GNOSI, TEOLOGIA DI sATANA (25): CARTESIO CONTRO LA FEDE CATTOLICA (III)

CARTESIO CONTRO LA FEDE CATTOLICA – III –

La rivoluzione cartesiana

[É. Couvert, in: “La gnosi universale”, cap. III]

Nello studio precedente abbiamo mostrato come il filosofo Cartesio abbia giocato un ruolo di “lavaggio del cervello” sulle anime cristiane. Ci resta da precisare il fatto che questo filosofo sia stato considerato, in un gran numero di casi, portatore di una illuminazione improvvisa, una nuova religione, una saggezza luminosa e divina. – Qual fervore presso i nuovi convertiti! Pierre Varignon (1654-1722), legge Cartesio e viene colpito da questa « nuova luce diffusa nel mondo pensante ». egli insegnava la Scolastica, diventerà un matematico. Tournefort (1656-1702), all’uscita dal collegio dei Gesuiti di Aix, trova Cartesio nella libreria di suo padre, lo legge di nascosto « riconosce subito la sua dottrina come quella che egli cercava », rinuncia alla teologia e diventa botanico. Louis Carré abbandona anch’egli la teologia, e diventa segretario di Malebranche; « dalla filosofia Scolastica, fu man mano trasportato alla fonte di una filosofia luminosa e brillante; là egli vede cambiar tutto, di fronte ad un nuovo universo che gli si svela ». Pierre Cally era professore all’università di Caen ove si era impiegato come professore di aristotelismo. Ecco che egli si scuote, come punto da una tarantola, per la nuova saggezza e si impegna nella controversia con gli scolastici. Secondo il suo fedele amico, Daniel Huet, viene appena dal concludere il suo corso di filosofia presso i Gesuiti. Egli è giovane, ricco, intelligente, si mette  a “divorare” Cartesio: «quale ammirazione nella mia anima giovanile alla vista di questi principi così chiari e semplici, che spiegano tutti i misteri del mondo e l’origine stessa del mondo e della natura ». Ed ecco ora il più fedele, il più logico dei figli di Cartesio, egli ha 26 anni, appartiene all’Oratorio. Trova presso un libraio il “trattato dell’uomo” di Cartesio. « Colpito come da una luce che usciva tutta nuova ai suoi occhi », sospettando « una scienza della quale non aveva idea », compra il libro, lo legge con alacrità e trasporto tale da prendergli dei batticuori che lo obbligano talvolta ad interrompere la lettura. Eccolo, è Malebranche, il più pericoloso dei cartesiani. È proprio dalla sua lettura che Bossuet comprenderà più tardi la malvagità di Cartesio. John Locke, a 27 anni, dopo aver letto Cartesio e Gassendi, rinuncia allo stato ecclesiastico al quale si destinava, per diventare medico. – Tutti hanno trovato, nella lettura di Cartesio, come una … illuminazione divina, una iniziazione ad un mondo nuovo di pensieri espressi con facilità, in uno stile limpido e brillante, facile da comprendere quasi senza sforzo, e che sembra dare del mondo una spiegazione totale e seducente. Questa lettura provoca nella loro anima come una rivoluzione immediata, potente ed irresistibile. Tutto cambia volto, è lo svelarsi di un nuovo universo … non la Scolastica pesante, lenta, ardua!. – Daniel Huet, grande ammiratore di Cartesio, diviene Vescovo di Avranches, si rivela figlio dei grandi umanisti. Nella sua persona la religione « sprofonda nell’umanesimo pagano ». Egli aveva scritto una « Dimostrazione evangelica » nella quale si sforzava di dimostrare che Mosè è un personaggio equivalente agli dei del paganesimo: Apollo, Pan, etc. Egli dimostra con la storia santa non sia che un misto di leggende ed il giorno in cui gli si mostrerà che Mosè ed i suoi misteri giudaici sono posteriori alle religioni orientali, sarà portato al suo stesso gioco. Egli riceve molti complimenti da parte dei protestanti, felici di veder conciliati Cristianesimo e paganesimo.- Il 18 maggio 1689, egli riceve una lettera da Bossuet che lo mette in guardia contro la dottrina di Cartesio: « Essa ha delle cose che io disapprovo molto, perché in effetti sono contrarie alla Religione …. Cartesio ha detto certe cose che credo essere utili contro gli atei ed i libertini, e molto simili a quelle che ho trovate in Platone e, ciò che stimo molto più, in San Agostino, san Anselmo, e qualcosa pure in S, Tommaso ed altri autori ortodossi, anche spiegate bene e meglio che in Cartesio, e non credo siano divenute cattive dal momento che se ne sia servito questo filosofo … le altre opinioni di questo autore, che sono indifferenti, come quelle sulla fisica particolare ed altre di questa natura, mi divertono  e le uso per le conversazioni divaganti; ma per non dissimularvi nulla, io credo opportuno che, per il vostro ruolo di Vescovo, prendiate parte seriamente di tali cose ». – Infine Mgr. D’Avranches riflette, e diviene così il più risoluto avversario di Cartesio. Ecco una conversione filosofica che mostra come con la riflessione ed il coraggio si possa resistere alla seduzione delle nuova filosofia. – Cartesio vien condannato da Roma nel 1643. I protestanti olandesi egualmente condannano la Logica di Cartesio al sinodo di Dordrecht nel 1656, inquietati per le conseguenze che il “dubbio metodico” potesse provocare in essi, minacciando così il rimasuglio delle credenze che restavano ancora nella Riforma. – È  un giudeo di Amsterdam, Spinoza che, nei suoi “Principi della filosofia di Cartesio”, pone il piccone e la dinamite nella struttura religiosa e morale della società cristiana. Egli applica al concetto di Dio (lo stesso del “grande abisso”, di gnostica memoria), le regole del “Discorso del Metodo”. Cartesio aveva dichiarato che l’estensione ed movimento erano l’essenza dei corpi; Spinoza ragiona di conseguenza bene a partire da questo punto. «  Si chiama finito, nel suo genere, egli dice in “Etica”, ogni cosa che può essere terminata da un’altra di uguale natura. Ad esempio, un corpo è finito perché noi ne concepiamo sempre un altro più grande ». Ora, se con una serie di numerazioni intere, noi percorriamo tutta la gamma delle grandezze, arriviamo ad un essere assolutamente infinito, cioè alla sostanza dotata di infiniti attributi, dei quali ognuno esprime una essenza eterna ed infinita. È evidente che questa sostanza sia unica, perché essendo ogni determinazione una negazione, se vi fossero due sostanze, esse si “determinerebbero”, cioè si limiterebbero l’un l’altra, e di conseguenza si negherebbero e cadrebbero nel nulla. Ora questa sostanza unica, che non può esistere che a condizione di non essere limitata nello spazio e nel tempo, “è ciò che è in sé, ciò che è concepito da sé, il cui concetto non ha bisogno del concetto d’un altro per essere formato”. Essa dunque ha gli attributi del divino. L’importante è conoscere la sua essenza. Seguiamo sempre il metodo di Cartesio … egli ci insegna che si conosce chiaramente e distintamente l’essenza di una sostanza, dato che si è identificato il suo attributo principale. Qual è dunque l’attributo principale della sostanza divina? Il nostro spirito ed i nostri sensi percepiscono senza errore possibile ciò che è l’estensione. È dunque chiaro che tutti gli esseri di questo mondo, dal più piccolo al più grande, sono, in ragione della loro estensione, parte integrante di Dio, senza cui sarebbero finiti, limitati, determinati, vale a dire, dei “niente”. Questo panteismo abbatte, e Spinoza lo dichiara senza timori, tutte le religioni. L’uomo e il mondo, essendo fin dall’eternità in Dio, non sono potuti uscire da Lui con un atto creatore … cattolici, protestanti, giudei, turchi, cinesi, … questi poveracci, si figurano che Dio sia in cielo mentre Egli vive e respira in fondo a loro stessi. C’è una vera religione che consiste “nel perseverare nel proprio essere”, nel comprenderne con gesto sacro, eterno, assoluto, infinito ed a ridare, mediante gli effetti di una volontà sempre tesa, la pienezza della divinità. Ma questa è la cabbala, è la gnosi, la teologia di satana!. La si può legittimamente estrapolare, come naturale conseguenza, dai principi di Cartesio. – « Di   modo tale, conclude Bayle, nel suo “Dizionario”, le stesse persone che hanno dissipato nel nostro secolo le tenebre della Scolastica diffusa in tutta l’Europa, hanno moltiplicato gli spiriti forti ed aperto ai più la porta all’ateismo, o al pirronismo, o alla incredulità. Eccole come conseguenza, se non proprio forzata, ma certamente naturale: 1°) lo spinozismo, 2°) la visione di Dio di Malebranche, 3°) l’Idealismo di Berkeley, 4°) l’Armonia prestabilita di Leibnitz … Tale è la debolezza dello spirito umano. Si inizia con il metodo e si finisce con le ipotesi … » (in: “Storia della filosofia moderna”). Ma gli ammiratori di Cartesio (cabalisti, massoni illuminati, novatori teologici, modernisti ecclesiastici …) trionfano: « Spirito indipendente, novatore, genio ardito di singolare potenza! Cartesio amava troppo farsi da solo delle idee, affidarsi al suo intimo sentimento, per non riconoscere l’autorità della ragione individuale ed il diritto che ha di esaminare e giudicare ogni specie di dottrina. È la gloria di Cartesio l’aver proclamato e praticato questi principi, ed essere l’autore di questa riforma intellettuale che ha portato i suoi frutti nel diciassettesimo e diciottesimo secolo, ed oggi più che mai esercita la sua influenza sul mondo filosofico, morale, teologio. Oggi in effetti, grazie a Cartesio, noi siamo tutti protestanti in filosofia, come siamo tutti, grazie a Lutero, filosofi in religione. »Non si poteva dire di meglio. Queste parole, tratte dal n° 147 del giornale liberal-massonico « Le Globe », comparso sotto la restaurazione, serviranno come conclusione dello studio.  –

Il metodo cartesiano, non è altro quindi che un intruglio gnostico di bassa lega, confuso, illogico, sostenuto dalle proprie fantasie, ritenute “verità di per se stesse”, giustamente non discutibili per … la loro assurdità, imperniate sulla conoscenza dell’anima-divinità della favola platonica del “mondo delle anime” preesistenti alla creazione del corpo, [… da qui alla metempsicosi, il passo è breve], delle scintille divine, etc. . Questa gnosi, scambiata per Cristianesimo “aggiornato”, sostenuta dalle cricche rosa+croce e giudaico-massoniche, si infiltrò, secondo i piani di “coloro che odiano Dio e tutti gli uomini”, nella Chiesa Cattolica, coinvolgendo moltissime intelligenze, ingenue sì, ma sprovvedute sul piano teologico, come la vicenda di Bossuet ci informa. Il veleno è sempre più penetrato nella gerarchia, oltre che nella civile società, e a poco valsero i richiami dei Papi agli ecclesiastici, sull’obbligo dello studio della dottrina, della Scolastica e di San Tommaso in particolare. Quando il bubbone si ingrandì, Papa Pio X pensò di denunciarlo con fermezza, ma il cancro era già troppo avanzato, in metastasi generalizzata, ed il bubbone era pronto per scoppiare, come successe effettivamente nel neo-modernismo gnostico tionfante tutt’oggi nella falsa “chiesa dell’uomo”, gestita dai “burattini” circensi. Ognuno che abbia ancora un minimo di “sale nella zucca” si chiede, sbigottito, come sia stato possibile obliare totalmente i principi del Cattolicesimo, e piombare d’un tratto nella totale apostasia di popoli e ancor più della gerarchia ecclesiastica! [oramai quasi totalmente falsa e sacrilega]. Il 26 ottobre del 1958 non è stato un evento improvviso ed inatteso, non è stato un colpo di fulmine a ciel sereno, ma il lavoro “sapiente”, preparato da secoli ed ordito nelle logge, nelle retrologge, dalle conventicole al servizio del baphomet-lucifero, e nella “quinta colonna” infiltrata in tutta la Chiesa; l’apostasia è stata lungamente preparata, filosoficamente e teologicamente, dalle idee del rosa+croce Cartesio e dai suoi epigoni, i quali non hanno che semplicemente “impupazzato” la vecchia e stantia, ma mai indomita. gnosi, con abiti e chincaglieria pseudo-scientifica e teologica, per abbindolare gli incauti, gli orgogliosi, gli ignoranti, gli amanti delle novità-falsità. Ancora una volta i “figli delle tenebre” sono stati scaltri, i serpenti hanno morso ed ucciso molte colombe che, non mettendo in pratica i consigli del divino Maestro, sono state semplici ed ingenue, pensando di giocare sulla buca di lombrichi e non accorgendosi di essere su quella di aspidi mortifere, ignorando la scaltrezza e la prudenza che avrebbe potuto salvarle. L’inganno perpetrato e nel quale viviamo oggi, per lo più inconsapevoli, è stato amplissimo, pressoché totale, ed umanamente non ribaltabile. Ma il Signore Dio-Trino, incarnato in Cristo-Gesù il Salvatore, saprà certamente cosa e come fare per mantenere la sua promessa, come in altre note (dalla Sacra Scrittura) circostanze. Non è stato forse anch’Egli nel Getsemani, non è stato forse nel sepolcro picchettato da carcerieri, creduto morto anche dai suoi che erano stati istruiti lungo tre anni di paziente predicazione? Quando il nemico già gongolava trionfante, il Figlio di Dio è risorto, ha incatenato il “principe di questo mondo”, sprofondandolo negli inferi. E la Chiesa, sua Sposa e Corpo mistico non ha Egli promesso che non sarà mai sconfitta dalle porte degli inferi? E non ha preannunciato che il calcagno della Donna schiaccerà la testa del serpente infernale? “… et, Ipsa conteret caput tuum” … Quindi tranquilli, non temiamo, il Re-Profeta in più occasioni ha sentenziato che, quando i malvagi avranno pensato di avere in pugno la vittoria … qui habitat in cœlis irridebit eos, et Dominus subsannabit eos.[Ps. II, 4] … Dominus autem irridebit eum, quoniam prospicit quod veniet dies ejus.]Ps. XXXVI, 13] … Et tu, Domine, deridebis eos; ad nihilum deduces omnes gentes. [LVIII, 9] .. Tu, Signore, ti riderai di loro, ridurrai tutte le genti a niente. Deo gratias! Ed anche Cartesio, con i suoi seguaci, dal loro probabile inferno grideranno, come Giuliano …  “hai vinto Galileo!”