L’ISTRUZIONE RELIGIOSA

L’ISTRUZIONE RELIGIOSA

[A. Castellazzi: La scuola degli Apostoli. Domenica XXIV dopo PENTECOSTE – Scuola tipog. Vescov. Artigianelli, Pavia, 1929; imprim.]

“Fratelli: Non cessiamo di pregare per voi, e di chiedere che abbiate la piena cognizione della volontà di Dio, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, affinché  camminiate in maniera degna di Dio, sì da piacergli in tutto; producendo frutti in ogni sorta di opere buone, e progredendo nella cognizione di Dio; corroborati dalla gloriosa potenza di lui in ogni specie di fortezza ad essere in tutto pazienti e longanimi con letizia, ringraziando! Dio Padre che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce, sottraendoci al potere delle tenebre, e trasportandoci nel regno del suo diletto Figliuolo, nel quale, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati (Col. 1, 9-14).”

L’Epistola è tratta dal principio della lettera ai Colossesi. Dopo il saluto, le congratulazioni, il ringraziamento a Dio per la fede e la pietà che regna tra i Colossesi, assicura — come vediamo dal brano riporta; — prega il Signore che dia loro una conoscenza perfetta della volontà di Dio, così che possano piacergli, mediante i frutti delle buone opere; e che queste opere progrediscano sempre più, per mezzo di una cognizione sempre maggiore delle cose celesti. Prega pure che dia loro la forza di sopportare con letizia le prove immancabili a chi vive cristianamente; e che siano fedeli nel ringraziare Dio Padre, il quale li ha resi degni di partecipare al consorzio dei santi, cioè dei fedeli, li ha strappati alla schiavitù del demonio e delle sue opere tenebrose per metterli sotto il regno del suo Figlio, nostro Redentore. – Quest’epistola ci apre la via a parlare dell’istruzione religiosa.

1. Al Cristiano è indispensabile l’istruzione religiosa,

2. Che gli servirà di guida nella vita,

3. E lo renderà costante contro i falsi insegnamenti e le storte teorie.

1.

Fratelli: Non cessiamo di pregare per voi, e di chiedere che abbiate la piena cognizione della volontà di Dio, con ogni sapienza e intelligenza spirituale. L’Apostolo, dicendo ai Colossesi che egli domanda che, per mezzo di quella scienza e sapienza che non viene dagli uomini, ma dallo Spirito Santo, imparino sempre più ciò che Dio vuole da loro; viene bellamente a inculcare il dovere che essi hanno di avanzare sempre più nella cognizione delle verità essenziali del Cristianesimo. E’ una raccomandazione che S. Paolo fa parecchie volte, e che è di grande importanza per i Cristiani di tutti i tempi, perché pare che in tutti i tempi si dia molto più importanza all’istruzione profana che all’istruzione religiosa. Non parliamo, poi, dei tempi nostri.Noi sentiamo dei fanciulli, con il sussiego di chi la sa lunga in materia, narrare le avventure delle pagine illustrate delle riviste settimanali. Se li interrogate, non sanno ripetere un sol fatto della Storia Sacra. I giovinetti danno l’assalto alle edicole, ai giornalai che escono dalle stazioni per aver notizia, delle vicende dei giocatori. Vi sanno dire chi è riuscito primo nel pugilato, nella gara podistica; chi primo nella corsa delle biciclette, delle automobili. ecc. Vi dicono il nome, la paternità, la patria del campione nazionale, del campione europeo, del campione del mondo: ma non vi sanno fare il nome di un campione del Cristianesimo. – Gli adulti la sanno forse più lunga in fatto di religione? Se  provaste a interrogarli resterete meravigliati della loro ignoranza. Non dissimili dagli uomini sono spesso le donne; e non dissimile dall’operaio e dal contadino è il ricco, la persona colta. Sarebbe già molto, per una buona parte, se arrivassero a far bene il segno della croce. E questa ignoranza è assolutamente inammissibile in un Cristiano. « E’ un errore non conoscere Dio come si conviene ». L’uomo è figlio di Dio: deve, per conseguenza conoscere questo Dio, che lo ha creato, che lo governa, che è il suo ultimo fine; conoscere la sua natura, conoscere i suoi attributi per quanto è possibile a persona pellegrina su questa terra: sapere qual è il premio per quelli che lo servono; qual è il castigo per coloro che si ribellano al suo volere. – Dio nella sua bontà infinita ha voluto risollevare l’uomo dalla sua miseria per mezzo della redenzione. È  interesse dell’uomo redento, del Cristiano, è suo obbligo istruirsi in questo mistero: conoscere la persona di Gesù Cristo, quanto ha fatto per noi, il merito della sua opera, la dottrina che Egli ha insegnato, e che le turbe del suo tempo ascoltavano con tanta brama da dimenticare casa, occupazioni e perfino il nutrimento. È interesse e obbligo del Cristiano conoscere chi è la depositaria della sua dottrina, la Chiesa; conoscere gli aiuti che ci ha dato, i sacramenti. Si tratta d’una istruzione che interessa il Cristiano direttamente, in modo particolare. Si tratta poi d’un interesse che non si limita ai quattro giorni che passiamo sulla terra, ma che varca i confini della vita e dura per tutta l’eternità.

2.

Paolo desidera che i Colossesi abbiano una piena conoscenza della volontà del Signore affinché si diportino in maniera degna di Dio, sì da piacergli in tutto. Cioè, conducano una vita in tutto degna di un vero Cristiano. Una vita simile non può prender norma che dalla dottrina della Chiesa. Nella dottrina della Chiesa si trovano i rimedi adatti a tutte le infermità dell’umana natura, e la difesa contro i pericoli e le illusioni che l’accompagnano. In questa dottrina si trovano gli insegnamenti opportuni per qualunque circostanza della vita. Essa contiene insegnamenti per la vita individuale e per la vita sociale: indica i diritti nella loro giusta misura, e inculca i corrispondenti doveri. – Tolti gli insegnamenti della Religione, ben poca efficacia hanno gli altri mezzi sulla condotta dell’uomo e sull’andamento morale della società. Il ven. Antonio Chevrier era stato arrestato da due guardie urbane di Lione, che l’avevano trovato a questuare alla porta di una chiesa. Condotto dal Commissario, risponde ai rimproveri facendo osservare che egli fa la questua pel mantenimento e l’educazione di una sessantina di ragazzi vagabondi, parecchi dei quali erano certamente passati nell’ufficio del commissario, prima di andare da lui. Quando il commissario sa con chi tratta non può trattenere la commozione, e due lacrime spuntano sopra i suoi occhi. Poi riprende : «Ah! Padre, continui la sua opera di rigenerazione ben più utile dì tutte le nostre case di reclusione; continui a chieder l’elemosina per i suoi ragazzi, non avrà più noie; io stesso voglio partecipare alla sua opera» (Villefranche. Vita del Ven. Servo di Dio Padre Antonio Chevrier. Versione di Alfonso Codaghengo. Roma – Torino. 1924. Pag. 97-98). – Possiam poi, ad osservare che la sanzione delle leggi umane, già poco efficace per sé, è relativamente rara. Le leggi umane sono di quelle reti da cui si può sfuggire con tutta facilità. Si possono trasgredire in modo da far quanto la legge proibisce, senza incorrere nella sanzione. Fatta la legge, trovato l’inganno. Se la legge non è scritta nel cuore, fa ben poco. Le cattive inclinazioni hanno origine dal cuore: nel cuore deve stare il loro correttivo. « Serbo nel cuore i tuoi detti per non peccare contro di te », dice il Salmista; ma è impossibile che la legge sia scolpita nel cuore, se non la si considera come ricevuta da Dio. – Ci sono inoltre tante azioni, che la legge umana non considera perché interne, come l’odio, i desideri malvagi ecc.; ma che non cessano per questo di essere condannabili, e che sono, difatti, severamente condannate dalla dottrina della Chiesa. – Non si può negar l’efficacia dell’insegnamento della Chiesa dal fatto che alcuni anche fortemente istruiti nella Religione, conducono una vita riprovevole. La dottrina religiosa da essi imparata è la loro più severa condanna: Essa li richiama continuamente alla riforma della propria condotta, che, con l’aiuto della grazia di Dio, può sempre compiersi. A ogni modo è sempre un freno potentissimo con la minaccia dei castighi eterni, riservati a coloro che si ostinano nel male… E coloro che se ne scandalizzano, al punto di voler negare l’efficacia dell’istruzione religiosa, sono forse migliori? Del resto, si dia uno sguardo alla storia. Si vedrà che la dottrina della Chiesa, alla corrotta vita pagana ha sostituito una vita di grande dignità e di santità. Si vedrà che quando le popolazioni si avvicinano ai principii del Vangelo sono civili; quando se ne allontanano diventano barbare.

3.

L’Apostolo augura ai Colossesi che vadano progredendo nella cognizione di Dio, cioè nello studio delle verità cristiane. Come grande è, dunque, l’errore di coloro che, studiati i primi elementi della dottrina cristiana da fanciulli al catechismo parrocchiale o alla scuola, non se ne curano più nel restante della vita. Il condurre una vita veramente cristiana non è cosa da animi deboli. Si richiede grande costanza contro ogni genere di contrarietà. Cresciuto il fanciullo negli anni, da chi imparerà il modo di resistere alle passioni? Che cosa lo terrà saldo contro la corrente dei cattivi costumi e delle massime perverse? L’ideale! si dirà. Ma quale? Noi vediamo che sono tanti ideali quante sono le scuole, quanti sono i partiti, quanti sono i gusti. E ciascuno si sceglie l’ideale che accontenta maggiormente le passioni, che cominciano a dominarlo. Sta bene che al Catechismo dei fanciulli abbiamo imparato i primi elementi della dottrina; abbiamo imparato per qual fine Dio ci ha creati ecc.; ma, cresciuti in età, dobbiamo approfondire le nostre cognizioni mano a mano che ci troviamo davanti circostanze che richiedono da noi la manifestazione di principi solidi. Col crescere degli anni si allarga anche il campo dei nostri doveri; dobbiamo quindi cercare di averne una più larga e profonda cognizione. « Che giova — dice S. Bernardo — saper dove sia da andare, se non sai la via per la quale hai da andare » (S. Bernardo. In festa Ass. Serm. 4, 9). Quando si è uomini maturi, si dice, non c’è più bisogno di guida. Il buon senso e la ragione insegnano quel che c’è da fare. Peccato, che la storia ci dimostri il rovescio. Essa ci dimostra che, quanto alla verità, non c’è assurdo che non sia stato insegnato da qualche filosofo; e che intorno ai doveri degli uomini i sapienti del mondo non hanno mai potuto stabilire un sicuro codice di morale. In pratica, poi, la norma più comune è la pubblica opinione. Questa è né più né meno che una moda qualunque. La moda va e viene: peggio ancora, va da un estremo all’altro. Così, la pubblica opinione oggi condanna ciò che ieri era lecito; con la più grande facilità oggi pone uno sull’altare, domani lo getta nel fango. La sua regola è il tornaconto del momento. Precisamente opposto è l’insegnamento della Chiesa, il cui linguaggio è « sì, sì; no, no », (Matth. V, 37) e non si adatta mai alle circostanze. La, dottrina che essa insegna è la stessa che fu insegnata da Gesù Cristo, che fu bandita dagli Apostoli e dai loro successori e, attraverso a persecuzioni e lotte, arrivò fino a noi senza mutamenti (ci si riferisce ovviamente alla vera Chiesa Cattolica, non alle sette, come quella a-cattolica attualmente dominante del novus ordo Vaticano II –ndr.-). A questa dottrina deve attenersi chi, nel mar tempestoso della vita, vuol rimaner fermo come uno scoglio che non è smosso dalle opposte correnti. «Alcune cose si apprendono per averne la cognizione solamente, altre, invece, per metterle anche in pratica », osserva S. Agostino (In Ps. CXVIII, En. 17, 3). Perciò il Salmista si rivolge a Dio con quella preghiera: « Insegnami a fare la tua volontà » (Ps. CXLII, 10). Sull’esempio del Salmista rivolgiamoci noi pure a Dio pregando, che ci aiuti a conoscere ciò che dobbiam credere, e ci aiuti a conoscere ciò dobbiam fare, rendendocene soave l’adempimento.

LA SCUOLA CATTOLICA E LE INDULGENZE PER GLI INSEGNANTI E GLI STUDENTI

LA SCUOLA CATTOLICA E LE INDULGENZE PER GLI INSEGNANTI E GLI STUDENTI

 

DOCENTIBUS RECITANDAE

759

Invocatio

Bonitatem et disciplinam et scientiam doce me, Domine; quia mandatis tuis credidi

(Ps. CXVIII, 66).

Indulgentia trecentorum dierum

 (Pius X, Rescr. Manu Propr., 14 maii 1908; S. C. Indulg., 12 sept. 1908).

 

760

Invocatio

SEDES SAPIENTIÆ, ORA PRO NOBIS.

Docentibus, qui ante scholam Salutationem Angelicam cum supra relata invocatione semel devote recitaverint, conceditur:

[Ai docenti che prima della lezione reciteranno la Salutazione Angelica – l’Ave Maria – con l’invocazione suddetta, si concede …]

Indulgentia trecentorum (300) dierum (S. Pæn. Ap., 10 nov. 1940).

761

Oratio

O glorieuse vierge et martyre, sainte Catherine, qui, par votre science admirable, votre zèle pour la foi et votre glorieux martyre, avez gagné à Jésus-Christ un si grand nombre d’àmes, Vous dont le patronage a été si souvent reclame par les plus doctes, nous vous choisissons pour la protectrice et la patronne de nos études et de notre enseignement. Obtenez-nous, à nous qui sommes vos clients, un amour généreux pour Jésus-Christ notre Sauveur, un zèle ardent pour le faire connaìtre et aimer, un attachement inviolable à la foi catholique et aux enseignements de la sainte Eglise. Que, par votre intercession, le Seigneur daigne accorder à tous ceux qui enseignent, la plénitude des dons du Saint-Esprit; qu’ils unissent à une science vraie la sùreté et l’habileté des méthodes, la pureté de la foi, l’intégrité de la vie et une humble défiance d’eux-mèmes. Demandez à Jesus, votre époux, qu’Il prenne en pitie tous ceux qui sont enseignés; qu’Il les préserve des maîtres impies ou indifférents, des doctrines perverses ou erronées: qu’Il leur donne la rectitude de l’esprit, la docilité du coeur et la grace de progresser dans leurs études selon les desseins de la souveraine Sagesse. Enfin, ò glorieuse Sainte, sollicitez du Pére des lumières une telle effusion de gràces sur l’enseignement de la jeunesse, qu’après avoir étudié, aimé et pratiqué la loi divine, tous ensemble, maìtres et disciples parviennent à la montagne sainte qui est Jésus-Christ. Ainsi soit-il.

 [PREGHIERA A SANTA CATERINA

“O gloriosa vergine e martire Santa Caterina, che con la vostra mirabile scienza, il vostro zelo per la fede e il vostro glorioso martirio, avete guadagnato a Gesù-Cristo un sì grande numero di anime, ed il cui patrocinio è stato così spesso reclamato dai più dotti, noi vi scegliamo come protettrice e patrona dei nostri studi e del nostro insegnamento. Otteneteci, a noi che siamo vostri devoti, un amore generoso per Gesù-Cristo Nostro Salvatore, uno zelo ardente per farlo conoscere ed amare, un attaccamento invincibile alla Fede Cattolica ed agli insegnamenti della Santa Chiesa. Che si degni, il Signore, per vostra intercessione, di concedere a tutti coloro che insegnano, la pienezza dei doni dello Spirito Santo; che essi uniscano ad una scienza vera la sicurezza e l’abilità dei metodi, la purezza della fede, l’integrità della vita ed un’umile diffidenza di sé medesimi. Domandate a Gesù, vostro sposo, che abbia pietà di tutti coloro ai quali si insegna; che li preservi dai maestri empi ed indifferenti, dalle dottrine perverse ed erronee: che dia loro la rettitudine dello spirito, la docilità di cuore e la grazia di progredire nei loro studi secondo i disegni della sovrana Sapienza. Infine, o Santa gloriosa, sollecitate dal Padre dei lumi una tale effusione di grazie sull’insegnamento della gioventù, che dopo aver studiato, amato e praticato la legge divina, tutti insieme, maestri e discepoli, giungano alla santa montagna che è Gesù-Cristo. Così sia.”]

Indulgentia trecentorum dierum (S. C . Indulg., 29 apr. 1907; S. Pæn. Ap., 10 aug. 1933).

762

Oratio

O glorieuse sainte Catherine, vierge sage et prudente, qui avez mis la science de Jésus-Christ au-dessus de toute science, obtenez-nous de demeurer inviolablement attachés à la foi catholique et de ne chercher, dans nos études et dans notre enseignement, qu’à étendre en nous et dans les autres le règne de Jésus-Christ, notre Seigneur et de la sainte Eglise. Ainsi soit-il.

[O gloriosa Santa Caterina, vergine saggia e prudente, che avete posto la scienza di Gesù-Cristo al di sopra di ogni scienza, otteneteci di restare inviolabilmente attaccati alla fede Cattolica e di non cercare, nei nostri studi e nel nostro insegnamento, che ad estendere in noi e negli altri il regno di Gesù-Cristo, Nostro Signore e della Santa Chiesa. E così sia.

Indulgentia trecentorum dierum (S. C . Indulg., 29 apr. 1907; S. Pæn. Ap., 20 oct. 1935).

VII

PRECES AB IIS, QUI STUDIIS VACANT,

RECITANDAE

763

Actus consecrationis

Sub patrocinio tuo,

Mater dulcissima,

et invocato Immaculatæ Conceptionis tuæ mysterio,

 studia mea laboresque litterarios prosequi volo:

quibus me protestor hunc maxime ob finem incumbere, ut melius divino honori tuoque cultui propagando inserviam.

Oro te igitur, Mater amantissima,

sedes sapientiæ, ut laboribus meis benigne faveas.

Ego vero, quod iustum est, pie libenterque promitto,

quidquid boni mihi inde successerit,

id me tuæ apud Deum intercessioni

totum acceptum relaturum. Amen.

Indulgentia trecentorum dierum semel in die (S. C.

Indulg., 18 nov. 1882; S. Pæn. Ap., 5 aug. 1932).

764

Oratio

Creator ineffabilis, qui de thesauris sapientiæ tuæ tres Angelorum hierarchias designasti et eas super cœlum empyreum miro ordine collocasti, atque universi partes elegantissime distribuisti: Tu, inquam, qui verus fons luminis et sapientiœ diceris ac supereminens principium, infundere digneris super intellectus mei tenebras tuœ radium claritatis, duplices, in quibus natus sum, a me removens tenebras, peccatum scilicet et ignorantiam. Tu, qui linguas infantium facis disertas, linguam meam erudias atque in labiis meis gratiam tuœ benedictionis infundas. – Da mihi intelligendi acumen, retinendi capacitatem, addiscendi modum et facilitatem, interpretandi subtilitatem, loquendi gratiam copiosam. Ingressum instruas, progressum dirigas, egressum compleas. Tu, qui es verus Deus et Homo, qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. Amen.

 (S. Thomas Aquinas).

Indulgentia septem annorum (Pius XI, Litt. Encycl. Studiorum Ducem, 29 iun. 1923; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932)