TEMPO DI SETTUAGESIMA (2020)

TEMPO DI SETTUAGESIMA

(Messale Romano di S. Bertola e G. Destefani, comm. di D. G. LEFEBVRE O. S. B; L. I. C. E. – R. Berruti & C. Torino 1950)

SECONDA PARTE DELL’ANNO ECCLESIASTICO

IL MISTERO DELLA REDENZIONE.

CICLO DI PASQUA

Tempo della Settuagesima (Settuagesima-Ceneri).

Tempo di Quaresima (Ceneri-Dom. di Passione).

Tempo di Passione (Dom. di Passione-Pasqua).

2° Tempo Pasquale (Pasqua-Trinità).

3° Tempo dopo la Pentecoste (Trinità-Avvento).

Col Tempo della Settuagesima incomincia il Ciclo che ha per centro la solennità delle solennità: la festa di Pasqua. – Il Ciclo di Natale dipende essenzialmente dal Ciclo di Pasqua, poiché, se Dio è disceso fino a noi; è stato per innalzarci fino a Lui Al Ciclo dell’Incarnazione, nel quale la liturgia ci mostra un Dio che riveste l’umanità nostra, corrisponde quindi il Ciclo della Redenzione, nel quale esso ci mostra Gesù che ci rende partecipi della vita eterna (Pref. dell’Ascensione). È questa la grande opera che il Padre diede da compiere al Figlio suo (Giov. XVII, 4). –  Perciò la Chiesa che ci ha manifestato la Divinità di Gesù Cristo durante la prima parte dell’anno ecclesiastico, nella seconda ci mostra quello che Gesù ha fatto per meritarcela e comunicarcela (Il nome Gesù significa Salvatore, quello di Cristo ricorda che Egli fu unto della Divinità. Il nome di Gesù Cristo o di Uomo-Dio riassume dunque in modo perfetto il Ciclo di Pasqua che analizza soprattutto l’opera dell’umanità di Gesù come Salvatore, e quello di Natale che descrive l’opera di Cristo come Dio.). – S’impegnerà fra Lui e satana una lotta violenta che andrà sempre più accentuandosi durante i tre periodi successivi chiamati Tempo di Settuagesima, di Quaresima e di Passione. Il Cristo è Dio. la sua vittoria è quindi certa. Ed ecco che entriamo nel Tempo Pasquale, nel quale il trionfo del Redentore sul demonio, sul mondo e sulla carne si afferma con la sua resurrezione, con la sua ascensione e la fondazione della Chiesa, alla quale Egli invia lo Spirito Santo. E nel Tempo dopo la Pentecoste Gesù continua a mandare questo Spirito vivificante che permette alla Chiesa nascente di svilupparsi nel corso dei secoli per raggiungere « la pienezza del Cristo ». (Agli Efesini, 4, 13).

Anticamente si consacravano perciò:

.- 1) alla penitenza pubblica dei peccatori, e alla Iniziazione dei catecumeni, le settimane precedenti la Pasqua;

.- 2) a ricevere il Battesimo e l’Eucaristia gli ultimi tre giorni della Settimana Santa e la Festa di Pasqua;

.- 3) e all’incremento della vita spirituale de’ neofiti e delle anime riconciliate con Dio, la Pentecoste e le Domeniche seguenti.

Ai nostri giorni questo stesso periodo ci immerge di nuovo nello spirito del nostro Battesimo e ci fa morire e risuscitare ogni anno di più con nostro Signore per mezzo della Confessione pasquale.

TEMPO DELLA SETTUAGESIMA.

(Dalla Settuagesima al Mercoledì delle Ceneri).

I — Commento dogmatico.

Domeniche; Letture del Breviario; Testi delle Messe:

Settuagesima –  Storia di Adamo. – Gesù, novello Adamo

Sessagesima – Storia di Noè – Gesù, il vero Noè.

Quinquagesima – Storia di Abramo. – Gesù, il vero Abramo.

1a Domenica di Quaresima – Il pensiero delia Quaresima assorbe quello di Isacco – Gesù nel deserto.

2a Domenica di Quaresima – Storia di Giacobbe. – Gesù, il vero Giacobbe.

3a Domenica di Quaresima – Storia di Giuseppe. – Gesù, il vero Giuseppe.

4a Domenica di Quaresima – Storia di Mosè. – Gesù, il vero Mosè.

Come al Ciclo di Natale, la Chiesa riprende Io studio dell’Ant. Test, per mostrarci tutte le grandi figure, che hanno preannunziato l’opera redentrice del Cristo, la cui storia, figura di quella di Gesù, è ben atta a prepararci alla grande festa di Pasqua, nella quale noi celebriamo il suo trionfo.» Interrogate le Scritture, – diceva nostro Signore, – esse vi parlano di me ». Lex gravida Christo, l’Antica Legge è tutta piena delia preoccupazione del Messia, poiché tutto presso il popolo di Dio prediceva ed annunziava Gesù. L’Antico Testamento è dunque come un Vangelo anticipato, che illumina di luce singolare la storia del Salvatore. Per questo la Chiesa si compiace di stabilire nella sua liturgia un parallelo costante fra le prime e le ultime pagine della Bibbia; questo parallelismo continua «durante tutta la Settuagesima e la Quaresima e lo ritroveremo in modo molto chiaro anche nel Tempo dopo là Pentecoste. – Il quadro seguite, che spiegheremo in particolare nelle Domeniche che vi corrispondono, ci lascia vedere la successione delle letture dell’Ufficiatura divina al Tempo di Settuagesima e di Quaresima. Ci insegna pure in quale senso dobbiamo studiare le Messe dei medesimi Tempi per comprenderne pienamente il significato (vedi quadro seguente). Gesù ripara i danni causati da Adamo; è per la Chiesa il vero Noè, cioè il fondatore di un nuovo popolo; più ancora di Àbramo, Egli è il capo del popolo che Dio si è scelto come suo; meglio di Giacobbe, Egli è il protetto e il benedetto da Dio; più di Giuseppe rese bene per male e meglio di Mosè liberò il suo popolo dalla schiavitù del peccato e lo nutrì col vero pane disceso dal cielo. Se sapremo fondere così la storia del popolo di Dio, di Gesù e della Chiesa, entreremo nella mentalità che ha presieduto alla composizione del Messale Romano, e che ha per scopo di far partecipare la Chiesa al mistero pasquale che Israele ha annunziato e che Gesù Cristo ha realizzato. – Durante questo Tempo di Settuagesima, la Chiesa si ferma sulle tre prime figure che abbiamo indicate nel prospetto su esposto. Vi vediamo il peccato di Adamo — peccato originale — e le sue funeste conseguenze (Settuagesima); la malizia degli uomini, — peccati attuali — e il diluvio che ne è il castigo (Sessagesima); e finalmente il sacrificio di Abramo e quello di Melchisedech (Quinquagesima) che sono presagio del sacrificio che Dio richiese al proprio Figlio per l’espiazione dei peccati di tutto il genere umano. Questa affermazione del dogma del peccato originale e il quadro delle sue tristi conseguenze, fanno risaltare in Gesù il suo glorioso titolo di Salvatore (È a Sichem, dove Abramo innalzò il primo altare a Jehowah, che il Cristo per la prima volta si dichiara alla Samaritana come il Salvatore degli uomini ed è Gerusalemme, di cui Melchisedech era re, che Egli sceglierà come capitale del suo regno e vi stabilirà il trono glorioso della Croce.) — Il Vangelo degli operai della vigna (Domenica di Settuagesima), e quello del Seminatore (Domenica di Sessagesima), ci ricordano che la Redenzione si estende a tutti gli uomini, Giudei e Gentili, e la guarigione del cieco di Gerico (Domenica di Quinquagesima), che segue l’annuncio della Passione, ci mostra i benefici effetti che la croce di Gesù produce in noi. Le Epistole di S. Paolo, infine, durante queste tre domeniche ci ricordano che la Chiesa deve in questo periodo completare l’opera del Salvatore, entrando coraggiosamente nella ascesi purificatrice della penitenza.

II. Commento storico.

La liturgia segue Gesù passo passo nella sua vita terrena. Ma come già nel Tempo di Natale, la Chiesa nella sua Liturgia ci presentava per es., il ritrovamento di Gesù nel Tempio prima di ricordare la fuga in Egitto e celebrava questo avvenimento prima dell’adorazione dei Magi, così anche qui non dobbiamo esigere un ordine strettamente storico nella concatenazione degli avvenimenti, che formano l’oggetto del Tempo della Settuagesima e di quello di Quaresima. Così, infatti, la tentazione nel deserto è posta alla prima domenica di Quaresima e il Battesimo di N. S. all’Ottava dell’Epifania, il 13 Gennaio; la parabola del buon seminatore, che si riferisce al secondo anno delia vita pubblica, viene prima della parabola degli operai della vigna che il Signore raccontò il terzo anno, e cosi di seguito. È compito nostro, che conosciamo la vita di Gesù nell’ordine in cui la si ricostruisce generalmente, mettere a posto ognuna delle scene che gli Evangelisti ci tracciano. – Cosi il Vangelo della Sessagesima ci riporta al secondo anno di ministero con la parabola del Seminatore, pronunziata sul lago di Genèsareth, a Cafarnao, e inspirata dall’aspetto delle colline verdeggianti, che lo circondano. Il Vangelo della Settuagesima ci chiama a meditare la parabola degli operai della vigna, detta da Gesù in Perea, il terzo anno del suo ministero. La festa di Pasqua, nella quale il Salvatore doveva essere immolato, si avvicina ed Egli annunzia ai suoi Apostoli che stanno per avverarsi le predizioni dei profeti sulla sua Passione. Per recarsi a Gerusalemme, Egli attraversa il Giordano e a Gerico guarisce il cieco di cui ci parla il Vangelo della Quinquagesima. Se laChiesa non segue nel Messale l’ordine storico della vita di Gesù, pure passa dai misteri della sua infanzia a quelli della vita pubblica e della sua Passione c finalmente ai misteri gloriosi. Noi dobbiamo entrare in questa mentalità generale se vogliamo vivere uniti di cuore alla Chiesa durante tutto l’anno. Non perdiamo quindi di vista che il Ciclo è stato costituito lentamente, con elementi che si riferiscono a liturgie e ad epoche molto diverse e che solo molto più tardi sono stati concatenati gli uni agli altri. Il Tempo di Quaresima, per esempio, è stato fissato prima del Tempo della Settuagesima e soltanto più tardi si sono aggiunti quattro giorni alla Quaresima per avere i quaranta giorni di digiuno come Cristo li aveva avuti nel deserto. Infatti se si tolgono le domeniche, nelle quali non si digiuna, ci sono quaranta giorni dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo. Ma non si può negare che nel Ciclo, quale lo abbiamo ai nostri giorni, i tempi di penitenza e di lavoro rappresentati dalla Settuagesima e dalla Quaresima, si riferiscono alla vita pubblica di Gesù, iniziata dal suo ritiro nel deserto e dal suo battesimo e terminata tragicamente con la sua Passione che la Chiesa commemora al tempo perciò, chiamato di Passione. – L’idea di associare le anime nostre a Gesù nella sua vita di lavoro e di apostolato durante queste nove settimane preparatorie alla Pasqua si rivela chiaramente nel vari testi tanto delle Messe come dell’ufficiatura di questo tempo. II modo migliore per prepararsi a celebrare i gloriosi avvenimenti del tempo pasquale non è forse quella di unirci a Cristo negli avvenimenti dolorosi che cominciano  col suo ministero? Poiché fin da questo momento i nemici di Gesù cominciano a dichiararsi e il loro odio cresce finché non ottiene piena soddisfazione col deicidio di Venerdì Santo. Allora si comprende meglio il motivo del ripudio di Israele e dell’elezione del Gentili, ai quali la liturgia della Settuagesima e di Quaresima fa continuamente allusione. A Pasqua infatti, come abbiamo veduto, si battezzavano anticamente i pagani; e i tempi liturgici che precedevano questa festa erano tutti intesi a prepararli per il Battesimo e a dimostrar loro che nel regno di Dio occuperebbero il posto del popolo infedele, perché accettavano il Messia che Israele ripudia. E così questa parte del Ciclo unisce intimamente la Chiesa al suo Sposo divino in questa fase della sua vita ove Egli opera la nostra salvezza; ciò indica che dobbiamo far nostri tutti i sentimenti del Cristo, divino missionario e nostro Salvatore, e cooperare cosi alla sua opera di redenzione facendo penitenza e ascoltando la parola di Dio e scacciando dal nostro cuore il demonio, di cui Gesù è venuto a distruggere il regno. – Questa parte del Ciclo liturgico ricorda dunque ogni anno le lotte e i travagli tanto di Cristo, quanto della sua Chiesa. E in questo, come abbiamo già detto, Gesù e la sua Sposa non hanno fatto che realizzare quello che Dio aveva promesso ai profeti e che il popolo di Dio aveva abbozzato nell’Antica Legge. In tal modo la liturgia dà a tutto il piano divino una grande unità, sopprimendo per così dire le distanze di tempo e di luogo e rendendo tutti i popoli contemporanei gli uni agli altri in Gesù, di cui essa ogni ani\ ritraccia la vita.

III. — Commentò Liturgico.

Il tempo di Settuagesima, comincia la nona settimana prima di Pasqua e consta di tre domeniche chiamate Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima. Queste denominazioni, prese dal sistema di numerazione .in uso, segnano la serie delle decine o la decade nella quale cade ciascuna di queste domeniche. Infatti se si dividono le nove settimane che precedono Pasqua in serie di 10 giorni o decine, si può riscontrare, che la la di queste nove domeniche cade nella settima decina, la 2a domenica nella sesta, la 3a domenica nella quinta, di qui i nomi rispettivi di domenica in Settuagesima, in Sexagesima, in Quinquagesima. – La festa di Pasqua è mobile e può essere celebrata, secondo gli anni, fra il 22 marzo, e il 25 aprile. Quando cade presto, il Tempo di Settuagesima viene ad occupare il Tempo dopo l’Epifania e le poche Domeniche di questo periodo si celebrano dopo la Domenica 23a dopo Pentecoste. – Questa epoca liturgica è un preludio della Quaresima e una preparazione lontana alla festa di Pasqua. Essa serve di transizione per l’anima che deve passare dalle gioie del Ciclo di Natale all’austera penitenza della Santa Quarantena./Se anche il digiuno non è ancora prescritto, pure il colore dei sacri paramenti è già il violaceo. Come nell’Avvento si sospende il Gloria in excetsis, perché è il canto che, dopo aver celebrato Cristo nascente nella nostra carne mortale, deve celebrarlo quando nascerà nella sua carne immortale, cioè quando uscirà dalla tomba ». (Inno del Mattutino della Domenica In Aibis). – II martirologio ci annunzia: « La Domenica di Settuagesima, nella quale si tralascia il Cantico del Signore che è l’Alleluja ». Come potremmo, diceva il popolo di Israele, cantare il cantico del Signore in terra straniera? (Salmo CXXXVI) Questa terra straniera, per il popolo cristiano è il mondo che è luogo di esilio, mentre l’Alleluia è il canto che S. Giovanni udì in cielo e che la liturgia riprenderà nel Tempo Pasquale che rappresenta la vita futura. Alle feste della resurrezione, infatti, acclameremo Cristo che atterrerà satana e che liberandoci dalla cattività del peccato, ci riaprirà la patria celeste. Il Tempo di Quaresima che dura quaranta giorni (Quadragesima) e quello di Settuagesima che è designato dalle tre decine precedenti (Quinquagesima, Sessagesima, Settuagesima) rappresentano dunque i settanta anni che Israele passò in esilio nella dura cattività dei Babilonesi. Perciò si sospende il canto dell’Alleluja durante questo tempo in cui il nome e lo spirito ci ricordano così bene che « siamo degli esiliati, gementi e piangenti in questa valle di lagrime » (Salve Regina). – Il Tempo di Settuagesima termina col Mercoledì delle Ceneri.

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.

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