CATTOLICESIMO LIBERALE E PSEUDOTRADIZIONALISMO SCISMATICO, NUOVE FORME DI PAGANESIMO

liberalismo

[El liberismo es pecado; Barcellona, 1887]

Il nuovo paganesimo odierno copre un ambito esteso, da quello chiaramente individuabile nell’ateismo e nel marxismo social-politico, a quello delle sette osoterico-magiche, da quello delle diverse obbedienze massoniche a quello apparentemente devoto dei falsi cattolici del “novus ordo” [la contro-Chiesa] e soprattutto a quello degli aderenti alle oramai numerose sette scismatiche senza giurisdizione e missione, le “fantacattoliche” sacrileghe, autoreferenziate tradizionaliste, sedevacantiste di nome o di fatto, ma tutte rigorosamente canonicamente fuori dalla Chiesa Cattolica. Per comprendere meglio la questione, fondamentale per la salvezza dell’anima, proponiamo la lettura illuminante del capitolo VII del celebre libro di Felix Sarda y Salvany: “Il liberismo è un peccato”, volume che andrebbe impresso con caratteri di fuoco nelle menti stravolte degli ingannati ma auto-compiacenti modernisti, dei liberisti vaganti tra sentimentalismo, adattamenti socio-culturali, tolleranza e sostegno degli errori, personalismo benpensante, ma sempre tutti accuratamente ignari, per colpevole volontà, dell’unica guida certa per raggiungere la salvezza, fine ultimo della Religione, che è il Magistero della Chiesa.

CAP.7

IN CHE CONSISTE CON TUTTA PROBABILITA’ L’ESSENZA O LA RAGIONE INTRINSECA DEL CATTOLICESIMO LIBERALE

Se si considera l’intima essenza del liberalismo detto cattolico o, per parlare più volgarmente, del cattolicesimo liberale, si vede che con ogni probabilità essa è dovuta ad una falsa interpretazione dell’ATTO di FEDE. I cattolici liberali, se li si giudica dalle loro spiegazioni, fanno risiedere tutto il motivo della loro fede, non sull’AUTORITA’ DI DIO INFINITAMENTE VERITIERO E INFALLIBILE che si è degnato di rivelarci il solo cammino che ci può condurre alla beatitudine soprannaturale, ma nel libero apprezzamento del giudizio individuale stimando questa credenza la migliore d’ogni altra.

Essi non vogliono riconoscere il Magistero della Chiesa come il solo che sia autorizzato da DIO a proporre ai fedeli la dottrina rivelata e a rivelarne il vero significato. Ma al contrario, facendosi giudici della dottrina, essi accettano di essa ciò che a loro pare buono, riservandosi il diritto di credere il contrario, tutte le volte che apparenti ragioni sembreranno dimostrar loro oggi come falso ciò che ieri era loro sembrato vero. (grassetto e sottolineatura redaz.).

Per rigettare questa pretesa è sufficiente conoscere la dottrina fondamentale sulla FEDE, esposta su questa materia dal santo CONCILIO VATICANO. Dopotutto i cattolici liberali si definiscono cattolici poiché essi credono fermamente che il Cattolicesimo è la vera rivelazione del Figlio di DIO; ma essi si definiscono cattolici-liberali o cattolici-liberi, poiché giudicano che ciò ch’essi credono non possa essere imposto ad alcuno per nessun motivo superiore a quello di una libera scelta dell’interessato. E tutto ciò in tal modo che a loro insaputa il diavolo ha malignamente sostituito in loro il principio naturalista del libero esame al principio soprannaturale della Fede; da qui risulta che immaginandosi di avere la Fede delle Verità cristiane essi non la possiedono affatto, ma solo sono convinti di averla, il che ovviamente non è proprio la stessa cosa.  –   Ne consegue che, secondo loro, ritenendo libera la loro intelligenza di credere o non credere, questo sia lo stesso criterio per le persone di tutto il mondo. Essi non vedono nell’incredulità un vizio, un’infermità o un accecamento volontario dell’intendimento e più ancora del cuore, ma un atto lecito, emanante dal foro interno di ciascuno, che diviene padrone dunque, in tal caso, di credere o di negare. Il loro orrore di qualsiasi pressione esterna fisica o morale, che prevenga o castighi l’eresia, deriva da questa dottrina e produce in loro l’odio verso qualsiasi legislazione genuinamente cattolica. Da qui anche il rispetto profondo con il quale vogliono che si trattino sempre le convinzioni altrui, anche le più nemiche della verità rivelata, poiché per essi, le più erronee sono tanto sacre quanto le più vere, poiché tutte nascono da un medesimo principio altrettanto sacro: “la libertà intellettuale”. E’ così che si erige a dogma ciò che si chiama “tolleranza”, espressione in uso presso i polemisti cattolici, propositori così di un nuovo codice di leggi che mai conobbero, nei tempi passati, i grandi polemisti del Cattolicesimo.  –   Essendo la concezione della Fede essenzialmente naturalista, ne deriva che tutto il suo sviluppo successivo nell’individuo e nella società, deve esserlo allo stesso modo. Sr ne deduce allora che il giudizio principale e spesso esclusivo, che i cattolici-liberali danno della CHIESA, verta sui vantaggi culturali e di civilizzazione ch’essa procura ai popoli. Essi dimenticano e non citano mai, per così dire, il suo fine primario e soprannaturale che è la “glorificazione di DIO e la salvezza delle anime”. Molte apologie cattoliche scritte nella nostra epoca sono intrise di debolezza spirituale a causa di questa falsa concezione. E questo a tal punto che se, per disgrazia, il Cattolicesimo fosse stato causa di qualche ritardo nel progresso materiale dei popoli, esso non sarebbe più con buona logica agli occhi di quegli uomini, né una religione vera né una religione da lodarsi.  –   E notate che se si realizzasse questa ipotesi, ed essa può realizzarsi – dato che la fedeltà a questa stessa religione ha certamente causato la rovina materiale di famiglie e d’individui- la Religione non ne risulterebbe meno eccellente e divina.  –   Questo criterio è quello che dirige la penna della maggior parte dei giornalisti liberali; s’essi lamentano la demolizione d’una chiesa, non mettono in rilievo che la profanazione dell’arte; se si schierano in favore degli ordini religiosi, essi non fanno valere che i servizi resi dagli stessi alle Lettere; essi esaltano una suora di carità, ma solo in considerazione dei servizi umanitari con i quali ella ha addolcito gli orrori della guerra; essi ammirano del culto ciò che rientra nei canoni della sua bellezza esteriore e della sua poesia; se nella letteratura cattolica, essi rispettano le Sante Scritture, è solamente a causa della loro sublime maestà.  –  Da questa modalità di lodare le cose cattoliche semplicemente per la loro grandezza, la loro bellezza, la loro utilità, la loro eccellenza materiale, ne deriva logicamente che l’errore ha diritto alle stesse lodi allorquando esso si presta ai medesimi giudizi, come l’hanno avute in apparenza, in certi momenti, diverse false religioni.

La stessa Pietà non è potuta sfuggire all’azione perniciosa del Principio Naturalista; esso l’ha pervertita in “pietismo” cioè in una falsificazione della vera Pietà, come vediamo in tante persone che non ricercano nelle pratiche di pietà altro che l’emo-zione ch’esse possono originare, e questo è un puro “sensualismo” e niente di più. Così oggi constatiamo che, in molte anime, l’ascetismo cristiano, che è la purificazione del cuore mediante la repressione degli appetiti dei sensi, è interamente fiaccato e che il misticismo cristiano, che non è né l’emozione né la consolazione interiore, né alcun’altra di queste dolcezze umane, ma l’unione con DIO mediante l’assoggettamento alla sua santa volontà e all’amore soprannaturale, è completamente sconosciuto. – Per queste ragioni il cattolicesimo di un gran numero di persone, nella nostra epoca è un cattolicesimo liberale o più esattamente un cattolicesimo FALSO. Questo non è Cattolicesimo, ma un semplice Naturalismo, un naturalismo puro; cioè in una parola, se ci è permesso, Paganesimo con il linguaggio e le forme cattoliche.