170° anniversario delle APPARIZIONI della Beata Vergine a La Salette

17-settembre 2016: 170° anniversario delle APPARIZIONI della Beata Vergine sulla montagna della SALETTE il 19 settembre 1846.

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Quella odierna è una gran festa mariana, per lo più dimenticata o passata in secondo ordine: 170 anni orsono la Vergine, Madre di Gesù Cristo, dava un messaggio di allerta ai cattolici e a tutti gli uomini di estrema gravità ed importanza, con parole profetiche tutte puntualmente verificatesi, ed oggi più che mai in piena attuazione, in particolare quelle che riguardano il Santo Padre. Riportiamo un testo con imprimatur (garanzia ecclesiastica) nel quale è compreso il famoso ed attualissimo segreto, poi confermato in buona parte a Fatima.

Pubblicato da

La pastorella de La Salette

con

Imprimatur di Mgr. Vescovo di Lecce.

Ebbene, figli miei, voi le farete conoscere a tutto il mio popolo.

Semplice riproduzione senza commento o polemica dell’edizione originale di Lecce nel 1879.

L’APPARIZIONE

Solo la testimonianza della stessa Melanie, insieme a Massimino, può rendere conto dell’apparizione. Dopo averla raccontata per un numero incalcolabile di volte, ella ha deciso di scrivere tutto nel 1878. Il tutto fu pubblicato a Lecce il 15 novembre 1879 con l’Imprimatur del vescovo Zola – e ristampato “ne varietur” a Lione nel 1904, pochi mesi prima della morte di Melanie. Questo booklet slim ora è una rarità. Il testo è seguito esattamente qui.

RICONOSCIMENTI

I testi originali del messaggio e del segreto di La Salette, approvato dalla Chiesa cattolica, sono pubblicati qui nella loro interezza. Ringraziamo il signor Joseph Corteville, Presidente dell’associazione dei bambini di Notre Dame de La Salette e di Saint Louis Marie Grignion di Montford, e direttore del L’Impartial, una rivista mariana, per averci gentilmente fornito con questo manoscritto, l’autorizzazione a pubblicarlo. – A nostra volta autorizziamo tutte le persone, giornalisti, editori o associazioni, a ripubblicarlo fedelmente in tutto o in parte. -È essenziale che questi messaggi profetici siano diffusi sempre più in tutto del mondo e il più rapidamente possibile. È un ordine della Madre di Dio. “Ebbene, figli miei, passateli a tutto il mio popolo”.! – Contiamo sul sostegno e l’iniziativa di tutti gli uomini di buona volontà per raggiungere il nostro obiettivo. Chiediamo la benedizione della Madonna su questo apostolato e i suoi sostenitori.

I redattori

+ Associazione dei figli di nostra signora di La Salette, 12 Avenue of Grain d’Or, 49600, Beaupreau, Francia.

+ L’Impartial, stesso indirizzo. – Bollettino bimestrale, francese,

I

Il 18 settembre (1846), vigilia della Santa apparizione della Santa Vergine, ero da sola, come al solito, a pascolare le mucche dei miei padroni. Circa alle 11 del mattino, ho visto un ragazzino che mi si avvicinava. A quella vista rimasi sbigottita, perché mi sembrava che tutti dovessero sapere che rifuggissi da ogni compagnia. Questo ragazzino mi si è avvicinato e ha detto: “piccola, io vengo con te, sono anch’io di Corps”. A queste parole, subito dimostrai il mio brutto carattere e facendo qualche passo indietro, gli ho detto: “io non voglio nessuno intorno. Voglio stare da sola”. Ma il ragazzino mi ha seguito, dicendo: “Dai, fammi stare con te. Il mio padrone mi ha detto di venire a pascolare le mie mucche insieme alle tue; io sono di Corps”. – Mi allontanavo però da lui, facendogli segno che non volevo nessuno intorno; e ormai ad una certa distanza, mi sono seduta sull’erba. Lì, io parlavo con i fiorellini del buon Dio. – Un attimo dopo, ho guardato dietro di me ed ho trovato Massimino seduto vicino a me. Mi ha detto subito: Tienimi con te, sarò buonissimo. – Ma il mio brutto carattere non volle saperne: me ne andai di corsa un po’ lontano senza dire una parola, e ancora una volta cominciai a giocare con i fiorellini del buon Dio. Un istante dopo, Massimino ancora una volta era lì vicino a me, e mi stava dicendo che sarebbe stato buonissimo, che non avrebbe parlato, che egli si sarebbe annoiato a star tutto da solo, e che il suo padrone lo aveva inviato da me, ecc. Questa volta, ne ebbi pietà, e fatto cenno a lui di sedersi, continuai a giocare con i fiorellini del buon Dio. – Non passò molto tempo prima che Massimino rompesse il silenzio scoppiando in una risata (credo che egli si stesse prendendo gioco di me). Lo guardai ed egli mi disse: “divertiamoci, facciamo un gioco”. Non gli risposi, perché ero così ignorante che non sapevo nulla dei giochi con altre persone, per essere stata sempre da sola. Ho giocato con i fiori, e Massimino è arrivato proprio vicino a me, e non faceva che ridere, dicendomi che i fiori non hanno orecchie per ascoltarmi e che invece avremmo dovuto giocare insieme. Ma io non avuto alcuna simpatia per il gioco che mi proponeva fare. Ho iniziato a parlare tuttavia con lui , ed egli mi ha detto che i dieci giorni che doveva trascorrere con il suo padrone sarebbero presto finiti, e che dopo sarebbe tornato a casa del padre a Corps, ecc… – Mentre stava parlando, ho sentito la campana di La Salette, era l’Angelus. Ho fatto cenno a Massimino di elevare la sua anima a Dio. Egli si tolse il cappello e rimase in silenzio per un momento. Allora ho detto: “vuoi mangiare”? Egli mi ha risposto: “sì, andiamo a mangiare”. Ci siamo seduti e ho preso dalla mia borsa le provviste che il mio padrone mi aveva dato. Come era mia abitudine, prima di affettare la mia piccola pagnotta tonda, ho fatto una croce con la punta del mio coltello sul pane ed un piccolo buco in mezzo, dicendo: “se vi è il diavolo ne esca, e se vi è il buon Dio, che vi resti!”E rapidamente lo ricoprii. Massimino scoppiò in una risata e diede un colpo con il piede alla mia pagnottella che sfuggì dalle mie mani, rotolò giù per la montagna ed si perse alla vista. Avevo un altro pezzo di pane che abbiamo mangiato insieme. Poi abbiamo giocato, e così, rendendomi conto che Massimino doveva ancora essere affamato, gli ho indicato un posto sul fianco della montagna pieno di molti frutti. Lo convinsi ad andarli a mangiare ed egli subito vi si diresse. Mangiati che ne ebbe alcuni, ne riportò il suo cappello pieno. La sera abbiamo camminato insieme verso la montagna e ci siamo ripromessi di tornare il giorno successivo a pascolare insieme le nostre mucche . – Il giorno successivo, il 19 settembre, ho incontrato Massimino sulla strada. Siamo saliti insieme sul fianco della montagna. Ho scoperto che Massimino era un ragazzino molto buono, semplice e disposto a parlare volentieri di quello che volessi. Egli era anche molto docile e non mostrava nessuna ostinazione. Era solo un po’ curioso, infatti, quando mi allontanavo da lui, appena mi fermavo, subito mi si avvicinava per vedere ciò che stava facendo e sentire quello che dicevo ai fiori del buon Dio. E se non arrivava in tempo, mi chiedeva che cosa avessi detto. – Massimino mi chiese di insegnargli un gioco. Era già tarda mattinata. Gli dissi di raccogliere dei fiori per fare il “paradiso”. Abbiamo cominciato a lavorare insieme e presto abbiamo preso una serie di fiori di diversi colori. Dal villaggio si sentì l’Angelus, perché era tempo era bello e non c’era una nuvola in cielo. Dopo aver detto al buon Dio le preghiere che conoscevamo, ho detto a Massimino che avremmo dovuto guidare le nostre mucche su un piccolo altopiano vicino ad un ruscello dove avremmo trovato delle pietre adatte a costruire il “Paradiso”. Abbiamo guidato le nostre mucche al punto stabilito e poi abbiamo fatto un piccolo pasto. Poi abbiamo iniziato a raccogliere delle pietre per costruire la nostra casetta, che si componeva di un cosiddetto piano terra, (rappresentante la nostra abitazione) e sopra di esso un (altro) piano, il quale doveva essere, come abbiamo detto, il “Paradiso”. – Questo piano superiore era guarnito tutto con fiori di diversi colori, con ghirlande appese con steli di fiore. Questo “Paradiso” era ricoperto da una singola grande pietra che avevamo cosparsa di fiori. Avevamo inoltre sospeso delle corone di fiori. Una volta finito, ci siamo seduti ad ammirare il “Paradiso”. Abbiamo poi iniziato ad avere sonnolenza e dopo esserci spostati di un paio di passi, ci siamo addormentati sull’erba.

II

Quando mi sono svegliata, non vedendo le nostre mucche, ho chiamato Massimino e sono salita su di una piccola altura. Da lì ho potuto vedere le mucche al pascolo pacificamente sdraiate; ridiscesi, mentre Massimino saliva, quando all’improvviso ho visto una bella luce splendere più del sole. Con fatica potei dire queste parole: “Massimino, guarda cosa c’è laggiù? Oh! Mio Dio”! Nello stesso momento, ho lasciato cadere il bastone che avevo in mano. Qualcosa di inconcepibilmente delizioso accadeva di me in quel momento e mi sono sentita attrarre. Provavo un grande rispetto, pieno di amore, e il mio cuore batteva velocemente. – Tenevo gli occhi saldamente fissati su questa luce, che era statica e, come se fosse aperta, me ne mostrava un’altra, molto più brillante ed in movimento, e dentro a questa luce ho visto una Signora bellissima seduta sulla cima del nostro “Paradiso”, con la testa tra le mani. – Questa bella Signora si alzò; incrociò un poco le sue braccia mentre ci guardava e ci ha detto: “Avvicinatevi a me, figli miei, non temete, Io sono qui per proclamare una grande notizia. – Queste parole dolci mi fecero volare fino a Lei, il mio cuore desiderava attaccarsi a Lei per sempre. Arrivata vicino alla bella Signora, davanti a Lei, portatami alla sua destra, Ella cominciò a parlare ma anche cominciarono a fluire lacrime dagli occhi suoi belli: – “Se il mio popolo non desidera sottomettersi, io sono costretta a lasciar andare la mano di mio Figlio. La sua mano è così grave e pesante che io non posso più trattenerla. – Da quanto tempo soffro per causa vostra! Se non voglio che mio Figlio vi abbandoni, sono costretta a pregarLo continuamente. Ma voi altri non ve ne curate. Voi per quanto preghiate, per quanto facciate, mai sarete in grado di compensare la pena che mi sono presa per voi. Io vi ho dato sei giorni per lavorare e mi sono riservato il settimo, ma nessuno me lo vuole concedere. Questo è ciò che appesantisce così tanto il braccio di mio Figlio. – Coloro che guidano i carri non sanno parlare senza mettervi il Nome di mio Figlio nel mezzo. – Queste sono le due cose che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio. Se il raccolto si guasta, è solo per causa vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno scorso con le patate, ma voi non avete tenuto in nessun conto l’avvertimento, anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiando usavate il Nome di mio Figlio. Le patate continueranno a guastarsi, e a Natale non ve ne saranno più.” – A questo punto, io cercavo di interpretare la parola “pommes de terre” [patate]: credendo di capire che significava “mele”, ma la bella e buona Signora, leggendo i miei pensieri, riprese così [in dialetto]: Non capite, figli miei. Ora ve lo dico in un altro modo. [in dialetto – ndr. -] – “Se il raccolto si guasta, ciò avviene per colpa vostra. Ve l’ho fatto notare l’anno scorso con le patate, ma voi non avete tenuto conto dell’avvertimento; al contrario, quando le trovavate guaste, succedeva che vi mettevate a bestemmiare il Nome di mio Figlio. Esse continueranno a guastarsi, e a Natale, non ce ne saranno più”. – “Se avete del grano, non seminatelo. Tutto quello che seminate lo mangeranno vermi e parassiti, e quel che crescerà si ridurrà tutto in polvere quando lo trebbierete. Verrà una grande carestia. Prima che essa venga, i bambini sotto i sette anni saranno colpiti da un fremito e moriranno tra le mani di coloro che li tengono in braccio; gli altri faranno penitenza con la fame. Le noci andranno a male, l’uva marcirà”. – A questo punto, la bella Signora, che era con me, coprendosi gli occhi, restò un momento senza farsi capire. Io vedevo tuttavia, che Ella continuava, come se parlasse, a muovere graziosamente le sue labbra amabili. In questo momento, Massimino stava ricevendo il suo segreto. Poi, rivolgendosi a me, la Santissima Vergine mi ha parlato e mi ha dato un segreto in francese. E questo segreto nella sua interezza è qui, così come Lei me lo ha dato.

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III

J.M.J.+ Melania ciò che sto per dirti ora, non resterà sempre segreto; lo potrai pubblicare nel 1858.

“I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i sacerdoti con la loro cattiva vita, con la loro irriverenza ed empietà nella celebrazione dei Santi Misteri, con l’amore per i soldi, con l’amore per l’onore ed i piaceri, i sacerdoti sono diventati delle cloache d’impurità. I sacerdoti domandano vendetta, e la vendetta è sospesa sulle loro teste. Guai ai preti e alle persone consacrate a Dio, che con la loro infedeltà e la loro cattiva vita, crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio, gridano verso il cielo e richiedono vendetta, ed ecco che la vendetta è alla loro porta, non vi è infatti più alcuno che implori misericordia e perdono per il popolo; non vi sono più anime generose, non vi è più nessuno degno di offrire la Vittima senza macchia all’Eterno in favore del mondo. Dio colpirà in modo senza pari. Guai agli abitanti della terra! Dio darà fondo alla sua collera e nessuno potrà sottrarsi a tanti mali messi insieme.

I capi e i conduttori del popolo di Dio hanno trascurato la preghiera e la penitenza e il demonio ha ottenebrato la loro intelligenza, essi sono diventati delle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la sua coda per farli perire. Dio permetterà al vecchio serpente di mettere divisioni tra i regnanti, in ogni società ed in ogni famiglia. Si soffriranno pene fisiche e morali; Dio abbandonerà gli uomini a se stessi, e manderà dei castighi che si succederanno per oltre trentacinque anni. La Società è alla vigilia dei flagelli più terribili e dei più grandi avvenimenti; ci si deve aspettare di essere governati con una verga di ferro ed a bere il calice della collera di Dio.

Che il Vicario di mio Figlio il Sommo Pontefice Pio IX non esca da Roma dopo il 1859; ma che sia fermo e generoso e combatta con le armi della fede e dell’amore; io sarò con lui. Che non si fidi di Napoleone; il suo cuore è doppio, e allorché vorrà essere simultaneamente Papa ed Imperatore, presto Dio l’abbandonerà ; lui è quell’aquila che volendo sempre più innalzarsi, cadrà sulla spada di cui voleva servirsi per costringere i popoli ad innalzarlo. L’Italia sarà punita per l’ambizione di voler scuotere il giogo del Signore dei Signori; per cui sarà abbandonata alla guerra; il sangue scorrerà per ogni dove; le chiese saranno chiuse o profanate; i preti e i religiosi saranno scacciati, saranno fatti morire e morire di una morte crudele. Diversi abbandoneranno la fede, ed il numero dei preti e dei religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; fra queste persone vi saranno anche dei vescovi. Che il Papa si tenga in guardia dai facitori di miracoli, è venuto infatti il tempo in cui sia in aria che sulla terra vi saranno i prodigi più sbalorditivi.

Nell’anno 1864, Lucifero con un gran numero di demoni saranno staccati dall’inferno; essi, piano piano, aboliranno la fede, anche nelle persone consacrate a Dio, li accecheranno in tal modo che, senza una speciale grazia, queste persone finiranno per prendere lo spirito di questi angeli perversi; diverse case religiose perderanno completamente la fede e perderanno molte anime. I libri cattivi abbonderanno sulla terra, e gli spiriti delle tenebre spanderanno dappertutto un rilassamento universale per quel che concerne il servizio di Dio; essi avranno un grandissimo potere sulla natura: vi saranno delle chiese per servire questi spiriti. Delle persone saranno trasportate da un luogo all’altro da questi cattivi spiriti, ed anche dei preti, perché non seguiranno lo spirito del Vangelo che è spirito d’umiltà , di carità e di zelo per la gloria di Dio. Si faranno risuscitare dei morti e dei giusti. (Cioè che questi morti assumeranno la fisionomia delle anime giuste che erano vissute sulla terra per meglio sedurre gli uomini; questi cosiddetti morti risuscitati, che poi non sono altro che il demonio in quelle sembianze, predicheranno un altro Vangelo contrario a quello del vero Gesù Cristo, negando l’esistenza del Cielo ed anche delle anime dei dannati. Tutte queste anime appariranno come unite al loro corpo). In ogni luogo vi saranno prodigi straordinari poiché, essendosi spenta la vera fede, la falsa luce rischiara il mondo.

Guai ai Principi della Chiesa che saranno intenti ad ammassare soltanto ricchezze su ricchezze, a salvare la propria autorità e a dominare con orgoglio! Il Vicario di mio Figlio dovrà soffrire molto, poiché per un certo tempo la Chiesa sarà data a grandi persecuzioni; e questo sarà il tempo delle tenebre; la Chiesa subirà una crisi spaventosa. La santa fede di Dio essendo dimenticata, ogni individuo vorrà guidarsi da solo ed essere superiore ai suoi simili. Saranno aboliti i poteri civili ed ecclesiastici, ogni ordine ed ogni giustizia saranno calpestati; non si vedrà che omicidi, odio, gelosia, menzogna, discordia, senza amore per la patria né per la famiglia. Il Santo Padre soffrirà molto, Io sarò con lui fino alla fine, per ricevere il suo sacrificio. I cattivi attenteranno diverse volte alla sua vita senza poter nuocere ai suoi giorni; ma né lui né il suo successore… vedranno il trionfo della Chiesa di Dio. I governanti avranno tutti un medesimo progetto, che sarà di abolire e fare scomparire tutti i princìpi religiosi per sostituirli con il materialismo, l’ateismo, lo spiritismo, e ogni sorta di vizi. Nell’anno 1865 si vedrà l’abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori. Coloro che sono a capo delle comunità religiose si guardino dalle persone che esse devono ricevere, perché il demonio userà tutta la sua malizia per introdurre negli ordini religiosi delle persone dedite al peccato, perché i disordini e l’amore dei piaceri carnali saranno diffusi su tutta la terra.

La Francia, l’Italia, la Spagna e l’Inghilterra saranno in guerra: il sangue scorrerà per le strade; il francese combatterà contro il francese, l’italiano contro l’italiano, vi sarà poi una guerra generale che sarà spaventevole. Per qualche tempo Dio non si ricorderà più della Francia né dell’Italia, perché il Vangelo di Gesù Cristo non è più conosciuto. I malvagi useranno tutta la loro astuzia; ci si ucciderà, ci si massacrerà reciprocamente perfino nelle case. Al primo colpo della Sua spada fulminante le montagne e la natura tutta tremeranno di spavento perché i disordini e i crimini degli uomini trafiggono la volta celeste. Parigi sarà bruciata e Marsiglia inghiottita; molte grandi città saranno scosse e inghiottite da terremoti; si crederà che tutto è perduto; non si vedranno che omicidi; non si sentiranno che colpi d’arma e bestemmie.

I giusti soffriranno molto, le loro preghiere, la loro penitenza e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e chiederà il Mio aiuto e la Mia intercessione. Allora Gesù Cristo con un atto della Sua misericordia grande per i giusti comanderà ai Suoi angeli che tutti i Suoi nemici siano messi a morte. Improvvisamente i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti gli uomini dediti al peccato moriranno e la terra diventerà come un deserto. Allora si farà la pace, la riconciliazione di Dio con gli uomini; Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato; dappertutto fiorirà la carità.

I nuovi re saranno il braccio destro della Santa Chiesa, che sarà forte, umile, pia, povera, zelante e imitatrice delle virtù di Gesù Cristo. Il Vangelo sarà predicato dappertutto e gli uomini faranno grandi progressi nella fede perché vi sarà unità tra gli operai di Gesù Cristo e perché gli uomini vivranno nel timore di Dio. Questa pace tra gli uomini non sarà lunga: venticinque anni di abbondanti raccolti faranno loro dimenticare che i peccati degli uomini sono causa di tutte le pene che arrivano sulla terra.

Un precursore dell’anticristo, con le sue truppe di parecchie nazioni, combatterà contro il vero Cristo, il solo Salvatore del mondo, egli spargerà molto sangue e vorrà annientare il culto di Dio per farsi guardare come un Dio. La terra sarà colpita da ogni sorta di piaghe, (oltre la peste e la carestia che saranno dovunque), vi saranno delle guerre fino all’ultima guerra, che sarà allora fatta da dieci re dell’anticristo, i quali re avranno tutti lo stesso progetto e saranno i soli a governare il mondo. Prima che ciò succeda vi sarà una specie di falsa pace nel mondo; non si penserà che a divertirsi; i malvagi si abbandoneranno a ogni sorta di peccato; ma i figli della Santa Chiesa, i figli della fede, i miei veri imitatori crederanno nell’amore di Dio e nelle virtù che mi sono più care. Felici le anime umili guidate dallo Spirito Santo! Io combatterò con esse fino a che esse saranno nella pienezza dell’età.

La natura chiede vendetta per gli uomini ed essa freme di spavento nell’attesa di ciò che deve arrivare alla terra insudiciata dai crimini. Tremate terra e voi che fate professione di adorare Gesù Cristo e che dentro di voi adorate solo voi stessi; tremate perché Dio sta per consegnarvi al Suo nemico, perché i luoghi santi sono nella corruzione, molti conventi non sono più le case di Dio, ma i pascoli di Asmodeo e dei suoi. Sarà durante questo tempo che nascerà l’anticristo da una religiosa ebrea, da una falsa vergine che sarà in comunicazione con il vecchio serpente, il padrone dell’impurità; suo padre sarà Vescovo, nascendo vomiterà delle bestemmie, egli avrà dei denti, in una parola sarà il diavolo incarnato; egli lancerà delle grida spaventose, farà dei prodigi, non si nutrirà che di impurità. Egli avrà dei fratelli che, sebbene non siano dei demoni incarnati come lui, saranno dei figli del male; a dodici anni essi si faranno notare per le prodi vittorie che otterranno; presto essi saranno ognuno alla testa degli eserciti assistiti dalle legioni dell’inferno.

Le stagioni saranno cambiate, la terra non produrrà che frutti cattivi, gli astri perderanno i loro movimenti regolari, la luna non rifletterà che una debole luce rossastra; l’acqua e il fuoco daranno al pianeta terrestre dei movimenti convulsi e degli orribili terremoti che inghiottiranno delle montagne, delle città. Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’anticristo. I demoni dell’aria con l’anticristo faranno dei grandi prodigi sulla terra e nell’aria e gli uomini si pervertiranno sempre più.

Dio avrà cura dei suoi fedeli servitori e degli uomini di buona volontà; il Vangelo sarà predicato dappertutto, tutti i popoli e tutte le nazioni conosceranno la verità. Io rivolgo un appello urgente alla terra; Io chiamo i veri imitatori di Cristo fatto uomo, il solo e vero Salvatore degli uomini; Io chiamo i miei figli, i miei veri devoti, quelli che si sono dati a Me perché io li conduca dal Mio divin Figlio, quelli che Io porto, per così dire, nelle mie braccia, quelli che sono vissuti del Mio Spirito; infine Io chiamo gli Apostoli degli ultimi tempi, i discepoli di Gesù Cristo che sono vissuti nel disprezzo del mondo e di loro stessi, nella povertà e nell’umiltà, nel disprezzo e nel silenzio, nella preghiera e nella mortificazione, nella castità e nell’unione con Dio, nella sofferenza e sconosciuti al mondo. È tempo che escano e vengano ad illuminare la terra. Andate e mostratevi come i miei cari figli; Io sono con voi e in voi purché la vostra fede sia la luce che vi illumina in questi giorni di disgrazia. Che il vostro zelo vi renda come gli affamati per la gloria e l’onore di Gesù Cristo.

Combattete, figli della luce, voi, piccolo numero che ci vedete, perché ecco il tempo dei tempi, la fine delle fini. La Chiesa sarà eclissata, il mondo sarà nella costernazione. Ma ecco Enoch ed Elia riempiti dello Spirito di Dio; essi predicheranno con la forza di Dio e gli uomini di buona volontà crederanno in Dio e molte anime saranno consolate; essi faranno grandi progressi per virtù dello Spirito Santo e condanneranno gli errori diabolici dell’anticristo. Sciagura agli abitanti della terra!

Vi saranno guerre spaventose e carestie; pesti e malattie contagiose; pioverà una grandine spaventosa di animali; tuoni che scuoteranno le città; terremoti che inghiottiranno paesi; si udiranno delle voci nell’aria; gli uomini batteranno la testa contro i muri, essi chiameranno la morte, da un’altra parte la morte li supplizierà; il sangue scorrerà da ogni parte. Chi potrà vivere se Dio non diminuirà il tempo della prova ? Dal sangue, dalle lacrime e dalle preghiere dei giusti Dio si lascerà placare; Enoch ed Elia saranno messi a morte; Roma pagana sparirà; il fuoco del cielo cadrà e distruggerà tre città; tutto l’universo sarà colpito dal terrore e molti si lasceranno sedurre perché essi non hanno adorato il vero Cristo vivente tra loro. È tempo, il sole si oscura; la fede sola vivrà.

Ecco il tempo, l’abisso si apre. Ecco il re delle tenebre. Ecco la bestia con i suoi sudditi, sedicente salvatore del mondo. Egli si alzerà con orgoglio nell’aria per andare fino al Cielo; egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo. Egli cadrà e la terra che da tre giorni sarà in continue evoluzioni, aprirà il suo seno pieno di fuoco; egli sarà sprofondato per sempre con tutti i suoi nei baratri eterni dell’inferno. Allora l’acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno tutte le opere dell’orgoglio degli uomini e tutto sarà rinnovato: Dio sarà servito e glorificato.

IV

 Poi la Santa Vergine mi ha dato, anche in francese, la regola di un nuovo ordine religioso. Dopo avermi dato la regola di questo nuovo ordine religioso, la Santa Vergine ha continuato il discorso: “Se si convertiranno, le pietre e le rocce si trasformeranno in grano e le patate si troveranno seminato nei campi. – Voi dite le vostre preghiere correttamente, figli miei? – Entrambi abbiamo risposto: Oh! No, Madame, non molto. – Oh! figli miei, dovete dirle bene, mattina e sera. Quando non potete far di meglio, dite un Pater e un’Ave Maria; e quando avrete il tempo di fare meglio, ne direte di più. – “Solo poche donne anziane vanno a Messa; gli altri lavorano di Domenica per tutta l’estate e in inverno, quando non sanno cosa fare, vanno a Messa per burlarsi della Religione. Durante la Quaresima, vanno dal macellaio come cani affamati”. – Non avete mai visto del grano guasto, figli miei? -Entrambi abbiamo risposto: Oh no, Madame. – La Santa Vergine si è rivolta a Maximin, dicendo: “Ma tu, figlio mio, lei deve averne visto una volta vicino le Coin, con tuo padre. L’agricoltore ha detto a tuo padre: “Venite a vedere come il mio grano è andato male!” Sei andato a vedere. Tuo padre ha preso due o tre spighe in mano, le sfregò, ed esse si ridussero in polvere. Poi, sulla via del ritorno, quando eri a non più di mezz’ora da Corps, tuo padre ti ha dato un pezzo di pane e ha detto: prendila, mangialo ora che ancora è possibile, figlio mio, per non so chi mangerà l’anno prossimo se il grano si rovinerà come quello!” – Massimino rispose: “È verissimo, Signora, non me lo ricordavo”.

La Santissima Vergine terminò il suo discorso in francese.

COMMIATO

La bellissima Signora attraversò il ruscello e, a due passi da esso, senza rigirarsi verso noi che la seguivamo (perché ci attirava a sé con il suo splendore e più ancora con la sua bontà che mi inebriava e sembrava farmi sciogliere il cuore) ci disse ancora: – Eh bene! figli miei, voi lo farete conoscere a tutto il mio popolo. – Poi continuò a camminare fino al luogo in cui io ero salita per guardare dove fossero le nostre vacche. I suoi piedi non toccavano che la punta dell’erba, senza piegarla. Arrivata sulla piccola altura, la bella Signora si fermò e subito io mi misi davanti a Lei, per guardarla ben bene e per cercare di capire da che parte avrebbe preferito andare, perché mi era successo che avevo dimenticato sia le mie vacche sia i miei padroni, dai quali ero a servizio: mi ero attaccata per sempre e senza condizioni alla mia Signora, sì, non volevo mai più, mai più lasciarla, La seguivo senza secondi fini e nella disposizione di servirLa per tutta la vita. – Con la Mia Signora io credevo di aver dimenticato il «paradiso». Non avevo altro pensiero che quello di servirLa bene in tutto, e credevo che avrei potuto fare tutto quello che mi avrebbe ordinato, perché mi sembrava che avesse molto potere. – Mi guardava con una tenera bontà che mi attirava a Sé: io avrei voluto lanciarmi ad occhi chiusi tra le sue braccia, ma non mi diede il tempo di farlo. – La Santa Vergine si levò insensibilmente da terra a un’altezza di circa un metro e più e, restando così sospesa nell’aria un breve istante, la Mia bella Signora guardò il Cielo, poi la terra alla sua destra e alla sua sinistra, poi me con occhi così dolci, così amabili e così buoni, che credevo che mi attirasse dentro di Sé, e mi sembrava che il mio cuore si aprisse al suo. – E mentre il mio cuore si scioglieva in una dolce dilatazione, la bella figura della Mia buona Signora spariva a poco a poco: mi pareva che la luce in movimento si moltiplicasse o piuttosto si condensasse attorno alla Santissima Vergine per impedirmi di vederLa più a lungo. Così la luce sostituiva le parti del corpo che sparivano ai miei occhi; ovvero sembrava che il Corpo della Mia Signora si tramutasse in luce, fondendosi in essa. Così la luce in forma di globo si alzava dolcemente verso destra. Io non posso dire se i l volume della luce diminuiva man mano che Ella si alzava o se era invece l’allontanamento che faceva sì che io vedessi diminuire la luce man mano che Lei si alzava; ciò che so è che rimasi con la testa alzata e gli occhi fissi sulla luce, anche dopo che quella luce, continuando ad allontanarsi e a diminuire di volume, finì per scomparire. – Dopo che i miei occhi si staccarono dal firmamento, mi guardai attorno e vidi Massimino che mi fissava: – Memin, – gli dissi- quello doveva essere il buon Dio di mio padre o la Santa Vergine o qualche grande Santa. E Massimino agitando la mano in alto esclamò: – Ah! se io l’avessi saputo!

V

DAI PADRONI

La sera del 19 Settembre, ci ritirammo un poco più presto del solito. Arrivata dai miei padroni, pensai a legare le mie vacche e a mettere tutto in ordine nella stalla. Non avevo finito di lavorare, quando la mia padrona venne a me piangendo e mi disse: – “Bambina mia, perché non vieni a dirmi che cosa ti è successo sulla montagna?” (Massimino, non avendo trovato i suoi padroni, che non erano ancora ritornati dal lavoro, era venuto dai miei e aveva raccontato tutto ciò che aveva visto e sentito). Le risposi: – Volevo certamente dirvelo, ma volevo finire prima il mio lavoro. Un momento dopo, andai in casa e la mia padrona mi disse: – Racconta ciò che hai visto; il pastorello di Bruite (questo era il soprannome di Pietro Selme, padrone di Massimino) mi ha raccontato tutto. – Cominciai a parlare e verso la metà del racconto arrivò il mio padrone dai campi; la mia padrona, che piangeva sentendo le lamentele e le minacce della nostra tenera Madre, disse: – Ah! tu vorresti andare a raccogliere il grano domani [domenica – ndr. – ], guardatene bene, vieni a sentire ciò che è successo oggi a questa bambina e al pastorello di Selme. – E girandosi verso di me disse: – Ripeti tutto ciò che mi hai detto. Ricominciai e, quand’ebbi terminato, il mio padrone disse: – E la Santa Vergine o forse una grande Santa che è venuta da parte del buon Dio; ma è come se fosse venuto il buon Dio stesso: bisogna fare tutto ciò che quella Santa ha detto. Come farete voi per comunicare il messaggio a tutto il suo popolo? – Gli risposi: – Sarete voi a dirmi come devo fare, e io lo farò. Dopo, guardando sua madre, sua moglie e suo fratello, [il mio padrone] aggiunse: – Bisogna pensarci. – Poi ognuno si diede alle proprie incombenze. – Dopo cena, Massimino e i suoi padroni vennero dai miei per raccontare ciò che Massimino aveva loro detto e per consigliarsi su cosa c’era da fare: – Perché -dissero- a noi sembra che è la Santa Vergine che è stata mandata dal buon Dio: lo fanno credere le parole che Ella ha detto. Lei ha detto ai bambini di farlo sapere a tutto il suo popolo; forse bisognerà che questi bambini percorrano il mondo intero per fare conoscere la necessità che tutti osservino i comandamenti del buon Dio, altrimenti grandi disgrazie cadranno su di noi. – Dopo un po’ di silenzio il mio padrone disse, rivolgendosi a me e a Massimino: di buon mattino, andate tutti e due dal Reverendo Parroco e raccontategli tutto quello che avete visto e sentito. Ditegli ben bene come è successo il fatto: egli vi dirà quel che dovrete fare.

DAL CURATO, IL SINDACO, IL COLLEGIO

Il 20 settembre, l’indomani dell’apparizione, partii di buon’ora con Massimino. Arrivati alla Canonica, bussai alla porta.La domestica del Parroco venne ad aprire e ci chiese cosa volessimo. Le risposi (in francese, io che non l’avevo mai parlato1 0): – Noi vorremmo parlare al Parroco. – E che cosa volete dirgli? – ci domandò la domestica- – Vogliamo dirgli, signorina, che ieri siamo andati a guardare le vacche al pascolo sulla montagna delle Baisses e, dopo aver mangiato, ecc. ecc…. Le raccontammo buona parte del discorso della Santissima Vergine. In quel momento la campana della chiesa suonò: era l’ultimo avviso della Santa Messa. Don Perrin, Parroco della Salette, che ci aveva sentito, aprì la porta con fracasso e ci disse piangendo e battendosi il petto: – Bambini miei, siamo perduti, il buon Dio sta per punirci. Ah! mio Dio, è la Santa Vergine che vi è apparsa. – Ed andò a celebrare la Santa Messa. Io, Massimino e la domestica ci guardammo; poi Massimino mi disse: – Io me ne vado da mio padre, a Corps. E ci separammo. Non avendo io avuto dai miei padroni l’ordine di ritornare subito dopo aver parlato al Parroco, non credetti di far male attardandomi per assistere alla Messa e andai quindi in chiesa. Iniziò la Messa e dopo il primo Vangelo il Parroco si girò verso i fedeli e provò a raccontare ai suoi parrocchiani l’apparizione che era appena avvenuta, la vigilia, su una delle loro montagne, esortandoli a non lavorare più di Domenica: la sua voce era spezzata dai singhiozzi e tutti i presenti erano emozionati. – Dopo la Santa Messa ritornai a casa, dai miei padroni. – Il signor Peytard, che è ancor oggi sindaco della Salette, venne lì ad interrogarmi sul fatto dell’apparizione e se ne andò dopo essersi convinto della verità di ciò che io gli dicevo. – Continuai a restare al servizio dei miei padroni fino alla festa di Tutti i Santi. In seguito andai come collegiale presso le religiose della Provvidenza, nel mio paese, a Corps.

VI

DESCRIZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE

[Da questo punto alla fine riportiamo i brani dopo averli un po’ ordinati, in modo tale che il racconto risulti più uniforme, più unitario e, in ultima analisi, più comprensibile e più piacevole, ma senza nulla togliere o aggiungere, premettendo all’inizio di ogni capoverso, a mo’ di nota, la numerazione dei punti così come indicata nell’originale riportato in Appendice]

[32]La Santa Vergine era circondata da due luci. La prima, più vicina alla Santissima Vergine, arrivava fino a noi e brillava di una luminosità bellissima e scintillante; la seconda si spandeva un poco di più attorno alla bella Signora, e noi ci trovavamo in questa seconda, la quale era immobile (nel senso che non scintillava), ma molto più brillante del nostro povero sole della terra.

[33]Tutte quelle luci non facevano male agli occhi e non affaticavano per nulla la vista.

[34] Oltre a tutte quelle luci, a tutto quello splendore, uscivano gruppi o fasci di luce o di raggi luminosi dal corpo della Santa Vergine, dai suoi abiti e dappertutto. – [31] La visione della Santissima Vergine era essa stessa un Paradiso perfetto. Tale visione aveva nella Santissima Vergine tutto ciò che poteva soddisfare, poiché la terra veniva dimenticata. – [8] Ella appariva bella, bianca, immacolata, cristallina, abbagliante, celeste, fresca, nuova come una Vergine; sembrava che la parola Amore sfuggisse dalle sue labbra argentee e purissime. [2] La sua fisionomia era maestosa, imponente, ma non come lo sono i Signori di quaggiù. Ella incuteva un timore rispettoso e, nel medesimo tempo che la Sua Maestà imponeva del rispetto misto all’amore, attirava a Sé. – [1] La Santissima Vergine era molto alta e ben proporzionata; pareva così leggera che con un soffio La si sarebbe fatta muovere, tuttavia era immobile e ben posata. – [6] La Santa Vergine era tutta bella e tutta fatta d’amore; guardandola io mi struggevo di fondermi in Lei. – [9] Mi appariva come una buona Madre, piena di bontà, di amabilità e di amore per noi, di compassione e di misericordia. – [25] O Madre più che buona! Voi siete stata formata con tutte le prerogative di cui Dio è capace; Voi avete, in un certo senso, esaurito la potenza di Dio; Voi siete buona, e per di più buona della bontà di Dio stesso; Dio si è ingrandito in Voi formando il Suo capolavoro terrestre e celeste. – “Nei Suoi ornamenti come nella Sua persona, tutto spirava la maestà, lo splendore e la magnificenza di una Regina incomparabile. – [10] La corona di rose che Ella aveva sulla testa era così bella e così brillante che non ce ne si può fare un’idea: le rose, di colori diversi, non erano di questa terra: era un insieme di fiori che circondava la testa della Santissima Vergine in forma di corona; ma le rose si mutavano o si ricambiavano; poi dal cuore di ogni rosa usciva una luce, così bella che affascinava e rendeva le rose di una bellezza splendente. Dalla corona di rose si elevavano come dei rami d’oro e una quantità di altri piccoli fiori misti a brillanti: il tutto formava un bellissimo diadema che da solo brillava più del nostro sole terreno. – [5] I1 vestito della Santissima Vergine era bianco argentato e completamente brillante; non aveva nulla di materiale: era fatto di luce e di gloria, vario e scintillante. Sulla terra non vi è espressione per descriverlo né si può fare un paragone.

IL CROCIFISSO DELLA VERGINE

[11] La Santa Vergine aveva una graziosissima Croce sospesa al collo. Questa Croce sembrava essere dorata (dico dorata per non dirla una piastra d’oro massiccio, perché io ho visto qualche volta degli oggetti dorati con diverse gradazioni d’oro), la qual cosa faceva ai miei occhi un effetto molto più bello di una semplice piastra d’oro. – [12] Su questa croce bella e tutta splendente di luce c’era un Cristo, era Nostro Signore, con le braccia stese sulla Croce. Quasi alle due estremità della Croce, da un lato v i era un martello e dall’altro una tenaglia. Il Cristo era color carne naturale, ma brillava di grande luminosità e la luce che usciva da tutto il suo corpo sembrava fatta di dardi di grande splendore che mi infiammavano il cuore di desiderio di fondermi in Lui. – [13] Talvolta il Cristo sembrava essere morto: aveva la testa inclinata e il corpo rilassato, come se stesse per cadere, se non fosse stato trattenuto dai chiodi che Lo fissavano alla Croce. – [14] Io ne avevo una viva compassione e avrei voluto ripetere al mondo intero il suo amore sconosciuto e infondere nelle anime dei mortali l’amore più sentito e la riconoscenza più viva verso un Dio che non aveva affatto bisogno di noi per essere quello che Egli è, quello che Egli era e quello che Egli sarà sempre; e tuttavia, oh amore incomprensibile per l’uomo! si è fatto uomo ed ha voluto morire, sì morire, per meglio scrivere nelle nostre anime e nella nostra memoria l’amore folle che ha per noi! Oh! come sono infelice nel trovarmi così povera di parole per riferire l’amore, sì, l’amore del nostro buon Salvatore per noi! Ma d’altro lato come siamo felici di potere sentire meglio ciò che non possiamo esprimere! – [15] Atre volte il Cristo mi sembrava vivo: la testa alta, gli occhi aperti e sembrava essere sulla Croce di sua propria volontà. – [16] Qualche volta ancora sembrava parlare e voler mostrarci che era in Croce per noi, per amor nostro, per attirarci al suo amore, mostrarci che Egli ha per noi un amore sempre nuovo, che il suo amore dell’inizio e dell’anno 33 é sempre lo stesso, oggi e per sempre. – [27] Tutto nella Santissima Vergine mi estasiava [12] fortemente e mi spingeva ad adorare e ad amare il mio Gesù in tutti gli stadi della sua vita di sofferenza.

ANCORA SULLA DESCRIZIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE

[28] La Santissima Vergine aveva due catene, l’una un poco più larga dell’altra. Alla più stretta era sospesa la Croce della quale ho già parlato prima. Queste catene (perché bisogna dar loro il nome di catene) erano come dei raggi di gloria di un grande splendore variante e scintillante. – [26] La Santissima Vergine aveva un grembiule giallo. Che dico, giallo? Un grembiule più brillante di parecchi soli messi insieme. Non era di stoffa materiale, era un composto di gloria e questa gloria era sfavillante e di una bellezza affascinante. – [29] Le scarpe (perché scarpe bisogna dirle) erano bianche, ma di un bianco argenteo, brillante, con delle rose intorno. Queste rose erano di una bellezza abbagliante e dal cuore di ognuna di esse usciva una fiamma di luce bellissima e piacevolissima a vedersi. – [30] Sulle scarpe vi era una fibbia d’oro, non oro della terra, ma proprio oro del Paradiso.

LA VOCE E GLI OCCHI DELLA VERGINE

[35] La voce della Bella Signora era dolce, incantava, affascinava, faceva bene al cuore, saziava, appianava ogni ostacolo, calmava, addolciva. Mi sembrava che io avrei voluto sempre mangiare della Sua bella voce e il mio cuore pareva danzare o volersi incontrare con Lei per sciogliersi in Lei. [3] I1 suo sguardo era dolce e penetrante; i suoi occhi sembravano parlare con i miei, ma la conversazione nasceva da un profondo e vivo sentimento d’amore verso quella bellezza stupenda che mi liquefaceva. – [4] La dolcezza del suo sguardo, la sua aria di bontà incomprensibile faceva comprendere e sentire che Ella attirava a Sé e voleva donarsi; era una espressione d’amore che non si può manifestare con lingua umana né con lettere dell’alfabeto. – [36] Gli occhi della Santissima Vergine, nostra tenera Madre, non si possono descrivere con lingua umana. Per parlarne, ci vorrebbe un Serafino, anzi, di più, sarebbe necessaria la lingua di Dio stesso, di quel Dio che ha fatto la Vergine Immacolata, capolavoro di tutta la sua potenza. – [37] Gli occhi dell’augusta Maria parevano mille e mille volte più belli dei brillanti, dei diamanti e delle pietre preziose più ricercate; essi brillavano come due soli: erano dolci come la stessa dolcezza, chiari come uno specchio. Nei suoi occhi si vedeva il Paradiso; essi attiravano a Lei: sembrava che Ella volesse donarsi e attirare. [38] Più La guardavo e più La volevo vedere; più La volevo vedere e più L’amavo, e L’amavo con tutte le mie forze. – [39] Gliocchi della bella Immacolata erano come la porta di Dio attraverso la quale si vedeva tutto ciò che può inebriare l’anima. – [40] Quando i miei occhi si incontravano con quelli della Madre di Dio e mia, io provavo dentro me stessa una felice rivoluzione d’amore e di ferma ed esplicita volontà [13] di amarLa e di struggermi d’amore. – [41] Guardandoci, i nostri occhi si parlavano a modo loro e io amavo tanto Lei, che avrei voluto abbracciarLa nell’intimo di quei suoi occhi, che intenerivano la mia anima e sembravano attirarLa e farla fondere con la sua. – [42] I suoi occhi mi davano un dolce tremito in tutto il mio essere: e io temevo di fare il minimo movimento che potesse esserLe pur minimamente sgradevole. – [43] La sola vista degli occhi della più pura delle Vergini sarebbe sufficiente ad essere il Cielo di un Beato, sarebbe sufficiente per fare entrare un’anima nella pienezza della volontà dell’Altissimo in mezzo a tutti gli avvenimenti che capitano nel corso della vita mortale, sarebbe sufficiente per far fare a quest’anima dei continui atti di lode, di ringraziamento, di riparazione e di espiazione. – [44] Questa vista, da sola, concentra l’anima in Dio e la rende come una morta-vivente, che considera come giochi da bambini tutte le cose della terra, anche quelle che sembrano le più serie; quell’anima vorrebbe sentir parlare soltanto di Dio e di ciò che riguarda la sua gloria.

IL PIANTO DELLA VERGINE

[17] La Santa Vergine piangeva quasi sempre, mentre mi parlava. Le Sue lacrime scorrevano una ad una lentamente, fin verso le sue ginocchia; poi, come scintille di luce, sparivano. Esse erano brillanti e piene d’amore. – [18] Io avrei voluto consolarLa e che non piangesse più. Ma mi sembrava che Ella avesse bisogno di mostrare le sue lacrime per meglio far vedere il suo Amore dimenticato dagli uomini. – [19] Avrei voluto gettarmi fra le sue braccia e dirLe: -Mia buona Madre, non piangete! Io voglio amarVi per tutti gli uomini della terra! – [20] Ma mi sembrava che mi rispondesse: -Ve ne sono tanti che non mi conoscono! – [21] I o ero tra la morte e la vita, vedendo da un lato tanto amore, tanto desiderio di essere amata e dall’altro tanta freddezza, tanta indifferenza… – [22] Oh! Madre mia, Madre bellissima e amabilissima, mio amore, cuore del mio cuore! – [23] Le lacrime della nostra tenera Madre lungi dallo sminuire la sua aria di Maestà, di Regina e di Signora, sembravano, al contrario, imbellirLa, renderLa più amabile, più bella, più potente, più piena d’amore, più materna, più affascinante: io avrei mangiato le sue lacrime, che facevano sobbalzare il mio cuore di compassione e di amore. – [24] E comprensibile veder piangere una Madre, e una tale Madre, senza prendere tutti i mezzi immaginabili per consolarLa, per cambiare il suo dolore in gioia? – [45] Il peccato è il solo male che la Vergine vede sulla terra: Ella re morirebbe di dolore se Dio non La sostenesse – Amen.

Castellammare, il 21 Novembre 1878

Maria della Croce, Vittima di Gesù,

nata Melania Calvat, pastorella de La Salette.

Nihil obstat: imprimatur.

Datum Lycii ex Curia Ep1′ die 15 Nov. 1879

Vicarius Generalis

Carmelus Archus Cosma

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Ulteriori parole di Melanie:

Il grande castigo verrà, perché gli uomini non vorranno convertirsi; Eppure è solo la loro conversione che possa ostacolare questi flagelli. Dio comincerà a colpire gli uomini con l’infliggere punizioni più leggere al fine di aprire i loro occhi; poi si ferma, o può ripetere i suoi avvertimenti per dare luogo al pentimento. Ma i peccatori non saranno in grado di avvalersi di queste opportunità; Di conseguenza, Egli manderà le più severe riprovazioni, ansioso di condurre i peccatori al pentimento, ma invano. Infine, la caparbietà dei peccatori attirerà sulle loro teste le calamità più grandi e più terribili. – Siamo tutti colpevoli! Non viene fatto penitenza, e il peccato aumenta ogni giorno. Chi dovrebbe farsi avanti a fare il bene viene trattenuto dalla paura. Il male è grande. Una moderata punizione serve solo a irritare gli spiriti, perché vedono tutte le cose con occhi umani. Dio poteva compiere un miracolo per convertire e modificare l’aspetto della terra senza castigo. Dio opererà un miracolo; sarà un colpo della sua misericordia; ma dopo che i malvagi si saranno inebriati con il sangue, il flagello arriverà. – Quali paesi sono preservati da tali calamità? Dove andremo a rifugiarci? Io, a mia volta, pregherò, qual è il paese che osserva i comandamenti di Dio? Quale paese non è influenzato dalla paura umana dove sono in gioco l’interesse della Chiesa e la gloria di Dio? (Ah, anzi! Quale paese, quale nazione sulla terra?) Con il favore dei miei superiori, ho spesso chiesto a me stessa dove potevamo andare a rifugiarci, se avremmo avuto i mezzi per il viaggio e per la nostra sussistenza, a condizione che nessuno venisse a conoscenza di esso? Ma rinunciamo a questi pensieri inutili. Siamo molto in colpa! In conseguenza di ciò, è necessario che grande e terribile flagello venga a ravvivare la nostra fede ed a ripristinare la nostra ragione, che abbiamo quasi interamente perduta. Uomini malvagi sono divorati dalla sete di esercitare la loro crudeltà; ma quando si è raggiunto il punto più lontano della barbarie, Dio stesso stenderà la sua mano per fermarli, e poco dopo, un cambiamento completo sarà attuato in tutte le persone sopravvissute. Poi canteranno il Te Deum Laudamus con la più viva gratitudine e amore. La Vergine Maria, nostra Madre, deve essere la nostra liberatrice. Regnerà la pace e la carità di Gesù Cristo che deve unire tutti i cuori… Preghiamo perché Dio non vuole punirci severamente. Egli ci parla in tanti, tanti modi per farci ritornare a Lui. Per quanto tempo resteremo testardi? Preghiamo e preghiamo; non dobbiamo mai cessare di pregare e fare penitenza. Preghiamo per il nostro Santo Padre il Papa, l’unica luce per i fedeli in questi tempi di tenebre. O sì, cerchiamo con tutti i mezzi di pregare molto. Preghiamo la buona, dolce, misericordiosa Vergine Maria, perché abbiamo un grande bisogno delle sue mani potenti sopra le nostre teste.

Parole di Massimino:

In questo tempo l’Anticristo nascerà da una suora di origine ebraica, una falsa Vergine, che ha rapporti sessuali con il serpente antico, con il maestro di impurità e putrefazione. Suo padre sarà un vescovo. Egli eseguirà falsi miracoli e sussistere solo su che viziano di fede. Egli avrà fratelli, che saranno figli del male, ma non diavoli incarnati come lui. Presto saranno alla testa degli eserciti, supportati dalle legioni infernali.

A partire dal 1851 Melania stese diverse altre redazioni del segreto da lei ricevuto. Per la prima volta, il 15 novembre 1879 lo fece pubblicare a Lecce con l’imprimatur dell’arcivescovo Mons. Salvatore Zola, del quale è aperta la causa di beatificazione.

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Consacrazione alla SS. Vergine di La Salette

 O Santissima Madre, Nostra Signora di La Salette, che solo per mio amore, avete versato tante lacrime amare nella vostra misericordiosa apparizione, guardatemi dall’alto con benevolenza mentre mi consacro a Voi senza riserva alcuna. Da questo giorno, la mia gloria sarà quella di sapere che io sono un vostro figlio, per poter asciugare le vostre lacrime e consolare il vostro afflitto cuore. Cara Madre, ricevetemi sotto la vostra protezione e singolare custodia, nel seno della vostra misericordia, a Voi raccomando oggi e sempre l’anima mia, e il corpo mio; a voi affido ogni mia speranza e consolazione, ogni angustia e miseria, la vita mia e la fine della vita mia.

Degnatevi, o carissima Santa Madre, di illuminare la mia intelligenza, di dirigere i miei passi, di consolarmi con la vostra materna protezione, in modo che, esente da ogni errore, al riparo da ogni pericolo di peccato, rafforzato contro i miei nemici, possa, con ardore e coraggio intrepido, camminare nei sentieri tracciati per me da Voi e dal vostro Figliuolo. Amen.

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ALLA MADONNA DE LA SALETTE

[da “Manuale di Filotea” del sac. G. Rima, Milano 1988 – imprim. – ]

I. Vergine Santissima, riconciliatrice dei peccatori, per la vostra bontà, veramente celeste, otteneteci la grazia di attendere così assiduamente a tutti i doveri del nostro stato, da meritarci di essere dal divin Lume istruiti e corretti, quando per colpa nostra, trascurassimo quello che è più importante, la scienza e la pratica della pietà, vero fondamento di tutti i beni presenti e futuri. Ave.

II- Vergine Santissima, riconciliatrice dei peccatori, per la vostra tenerissima misericordia, otteneteci la grazia di guardarci ma sempre gelosamente da quanto potrebbe irritare la collera divina contro di noi, e specialmente da qualunque profanazione dei giorni sacri al riposo, all’astinenza, al digiuno; e da qualsiasi abuso del nome santo di Dio, onde arrestar quei flagelli che abbiamo già meritati, e procurarci in lor vece le più elette benedizioni. Ave.

III. – Vergine Santissima, riconciliatrice de’ peccatori, per l’ammirabile vostra fermezza, impetrateci la grazia di essere sempre quai rupi immobili ad ogni sorta di tentazioni tendenti a trarci fuori dal cammino a noi assegnato dal cielo, e di rispettare mai sempre in tutti gli Ecclesiastici Superiori i veri interpreti dei divini voleri, seguendo i quali noi siamo sempre certi di camminare nella via della salute. Ave.

IV.  Vergine Santissima, riconciliatrice de’ peccatori, per la vostra sapienza tutta divina, impetrateci la grazia di fare nostra delizia la meditazione dei patimenti del nostro divin Redentore e la detenzione continua dei falli nostri ed altrui, dacché questo è l’unico mezzo per abituarci a quella santa tristezza che è propria del vero cristiano e che sarà infallibilmente compensata da Dio con l’interna quiete in questa vita, e col gaudio perpetuo nell’altra. Ave.

V.– Vergine Santissima, riconciliatrice de’ peccatori, per quei prodigi singolarissimi onde vi degnaste mostrare il vostro aggradimento di essere venerata sulla montagna della Salette, spandendo infinite benedizioni e grazie le più portentose sui pellegrini che a migliaia vi concorrono continuamente e suoi devoti che da lontano vi indirizzano ferventi i propri voti, impetrate a noi tutti la grazia di non vacillar mai nella fede, onde meritare con certezza quella speciale beatitudine che fu promessa solennemente a chiunque, senza vedere, riposa da vero credente sulla divina parola. Ave, Gloria.

Oremus

Famulorum tuorum, quaesumus, Domine, delictis ignosce, ut qui tibi placere de actibus nostris non valeamus, Genitricis Filii tui Domini nostri intercessione salvemur. Per eundem Dom. , etc.

A Marie Julie Jahenny era stato rivelato come Satana avrebbe cercato di distruggere le vere rivelazioni celesti: “Durante il tempo dell’inizio delle punizioni annunciate a La Salette, una quantità illimitata di false rivelazioni nasceranno dall’inferno come uno sciame di mosche; un ultimo tentativo di satana di soffocare e distruggere la credenza nelle rivelazioni vere attraverso quelle false….”

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Immagine del segreto di Massimino a lui confidato da Nostra Signora di La Salette (recentemente ottenuto dall’Archivio Segreto Vaticano).

Ecco la lettera originale del segreto di La Salette scritta dal veggente Maximin Giraud, ed inviato al Papa Pio IX a Roma nel 1851, ottenuta piuttosto recentemente dall’archivio segreto del Vaticano.

* “A questo punto, (Nostra Signora) per un momento ha fatto silenzio. Ho potuto vedere, tuttavia, che lei continuava, come se parlasse, a spostare delicatamente le amabili labbra. È in questo momento, che Maximin stava ricevendo il suo segreto“.

La seguente parte della lettera di Maximin [segreto inviato a Pio IX], evidenzia ed illumina il papato attualmente “in eclissi” (in esilio). TCW è intervenuta nella corretta interpretazione evidenziata dal carattere di colore rosso

“Prima che tutto ciò avverrà, ci saranno numerosi disastri, nella Chiesa ed ovunque. Poi, il nostro il Santo Padre Papa (Gregorio XVII) sarà perseguitato. Il suo successore sarà un Pontefice che nessuno si aspetta (Gregorio XVIII) .” Massimino.

 Segreto di Maximin, 3 luglio 1851

Massimino ha scritto il suo segreto presso il Palazzo del Vescovo, davanti alla persona del Vescovo de Bruillard, perfettamente indifferente, la sera del 3 luglio. Gli fu chiesto di riscriverlo di nuovo a causa di alcune macchie di inchiostro. L’autografo della copia sporca è stato bruciato. Infine, il signor Dausse ha consegnato il segreto al Vescovo de Bruillard, per essere sicuri della sua importanza, prima di apporvi il proprio sigillo ed inviarlo al Papa. La busta sigillata è stata controfirmata da due testimoni, alle 19:0.

Quella che segue è una traduzione letterale dal francese con l’ortografia, la punteggiatura ed un formato, che lo rendono più leggibile.

* C’erano segni di punteggiatura ed errori di ortografia fatti dal giovane pastore nel segreto sigillato inviato al Papa Pio IX. – Come tutte le profezie, questo è una chiamata alla vigilanza. Mette in guardia per il futuro, senza soddisfare la curiosità. I veggenti usano termini pittoreschi che non sanno interpretare. Essi estrapolano, confondendo i piani temporali e logici (come ad es. San Paolo l’Apostolo nella lettera ai Tessalonicesi).

Il 19 settembre 1846, abbiamo visto una bella Signora. Non abbiamo mai detto che questa signora era la Beata Vergine, ma abbiamo sempre detto che era una bella Signora. – Non so se è la Beata Vergine o un’altra persona. Quanto a me, credo oggi che sia la Beata Vergine. Ecco che cosa mi ha detto questa Signora: “Se il mio popolo continua, quello che ti dirò ora avverrà prima, se cambia un po’, accadrà un po’ più tardi. – La Francia ha corrotto l’universo. La fede si estinguerà in Francia: tre quarti della Francia non praticherà più la religione, o quasi, l’altra crederà di praticarla senza praticarla davvero. Poi, dopo [che] convertirà delle Nazioni, la fede sarà riaccesa ovunque. Un grande Paese, ora protestante, nel nord dell’Europa, si convertirà; con il supporto di questo Paese verranno convertite tutte le altre nazioni del mondo. – Prima di tutto quel che avverrà, ci saranno numerosi turbamenti, nella Chiesa e ovunque. Quindi, dopo, il nostro Santo Padre, il Papa, sarà perseguitato. Il suo successore sarà un Pontefice che nessuno si aspetta. – Dopo, ci sarà una grande pace, ma non durerà a lungo. Un mostro verrà a disturbare. –  Tutto ciò che dico qui avverrà in un altro secolo, al più tardi nell’anno Duemila”.

 Maximin Giraud – Grenoble, 3 luglio 1851.