IL SEGNO DELLA CROCE (4)

IL SEGNO DELLA CROCE AL SECOLO XIX (4)

PER Monsig. GAUME prot. apost.

TRADOTTO ED ANNOTATO DA. R. DE MARTINIS P. D. C. D. M.

LETTERA TERZA.

28 novembre.

Seguito della terza presunzione: I dottori dell’Oriente e dell’Occidente.— Costantino, Teodosio, Carlomagno, San Luigi, Baiardo, Don Giovanni d’Austria, Sobieski. — Quarta presunzione: La condotta della Chiesa. — Quinta presunzione: Quelli che non fanno il segno della Croce. — Riassunto.

Ora, mio caro amico, senza eccezione alcuna tutti questi grandi geni facevano il segno della Croce, come devote giovanette. Questi lo facevano continuamente e non rifinivano dall’inculcare i Cristiani di eseguirlo in tutte le occasioni. Fare il segno della croce sopra di quelli che mettono in Gesù Cristo ogni loro speranza, dice uno di loro, è cosa fra noi notissima, e studiosamente eseguita, Primum est et notissimum (S. Basil. De S. S. c. XXVII). Un altro: La croce è dappertutto: presso i re ed i sudditi, gli uomini e le femmine, le vergini e le spose, gli schiavi ed i liberi, tutti segnano di esso il membro più nobile, la fronte…. Non vogliate sortire dalla vostra abitazione senza dire: Rinunzio a satana, e sono seguace fedele di Cristo, e senza accompagnare queste parole col segno della croce: cum hoc verbo et crucem in fronte imprimas (Crysost. Him. XXI, ai pop. Antioch.). Ed un altro: Noi dobbiamo segnarci ad ogni operazione che ci occorre compiere nel corso del giorno; omne diei opus in signo facere Salvatori* (S. Ambr. Serm. XLIII). E Gaudenzio, il gran Vescovo: « Il segno della croce sia fatto constantemente sul cuore, sulle labbra, e sulla fronte, al pranzo, al bagno, al letto, entrando o sortendo da casa, nella gioia e nella tristezza, stando seduto ed in piedi, parlando, camminando, a dir corto, in ogni operazione: verbo dicam, in omni negotio. Facciamolo sul nostro petto e sopra tutte le membra, onde l’intiero nostro corpo sia difeso da questa invincibile arma de’ Cristiani: armemur hac insuperabili christianorum armatura » (S. Gaud. Ep. Brix Tract. de lect. evang., S. Ciril. Hier. Catech, iv, n. 14. – S Efrem de Panoplia). – Fino agli estremi di loro vita, confermando le parole coi loro esempi, noi vediamo questi geni morire, come l’illustre Crisostomo, questo re della eloquenza, segnandosi del santo segno redentore. Il fiore de’ Cristiani formato a questa scuola ne imitava gli esempi. Girolamo parlando di Paola, di questa discendente degli Scipioni, ci dice: Dessa, sul punto di rendere la sua bell’anima, quando ci era già impossibile più intendere le sue parole, avea il dito sulla bocca, e, fedele al pio uso, ella disegnava la croce sulle sue labbra (Ad Eustoch. De Epiph. Paulæ).  – Attraversiamo i secoli ed accenniamo qualche anello della catena tradizionale. Senza far parola degl’immortali imperatori, legislatori e guerrieri ad un tempo, Costantino, Teodosio, Carlomagno, fedeli al pio uso di segnarsi del santo segno della croce, arriviamo al migliore de’ re, che abbia avuto la Francia, S. Luigi. Il suo amico ed istoriografo de Joinville scrive di lui: « Il re cominciava dal segno della croce la tavola, il consiglio, la guerra, tutte le sue azioni »(Vita cap. XV). Del cavaliere senza paura e sema rimprovero, Baiardo, ferito a morte, ultimo gesto fu il segno della croce, ch’egli fece con la spada. La potenza cattolica e la potenza musulmana si trovano di rincontro nel golfo di Lepanto, rappresentate da due flotte che sorpassavano il numero di quattrocento vele. Da questa guerra dipende il trionfo della civiltà, o quello della barbarie, i destini dell’Europa sono nelle mani di Don Giovanni d’Austria. L’eroe cristiano innanzi di dare il segno della battaglia si segna, ed i capitani lo imitano. L’islamismo non ancora può rifarsi della completa rotta, che ne riportò. Ma non pertanto un secolo più tardi volea riparare le sue perdite. Le sue orde innumerevoli si avanzavano fin sotto le mura di Vienna. Sobieski accorre con forze che sono un nulla al confronto di quelle dell’inimico. Ma Sobieski è Cristiano. Innanzi di discendere nel campo della battaglia fa segnare di croce la sua armata, e se stesso segua di una croce vivente, ascoltando la messa con le braccia distese in forma di croce. Per questo segno, dice un guerriero Cristiano, il visir fu battuto.  Non la finirei, mio caro, se volessi narrare lutti i fatti storici che confermano la frequenza e la perpetuità di questo segno, presso i veri Cristiani di tutti i secoli e di tutte le condizioni, sì nel mondo, che nei chiostri dell’Oriente e dell’Occidente. Questa gloriosa tradizione non è una presunzione rispettabile in favore de’ nostri maggiori della Chiesa primitiva? Che cosa mai ne pensano i tuoi compagni?  

Quarta presunzione in favore de’ primi Cristiani è l’uso della Chiesa. I secoli, e con essi gli uomini cangiano leggi, abitudini, mode, linguaggio, maniera di vedere e di giudicare: tutto si modifica. Solo la Chiesa non cambia mai, immutabile come la verità di che è maestra, quanto essa insegnava e faceva ieri, insegna ed opera quest’oggi, insegnerà ed opererà domani e sempre. Qual è il suo pensiero e la sua condotta sul conto del segno delia croce? Nulla v’ha, su di che meglio si mostri la sua divina immutabililà. Da poi 18 secoli si può dire, che la Chiesa vive del segno della croce: un istante solo non lascia di praticarlo. Comincia, continua, compie ogni operazione con questo segno. Di tutte le sue pratiche il segno della croce è la principale, la più comune e familiare, desso è l’anima de’ suoi esorcismi, delle sue preghiere e benedizioni. Quanto essa opera al presente nelle nostre basiliche sotto i nostri occhi, essa operava nelle catacombe al cospetto de’ nostri padri. Senza il segno della croce, dicono essi, nulla si fa tra noi legittimamente, niente è santo e perfetto (Sine quo signo nihil est sanctum, neque alia consecratio meretur effectum. S. Cypr. de bapt. chr. Quod signum nisi adhibeatur, nihil recte perficitur. S. Aug Tract. 188 in Joan. n. 5). Il potere della Chiesa, come quello del suo Fondatore, si esercita sulle persone e sulle cose, si estende sino al cielo e per tutta la terra: Data est mini omnis potestas. Come la esercita essa? Per Io mezzo del segno della croce. Quanto essa destina a’ suoi usi, l’acqua, il sale, il pane, il vino, il fuoco, le pietre, il legno, l’olio, il balsamo, il lino, la seta, il bronzo, i metalli preziosi, tutto segna di croce. Quanto appartiene ai suoi figli, le loro dimore, i campi, gli armenti, i loro strumenti da lavoro, le invenzioni di loro industria, di tutto prende possesso col segno della croce.  Vuole dessa preparare al Signore del cielo un’abitazione sulla terra? Innanzitutto la croce deve conservare lo spazio che occuperà l’edilizio. Niuno, dicono i Concili, si permetta innalzare una Chiesa, innanzi venga il Vescovo e vi faccia il segno della croce per scacciare satana (Nemo Ecclesiam ædificet, antequam Episcopus civitatis veniat et ibidem crucem figat: addit glossa, ad abigendas inde dæmonum phantasia.’. (Novella T, paragraph. I. Cap. Nemo consecrat. dixt.). Il segno della croce è il primo mezzo, di che usa per benedire i materiali del tempio, e per ben venti volte lo esegue sul pavimento, sui pilastri, e l’altare, e per renderlo immobile fa sormontare il tempio da una croce di ferro. Quando i suoi figli verranno nella casa di Dio, che faranno eglino avanti che ne passino la soglia? Il segno della croce. Da qual cosa i capi della preghiera, i Vescovi ed i preti cominceranno a celebrare le lodi dell’Altissimo? Dal segno della croce. Quando al principio de’ santi uffizi noi facciamo il segno della croce accompagnandolo con le parole: Signore venite in mio soccorso; è come se dicessimo, scrive un’antico liturgista: Signore, la vostra croce è il nostro aiuto: la mano ve ne rappresenta il segno, e la lingua vi prega. satana è il condottiere di tutti i nostri nemici; egli governa il mondo, e solletica la nostra carne. Ma se voi, o Signore, verrete in nostro soccorso con la vostra croce, esso e tutti i nostri nemici verranno messi in fuga. Ecco la sua condotta per l’uomo tempio vivo della Trinità. Quello, che opera sopra di lui quando sorte dal seno materno, è il segno della croce; e quando l’uomo entra nel seno della terra, la Chiesa dello stesso segno l’adorna. Questo è il primo saluto e l’ultimo addio, ch’ella usa col figlio della sua tenerezza. E quanti segni di croce lungo il tempo interposto fra la tomba e la culla? Al Battesimo, quando egli diviene figlio di Dio, lo segna di croce; nella Confermazione, sul punto di divenire soldato della virtù, lo segna di questa croce; nella Eucaristia, quando riceve il Pane degli Angeli, lo segna parimente; alla penitenza, dove l’uomo riacquista la vita divina, il segno redentore è eseguito sopra di lui; nella Estrema unzione, dalla quale trae forza per l’ultima battaglia, la croce lo segna; nell’Ordine e nel Matrimonio, in questa associazione alla paternità divina,la Chiesa onora l’uomo con questo segno (Si regenerari oportet, crux adest; si mystico cibo nutriri, si ordinari, et si quidvis aliud faciendum, ubique nobis adest hòc victoriæ symbolum. (S. loan. Chrysot. iti Matth, homil. 54, ri. 4). Quod Signum nisi adbibeatur frontihus crederitium, sive ipsi aquæ in qua regenerantur, sive oleo quo cbrismate unguntur, sire sacrificio quo aluntur, nihil eorum recte perficitur. S. August, in Joan, tract. 128, n. 5). Ma v’ha di più. Quando la Chiesa nella persona del Sacerdote ascende l’altare armato della onnipotenza con che comanda, non più alla creatura ma al Creatore, non all’uomo ma a Dio, il cielo si apre alla sua voce, ed il Cristo rinnova tutti i misteri della sua vita, della sua morte, e della gloriosa Resurrezione; v’ha alto alcuno da eseguire con maggiore solenne gravità, e da cui è da eliminare accuratamente quanto potrebb’essere straniero e superfluo? Ora nel corso di questa azione per eccellenza, che cosa fa la Chiesa? In essa più che in ogn’altra moltiplica il segno della croce; dessa si ravvolge nel segno della croce; cammina attraverso questo segno, lo ripete sì soventemente, che il numero di questo potrebbe sembrare esagerato, se non fosse profondamente misterioso. Sai tu quante volte il prete esegue il segno della croce lungo il tempo della Messa? Egli lo fa quarantotto volte. Dico male: per quanto dura il Sacrifizio, il prete è un segno di croce vivente.  E la Chiesa cattolica, la grave institutrice delle nazioni, la grande maestra della verità, si compiacerebbe di ripetere in sì solenne azione, un segno inutile, superstizioso, o di nessuna importanza! Se i tuoi compagni lo credono, a torto sono increduli; non mancano di credulità. La condotta della Chiesa e de’ veri Cristiani di tutti i secoli, è una presunzione vittoriosa in favore de’ nostri antenati.

La quinta presunzione in favore de’ primi Cristiani sono quelli che non fanno il segno della croce. Sulla terra v’hanno sei categorie di esseri che non fanno il segno della croce. I pagani: Cinesi, Indiani, Tibetani, Ottentotti, i selvaggi dell’Oceania, gli adoratori d’idoli mostruosi, i popoli profondamente degradati, e non meno infelici; questi non fanno il segno della croce. I maomettani: simili agl’immondi animali pel sensualismo, ed alle tigri per la ferocia, sono automi del fatalismo; questi, non si segnano. I Giudei: incrostati di falde di profonda superstizione, sono una pietrificazione vivente di una razza scaduta; questi neanche si segnano. Gli eretici: settari orgogliosi a segno da voler riformare l’opera di Dio, e cui toccò in sorte perdere fin l’ultimo lembo di verità, lo posso, scriveva non ha guari uno de’ ministri prussiani, scrivere sull’unghia del mio pollice quanto v’ha di comune credenza fra i protestanti: i protestanti non hanno il segno della croce. I cattivi Cattolici: rinnegati del loro Battesimo, schiavi del rispetto umano, superbi ignoranti, che parlano di tutto del tutto, ignoranti, adoratori del dio ventre, del dio carne, del dio materia, e la cui vita è sozza al pari d’immondo limo: questi del pari non si segnano. Le bestie: bipedi e quadrupedi di tutte le specie; cani, gatti, asini, muli, cammelli, i barbagianni, i coccodrilli, le ostriche, gl’ippopotami, questi non si segnano. – Tali sono le sei categorie di esseri che non fanno il segno della croce. Se nei tribunali il carattere morale degli accusatori e dei difensori contribuisce grandemente, innanzi lo stesso esame della causa, a formare l’opinione de’ giudici; lascio a te stesso pensare se il carattere di quelli che non fanno il segno della croce sia una presunzione favorevolissima pei primi Cristiani!  A dir breve, relativamente al segno della croce frequentemente eseguito, il mondo è diviso in due campi opposti.

A favore: gli ammirevoli Cristiani della primitiva Chiesa, gli uomini di gran santità, i più grandi geni dell’Oriente e dell’Occidente, i veri Cristiani di tutti i secoli, la Chiesa Cattolica istessa, maestra di verità.

Contro: i pagani, i maomettani, i giudei, gli eretici, i cattivi cattolici e le bestie.

Mi pare che tu possa di già pronunziarti. Ma meglio lo potrai quando saprai le ragioni, che condannano gli uni e giustificano gli altri. Te le dirò nelle seguenti lettere.

IL SEGNO DELLA CROCE (5)