GNOSI, TEOLOGIA DI sATANA (74): DEMOCRAZIA CRISTIANA= DEMONIOCRAZIA ANTICRISTIANA? (6)

LA DEMOCRAZIA CRISTIANA = DEMONIOCRAZIA ANTICRISTIANA? (6)

J. DELASSUS

L’ENCICLICA PASCENDI DOMINICI GREGIS e la DEMOCRAZIA

Alla Vergine Immacolata

GAUDE, MARIA VIRGO, CUNCTAS HÆRESES SOLA INTEREMISTI IN UNIVERSO MUNDO.

NIHIL OBSTAT: Insulis, die 26 decembris 1907.
H.QUILLIET, S. Th. Dr. Librorum Censor.
IMPRIMATUR: Cameraci, die 27 decembris 1907.
t FRANCISCUS, Arch.-Coadj. Cameracen

Société St. Augustin. “Desclée, De Brouwer et Cie

LILLE, 41, rue du Metz, 41.

Nella sua lettera a Temps sul tema dell’Enciclica Pascendi, M. Fonsegrive afferma di trovare in essa una conferma di ciò che aveva pensato di vedere nell’Enciclica ai Vescovi italiani: l’ingiunzione fatta da Pio X ai laici di tacere nella Chiesa: “Taceat mulier in Ecclesia“, si diceva già; taceat laicus, pronunzia Pio X. Nel pensiero di Pio X – aggiunge M. Fonsegrive dopo aver messo crudamente questa sentenza sulle labbra del nostro Santo Padre il Papa -.affinché la Chiesa sia ben ordinata è necessario che il clero sia imbevuto di sane dottrine, e questo è sufficiente. Il laico non avrebbe altro ruolo che quello dell’ascolto e dell’obbedienza. Chiunque sia e si proclami Cattolico, chiunque agisca in quanto tale, deve agire solo sotto l’impulso della Gerarchia o almeno sotto la sua direzione. E a questo proposito, nell’Enciclica c’è persino una frase molto rimarchevole che chiama una dottrina perniciosa, quella che “vuol fare dei laici nella Chiesa un fattore di progresso”. – Per dimostrare che M. Fonsegrive fa dire all’Enciclica dice ciò che essa non dice, è sufficiente sostituire la sua frase su cui egli impianta le sue lamentele, per non dire le sue recriminazioni. Questa frase si trova nel capitolo che tratta dell’evoluzione. Il Bulletin de la Semaine, il cui principale redattore è M. Fonsegrive, è il suo principale redattore, nell’analisi col quale fa precedere il testo dell’Enciclica, ha addirittura spostato questa frase. Egli l’ha data come appartenente alla seconda parte dell’Enciclica, quella che tratta delle cause del modernismo. In questa parte esa causa ancora più stupore di qui, nell’isolamento in cui si presenta. Così viene introdotta la frase incriminata. Pio X mostra come i modernisti concepiscano e presentino l’evoluzione del dogma. Essa risulta – essi dicono – da un conflitto tra due forze, una delle quali spinge verso il progresso mentre l’altra tende alla sua conservazione. La forza conservatrice è condivisa dalla Chiesa. La forza progressista è nelle coscienze individuali e soprattutto in coloro che sono a contatto più intimo con la vita. Voi vedete apparire Venerabili Fratelli -disse Pio X allora – questa dottrina perniciosa che vuole fare della laicità nella Chiesa un fattore di progresso”, o di evoluzione dogmatica. Questo progresso di cui certi laici vogliono fare dei fattori autorizzati, sarà quindi il risultato di una transizione tra la forza conservatrice, che è nella Chiesa docente, e la forza progressista che si trova nella massa dei fedeli. Quest’ultima farebbe pressione sui depositari dell’autorità fino a quando non arrivino a modificare i dogmi in loro custodia come richiesto dalle esigenze dello spirito dei tempi. Pio X non riconosce affatto questo diritto ai laici, che egli stesso non possiede, nessuno può sorprendersi, se non il modernista che vede con difficoltà ribattere delle pretese che nessuno al mondo può arrogarsi. – È quindi ingiusto affermare che Pio X rifiuti il laico e lo condanni al silenzio, o che imponga rudemente il silenzio nella Chiesa (La Chiesa non sarà mai laica. come vorrebbe la legge delle associazioni culturali, come vorrebbero i modernisti ed i democratici – Essa può incoraggiare le iniziative generose di uomini di fede e di cuore che formino con la loro luce, attraverso la loro devozione ed il loro valore, il baluardo più saldo del sacerdozio; essa può farne dei battaglioni di élite o soldati di avanguardia per le lotte di parole e di scritti; può glorificare la natura eroica dei loro sforzi. Anche questa sbornia di democrazia da cui è travagliata la nostra età, impura contraffazione dell’ideale evangelico, ha potuto, malgrado le sue illusioni ed il potere dissolvente di cui dispone, prolungare i suoi trastulli sotto lo sguardo indulgente della Chiesa, senza incorrere nei suoi anatemi. Ma il giorno in cui minacciò di invadere l’ordine spirituale, questo contagio secolare divenne un pericolo per la Chiesa e la Chiesa stessa dovette rompere il suo silenzio. Essa può tollerare per un certo tempo certi eccessi dello spirito secolare; ma laicizzarsi essa stessa non può. – Studi. Ademar D’ALES). Oggi, come ieri, il laico è ammesso alla collaborazione attiva nell’esporre e propagandare la verità religiosa. Ma questa verità, non è a lui che spetta creare, e neanche di farla evolvere; questo non appartiene a nessuno. Essa è ciò che è. Lo Spirito Santo l’ha posta all’interno della Chiesa. È lì nella sua interezza dal giorno della Pentecoste. Spetta al Magistero attingere a questo tesoro e presentarne le ricchezze. È questa l’opera del Dottore. – Nella Chiesa c’è un Dottore sovrano ed infallibile: il Papa. Il suo Magistero si esercita in forma positiva nelle Costituzioni Apostoliche, o in forma negativa con la condanna.degli errori. Le sue decisioni sull’una o sull’altra di queste due direzioni, non richiedono solo il rispetto esteriore, ma anche l’assenso interiore dello spirito. C’è poi la magisteto del Vescovo nella sua diocesi. Esso non è così assoluto, perché il Vescovo non gode dell’infallibilità ma, tuttavia, egli non può convenire sul fatto che un Cattolico possa muovere in pubblico critiche alla dottrina del suo Vescovo. È a Roma che deve portare, se necessario, le sue rimostranze e questo perché il Vescovo è, per diritto divino, Dottore nella diocesi a lui assegnata. Egli non è solo un Dottore di sorveglianza, per cui i Sacerdoti e di laici possano essere, accanto a lui, altri Dottori sui quali egli debba solo esercitare la sua vigilanza. I Sacerdoti e, a maggior ragione, i laici, non hanno ricevuto immediatamente da Dio, come il Vescovo, l’incarico di insegnare al popolo cristiano; essi non sono, come il Vescovo, i rappresentanti ufficiali e garanti della tradizione cattolica. La loro scienza, le loro funzioni conferiscono loro solo un diritto di ordine secondario. Ed è per questo che non li si debba accettare come guide e luci se non quando rimangano dipendenti dal loro Vescovo, egli stesso soggetto alla suprema autorità del Papa. Da ciò non consegue che i laici e, più forzatamente, i Sacerdoti nella Chiesa non possano collaborare all’esposizione della dottrina e persino contribuire allo sviluppo delle scienze sacre. Il lavoro dell’intelligenza, sui dati della rivelazione, costituisce la scienza teologica nelle sue varie branche. -Questa scienza si è sviluppata di epoca in epoca e può essere sempre migliorata. Non è monopolio di nessuno, e la Chiesa plaude volentieri a tutti gli sforzi che si fanno per comprendere meglio la verità, per manifestarla più chiaramente e per diffonderla più ampiamente: sia che questi sforzi siano fatti da Vescovi, Sacerdoti o da laici. Maa laici e Sacerdoti hanno, nell’episcopato e soprattutto nel Pontificato, giudici supremi dell’ortodossia della loro scienza a cui devono sottomettersi. Non hanno nulla da temere finché le loro investigazioni continueranno nella direzione impressa segnata dall’insieme della tradizione dottrinale del Cattolicesimo. Questa disciplina, se finalmente praticata correttamente dai Vescovi e dai loro greggi, attenuerebbe gradualmente queste deplorevoli differenze tra i Cattolici sui punti della dottrina che costituiscono la base della nostra vita religiosa e sociale. Produrrebbe questa concentrazione di menti nella verità essenziale della nostra salvezza. – È auspicabile che il voto che abbiamo formulato all’inizio di queste pagine si realizzi grazie alle misure adottate dal nostro Santo Padre il Papa nella sua Enciclica, in cui la fermezza della sua volontà è così ben combinata con la lucidità dell’intelligenza. – Dopo aver esposto il male che affligge molte menti in tutta la sua profondità e in tutta la sua estensione. Pio X ricorda come fossero state recepite le parole e le azioni di Leone XIII per opporvisi: ” Con aria affettata di sottomissione e di rispetto, presero le parole piegandole ai loro intenti; gli atti li applicatono a tutt’altro che a sé stessi”; poi, perché non si riproducendo un tale disordine Sua Santità dice: “Noi siamo giunti alla decisione di prendere, senza ulteriori ritardi, misure più efficaci. La prima di queste misure riguarda gli studi. Come Leone XIII, Pio X voleva ed ordinava che la filosofia scolastica, cioè la filosofia del buon senso, la filosofia dell’uomo del popolo, allo stesso tempo quella dell’uomo di genio, fosse alla base delle scienze sacre e che su questa base si elevarsi solidamente l’edificio teologico. La seconda riguarda i maestri: che ci sia escluso senza salvezza della posizione di direttore o di professore, chiunque, in un modo o nell’altro, che si dimostri imbevuto di modernismo, impedirne le pubblicazioni e se già edite, impedirne la lettura. Proibizione di seguirne i corsi nelle università civili. – La terza, i libri ed i giornali.. Per i libri, è dovere dei Vescovi, per quanto riguarda gli scritti modernisti, impedire la loro pubblicazione, e, se pubblicati ostacolarne la lettura. Che essi ricorrano per questo, se necessario, ad una proibizione solenne, anche se il libro può avere ottenuto l’imprimatur per mancanza di un esame sufficientemente accurato. È un precetto rigoroso stabilire in tutte le curie episcopali, censori, d’ifficio, incaricati di esaminare le opere da pubblicare. – Per quanto riguarda i giornali, ai membri del clero secolare o regolare è vietato assumere l’incarico di di giornali o riviste senza il permesso degli Ordinari; che a ogni giornale venga assegnato, per quanto possibile, un censore, il cui compito sarà quello di esaminare in tempo utile ogni numero pubblicato e, se c’è qualche idea pericolosa, di imporne la ritrattazione il più presto possibile. – Il quarto i congressi. Che i Vescovi non permettano più, o solo molto raramente, dei congressi sacerdotali. In questo caso, i Sacerdoti delle diocesi straniere non potranno intervenirvi senza un permesso scritto del loro Ordinario. Affinché queste misure possano avere effetto, il Nostro Santo Padre il Papa decreta che in ogni diocesi venga istituito senza indugio un Consiglio di Vigilanza che si riunisca ogni due mesi, in un giorno prestabilito, sotto la presidenza del Vescovo responsabile di sorvegliare, molto attentamente e tutti i segni e le tracce del modernismo, sia nelle pubblicazioni che nell’insegnamento e di prendere, per preservare il clero e i giovani, prudenti ma tempestivi ed efficaci provvedimenti. In particolare, dovrà avere l’occhio assiduamente e diligentemente aperto sulle istituzioni sociali e sugli scritti che trattano di questioni sociali (“Infine, raccomandiamo che il Consiglio di Vigilanza abbia assiduamente e diligentemente aperti gli occhi su tutte le istituzioni sociali e soprattutto sugli scritti che trattino di questioni sociali, al fine di vedere se ci sia qualche modernismo che si insinui, e se tutto sia in linea con le opinioni dei Sovrani Pontefici” – Enciclica Pascedi.). Infine, affinché queste prescrizioni non vengano a cadere nell’oblio, il Santo Padre desidera ed ordina che tutti gli Ordinari diocesani, un anno dopo la pubblicazione dell’Enciclica, e poi ogni tre anni, inviino alla Santa Sede una fedele e corroborata dal giuramento sull’esecuzione delle Ordinanze in essa contenute, nonché sulle dottrine correnti nel clero, e specialmente nei seminari e nelle altre istituzioni cattoliche. – Se un tale insieme di prescrizioni rimanesse senza l’efficacia desiderata, si dovrebbe disperare per sempre di vedere il ristabilirsi di un’unione di spiriti nella verità, e concludere con l’impossibilità di opporre un esercito cattolico, compatto e risoluto, all’armata infernale che ha giurato di distruggere la Chiesa fino alle sue ultime fondamenta. Avremmo ritenuto del tutto inutile scrivere e pubblicare queste pagine, se I capi della Democrazia Cristiana avessero accolto con favore l’Enciclica del Sovrano Pontefice con il rispetto e la sottomissione dovutigli. Purtroppo abbiamo visto che non è così. Vogliono mantenere i loro seguaci alla loro scuola, come dicono loro.. Questi discepoli devono sapere questo: ciò che questa scuola insegna, in molti e troppo spesso, si rivela essere ciò che è condannato dalla Santa Sede come eretico o che porta a tutte le eresie. È giusto che alla vigilia delle ultime battaglie che l’inferno si prepara a combattere contro di noi tutti debbano sapere a chi appartengono. In presenza dell’esercito del male, l’esercito del bene deve mostrarsi compatto. Come diceva recentemente l’Abate Dabry: “Da tanto tempo gli uomini sono separsti da differenze tanto profonde ed inconciliabili quanto quelle che oppongono l’uno all’altro il partito conservatore e lo spirito democratico, e sarebbe una perdita di tempo il voler associare ed unificare le energie”. (Vie catholique, n. 17 agosto 1907). – La sua conclusione è che tutti coloro che hanno uno spirito tradizionale debbano essere eliminati dal blocco che egli vuole formare. “Noi fonderemo alfine questo partito repubblicano-democratico, con l’unione democratica, il comitato radical-socialista ed i socialisti, che aiuterà la Repubblica a rompere, alle prossime elezioni, il nuovo sforzo della reazione”. (n. del 2 nov. 1907). Spetta ai democratici cristiani vedere se questo blocco arrida loro. Ma devono riconoscere con l’Abate Dabry, che è una perdita di tempo tentare di associare ed unificare le energie se l’associazione e l’unificazione non si facciano prima di tutto negli spiriti. L’Enciclica segna il radicamento di tutti i veri Cattolici nell’aderire alle verità di ieri e di domani. Che ognuno si schieri dalla sua parte. Chi si sente più democratico che Cristiano e che vuole rimanere tale, segua l’abate Dabry nel campo dei socialisti e dei modernisti di ogni denominazione. E chi è Cristiano prima di tutto e soprattutto vada dal Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo e gli dica: “Da chi andremo se non da te? Tu solo hai parole di vita eterna!

GNOSI TEOLOGIA DI sATANA (69): DEMOCRAZIA CRISTIANA = DEMONIOCRAZIA ANTICRISTIANA? (1)