LO SCUDO DELLA FEDE (159)

P. F. GHERUBINO DA SERRAVEZZA

Cappuccino Missionario Apostolico

IL PROTESTANTISMO GIUDICATO E CONDANNATO DALLA BIBBIA E DAI PROTESTANTI (28)

FIRENZE – DALLA TIPOGRAFIA CALASANZIANA – 1861

SECONDA PARTE.

Genuino prospetto del Cattolicismo, e del Pretestantismo, delineato dai Protestanti.

PRATTENIMENTO III

Prospetto del Protestantesimo

PUNTO I.

Definizione e origine della Riforma protestante. Qualità dei suoi fondatori.

37. Prot. « Una rivolta, la quale, secondo che vediamo, dobbiamo chiamare – Riforma – separò regni potenti dalla Chiesa Cattolica. Di fatti, se ben si riguardano da giusti estimatori delle cose e le conseguenze e la sicurtà della Chiesa germanica, è forza conchiudere essere stata la Riforma un infausto parto d’ingiusta e demagogica rivoluzione. » (Enrico Steffens, Caricatura del Santuario, ossia, delle cose più sacre, T. 2, p. 298). Ascoltami:

« L’appellazione di Protestante fu un nome dato a coloro che si dichiararono o protestarono contro la Chiesa Cattolica, ossia universale. Una tal mania di protestare trasse origine in Germania l’anno 1547 da un Frate, il cui nome era Martino Lutero, appartenente ad un Convento di Frati Agostiniani, nell’Elettorato di Sassonia. A quest’epoca stessa il Papa aveva ordinato che si annunziassero l’indulgenze; ed avendo Sua Santità affidato quest’opera all’Ordine de’ Domenicani, e non a quello a cui Lutero apparteneva, ed acui affidata l’aveva sempre per lo innanzi: piccato l’eretico di questa preferenza, deliberò di farne vendetta opponendosi al Papa. Egli comunicò il suo progetto all’elettorato di Sassonia suo sovrano, ed in lui trovò il suo protettore, perché questi, secondo tutte le apparenze, aveva al saccheggiamento forte inclinazione, la quale alcuni anni dopo s’impadronì del nostro tiranno inglese (Enrico VIII), dei suoi cortigiani, del suo Parlamento.! » (Cobbet, Op. cit. Lett. 7, §99).

38. Apost. Ho già capito! Voi vi accingete ad infamare anche i grandi Fondatori della Riforma, dichiarandoli gente perversa!!! Ma come oserete degradare in tal modo quegli uomini sommi, proclamati dai vostri Missionari quali uomini santi, quali Apostoli mandati da Dio a riformare la sua Chiesa? Rispondete.

Prot. « Il mondo per avventura non ha mai in alcuna età veduto uno stuolo di miscredenti scellerati cotanto, quanto il furono Lutero, Zuinglio, Calvino, Bezza e il resto degli illustri Riformatori della Cattolica Chiesa…. Ognun di essi era notoriamente famoso pei vizi più scandalosi, anche a seconda dell’ampia confessione che ne hanno fatta i loro stessi seguaci… Eglino non si accordavano in nulla, se non se nella dottrina – che le buone opere sono inutili; e per verità la loro condotta di vita comprovava la sincerità del loro insegnamento; poiché non vi aveva un solo fra essi, le cui azioni non meritassero una forca » (Il medes., ivi, § 200).

« Tutti gli autori di un sentimento si accordano a rappresentare Lutero come un uomo il più scapestrato e facinoroso. Nella possibilità, che si fosse sentito eccitare al cangiamento di sua religione dalla sua coscienza, la sua coscienza però senza fallo non ha potuto giammai suggerirgli le abbominevoli azioni, di cui egli è colpevole, anche giusta le sue proprie confessioni. » (Il medes. ivi, Lett. 3, § 100).

« Lutero dice nelle opere sue, che dagli argomenti del diavolo (il quale, dic’egli, mangiava, beveva e dormiva seco) fu indotto ad apostatare e farsi patriarca del Protestantismo. Egli è quel Lutero, che dal suo discepolo Melantone viene appellato uomo brutale, vuoto di pietà e di umanità, più Giudeo che Cristiano. (Ivi, Lett, 8, § 251). » Senti qual sorta di orazione faceva a Dio questo preteso tuo Santo.

« O. Dio! per vostra bontà provvedeteci di abiti, di cappotti e di mantelli, di vitelli ben grassi, di capretti, di buoi, di montoni e di vitelle, di molte femmine e di pochi figli. Ben bevere, ben mangiare è il vero mezzo di non ammalarsi.» (Questa strana orazione, non è negata neppure dal furioso Bost nel suo Appel. né vi è chi ne dubiti). Una sera che la sua druda gli faceva osservare il cielo stellato, egli le disse:

« Oh la bella luce! Ella però non brilla per noi…. E perché, ripigliò Caterina, egli è forse che noi siamo spossessati del regno de’ cieli? — Può essere, rispose egli, in punizione dell’aver noi abbandonato il nostro stato, e sospirò. — Dunque converrà ritornarci? disse Caterina. — Ma Lutero rispose: È troppo tardi, il carro è troppo incagliato! » (Vedi Audin, Histoîr de vie de Luther, p. 278). Ecco, dunque, che il Patriarca della Riforma si dichiara egli stesso dannato, e dispera della propria salute come Caino.

39. « Di Zuinglio dicono, che egli ripurgò la diletta Sposa di Cristo, la Chiesa,… non con giusta e legittima predicazione della parola, ma con ispirito frenetico e tumultuante infuriò per ogni rispetto temerariamente, strinse violentemente le armi, e la spada vietata da Cristo, affin di costringere i suoi contraddittori alla sua sentenza. » (Gualtiero, Apologia pro Zuinglio, et operibus ejus, Tiguri 1581, fol, 18).

« Lutero asserisce essere stato Zuinglio miserabilmente ucciso dai papisti in battaglia, e perciò esser morto ne’ suoi peccati, e che al tutto disperava della salvezza dell’anima di Zuinglio. » (Hospiù, Mist. Sacram. par. 2, ad ann. 1544, fol. 187).

40. « Calvino è la più sinistra figura che ci offra il quadro della pretesa Riforma, vero mostro di corruzione e d’ipocrisia che cammina nell’ombra. Tutti i suoi passi son calcolati, e si direbbe che i suoi occhi, sfavillanti di una fiamma impura, slanciano sguardi mortali come quelli dal basilisco. » (Il traduttore (protestante) del Mosemio, T. 4, p. 91, in Nota).

« Calvino terminando la vita nella disperazione morì di vergognosissima e turpissima malattia, quale Dio minacciò ai ribelli e maledetti, pria tormentato e consunto. Ciò che io oso attestare con ogni verità, io che di presenza con questi miei occhi vidi il funesto e tragico fine di lui. » (Joan. Harenius, discepolo di Calvino, in Libello de vita Calvini).

« Dio colla sua potente mano di tal modo percosse questo eretico, che disperata la salute, invocati i demoni, giurando, esecrando e bestemmiando miserabilissimamente esalò l’anima maligna. » (Schlusselburg, De Theologia Calvini, 1594, lib. 2, fol. 72).

44. « Carlostadio è stato abbandonato al reprobo senso;… penso che non sia stato quell’uomo infelice posseduto da un solo diavolo. Dio abbia misericordia del peccato di lui, col quale pecca a morte. » (Lutero, în Locis comm. Class. V, cap. 15, fol. 17).

« Non si faccian le maraviglie, se io lo chiamo un diavolo; perocchè non mi prendo verun pensiero di Carlostadio, non guardo lui, ma a quello da cui è ossesso! » (Lutero, Mensal.  T. 3, fol. 61)

42. « Bezza cantò al mondo i suoi nefandi amori, gl’illeciti accoppiamenti, le fornicazioni, i sozzi adulterii con sacrilega poesia, non contento di ravvoltarsi quale immondo animale nel loto di laidissime libidini egli solo, se non contaminava altresì le orecchie della studiosa gioventù colla sua sozzura. » (Tilman Hesusius, in Lib. Verde et sanæ Confessionis). Li altri, che per brevità tralascio, erano modellati sullo stesso tipo. Da ciò puoi facilmente conoscere se eglino erano santi e Apostoli mandati da Dio a riformar la sua Chiesa!… Ma quanto a questo ultimo punto, ascolta oltreciò quello che insegna lo stesso patriarca della Riforma, Lutero, allorchè ad essi dirige la sua parola.

45. » Volete fondare una Chiesa? Or bene, dite: chi vi manda? Chi vi diede missione? Siccome rendete testimonianza di voi medesimi, così non dobbiamo credervi a bella prima, secondo il consiglio di S. Giovanni; ma bensì provarvi. Iddio non ha mandato alcuno nel mondo che non sia stato, chiamato dall’uomo, od annunziato con segni, neppure il suo Figlio. I Profeti traevano il loro diritto. dalla legge e: dall’ ordine profetico, come noi dagli -nomini. Non vi riconosco, se altro non avete a porre innanzi che una rivelazione affatto nuda. Iddio non avrebbe voluto che Samuele parlasse altrimenti ‘che in virtù dell’autorità di Eli. Allorchè si viene per cangiare la legge, occorrono miracoli: ove sono i vostri miracoli? Ciò che i Giudei dicevano al Signore, noi ve lo ridiciamo: Maestro, noi vogliamo un segno. Tanto per le vostre funzioni di Evangelisti. » (Lutero, Orazione recitata in Wittemberga contro Carlostadio – Vedi Audin, Op. cit. trad, ital. Vol. I, p.193).

« Fratelli,… non parlate di rivelazioni che autorizzino la vostra ribellione ! Ove sono i miracoli che l’attestino? » (Il medes., alle petizioni degli Anabattisti) Queste opposizioni e domande sono giustissime, e però possono e debbono farsi a tutti i Riformatori; compreso Lutero. Ora ritornando al primo punto, aggiungo a quanto ti ho detto, che …

» La Riforma, com’ella vien chiamata, fu ingenerata da brutale incontinenza, fu alimentata da ipocrisia e perfidia, e fu fomentata e favorita da ruberie, da devastazioni e fiumi di sangue. » (Cobbet, Op. cit. Lett, 1, § 4.

Ascolta adesso il resto. [Continua...]

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *