CONGETTURE SULLE ETÀ DELLA CHIESA E GLI ULTIMI TEMPI (1)

CONGETTURE SU LE ETÀ DELLA CHIESA E GLI ULTIMI TEMPI (1)

Tratte dall’Apocalisse, dal Vangelo, dalle Epistole degli Apostoli, e dalle Profezie dell’Antico Testamento

Messe in relazioni con le rivelazioni della Suora della Natività

di Amedeo NICOLAS

Videte ataque, fratres quomodo caute ambuletis: non quasi insipientes

(Vigilate dunque attentamente, fratelli. sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti)

J. B. Pèlagaud et Cie. Imprim. Libraires De N. S. P. le Pape

Lyon, grande rue Mercière, n. 50 – Paris, rue les Sainte-Pères, 57. -1858.

DEDICA A MARIA IMMACOLATA

Degnatevi, gran Regina del cielo e della terra, di accettare l’offerta di questo libro e l’omaggio che ve ne fa l’ultimo dei vostri figli e servitori. Voi siete la Sedes Sapientiæ; se in queste pagine si trova qualche verità, essa viene da Voi; infatti, sentendo tutta la mia debolezza, io ho chiesto i vostri lumi al fine di essere utile ai miei fratelli e procurare, per quanto mi sia possibile, la maggior gloria di Dio; voglia la vostra materna bontà riguardare con benevolenza questo scritto, come quelli che lo hanno preceduto; che Ella mi dia e confermi la mia umiltà ed obbedienza alla Chiesa, che sono così necessarie per non cadere nei lacci dell’orgoglio e dell’errore.

Amedeo Nicolas.

Avviso

Io ho molto esitato prima di pubblicare queste “Congetture”; le ho sottoposte per lungo tempo alla critica, in Francia ed in Italia; ed è solo dopo che esse sono state accuratamente discusse e corrette, e sotto i consigli pressanti che mi sono stati dati, che io mi sono deciso. – La prima impressione che molti proveranno sentendo parlare di questo libro, sarà la repulsione per un commentario di qualche parte dei libri sacri fatto da un laico. Coloro che saranno in queste disposizioni vogliano ricredersi in piena ignoranza di causa; se essi leggeranno attentamente, spero che possano vedere un lavoro serio e coscienzioso, e non il prodotto di una immaginazione surriscaldata, di un cervello esaltato. Io so bene che molti lettori non saranno del mio avviso. L’eterna Verità è stata combattuta, a maggior ragione lo sarà questo libro che non ha la pretesa di essere la Verità. Nello stato attuale sarà certamente attaccato con forza, forse dal sistema, a causa delle sue relazioni con certe recenti opere che non sono convenute alla parte più sapiente e pia della nostra popolazione; ma io spero che, in questo caso, potranno ricredersi. Tuttavia, qualunque sia il risultato finale, vedrò con soddisfazione questo dibattito che potrà condurre alla conoscenza della verità, e rischiarare gli spiriti sull’epoca nella quale viviamo, e la sua prossimità della fine dei tempi. Contento per averne fornito l’occasione, io non prenderò parte alla discussione, a meno che non vi sia forzato; ma prego tutti coloro che avranno da fare delle osservazioni, di inviarmi delle lettere che le contengano. Io le sottoporrò a dei teologi, così come ho fatto per il libro stesso, e se sono giuste e fondate, le evidenzierò in una nuova edizione. Lungi dal respingere gli avvisi e le correzioni, io li richiedo e ringrazio in anticipo coloro che avranno la bontà di comunicarmeli.

Amedeo Nicolas

Marsiglia, via Thubaneau, 33.

* * * *

PREFAZIONE

Avevo sentito dire ai miei maestri che la lettura dei libri sacri, nelle parti mistiche e profetiche, non era consigliabile ad ogni età; essa poteva nuocere in gioventù a causa della vivacità delle passioni e dell’inesperienza, e che non dovevano leggersi se non con l’autorizzazione del direttore della mia coscienza. – Giunto sulla quarantina, non avevo ancora letto le Epistole. L’Apocalisse e la Bibbia della quale non conoscevo che la storia (avevo letto solo occasionalmente qualche parte isolata dell’Apocalisse). Poco avanti questa epoca della mia vita, nel 1850, ho avuto dei malanni molto seri; ho avuto a subire dei colpi molti dolorosi che si sono protratti per cinque anni; essi mi avrebbero abbattuto se la divina bontà, che me li aveva mandati per il bene della mia anima, non mi avesse sostenuto. – Questi grandi infortuni, che sono stupefatto per come abbia potuto sopportarli, ebbero come risultato di staccarmi ancor più dalla terra e dai tempi, per rivolgermi, anche con legami naturali, al cielo, ove si trovavano quasi tutti coloro che io amavo, e portarmi verso le cose di Dio, sia per nutrire il mio spirito, sia per riscattare il mio cuore e fortificarlo nella prova. – Dopo avere dato l’ultima mano a diverse opere, di cui avevo riunito e classificato i materiali da molto tempo, domandai il permesso di leggere dei libri santi che ancora non conoscevo; esso mi venne accordato. Pregai anche il mio direttore spirituale di tracciarmi il cammino da seguire in questa lettura; egli mi rispose di leggere e rileggere i testi senza fare, a loro riguardo, alcuna riflessione. – Io mi misi all’opera; lessi sei volte l’Apocalisse, i Profeti e le Epistole degli Apostoli senza lasciarmi andare a nessun personale apprezzamento; ero così nutrito da questi testi che tornavano spesso da soli alla mia memoria, senza che facessi nulla per  richiamarli; una spiegazione, un’applicazione mi attraversava lo spirito nel momento in cui meno lo aspettassi; esse apparivano improvvisamente come un bagliore, senza che uscissi dallo stato passivo in cui mi ero posto, e che fissassi altro per riceverle. Oggi era un passaggio che sembrava rivelarsi da se stesso, domani ne era un altro. – Avevo notato questi diversi scorci. Quando furono abbastanza numerosi, li raccolsi, li comparai e con mio grande stupore sembrarono coordinarsi molto bene tra di loro e formare un tutto omogeneo che non era contrastato da alcun testo sacro. – Fui tranquillizzato da questo perché temevo l’errore e la mia debolezza; nell’anno 1854 affidai il tutto ad un piccolo scritto di un centinaio di pagine che non è stato stampato, ma che è stato letto in diverse parti della Francia da diversi sacerdoti e laici. Questo opuscolo aveva per titolo: Dove siamo? O deve andiamo? – Fatto questo, pensai che dovessi conoscere le diverse opere scritte sugli ultimi tempi e le età della Chiesa, al fine di rettificare ciò che potesse essere inesatto o erroneo nella mia opera. Consultai circa venti libri relativi a questa materia, ma non ne ricevetti alcuna impressione che potesse modificare ciò che avevo scritto o farmi temere di essere nell’errore, ad eccezione di ciò che concerne i capitoli secondo e terzo dell’Apocalisse, nei quali si incontrava sì qualche conformità, ma tutto era differente. Si poteva quasi credere che questi autori avessero commentato un libro, ed io un altro. – Nell’anno 1856, un amico mi prestò per tre giorni, l’interpretazione latina dell’Apocalisse del venerabile Holzhauser (edizione di Bamberg, 1784). Lo lessi con avidità, e fui estremamente sorpreso di vedere che molte delle mie valutazioni, soprattutto le principali, erano conformi a quelle del decano di Bingen (fino al 1856 io non avevo conosciuto che una nota di qualche pagina del Commentario di Holzhauser, nota che possedevo fin dal 1849). – Quando ebbi terminato la prima edizione del mio libro sulla Salette (La Salette davanti alla ragione ed il dovere di un cattolico. La seconda edizione è in vendita da mese di settembre 1857), mi occupai nel mettere in ordine le predizioni relative agli ultimi tempi sparse nei quattro volumi della Suora della Natività. Avevo l’intenzione di pubblicarle dopo averle coordinate. Credevo di fare in questo una cosa utile, perché mi sembrava si conoscesse a qual punto noi siamo della vita del mondo, affinché si sappia di conseguenza, che i padri di famiglia debbano dirigere l’educazione dei loro figli, in modo di fortificarli per il giorno della grande Tentazione e a disporli, per quanto possibile, a soffrire il martirio, qualora Dio decidesse di concedere loro l’onore e la grazia di sceglierli come suoi testimoni. – Io avevo completato questo piccolo lavoro, quando il sig. Canonico de Wüilleret pubblicò la traduzione francese dell’Interpretazione di Holzhauser, contenente il Commentario delle parti (dal capitolo XV, v. 4 fino alla fine) che il venerabile Servo di Dio non aveva spiegato. Io allora esaminai attentamente ed in dettaglio quest’opera; mi accorsi che, se le mie Congetture principali si accordavano con quelle del santo padre, ero però in disaccordo con lui su molti dei punti che avevano importanza, ed ebbi l’idea di pubblicare delle osservazioni sia sulle opinioni dell’Autore, sia su quelle del suo rispettabile traduttore e continuatore. – Feci parte del mio progetto a qualche amico; essi mi consigliarono di riunire in un solo libro sia l’opuscolo «Dove siamo, dove andiamo?» togliendone le parti più evidenti che avessero potuto intimorire qualche spirito, sia le predizioni coordinate della Suora della Natività, sia infine le mie osservazioni sull’Interpretazione dell’Apocalisse di Holzhauser e M. de Wüilleret. Ho così ceduto a questo consiglio che mi è parso saggio. L’opera che presento al pubblico conterrà questi tre elementi e sarà così più completa ed utile. Ma siccome le predizioni della Suora della Natività (Vie et visions de Sœur de la Nativité: religieuse converse au couvent des Urbvanistes de Fougeres, vol. I-IV, Beaucé ed., Paris, 1819) non hanno alcuna autorità,  non le porrò in discussione, e mi limiterò a riportarle in maniera testuale ed analitica, con delle note a piè di pagina alle quali mi sembrerà che possano riportarsi (Le note relative alle rivelazioni della suor della Natività formeranno una seconda serie di note indicate da delle stelle, e avranno esse stesse delle sotto-note). Qualunque sia la mia attuale convinzione su tutto ciò che ho affidato a questa piccola opera, dichiaro di non avere espresso che delle opinioni particolari, puramente congetturali, che non hanno alcuna autorità e non ne aspirano ad averne. – Io non ho la singolare pretesa di credere di aver trovato la chiave delle profezie dell’Antico e del Nuovo Testamento. Quando pure le mie convinzioni fossero vere, esse non escluderebbero altri giudizi che potrebbero essere altrettanto veri, essendo la parola di Dio suscettibile di numerose applicazioni ugualmente giuste, ed essendo verità sotto diversi punti di vista. Se qualche volta mi esprimo in maniera affermativa, lo faccio nella forma, per la chiarezza e la brevità della frase, e non per il fondo. Io sono pronto ad abbandonare tutte queste maniere di vedere, se fossero erronee. – Figlio della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, io voglio servire mia Madre, e non affliggerla.

Amedeo Nicolas.

Di seguito sono riportati i seguenti passi delle Sacre Scritture, per la cui lettura rimandiamo alla Vulgata e alla traduzione italiana di Mons. A. Martini.:

APOCALISSE DI SAN GIOVANNI (I- XXII)

VANGELO DI SAN MATTEO:

Capitolo XIII – (24 – 30);

La Zizzania sopra seminata.

Capitolo XXII – (1- 13)

Parabola del festino di nozze – La veste nuziale

Capitolo XXIV –

I. (1-8)

 Rovina del tempio – Seduttori, Guerra – Carestia – Abominio

II. (9- 14)

 Giusti perseguitati – Falsi profeti – carità raffreddata – Perseveranza

III. (15 – 22)

Abominazione nel luogo santo – Fuga – Mali estremi

IV. (23 – 28)

Falsi cristi – Eletti quasi sedotti

V. (29 – 35)

Sole oscurato – Avvento di Gesù-Cristo

VI. (36 – 39)

L’Ultimo giorno improvviso

VII. (40-44)

L’uno preso, l’altro lasciato – Vegliare sempre

VIII (45- 51)

Servo prudente – Servo violento

VANGELO DI SAN LUCA

II. (7-14)

Prendere l’ultimo posto – Invitare i poveri.

III. (15-24)

Parabola dei convitati che si scusano.

ISAIA

CAPITOLO XXII

(1-25)

EZECHIELE

CAPITOLO XXXVII

(1-28)

CAPITOLO XXXVIII

(1-23)

CAPITOLO XXXIX

(1-29)

DANIELE

CAPITOLO VII

(1-28)

CAPITOLO XII

(1-13)

CONGETTURE SULLE ETÀ DELLA CHIESA E GLI ULTIMI TEMPI (2)