CATECHISMO E CATECHIZZAZIONE

Catechismo e Catechizzazione.

[G. Perardi: Nuovo Manuale del catechista, 9a ed. L.I.C.E. Ed. Torino, 1929]

« Non basta far una cosa; è necessario farla bene »„ – Questa importantissima massima che bisogna applicare in tutte le opere e specialmente nelle religiose, è assai trascurata nell’insegnamento del catechismo. Molti lamentano lo scarso frutto che si ricava dall’insegnamento del catechismo. E veramente chi considera lo stato della nostra società, la quale pur si dice cristiana, mentre si può dire che ne ha quasi solo il nome, chiede a se stesso, se agli uomini che la costituiscono, sia stato impartito un insegnamento religioso. – Non è certamente esagerato dire, che la causa principale per cui si è ricavato così scarso frutto, sta nel fatto che generalmente il catechismo non è stato insegnato bene; e non è stato insegnato bene perché coloro a cui era affidato sì nobile e difficile compito, non erano stati preparati in nessun modo, alla loro nobile e delicata missione. Generalmente agli incaricati dell’insegnamento del catechismo si è consegnato un « testo » del piccolo libro, indi si sono mandati in classe a « fare il catechismo ». Alcuni (ma relativamente pochi), furono provveduti d’un libro di spiegazione. Tutto si limitò qui. Ci sia permessa un’osservazione grave. Al contadino s’insegna il modo d’usare la zappa e gli altri strumenti, pur così semplici, del suo mestiere. E si pretenderà che il Catechista. – un giovanetto, una giovanotta generalmente senza cultura speciale – pel fatto solo che gli si è messo in mano un testo, o al più, » in casi rarissimi, una « spiegazione », sia senz’altro in grado di compiere fruttuosamente l’opera più delicata e difficile, qual è quella di insegnare la scienza più sublime a menti tenere e non ancora aperte, come sono quelle de’ fanciulli? e di insegnarla in modo che sia istruzione alla mente, educazione al cuore, onde li formi buoni Cristiani? – Osserviamo quanto fa lo Stato per la formazione dei maestri elementari, che debbono spezzare agii stessi fanciulli il primo pane dell’umano sapere! Qual lezione per noi!  Che cos’è il catechismo? Che cosa significa insegnare il catechismo?

Il Catechismo.

Diciamo catechismo il libriccino che, in forma semplice, contiene in compendio le verità della Dottrina Cristiana; esso è il compendio di tutte quelle cose che Cristo nostro Signore, ci ha insegnato per mostrarci la via della salute. Il catechismo, di cui ogni espressione, anzi ogni parola è stata rigorosamente ponderata, è il riassunto di tutta la teologia, di tutto il tutte le verità religiose, di tutta la morale cristiana. Esso, con formule brevi, semplici e precise, rende accessibile anche alle menti più tenere, le più gravi verità; esso, secondo un pensiero dell’Apostolo S. Paolo, è ad un tempo latte per i deboli e pane pei forti. È un ristretto semplice e, nel medesimo tempo, dottissimo della più alta filosofia, di tutte le scienze divine e umane – Da ciò appare quanto sia necessario lo studio del catechismo. L’uomo cerca la verità; la sua mente non riposa che nel possesso della verità. Il catechismo risponde a questo primo bisogno dell’uomo, perché non è la teoria di una filosofia o di una scuola, nemmeno il monumento della saggezza di un’epoca o di una società; è la dottrina del Figliuolo di Dio, venuto dal cielo ad evangelizzarci. È perciò che l’uomo, solamente nel catechismo, trova una risposta sicura, chiara e semplice alle più gravi questioni che lo interessano; è perciò che il catechismo si rivela divino a chiunque lo studia con spirito retto e desideroso della verità. – L’uomo vive secondo che crede. L’uomo che conosce e crede fermamente quello che il catechismo insegna, non può vivere che rettamente; al contrario l’uomo che ignora le verità religiose, ignorando la sua origine e il suo destino, la sua nobiltà, i vincoli che lo uniscono a Dio Creatore, non potrà mai praticare nella sua integrità il bene, non avrà mai quello stimolo potente che lo deve incitare e sostenere a superare costantemente le difficoltà che incontra nella pratica del bene. Gesù Cristo ha equiparato alla necessità del Battesimo la necessità dell’insegnamento religioso. Difatti inviando gli Apostoli a predicare il Vangelo disse loro : «Andate dunque a istruir tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservar tutto quanto v’ho comandato».

Insegnare il catechismo …

… vuol dire, in primo luogo, far conoscere, far imparare la dottrina che esso contiene. Abbiamo detto in primo luogo, perché l’insegnamento del catechismo differisce totalmente dagli altri insegnamenti. Ogni insegnamento profano, s’indirizza essenzialmente alla ragione, cioè alla mente dell’uomo, per farle apprendere qualche cosa che prima non conosceva, o per fargliela conoscere meglio. È perfetto quell’insegnamento che fa apprendere alla mente una cognizione, in modo perfetto. Invece non è così nell’insegnamento del catechismo, poiché questo non s’indirizza solo alla mente, ma ugualmente alla volontà e al cuore; poiché fine dell’insegnamento religioso (o del catechismo) non è solo fare apprendere le verità religiose, dogmatiche e morali, ma indirizzare la volontà ad amare il Signore e a praticare, per amor suo, il bene da Lui voluto, ed evitare ogni specie di male. – L’insegnamento del catechismo incominciò con la Chiesa. Coloro che volevano convertirsi al Cristianesimo, prima di venire ammessi al Battesimo, erano istruiti (cioè catechizzati) sulla Dottrina della Chiesa. Questa istruzione non aveva solo per fine d’insegnare la Dottrina Cristiana, ma di formare, d’indirizzare l’anima dei convertiti alla vita cristiana. – Il Catecumeno (così si chiamava colui che era ammesso all’istruzione cristiana in preparazione al Battesimo) dice il Fleury citato dal Mons. Dupanloup, assisteva alle prediche pubbliche, a cui erano ammessi anche gli infedeli; ma di più v’erano Catechisti che vegliavano sulla condotta dei Catecumeni, e li ammaestravano in particolare sugli elementi della fede. Venivano principalmente istruiti intorno alle regole della morale, perché sapessero come dovevano vivere dopo il Battesimo. – « Non si badava soltanto se il Catecumeno” imparava la dottrina, ma se correggeva i suoi costumi, e si lasciava nella condizione di Catecumeno, cioè senza Battesimo, finché non fosse interamente convertito », cioè finché non avesse riformato la sua vita in conformità de’ doveri cristiani. Onde il catechismo, come insegnamento, è stato giustamente definito: « Un’azione ecclesiastica per cui quelli che ignorano la religione cristiana vengono metodicamente istruiti negli elementi di essa, ed educati a vita cristiana ». – In sostanza l’insegnamento del catechismo non è solo istruzione religiosa, ma è educazione cristiana. Opportunamente il Rev.mo D’Isengard, l’instancabile Apostolo del catechismo, osserva (come già Mons. Dupanloup faceva insistentemente notare) che ridurre il catechismo a pura e semplice istruzione, è concetto monco, poiché abbraccia uno degli elementi (ed elemento fondamentale) dell’opera catechistica, ma trascura l’altro, essendo il catechismo, quale fu inteso fino dalla più remota antichità cristiana, ad un tempo istruzione ed educazione, ossia formazione del cristiano. Egli insiste sulle differenze, riconosciute concordemente da tutti i pedagogisti, tra istruzione ed educazione. « L’educazione è il fine che si deve raggiungere; l’istruzione è soltanto uno dei mezzi. L’istruzione arricchisce la mente di cognizioni; l’educazione coltiva tutta l’anima. L’istruzione si rivolge soltanto all’intelligenza; l’educazione lavora ad un tempo a formare intelligenza, cuore, carattere e coscienza. Non può esservi certo educazione religiosa senza istruzione religiosa; ma è essenziale intender bene che una non è l’altra. Dare alla mente l’istruzione religiosa e trascurare di lavorare contemporaneamente all’educazione del cuore, del carattere, della coscienza, sarebbe restar molto indietro dal fine che si vuol raggiungere, molto al di sotto di ciò ch’è veramente l’opera catechistica ». – Questo concetto compiuto del catechismo, l’illustre Vescovo vede espresso nel linguaggio volgare, che dice fare il catechismo, e non soltanto insegnare, accennando così che non si tratta solamente di condurre i catechizzati alla conoscenza, ma insieme all’amore e alla fedele attuazione della dottrina di Gesù Cristo; sicché essa non entri soltanto nella mente, ma più nel cuore e nella pratica della vita. Così pure si dice l’opera del catechismo, per significare ch’esso non è soltanto insegnamento e studio, ma azione su tutta l’anima del fanciullo, efficacemente esercitata e docilmente ricevuta. Ecco il concetto vero e compiuto del catechismo: un’azione esercitata dalla Chiesa, per mezzo dei Catechisti, sulle anime dei fanciulli, per farle cristiane. I risultati meschini di molte scuole di catechismo, furono conseguenza del non avere inteso od attuato questo concetto fondamentale, pieno e totale del Catechismo.