LO SCUDO DELLA FEDE (206)

LO SCUDO DELLA FEDE (206)

LA VERITÀ CATTOLICA (IV)

Mons. ANTONIO MARIA BELASIO

Torino, Tip. E libr. Sales. 1878

ISTRUZIONE IV

Credo in Dio Padre onnipotente Creatore del Cielo e della terra

Io v’ho da spiegare le parole del credo: Onnipotente Creatore del Cielo e della terra.

Quest’oggi vi confesso che non trovo le espressioni da poter farvi intender bene tutto che vogliono dire. Studiai quel tanto che per mesi è potuto, per mostrarvi quanto deve esser grande l’Onnipotenza di Dio; ma mi parve di sentirmi a ripetere quel che fu detto a S. Agostino. Ascoltate il bel fatterello, che si racconta. S. Agostino passeggiava sulla spiaggia del mar d’Africa; e la vista di quel gran mare che si contemplava d’innanzi, pareva gli facesse capire qualche cosa della grandezza di Dio: e studiava le grandi parole, da poter manifestare agli altri ciò che egli sentiva nella sua gran mente. Eh! ma non trovava modo di dir tutto quello che avrebbe desiderato per spiegare l’onnipotenza di Dio. Quando vide un fanciullino che correva a pigliare con un piccol cucchiajo una gocciolina d’acqua del mare, e la versava in un bucherello scavato nella sabbia: e su e giù andava in questo travaglio tutto affannato. Il gran Padre ponendogli con gentil garbo la mano sulla bionda testolina … che fai, bambin mio, gli dice, in questo tuo lavorio? E il bimbo a lui: Padre, mi son fitto nella mia testina di pigliar col mio cucchiajo tutta quell’acqua del mare e farla star dentro nel mio bucherello. « Oh bambin mio, è impossibile, sai? » E il fanciullo, che doveva esser un angelo, gli risponde: « è tanto impossibile, che io possa far stare in questo bucherello tutta l’acqua del mare, quanto è impossibile che voi colla povera mente umana possiate intendere, e che possiate colla meschina parola di uomo spiegar tutta la grandezza di Dio. » Però la Chiesa ci fa dire una parola, che quanto più penserete, tanto più conoscerete che vorrebbe dir tutto, quando c’insegna a dire « io credo in Dio Padre Onnipotente, Creator del Cielo e della terra. » – Io poi per farvela comprendere alla meglio mi getterò ai piedi di Gesù Cristo nel Sacramento; e voi con me dite: « oh Gesù Cristo, dite voi quella parola secreta che fa intendere anche ai più umili vostri figliuoli le cose che non giungono a pezza ad intendere anche i più grandi dotti quando si studiano da loro soli. E voi, o Maria Santissima, buona Madre nostra, dite Voi a questi cari figliuoli, mettendole sul povero mio labbro, quelle vostre parole materne le quali fanno sentir dentro nell’anima, più che non si possa spiegare di fuori, quanto è grande l’onnipotenza di Dio. Voi intanto fatemi grazia di fissar bene in mente, che io ho da cercar di spiegarvi quanto è grande l’onnipotenza di Dio, il quale ha creato il Cielo e la terra. Ditelo adunque con me (si fan ripetere) Che io ho da cercare di spiegarvi in questa istruzione quanto è grande l’onnipotenza di Dio, ecc. ecc. La Chiesa, dopo d’averci detto di credere in Dio Padre, per farci un pò conoscere la grandezza del Padre nostro Iddio, c’insegna a dire che Dio Padre è l’ Onnipotente Creator del Cielo e della terra. Ci piglia, dirò così, tra le braccia, e ci dice: oh guardate intorno quanto sono grandi il cielo e la terra! ebbene Dio li creò colla sua parola. Adunque per poco di ragion che abbiamo dobbiamo bene capire, che debb’esser senza misura e senza fine la potenza di Dio che tutto creò. Per questo diciamo che è onnipotente Iddio Creator del cielo e della terra: onnipotente prima a pensar tutto; onnipontente a creare in ordine tutto. Ho detto onnipotente a pensar tutto. Difatti, se voi vedeste un molto bellissimo quadro, voi direste con ragione, che chi seppe pensar tutto, immaginar tutte quelle figure, studiar di metter insieme quei colori e incarnarli in quel bel disegno, era un gran pittore, d’ingegno potente. E se allora vi saltasse su uno stordito a dirvi, che non era bisogno che alcun pensasse; perché quei colori, i quali erano in prima buttati qua e là in mezzo alla terra lontani fra loro cento miglia, si trovarono impastati insieme, e così restò poi formato il gran bel quadro per caso, voi direste: « che di’ tu mai matto da catene? » Aspettate: diciamo onnipotente a creare in ordine tutto… Di fatto, se voi vedeste un grandissimo palazzo, una vera meraviglia del mondo, subito voi direste, che chi l’ha costruito era ben potente di danari e di forze per far tanto lavoro. Oh via! se vi saltasse uno scapato a dirvi: no che non era necessaria nessuna potenza di danari e di forze per far tutto quel meraviglioso edifizio; perché v’eran dei pezzi di terra i quali caddero per caso nel fuoco, e diventati mattoni belli e fatti, trabalzarono l’uno sopra dell’altro; e così si trovò fabbricato quel gran palazzo, voi direste, che il disgraziato ha perduto il lume dell’intelletto, e che non si può ragionare con chi ha perduta la testa. Ben la Chiesa adunque per incamminarci a ragionare da uomo c’insegna a dire « io credo in Dio Onnipotente Creator del Cielo e della terra. » Io poi vi pregherò, in prima, per farvi conoscere un poco come debb’essere onnipotente il Signore che tutto creò, di mettervi qui con me a considerare che cosa voglia dire creare, e come il creare sia diverso dal fare. Creare vuol dire cavare dal niente; cioè fare che una cosa la quale prima non era, cominci ad essere. Ora Dio solo colla sua onnipotenza può fare che le cose siano, quando non erano ancora. Pensate difatti, che noi, per far qualche cosa adopriamo sempre delle altre cose che erano già prima. La nostra massaja di casa ci fa il pane in famiglia; ma adopera la farina venuta dal frumento; il frumento è venuto dal campo; e il campo e l’acqua e l’aria da cui venne il frumento eran già stati creati da Dio. Se la donna nella madia non metteva niente, e poi sopra vi versava un bel niente, si fosse pure sbracciata a far d’impastare sbattendo le mani nel niente, voi aspettando il pane formato di niente, potreste morire di fame. Se chi volendo fabbricare una casa, fatta la scavazione per le fondamenta, vi mettesse dentro niente, e poi sovra niente, e ancora niente, vi resterebbe la voragine vuota, e non si farebbe mai niente. Dunque, il niente non è che il vuoto, la mancanza, è come la morte, quando v’è niente di vivo. Immaginatevi adunque quando non era ancora creato né cielo né terra; eravi proprio niente. Pensate: un vuoto senza fine! cupo silenzio! .. . tutto scuro scuro, Come la morte !… che orrore! … mette paura il pensarvi! Non era neppur un punto, un disegno del cielo … ; non era neppur un granellino di polvere nella terra. Or chi avrebbe mai pensato che potessero esser creati e cielo e terra? …– Dio solo onnipotente col suo pensiero immaginò il cielo, Dio immaginò la terra, li ordinò bene nella sua mente, poi disse coll’onnipotente sua parola : Cielo …. terra siate creati …. Oh grande Iddio!… eravi niente, e cielo e terra furon creati dalla sua volontà onnipotente! … – Se non era l’onnipotenza di Dio, vorrei un pò mi si dicesse quale sarebbe stato l’architetto, che disegnasse, che fabbricasse il Cielo, che collocasse così bene le stelle, e in alto il sole. Era niente! … E quale sarebbe stato quel geologo (sì chiama geologo chi cerca studiare la terra), che componesse la terra, che tirasse su le montagne, e fermasse le pianure? Eravì niente!… E quale sarebbe stato il chimico, che pestando nel suo mortaio avrebbe composto e versato dentro in quegli sterminati abissi le acque del mare,  dico, composte da lui, mettendo insieme niente?… Eh! che è tanto impossibile, che nessuna potenza, la quale non sia l’onnipotenza di Dio, potesse creare il cielo e la terra; che tutte le menti degli uomini, tutte le potenze dei re, tutti i dotti del mondo non arriveranno mai, non solo a creare una fogliolina, un granellino di sabbia, ma neppure potranno mai solamente pensare, che un granellino di sabbia il quale prima non era, cominci ad essere. Voi vedete, o fratelli, che un granellino di sabbia è pur poca cosa, è così presso al nulla, che noi diciamo: la è una cosa da niente. Eppure, dal niente a quel po’ di granellino vi è una distanza infinita; ed è cosa da far disperare la mente il pensare, come un granellino di sabbia abbia potuto esser creato, quando era niente. Diam dunque gloria a Dio col ripetere: « io credo in Dio onnipotente che creò il cielo e la terra.» Ora che avete considerato come solo l’onnipotenza di Dio può creare anche la più piccola cosa, ci metteremo qui a considerare, per quanto possiamo conoscere, che è grande l’onnipotenza di Dio nel creare il cielo e la terra. – Cominceremo ad osservare la terra, perché è più vicina a noi, e possiamo delle cose della terra farci scala a contemplare le grandissime cose del cielo. Cominceremo a parlare di questo nostro mondo. Ascoltate. Quando noi diciamo che è tanto grande il mondo, noi intendiamo parlare di questo mondo nostro, la terra. Oh oh! ma sappiam noi forse quanto è grande la terra? È vero che fino i nostri contadini vanno in America; ma pur tutti di questo mondo conosciamo ben poca cosa. Per aiutarvi a pensare quanto sia grande il mondo della nostra terra, immaginatevi quanto. è lungo un miglio; poi aggiungetevi dieci miglia; poi appresso pensate di correre col pensiero per cento e mille miglia; e ancor più in là fino a venti mila miglia. Ebbene è ancor più lungo il giro intorno alla terra. Ora pensate di vogar colla mente rapida come i vapori, che volano prestissimo, eppur metterebbero un mese a far questo giro; e quando voi avreste coll’immaginazione fatto un giro intorno alla terra, avete da pensare che potreste far mille e mille giri, gli uni appresso gli altri in tutte le parti intorno del mondo (i meridiani). Or, se sapeste poi in questi giri quante s’incontrano sterminate catene di montagne, quanti grandissimi deserti! i mari poi sono così grandi, che non possiam neppur pensarvici. Quante nazioni, quanti regni si attraverserebbero, quanti popoli s’incontrerebbero, e poi quanti paesì, quante città, quante piante e animali!… Ah son tante le cose, che la nostra povera mente si confonde, e noi dobbiam dire come fuori di noi: « io credo che Dio è onnipotente, perché  ha potuto creare la terra con tutte le cose sue. » – Creata la terra, pensate poi che non v’eran né erbe, né piante, né animali. Oh qui sì che abbiamo un bel campo da poter conoscere alcun che della onnipotenza di Dio, nello apprendere che di piante creò tante qualità, e in tanto numero, e che le fa crescere e le mantiene tutte! Ho detto di tante qualità, in tanto numero. Contate un po’; se lo potete, le erbe di un solo prato? Vedete: ve ne sono tante, che in un sol metro di estensione se ne contano mille e mille; e i botanici, che son coloro, che cercano di studiarne le varie qualità e contarle, dopo mille anni di studio, uomini di gran talento davvero, restano confusi, e son costretti di dire che non conoscono ancora che una piccolissima parte di piante. Ora è Dio Creatore che ha tratto dal nulla tutte le qualità delle piante, che a ciascuna pianta, ad una ad una tira su il gambo, dà le fibre per sostenersi, fa tanti nervi, e costole, fin le vene e le gole per respirare, e nelle radici e foglie tante piccole bocche per assorbirsi su gli alimenti. Dio solo le mantiene, sicché non si rompano i loro organi e le strutture. E dovete sapere che ve ne ha tantissime così piccine, che mille di loro starebbero sopra un granello di sabbia, come mille alberi sopra una grande montagna. Quando voi vedete l’acqua ferma, o il vostro muro pigliar il color verdognolo, se aveste a guardare con un cannocchiale da discernere le cose più minute (microscopio), vi vedreste tanti boschi di piantoline, cui Dio veste di fogliette, le quali dan quel verdolino. Dio si piglia cura di loro e dei lor bottoncini, forma loro i fiori e i granelli, da cui fa spuntare piante novelle. Ora pensate che eravi niente, neppur una di tanti milioni e milioni senza numero di piante; ma Dio onnipotente disse: « piante, in tutte le qualità, siate create, e state; e le piante sono create e stanno; sostenute dalla mano di Dio: sicché noi dobbiam dire rapiti in estasi: io credo in Dio Padre onnipotente! » – Ma ora io devo dirvi ancora meraviglie maggiori degli animali. Ma prima discorriamola un po’ tra noi: e chi poteva immaginarsi che cosa fossero gli animali, e crearne tanti? Perocché avete da sapere che vi sono miglia e miglia di terreno che non sono vera terra, ma tutto è un composto di corpiccioli, d’animaletti morti (infusorii). Sicché in un sol metro di quel terriccio ve ne sono tanti milioni da non si potere contarli;  e sono così piccolini, che mille di quelli girerebbero sulla punta di un’agucchia da cucire, come mille soldati sul campo dei loro esercizi. Ora, e chi dà ad uno ad uno di loro la forza di muoversi con tanta delicatezza, da non s’imbrogliare e rompersi i minutissimi nervi, e le vene sottili come il fiato E chi dà poi la forza alla tigre, al leone e all’elefante, il quale porta una torre di legno sulla schiena? Chi dà la forza alla balena, che colla coda sbatte l’onda del mare come la tempesta? È Dio onnipotente che dà la forza a tutto. Aspettate; poiché avete da pensare che Dio non creò le cose e non le lasciò lì ad agitarsi da se stesse quasi n’andasse via. « Non creavit et abiit, » dice s. Agostino; ma tutte le creature esistono, si muovono e stanno come sono, perché Dio le sostien colla sua forza. Lo insegna eziandio s. Paolo, sicché tutte le forze sono da Dio, e le forze delle piante per poter vegetare e crescere, e le forze degli animali per muoversi e sentire. Raccogliamoci in noi medesimi e diciamo: è Dio che dà la forza all’anima nostra di spingere i nostri pensieri, qui, là, fin alle stelle degli altissimi cieli. Mettiamo…. mettiam la mano sul cuore sentite il cuor che batte? Ebbene, è la mano di Dio che ci fa battere il cuore. Ma per spingere il sangue in tante migliaia e migliaia di vene e di venuzze, in tanti modi intralciate per tutte le parti del nostro corpo, ci vuole una forza che spaventa, se ci pensiamo! Eppure, tenuti fermi dalla mano di Dio, non si rompono quei fili, che sono così delicati, così sottili che la mente vostra non può pensarvi sopra. È dunque qui la forza di Dio. Fermatevi un poco a meditare la forza con cui respiriamo, camminiamo, facciamo tutto. Fabbrichiamo le case? è di Dio la forza delle leve, con cui facciam montar su i sassi sulle cupole fin tra le nubi: di Dio la forza, che gli uomini adoprano in tutte le macchine, e in quella segnatamente del vapore con cui si fanno volare milioni di navi e di vagoni. Allarghiamo il pensiero dintorno. Di Dio è la forza dei cannoni e della polvere che spezza i macigni con le mine, di Dio la forza dei venti che sferzano gli alberi più robusti; di Dio la forza del mare che spinge le onde come montagne verso il cielo. Deh, per poco che pensiamo a questo numero di forze che fanno così svariati movimenti, dovremo esclamare con filosofo Aristotile: quanto debbe essere grande il motore che dà movimento a tutto! Noi poi grideremo atterriti adorando: « è Dio onnipotente creatore del cielo e della terra. » Appunto voi vedete che finora io non v’ho parlato che della terra: ma la madre Chiesa in questa dottrina vuol che io vi pigli per mano come l’Angelo pigliò per mano Abramo menandolo fuori della tenda; e che come a lui, io vi dica : su, su guardate il cielo, e contate le stelle del firmamento se lo potete. Ve’, subito a prima vista se ne contano ben più di cinque mila. Se poi guardiamo nel cielo con quei grandi cannocchiali che sono i telescopii, di quelle stelle, che son grandi mondi, sì vedono sempre di più a migliaia che si moltiplicano e si sprofondano negli altissimi cieli! Guardate solo quella striscia, che par di nebbia, la quale voi chiamate la strada di s. Giacomo, e i dotti più ridicoli chiamano la via lattea, ebbene quei punti in quella striscia di nebbia ,sono tanti soli che fan girare tanti mondi intorno, come il nostro sole è uno di quei punti di nebbia che fa girare intorno a se stesso, egli solo, un centinaio di mondi dei quali ve ne ha di più grandi del mondo nostro. Sicché sarebbe più facile contare i granellini di polvere che s’innalzano in un polverio di una camera, che non contare i mondi che girano nello spazio immenso del cielo. Tanto è vero che il più gran dotto in questi studi del nostro tempo, l’Humbold, ebbe coraggio di dire (nel Cosmos) che forse vi sono tanti mondi nel cielo, quanti vi sono granelli di sabbia sulla terra! Io non posso andar più in là, perché il povero pensiero si perde, e dà indietro spaventato da queste ultime parole della scienza. – Ah se sapeste poi come sono grandi quelle stelle! Ma adagio, mi direte voi: e chi le può misurare? Vi risponderò qui che stiate pur certi che si misurano così esattamente, che si può assicurare che il tal dì, alla tal ora, in quel minuto preciso ha da venire un ecclissi, e che ha da durare solo tanti minuti, perché la luna o il tal pianeta sono grandi esattamente così, e girano con tanto di velocità che per passar davanti al sole, debbono impiegare il tempo di tante battute di polso. E l’ecclisse viene nell’istante preciso, e quel pianeta passa via veloce proprio, come diciam noi. Il che tutto prova che noi misuriamo sicuri la grandezza dei pianeti e del sole, e le miglia che percorrono. – Però vi avverto che queste della grandezza delle stelle e del sole, non sono verità di Fede, ma sono verità di fatto che ci insegna la scienza. La Fede però ci insegna che i cieli sono così grandi che danno gloria a Dio colla loro grandezza, ed esaltano la magnificenza dell’onnipotenza di Dio. Onde la Chiesa è contenta assai assai che i suoi figliuoli li studino coll’aiuto di quella disciplina, ch’è l’astronomia. Sicché è bene che io vi dica di certa scienza quanto sono grandi quei mondi del cielo, perché è bene che anche i più umili conoscano la grandezza del nostro Padre Celeste Creatore onnipotente. Ebbene, per parlarvi in modo particolare del sole, vi dirò essere certo, che il sole è più grande della nostra terra un milione, cioé mille migliaia, e trecento ottanta sei mille volte. Oh oh! Figuratevi di vedere cento mondi così sterminati come il mondo nostro. Cento mondi? E chi può solo pensarvi?….. E poi mille mondi!….. Ma si perde il pensiero pur solamente ad immaginarli!…. Eppure avanti, avanti: immaginatevi poi un milione cioè mille mila, e quasi quattro cento mila mondi! Ebbene il sole è tante volte così più grande della terra; di modo che, se il sole fosse vuoto, il nostro gran mondo, la terra, con tutte le sue montagne, tutti i mari e regni suoi starebbe dentro nel sole come un pomo, una noce, un granello di frumento starebbe dentro di questa. Chiesa…. E pensate che vi sono delle stelle, le quali pare proprio sieno quaranta milioni di volte sono più grandi della terra. Oh…! – Deh, deh! Figliuoli, non andiamo più in là; perché la nostra mente si smarrisce e dà indietro spaventata al pencare a tanta grandezza! Solamente vorrei dirvi di farvi coraggio, e di sollevarvi coll’animo in mezzo a quei mondi che per noi sorpassano ogni misura. Pensiamo un po’: da quei grandi astri quanto, a guardarlo, debba comparir grande il nostro mondo in mezzo a loro? Cerchiamo adunque dove sarà la mostra terra. … Essa, vedete, debbe comparire come un granellino di polvere che nuota quasi perduto nello spazio del firmamento . . . La nostra terra, a vederla, così dall’alto, comparirà grossa come un di quei granellini di polvere che scorgete muoversi in una stanza, quando l’attraversa un raggio di sole. Ora cerchiamo un po’ su quel granellino di polvere quale spazio occuperanno e quanto dovranno comparire grandi l’Europa, l’Asia, l’Affrica, le Americhe, l’Oceania! Ah sono cose così minute, che non si possono neppur distinguere! Aguzzate il pensiero, e lo sguardo, per vedere su quel granellino quanto debbano comparire grandi e la Russia, che proprio oggi tien in paura tutti i regni d’Europa; e la Inghilterra, la regina dei mari coi mille suoi bastimenti; e la Prussia, che mangiò tanti stati in Germania; e la Francia, che si dice sempre la grande nazione; e la Spagna colle ricchezze passate e la miseria delle presenti rivoluzioni; e l’Italia nostra con tutte le sue glorie! Via via …; che la Russia, 1’Inghilterra, la Prussia, la Francia, la Spagna e l’Italia sono cose così minute, che non si possono neppur pensare! Ora poi mi dite come dovranno comparire grandi le città, e i paesi nostri così popolati? Ma che? Sono cose da nulla! Ma e i nostri campi e i nostri palazzi? Eh! che le sono cose così da niente, che fa ridere il pensare ad esse… Oh! E poi, e poi quanto saranno grandi queste orgogliose nostre personcine!…. Ah!… cadiamo profondati nel nulla delle nostre miserie; gridiamo atterriti: Oh Grande!… Oh Grande che io non ardisco più nominare!… I cieli raccontano le vostre meraviglie — Cœli enarrant gloriam Dei!… Ora solleviamo tremando il pensiero a Dio Onnipotente che siede nel trono della sua eternità! E come noi, se col dito in un vaso di acque quiete facciamo un giro, mettiamo in movimento un po’ d’acqua d’intorno in piccol vortice; così Dio col dito della sua onnipotenza nel mare immobile della eternità fece un movimento piccolo per Lui, e creò il vortice del tempo che va e va…….; e i secolie i mille anni passan via davanti a Dio come un sol giorno; e via via passan girando i mondi, e con essi passano via le creature tutte, come noi, quasi non fossero!… Pensate a Dio quando disse la sua Parola onnipotente: Mondi del firmamento, siate creati! e gettò come una gran manata di polverei mondi a girare nello spazio dei cieli. Egli li chiama ciascun per nome: e se li muta d’intorno come si mutano le vestimenta; e quando gli piacesse gridare: mondi dell’universo, tornate al nulla, i mondi ululerebbero nel cader in rovina: « non siamo più »…; ed Egli spazzerebbe le rovine dei milioni dimondi come polvere dallo scabello dei suoi piedi. Intanto se i mondi stanno con tutte le creature, in esse è Dio che li sostiene colla sua onnipotenza; è Lui che li fa andare attorno con tanta rapidità, che questa piccola nostra terra, per aver il sole tutto d’intorno in ventiquattro ore, gira quattordici volte più rapidamente che non farebbe una palla di cannone quando esce da quella bocca infuocata! E Dio li tien tutti inordine perché non urtino in tremendo soqquadro! E noi grideremo: « Io credo in Dio onnipotente, Creatore del ciel e della terra. » Qui esclamerò con Galileo:« e di questi mondi che si muovono così rapidamente,qual è il punto d’appoggio da cui viene il lor movimento?… Egli è Dio, Dio Onnipotente. » Sclamerò con Newton che scoprì le leggi dei movimenti delle stelle: « Oh! mondi tutti dell’universo di grandezza così sterminata, voi andate roteando con rapidità che ci spaventa: se la luna gira proprio intorno alla terra come al suo centro, se la terra colla sua luna gira proprio, come cento altri mondi, intorno al sole siccome al loro centro; se il sole nostro al paro di altri milioni di soli girano anch’essi… quale sarà, quale il gran Sole, il gran Centro?…Ah, ah! il gran Centro quale, qual è? E l’onnipotenza di Dio. » Sclamerò con Linneo uno dei più grandi dotti del mondo:« gettai lo sguardo sopra la terra, seguii le tracce delleoperazioni di Dio tra le creature; ho osservato le forze che vengon da Dio, la sua sapienza in tutte le cose più piccole: ho osservato il sole, le stelle, immensi, incalcolabili nelle loro grandezze, che si movononello spazio sospeso nel vuoto; vidi che tutti gravitano gli uni sugli altri, tutti sono mossi dalla volontà, dalla mano di un gran Motore incomprensibile, dall’Essere degli esseri, dalla Causa delle cause, dalla Guida, dal Conservatore, dall’Artefice di tutto l’universo, e conchiuderò che il mondo è il santuario profondo della Maestà di Dio. « E noi tremanti nasconderemo le nostre persone in seno alla Madre Chiesa, e diremo con essa: « sì! io credo che Dio è l’onnipotente Creator del cielo e della terra

(Il Belasio ha lavorato digran fantasia, seguendo la falsa scienza umana ingannatrice – Galileo, Newton… – e dimenticando di aprire la Bibbia ed i testi sacri che dicono esattamente l’opposto delle sue funamboliche descrizioni, animato dalla foga oratoria, in realtà dimostratasi pura eresia antibiblica, che dichiara errata la descrizione biblica e mendace la rivelazione divina dei sacri libri … l’Antico e Nuovo Testamento  … scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo … « Dio infatti è l’autore dell’uno e dell’altro … » – Conc. Trid. Sess. IV, dec. I. In particolare il Belasio cancella, con le sue fiabesche fantasie, tutta la descrizione della Creazione in Genesi, dimenticando che la terra e la vegetazione furono creati il terzo giorno, mentre solo al quarto giorno, Dio pose in cielo i “luminari del giorno e della notte”, cioè il sole, la luna e le stelle … Il Belasio crede alla falsa scienza esoterico-massonica, non alla rivelazione biblica, base della Religione cattolica!! Orrore! Orrore! Mancavano solo gli extraterrestri! E meno male che sul libro c’è l’imprimatur… di altri miscredenti pseudocattolici infiltrati! – ndr. -). Ora sapete, o figliuoli, perché vi ho detto queste grandi cose nella odierna dottrina? È per due ragioni. La prima per farvi intendere che quanto più gli uomini dotti di buon conto studiano, conoscono sempre più quanto sono vere le alte cose che insegna la Chiesa… Vedete un po’ che consolazione! come la Chiesa fa dire fino ai bambini tutte queste grandi verità con una sola parola « credo Dio onnipotente!…. » Nessun dotto non può dire di più. – La seconda ragione è che io, avendo un poco studiato per insegnare le più belle cose a voi, ho il cuor troppo pieno, e sento il bisogno di sfogarmi con voi, cari figliuoli del nostro gran Padre celeste. – Per ispiegarmi meglio racconterovvi un bel fatto. L’abbate Siccard, istruito ch’ebbe per bene il giovine sordo-muto Massieu, lo menò sulla specola, altissima torre a Parigi, da cui col più gran telescopio si contemplano avvicinati il sole e le stelle. Al vedere quelle grandezze di mondi, Massieu dà indietro come spaventato ….; anela, anela, e dimanda a segni; Chi, chi ha mai fatto quei mondi sterminati?  Il buon prete che lo aspettava a quel punto « Iddio, esclama, il quale creò tutti colla sua onnipotenza, ed è qui presente e ci porta in braccio. » Massieu tremò tutto della persona…… e si slanciò come fuori di sé per correr via, gridando a sua possa coi segni, per dire: lasciatemi andare a dire alla mia mamma che vi è un Dio così grande, onnipotente… Allora il buon prete: « ah mio caro figlio, per grazia di Dio, tua madre lo sa, perché il parroco spiega nella dottrina che Dio è onnipotente Creator del Cielo e della terra. » —.Ebbene anche io per voi, o figliuoli, lasciatemi, ora voglio dire: « Grande Iddio, io vi ringrazio, di averci fatto conoscere così grandi cose della vostra grandezza, che io ho voluto adesso spiegare anche ai più piccini, perché anche essi sono figliuoli di Voi Padre Celeste onnipotente! » – Però dopo di avervi detto tutto questo, non crediate già ch’io pretenda di avervi dimostrato quanto è grande l’onnipotenza di Dio. Io ho fatto come chi, pigliato un ago sottilissimo acuto acuto tra le dita, e bagnatolo nel mare, mostrasse quel piccolo ago con un gocciolina d’acqua in sulla punta così minuta da non si poter vedere, e dicesse: questa gocciolina d’acqua tanto minuta vi fa intendere come sia grande tutto il mare…. Oh no! che io non dico bene ancora: perché almeno quel gocciolino, sia pur piccolo, è un piccolo principio della grandezza del mare; e, sia poi pur grande il mare, a furia di goccioline si formerebbe poi la sua grandezza. Ma tutte le grandezze immaginate, dice s. Tommaso, moltiplicatele pur colla mente, non danno il principio della grandezza di Dio; poiché tutte quelle grandezze avrebbero poi tutte il loro fine: laddove Dio è immenso, infinito. – Oh quanto ha fatto bene la Chiesa nostra madre, di farci dire prima nel Credo, che Dio è Padre, e poi coprirci colla Croce di Gesù, e farci dire sotto le sue piaghe che Dio è Padre, Figliuolo e Spirito Santo! Gettiamoci così in braccio a Lui Creatore nostro Padre; al Salvator nostro suo Figlio in seno al suo Amore Spirito Santo, e avendo un poco conosciuto che Dio è così grande, che paradiso sarà per noi l’esser sommersi eternamente beati in Dio! Facciamo, adorando nel subisso della nostra miseria, e io mi fermo con voi a fare un po’ di:

Esame.

1. Oh poveri noi! come abbiamo finora pensato a Dio? rispettato, adorato Dio?…..

2. Forse nelle nostre orazioni? Mi spavento ancora di più, se io penso al modo indegno con coi trattiamo con Dio, quando parliamo con Lui nelle orazioni! Non tratteremmo villanamente così, come trattiamo con Dio, con una persona del mondo per poco onorata!

3. Noi sì, viviamo, ci muoviamo, esistiamo sostenuti da Dio. Oh che vergogna, e non gli diciamo mai una parola in tutto il santo dì! Non val tanto Iddio che non gli diamo mai un pensiero, mentre ci pigliamo tanta cura delle cose che valgono nulla?

Pratica.

.1. Pensiamo! pensiamo! Siamo alla presenza dell’Altissimo Iddio! Tristi a noi! Diremo che non lo vediamo? Ma si’ che lo vediamo sotto il velo delle cose create: vediamo che muove il sole, la terra, le piante e gli animali: sentiamo che colla sua mano ci fa battere il cuore per contare col palpito del nostro cuore i minuti della vita in cui dobbiamo prepararci al suo giudizio! – Ma via; sebbene noi non lo vediamo Iddio con questi occhi di carne, che importa? Anche un povero cieco non vedrebbe il re se fosse nella sua gran sala assiso sul trono; ciò non di meno se un buon uomo lo toccasse del gomito per dirgli all’orecchio: povero orbo , oh… il re ti guarda addosso, sai! … sta ben in contegno; perchè se l’offendi per poco, ti fa saltar giù dalle spalle la testa! vel dico io, come starebbe lì in gran rispetto, e gli parrebbe di sentir l’alito della maestà reale; anzi si sentirebbe come oppresso! E qualcuno di noi commette certi peccati in braccio a Dio, getta l’immondezza; il vitupero in seno a Dio!… Oh Dio, oh Dio onnipotente, chi ci nasconde, chi ci salva, se dappertutto siete Voi, e m’aspettate al vostro giudizio? Ahi, che cado in mano alla terribil vostra giustizia! E orrenda cosa! … Dio ci vede! Dio è qui! Rispettate, rispettate Dio!

2. Eppure sentiamo vili cialtroni aver sempre per bocca il Santo Nome di Dio… Udite: Keplero che fu uno dei più grandi nomini del mondo, quando nominava il Santo nome di Dio levavasi in piedi in mezzo ai grandi uomini che l’ascoltavano con umiltà: scoprivasi il capo, e, colle mani giunte, s’inchinava adorando il Santo Nome di Dio, che i più tristi uomini menano per la bocca pieni di bava come cani arrabbiati.

Faremo un po’ di catechismo.

Catechismo.

D. Perché diciamo che Dio è Creatore onnipotente del cielo e della terra?

R. Perché creò il cielo e la terra, e tutte le cose che in esse si contengono.

D. Ma che cosa vuol dire creare?

R. Creare vuol dire cavar dal nulla, fare cioè che una cosa, che prima non era, cominci ad essere.

D. Ma come ha potuto Dio creare il cielo e la terra dal nulla?

R. Dio quando volle creare il mondo lo creò colla sua parola onnipotente. Ecco perché diciamo che Dio è onnipotente Creatore del cielo e della terra.

Andiamo alle nostre case; ma diciamo sempre adorando in santo timore: Oh quanto siete grande Dio onnipotente Creatore del cielo e della terra.

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.