VIVA CRISTO RE (6)

CRISTO-RE (6)

TOTH TIHAMER:

Gregor. Ed. in Padova, 1954

Imprim. Jannes Jeremich, Ep. Beris

CAPITOLO VII

CRISTO, RE DEL SACERDOZIO

Voglio sviluppare il pensiero di Cristo e della Chiesa sulla dignità e la missione del Sacerdozio. Cosa pensa la Chiesa Cattolica del Sacerdozio? A cosa servono i Sacerdoti? In questa questione, l’unico che decide, l’unico che governa è Nostro Signore Gesù Cristo, l’unico Maestro. Una volta Egli disse ai suoi Apostoli: « Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi » (Giovanni XX: 21). « Vi mando – siete i miei ambasciatori, i miei ministri. Il Sacerdozio non è stato inventato, come molti sostengono, da uomini avidi di potere e di onori; non è stato inventato da uomini che cercavano di essere onorati e venerati dal popolo, ma è stato istituito dal Signore. È volontà del divino Gesù che ci siano uomini che, liberi da altri doveri, ancor più liberi dalle preoccupazioni della vita familiare, dedichino tutta la loro vita, tutti i loro momenti, ad un unico obiettivo: condurre gli uomini a Dio e condurre le anime al cielo. Dio stesso ha scelto un giorno della settimana, la domenica, per essere « il giorno del Signore »; Dio stesso ha scelto i salmi per essere i « canti del Signore »; Dio stesso ha voluto avere un luogo dedicato esclusivamente a Lui, la « casa del Signore »… Dio stesso ha anche scelto alcuni uomini per essere gli « unti del Signore », i « ministri di Dio ». Attraverso di loro Dio diffonde la grazia divina sui fedeli. Il Sacerdote, secondo la volontà di Dio, il buon Sacerdote, sa bene di essere un ministro, cioè un servitore, che non è lì per essere servito ma per servire, come servitore del Signore e dei fedeli di Cristo. Questo è il prete cattolico. – « Come il Padre mio ha mandato me, anch’io mando voi ». Prima di salire al cielo, Gesù Cristo ha affidato agli Apostoli la propagazione della sua dottrina: « Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo » (Mt XXVIII, 19).  Come se dicesse loro: « Finora sono stato io a insegnarvi; d’ora in poi sarete voi a insegnare alle nazioni nel mio nome  ». Finora sono stato io a incoraggiarvi e a proteggervi; d’ora in poi sarete voi a esercitare lo stesso ufficio con i vostri simili. Finora ero Io a plasmare le vostre anime secondo la volontà di Dio; d’ora in poi sarete voi a plasmare le anime dei fedeli secondo il mio spirito. Cioè: finora siete stati i miei ascoltatori, i miei proseliti, i miei discepoli; d’ora in poi siate i miei araldi, i miei apostoli; siate… i miei Sacerdoti! i miei Sacerdoti! – La dignità sacerdotale scaturisce dal Cenacolo, dall’Ultima Cena, dalle parole di commiato che il Redentore rivolse agli Apostoli: « Fate questo »…; « Andate e insegnate »…; cioè: offrite questo stesso Sacrificio dell’Eucaristia e insegnate agli uomini a imitarmi fedelmente.  Il Sacerdote è un uomo come tutti gli altri, ma con la sua consacrazione sacerdotale, Cristo gli ha affidato un’alta missione: « Andate e ammaestrate tutte le nazioni, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato ». Vale a dire: « Andate, affrontate chiunque cerchi di perdere le anime ». Andate, non siate turbati, non abbiate paura. Sono con voi fino alla fine dei tempi. Sono sicuro che né re, né imperatori, né repubbliche, né governatori potranno privarvi del diritto che vi ho conferito: istruire tutte le nazioni. Non c’è potere umano che possa impedirvelo. So bene che tale missione vi porterà sofferenza; sarete perseguitati, odiati, privati di tutto…, lo so anch’io; ma anche così insegnerete. La parola di Dio non può fallire. Battezzare tutte le nazioni, cioè santificare le anime, perdonare i peccati, versare le mie grazie, rendere dritta e salda la canna spezzata, dare olio alla candela tremolante, dare speranza alle anime disperate…, portare le anime a Dio. Non avrai famiglia, perché nulla ti leghi. Non avrete figli, perché possiate essere liberi, perché possiate dedicarvi in ogni momento ai vostri figli spirituali, che dovrete conquistare per Me….. Ecco quanto è sublime la missione sacerdotale. « Come il Padre mio ha mandato me, anch’io mando voi. Vi mando a curare le ferite dell’anima. Vi mando a curare le ferite spirituali. Vi mando per consolare i cuori affranti. Vi mando a confermare nella fede coloro che vacillano nel dubbio. Vi mando a salvare le anime. Se incontrate uomini afflitti nel mondo, guardateli con il mio amore. Se vedete uomini oppressi dal peso delle prove, riversate nelle loro anime la mia consolazione. Se vedete uomini piegati sotto il peso dei loro peccati, offrite loro il mio perdono. Siate luce per coloro che vivono nelle tenebre. Dare coraggio alle anime deboli di cuore. Portateli tutti a Me. »- « Voi siete il sale della terra… » (Mt V, 13). C’è molto male nel mondo, si commettono molti peccati. …. Avvisare le anime del pericolo che corrono. Annunciate a tutti i Comandamenti di Dio. Ricorda alle anime ciò che ho sofferto per loro per salvarle. Non temete, parlate, anche a costo della vita, perché “«siete il sale della terra » ed è vostro dovere preservare le anime dalla decadenza. « Voi siete la luce del mondo » (Mt V.,14). Insegnate la via che conduce a Dio. Insegna le mie leggi in modo tale che gli uomini non solo le conoscano, ma le adempiano e le vivano. Nulla deve spaventarvi; diffondete il mio insegnamento, anche se dovrete pagare con la vita. Siate pastori del mio gregge, difendete le mie pecore dai lupi, dai lupi astuti. D’altra parte, dovete amare i vostri nemici, coloro che vi insultano e vi minacciano? Questo è il sublime ideale del sacerdozio, secondo la Chiesa. Così capiamo perché i buoni fedeli amano e rispettano così tanto i sacerdoti, e capiamo anche l’odio profondo che i nemici della Chiesa e della religione nutrono nei loro confronti. I Sacerdoti sanno bene che il rispetto e l’affetto che ricevono, più che alla loro persona, è dovuto alla grazia della missione, perché Gesù Cristo li ha scelti senza che lo meritassero. I buoni Cattolici amano i loro Sacerdoti perché continuano a estendere il Regno di Dio, secondo l’incarico ricevuto da Cristo; li rispettano perché credono fermamente che le mani consacrate del Sacerdote abbiano il potere di portare ogni giorno il Corpo di Cristo in questo mondo.Sono gli strumenti che Dio ha messo a nostra disposizione per raggiungere la vita eterna. Non hanno altra missione che salvare le anime redente dal sangue di Gesù Cristo. È soprattutto a loro che Cristo rivolge la domanda: Diligis me plus his? (Gv XXI, 15): « Figlio, mi ami tu? Mi ami tu sopra ogni cosa? » E sai lavorare per me più che per ogni altra cosa?  Ripeto: il Sacerdote non è un Angelo, ma un uomo, come tutti gli altri. Ma è un uomo infuocato dall’amore di Cristo. Nostro Signore guarì un cieco con un po’ di fango e una donna malata toccandole l’orlo della veste. Anche il Sacerdote è un po’ di argilla, ma un’argilla che, nelle mani di Cristo, apre gli occhi dei ciechi e permette loro di vedere Dio. Egli è anche l’orlo della veste di Cristo, e così restituisce la salute ai malati dell’anima.  Il Sacerdote porta i fedeli nella Chiesa attraverso il Battesimo; porta Dio nell’anima attraverso il Santissimo Sacramento; rafforza le anime nella lotta, prega con loro, mostra loro il Paradiso, le consola nelle disgrazie, nell’agonia della morte; e prega per loro davanti all’altare. Solo Dio può perdonare i peccati. Il peccato non può essere cancellato se non con il perdono di Dio. Posso fare ammenda, posso piangere, posso fare penitenza…, ma non basta; la coscienza del peccato permane nella mia anima: la giustizia di Dio non è ancora espiata. Così cado in ginocchio nel confessionale, vi porto la mia anima tormentata e straziata, caduta e peccatrice. Non è un uomo che siede sul santo tribunale; vedo il Sacerdote, e in lui Dio: « Confesso i miei peccati a Dio onnipotente per mezzo del sacerdote: gli mostro le mie ferite, le mie cadute, i miei dolori… ». Poi, quando ho confessato umilmente il mio peccato, con il cuore dolorante, Cristo misericordioso lascia cadere il sangue delle sue piaghe sulla mia anima, la lava e la conforta, le dà coraggio e gioia…, e quando mi alzo dal confessionale, sento che c’è una nuova vita in me, che la mia anima è pulita, che Cristo è in me…. Questa è la sublime missione del Sacerdote. – I Cattolici sanno bene cos’è la confessione. È per ridare pace all’anima tormentata; è per salvare le anime che si sono smarrite e sono cadute nell’abisso del peccato e per rimetterle sulla via della virtù…. È uno dei doni più eccelsi che ci ha lasciato il Redentore. E questo potere di perdonare i peccati è stato dato da Nostro Signore Gesù Cristo nelle mani del Sacerdozio. È ovvio, quindi, che i fedeli guardano con rispetto ai ministri del Signore. E forse questo spiega anche l’odio acerrimo che i nemici della Chiesa nutrono per il sacerdozio. Vedono solo difetti e peccati nei Sacerdoti. – Ci chiediamo: il male può entrare nel cuore di un Sacerdote? Non dobbiamo dubitarne, perché anche i sacerdoti sono uomini, possono avere difetti, debolezze e persino peccati. Da ogni albero cade qualche frutto marcio e ogni esercito ha dei disertori. Ma non dobbiamo giudicare l’albero dai frutti caduti, né l’esercito perché ci sono stati dei disertori; proprio perché i Sacerdoti danno la vita per gli altri, i loro minimi difetti…, che negli altri non si notano nemmeno, sono molto più evidenti. Su una tovaglia bianca si nota facilmente la più piccola macchia; tra gli stessi Apostoli c’era già un Giuda. Ci sono anche oggi – purtroppo – Sacerdoti in cui il sale della terra è rovinato, in cui la luce del mondo è oscurata, che compromettono la dottrina di Cristo, che disonorano la Chiesa. Ma cosa si può dedurre da questo? Il Cattolico coscienzioso, per quanto possa deplorare questi tristi scivoloni, non perderà la fede a causa di essi. Non ha dubbi sulla fede, perché vede la distinzione tra l’uomo ed il potere conferito da Cristo; e come nel Sacerdote esemplare non onora l’uomo, ma il ministro di Gesù Cristo, così non disprezzerà la Religione di Cristo per i peccati del ministro infedele; non dirà che il Cristianesimo è una menzogna, né che è fallito, perché sa che il Sacerdote è il tramite con cui la grazia divina scende nelle anime, il recipiente da cui possiamo attingere l’amore di Dio….. Il recipiente, come il condotto, può essere d’oro, d’argento, di bronzo o persino d’argilla, non importa; l’importante è ciò che contiene, ciò che dà. Il Cattolico coscienzioso, nonostante le possibili cadute, nonostante i difetti in cui può cadere l’uno o l’altro Sacerdote, onorerà e rispetterà il Sacerdote, perché è stato scelto da Cristo stesso per continuare la sua missione. E se gli altri odiano tutti i Sacerdoti senza eccezione, solo perché sono Sacerdoti, il fedele Cattolico onora il Sacerdote proprio perché è un Sacerdote, perché è il ministro di Dio. E nessuno piange con più dolore per il comportamento di un cattivo Sacerdote dei Sacerdoti esemplari, quelli che sono secondo il Cuore di Cristo, perché sanno meglio di altri che nemmeno dieci Sacerdoti di vita santa possono rimediare allo scempio spirituale causato dalla vita di un solo cattivo Sacerdote. I nemici della Chiesa non attaccano i cattivi Sacerdoti; al contrario, li lodano, li proclamano eroi, luminari della teologia…. D’altra parte, i più ferventi, i più cristici, i più santi Sacerdoti sono sarcasticamente calunniati e perseguitati. Una delle armi più potenti della Chiesa cattolica è la preghiera. Negli Atti degli Apostoli leggiamo che quando San Pietro soffriva nella prigione del re Erode Agrippa, tutta la Chiesa pregava incessantemente per lui. I Sacerdoti non hanno mai avuto bisogno delle preghiere dei fedeli come oggi. La mia affermazione può sembrare un po’ strana, ma risponde a una realtà: non sono solo i Sacerdoti a dover pregare per i fedeli, ma anche i fedeli devono pregare per i Sacerdoti. È un comando sincero di Gesù Cristo. In un’occasione ha guardato intorno al mondo delle anime: quanti uomini sono alla ricerca di Dio, quante anime immortali, quante lotte, quanti dolori, e quanti pochi sono sulla terra che si occupano di queste anime! Allora un sospiro gli uscì dal cuore Poi un sospiro sgorga dal suo cuore: « La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe » (Mt IX,17-38; Lc X,2). I Cattolici dovrebbero pregare anche per i seminaristi, affinché perseverino nella loro vocazione con l’amore ardente di un’anima giovane, in modo che quando le comodità, gli agi e la felicità di questa terra vorranno sedurli, possano perseverare imperterriti e prepararsi all’alta missione di salvare le anime, anche se in questo cammino costerà loro molti sacrifici e rinunce. Certo, anche se la loro vita fosse cento volte più difficile, anche se le persecuzioni si intensificassero e le strade del Calvario diventassero più ripide e i sarcasmi e le calunnie si moltiplicassero, gli unti del Signore non sarebbero mai sterminati. Per due millenni i nemici della Chiesa hanno già provato molte cose. Hanno sequestrato il Papa, bandito i Vescovi, giustiziato molti Sacerdoti. A cosa è servito? Non è questo il modo in cui dovrebbero svolgere la loro attività.  Dovevano imprigionare l’anima della Chiesa. Dovrebbero sequestrarlo e annegarlo. Dovrebbero fermare il soffio dello spirito che mette nell’anima dei giovani la vocazione: Figlio mio, puoi amarmi più di tutti gli altri uomini? Puoi fare di più per Me, soffrire di più? Puoi essere il mio Sacerdote? Dovrebbero fermare questo spirito, al quale il giovane commosso risponde: Signore, io sono tuo, la mia vita è tua…, e anche se mi aspettano persecuzioni, il Calvario, le spine e la crosta di pane…, io sono tuo.  Chi dirà che non è così?  Nei giorni sanguinosi del comunismo, quando la morte e la fame minacciavano ogni sacerdote cattolico, ho incontrato un ragazzo dagli occhi ardenti, uno studente del quarto anno di liceo. Abbiamo iniziato una conversazione e mi ha detto che voleva diventare Sacerdote. Sono rimasto sorpreso. – Ora, figlio mio, vuoi diventare Sacerdote? Proprio ora? Avete molte professioni e mestieri tra cui scegliere… ma sapete cosa significa essere un Sacerdote? Sapete cosa vi aspetta? – Sì, mi sto preparando a diventare Sacerdote da quando ero bambino, rispose. Lo guardai dritto negli occhi: – Sai, figlio mio, che se sei un sacerdote rischi di morire di fame? Il ragazzo guardò anche me e, emozionato, disse solo questo: «Non importa, Padre; Nostro Signore Gesù Cristo sarà con me anche allora? » Sì, Egli sarà con voi! E sarà con tutti voi seminaristi che vi state preparando a servire il Signore; e sarà con tutti i fedeli che in qualche modo aiutano il sacerdote, chiunque esso sia, nel servizio di Dio. Il lavoro sacerdotale non è mai stato facile e comodo; ma alcuni padri sono abbagliati dal prestigio esterno e dal rispetto che talvolta porta con sé. Allora dobbiamo supplicarli: Se vostro figlio non vuole essere sacerdote, non costringetelo, per l’amor di Dio! Ma ora dico a tutti i genitori: se vostro figlio viene da voi con entusiasmo e vi dice: « Padre, madre, Gesù Cristo mi ha chiamato e scelto per essere sacerdote ». E ho detto di sì. Allora abbracciate vostro figlio con grande amore e dategli la vostra benedizione per seguire il sentiero stretto e spinoso dei ministri di Cristo.  Padri, dovete dare buoni Sacerdoti a Nostro Signore Gesù Cristo!  Il Signore si compiaccia di inviare alla Chiesa Sacerdoti ferventi, Sacerdoti santi, fedeli vassalli del Re del Sacerdozio, Cristo.

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