MOVIMENTI TRADIZIONALISTI

I movimenti “TRADIZIONALISTI”

… costituiscono una forma ancor più sottile e sofisticata rispetto ai modernisti post-conciliabolo, di liberalismo pseudo-cattolico, eresia che Sarda y Salvany definisce PAGANESIMO con forme e linguaggio cattolico! Proponiamo la lettura del capitolo VII della sua opera “Il Liberismo è peccato” per comprendere in pieno le ragioni dell’autore, cattolico di ferro ed implacabile martello delle eresie liberal-massoniche, cancro del suo tempo, … eresie oggi al loro culmine massimo.

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CAP.7

IN COSA CONSISTE L’ESSENZA O LA RAGIONE INTRINSECA DEL CATTOLICESIMO LIBERALE

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Se si considera l’intima essenziale del liberalismo detto cattolico o, per parlare più volgarmente, del cattolicesimo liberale, si vede che con ogni probabilità essa è dovuta ad una falsa interpretazione dell’ATTO di FEDE. I cattolici liberali, se li si voglia giudicare dalle loro spiegazioni, fanno risiedere tutto il motivo della loro fede non nell’AUTORITA’ DI DIO INFINITAMENTE VERITIERO E INFALLIBILE che si è degnato di rivelarci il solo cammino che ci può condurre alla beatitudine soprannaturale, ma nel “libero apprezzamento del giudizio individuale” stimando questa credenza la migliore d’ogni altra. – Essi non vogliono riconoscere il Magistero della Chiesa come il solo che sia autorizzato da DIO a proporre ai fedeli la dottrina rivelata e a rivelarne il vero significato. Ma al contrario, facendosi giudici della dottrina, essi accettano di essa ciò che a loro pare buono, riservandosi il diritto di credere il contrario, tutte le volte che apparenti ragioni sembreranno dimostrar loro oggi come falso ciò che ieri era loro sembrato vero. –  Per rigettare questa pretesa è sufficiente conoscere la dottrina fondamentale sulla FEDE, esposta su questa materia dal santo CONCILIO VATICANO. Dopotutto i cattolici liberali si definiscono cattolici poiché essi credono fermamente che il cattolicesimo è la vera rivelazione del Figlio di DIO; ma essi si definiscono cattolici-liberali o cattolici-liberi, poiché giudicano che ciò ch’essi credono non possa essere imposto ad alcuno per nessun motivo che sia superiore a quello di una libera scelta dell’interessato. E tutto ciò in tal modo che a loro insaputa il diavolo ha malignamente sostituito in loro il principio naturalista del libero esame al principio soprannaturale della Fede; da qui risulta che immaginandosi di avere la Fede delle Verità cristiane essi non l’hanno affatto, sono solo convinti di averla il che non è esattamente la stessa cosa. – Ne consegue che, secondo loro, ritenendo la loro intelligenza libera di credere o non credere, sia la stessa cosa per le persone di tutto il mondo. Essi non vedono nell’“incredulità” un vizio, un’infermità o un accecamento volontario dell’intendimento e più ancora del cuore, ma un atto lecito, emanante dal foro interiore di ciascuno, padrone dunque, in questo caso, sia di credere che di negare. Il loro orrore di qualsiasi pressione esterna fisica o morale, che prevenga o castighi l’eresia, deriva da questa dottrina e produce in loro l’odio verso qualsiasi legislazione genuinamente cattolica. Di là anche il rispetto profondo con il quale vogliono che si trattino sempre le convinzioni altrui, anche le più nemiche della verità rivelata, poiché per essi, le più erronee sono tanto sacre quanto le più vere, poiché tutte nascono da un medesimo principio altrettanto sacro: la libertà intellettuale. E’ così che si erige a dogma ciò che si chiama tolleranza e che si emana ad uso dei polemisti cattolici un nuovo codice di leggi, che mai conobbero nei tempi passati i grandi polemisti del cattolicesimo. – Essendo la concezione della Fede essenzialmente naturalista, ne deriva che tutto il suo sviluppo successivo nell’individuo e nella società, deve esserlo allo stesso modo. Ne deriva che il giudizio principale e spesso esclusivo che i cattolici-liberali danno della CHIESA verte sui vantaggi culturali e di civilizzazione ch’essa procura ai popoli. Essi dimenticano e non citano mai, per così dire, il suo fine primario e soprannaturale che è la glorificazione di DIO e la salvezza delle anime. Molte apologie cattoliche scritte nella nostra epoca sono intrise di debolezza spirituale a causa di questa falsa concezione. Ciò a tal punto che se, per disgrazia, il Cattolicesimo fosse stato causa di qualche ritardo nel progresso materiale dei popoli, esso non sarebbe più, con buona logica agli occhi di quegli uomini, né una religione vera né una religione da lodarsi. – E notate che se si realizzasse questa ipotesi, ed essa può realizzarsi – dato che la fedeltà a questa stessa religione ha certamente causato la rovina materiale di famiglie e d’individui- la Religione non ne risulterebbe meno eccellente e divina. – Questo criterio (naturalista n. d. t.) è quello che dirige la penna della maggior parte dei giornalisti liberali; s’essi lamentano la demolizione d’una chiesa, non mettono in rilievo che la profanazione dell’arte, se si schierano in favore degli ordini religiosi, essi non fanno valere che i servizi resi dagli stessi alle Lettere; essi non esaltano una suora di carità, se non in considerazione dei servizi umanitari con i quali ella ha addolcito gli orrori della guerra; essi ammirano del culto ciò che è dal punto di vista della sua bellezza esteriore e della sua poesia; se, nella letteratura cattolica, essi rispettano le Sante Scritture è solamente a causa della loro sublime maestà. – Da questo modo di lodare le cose cattoliche solamente per la loro grandezza, la loro bellezza, la loro utilità, la loro eccellenza materiale, ne deriva logicamente che l’errore ha diritto alle stesse lodi allorquando esso ha diritto ai medesimi giudizi, come l’hanno avute in apparenza, in certi momenti diverse, le false religioni. – La stessa Pietà non è potuta sfuggire all’azione perniciosa del Principio Naturalista; esso l’ha pervertita in “pietismo” cioè in una falsificazione della vera Pietà, come vediamo in tante persone che non ricercano nelle pratiche di pietà altro che l’emozione ch’esse possono originare, e questo è un puro sensualismo e niente di più. Così oggi constatiamo che in molte anime, l’ascetismo cristiano, che è la purificazione del cuore mediante la repressione degli appetiti dei sensi, è interamente fiaccato e che il misticismo cristiano, che non è né l’emozione né la consolazione interiore, né alcun’altra di queste dolcezze umane, ma l’unione con DIO mediante l’assoggettamento alla sua santa volontà e all’amore soprannaturale, è completamente sconosciuto. – Per queste ragioni il cattolicesimo di un gran numero di persone, nella nostra epoca è un cattolicesimo liberale o più esattamente un cattolicesimo FALSO. Questo non è Cattolicesimo, ma un semplice Naturalismo, un naturalismo puro; cioè in una parola, se ci è permesso: Paganesimo con il linguaggio e le forme cattoliche.

Provocare la confusione delle idee: vecchio schema del diavolo!

“La confusione delle idee è un vecchio schema del diavolo. Non capire chiaramente e con precisione è generalmente l’origine dell’errore intellettuale. In tempo di scisma ed eresia, alterare e distorcere il senso corretto delle parole è un artificio fecondo di Satana, ed è facile porre insidie per gli orgogliosi intellettuali nei riguardi degli innocenti. Ogni eresia nella Chiesa rende testimonianza al successo di Satana che inganna l’intelletto umano con l’oscuramento e la perversione del significato delle parole. L’arianesimo fu una battaglia di parole ed il suo lungo continuo successo fu dovuto al suo cicaleggio verbale. Il Pelagianesimo ed il giansenismo hanno mostrato le stesse caratteristiche, ed oggi il liberalismo è con le sue astuzia ed oscurità, come una qualsiasi delle precedenti eresie.”

Per non appesantire oltremodo la meditazione del capitolo riportato, ma completare il discorso, aggiungiamo solo un brevissimo paragrafo illuminante dal cap. XII, che in altra sede ci ripromettiamo di pubblicare:

dal Cap. XII:

Il diavolo è un grande maestro in artifizi ed astuzie; la sua più abile manovra consiste nell’introdurre la confusione nelle idee e questo maledetto perderebbe la metà del suo potere sugli uomini, se le idee buone o malvagie ci apparissero quali sono con nettezza e franchezza. Notate, tra l’altro, che chiamare il diavolo: diavolo, non è di moda oggigiorno, senza dubbio perché il liberalismo ci ha dato l’abitudine di trattare “messer” il diavolo con un certo rispetto. Dunque la prima cosa che fa il diavolo in tempi di scisma e di eresia, è di imbrogliare e di cambiare il senso proprio delle parole: mezzo infallibile di falsare ed intorbidare efficacemente la maggior parte delle intelligenze“.

[Salvany: “Il liberalismo è un peccato”, capitolo XII]

I servi di “messer” demonio, in talare nera, rossa o bianca, usano il medesimo stratagemma del loro padrone, anche se si nascondono con un’aureola di santità o si mimetizzano balbettando versetti in latino o officiando Messe sacrileghe senza essere stati mai consacrati. [ndr.]