PREGHIERA

PREGHIERA

[G. Bertetti: “Il Sacerdote predicatore”, S.E.I. Ed. Torino, 1919]

I. Dobbiamo pregare.

– 1. La preghiera è un bisogno del cuore. — 2. È un comando di Dio. — 3. Dobbiamo pregare sempre. — 4. Per chi dobbiamo pregare.

1. LA PREGHIERA È UN BISOGNO DEL CUORE. — Il nostro cuore ha un desiderio immenso di felicità; … non trovandola in noi stessi, il nostro cuore cerca la felicità fuori di noi … E quando gli pare di avere scoperto godere così la felicità bramata … Ma la creatura non ci può dare la felicità ch’essa non ha al par di noi; … la creatura, egoista al par di noi, non ci vuol dare quel po’ di felicità apparente e caduca ch’ella possedesse per avventura … – Dio invece, perfezione infinita, sommo bene e sommo vero, Dio solo può darci la felicità: … Dio vuol darci la felicità … Egli non ci respinge, quando ci solleviamo a Lui con la nostra mente per domandargli quella felicità che unicamente si può avere nel suo santo amore … Dio non ci respinge: … è Lui che ci ha messo in cuore un desiderio immenso di felicità, appunto perché a Lui ricorriamo con la preghiera… I poveri son respinti dai palazzi dei ricchi, ma non li respinge Dio, allorché gli domandano di starsene nella sua casa e di assidersi alla sua mensa per sempre. « Con Dio t’è permesso di conversare e di trattenerti a tuo piacimento e d’ottenere con la preghiera ciò che brami; e benché tu non possa udire la sua voce, tuttavia, quando ti vedi da Lui esaudito, t’accorgi che Egli si degna di parlarti, se non con le parole, coi benefizi» (S. Giov. CRIS. , in Eccli., 18) La preghiera adunque è un bisogno del cuore, com’è un bisogno del cuore la felicità; … l’uomo non può star senza pregare: … o prega sollevandosi all’altezza di Dio, o prega abbassandosi alla miseria e al fango della creatura, … o trova la felicità pregando Dio, o pregando la creatura trova il nulla, e talvolta peggio del nulla, il peccato. La preghiera è un bisogno del cuore: … e posto per impossibile che Dio ci avesse proibito di pregarlo, noi non potremmo comprimere la voce del cuore che ci mette sul labbro la preghiera… Ma Dio, ben lungi dal proibirci di pregarlo e d’affollarci intorno a lui come altrettanti poverelli, ce ne fa un espresso e severo comando …

2. LA PREGHIERA È UN COMANDO DI DIO . — È vero che Dio nella sua liberalità ci concede molte cose senza che noi lo preghiamo, ma molte altre cose ha disposto di concedercele soltanto a patto che noi lo preghiamo … Ed ha così disposto, non già perché Egli abbia bisogno delle nostre preghiere o per conoscere le necessità in cui ci troviamo, ma « perché acquistiamo una certa qual famigliarità nel ricorrere a Lui e perché lo riconosciamo autore d’ogni nostro bene » (S. TH., 2a 2ae, q. 83, a. 2)… Dio vuole che lo preghiamo e che la nostra preghiera « salga come incenso nel suo cospetto » (Ps. CXL, 2), subordinando a questo tributo di religioso affetto la concessione delle sue grazie … «Chiedete, e otterrete; cercate, e troverete; picchiate, e vi sarà aperto; poiché chiunque chiede, riceve; chi cerca, trova; e sarà aperto a quello che picchia» (MATTH., VII, 7, 8)… La conseguenza è chiara: … chi non chiede non riceve, chi non cerca non trova, chi non picchia non si vedrà la porta aperta. Non pago d’avercene dato il comando in termini così rigorosi, il Salvatore ce ne volle dare l’esempio, passando spesso le notti in continua preghiera e non compiendo mai opera di rilievo senza farvi precedere una fervente orazione … Benché la sua volontà, interamente conforme a quella dell’eterno Padre, avesse forza di preghiera, pregò anche con la voce:… « avrebbe potuto il Signore in forma di servo pregare in silenzio, ma volle dimostrarsi orante in tal modo presso il Padre, ricordandosi d’essere nostro maestro » (S. AGOSTINO, tract. 104 in Joan.)… Benché il suo intelletto fosse sempre unito a Dio, secondo l’essere personale e secondo la beata contemplazione, prima di pregare, come se avesse bisogno di raccogliersi, solleva gli occhi al cielo; … a pregare si ritirava nella solitudine, … si prostrava a terra pregando, ….

3. BISOGNA PREGAR SEMPRE. — E quante volte, o Divin Maestro, noi dobbiamo pregare?… «Pregar sempre e non lasciar mai di pregare » ( Luc, XVIII,1) … – Noi pregheremo sempre e non lasceremo mai di pregare, se conserveremo sempre vivo in noi lo spirito di preghiera, ossia l’intenzione di fare tutto a onore e gloria di Dio ( la Cor., X, 31);… « il giusto prega sempre, sempre, perché anche quando la mente non prega, pregano le opere; anzi, perfino quando dorme, le sue opere risplendono al cospetto del Signore e intercedono per lui presso Dio» (S. AMBROGIO, serm. 6);…. «prega sempre chi opera sempre secondo Dio » (S. BEDA Ven. in sentent.); … « prega sempre chi fa sempre bene » (S. BASILIO, hom. in Judith mart.)… – Certo il Divin Maestro non ci obbliga a tralasciare ogni altra occupazione che non sia la preghiera: … Egli stesso, oltre che alla preghiera attese al lavoro manuale nella bottega di Nazaret, a predicare, a risanar infermi; … Egli stesso, oltre che alle necessità dell’anima, provvedeva e per sé e per altri alle necessità del corpo … – Così Nostro Signore non ci obbliga a far orazioni lunghissime;… anzi « è conveniente che la preghiera duri solo nella misura ch’è utile a eccitare il fervore del desiderio interno: sorpassata tal misura, e arrivati al punto di non poter più proseguire senza noia, non è bene prolungar oltre l’orazione » (S. TH., 2a 2æ, q. 83, a. 14);… la buona intenzione di pregare « non dev’esser sforzata, se non può più durare; come non dev’essere presto interrotta, se la dura» (S. AGOSTINO, ep. ad Prob.). – Neppure ha voluto il Signore assegnarci un orario preciso e particolareggiato per la preghiera; … vuole però che sia frequente secondo le necessità d’ognuno: « in tutte le cose la quantità dev’essere proporzionata al fine, come la quantità della medicina alla salute » (S. TH., 2a 2æ, q. 83, a. 14)… Anche qui però la Chiesa interviene com’è suo dovere, a dichiararci per tranquillità della nostra coscienza quali tempi siano più propizi alla preghiera, esortandoci a pregare dopo che ci siam levati al mattino,… al mezzogiorno, … alla sera prima del riposo, … prima e dopo il lavoro; … prima e dopo il cibo, … nel momento delle tentazioni … Non è più un’esortazione, ma un comando a nome di Dio, quel che la Chiesa ci fa di pregare nelle domeniche e nelle feste di precetto, nei quali giorni si deve pregare non più in privato soltanto, ma in pubblico; non più in casa nostra, ma nella casa di Dio… Vuole la Chiesa che almeno una volta la settimana facciamo violenza al cuor di Dio, pregando insieme riuniti in un medesimo luogo e e in un medesimo spirito, secondo la dolce promessa del Redentore: « Vi dico pure che se due di voi s’accorderanno sulla terra a domandare qualsiasi cosa, sarà loro concesso dal Padre mio ch’è nei cieli» (MATTH., XVIII, 19) – Due altri modi per pregar sempre, oltre lo spirito di preghiera e oltre il pregar in determinati tempi, ci suggerisce l’Angelico:… 1) conservare in noi la divozione provata durante la preghiera;… 2) far del gran bene agli altri, sicché i beneficati per riconoscenza preghino in nostro favore

4. PER CHI DOBBIAMO PREGARE . — Anzitutto dobbiamo pregare per noi stessi: … così vuole la carità ben ordinata, … così c’insegnò Gesù Cristo col suo esempio … Nella sua ultima orazione pubblica, Egli cominciò a pregare per la sua glorificazione, poi per tutt’i credenti (JOAN., 17) … « Gesù Cristo volle ricorrere con la preghiera al Padre per darci l’esempio di pregare e per dimostrare che dal Padre è eternalmente proceduto secondo la natura divina, e ha da Lui tutt’i beni che ha secondo la natura umana. – Alcuni beni aveva già ricevuti dal Padre nella natura umana, ma altri ne aspettava che non aveva ancor ricevuti: e come per i beni già ricevuti nella natura umana ringraziava il Padre, riconoscendolo come autore, così anche per riconoscere come autore il Padre, gli domandava pregando i beni che ancora gli mancavano secondo la natura umana, come la gloria del corpo e altre cose siffatte. E anche in questo ci diede l’esempio, a ringraziare il Signore dei doni avuti e a domandargli con la preghiera quel che non abbiamo ancora » (S. TH., 3a, q. 21, a. 3). Gesù, dopo aver pregato per sé, pregò per tutti noi: « Padre santo, custodisci nel nome tuo tutti quelli che m’hai affidato, affinché siano una cosa sola come noi » (JOAN., 17, 11) … La carità c’impone di volere il bene non soltanto per noi, ma anche per gli altri: … « pregate gli uni per gli altri, affinché siate salvi» ( JAC, 5, 16) … Preghiamo per i giusti, affinché perseverino; … per i peccatori, affinché si convertano;… preghiamo per il trionfo della Chiesa militante; … preghiamo per la sollecita liberazione delle anime tra le fiamme della Chiesa purgante… Nessuno sia escluso dalla carità delle nostre preghiere: … la Chiesa prega non solamente per i suoi membri, ma per tutti gli uomini, per i pagani, per gli eretici, per gli scismatici, per i suoi nemici, per i suoi persecutori, per i suoi carnefici … Preghiamo anche noi per i nostri nemici:… «pregate per quei che vi perseguitano e vi calunniano» (MATTH., V, 44) … È vero che, per l’adempimento dì questo precetto, basta che « non escludiamo i nemici nelle preghiere che facciamo in generale per tutti, il pregare poi per essi in modo speciale è cosa di perfezione, ma non di necessità, se non in qualche caso speciale » (S. TH., 2a 2æ, q. 83, a. 8) … Ma quanto maggior bene otterremo per noi e per tutti, se fossimo capaci di quest’atto di perfezione!… « Se Stefano non avesse pregato per Saulo, forse la Chiesa non avrebbe un San Paolo » ( S . AGOSTINO, ep. 97) … E se Gesù in sulla croce non avesse pregato per i suoi crocifissori, forse il mondo pagano non si sarebbe convertito con tanta rapidità e con tanto entusiasmo… Che se Dio non accenna ancora ad esaudire le nostre iterate suppliche, esaminiamoci se per avventura escludiamo più o meno dalla nostra preghiera qualcuno dei nostri fratelli: … Dio, in tal caso, tratterebbe noi, con la stessa misura onde avremo trattato gli altri …

II. Come bisogna pregare.

– 1. I tre effetti della preghiera. — 2 . Come bisogna pregare: a) perché la preghiera sia meritoria; b.) perché sia impetrativa; c) perché ci sia di spirituale refezione.

1. I TRE EFFETTI DELLA PREGHIERA . Tre sono gli effetti della preghiera: … il primo effetto è comune a tutti gli atti informati dall’amor di Dio; ed è l’effetto di meritar la grazia e la gloria; … il secondo effetto è proprio della preghiera, ed è quello d’impetrar da Dio qualche bene;… il terzo effetto è quello di riuscire come una spirituale refezione alla mente… Dipende dalla nostra buona volontà il conseguire i due primi effetti, arrecandovi le dovute disposizioni;… non sempre riusciremo, con tutta la nostra buona volontà, a ottenere nell’atto della preghiera il terzo effetto, ma con la buona volontà potremo ottenerne compenso sovrabbondante in un maggior merito e in una maggior impetrazione.

1. COME BISOGNA PREGARE a) PERCHÈ LA PREGHIERA SIA MERITORIA .

Ci vuole anzitutto l’intenzione di pregare:… la preghiera non è un meccanico movimento di labbra, ma un atto dell’intelletto e della volontà;.., pregare significa parlare con Dio: ora, è impossibile metterci a parlare con una persona, senza aver l’intenzione di parlarle… La preghiera sarà tanto più meritoria quanto più sarà ricca di buona e santa intenzione: … e il meglio che possiamo fare sarà di pregare « in unione di quella divina intenzione con cui Gesù Cristo sciolse lodi a Dio sulla terra »… Così c’insegna la Chiesa a pregare (orai, ante Div. Off.) – Ci vuole la fede nell’onnipotenza e nella bontà di Dio:… «il fondamento della preghiera è la fede; dunque crediamo per poter pregare, e preghiamo perché non ci abbia mai a mancare questa fede con cui preghiamo; la fede c’inspira la preghiera, la preghiera fatta ci ottiene il rassodamento della fede » (S. AGOSTINO, traci. 36 de Verb. Doni, secundum. Luc.) … Che merito potrà avere la preghiera fatta da chi non conosce più Dio e il Salvator nostro Gesù Cristo? … da chi ha perduto la fede, trascurando la parola di Dio? … « Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo; ma come invocheranno uno, in cui non hanno creduto? e come crederanno in uno, di cui non hanno sentito parlare? come poi ne sentiranno parlare senza chi predichi? » (Rom., X, 13, 14) Ci vuole la carità verso Dio… cioè bisogna essere in grazia di Dio: … è la grazia di Dio che dà la forma sovrannaturale alle nostre opere buone e comunica loro un merito eterno … Solo «le preghiere dei santi» esalano come profumi dalle coppe d’oro tenute in mano dagli angeli del cielo (Apoc, V, 8):… « la preghiera senza la grazia santificante non è meritoria, come non sarebbe meritorio qualsiasi altro atto virtuoso » (S. TH., 2a 2æ, q. 83, a. 15). – Ci vuole umiltà, riconoscendo la nostra miseria e l’immenso bisogno che abbiamo del divino aiuto … Dio è gelosissimo della sua gloria: … dà a noi tutt’i beni, dà a noi se stesso, ma vuole riserbata unicamente a se la gloria:… «Non ad altri darò la gloria mia » (ISA., XLII, 8; XLVIII, 10) … Che merito potrà avere la preghiera del superbo che ruba a Dio la gloria? …Preghiera abbominevole sarebbe, perché « ogni uomo arrogante e superbo è in abbominio presso Dio » (Prov., XVI, 5), e di sette cose che Dio detesta, mette per prima la superbia (Prov., VI, 17; Eccli., X, 7; XI, 32) …

b) PERCHÈ LA PREGHIERA SIA IMPETRATIVA. — Perché la preghiera ci ottenga di diritto, secondo l’indefettibile promessa del Redentore, ciò che domandiamo, occorre anzitutto che abbia tutte le condizioni volute per essere meritoria … A rigore di giustizia meriterebbero dunque soltanto d’essere esaudite le preghiere fatte in grazia di Dio: … nondimeno Dio per pura sua misericordia esaudisce anche le preghiere del peccatore, purché siano fatte con fede e umiltà e purché adempiano alle altre condizioni che si richiedono per ottenere d’essere esauditi da Dio. Se vogliamo essere esauditi da Dio, oltre alle condizioni richieste perché la preghiera nostra sia meritoria, demanderemo cose necessarie per la vita eterna… la gloria di Dio,… la .sua santa grazia,.., la perseveranza finale; … domanderemo le cose temporali, solo in quanto ci siano utili alla vita eterna,… ma di questa utilità lasceremo giudice Dio:… «La misericordia di Dio talora esaudisce e talora non esaudisce le suppliche fattegli per le necessità di questa vita; ciò che all’infermo sia utile, lo conosce meglio il medico che l’ammalato » (S. AGOSTINO, sent. 212);… ma anche quando Dio nella sua misericordia non ci concede quel che a noi pareva un bene e sarebbe stato un male, ci accorda in sua vece un benefizio maggiore che apprezzeremo a suo tempo … Può accadere che Dio non ci esaudisca quando gli domandiamo una cosa evidentemente utile alla nostra salute eterna, p. es. la vittoria d’una tentazione, il compimento d’un’opera buona;., in tali casi, Dio differisce semplicemente di esaudirci per farci procurare dei meriti maggiori e per concederci poi la grazia con maggior abbondanza, … o non ci esaudisce per colpa nostra, che spesso pretendiamo tutto da Dio senza mettere tutto l’impegno e tutto l’ardore nel fare il bene … Se vogliamo che il Signore benedica i nostri passi nella via della perfezione, dobbiamo pregare come se tutto dipendesse da Lui, dobbiamo lavorare come se tutto dipendesse da noi … Molte grazie il Signore suole concedere soltanto dopo molte istanze: … le avremo, se persevereremo nella preghiera; e non le avremo, se non persevereremo … perseveriamo nel pregare:… e saremo certo esauditi … «Dio vuol essere pregato, vuol essere costretto, vuol essere vinto con una certa qual importunità, e perciò ti dice che il regno dei cieli si toglie a viva forza e si rapisce con la violenza. Sii dunque assiduo nella preghiera, sii importuno: guardati dallo scoraggiamento. Se Dio da te pregato finge di non udirti, ricorri alla rapina per impossessarti del regno dei cieli, ricorri alla violenza per sforzar la stessa porta del cielo. Buona violenza è questa, per cui Dio non s’offende, ma si placa; non si danneggia il prossimo, ma s’aiuta; non si fa peccato, ma si cancella » (S. GREGORIO, in Ps. 6). – S’avverta finalmente che, se abbiam l’obbligo di pregar per tutti, e se la preghiera fatta per altri procura meriti a chi la fa, specialmente quand’è fatta per i nemici, il Signore ha promesso soltanto d’esaudire le preghiere fatte per nostro vantaggio (JOAN., 16, 23); … Egli vuole che si preghi da tutti, e che nessuno se ne dispensi con la scusa che altri prega per lui … L’uomo non può acquistar per altri il merito della vita eterna, quindi neppur quello che s’appartiene alla vita eterna: « accade perciò talvolta che la preghiera fatta per altri, anche fatta piamente e perseverantemente e di cose appartenenti alla salvezza, non riesca ad impetrare, a cagione dell’impedimento frapposto da colui per il quale si prega » (S. TH., 2a 2æ, q. 83, a. 7)

c) PERCHÈ LA PREGHIERA SIA PER NOI UNA REFEZIONE SPIRITUALE, non basta che sia fatta con intenzione santa e che abbia tutte le altre condizioni accennate fin qui: occorre inoltre l’attenzione della mente … «Di tre sorta è l’attenzione che si può adoperare nella preghiera: la prima, superficiale, per cui si bada a non errare nelle parole, la seconda, letterale, per cui si bada al senso delle parole; la terza, spirituale, per cui si bada al fine dell’orazione, cioè a Dio e alla cosa per cui si prega: e quest’attenzione è la più necessaria, e la possono avere anche gli analfabeti… Ma la mente umana per l’infermità della natura non può starsene lungo tempo in alto, poiché l’anima è tratta in basso dal peso dell’umana infermità; e perciò accade che quando la mente di chi prega sale a Dio con la contemplazione, ben presto rimane divagata per qualche debolezza… Anche i santi, quando pregano, soffrono distrazioni» (S. TH., 2a 2æ, q. 93, a. 13)… Ed è un gran santo, un angelico santo, quello che così parla! Dunque, con tutta la nostra buona volontà, delle distrazioni ne avremo anche noi: … il merito della preghiera ci sarà sempre, se le distrazioni non sono volontarie, ma il terzo frutto della preghiera, il cibo dell’anima, non possiamo gustarlo… Ebbene, sta a noi aumentare in compenso il merito della povera nostra preghiera, accompagnandola con molti sentimenti d’umiltà inspirati dalla miseria in cui ci troviamo di non riuscire neppur a recitare un Pater senza distrazioni… « Ciò che ti manca di fervore, suppliscilo con l’umile riconoscimento della tua miseria » (S. BERNARDO, de inter. domo, 37); … piace di più al Signore una preghiera fatta in mezzo alle distrazioni, ma poi sanata con un atto, anzi con frequenti atti d’umiltà, che non una preghiera fatta in mezzo all’estasi, ma poi guastata e rovinata da un atto di superbia … E poiché a noi non è dato il dono della contemplazione, cerchiamo altrove il pascolo dell’anima: … cerchiamolo nella parola di Dio, … nella meditazione, … nelle buone letture, … soprattutto nel sacramento dell’Eucaristia … – Nello stesso tempo continueremo con ogni fedeltà, anche fra le distrazioni e le aridità di spirito, nella recita delle nostre preghiere, le quali saranno tanto più accette a Dio, quanto più ci sentiremo tristi e abbattuti nel farle…