LE CINQUE PIAGHE di NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

Il venerdì della III settimana di Quaresima, è dedicato alle SS. Piaghe di N. S. GESU’ CRISTO.  Onoriamole con la meditazione e la preghiera.

I. Signore mio Gesù Cristo, io adoro la piaga del vostro piede sinistro. Vi ringrazio di averla per me sofferta con tanto dolore e con tanto amore. Compatisco la pena vostra e quella della vostra afflitta Madre, e per i meriti di questa santa piaga, vi prego di concedermi il perdono dei miei peccati, dei quali con tutto il cuore mi pento, sopra ogni male per essere stati altrettante offese alla vostra intima bontà. Maria addolorata, pregate Gesù per me. Pater, Ave, Gloria.

[Per le piaghe che soffristi, Gesù mio, con tanto amore, e con tanto tuo dolore, abbi pur di me pietà.]

II. Signore mio Gesù Cristo, io adoro la piaga del vostro piede destro. Vi ringrazio per averla per me sofferta con tanto dolore e con tanto amore. Compatisco la pena vostra e quella della vostra afflitta Madre, e per i meriti di questa santa piaga vi prego a darmi forza di non cadere per l’avvenire mortale. Maria addolorata pregate Gesù per me. Pater, Ave, Gloria.

[Per le piaghe che soffristi, Gesù mio, con tanto amore, e con tanto tuo dolore, abbi pur di me pietà.].

III. Signore mio Gesù Cristo, io adoro la piaga della vostra mano sinistra. Vi ringrazio per averla per me sofferta con tanto dolore e con tanto amore. Compatisco la pena vostra e quella della vostra afflitta Madre, e per i meriti di questa santa piaga vi prego di liberarmi dall’inferno tante volte da me meritato, dove non potrei più amarvi. Maria addolorata pregate Gesù per me. Pater, Ave, Gloria.

[Per le piaghe che soffristi, Gesù mio, con tanto amore, e con tanto tuo dolore, abbi pur di me pietà.].

IV. Signore mio Gesù Cristo, io adoro la piaga della vostra mano sinistra. Vi ringrazio per averla per me sofferta con tanto dolore e con tanto amore. Compatisco la pena vostra e quella della vostra afflitta Madre, e per i meriti di questa santa piaga vi prego di donarmi la goria del Paradiso, dove vi amerò perfettamente e con tutte le mie forze. Maria addolorata pregate Gesù per me. Pater, Ave, Gloria.

[Per le piaghe che soffristi, Gesù mio, con tanto amore, e con tanto tuo dolore, abbi pur di me pietà.].

V. Signore mio Gesù Cristo, io adoro la piaga del vostro costato. Vi ringrazio per aver voluto anche dopo la morte soffrire quest’altra ingiuria, senza dolore sì, ma con sommo amore. Compatisco la vostra afflitta Madre che fu sola a sentire tutta la pena; e per i meriti di questa santa piaga vi prego di concedermi il dono del vostro santo amore, acciocché io vi ami sempre in questa vita per venire poi nell’altra ad amarvi eternamente in Paradiso. Maria addolorata pregate Gesù per me. Pater, Ave, Gloria.

[Per le piaghe che soffristi, Gesù mio, con tanto amore, e con tanto tuo dolore, abbi pur di me pietà.].

Un Pater, Ave e Gloria, pregando secondo le intenzioni del Sommo Pontefice [Gregorio XVIII], per l’acquisto delle indulgenze.

V. Adoramus te Christe, et benedicimus tibi,

R. Quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum.

V. Ora pro nobis, Virgo dolorosissima.

R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.

Oremus

Deus, qui unigeniti Filii tui, pretioso sanguine, vivificæ Crucis vexillum santificare voluisti, concede quæsumus, eos qui ejusdem sanctæ Crucis gaudent honore, tua quoqueubique protectione gaudere. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

ALL’ARCANGELO S. GABRIELE (24 marzo e 5 dic.).

Le feste degli Angeli.

Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell’Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall’avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore. – Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l’Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della SS. Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.

Dignità di S. Gabriele.

Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc. I, 19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l’Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.

Il suo posto nell’Antico Testamento…

Tale funzione egli inaugurò sin dall’Antico Testamento. Lo vediamo prima manifestarsi a Daniele Profeta, nella visione da questi avuta sugli imperi Persiano e Greco; ed è tale la luce che egli irradia, che Daniele cade annientato bocconi ai suoi piedi (Dan. VIII, 17). Poco dopo Gabriele riappare al medesimo Profeta, per predirgli

il tempo preciso della venuta del Messia, dicendogli: fra settanta settimane di anni la terra vedrà il Re-Cristo (Ibid. IX, 21).

...nel Tempio.

Quando saranno venuti i tempi, ed il Cielo avrà stabilito di far nascere l’ultimo Profeta, colui che, dopo aver annunciato agli uomini la prossima epifania dell’Inviato divino, lo mostrerà al popolo come l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, Gabriele discende dalle sfere celesti nel Tempio di Gerusalemme e annunzia al sacerdote Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, preludio di quella di Gesù,

…a Nazaret.

Dopo sei mesi, l’Arcangelo Santo riappare sulla terra, e questa volta a Nazaret, ove reca dal cielo la grande novella. La sua celeste natura si abbassa davanti ad una creatura umana. Maria, per proporle da parte di Dio l’onore di divenir la Madre del Verbo eterno. – E lui che riceve il consenso della Vergine, e quando lascia la terra va in possesso di Colui ch’Ella attendeva come la rugiada del cielo (Is. XLV, 8).

…a Betlem.

È giunta l’ora in cui la Madre dell’Emmanuele elargirà agli uomini il frutto benedetto delle sue viscere. La nascita di Gesù è velata di mistero e di povertà; ma il Cielo non permette che il Bambino del Presepio rimanga senza adoratori. Un Angelo appare ai pastori dei campi betlemiti e li raduna intorno alla culla del neonato; l’Angelo è accompagnato da una immensa schiera di Spiriti celesti che cantano: Gloria a Dio e Pace agli uomini ! Chi è mai quest’Angelo superiore che parla solo ai pastori ed è circondato da miriadi di Angeli formanti la sua corte? Alcuni gravi dottori cattolici sostengono che questo Angelo è Gabriele, che persegue la propria missione di messaggero della buona novella.

…al Getsemani.

Finalmente, quando Gesù nell’orto del Getsemani, nell’ora che precede la Passione, prova nella sua umanità terrori ed angosce, gli appare un Angelo, non tanto come testimone della sua crudele agonia, ma per sostenerne il coraggio. Chi è quest’altro Angelo che il Vangelo non nomina? Uomini saggi e pii vedono ancora in lui Gabriele.

Il nome.

Tali i titoli che ha questo Arcangelo ai nostri omaggi di cristiani, e tali i segni che giustificano il suo bel nome di Forza di Dio. Dio infatti l’ha voluto presente in ogni fase della grande opera, per mezzo della quale più ha manifestato la sua potenza: perché, come dice l’Apostolo, Gesù Cristo è la Virtù di Dio anche sulla Croce (I Cor. I, 24).

Gabriele ed il Messia.

Dunque Gabriele interviene ad ogni passo a preparare la via del Signore: annuncia l’epoca precisa della sua venuta; nella pienezza dei tempi viene a rivelare la nascita del Precursore; quindi assiste, celeste testimone, al mistero del Verbo fatto carne; al cenno della sua voce i pastori di Betlem, primizie della Chiesa, accorrono ad adorare il Figlio di Dio; e quando l’umanità oppressa di Gesù ha bisogno del soccorso d’una creatura, ecco di nuovo Gabriele nell’Orto dei Dolori, come già si fece presente a Nazaret e a Betlemme.

Lode.

Tutto il genere umano ti è debitore, o S. Gabriele! e noi oggi assolviamo il nostro debito di riconoscenza verso di te. Dall’altezza dei cieli consideravi e compativi le nostre sciagure; ogni carne infatti aveva corrotto la sua via, e si faceva sempre più universale sulla terra il divino abbandono. Allora l’Altissimo ti affidò la missione di recare la buona novella al mondo che periva. Com’è bello il tuo volo, o Principe celeste, quando dal soggiorno di gloria ti dirigesti a noi! Com’è tenero e fraterno il tuo amore per gli uomini, che inferiori a te nella natura, saranno elevati all’onore dell’unione con Dio! – E con quale rispetto ti avvicinasti alla Vergine, che sorpassa in santità tutte le angeliche gerarchie! Tu, felice messaggero di salute, chiamato dal Signore ogni qualvolta Egli vuole mostrare la virtù del suo braccio, degnati offrire l’omaggio della nostra gratitudine a Colui che ti mandò. Aiutaci a soddisfare il debito immenso che abbiamo verso il Padre « che amò tanto il mondo da dargli il suo Figlio Unigenito » (Gv. III, 16); verso il Figlio « che umiliò se stesso prendendo la figura di schiavo (Fil. II, 7); verso lo Spirito Santo «che si posò sul Fiore spuntato dalla radice di Jesse » (Is. XI, 1-2). – Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a « Maria, piena di grazia » ; tu a portarci dal cielo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l’appresero, la ripetono in tutta la terra; giorno e notte. Fa’ che la nostra grande Regina sempre l’ascolti sulle nostre labbra.

Preghiera.

O amico degli uomini, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa’ che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell’Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l’Uomo-Dio e Lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d’ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa’ che meritiamo d’occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra. Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l’inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l’aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo di Dio; sconfiggi l’eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l’indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste : Gloria a Dio! pace agli uomini!

[Dom Gueranger: l’Anno Liturgico, vol I]

I. Per quella gloria che vi distingue tra tanti vostri compagni, o grande Arcangelo S. Gabriele, essendo voi uno dei sette che stanno continuamente al trono dell’Altissimo, ottenetemi la grazia che io cammini mai sempre alla divina presenza, affinché i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni altro non abbiano in mira che la pura gloria di Dio. Gloria.

II. Per quel santo giubilo che sentiste, o glorioso Arcangelo S. Gabriele, nell’essere spedito alla terra annunziatore del mistero il più consolante, cioè l’Incarnazione del Verbo e l’Universal Redenzione, ottenetemi la grazia che io non mi gonfi mai tra gli onori né mi smarrisca tra le umiliazioni, ma sappia di tutto servirmi secondo i disegni di Dio, i quali non hanno altro scopo che la mia e la comune santificazione. Gloria.

III. Per quell’ineffabile allegrezza che voi provaste, o glorioso Arcangelo s. Gabriele, nel presentarvi in Nazaret a Maria, la più privilegiata e la più santa fra tutte le figlie d’Eva, otteneteci la grazia che io Le professi costantemente una singolarissima devozione, e mi occupi a tutto potere nell’accrescere il numero dei suoi devoti, e nel promuovere il suo culto alfine di partecipare a quella beatitudine che è parzialmente promessa a’ suoi sinceri veneratori. Gloria.

IV. Per quell’insolito gaudio che vi inondò, o glorioso Arcangelo s. Gabriele, nel preconizzare Maria come la piena di grazie,la benedetta tra tutte le donne, e l’unica eletta fra tutte a divenir Madre del Verbo, ottenetemi, vi prego, che amando io, ad imitazione della ss. Vergine, il ritiro e la preghiera, meriti di essere distinto anche in terra con particolari benedizioni.

V. Per quell’improvviso stupore che vi comprese, o glorioso Arcangelo s. Gabriele, quando vedeste la SS. Vergine conturbarsi alle vostre magnifiche parole, ottenetemi, vi prego, un affetto costante alla santa umiltà, che è il fondamento e il sostegno di tutte le virtù.

VI. Per quella straordinaria venerazione che per Maria concepiste, o glorioso Arcangelo S. Gabriele, quando la vedeste più pronta a rinunziare l’onore della divina maternità che la perpetua conservazione della propria verginità, otteneteci, vi prego, la risoluzione ed il coraggio di rinunziare a tutti i piaceri e a tutte le grandezze del mondo, anzi che violare menomamente le promesse fatte al Signore.

VII. Per quell’ammirabile benignità onde voi, o glorioso Arcangelo s. Gabriele, dissipaste tutti i timori che agitavano il cuor di Maria quando sentissi da voi annunciare per madre, sgombrate, vi prego, la mia mente da tutte le illusioni con cui il principe delle tenebre si sforza di impedire la cognizione chiara e precisa delle verità che tornano indispensabili al conseguimento della salute. Gloria.

VIII. Per quella generosa prontezza con cui la SS. Vergine credette a tutte le vostre parole, o glorioso Arcangelo S. Gabriele, e consentì alla proposta di divenir Madre del Verbo, e corredentrice del mondo, ottenetemi, vi prego, la grazia che mi uniformi sempre spontaneamente alla volontà de’ miei maggiori, e porti con allegria quella mistica croce di patimenti che piacerà al Signore di addossarmi. Gloria.

IX. Per quella gioia infinita che inondò insieme tutti i cuori dei giusti nel Limbo, degli angioli nel Paradiso e degli uomini sopra la terra, quando, riportando voi, o glorioso Arcangelo S. Gabriele, al trono della SS. Trinità il consenso della SS. Vergine, discese il Verbo del Padre nel di Lei seno, ove, per opera dello Spirito Santo, si vestì delle nostre miserie, ottenetemi, vi prego, la grazia che io cammini fedelmente dietro gli esempi luminosissimi che di tutte le virtù venne a darci questo Unigenito incarnato, affinché, dopo averlo seguito per la strada dei dolori, giunga con Lui a salire il monte misteriosa della vision sempiterna. Gloria.

OREMUS.

  • Deus, qui inter cæteros Angelos, ad annunciandum Incarnationis tuæ misterium, Gabrielem Arcangelum elegisti, concede propitius, ut qui festum ejus celebramus in terris, ipsius patrocinium sentiamus in coelis. Qui vivis, etc.

GIACULATORIA A S. GABRIELE,

Deh tu governami – sempre fedele,

o caro arcangelo – san Gabriele,

e non permettere – giammai che sia

di te dimentica – l’anima mia.

[G. Riva: Manuale di Filotea, Milano 1888]