DISCORSO SUL SEGRETO DELLA FRANCO-MASSONERIA (6)

DISCORSO SUL SEGRETO DELLA FRANCO MASSONERIA (6)

DI MONSIGNOR AMAND JOSEPH FAVA

VESCOVO DI GRENOBLE
 

LIBRERIA OUDIN, EDITORE – 1882

PARTE SECONDA.

COSA PENSARE DEL PROGETTO DELLA MASSONERIA DI DISTRUGGERE IL CRISTIANESIMO E SOSTITUIRLO CON IL RAZIONALISMO?

.I. – Il progetto della Massoneria non è nuovo.

Questo progetto è letteralmente antico come Erode, non come Erode tetrarca di Galilea che derideva Gesù, ma come Erode l’Ascalonita, il primo dei tre personaggi con questo nome di cui parla San Matteo in questi termini: « Essendo Gesù nato a Betlemme di Giuda, al tempo di Erode re, ecco che i Magi vennero dall’Oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato re dei Giudei? Perché abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo”. Quando il re Erode lo seppe, rimase turbato e con lui tutta Gerusalemme. Poi chiamò a raccolta tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo e chiese loro dove dovesse nascere il Cristo. Gli dissero: « A Betlemme di Giuda, perché sta scritto nel profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola delle città di Giuda, perché da te verrà il sovrano che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiamò i Magi in segreto e li interrogò attentamente sull’ora in cui era apparsa loro la stella. E mandandoli a Betlemme, disse: “Andate a cercare esattamente il bambino e, quando l’avrete trovato, ditemelo, perché io stesso possa venire ad adorarlo”. Sappiamo cosa significassero queste parole; infatti, quando Erode vide che i Magi erano partiti senza tornare a Gerusalemme, si adirò violentemente e mandò ad uccidere tutti i bambini che si trovavano a Betlemme e nel paese circostante dall’età di due anni in giù, secondo il tempo da cui era stato edotto dai Magi. – Questo massacro dei Santi Innocenti rivelò al mondo, per la prima volta, il piano per distruggere sulla terra il Regno di Gesù Cristo, il Re annunciato dai Profeti e mostrato ai Magi per mezzo di una nuova stella. Questo servirà da modello per il resto dei secoli e vedremo spesso l’odio contro Gesù Cristo spingere i suoi nemici a rinnovare il massacro degli innocenti, con la speranza di raggiungere Lui stesso. Pertanto, abbiamo ragione nel dire che il piano formato dalla Massoneria contro il nostro Re Gesù sia già molto antico. – Simeone non aveva aspettato l’esecuzione del crudele ordine di Erode prima di preannunciare al mondo che Cristo sarebbe stato oggetto di tutti gli attacchi; infatti, quando il divino Bambino, dopo i giorni della purificazione, fu portato al tempio di Gerusalemme, il santo vecchio Simeone lo prese tra le braccia e, benedicendo Dio, disse: « Ora, Signore, secondo la tua parola, lascerai andare in pace il tuo servo, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparato davanti a tutti i popoli, luce per l’illuminazione delle genti e gloria del tuo popolo Israele. » –  E Simeone disse a Maria sua madre: « Questo è Colui che è designato per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, e come segno da contraddire: Signum est contradicetur“. E la spada trafiggerà la vostra anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori »! Questa è la segnalazione sempre vera di Gesù Cristo. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che il Salvatore è venuto per elevare l’umanità dalla vita naturale alla vita soprannaturale, cioè dalla vita pagana alla vita cristiana, attraverso la quale regna in noi, conosciuto, amato e servito a volte fino all’eroismo, ispirando le nostre leggi sociali, regolando le nostre famiglie, guidando la nostra esistenza e ordinandola in vista di un mondo migliore da conquistare attraverso la virtù. Soprattutto, il Salvatore ha divinizzato la sofferenza e ne ha fatto una condizione necessaria all’uomo per riabilitarsi, per espiare le sue colpe e per diventare degno del Padre celeste, che ammette nella patria eterna, dice San Paolo, solo i fedeli imitatori del Figlio, le sue immagini viventi. – Ora, l’umanità si compiace istintivamente del piacere; respinge la sofferenza, si lascia cadere nel paganesimo, con la stessa naturalezza con cui il bambino lasciato libero va a giocare con il capro.  Per questo si commuove quando sente Cristo dirle ancora e ancora attraverso la voce della sua Chiesa: Sursum corda! Cuori in alto! L’aspetto severo del Calvario la infastidisce, la irrita disturbando i suoi piaceri, ed il grido: TOLLE! TOLLE! risponde alla chiamata del divino Crocifisso, ideale perfetto dell’umanità rigenerata. È così che i Giudei hanno messo a morte il Verbo incarnato e che i suoi nemici lo attaccano senza sosta nel corso dei secoli. Ricordiamo questi attacchi e mostriamo a chi vuole vedere la verità, che la guerra contro Cristo è lo spettacolo che questo mondo, avido di piacere, ci offre costantemente. – Non appena nostro Signore iniziò a predicare, gli abitanti di Nazareth, irritati dalla franchezza delle sue parole, lo afferrarono e lo condussero sull’alto della roccia dove era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma Gesù – dice il Vangelo – passando in mezzo a loro, se ne andò. La sua ora non era ancora giunta.  – Per ben venti volte pensarono di ucciderlo gli scribi, i farisei ed i capi dei sacerdoti, la cui superbia li stava divorando, ed il Salvatore disse loro: « Perché volete uccidere me, che vi insegno la verità? » Infine, arrivò il giorno in cui portarono a termine la loro risoluzione criminale, sperando che questa fosse la sua fine. Una speranza vana! Cristo è uscito dalla tomba vivo e glorioso, impassibile ed immortale.  Poiché il mondo non poteva più attaccarlo, volle scatenare il suo odio contro la società che Egli aveva fondato, cioè contro la Chiesa cattolica. Fin dall’inizio dell’era cristiana, apparvero uomini che furono i veri antenati di Socino. Invece di accogliere in ginocchio ed adorare la dottrina che il Verbo incarnato si è degnato di rivelarci su Dio e sui misteri della Verità eterna; invece di ascoltare umilmente gli Apostoli e la Chiesa, che lo Spirito divino ha illuminato con la sua luce, i falsi gnostici si misero a dogmatizzare. Essi volevano sondare la natura di Dio, creare un Dio tutto loro, un Dio che fosse figlio della loro ragione, proprio come fanno tutti i nostri moderni sociniani, e si sono persi nelle insensate invenzioni del loro orgoglio. – Gli attacchi dei primi secoli contro Gesù Cristo e la sua dottrina furono feroci. Lo spirito dell’errore, schiacciato sul Calvario, rialzava la testa. Esso aizzava tutti i partigiani del paganesimo contro la croce, mostrando loro i sacrifici imposti alla natura dal Dio dei Cristiani, e diceva loro: “Come potete voi vivere sotto un tale padrone e con tali leggi?” E subito i sofisti si misero al suo servizio per inventare sistemi religiosi uno più assurdo dell’altro. La follia dell’orgoglio, nel III secolo, aveva raggiunto il punto in cui Manes, l’eresiarca Manes, sosteneva che lo Spirito Santo si fosse incarnato in lui, e il manicheismo, diffondendosi da ogni parte, moltiplicava le sue vittime. Fu allora che apparve Ario. Questi negava sfacciatamente la divinità di Gesù Cristo, al quale tuttavia aveva consacrato la sua vita con giuramenti solenni. L’Arianesimo ebbe un certo splendore e poi si spense. – Esso ebbe lo stesso destino di tutti gli attacchi a Gesù Cristo; gli Imperatori romani erano stati sconfitti: anche lui lo fu. Così che il Cristianesimo aveva smussato la spada dei persecutori e messo a tacere i filosofi e gli eresiarchi, quando apparve Maometto, la cui grande massima: « Non c’è altro Dio all’infuori di Dio », era anch’essa anticristiana, perché negava le Persone divine del Figlio e dello Spirito Santo. Conosciamo la brillante storia del Maomettanesimo, che combinava la forza delle armi con le attrattive di una religione intrisa di orgoglio e di voluttà, con alcune verità prese in prestito dall’Antico e dal Nuovo Testamento. La mezzaluna ebbe giorni di trionfo passeggiero; ma la Croce rimase vittoriosa, proteggendo i popoli che la difendevano. E Cristo Gesù, sempre sotto attacco nella sua Chiesa e nei suoi figli, passava tra le folle, acclamato, adorato e servito con amore sconfinato. Fu allora che i nostri padri costruirono quelle mirabili Chiese e quelle impareggiabili Cattedrali che coprirono, dice un illustre oratore, il Dio dell’Eucaristia con l’ombra e la gloria, Si aprì il secolo XIII e con esso la verità cattolica riversò torrenti di luce sul mondo.  – Questo significa che Gesù Cristo ha cessato di essere un segno di contraddizione? Tutt’altro: non è mai più attaccato da una parte che quando è più adorato dall’altra. Così cominciò in quest’epoca, contro il Cristianesimo una guerra di genere nuovo: fu come un’epidemia o una rinascita del paganesimo, di cui fu autore l’arabo Averroè attraverso il suo commento alla filosofia panteista di Aristotele.  Questo errore fu formulato a metà del XIII secolo, tanto da attirare la seria attenzione di San Tommaso d’Aquino, che lo combatté a fondo nelle sue opere immortali.  Sconfitto dal Dottore angelico, si è tuttavia rialzato e ha continuato la sua marcia, sotto il nome di Rinascimento, sempre grazie all’attrazione dei piaceri sensuali ed alla sete di godimento che divora la povera umanità decaduta. I secoli XIV, XV e XVI ne furono infettati; il XVII non riuscì a preservarsene; il XVIII lo nascose sotto il mantello dei suoi sofisti, e ora nel XIX i franco-massoni, consapevoli o meno della loro opera malsana, cercano di farci ripiombare negli abissi del paganesimo.  –  Lelio e Fausto Socino non ebbero che a coagulare in un sistema gli errori pagani del loro tempo per mettere in luce la loro eresia, la cui essenza non è che la negazione della divinità di Gesù Cristo ed il ritorno al paganesimo attraverso l’adozione del sistema razionalista. Ora, c’è una legge in natura in virtù della quale le acque zampillanti aspirano a salire all’altezza da cui scendono, e si direbbe che questa legge esista anche nel mondo morale; in particolare, per il socinianesimo massonico. Sì, l’eresia sociniana è nata in un ambiente impregnato di paganesimo; è pagana nella sua natura, pagana nelle sue aspirazioni, pagana nelle sue conseguenze e nei suoi risultati. Questo è ovvio, perché se eliminiamo Gesù Cristo e la sua dottrina dal mondo morale, inevitabilmente facciamo ripiombare l’umanità nello stato in cui si trovava prima dell’era cristiana, cioè nel paganesimo. Se gli Imperatori romani fossero riusciti a sterminare tutti i Cristiani, il paganesimo avrebbe trionfato; e se ai nostri giorni la Massoneria, che persegue lo stesso scopo, dovesse raggiungere il fine che si propone, il risultato di questa vittoria sarebbe identico: sarebbe il nuovo regno del paganesimo, con i suoi errori e le sue dissolutezze. – Queste considerazioni meritano di essere portate alla luce, ed è necessario farlo per non lasciare ombre nella mente del lettore. – Nella sua opera intitolata: Gli Eretici d’Italia, Cesare Cantù, che abbiamo già citato e che, giustamente, è ben lontano dall’ignorare le qualità brillanti ed il genio della sua nazione, non teme tuttavia, da storico fedele, di mostrarci gli studiosi italiani del XVI secolo come appassionati ammiratori del paganesimo. « La letteratura – egli dice – che allora non si limitava che ad illustrare la nuova società, pretendeva di modificarne le credenze e la condotta, riportandola in teoria ed in pratica al paganesimo. Le scienze, cresciute nel santuario e disciplinate dagli Scolastici come un esercito, sotto la direzione della Parola di Dio, cominciavano ora a dissertare e, diffondendosi attraverso la stampa, mordevano il seno che le aveva nutrite. Passando dal periodo della credenza a quello della controversia, l’uomo con il ragionamento era arrivato a credersi autore delle verità che prima aveva ricevuto come dono della fede, e mentre fino ad allora la Religione era rimasta, come la definiva Grozio, l’unico principio di giustizia universale, ora era più esclusivamente alla Chiesa che si chiedeva il modo migliore di servire Dio ed il prossimo. Platone aveva detto, secondo Sant’Agostino: « La filosofia è imparare a conoscere Dio – fare filosofia è imitare Dio ». Questo ragionamento lo fece preferire ad altri filosofi dai primi Cristiani, ma sfociò facilmente nell’idealismo. La filosofia scolastica, armata di logica, aveva preso come oracolo Aristotele, un ottimo maestro, in effetti, poiché in lui si trovavano anche le critiche agli altri sistemi, mentre Platone dava solo i propri dogmi. Anche Aristotele proclamava e dimostrava un Dio supremo, una fede monda, un’anima immortale; ma il Cristiano, che si aspetta tutto da Dio, poteva seguire come guida un maestro che esagerava la potenza della natura e l’efficacia della volontà umana? Il maestro che pone la natura come principio assoluto può rimanere l’oracolo di una scienza tutta religiosa? Il maestro che erigeva a principio assoluto la natura, poteva restare l’oracolo di una scienza tutta religiosa? A questo si aggiunga il fatto che egli arrivava in Europa tradotto e commentato dai musulmani, che gli hanno prestato sentimenti assurdi e idee piene di sottigliezza; questi infedeli, traducendolo, hanno fatto dell’autore un teosofo e, osservando il mondo alla loro maniera fantastica, hanno confuso l’astronomia con l’astrologia e quest’ultima con la medicina. Gli italiani, traducendo sulla loro traduzione, vi avevano sovrapposto nuovi errori; ed i critici non erano in grado di accorgersi dell’alterazione, mentre l’idolatria professata per Aristotele impediva loro di considerarlo colpevole; ne nacque un amalgama di filosofia araba, scolastica e cristiana, una concezione bastarda e sterile, un enigma indecifrabile per coloro che volevano conciliarla con la teologia dogmatica. » – « Gli arabi, dopo aver ricevuto la rivelazione di Maometto, avevano iniziato le loro discussioni teologiche con l’eterna questione del libero arbitrio e della predestinazione (kadariti e giabariti), da cui passarono a quella degli attributi di Dio. Ma anche tra loro c’erano scettici, c’erano miscredenti; le menti oscillavano tra l’entusiasmo religioso ed il libero pensiero; e il ruolo che la Scolastica aveva svolto tra noi fu ricoperto da Kalain, un sistema di discussione razionale, per esaminare o difendere con la dialettica i dogmi attaccati. La filosofia araba, plasmata da tali esercizi, allargò il cerchio dei problemi posti dai Peripatetici e ammise il principio dell’eternità della materia e la teoria dell’unità dell’intelligenza. » – « Questo perché la filosofia di Averroè si basa proprio sul panteismo, secondo il quale esiste una sola anima e Dio è il mondo. La generazione (secondo questo filosofo) è solo un movimento. Ogni movimento presuppone un soggetto. Questo soggetto unico, questa possibilità universale, è la materia prima. » – « Questa unità delle intelligenze fu vittoriosamente confutata da San Tommaso e, nel XIV secolo, da Egidio di Roma, le cui opere furono pubblicate agli albori della stampa, e successivamente da Gerardo da Siena e Raimondo Lullo. Questi filosofi non fanno che aborrire questo autore empio, che identifica l’anima di Giuda con quella di San Pietro, che nega la creazione, la rivelazione, la Trinità, l’efficacia della preghiera, dell’elemosina e delle pie invocazioni, la resurrezione e l’immortalità, e che fa consistere il Bene sovrano nel godimento. Egidio Colonna di Roma, nel suo trattato De erroribus philosophorum, accusa Averroè di aver rinnovato tutti gli errori di Aristotele, e di essere molto meno scusabile di quest’ultimo, perché egli attacca direttamente la nostra fede e biasima tutte le religioni, sia quella dei musulmani che quella dei Cristiani, per aver ammesso che la creazione sia succeduta al nulla; chiama le opinioni dei teologi pure immaginazioni e sostiene che nessuna legge sia vera, anche se può essere utile. » – « È proprio una delle principali critiche mosse ad Averroè, quella di aver messo in parallelo le leggi di Mosè, quelle di Cristo e di Maometto. I musulmani li avevano mescolati per sostenere la loro religione; ma Averroè vi ritornava sempre attraverso le sue allusioni dogmatiche al Très loquentes trium legum, che lo facevano ritenere l’autore del libro dei Tre Impostori, divenuto un’arma usata per colpire tutti coloro che si vogliono screditare. » – Da queste citazioni possiamo concludere, innanzitutto, che Averroè aveva i suoi estimatori nel XIII secolo, poiché San Tommaso ed i dotti del suo tempo si preoccuparono di combatterlo e dedicarono buona parte delle loro opere a confutare la sua dottrina; poi, dobbiamo aggiungere che Averroè sopravvisse ai colpi ricevuti e alle condanne subite, come testimonia l’illustre poeta Petrarca, nato nel 1304: « Per me, quanto più sento denigrare la legge di Cristo, tanto più ho in mente Cristo e tanto più mi confermo nella sua dottrina, come un figlio la cui tenerezza filiale si è raffreddata, si riscalda quando apprende che si attenta all’onore di sua madre ». « Questi filosofi erano soliti – dice altrove – portare all’incontro qualche problema aristotelico o qualche altro sulle anime; ed io tacevo, o ridevo di loro, o cominciavo a discutere di qualsiasi altro argomento, o chiedevo con un sorriso come Aristotele potesse mai conoscere cose in cui la ragione non ha alcun ruolo e in cui l’esperienza sia impossibile. Uscirono confusi per lo stupore, risentendosi silenziosamente e guardandomi come un bestemmiatore ». – Uno di loro, « uno di quelli che pensano che non si possa fare nulla di buono – dice il Petrarca – se non si versano calunnie su Gesù Cristo e sulla sua dottrina sovrumana », andò a cercare il poeta a Venezia, e lo disprezzò, perché aveva citato questa parola di San Paolo: “Ho il mio Maestro e so in chi ho riposto la mia fede”. E aggiungeva: « Tenetevi il vostro Cristianesimo per voi, quanto a me, io non ne credo nemmeno uno jota; il tuo Paolo, il tuo Agostino e tutti gli altri dottori hanno blaterato e nulla più! Vi prego di darmi il piacere di leggere Averroè, e vedrete come supera in volo tutti i vostri buffoni. » Petrarca ne fu indignato e, pacifico com’era nel carattere, prese per mano l’incauto filosofo e lo cacciò da casa sua. Altri quattro di questi filosofi gli rimproverano di prendere sul serio il Cristianesimo e concludevano che Petrarca fosse un uomo buono, ma dalla mente ignorante: « Se questa gente – esclama il poeta – non temesse i castighi degli uomini più di quelli di Dio, attaccherebbe in pubblico la Genesi e la dottrina di Cristo. Quando la paura non li trattiene più, combattono direttamente la Verità; nei loro conciliaboli ridono di Cristo e adorano Aristotele senza capirlo. Nelle loro dispute confessano pubblicamente di non tenere conto della fede, che è come dire che cercano la verità rifiutando la Verità, che cercano la luce voltando le spalle al sole. Dopo questo, c’è da meravigliarsi se ci chiamino analfabeti, visto che chiamano Gesù un pazzo? ». – Leggendo il confronto di Petrarca con i filosofi del suo tempo, si potrebbe pensare di leggere i verbali delle sedute massoniche del nostro tempo. Da entrambe le parti, Gesù Cristo è oltraggiato. Quindi diciamo che è in questo pantano che è nata la setta sociniana o massonica, per mostrarsi presto, con il suo odio contro il nostro divino Salvatore e Maestro. Non c’è dunque nulla di nuovo nel sistema massonico: essi pensano e parlano come Averroè, « questo cane – diceva Petrarca – quel pazzo che non cessa di abbaiare contro Cristo e la Religione cattolica. ». – « Ma se Aristotele ha portato al materialismo, dice Cesare Cantù, Platone ha portato al misticismo, ed entrambi all’incredulità. Gemisthe Plêthon di Costantinopoli, venuto a Firenze per ostacolare l’unione della Chiesa greca con quella latina, diffuse le fantasie del neoplatonismo; affermò che la religione di Maometto e quella di Gesù Cristo sarebbero presto tramontate per far posto ad un’altra più vera e con molte analogie con il paganesimo. Nel suo riassunto dei dogmi di Zoroastro e Pitagora, mette in parallelo la teologia pagana con quella cristiana, ecc. ». – « Ancora più numerosi erano i filosofi le cui dottrine oscillavano tra Aristotele e Platone, tra paganesimo e Cristianesimo, e in materia di religione, l’eclettismo si avvicina molto all’eresia, quando non è propriamente tale. Abbiamo già nominato Egidio di Roma, della nobilissima famiglia dei Colonna, discepolo di San Tommaso, generale degli Agostiniani, poi Arcivescovo di Bourges, molto erudito nella scienza delle Sacre Scritture e nella filosofia aristotelica, soprannominato il Doctor fundatissimus. Ora egli dichiarava che ci sono alcune cose che sono vere agli occhi del filosofo, e che non sono vere agli occhi della Fede cattolica: come se potessero esistere due verità contrarie allo stesso tempo. Questa proposizione fu condannata sotto Giovanni XXII, e l’autore la ritrattò; ma questa eresia divenne comune nel XV secolo, e si arrivò a sostenere puri errori – insegnati oggi nelle nostre logge, nel XIX secolo – come la mortalità dell’anima, l’unicità dell’intelligenza, l’ispirazione individuale, salvo dire che si trattava di conseguenze tratte dalle premesse di Platone ed Aristotele, che non pregiudicavano in alcun modo i dogmi di Cristo. Così le due scuole opposte si sono trovate d’accordo nel non ammettere la Rivelazione, non combattendola, ma fingendo di non tenerne più conto, per così dire, come se non fosse mai esistita; hanno eliminato la fede ed ogni forza o aiuto soprannaturale, ed hanno seguito solo il loro modo di vedere i problemi dell’ordine religioso, la cui soluzione è importante tanto per la morale quanto per il benessere della società. » – « Marsilio Ficino adorava Platone; arrivava a bruciare una lampada davanti alla sua immagine; non lo separava da Mosè, e trovava in lui l’intuizione dei misteri più profondi…. Secondo lui, tutte le religioni sono buone, e Dio le preferisce alla irreligione; la Religione cristiana è la più pura, ma ci sono profeti e poeti in ogni nazione, come Orfeo, Virgilio, Trismegisto, i Magi, ecc. ». Ovviamente, a Fausto Socino sarebbe bastato ricordare le idee di Marsilio Ficino per portare tutte le sette immaginabili nel tempio della religione naturale e dichiarare il dogma massonico della Libertà di coscienza, e possiamo così convincerci sempre di più che i Sozzini o Socini dovevano solo raccogliere i vari errori seminati intorno a loro e coordinarli in un sistema per portare alla luce l’errore massonico che porta il loro nome. Potremmo limitarci a questa panoramica sommaria, che già mostra fino a che punto il paganesimo cercasse di soffocare il Cristianesimo in piena Europa all’epoca di cui stiamo parlando. Quanto abbiamo detto basterebbe a spiegare come la folle ammirazione per l’antichità pagana, provocata da Averroè, si sia diffusa dall’Italia alla Francia e ad altre Nazioni, dove ha dato un posto d’onore alla favola pagana ed ai suoi ricordi nelle lettere e nelle arti, per non parlare della morale e delle idee. Tuttavia, riteniamo utile aggiungere qualche sviluppo a questa considerazione, per dimostrare che il piano massonico contro Gesù Cristo non è nuovo. – « La filosofia era sempre più in contrasto con la fede, dice Cesare Cantù. Alla fine del XV secolo, non si era considerati gentiluomini e buoni cortigiani se non si avessero opinioni errate o eretiche sui dogmi. I moderati pensavano di rendere omaggio alla fede astenendosi da qualsiasi riflessione su di essa, accettando i dogmi senza esaminarli, con quella voluttuosa pigrizia che, in tempi vicini ai nostri, una mente forte chiamava indifferenza e disinvoltura che si addormenta con un bicchiere in mano spegnendo le luci ». « C’erano alcuni filosofi che bruciavano una candela davanti all’immagine di Platone; tale Accademia celebrava le feste alla maniera antica, sacrificando una capra; Molti cambiavano il nome di battesimo, come se si vergognassero d i portare il nome di un Santo, e di Antonio, Giovanni, Pietro, Luca, si faceva Aonio, Gianni, Pierio, Lucio; cambiavano Vittore in Vittorio o Nicio, Murino in Glauco, Marco in Callimaco, Martino in Marzione e così via. » – « Paolo II era spaventato da questo paganesimo e fece intentare processi contro alcuni dei suoi propagatori, tra cui Pomponio Lieto e Bartolomeo Sacchi, detto il Platina. L’accusa si basava sul fatto che questi uomini latinizzavano i nomi di battesimo e che, seguendo le dottrine platoniche, sollevavano dubbi sull’anima e su Dio. » Dal profondo della sua prigione, Platina scrisse al cardinale Bessarione, e dalle sue lettere, dice il nostro autore, « possiamo vedere come l’Accademia istituita da questo Pomponio Leto tendesse a trasformare il paganesimo letterario in paganesimo religioso, dato che i suoi membri celebravano con sacrifici pagani l’anniversario della fondazione di Roma;  poiché Pomponio si inginocchiava ogni giorno davanti ad un altare dedicato a Romolo, e non voleva leggere alcun libro con una data posteriore alla decadenza dell’impero, fossero anche la Bibbia o i Padri. Quand’anche questo paganesimo si fosse limitato alla letteratura, non è con spirito retto che si concepisse il torto notevole che si arrecava alla logica, alla morale e all’estetica da una dottrina che voleva che Gesù Cristo e la Redenzione cedessero il passo alla voluttà pagana ed agli scherni contro le virtù domestiche e sociali. » – « Il ritorno al paganesimo si manifestò non solo nella scienza, ma ancor più nelle belle arti e nella letteratura, dove il tipo convenzionale era stato sostituito dalla raffinatezza plastica. La passione per l’antichità ha fatto credere che la rinascita non potesse realizzarsi senza ristabilire il culto delle idee che il Vangelo aveva dissipato e senza innalzare le rovine della Roma pagana sugli edifici della Roma cristiana. » Sugli altari si ammiravano i ritratti di famose cortigiane che rappresentavano la Vergine; per dipingere Santa Caterina da Siena, Tiziano dipinse il ritratto della regina Cornaro, tutta raggiante di finezza e bellezza; Correggio dipinse le Grazie, senza alcun velo, nella sacrestia di Siena; Carlo Pinti, nell’epitaffio della famosa Isotta, dichiarò che ella fosse l’onore e la gloria delle cortigiane.  La stessa eloquenza sacra pagò un grande tributo a questo entusiasmo generale per il paganesimo. Ne ha preso in prestito non solo lo stile, ma anche le citazioni e gli esempi. Un autore racconta che l’Angelo Gabriele trovò la Vergine Maria che leggeva i libri sibillini, e quando ella acconsentì a diventare la Madre di Dio, le ombre dei Patriarchi sussultassero di gioia. Girolamo Vida, il dotto e santo Vescovo di Cremona, che spesso digiunava e non mangiava altro che radici, nella sua Arte poetica parla solo delle Muse, di Febo e di Parnaso. Giacomo Sannazaro, celebrando la nascita del Salvatore, invoca le Muse, adducendo la scusa di chiamarle per festeggiare un bambino nato in una mangiatoia.  Tutti questi splendori pagani mettono in ombra il Cristianesimo. – « Per quindici secoli – dice Cesare Cantù – c’era stato un solo idioma per parlare di Dio, una sola autorità morale, una sola convinzione; tutta l’Europa, alla stessa ora, nello stesso giorno, usava le stesse parole per inviare a Dio le sue suppliche, le sue aspirazioni e le sue gioie. Ora – nei secoli XV e XVI – invece di presentare questo bello spettacolo, abbiamo visto la società decomporsi nel profondo, poiché aveva sostituito la fede con il ragionamento, la credenza assoluta con le religioni composte; il dubbio, inoculandosi nelle anime, aveva portato alla corruzione della morale, e questa morale aveva agito sulle credenze. Questo sintomo si manifesta in tutti gli scrittori, e in particolare in Niccolò Machiavelli ed in Francesco Guicciardini. Quest’ultimo mira al successo, mai alla giustizia di una causa…. « Non mettetevi mai in opposizione alla Religione, né alle cose che sembrano dipendere da Dio, perché questo oggetto ha troppa influenza sugli stolti ». Non ci si pronunziava tra Mosè e Numa, tra Giove e Gesù Cristo. » – « Dopo questo, non si saprebbe più vedere – dice il nostro autore – uno strano fenomeno e un mito in Machiavelli, quest’uomo che aveva preso come modello della nuova civiltà la civiltà pagana dei Greci e dei Romani, mettendo Cristo e il Vangelo sotto il moggio ». – Ascoltate ciò che segue, cari lettori, e smettete di stupirvi di ciò che viene detto, scritto, fatto e preparato nel nostro tempo. Machiavelli, nei primi anni del XVI secolo, insegnò ai suoi contemporanei una lezione che è ben nota ai nostri moderni sociniani. «  La natura – scriveva Machiavelli – ha creato gli uomini con la facoltà di desiderare tutto e l’impotenza di ottenere tutto, cosicché dirigendo i loro desideri verso gli stessi oggetti, si trovano condannati ad odiarsi l’un l’altro. Per sfuggire a questa guerra di tutti contro tutti, tutto è permesso e tutti i diritti ed i doveri possono essere violati. Perciò la società è stata istituita per sopprimere l’anarchia con la forza organizzata. » – « In breve, la dottrina di Machiavelli è la dottrina dello Stato ateo, che non ha paura di andare all’inferno, ed è fine a se stesso ed è propria legge. Non c’è nulla di superiore ai sensi; l’idea di giustizia è nata negli uomini il giorno in cui hanno capito che il bene fosse utile ed il male dannoso; solo la necessità li spinge al bene; il principe deve farsi temere piuttosto che amare; lo scopo dei governi è la loro conservazione, e questo può essere raggiunto solo con la repressione, perché gli uomini sono per natura ingrati, ingannevoli e litigiosi, per cui è consigliabile frenarli con il timore della punizione… È una disgrazia che alla religione degli antichi, piena di orgoglio, che aveva i suoi gladiatori, un culto per i suoi eroi, un’apoteosi per i suoi conquistatori, e che mescolava la preghiera con il rumore delle battaglie, il sangue con le cerimonie religiose, sia succeduta un’altra Religione tutta umiltà e abiezione, incurante dei propri interessi. Se si può sperare in qualche bene per l’umanità, verrà dalla rivoluzione delle sfere, che potrà far rivivere un qualche culto simile a quello degli antichi. » Se Machiavelli tornasse sulla terra ed esaminasse le nostre leggi atee, il modo in cui viene trattata la Religione di Gesù Cristo, l’odio per il vero Dio che cresce di giorno in giorno; se entrasse nelle logge massoniche ed inventasse un nuovo culto molto simile a quello dei pagani, potrebbe congratularsi con se stesso per essere stato letto, capito ed obbedito alla lettera; forse ne sarebbe addirittura geloso, vedendo che su certi punti sia stato superato, e su altri troppo obbedito; perché fu Machiavelli a dire: « Nelle esecuzioni non c’è pericolo, perché chi è morto non può più pensare alla vendetta. Così parlavano i nostri terroristi; così agiscono nei confronti dei deboli coloro che dicono, sempre con Machiavelli, « La legge suprema è la salvezza dello Stato », mentre Gesù Cristo ha detto: « Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia ».  – Per concludere queste considerazioni, citiamo un ultimo fatto, raccontato dagli storici, che mostra come questa rinascita del paganesimo sia avvenuta quasi del tutto dopo la morte di Leone X, avvenuta nel 1521: essendo scoppiata improvvisamente una violenta pestilenza a Roma, il popolo fu trascinato da ogni sorta di disordine. Un certo Demetrio di Sparta voleva far rivivere le cerimonie dell’antica superstizione. Dopo aver incoronato un bue con gli allori, lo condusse per le strade della città, poi lo condusse all’anfiteatro, dove lo sacrificò. Il popolo, tuttavia, si rese presto conto che si trattasse di un culto a satana e cominciò a temere un aumento delle disgrazie pubbliche e a chiedere solenni espiazioni. « Una folla di uomini, donne e bambini seminudi è stata vista andare in processione da una chiesa all’altra, flagellandosi e chiedendo pietà. Erano seguiti da lunghe file di matrone, ognuna con una candela in mano, anch’esse in atteggiamento di supplica e afflizione. » (I precursori della Riforma. – Cantù.). – Da quanto precede, dobbiamo concludere che Socino non abbia inventato nulla e che i moderni sociniani o massoni propaghino errori comuni ai protestanti, agli averroisti, ai maomettani, agli ariani, ai manichei, agli gnostici, ai Giudei deicidi, ai romani, ai greci, agli egizi e al paganesimo in generale, da quando esistono pagani nel mondo. Bossuet, parlando del paganesimo dei popoli antichi, diceva: « Lì tutto era Dio, tranne Dio stesso ». Questo è ciò che rivedremmo senza indugio, se Gesù Cristo, la Luce del mondo morale, scomparisse dalla nostra società moderna, portando con sé la bellezza della fede. Non sarà così, naturalmente, perché la Chiesa deve rimanere fino alla consumazione dei secoli e nella nostra amata Francia, nonostante gli errori di molti dei suoi figli, i giusti sono ancora numerosi. Dove sono coloro che osano bestemmiare dicendo che Gesù Cristo non è Dio? Su quali labbra troviamo queste parole empie? Quale parte dell’umanità non ha paura di pronunciarle, e quale parte, al contrario, grida con San Pietro che parla al suo Maestro: « Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente? » Tutti lo sanno: la dignità della vita, la nobiltà dei sentimenti, l’amore per la verità, la giustizia, la modestia, la devozione gratuita, le virtù più delicate e più nobili fioriscono e fruttificano all’ombra della croce e dell’altare; e se nel campo opposto si trovano qua e là qualità umane e caratteri elevati, se si risale alla loro culla, si trova spesso una madre cristiana, e più tardi insegnanti cristiani, una moglie e talvolta una famiglia cristiana.  Cristo non è Dio! Questa bestemmia, ripetuta oggi da uomini che non sanno dubitare, perché non hanno mai studiato né provato, la troviamo in bocca ai criminali, agli assassini del 1793; sulle labbra di Weishaupt, nell’ora delle sue devianze, mentre aspettava la fine della sua vita per andare a chiedere l’elemosina per costruire una chiesa cattolica; negli scritti di Voltaire, che si confessava, nei suoi momenti migliori; nei discorsi insidiosi di Cromwell, schiavo della sua ambizione; nella bocca di Socino, cacciato dalla sua patria; di un Averroè, di un Maometto, di un Giuliano l’Apostata, che si segnava di notte; dei falsi gnostici, discepoli senza dubbio dei farisei e degli scribi, che si allearono con Caifa, Erode e Pilato per condannare a morte Nostro Signore Gesù Cristo e per immolarlo per mano dei carnefici. Questi sono gli antenati dei nostri massoni atei e questa è, in breve, la storia del loro empio progetto, concepito da Erode l’Ascalonita. No, non è una novità, ha quasi mille e novecento anni, ma non è ancora riuscita ad avere successo fin ad ora.

II.In futuro, questo progetto trionferà?

Nel quinto capitolo degli Atti degli Apostoli leggiamo che i Giudei volevano mettere a morte Pietro e Giovanni perché annunciavano al popolo la divinità di Gesù Cristo. Allora un fariseo di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, si alzò in consiglio e ordinò che i due Apostoli venissero messi fuori per un po’ di tempo. Poi disse all’assemblea: « Uomini d’Israele, state attenti a ciò che fate a questi uomini. In effetti, prima di questi giorni, apparve Teuda, affermando di essere un personaggio, e circa quattrocento uomini si unirono a lui. Fu ucciso e tutti coloro che credevano in lui furono dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuuda galileo, nei giorni del censimento, e attirò il popolo dietro di sé. Anche questo perì e tutti quelli che si unirono a lui furono dispersi. Ora dunque vi dico: non immischiatevi più con questi uomini e lasciateli in pace; perché se questa impresa o opera è degli uomini, sarà distrutta; ma se al contrario essa è di Dio, non riuscirete a distruggerla. Così potreste trovarvi a combattere contro Dio stesso. Essi seguirono il suo parere. » Il ragionamento di Gamaliele è quello del buon senso e della vera esperienza; non può essere contraddetto, a meno che non si sia persa la ragione. Da Gamaliele a noi, l’opera di Gesù Cristo e dei suoi Apostoli ha perseverato, è cresciuta e ora copre la terra: viene da Dio, perché se venisse dagli uomini sarebbe già scomparsa da tempo. Quindi possiamo dire ai massoni, non più di Gamaliele, che essi si espongono a combattere contro Dio, anzi che sicuramente è Dio che stanno combattendo. Gli Imperatori romani tentarono per trecento anni di distruggere quest’opera, e le vittime superarono i carnefici; vennero poi gli eretici, che cercarono di pervertirne la dottrina, e vani furono i loro tentativi; Maometto apparve e si gettò sull’Europa cristiana con le sue terribili orde di saraceni, nella speranza di sostituire la croce con la mezzaluna, e Carlo Martello completò, a Poitiers, lo sbaragliamento della potenza musulmana; il protestantesimo, di cui Fausto Socino si mostrò il terribile figlio, nacque con Martin Lutero come padre. Nella mente dei suoi fondatori doveva prendere il posto del Cattolicesimo ed ora, grazie al sistema del libero esame, non ha più nemmeno un dogma come dottrina ed è fatalmente condannato a fondersi con il razionalismo. – Ora, nel XVIII secolo, il razionalismo aveva al suo servizio una falange di filosofi che non hanno più i loro eguali tra noi, eppure essi non hanno schiacciato quello che chiamavano l’Infame. Essi pensavano di avergli inferto dei colpi mortali ed ora, dopo un secolo, bisogna ricominciare le loro impotenti fatiche. I nostri massoni dell’ora presente, oggi si credono per caso più potenti degli Imperatori romani, più abili dei primi eresiarchi, più saggi di Giuliano l’Apostata, più terribili di Maometto, più potenti in filosofia degli averroisti, più considerati di Lutero e di Calvino, più sicuri di trionfare dei rivoluzionari del 1793? Quale forza sconosciuta hanno? Se ne avessero, per quanto grandi, non vincerebbero mai, perché combattendo contro Gesù Cristo combattono contro Dio: Christus vincit. Cristo è sempre stato vittorioso sui suoi grandi e piccoli nemici per quasi diciannove secoli: il loro piano fallirà.

2° Esso fallirà perché sta combattendo anche contro lo Spirito Santo. Ricordiamo in poche parole questa dottrina fondamentale, di cui il mondo non ha comprensione, e che è il motivo per cui il mondo ripete costantemente i suoi attacchi alla Chiesa Cattolica. – Prima di lasciare i suoi Apostoli, Nostro Signore predisse che essi e i loro successori sarebbero stati perseguitati, come Lui stesso era stato perseguitato. « Il servo – diceva loro – non è superiore al suo padrone… Hanno odiato me, odieranno anche voi … Ma non temete, Io ho vinto il mondo…. Io pregherò il Padre mio ed Egli vi darà un altro Paraclito che abiterà con voi per sempre, lo Spirito di verità, che vi insegnerà tutta la verità e vi suggerirà tutto ciò che vi ho detto… Riceverete il suo potere quando scenderà su di voi e mi renderete testimonianza a Gerusalemme e fino agli estremi confini della terra. » Così la Chiesa porta nel suo seno lo Spirito di Dio, che è la sua anima; e poiché questo Spirito divino non lascia e non lascerà mai la Chiesa, che è il Corpo di Cristo, essa è immortale, come lo sarebbe un corpo umano sempre unito alla sua anima. Voler uccidere la Chiesa significa voler uccidere lo Spirito Santo: è un sogno folle! « Tuttavia, è necessario che ci siano scandali, a causa della malizia umana; ma guai a colui attraverso il quale viene lo scandalo », dice il Signore. Questi scandali mettono a nudo i pensieri ed i sentimenti nascosti di ogni persona, portando i credenti a testimoniare la loro fede e gli altri ad agire nell’incredulità. L’anziano Simeone parlò in questo modo alla Vergine quando le disse: « Una spada di dolore trafiggerà la tua anima, perché siano svelati i pensieri di molti ». E San Paolo: « È necessario che ci siano eresie, affinché si conoscano quelli di provata virtù. In una parola, Dio usa il male dei malvagi per santificare i giusti e per far brillare le loro virtù nascoste. Dio permetterebbe il male, se il male non avesse la sua ragion d’essere? Questa è la spiegazione delle eresie e, in particolare, della massoneria sociniana, la peggiore di tutte, poiché va ben oltre le altre; non è il tetto della Chiesa Cattolica che essa cerca di rovinare, né le sue mura, ma le sue stesse fondamenta. Il nostro dovere è quello di resistere. Questa lotta tra il bene e il male ha la sua grandezza, poiché lo spettacolo più bello sulla terra è quello dell’uomo giusto che lotta con il dolore, come ha detto un saggio dell’antichità. Gesù Cristo ci ha offerto questo spettacolo in tutta la sua sublimità, soprattutto durante la sua vita e nell’ora della sua morte. – Ora ha dato alla Chiesa, sua Sposa mistica, un destino simile al suo, per continuare la propria vita attraverso i secoli. Appena nata, Essa ci ha offerto lo spettacolo dei suoi figli che si scontravano con gli Imperatori ed i carnefici romani; poi quello dei Dottori, i suoi nobili figli, che che fulminarono l’eresia; poi quello della sua figlia maggiore, la Francia, che schiacciava, a Poitiers, i seguaci di Maometto; i suoi grandi e santi missionari che ricacciavano la barbarie con la conversione dei popoli del Nord, che si precipitavano nel Sud dell’Europa, come per rovinare per sempre l’opera cristiana. Nel XIII secolo, San Francesco d’Assisi, con il suo celeste amore per Dio, distrusse la falsa povertà dei Fraticelli, e San Domenico, con la vera scienza, schiacciò l’Averroismo. Ignazio di Loyola incise sul suo stendardo il Sacro Nome di Gesù, proprio quando Socino stava per insorgere e bestemmiarlo; Gesuiti e massoni, d’ora in poi, cammineranno fianco a fianco, questi maledicendo Cristo, quelli orgogliosi di portare il suo Nome, di vivere, lavorare, soffrire e morire per Lui. Sì, questa lotta tra il bene e il male è uno spettacolo bellissimo, in cui si dispiega e si esprime la volontà libera dell’uomo, il dono più grande che Dio abbia fatto all’umanità, dice Dante, il poeta sublime. – Sarebbe interessante vedere come la Chiesa oppone la carità di San Vincenzo de’ Paoli, dei suoi eroici figli e figlie, alla filantropia massonica, che si rivolge solo ai propri membri; come Sant’Alfonso de’ Liguori combatte con la sua consolante dottrina il disperato rigorismo dei giansenisti, sempre alleati alla setta massonica, come Erode e Pilato, quando si tratta di perseguitare Gesù Cristo. Questo è il ruolo dei massoni sociniani. Come il tentatore, la loro setta dice alle generazioni che stanno nascendo: « Se, cadendo ai miei piedi, mi giurerete fedeltà, vi riempirò di piaceri, ricchezze e onori ». io vi proteggerò dai vostri rivali e dai vostri nemici. In verità, bisognerebbe essere accecati dalla passione per non capire che la Massoneria, soprattutto ai nostri giorni, svolge l’ufficio di tentatore all’interno della nostra società. Quanti sfortunati Cristiani sono stati messi in catene dalla setta sociniana! Quanti sfortunati Cattolici sono diventati suoi schiavi! Ora si accorgono dell’imprudenza che hanno commesso, ma non sanno come riparare al loro errore, ammesso che ne abbiano il desiderio. Questa lotta che dura da diciannove anni dimostra che la Chiesa è invincibile e che l’errore non ha mai una vittoria completa su di Essa: la verità rimane e l’errore passa. – La Chiesa è una nave misteriosa su cui veglia lo Spirito di Dio; è il suo soffio che gonfia le sue vele e la spinge verso tutti i lidi per portare i tesori del cielo. No, la muratoria non la farà affondare. Il popolo ha bisogno di ricevere da essa la verità ed anche la libertà, la vera libertà dei figli di Dio, alla quale la dottrina massonica è ostile.

DISCORSO SUL SEGRETO DELLA FRANCO-MASSONERIA (7)