beatitudine, distribuire loro i seggi in quella patria dei sempre viventi, ed inghirlandarli dell’immarcescibile corona di gloria che dovrà durare perpetuamente. Quale sorgente inesauribile di bontà è racchiusa in quel Cuore! Ma anche quale speranza per chiunque aspiri a riportarne quelle grazie! Imperocchè essendo esse a disposizione di un Cuore che tanto ci ama, che ci ha dato tante prove di amore, chi sarà che non si faccia ardito a sperarle? In breve noi siamo certi di queste verità che il buon Cuore di Gesù tutti conosce i nostri bisogni ed i nostri mali, che ha potere che si stende ad ogni sorta di soccorso e rimedio, che ha bontà per volere tutto quello che noi gli chiederemo. Ecco le fonti della nostra fiducia nel Cuore SS. di Gesù. Sarà possibile non ammirare una volta la grandezza smisurata del divin Cuore e non gettarsi in Lui con pietna fiducia?

GIAC. Cor Iesu Filii Dei miserere nobis.

OSSEQUIO. Riponete con un atto di viva speranza la vostra salvezza nel Cuore di Gesù.