LO SCUDO DELLA FEDE (138)

P. F. GHERUBINO DA SERRAVEZZA

Cappuccino Missionario Apostolico

IL PROTESTANTISMO GIUDICATO E CONDANNATO DALLA BIBBIA E DAI PROTESTANTI (5)

FIRENZE DALLA TIPOGRAFIA CALASANZIANA 1861

DISCUSSIONE V.

Il Papa succede nel primato a S. Pietro, per successione di diritto divino.

31. Prof. Ammetto, dunque, perché innegabile, la Supremazia di S. Pietro secondo il senso cattolico, sopra tutta la Chiesa. Il Papismo però passa più oltre. Egli pretende che il suo Papa di Roma succeda per diritto, o istituzione divina nel primato a S. Pietro; il che in verun modo può ammettersi, e perché da un fatto particolare non può dedursi una regola generale, e perché S. Pietro mai è stato a Roma, e perché insomma, se anche vi fosse stato, la successione sarebbe sempre di umano diritto, non divino.

Bibbia. E incontrastabile, che S. Pietro doveva aver successori nel suo Primato, perché il sistema una volta stabilito da Gesù Cristo pel governo visibile della sua Chiesa, durar deve quanto la medesima Chiesa, siccome sta scritto: « Egli [Gesù] altri costituì Apostoli, altri profeti, altri pastori e dottori per lo perfetto adunamento de’ santi, per l’opera del ministero, per la edificazione del Corpo di Cristo: finché ei incontriamo tutti nella unità della fede, e della cognizione del Figliuolo di Dio. » (Efes. IV. 11. 12. 13.). Vale a dire, sino alla fine del mondo. – « Ed ho anche delle altre pecorelle, che non sono di quest’ovile, le quali ancora mi conviene addurre, e ascolteranno la mia voce, e sarà uno solo gregge e un solo pastore. » (Giov. X. 16,)  Anche questo vaticinio non poteva verificarsi durante la vita di S. Pietro; poiché non avrà perfetto compimento che verso la fine del mondo. Che poi per quel solo pastore non debba intendersi soltanto Gesù Cristo, ma anche un altro Capo visibile suo Vicario, e successore di S. Pietro, è cosa evidente da quanto fin qui ho detto a questo proposito, e tu stesso non puoi contradire se ritrattar non vuoi le tue antecedenti dichiarazioni. Che se brami conoscere in modo più chiaro e preciso questa gran verità, ascolta ancora S. Paolo. « In un solo spirito tutti noi siamo stati battezzati per essere un solo Corpo, o Giudei, o Gentili, o servi, o liberi…. Le membra sono molte, uno il corpo ;… E non può dire l’occhio alla mano: non ho bisogno dell’opera tua: e similmente il capo a’ piedi, non siete necessari, per me.1 » (I Cor. XII, 13 e segg.). Ecco dunque un Capo di tutto il corpo della Chiesa ben diverso da Gesù Cristo, perché è tale che non può dire a’ piedi, cioè neppure agli infimi membri, non siete neeessarj per me, non ho bisogno di voi.

2.° È incontrastabile che il Primato di S. Pietro passa ai successori tal quale egli lo ha ricevuto; ed essendo esso infallibilmente di diritto divino, perché istituito e conferito da Gesù Cristo, anche i successori lo hanno interamente di divino diritto, ossia non lo hanno, e non lo riconoscono che unicamente da Gesù Cristo. Il luogo scelto da S. Pietro per sede di esso Primato (supposto non ne abbia avuto comando da Dio) è certamente di umano diritto, ma non così la successione in chi succede nella Sede di Pietro, ovunque questa sia stabilita; perché tal successione è infallibilmente di diritto divino. Che poi S. Pietro non sia stato a Roma, e quindi il Papa non sia suo successore, come ti è noto?

32. Prot. S. Paolo scrivendo ai Romani non saluta S. Pietro, il che non avrebbe omesso di fare se fosse stato Pietro il Vescovo di Roma.

Bibbia. Meschinissima prova, perché non è che negativa. Infatti lo stesso S. Paolo scrivendo agli Ebrei non saluta S . Giacomo, scrivendo agli Efesini non saluta Timoteo: oserai dire perciò che il primo non fosse Vescovo di Gerusalemme, ed il secondo di Efeso? Ma poi, ascolta: « Dopo queste cose uscito (S. Paolo) di Atene venne a Corinto: e trovato un certo Giudeo per nome Aquila, nativo di Ponto, il quale era venuto di fresco dall’ Italia; … essendo che Claudio aveva ordinato che partissero da Roma tutti i Giudei, etc. » (Act. XVIII, 1,2). Dunque aveva dovuto partire anche S. Pietro. Ora chi ti assicura che quando S. Paolo scrisse a’ Romani, S. Pietro fosse già ritornato, o non piuttosto fosse tuttora assente, e perciò abbia lasciato di salutarlo?

Prot. Voi con tal modo di dire supponete che sia stato a Roma! Con quali prove?

Bibbia. Così scrive S. Pietro: « Vi saluta la Chiesa che è in Babilonia con voi eletti etc. » (I. di Pietr. v. 13. Nei frammenti agrari (romani) intitolati a Fausto, e Valerio VV PP, pp. p. 307, ediz. Di Vil. Goes, cosi sta scritto: « Circa urbem Babylonis Romæ maritimum fiet, etc. ». E a p. 266. « Contra urbis Babylonis Romam maritimi limites fient etc. » Dal che è manifesto che Roma anche presso i Romani aveva il saprannome di Babilonia). Ora essendo fuor di dubbio che gli Apostoli per Babilonia intendevano Roma pagana, come è chiaro dall’Apocalisse, Cap. XII. – è parimente fuor di dubbio che S. Pietro scrisse quella Lettera in Roma. A quella ne fece succedere un’altra, nella quale dice: « Essendo io certo che ben presto il mio tabernacolo ha da esser posto giù, secondo quello che lo stesso Signor nostro Gesù Cristo mi ha significato etc. » (II. Piet. I, 14) Onde è chiaro che S. Pietro non solamente è stato in Roma, ma che ivi è morto; e quindi che il Papa di Roma è il vero suo successore. Che se ancor non vuoi credere, dimmi almeno: chi è stato il primo fondatore della Chiesa di Roma?

33. Prot. È stato S. Paolo, e non altri. (Così, molti protestanti)

Bibbia. Oh! questa è bella !!! … S. Paolo nel principio della sua lettera ai Romani così dice loro: « Or io voglio, o fratelli, che non siavi ignoto come spesso feci proposito di venire da voi, per far qualche frutto anche tra voi, come tra le genti, ma sono stato sino a quest’ora impedito » Dunque prima che S. Paolo andasse a Roma, già era fondata e fioriva la Chiesa alla quale egli scrive: come, dunque, poteva averla fondata prima di esservi stato?

34. Prot. Tengo anch’io come voi; imperocché: « Se non vi fosse altra ragione che questa, aver, cioè, voluto Iddio render duratura la sua Chiesa visibile, ne seguirebbe per conseguente che cotesta Chiesa debba avere sulla terra un governo ecclesiastico universale. Per la qual cosa, se avvi realmente una Chiesa visibile, se esiste un governo ecclesiastico, il cui potere si estenda dall’uno all’altro punto della terra, è bene a ragione che questo governo si trovi in qualche luogo. Ora pare certissimo che Roma sopra tutte le altre città abbia questo vantaggio di esser la più atta a custodire nelle sue mura il Capo, e, a così dire, anche la fonte dell’intero governo della Chiesa Cristiana. » (Jac. Andreæ; Rationes a Deo petitæ: p. 24)

« La tradizione ci insegna, che Dio, per conservare la sua Chiesa nell’unità, ha stabilito una Cattedra, ed un’autorità superiore che vegli a mantenerla, la quale è quella della Chiesa di Roma (5 Nicole; Instruction X. sur le Symbole: § 10)

« Ben’è noto a ciascuno quella grande ed immortale idea che presenta la pietra angolare su cui ferma le sue basi il Papato. L’unione che si avvera tra ‘l cielo e la terra, le sensibili cose come mezzi, e le soprumane come fine: le sensibili, ad onore di Dio, le invisibili a gloria dell’uomo – sebbene tutto sia principalmente ordinato a gloria di Dio). Cotesta idea si poteva bene a ragione considerare come la leva dell’obbedienza dei popoli al sacerdozio, come l’idea fondamentale di Cristo medesimo, siccome quella per cui oggi non altrimenti che nel tempo che fu, si mantiene salda l’unità dell’antica Chiesa. Lungi da questo principio unificativo, essa sarebbe stata divisa ed infranta in un numero di sette e di partiti senza fine, tra i quali poi con grande difficoltà, se pure impossibile cosa non fosse, si sarebbe a mala pena trovato lo Spirito di Cristo. » (G. Chr. R. Maltei), Il potere e la dignità del principe: Heidelberga, 1843, p. 283).

« Siccome vi sono de’ Vescovi che presiedono a più Chiese, cosi il Romano Pontefice presiede a tutti i Vescovi. Non vi è uomo prudente a mio credere, che riprovi questa economica polizia. Laonde per ciò che spetta a questo articolo, della superiorità pontificia, non vi è contrasto. » (Melantone, lib. Epistolar. theologicar., Epist. 74, p. 244). « La Chiesa è un corpo, dunque molte singole parti la debbono comporre, e il Vescovo di Roma è quegli che ne ha la presidenza, e ne è il Capo. Il che si fonda sul modello di quel principato posseduto da Pietro sugli altri Apostoli, PER DIVINA ISTITUZIONE. Qual rimedio migliore contro gli scismi che l’unità in un solo che presegga? L’esperienza stessa lo ha dimostrato, quand’anche Cristo medesimo non l’avesse detto. Chi poi sarà tra i Cristiani che negherà essere stato S. Pietro tra i Romani? » (Ugo Grotius, Ad Consultationem Cassandri, 1642, p. 51.).

35.  « Le istorie ci insegnano che per due singolari ragioni la Chiesa Romana è sempre stata in fama e in gloria singolare. Primieramente perché essa mette capo in Roma ov’era la sede dell’impero, e poi, che è più, perché è stata fondata da Pietro e Paolo Apostoli Principi. » (A. Dreierus, De primate Petri, 1035, Thes. I .). « Tutte le storie affermano che Pietro è stato il primo Papa di Roma. » (Lutero, presso Tavardent, in notis ad Cap. 2, lib.. 3 S. Irenei), — « La presenza di Pietro in Roma è un fatto pieno di storica certezza. » (Bertholdt, Istruzione istorico-critica del V. e del N. Testamento, part. 5. p 2090.).

 « In forza di ciò più non contrasto che Pietro sia venuto, e sia morto in Roma.1 » (7 Calvino, libr. 4. Inst. Cap. 6, § 15).

« Pietro e Paolo godono un santissimo riposo in Roma, ove sono sepolti in pace. » (Berder, imiei pensieri sulla filosofia del genere umano, T. 3, p. 162) Non vi è nell’antica storia evento alcuno tanto incontrastabile per l’appoggio di dotti testimoni antichi e tanto tra sé consenzienti, quanto il fatto della venuta di S. Pietro in Roma.1 »(Schroch, Storia della Chiesa cristiana; part. 2, p. 155).

« Se tutto questo si vuol negare, gettiamo al fuoco ogni storia, e combattiamo qualunque verità; poiché né l’una, né l’altra varranno più a nulla. » (Rasnage, Annales eccl. Polit. Ad an. 62)

« Sarebbe indizio di somma stoltezza, e segno di non essere sano d’intelletto, il voler negare che Pietro abbia fermata la sua stanza in Roma, edificata quivi la Chiesa, e glorificata coll’effusione del suo sangue. » (G, Cave, Del Cristianesimo primitivo: cap. 5. )

« Che se alcuni protestanti, specialmente Spanhem, hanno voluto negare, ad esempio di certi avversari de’ Pontificii del medio evo, che S. Pietro sia mai stato in Roma, ciò fatto hanno per polemica di fazione. » (Gieseler, Manuale della Storia Ecclesiastica: T. I ed. 2, p. 89). Insomma

« La Chiesa Romana non solamente è Cattolica, ma inoltre è Capo della Chiesa Cattolica, e ben lo dimostra S. Girolamo in una sua Epistola diretta a S. Damaso. Non vi è chi lo ponga in dubbio. » ( Ugone Grozio, Append. Epist. 679).

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.