SAN BERNARDO

SAN BERNARDO

[20 agosto]

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SAN BERNARDO E SAN NORBERTO LIBERANO LA CHIESA DAGLI ARTIGLI DEL GIUDAISMO

[Da: M. Pinay: “Complotto contro la Chiesa”, Roma 1962]

 

In questo caso la Divina Provvidenza, come è stato promesso, venne in aiuto, per salvare la Chiesa, valendosi come sempre dispone, di azioni di uomini capaci di tutto sacrificare per la salvezza della cattolicità; uomini che ad un determinato momento sanno valutare in tutta la sua grandezza il disastro verificatosi o l’avvicinarsi di una catastrofe, pronti a lanciarsi fisicamente e spiritualmente nella lotta, con disinteresse, animati da una mistica superiore, da uno slancio travolgente, contro la Sinagoga e i suoi seguaci. – Così sorse S. Ireneo, quando lo gnosticismo giudaico minacciò di sgretolare la cristianità; allo stesso modo sorse S. Atanasio, il grande luminare antiebraico, quando l’eresia dell’ebreo Ario fu sul punto di scalzare dalle fondamenta la Chiesa: così, in situazioni analoghe sorsero più tardi S. Giovanni Crisostomo; S. Ambrogio di Milano, S. Cirillo di Alessandria, S. Isidoro di Siviglia, S. Felice e gli Arcivescovi Agobardo, Amolone e molti altri, tutti illuminati dalla Grazia divina nella lotta implacabile sia contro gli ebrei, secolari nemici della S. Chiesa e del genere umano, come pure contro le loro quinte colonne, le loro eresie e i loro movimenti sovversivi. – Ora che la Chiesa traversava la crisi forse più grave dalle sue origini, chi sarebbe sorto? Quale o quali sarebbero state le guide dell’azione antiebraica, strumenti di Cristo in questa occasione per la salvezza della sua Santa Chiesa? Come sempre, l’aiuto di Dio si verificò col manifestarsi di due altissime personalità: S. Bernardo, dottore della Chiesa ed abate di Chiaravalle, e S. Norberto, fondatore dell’Ordine norbertino, ed arcivescovo di Magdeburgo, imparentato con la famiglia Imperiale germanica. – Quando san Bernardo ebbe notizia di ciò che era deprecatamente successo a Roma [l’usurpazione fraudolenta della cattedra di Pietro – ndr. -], prese una di quelle decisioni che molti avrebbero esitato a prendere: decise infatti di abbandonare la vita pacifica e tranquilla del chiostro per impegnarsi in una lunga e dura battaglia, piena di asperità e di pericoli, ed oltre a ciò ritenuta una causa persa. Infatti, il presunto Papa criptogiudeo dominava completamente la situazione grazie al suo oro ed agli appoggi che continuavano ad essergli assicurati, mentre Innocenzo II, abbandonato e fuggiasco, scomunicato da Anacleto, sembrava avere perduto ogni speranza, tanto più che la sua situazione era resa più precaria da una elezione che, secondo teologi ed eminenti storici, non era avvenuta completamente secondo il Diritto Canonico allora vigente. – Tuttavia, San Bernardo si assunse la difesa di una causa quasi battuta, perché egli la riteneva buona e non credeva che la Chiesa potesse andare a finire in quel modo tra gli artigli del suo peggiore nemico, il giudaismo. – Prescindendo dal fatto che una maggioranza di 23 cardinali aveva votato per Anacleto, mentre erano stati soltanto sei quelli che avevano votato per Innocenzo trascurando il modo seguito per eleggere quest’ultimo, considerò il problema dal vero punto di vista da cui doveva essere considerato. – In una lettera inviata all’Imperatore di Germania Lotario, diceva tra l’altro: « È un affronto per Cristo che un figlio di giudei occupasse la Cattedra di S. Pietro ». In tal modo, il Santo Dottore della Chiesa metteva il dito sulla piaga, fornendo una diagnosi della situazione in tutta la sua gravità. Infatti era inammissibile che diventasse Papa un giudeo, nemico della Santa Chiesa. Nella stessa lettera all’Imperatore egli diceva altresì che, « la reputazione di Anacleto era scarsa anche tra i suoi stessi amici, mentre Innocenzo era fuori di ogni sospetto». – L’Abate Ernold, biografo di San Bernardo e suo contemporaneo, informa che Pierleoni aveva ammassato immense ricchezze sia da legato che da cardinale e che «quindi aveva derubato le chiese spogliandole dei loro preziosi» e che quando perfino i cattivi cristiani che lo seguivano si erano rifiutati di spezzare calici e crocifissi d’oro per farli fondere, Anacleto si valse per questa bisogna di ebrei, « … i quali spezzarono vasi sacri e sculture con grande zelo; con il denaro ricavato dalla vendita di tali oggetti, Anacleto, secondo quanto si sapeva, era in grado di perseguitare i sostenitori di Innocenzo II». – Queste ed altre gravissime accuse contro l’anti-papa ebreo vennero formulate da Uberto, vescovo di Lucca, da Andrea Dandolo doge di Venezia, da Anselmo abate di Grembloux, e da altri cronisti e storici. Tale lotta veniva ad accentrarsi intorno alle persone dell’Imperatore di Germania e del Re di Francia, i quali rappresentavano allora le forze politiche più potenti nel mondo cattolico. – San Bernardo, con l’aiuto del suo grande amico San Norberto, mise tutto il suo impegno nel convincere i due sovrani indecisi a prestare tutto il loro appoggio a Innocenzo. Per questo inviò loro delle lettere, prendendo nei loro confronti molteplici iniziative. Luigi VI di Francia non seppe decidersi, in questo senso, e chiese che venisse convocato un Concilio che secondo il suo desiderio si riunì a Etampes. Vi partecipò San Bernardo, che con eloquenza e passione riuscì a convincere i Padri del Sinodo a dichiararsi in favore di Innocenzo, adducendo, oltre ai motivi già ricordati ed altri, il fatto che Innocenzo era stato eletto per primo, e che pur avendo successivamente Anacleto ottenuto il voto favorevole di una grandissima maggioranza di cardinali, la prima elezione doveva considerarsi valida, fino a quando non fosse stata giuridicamente annullata. Egli adduceva altresì il fatto che Innocenzo aveva ricevuto la consacrazione al Pontificato dalle mani della personalità competente a tale scopo, e cioè dal Cardinale vescovo di Ostia. – Fu particolarmente preziosa l’audacia e l’energia dell’eroico Cardinale Almerico, il quale fece seppellire il Papa defunto segretamente ed affrettatamente, appena dopo morto, passando subito all’elezione di Innocenzo benché in modo alquanto irregolare. La Santa Chiesa, il mondo cristiano e tutta l’umanità dovrebbero essere grati a questo attivo ed audace cardinale onorandone la memoria; egli infatti, iniziando col suo colpo di mano la lotta per la salvezza della Santa Chiesa, contribuì a salvare tutto il mondo; se gli ebrei otto secoli fa fossero riusciti a dominare la cristianità, la catastrofe che ora minaccia in modo spaventoso il mondo intero si sarebbe verificata forse da alcuni secoli, in un’epoca in cui anche l’Islam era minacciato seriamente dalla rete di organizzazioni segrete cripto-rivoluzionarie giudee, che come i «Batini» e gli “Asassini” minacciavano di sgretolarlo e di dominarlo. – Innocenzo II, fuggiasco da Roma e da poco rifugiatosi in Francia, vide risorgere la sua fortuna, che sembrava tramontata, grazie al Concilio di Etampes. Con l’appoggio ed il riconoscimento datogli da questo, era accompagnato anche dall’appoggio del Re di Francia, preziosissimo dal punto di vista temporale; egli infatti, a partire da quel momento, divenne uno dei maggiori appoggi del Papa legittimo contro Anacleto, definito Antipapa dal sinodo ricordato. – Accettando il pensiero di S. Bernardo, il re di Francia non entrò nel merito della legittimità dell’elezione dell’uno o dell’altro Papa, bensì considerò dei due fosse il più degno, come risulta dal famoso Sugerio Abate di Saint-Denis che ne scrisse in merito. Fu così grazie alla attività travolgente di San Bernardo, che fallì la diplomazia abilissima di Anacleto, che si mostrava pio cattolico con tutti i mezzi a disposizione per ottenere l’appoggio del Re di Francia. Faceva bella mostra di falsa pietà, coprendo i suoi progetti di riforma sotto il pretesto di battersi per ridare alla Chiesa la purezza dei tempi primitivi, motivo questo sempre molto popolare per la sua nobiltà. Aveva cominciato scegliendo il nome del primo successore di San Pietro, cioè del papa Anacleto I. – Ci troviamo qui dunque, come si vede, di fronte ad una delle prime manifestazioni della Bestia dell’Apocalisse, che si presenta sotto le sembianze dell’Agnello, cioè di Cristo Nostro Signore, ma che opera come il Dragone. Molti in quel tempo, clero e laici, considerarono assai spesso Anacleto come l’Anticristo, o, nel migliore dei casi, come precursore dell’Anticristo. – L’atteggiamento che di fronte a questa questione avrebbe assunto l’imperatore di Germania, Lotario, avrebbe avuto un peso definitivo. Molto opportunamente egli indicò che si trattava di una questione di competenza della Chiesa e perciò fu convocato un altro congresso a discuterne; in esso la parola di San Norberto ebbe influenza decisiva. Tuttavia la battaglia quasi definitiva doveva essere combattuta nel Concilio di Reims, svoltosi verso la fine del 1131, e conclusosi con la completa sconfitta di Pietro Pierleoni; infatti, in quel Sinodo, i Vescovi di Inghilterra, Castiglia ed Aragona, riconobbero Innocenzo Papa della Chiesa, avallando quanto era stato deciso dall’Episcopato francese e tedesco, che aveva già riconosciuto Innocenzo. In quel Sinodo Pierleoni venne anche scomunicato. – È giusto riconoscere che in questa lotta ebbero peso notevolissimo gli Ordini religiosi, che consci del pericolo rappresentato dal giudaismo per la chiesa vedevano in Anacleto il maggior pericolo della cristianità. E così misero in opera l’attività dei loro conventi, con dinamismo e passione, per salvare la Santa Chiesa da questa mortale minaccia. Purtroppo, al tempo nostro in cui la Santa Chiesa è così gravemente minacciata dal comunismo e dalla “quinta colonna” ebraica inseritasi nel clero, nulla fa prevedere che le forze gigantesche degli Ordini religiosi che forse potrebbero salvare la situazione, si accingano alla lotta. Essi dedicano tutto il loro tempo ad opere pie, certo, degne di ogni elogio, ma che nel momento attuale impediscono loro di dedicarsi al compito fondamentale, che è quello di salvare la Chiesa. Riteniamo che se questi Ordini si destassero dal loro letargo si renderebbero conto che proprio adesso, come ai tempi di Pierleoni, è indispensabile soprassedere, in gran parte, per il momento, alle pie opere che assorbono gran parte del loro tempo, per dedicare una buona parte di esso alla lotta per salvare la Cristianità. Con ciò si sarebbe fatto un passo decisivo verso la salvezza. – Che Iddio, Signore Nostro, illumini i Padri Generali di questi Ordini, svelando loro la necessità di prendere in questo senso una decisione suprema e decisiva. – Le preghiere e l’attività della Regola sono importantissime, ma è più importante ancora salvare la Santa Chiesa dalla minaccia comunista che rischia di annientarla. – San Bernardo ed intere legioni di frati dovettero abbandonare la tranquilla serenità del chiostro e le occupazioni della Regola, naturalmente con le relative autorizzazioni, per scendere nelle piazze a salvare la cristianità. E vi riuscirono! – Dopo il Concilio di Reims rimaneva al Pierleoni soltanto l’appoggio dell’Italia, principalmente del cognato, Duca Ruggero II di Sicilia, che era praticamente padrone della situazione nella penisola. Il matrimonio dell’ebrea convertita, sorella dell’Antipapa, con questo duca, era servito a qualche cosa e questo matrimonio di convenienza dava già i suoi frutti. – Per riuscire a trionfare definitivamente sul giudeo che a Roma usurpava il trono di San Pietro era necessario ricorrere ad una invasione militare, ad una specie di crociata. San Bernardo e San Norberto si adoperarono a convincere l’imperatore Lotario ad effettuarla. Questi, con un modesto esercito, si unì ad Innocenzo nell’Italia settentrionale, e marciò su Roma, occupandola senza resistenza, dato che molti nobili italiani avevano tradito Anacleto all’ultimo momento. Lotario insediò Innocenzo in Laterano, mentre Pierleoni si asserragliava in Castel Sant’Angelo controllando S. Pietro. Per questo, Lotario venne incoronato imperatore da Innocenzo nel Laterano. Ma, avanzando allora Ruggero di Sicilia con un potente esercito, Lotario fu costretto a ritirarsi ed anche il Papa non potè rimanere a Roma, ma fu costretto a ritirarsi, lasciando Anacleto padrone della situazione. Innocenzo, ritirandosi a Pisa, convocò in quella città un grande Concilio, a cui parteciparono i vescovi di quasi tutta la Cristianità e gran numero di priori di conventi che ebbero una parte predominante nella lotta. Tra questi stava sempre sulla breccia San Bernardo. – L’anno dopo, Lotario ridiscese in Italia per ripristinare il Papa Innocenzo sul trono di San Pietro e cacciarne Anacleto. Merita particolare attenzione e considerazione la condotta dell’Imperatore di Germania. Egli infatti, in quei momenti critici per la Chiesa e per il mondo cristiano, mise da parte gli interessi personali ed i sentimenti dell’Impero, a seguito della dura lotta per l’investitura, per dedicare anima e corpo al compito di salvare la Cristianità. Dio volesse che nella crisi mondiale attuale fossero numerose le personalità che abbracciassero eguale condotta, e fossero capaci di posporre i loro personali interessi alle necessità nazionali, dimenticando rancori a volte giustificati, nell’unione di tutti i popoli per la lotta che deve combattersi contro l’imperialismo giudaico e delle dittature massoniche e comuniste che ne derivano! -Giustamente, Innocenzo II, nel fragore della lotta, scriveva all’imperatore Lotario quanto segue: «La Chiesa, con ispirazione divina, vi ha scelto e proclamato legislatore, quasi secondo Giustiniano e nuovo Costantino, per combattere l’empietà eretica degli ebrei». – La campagna vittoriosa permise a Lotario di battere Ruggero e di respingerlo in Sicilia; ma non riuscì ad occupare Roma, nella quale rimase l’ebreo usurpatore, a scandalo dell’umanità. Quando Lotario ed i suoi eserciti abbandonarono l’Italia, Ruggero di Sicilia la riconquistò quasi completamente; sembrava così che la causa di Pierleoni risorgesse pericolosamente. – L’allarme nella cristianità aumentava col risorgere minaccioso dell’Antipapa, chiamato apertamente ebreo da Arnoldo Vescovo di Liseaux, da Mandredo, vescovo di Mantova e altri eminenti prelati. L’arcivescovo Gualtiero di Ravenna denunciava lo scisma di Anacleto quale eresia di perfidi giudei. Il Rabbino Louis Newman ricorda che il partito innocenziano affermava che Anacleto era l’«Anticristo», opinione manifestata più volte a Lotario da parte dei cardinali che appoggiavano il Papa legittimo. Lo stesso papa Innocenzo II fece delle affermazioni secondo cui l’usurpazione di Anacleto era una «perfidia ebraica insensata» il suo grido di battaglia. – Il dotto Rabbino già menzionato conclude la sua narrazione di questa lotta col seguente commento: «La posizione del Pontefice ebreo fu difesa con successo fino alla di lui morte, avvenuta il 25 gennaio 1138». – Questo diligente israelita, più onesto di tanti altri, non ha timori ed afferma con chiarezza assoluta che Pierleoni fu un ebreo, ed anzi lo chiama esplicitamente «Pontefice Ebreo». La sua audacia arriva a chiamare Innocenzo II «Antipapa». – Morto a Roma l’usurpatore ebreo con tutti gli onori papali, il suo Corpo cardinalizio, che, a quanto si diceva, era in buona parte composto da porporati che praticavano segretamente il giudaismo, passò all’elezione di un nuovo papa, o per meglio dire di un Antipapa. La scelta cadde sul cardinale Gregorio, proclamato papa con l’appoggio di Ruggero di Sicilia. – Il nuovo Papa prese il nome di Vittore IV; intanto però la predicazione instancabile di San Bernardo, unita alla pressione degli eserciti germanici, era riuscita ad ottenere che a poco a poco i principali baluardi di Pierleoni accettassero il Papa legittimo; fu il caso del Vescovo di Milano e di altri prelati di altre città; infine la stessa Roma fu conquistata dall’eloquenza di San Bernardo. – Negli ultimi giorni l’antipapa ebreo fu costretto a rifugiarsi un’altra volta in San Pietro ed occupò anche Castel Sant’Angelo potentemente difeso. Ma a poco a poco il partito del Pierleoni andava perdendo prestigio e forze cosicché il nuovo antipapa Vittore IV si trovò di fronte ad una situazione praticamente insostenibile, e fu l’eloquenza di San Bernardo a convincerlo a capitolare. – In questo episodio è facile scorgere la tattica che continua ad avere una parte decisiva nelle lotte politiche del giudaismo. In base ad essa, quando una fazione ebraica o dominata dal giudaismo si vede sconfitta, cerca di impedire che l’imminente disfatta possa trasformarsi in una distruzione e catastrofe, fingendo a tempo opportuno la resa al nemico, implorando misericordia, o negoziando per ottenere autorizzazione a conservare le maggiori prerogative possibili, fingendo e promettendo, in cambio, fedeltà. – Questa forza ebraica, salvandosi dalla distruzione, riesce spesso a conservare preziose posizioni nel nuovo regime instaurato dal vincitore; essa però, anziché mostrare per questo gratitudine, se ne vale nell’ombra per cospirare, organizzare in segreto le proprie forze, aumentarle nel tempo, in modo da potere infliggere, al momento opportuno, il colpo a tradimento che annienterà il nemico fiducioso e generoso che aveva dato all’avversario ingrato la possibilità di risorgere e di insidiare nuovamente, anziché distruggerlo quando avrebbe potuto farlo. Questa è stata sempre la storia tra cristiani ed ebrei nel corso di oltre un millennio ed è stata altresì una delle cause delle rinascite delle sinagoghe dopo le clamorose sconfitte. – Purtroppo è giunto il tempo in cui le parti sono cambiate. Sia il Giordano che gli altri fratelli di Pietro Pierleoni si finsero pentiti, chiesero perdono, fecero abiura di ogni eresia, riconciliandosi con l’autorità pontificia legittima e con il loro atteggiamento ipocrita e spettacolare, riuscirono a commuovere Innocenzo II e San Bernardo che perdonarono loro generosamente. Invece di distruggere le loro forze, S. Santità li mantenne nei loro gradi e posizioni nella corte pontificia; successivamente arrivò a concedere loro omaggi e cariche, nell’intento di raggiungere l’unificazione salda e durevole della S. Chiesa, cercando di conquistare con la sua estrema bontà i criptogiudei che forse si sarebbero potuti pentire sinceramente, commossi da tanta generosità. – Più energico fu invece Innocenzo nel campo ecclesiastico. Nel 1139, convocato un Concilio Ecumenico, che fu il Concilio Laterano II, furono in esso condannate le dottrine di Arnaldo da Brescia e di Pietro di Bruys, come pure furono revocati gli atti di Anacleto e degradati sacerdoti, vescovi e cardinali — cioè tutti gli ecclesiastici consacrati da Pierleoni, ritenuti eretici giudaizzanti o scismatici. – Con ciò il Santo Padre epurò il clero dai criptogiudei e dagli elementi della “quinta colonna”, risanando così le gerarchie e distruggendo di colpo le infiltrazioni ebraiche nella gerarchia stessa verificatesi, come si può immaginare, sotto la protezione del «Pontefice Ebreo» come lo definisce il celebre Rabbino Newman. Tuttavia la magnanimità che il Papa aveva avuto in campo politico con Giordano Pierleoni ed i di lui fratelli doveva essere foriera di tragiche conseguenze per la Santa Sede. – Occorre qui far notare che deve essere stato San Bernardo ad orientare verso la politica del perdono. Per la sua eccessiva bontà era nata in lui l’idea che forse, modificando la politica nei confronti degli ebrei, la Santa Chiesa avrebbe potuto intenerirne il cuore indurito. San Bernardo, da un lato combatteva le attività scismatiche degli ebrei, dall’altro usava nei loro confronti estrema indulgenza, opponendosi ad ogni persecuzione o azione a loro danno; in altre parole volle ammansire il lupo con la sua bontà, pensando di togliergli in tal modo la ferocia. – Come sempre, gli israeliti abusarono della bontà di San Bernardo, mostrando molto chiaramente l’impossibilità di trasformare il lupo in pecora. Lo si vide chiaramente nei secoli successivi, quando la Santa Chiesa fu obbligata ad adoperarsi in modo energico, a volte implacabile, nella sua azione contro gli ebrei. – I roghi dell’Inquisizione furono in gran parte il risultato del doloroso e triste insuccesso della generosità politica di perdono, tolleranza e bontà auspicata da San Bernardo.

InnocenzoII

Innocenzo II

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Oggi non basterebbe un solo San Bernardo, in quanto i marrani da cacciare sono diversi, a cominciare dal “gatto” e la “volpe”, i “pupazzi di neve” che impunemente scorrazzano in Vaticano, e dai falsi prelati della “quinta colonna”, arruolati tra i modernisti, ed ancor più tra i tradizionalisti scismatici delle sette sedevacantiste e delle “fraternità” sacrileghe e paramassoniche generate dal “cavaliere Kadosh”. Non ci rimane che pregare affinché con l’intercessione di San Bernardo e San Norberto, il Signore abbrevi i tempi dell’apostasia bruciando i suoi nemici [… e quelli di tutta l’umanità], come da promessa biblica, con il soffio della sua bocca! Che il Signore ci conceda! Amen.

La strana sindrome di nonno Basilio 33

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Caro direttore, questa volta non la tedierò con le discussioni di casa Del Vescovo, ma desidero raccontarle un sogno bellissimo che recentemente ho fatto e che spero essere premonitore. Comunque, per quanto strano, è stato in molti momenti meraviglioso, e pertanto desidero comunicarle la gioia procuratami facendone parte a lei ed ai suoi lettori. Siamo nei primi decenni del XXI secolo e come ogni Domenica una folla innumerevole di persone accorre nella Piazza più Eccelsa della Cristianità, per udire le Sublimi Parole di Pietro, Sommo Pontefice, Capo Visibile della Chiesa Cattolica e Principe degli Apostoli. Scorgo, nella visione ipnotica, che Simon-Pietro, il Servo dei servi di Dio, divenuto Pietra visibile su cui Gesù volle edificare la Chiesa, e a cui diede le Chiavi del Regno dei Cieli, è di questi tempi molto turbato: si comprende che il suo cuore è appesantito dal fardello delle gravi notizie che giungono da ogni parte del mondo. Egli, il Buon Pastore, vede e capisce che le pecore che il Signore gli ha chiesto per 3 volte di pascere, dopo il suo triplice rinnegamento entro le sale del sinedrio, sono in questi ultimi anni più che mai in pericolo di eterna dannazione. Il minimo errore, o la minima concessione nel fraintendere la Buona Novella, potrebbe causare alla sua e alle anime a lui affidate, gravi ed eterni tormenti. Mancano pochi minuti a mezzogiorno, la piazza in fermento è in attesa, ed il monsignore aiutante, dando un’occhiata furtiva alla piazza, si avvicina al Beatissimo Padre porgendogli il rocchetto, la mozzetta foderata in ermellino, la Stola, e il Camauro. Con gesti di singolare e ieratica santità, visibilmente assorto in preghiera, Pietro indossa i sacri Paramenti e si affaccia alla finestra che dà sulla Piazza ove la moltitudine di popolo l’aspetta. Io mi trovo proprio di fronte alla finestra dalla quale si affaccia il Santo Padre con i miei nipoti che mi accompagnano, la mia fedele moglie Genoveffa ed alcuni altri amici, tra i quali mi pare scorgere anche lei, caro direttore! Siamo tutti emozionati … silenzio … un grido: “eccolo”! … e giù applausi e lodi al Signore. “Zitti, zitti, ecco che inizia!”. “ Cari Fratelli! Laudetur Jesus Christus e benedetto il giorno del Signore, giorno grande e glorioso. Romani e uomini di ogni lingua e nazione, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzareth – uomo accreditato da Dio presso i Giudei che per mano dei pagani, hanno crocifisso e ucciso, è stato da Dio risuscitato e liberato dai dolori della morte, perché non era possibile che questa Lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Fratelli! Davide, era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Sappia dunque con certezza il mondo intero che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che gli ebrei hanno crocifisso. Convertitevi oh ebrei! Fatevi battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro; salvatevi da questa generazione perversa!  Spesso, cari fratelli, gli uomini vogliono che la Santa Chiesa Cattolica, si adegui ai tempi, divenga una religione fra le tante e si formi una sorta di sincretismo religioso, considerato abominio davanti a Dio e che i miei successori, come già fecero i miei predecessori, condanneranno fermamente, se davvero saranno tali e non solo usurpanti la sede, come nel per il recente passato hanno fatto i marrani;  il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha infatti glorificato il suo servo e Figlio Gesù, che i giudei hanno consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; essi non possono quindi essere nostri fratelli maggiori nella Fede, poiché Abramo era Cattolico, come lo è Dio stesso, Uno e Trino, ed essi hanno rinnegato il Santo e il Giusto, chiedendo che gli fosse graziato un assassino. Hanno ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni! Ora, fratelli, Noi sappiamo che essi hanno agito per ignoranza, come pure i loro capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Si convertano dunque … anzi, convertitevi anche voi, oh Romani, che amate seguire il modernismo e le sue false dottrine, il progressismo, l’agnosticismo, le dottrine gnostiche, il comunismo condannato fin dal suo sorgere dalla sua radice giudaica, e poi i piaceri leciti ed illeciti della carne, l’adulterio, il lusso, la sodomia, le pratiche del paganesimo …. cambiate vita!… affinché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed Egli mandi Colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo Lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi Profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta più grande di me, un Profeta, Sacerdote e Re, voi Lo ascolterete in tutto quello che Egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel Profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. E tutti i profeti, a cominciare da Samuele annunciarono questi giorni! Voi Fratelli, siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: “nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”. Dio, dopo aver risuscitato il suo Servo, L’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità. Ricordate cari Figli, che  Gesù è la Pietra che è stata scartata dai costruttori e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro Nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati. In nessun’altra religione o filosofia vi è salvezza, in nessun credo ideato dagli uomini per gli uomini, o suggerito dallo spirito del maligno. Ricordate!  QUICUMQUE vult salvus esse, ante omnia opus est, ut teneat catholicam fidem …… EXTRA ECCLESIAM NULLA SALUS! (Chiunque voglia salvarsi, deve essere innanzitutto di fede cattolica … FUORI DALLA CHIESA NON C’E’ SALVEZZA!). Oh moltitudine di credenti! Rammentate che siete un cuor solo e un’anima sola e dovete obbedire a Dio piuttosto che agli uomini! Non lasciatevi ingannare da falsi piaceri, dalle false speranze, dalle false ricchezze, dalle sciocche filosofie gnostiche, cabalismi vari e favole giudaiche! Cercate anzitutto il Regno  di Dio e la sua Giustizia e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta. Chi infatti obbedisce a Dio e lascia tutto per Dio, riceverà già al presente, cento volte tanto in case, fratelli e sorelle, insieme a persecuzioni, e al termine il premio più agognato: la Vita Eterna con Dio! Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi Lo amate, pur senza averLo visto ed ora, senza vederLo, credete in Lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime! Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza ma diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: sarete santi, perché Io Sono Santo. E se chiamate Padre Colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il “sangue prezioso” di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio mentre io, indegnamente, Ne sono il Vicario in terra. Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno. Allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza. Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore. Avvicinandovi a Lui quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: “Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso”. Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la “Pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo”. Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di Lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. So che prima di me vi sono stati strani personaggi, falsi papi e falsi pastori modernisti infiltrati nel Tempio santo, che millantavano assistenza dello Spirito Santo, preferendo invece servirsi di altri “spiriti” e che hanno cercato di ingannarvi con un magistero eretico, blasfemo, sacrilego, mediante ideologie aperte al mondo, cioè aperte agli inganni di satana, ai capricci umani ispirati dai “nemici di tutti gli uomini”, da coloro che sono dalla razza di vipere, empie ed indegne autorità, riunite pure in falsi concili che noi, con la Nostra “legittima” Autorità, abbiamo cancellato per sempre come maledetti, ancorché anatemizzati già in anticipo dai miei predecessori di immortale memoria; ed il giudizio della Sede Apostolica, che detiene la più alta autorità, non può essere rimesso in questione da alcuno né sottoposto ad esame da parte di chicchessia sotto pena di anatema, scomunica eterna. Si discosta quindi dal retto sentiero della verità chi afferma che è possibile fare ricorso al Concilio Ecumenico, come se fosse investito di un potere superiore, contro le sentenze dei Romani Pontefici. Siete stati forti e coraggiosi, molti sono stati martirizzati nell’anima, nella dignità, nel corpo, ma grande nei cieli è la vostra ricompensa. Non temete gli sciacalli, i leoni rabbiosi, i lupi travestiti che hanno cercato di sbranarvi, ancora lo tenteranno, fino alla fine del mondo: non date loro retta, non siate pinocchi ingannati dal gatto e la volpe, ma esultate perché coloro “che hanno per padre il diavolo” non prevarranno, nonostante gli sforzi ed i successi apparenti, siate “fortes in fide”, la verità è più forte di tutto; chi ci potrà dividere dall’amore di Cristo? Nulla e nessuno! Resistete saldi, senza temere colui che può uccidere il corpo, abbiate come unico intento della vostra vita, l’unico affare importante: la salvezza dell’anima vostra, dei vostri cari e dei vostri fratelli, bramando la corona di gloria del cielo e disprezzando le vanità, gli onori, le sirene del mondo! Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all’anima. Tenete una condotta esemplare fra gli uomini di questo mondo perverso perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita. D’altra parte Noi, innalzati a questa Cattedra di Pietro e al supremo governo di tutta la Chiesa di Cristo per arcano disegno della Divina Provvidenza, pieni di fiducia e di speranza in Gesù Cristo, aspiriamo ad assolvere le funzioni del Nostro ministero Apostolico come Ci chiedono l’insistenza e la sollecitudine quotidiana di tutte le Chiese. Pertanto, sorretti dal divino aiuto di Colui del quale su questa terra, sebbene senza merito, facciamo opera vicaria; di Colui che disse: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli” e confermò che le porte dell’inferno non avrebbero mai prevalso contro la sua Chiesa, Noi non temiamo affatto tante malvagie e sacrileghe macchinazioni, tanti tentativi e attacchi con cui (in questi tempi così iniqui) i nemici si sforzano di sovvertire radicalmente (se mai fosse possibile) la Religione cattolica, ma non desistiamo dal provvedere al bene e alla salute spirituale di tutte le genti. Infatti l’amore di Cristo, di cui nulla è per Noi più forte, Ci sospinge ad affrontare lietamente ogni affanno, fatica, decisione affinché i popoli possano convergere in unità di fede e crescere nella conoscenza di Dio e del nostro Signore Gesù Cristo “che è la via, la verità e la vita”; via di santa intimità, verità di divina dottrina, e vita di beatitudine sempiterna. Vivete sottomessi ad ogni umana autorità “legittima” per amore del Signore perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all’ignoranza degli stolti, come uomini liberi, servendovi della libertà non come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio. Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il Re dei Re. Laudetur Jesus Christus! IN NOMINE PATRIS+ ET FILII +ET SPIRITUS SANCTI. Ora Carissimi, inginocchiatevi e chinate il Capo ché di cuore vi impartisco la Solenne Benedizione, prima della Recita dell’Angelus di mezzodì. Dominus vobiscum.  Et cum spiritu tuo. Sit nomen Domini benedictum. Ex hoc nunc et usque in sæculum. Adiutorium nostrum in nomine Domini. Qui fecit cælum et terram. Benedicat vos omnipotens Deus, Pa + ter, et Fi + lius, et Spiritus + Sanctus. Amen. “Che magnifica allocuzione, caro Mimmo, … ecco il parlare cattolico, mondo e libero dalle stramberie blasfeme che tu mi racconti essere nella pseudo chiesa che tu frequenti. Magnifico, magnifico!….” mi sembrava in certi punti “l’apostolo delle genti”, in altri il “mio” Papa Pacelli, e Pio IX, sempre citato dallo zio Tommaso … mi lascio prendere dall’entusiasmo, mi giro intorno, ma vedo solo poche persone, quasi tutti erano andati via … e allora chiedo a Caterina: “Ma dove sono finiti i veri cattolici?” Mimmo, visibilmente a malincuore, mi risponde: “Nonno, i veri cattolici sono rimasti … quelli che vedi qui …”. “E le folle oceaniche?”-ribatto io- … “… quelle, dice Caterina con una lacrima sul volto triste, … sono andate con la chiesa dell’uomo, confluita nella sinagoga di satana, ad adorare i loro idoli, l’umanesimo, il liberalismo, il modernismo, la libera coscienza, l’ecumenismo muratorio, il cabalismo gnostico, lo stato laico ed ateo, il delirante comunismo, il neo-paganesimo, la democrazia in odio a Cristo-Re …”! Allibito chiedo: “Mimmo, scusami, ma quel Papa … come si chiama?… ho una tale confusione …”. Nonno, ma come non lo sai? Ma è Gregorio XVIII !!”. “Beh, sono proprio contento, allora il cardinale Siri ce l’ha fatta finalmente a prevalere sui modernisti eretici e sui massoni marrani infiltrati nei conclavi?! Deo gratias!! “Ma nonno, il Cardinal Siri è morto nel 1989!”- “E allora il Santo Padre chi è?”- “Ma è il suo successore: Gregorio XVIII!” A quel punto, ho cominciato a ridestarmi, stranamente felice, giulivo, sereno e mi sono sentito avvolto dal solito fumo candido, irraggiante uno splendore senza pari, e … ma rimane sempre bianco, non si ingrigisce, né diventa nero e attossicante! Che stia guarendo? Direttore, mi sono sentito risanato da quel fumo bianco, e respirando si accresceva in me un senso di gioia indicibile … ma che strano, che caso strano! Mi aiuti direttore, faccia qualcosa, interpelli qualche luminare che ci capisca qualcosa, anche a pagargli una parcella salata … mi farò un debito! “Basilio, è tardi, svegliati, sono le nove, e fa freddo … la vuoi una tazza di caffè?”. È la mia sposa, la Genoveffa, che affabile mi rivolge l’invito. (.. direttore però questa cosa mi ricorda una celebre commedia … “Lucariè, Lucarié, scetate, so’ e’ nove …” se la ricorda pure lei?). Sorseggiando felice il buon caffè della Genoveffa la saluto insieme ai suoi illustri lettori!

 

S. GIOVANNI EUDES CONFESSORE

S. GIOVANNI EUDES CONFESSORE

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19 AGOSTO.

[da: I Santi per ogni giorno dell’anno; Pia Soc. S.Paolo ed. Alba – Roma, 1933]

Giovanni nacque il 14 novembre 1601 da pia e modesta famiglia nel paesello di Ri in Francia. Fin da giovanetto diede prova di grande virtù e di sentita pietà, dimostrando una particolar devozione alla SS. Eucaristia ed a Maria Vergine. Alunno dei Padri della Compagnia di Gesù nel Collegio di Caen, percorse con grandi lodi gli studi di lettere e di filosofia, mantenendosi sempre puro come un angelo. Sentendosi chiamato alla vita sacerdotale, lasciò il mondo, e si ritirò nell’oratorio del Padre di Berulle. – Consacrato Sacerdote a Parigi, incominciò subito a esercitare con grandissimo zelo il suo apostolato di predicazione con un’unzione tale, che il celebre Padre Olier di S. Sulpizio lo chiamò: « la rarità del suo secolo ». – Datosi bentosto alle missioni, percorse la Normandia, una parte della Bretagna, la Borgogna, la Piccardia, la Sciampagna, la Brie, riportando ovunque grandissimo frutto. – Dopo vent’anni dacché era nell’Oratorio, ispirato dal Signore, fondò, assieme a cinque suoi compagni, la «Congregazione dei Sacerdoti di Gesù e di Maria » per la formazione dei Chierici. Scopo della sua Congregazione, è la direzione dei Seminari, le missioni del popolo e gli esercizi al Clero. Diede ancora vita ad altre sante istituzioni, che gli procurarono tanti meriti per il cielo, tra le quali vi sono: l’Ordine di Nostra Signora della Carità, l’Istituto del Buon Pastore d’Angers, e la Società del Cuore ammirabile della Madre di Dio. – Fu studio particolare di Giovanni il promuovere il culto liturgico e la devozione ai cuori sacratissimi di Gesù e di Maria, celebrandone per il primo le feste ogni anno, e lasciando alla sua Congregazione di celebrarle con grande solennità. Per questo ebbe dal Pontefice Leone XIII il bel titolo di autore del culto liturgico dei Cuori SS. di Gesù e di Maria.

cuore di Mariacuore di gesù

– Acceso di amore ardentissimo verso questi due cuori amabili, ne scrisse l’ufficio liturgico, istituì in loro onore confraternite, e compose ammirabili libri di pietà. Grande devoto del Papa, e suo strenuo difensore, fece argine e resistette forte alla eresia dei giansenisti che in quei tempi devastava sì orribilmente la Chiesa di Dio. – Non guardò né odii, né persecuzioni, né calunnie, ma, qual fedele seguace di Gesù, pregò e perdonò ai suoi nemici. -Non contento di fare del bene colla predicazione, volle pure estenderlo colla penna, intingendola in quei due Cuori, dei quali era tanto devoto. Lasciò parecchi scritti, pregiati per pietà e dottrina. – All’età di 80 anni, affranto dalle fatiche e dagli anni nel desiderio ardentissimo di unirsi a Dio, ripetendo di continuo i nomi soavissimi di Gesù e di Maria, tante volte invocati in vita, spirò santamente il 19 Agosto 1680. – Pio X, esaminatene le eroiche virtù, lo dichiarò beato, e Pio XI, lo ascrisse al catalogo dei Santi nell’anno 1925. – La sua statua fu collocata nella basilica di S. Pietro, assieme a quelle dei Santi fondatori di Ordini religiosi.

PRATICA. — Imitiamo S. Giovanni Eudes nella sua ardente carità verso Dio e verso la Santa Madonna. Ci sia sempre cara la devozione al S. Cuore di Gesù.

PREGHIERA. — O Signore, che a promuovere il culto al tuo Cuore Sacratissimo e a quello immacolato della tua Madre, ti sei degnato di eleggere il beato Giovanni, concedici, che seguendo i suoi esempi e colla sua protezione, giungiamo anche noi al tuo dolcissimo amplesso nel cielo. Così sia.

bandiera ca.fr. 1950

Papa GREGORIO XVII: Difesa del Santo Padre

Papa Gregorio XVII :

Difesa del cardinale Siri

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“Il Cardinale Siri”, fotografato negli ultimi mesi della sua vita.

   Nella sua Diocesi fu consentita una relativa autonomia affinché tacesse sui vari Conclavi. Il giornale “Remnant” ha riferito che le chiese di Genova sono rimaste inalterate fino al 1989, nella stessa condizione in cui si trovavano nel 1940 (con sacerdoti cioè che offrono Messa di fronte agli altari, “coram Deo”, senza tavoli conciliari in vista). “Siri” è stato l’Arcivescovo di Genova, rimasto in attività fino all’età di 81 anni, cioè molto tempo dopo l’età obbligatoria della “pensione”, normalmente imposta ai Vescovi diocesani, di 75 anni, dalla nuova “Chiesa”. Ma dopo la concessione di un colloquio a Louis H. Remy, concernente la sua elezione del 1963, “Siri” fu costretto al ritiro. Un anno e nove mesi più tardi, improvvisamente moriva.

La profezia di Premol (5 ° secolo):. “… E vedo il Re di Roma che, con la sua Croce e la sua tiara, scuotendo la polvere si toglie le scarpe, si affretta nella sua fuga verso altri lidi della tua Chiesa, o Signore, lacerato dai suoi stessi figli: un campo è fedele al Pontefice in fuga, l’altro è soggetto al nuovo governo di Roma che ha rigettato la Tiara. Ma Dio Onnipotente, nella sua misericordia, pone fine a questa confusione e inizierà una nuova età avrà inizio. Poi, lo Spirito ha detto che questo è l’inizio della fine dei tempi. ” – “L’apostasia della città di Roma da parte del vicario di Cristo e la sua distruzione da parte dell’Anticristo può essere un pensiero nuovo per molti cattolici, per cui penso sia bene citare il testo di teologi di grande notorietà. In primo luogo Malvenda, che scrive esplicitamente sul soggetto, affermando, con parere simile a quelli di Ribera, Gaspar Melus, Biegas, Suarrez, Bellarmino e Bosius, che Roma deve apostatare dalla fede, allontanare il Vicario di Cristo e tornare al suo antico paganesimo. … Allora la Chiesa deve essere dispersa, guidata nel deserto, e sarà come un tempo, come nel principio, invisibile nelle catacombe, nei sotterranei, nelle grotte montane, in luoghi nascosti, per un tempo durante il quale deve essere spazzata, per così dire, dalla faccia della terra. Questa è la testimonianza universale dei Padri della Chiesa primitiva “.[ – Henry Edward Manning. La crisi attuale della Santa Sede]-

Today’s Catholic World (TCW): Difesa di Papa Gregorio XVII dagli attacchi.

– Risposta rapida all’attacco di Vennari (in T.C.W. 19 settempre 2006)

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Nell’edizione di settembre 2006 del giornale “Catholic Family News”. (CFN), di proprietà di Nicholas Gruner, il redattore del giornale John Vennari, ha attaccato il pontificato di Sua Santità Gregorio XVII, con un articolo dal titolo: “Perché CFN [una setta pseudo-tradizionalista – n.d.t.-] rifiuta la “tesi” del Cardinale Siri. T.C.W. ha immediatamente preso atto e risposto con “La Chiesa eclissata al laicista letale affronto di Vennari. Tutti i fedeli hanno l’obbligo di visionare ed informarsi nel miglior modo possibile su quanto viene loro presentato. Non esiste infatti oggi questione più importante della realtà di Papa Gregorio XVII e dei suoi successori, così come la Santa Madre Chiesa insegna infallibilmente: “Noi dichiariamo, diciamo, definiamo che ogni umana creatura, per salvarsi, deve essere completamente soggetta al Romano Pontefice” Papa Bonifacio VIII nella bolla “Una sanctam”del 18 novembre 1302. [Per accedere alla salvezza eterna occorre essere sottomessi “incondizionatamente”al “vero” Vicario di Cristo. Imperativo quindi è il conoscere perfettamente i termini della questione, prenderne atto con le relative conseguenti misure da adottare, perché da questa faccenda dipende l’affare più importante della nostra vita: la salvezza eterna dell’anima! – n.d.t. – ]

Contra: ‘The Cardinal Siri Thesis’ di John Vennari, CFN Ed.

Pro: ‘The Cardinal Siri Thesis’ di David Hobson, TCW Ed.

La posizione di John Vennari contro ‘La Tesi di Siri’, pubblicata sul sito Catholic Family News (CFN) nel settembre u.s., afferma che ‘La Tesi di Siri’, così come proposta dal sito www.thepopeinred.com., sia insostenibile, perché è impensabile!  –  Pur tuttavia, è naturalmente pensabile per il direttore di CFN, John Vennari e The Remnant, che stiamo vivendo gli ultimi tempi del mondo, come dimostra proprio la ripetizione frequente della famosa citazione del Cardinale Ottaviani sul Terzo Segreto di Fatima: il Segreto dice “che la grande apostasia avrà inizio dall’alto”. Questo riferimento è in particolare alla profezia di S. Paolo degli ultimi tempi del mondo (2 Tessalon. II-3) in cui si parla della grande apostasia. Non c’è altro. Così, nonostante la promozione di idee come ‘la grande facciata’ per descrivere la chiesa modernista postconciliare, CFN è effettivamente in grado di mettere a fuoco almeno l’idea di ciò a cui stiamo assistendo, che è, infatti – la grande apostasia!  John Vennari, l’autore di “L’istruzione Permanente dell’Alta Vendita (TAN) [un famoso articolo che ha fatto il giro trionfale di tutte le sette scismatiche pseudo tradizionaliste, e che in realtà non era che la scoperta dell’acqua calda, vale a dire di quanto da secoli tanti autori, laici o prelati, avevano denunciato con opere particolareggiate e ben documentate sulle attività occulte delle sette ed obbedienze massoniche per distruggere la Chiesa Cattolica, un articolo in fondo che è una brutta copia delle tante lettere encicliche della Sede Apostolica – es. Humanum Genus di Leone XIII- ndt.-], ritiene la Tesi di Siri “impensabile”, perché è del parere che nel conflitto tra la Massoneria e la Chiesa cattolica, l’obiettivo delle Logge sia quello della sovversione. Egli afferma questa posizione alla Conferenza di pace di Fatima (Roma 2001). Dice: “L’Istruzione [una loggia segreta] fu istituita per la diffusione delle idee liberali ed i suoi principi nella società e nelle istituzioni della Chiesa cattolica in modo che laici, seminaristi, religiosi e prelati potessero essere, negli anni, gradualmente impregnati da principi progressisti. “Con il tempo, questa mentalità sarebbe stata così pervasiva che si sarebbero ordinati preti, consacrati vescovi e designati cardinali il cui pensiero era in linea con il pensiero moderno radicato nei “rivoluzionari” i “Princìpi del 1789” (il pluralismo, l’uguaglianza delle religioni, la separazione tra Stato e Chiesa, ecc). –  Alla fine, da questi ranghi così formati, sarebbe stato eletto un Papa che avrebbe portato la Chiesa sulla via della “illuminazione” e del rinnovamento. “Va sottolineato che non era loro obiettivo il porre un Massone sulla Cattedra di Pietro. [dice con enfasi di Vennari], bensì il loro obiettivo era quello di forgiare un ambiente che alla fine avrebbe prodotto un Papa ed una gerarchia conquistati alle idee del cattolicesimo liberale, che nel tempo si potessero considerare fedeli cattolici “.  –  Si tratta di una conoscenza molto limitata della massoneria che nel complesso suona piuttosto persuasiva, ma non è così! … Certo il liberalismo è un aspetto del Modernismo. Pertanto, se la crisi della Chiesa, di cui tutti siamo testimoni, è solo una graduale infezione di idee liberali, il Santo Padre e la gerarchia e i cattolici liberali possono essere vinti tornando alla Tradizione mediante uno sforzo congiunto di cattolici fedeli alla Tradizione attraverso: 1) un approccio di resistenza contrapposta, 2) un ‘movimento tradizionalista nella Chiesa, 3) la preghiera e la penitenza.  –  La “Tesi di Siri” non poggia su questa visione limitata della Massoneria. Questo punto di vista è semplicemente una miopia o più semplicemente una mascherata. “La lotta in atto tra il Cattolicesimo e la massoneria è una lotta condotta fino alla morte, incessante e senza pietà”, come afferma il Bollettino del Grande Oriente di Francia (1892: 183) citato in www.thepopeinred.com/thesis.htm. “. I promotori segreti della Rivoluzione francese, avevano giurato di rovesciare il trono e l’altare sulla tomba di Jacques Demolay. Quando Luigi XVI fu giustiziato, la metà del lavoro era fatto, e da quel momento l’impegno dell’esercito del tempio [I Templari] era quello di dirigere tutti i suoi sforzi contro il Papa “. [-Albert Pike, Morals and Dogma (1871: 824) citato in www.thepopeinred.com/thesis.htm.] Quest’ultima è la posizione dei Templari in Massoneria. Questo punto di vista ha la precedenza assoluta, in quanto la posizione templare dei giacobiti, giacobini, B’nai B’rith, Priorato di Sion, e il Rito scozzese, è al tempo stesso il fondamento e la costruzione piramidale di tutta la Massoneria. La “Tesi di Siri” si basa sulla comprensione dell’azione dei Templari, della Massoneria e dei loro obiettivi finali. Questo è stato il risultato previsto nella visione profetica di Papa Leone XIII, che è stata condensata nella sua “Preghiera a San Michele Arcangelo”: “Dov’è la Sede del beato Pietro e la Cattedra di Verità istituita per la luce delle genti, li hanno posto il trono dell’abominio della loro malvagità, in modo che, colpito il Pastore, possano disperdere il gregge. Alzati, dunque, o Invincibile Principe! ” E’ questa anche la visione del Papa San Pio X riportata alla fine di questa tesi. – A causa della sua limitata comprensione circa la massoneria: i suoi costumi (qui nel pieno senso spirituale delle leggi assolute, contrarie alle leggi divine), i dogmi e gli obiettivi, per John Vennari, stranamente, non è pensabile però che, ai tempi della grande apostasia, il vero Pontefice possa essere esiliato da Roma, e che Roma possa perdere la Fede diventando la sede dell’anti-Cristo! Eppure la Sacra Scrittura attesta questo evento al momento della grande apostasia. I primi Padri della Chiesa l’attestano, così come l’attestano i dottori e teologi della Chiesa, e finanche la Regina dei Profeti attesta questo nelle sue confidenze a Melania Calvat a La Salette. Eppure, per CFN questo è impensabile!

La “tesi Pro-Siri” affronterà questa incapacità di pensare con il senso cattolico della Sacra Tradizione, rispondendo punto per punto all’editoriale di John Vennari. In effetti, è in questo unico contesto che il “papato nascosto” di questo nostro triste tempo, possa essere definito e compreso. Con argomentazioni senza spiegazioni circa la insostenibilità della “Tesi pro-Siri”, John Vennari ritiene che siamo in realtà vivendo i tempi della grande apostasia, e che ciò a cui stiamo assistendo sono gli eventi della Passione mistica della Santa Chiesa di Cristo; i fatti del “papato nascosto” di Papa Gregorio XVII devono essere intesi in questo contesto. Ma le anime di “Catholic Family News” [setta pseudo-tradizionalista scismatica – ndt. -] vogliono o no stare oggi con la Santa Chiesa? Vogliono perseverare nella fede? È questa l’essenza del dibattito! Noi concediamo che molti fatti sconosciuti riguardanti il Pontificato di Gregorio XVII stiano venendo solo ora alla luce. Concediamo che Papa Gregorio abbia potuto commettere errori umanamente possibili! Ma noi non concediamo il fatto che non fosse il Papa legittimo della Chiesa Cattolica! E non pretendiamo di giudicare il Papa Gregorio XVII in base agli standard con i quali sono stati giudicati da John Vennari l’arcivescovo Lefebvre o il vescovo Carstro Mayer della diocesi di Campos, per cui è reputata lodevole la resistenza al “novo ordo” e al nuovo Magistero, [al di fuori di tutte le leggi della Chiesa e lontano dal Magistero cattolico … quello “vero”- ndr. – ]; e questo nonostante che i decreti del Vaticano II fossero dopotutto, decreti magisteriali di individui considerati “de jure” veri Papi della Chiesa Cattolica ai quali dovevano obbedienza! [L’incoerenza tipica della fraternità satanico-sacrilega, dei “figliocci” del cavaliere kadosh! – Ndt. -]. Se vogliamo veramente capire la mente e le azioni di Papa Gregorio XVII, questo deve essere fatto nel contesto della sede pontificia e come Vicario di Cristo. Questo è l’Ufficio al quale ha aderito quando la Cattedra di Pietro è stata affossata e la Gerarchia della Chiesa cattolica sequestrata, in una rivoluzione Anti-Cristo “in tiara e cappa”, una rivoluzione fomentata dagli agenti della giudeo-Massoneria nel Conclave del 1958. Inizia così la vera strumentalizzazione, come nell’Istituzione Permanente dell’Alta Vendita di John Vennari, per gli obiettivi massonici. Ci chiediamo allora: esistono antecedenti per comprendere la mente e le azioni di un Papa in un momento simile? Ma certamente, esiste una scuola precedente: la Passione di Nostro Signore!Iniziamo allora a controbattere punto per punto le obiezioni al “Papa in rosso”!

Il paragrafo 1. In questo saggio, John Vennari ritiene che “La Tesi del Cardinale Siri”, sia insostenibile (“untenable”). – 1. A: “Tenable” è un termine ereditato dal francese antico. Si tratta di un termine militare che significa “difendibile in battaglia”. Ora si tratta di un gergo da dibattito scientifico e da strategia militare. “Tenable” significa: una posizione che può essere difesa da uno degli argomenti o in battaglia. Dire che una posizione in un dibattito sia insostenibile, significa che essa non possa essere difesa da argomentazioni logiche, da prove o da testimoni. Per sostenere una tesi contraria a quella di Siri ritenuta insostenibile, questa contro-tesi deve – 1° conoscere bene la “tesi Siri”: le sue argomentazioni e le sue prove, affinché in tutte le parti siano conosciuti i termini del dibattito -2° Deve fornire contro-argomentazioni basate su contro-prove o testimonianze. In questo dibattito, John Vennari scrive invece come per un redazionale, difendendo la politica editoriale del giornale, considerato nella sua complessità, come una pubblicazione cattolica tradizionale in un momento di crisi senza precedenti nella Chiesa Cattolica, dibattendo i temi della Sacra Tradizione. Egli intende stabilire semplicemente, senza valide argomentazioni e, secondo un suo libero parere, la natura “insostenibile” della “Tesi di Siri”; pertanto, solo su questo presupposto, CFN non condivide questo punto di vista: quindi fin qui tutto bene! – Nei paragrafi 2 e 3 John Vennari non riesce a ben illustrare la “tesi” non precisandone né le prove né le argomentazioni. – Paragrafo 2. “La tesi Siri” pretende che nel Conclave del 1958, il Cardinale Siri sia stato eletto Papa assumendo il nome di Gregorio XVII, ma sia stato spodestato dal Cardinale Roncalli, che divenne il “falso papa” Giovanni XXIII. Lo stesso è accaduto nel 1963 con Siri nuovamente eletto, ma spodestato dal “falso” papa Paolo VI. – 2. A: “pretende”… c’è un dato di fatto, attestato da molteplici fonti, che il Cardinale Siri sia stato eletto Papa con il nome di Gregorio XVII. Queste fonti sono molteplici e congruenti e le testimonianze credibili. Su questo non c’è “pretesa” … Vennari travisa direttamente nel discutere la tesi dei suoi avversari. Non entra nemmeno nel dibattito da vero cattolico, senza preoccuparsi di precisare in modo equo la posizione del suo avversario secondo le regole delle discussioni che si osservano anche nei dibattiti comuni fra laici. I vari collaboratori del “Papa in rosso” (Louis Remy, P. Khoat, atc.) hanno reso un grande servizio alla Santa Chiesa nel far conoscere queste fonti e stabilire delle realtà che scaturiscono da molte fonti adducendo varie prove. Vennari non si cura di contestare queste verità con argomentazioni avverse o controprove. Argomenta con “pretende…”: è solo ingannevole o semplicemente incompetente? Ai posteri ….  –  John Vennari passa poi a discutere queste contro-prove, sentiamo! – 2B: “Rinunzia”: un altro sotterfugio, in che senso “rinunzia”? Il Cardinale Siri “accettò” la designazione scegliendo il nome di Papa Gregorio XVII. Il nome Gregorio XVII è risaputo da molte fonti, inclusi i documenti de-classificati dell’FBI. Questo, da solo, dimostra che egli abbia accettato l’ufficio. “Ha abdicato”! il Conclave è tornato ad un nuovo scrutinio. La domanda allora è: “può egli canonicamente abdicare? Non esiste una “rinunzia” nella “Tesi di Siri”, esiste invece un “racconto di eventi storici” basato su testimoni oculari e resoconti.

Paragrafo 4: “Il fatto che un Cardinale riceva i voti necessari in un conclave, non lo fa essere necessariamente Papa”. – 4A: Questo non è ciò che la “tesi” sostiene! Ancora una volta un vero stravolgimento delle tesi dell’avversario. – La “tesi Siri” sostiene che una volta accettato l’Ufficio papale e scelto il nome di Gregorio XVII, il Pontefice non poteva canonicamente abdicare anche sotto costrizione. Pertanto egli “rimase” il Pontefice “de jure” indipendentemente dal fatto che ci sia stata o meno una nuova votazione nel Conclave del 1958. Non è necessaria alla “tesi Siri” la prova della coercizione del voto. – L’autore dell’Istruzione Permanente dell’Alta Vendita, sceglie di non affrontare il valore effettivo della “tesi Siri”, anche se la sua ricerca definisce come chiaro movente la strategia dell’infiltrazione giudaico-massonica nella Chiesa. Perché mai? Egli non pensa che i “figli della vedova”, che hanno fomentato un secolo e più di rivoluzioni sanguinose, nazione dopo nazione, possano essere capaci di forzare l’elezione in un Conclave da essi già precedentemente infiltrato, costringendo all’abdicazione un Papa validamente eletto? L’Alta Vendita infatti è proprio una delle prove che possa far comprendere il contesto, il motivo della narrazione storica della “Tesi Siri”.

Paragrafo 5: Il Cardinale Tisserant ha ammesso che “sicuramente sono avvenute delle irregolarità nel Conclave del 1958”. – 5A: è questa la “minimizzazione” di tutti i tempi! Ma non si capisce se il direttore di C.F.N. stia discutendo la tesi o meno! L’ammissione del cardinale Tisserant non influisce dunque in alcun modo sulla questione? In realtà questa apparentemente mite ammissione di legittime preoccupazioni potrebbe essere interpretata come un tradimento satanico tipico di un “bacio di Giuda”! Si tratta dello stesso Tisserant che nel 1962, su ordine dell’antipapa Giovanni XXIII, firmava un accordo con il metropolita Nicodemo, un “portavoce” del Cremlino, cosa che permise l’invio di osservatori ortodossi del KGB al Concilio Vaticano II. L’invito fu accettato a condizioni che l’assemblea si astenesse dal condannare il comunismo! E John Vennari pensa che il riconoscimento dei danni da parte di questo “figlio della vedova” che ammette alcune “irregolarità” del Conclave del 1958, non conti in alcun modo nel sostenere la “Tesi Siri”! Una nazione cattolica come l’Ucraina è stata annientata, i Cattolici dell’Europa centrale vengono regolarmente portati via nei gulag e martirizzati per la fede, mentre il Cardinale Tisserant come agente di un antipapa segna un allontanamento dalla condanna di Pio IX del comunismo –“una dottrina fatale contraria pure alla legge naturale”- o di Pio XI in Divini Redemptoris “… nessuno che voglia salvare la civiltà cristiana può collaborare in alcun modo con esso in ogni sorta di impresa”. “Che giova all’uomo guadagnare il mondo se poi perde l’anima”! Il “mondo intero” nato dalla collaborazione con una manciata di agenti ortodossi del KGB di un regime atroce che è un assoluto “pozzo infernale”. Il Cardinale Tisserant ha tradito il Magistero della Chiesa Cattolica ed un numero incalcolabile di martiri! Non ci sono parole nel linguaggio degli Angeli o degli uomini per descrivere questo tradimento. Per peccati di questo tipo l’Angelo si prostrò sulla terra a Cebaco chiedendo “per gli infiniti meriti del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria” la conversione dei poveri peccatori.

Paragrafo 7: “… poiché questo indica che le cose serie hanno trovato posto nei recenti Conclavi”, è palese che il Cardinale Siri non era certamente il Vicario di Cristo”. – 7A : In realtà l’ammissione dei danni perpetrati, indica solo che Tisserant è un bugiardo incallito. I dati retrospettivi, circa le attività svolte dallo stesso Tisserant, mostrano che se una persona così vile ammetta un’unica irregolarità, occorra verificare se non vi siano ben altre gravi e numerose irregolarità! Questo sostiene la “tesi Siri”, non certamente la contro-tesi di Vennari! A proposito, ma qual è la contro-tesi di Vennari?

Paragrafo 7: “Come osservato da un “astuto” sacerdote, solo il Sommo Pontefice non è vincolato dai segreti del conclave”; quindi, poiché Siri ha detto “io sono legato dal segreto”, questo dimostra che egli non era Papa! – 7B: Evidentemente nel paese della TV, non ci sono menti che non siano stordite al punto da pensare che questo “astuto sacerdote” abbia trovato un buon argomento. La sottomissione di Papa Gregorio al “segreto del Conclave”, di per se stesso non prova assolutamente nulla! Essa tuttavia pone una domanda: a quale scopo? – Supponiamo per amore di discussione che la “tesi Siri” sia corretta; supponiamo che stiamo vivendo i tempi della grande apostasia, e qui il riferimento è al Cardinale Ottaviani, spesso citato nelle pagine di CFN, per la sua famosa frase riguardante il terzo segreto di Fatima “… dice tra l’altro che la grande apostasia avrà inizio dall’alto”, come in 2 Tess.II-3 ove l’apostolo fa una profezia riguardo agli ultimi tempi del mondo. Quindi se ci troviamo negli “ultimi tempi” del mondo, allora è possibile pensare che possiamo essere testimoni della “passione mistica” della Santa Chiesa. Nella Passione di Nostro Signore, Egli si sottomette alle autorità religiose di fatto e all’autorità romana. In precedenza le aveva affrontate, ma al momento della sua Passione vi si sottomette. Nell’ora del potere delle tenebre (Luca XXII,53) dice infatti a Pilato :“tu non avresti nessun potere su di Me se non ti venisse dall’Alto!”(Giov. XIX,10). Nel tempo dell’“Eclissi” della Chiesa, per citare un termine memorabile usato dalla Vergine Maria a La Salette, è allora impensabile che un vero Pontefice abbia fatto un atto di sottomissione all’autorità di fatto, al Conclave (punto 7), all’antipapa (punto 12), partecipando inoltre a falsi conclavi (punto 9), al Concilio Vaticano II (punto 10), con gli abusi che ne sono seguiti (punto 11)? Non impensabile ma certamente misterioso come il Signore nella sua Anima divina!

Paragrafo 10: “Il Cardinale Siri ha partecipato al Concilio Vaticano II indetto – secondo la “tesi Siri” – da un santo padre, che non era né santo, né padre. Siri, nella Chiesa, ha accettato le decisioni del Concilio Vaticano II, interpretate alla luce della Tradizione. Egli ha adottato le riforme celebrando anche il “novo ordo Missae”, ha ordinato sacerdoti e vescovi consacrandoli col nuovo rito. Perché Papa Gregorio XVII ha adottato sacramenti e riforme liturgiche emanate da uomini che sapeva essere falsi? Cosa si rivela essere “il nostro ultimo “vero” Papa”? – 10 A: questo sembra essere il nodo cruciale della “insostenibilità” del ragionamento di Vennari. Per lui è impensabile che un vero Papa partecipasse al Concilio Vaticano II, convocato da un uomo che sapeva essere un anti-Papa! Ma è documentata la testimonianza che Papa Gregorio XVII fosse virtualmente un ostaggio nelle mani della Massoneria pilotante il Vaticano. È oggi ben nota la condizione del “Papa Gregorio XVII perseguitato”, denunciata da p. Khoat, che eroicamente ha oltrepassato le “linee nemiche” il 14 giugno 1988. Il “… mi possono uccidere in qualsiasi momento”, sembrerebbe incredibilmente non impressionare Vennari. Per l’autore dell’ “Istruzione Permanente”, sembra impossibile tener un ostaggio avendo come obiettivo il suo “Pontificato”! – Per quanto riguarda l’annuncio del Concilio al mondo di Roncalli (25-1-1959), Papa Gregorio XVII da dichiarato in “30 Days Magazine” (17-1-1985): “Ma io non so cosa sia successo perché ho avuto un raffreddore – ne ho avuto 2 o 3 nella mia vita – e non son potuto andare a Roma per un mese, per cui non so, come detto, cosa sia successo il 25 gennaio del 1959!”. Ora questa dichiarazione è piuttosto insolita: quante persone ricordano i giorni e la data in cui hanno avuto il raffreddore dopo 26 anni? Il Papa “in ostaggio” chiede a chi possa interessare il fatto di essere estremamente riluttante a partecipare all’anti-concilio di Roncalli. Anche se riesce a ricordare la data precisa del suo raffreddore, non riesce però a ricordare ciò che è accaduto il giorno in cui Roncalli ha annunciato il suo anti-concilio! In altre parole, egli era rimasto bloccato come per un evento traumatico. Forse lo ha fatto perché era impensabile lo spettacolo di un anti-Papa che convocasse un concilio ecumenico, incredibile più di quanto egli potesse sopportare! Ciò che è documentato è che Papa Gregorio XVII chiese al suo intervistatore – Stefano M. Paci – di spegnere il suo registratore di tanto in tanto a causa della natura delicata e sensibile della materia! Non voleva fornire un altro indizio essendo costantemente monitorato dai suoi rapitori che avevano molti agenti, con molte possibilità di conoscenze, senza mai dimenticare il “ … mi possono uccidere in qualsiasi momento”! [i suoi “segretari”: G. Barabino e M. Grone erano in realtà i carcerieri designati! -n.d.t. – ]. – Solo Dio che consolava i suoi sacrifici, sa quali sofferenze nascoste abbia sopportato il Santo Padre durante la sua prigionia! Poi l’intervista di Paci su “30 days Magazine” (30 giorni) si fa più interessante: “… l’idea di un Concilio era già in circolazione dai tempi di Pio XII che, credo, abbia pure creato una piccola commissione che studiasse la proposta in silenzio”. Paci ha chiesto quindi: “perché l’idea è stata messa da parte?” Papa Gregorio ha riferito che Papa Pio XII disse:”… per preparare un Concilio ci vogliono almeno 20 anni, quindi io non posso farlo, lo farà il mio successore!” Così il successore designato di Papa Pio XII, il suo vero successore, in base alla scelta del Conclave del 1958, Papa Gregorio XVII, avrebbe potuto convocare un Concilio. E proprio alla vigilia dell’anti-Concilio di Roncalli, Papa Gregorio parlò alla rivista italiana “Orizzonti” di ciò che il Concilio avrebbe dovuto affrontare, e cioè “… questioni dottrinali molto importanti” (al contrario delle preoccupazioni del concilio Vaticano II che aveva problemi “pastorali” [onde guidare i “pecoroni” al macello – ndt. -]. Il primo compito affidato dal Signore alla sua Chiesa era l’insegnamento della verità (secondo Papa Leone XIII: la Sede di Pietro istituita come “luce del mondo”). La Chiesa deve confrontarsi con le dottrine perniciose ed i gravi errori. Per quanto riguarda i poteri laici essi devono continuare ad essere sostanzialmente quelli tradizionalmente accettati e definiti dal Salvatore quando ha istituito la sacra Gerarchia. Si vede subito l’ostilità di Gregorio XVII al Modernismo (definita la somma di tutte le eresie), come confermato dalla professione di fede di Campos: “la libertà religiosa, intesa nel senso di una parificazione dei diritti tra verità ed errore, dando la supremazia ad un presunto diritto soggettivo dell’uomo a danno del diritto assoluto della Verità, del bene, di Dio, con conseguente laicità dello Stato e della Chiesa mediante una democratizzazione della Chiesa per mezzo di un governo collegiale in opposizione alla Gerarchia e alla costituzione monarchica datale da Nostro Signore”. La laicizzazione della società ci fa rivivere nuovamente il grido degli ebrei per la morte di Gesù, “non vogliamo che costui regni su di noi”, il rifiuto di accettare la sua Regalità, di riconoscere Lui come Supremo Legislatore della società umana! L’affermazione di Papa Gregorio sull’anti-Concilio tuttavia è più succinta ed anteriore al fatto, non posteriore! Nostra Signora di La Salette ha esortato i suoi figli di questi nostri tempi tristi: “ … chi può vedere, consideri bene tutto questo!” molti interventi di Papa Gregorio durante il Concilio sono stati rivolti a bloccare i progressisti (ed i falsi tradizionalisti –n.d.t.-) e promuovere l’approvazione delle dichiarazioni conservatrici. Papa Gregorio ha dichiarato che il Concilio Vaticano II (l’anti-concilio roncalli-montiniano), è stato una sofferenza per lui, ed ha definito il concilio come “il più grande errore della storia”, come riportato da Benny Lai in “il Papa non eletto: Giuseppe Siri, Cardinale di Santa Romana Chiesa” (pag. 296-297,1993)! L’UPI ha segnalato dopo più di 10 anni dal Concilio, che il Cardinale Siri abbia sofferto, prima volta in assoluto, di disturbi nervosi durante il Concilio. Egli ha pure dichiarato: “in ogni caso, quando ho visto il feroce attacco che era stato preparato al Primato di Pietro, ho preparato un intervento, ma sono stato colpito da auree vertiginose per cui non ero in grado di leggere e parlare nello stesso momento. Quando ho cominciato a parlare mi è sopraggiunto un attacco e sono crollato”! Era forse drogato? È stato avvelenato? La Vergine a La Salette ha detto che “ … si sarebbe attentato alla vita del Papa sofferente”! Certo nessuno può dirlo con certezza, tuttavia questo crollo fa subito pensare ad un altro crollo in relazione all’attacco profetizzato al Primato di Pietro (… la dov’è la Sede del beato Pietro, posta a cattedra di Verità, istituita come luce per le genti, lì hanno posto il trono dell’abominio della loro malvagità, cosicché colpendo il pastore si disperda il gregge!- Papa Leone XIII). “Quelli che di voi possono, vedano e considerino bene queste cose!” – Finalmente a metà di ottobre del 1943 il Vescovo de Silva si decise e scrisse a suor Lucia (del Cuore Immacolato) dandole l’ordine espresso di scrivere il “terzo segreto di Nostra Signora di Fatima”. Sarebbero qui sorte nuove difficoltà, poiché suor Lucia in quel periodo viveva tre mesi in un’angoscia terribile e misteriosa. Ella ha rivelato che ogni volta che si sedeva al suo tavolo da lavoro e prendeva in mano la penna per scrivere il “Segreto”, si vedeva impedita nel farlo. Si immagini quale arma terribile costituisse questa grande profezia contro il dominio delle anime e contro il piano di penetrazione nel cuore della Chiesa! Ecco come questo impedimento subìto dalla veggente, indichi la grandezza della manifestazione che stava attuandosi: il Segreto scritto su di una carta! La Vigilia di Natale ella non era stata ancora in grado di obbedire all’ordine che le era stato impartito! Infine il 2 gennaio del 1944 (ciò è poco noto) la stessa Vergine Maria apparve di nuovo a Lucia confermandole che questa era veramente volontà di Dio, dandole così luce e forza per la stesura dello scritto che le era stato comandato. (“Il terzo segreto rivelato”. Michele della Santissima Trinità – parte prima.) Il crollo è quindi quello del Pastore colpito! Come è possibile che Vennari non si renda conto della sofferenza già preannunziata e profetizzata del Cardinale Siri, vero Papa nascosto? Come è possibile che Vennari ritenga che Giovanni XXIII – un massone 33°- fosse vero Papa? Il Sant’Uffizio era già in allerta, poiché già dal 1925 Angelo Roncalli era “sospettato di modernismo”. Egli aveva affiliazioni massoniche. Il gran maestro del Gran Oriente d’Italia ha sostenuto che Giovanni XXIII fosse uu iniziato in una loggia massonica quando era nunzio a Parigi, nel decennio 1940-50. Gli stessi massoni esaltano la “rivoluzione” di Giovanni XXIII (Yves Marsaudon: 1964 “Ecumenismo visto da un massone francese”). Per John Vennari non è pensabile che, se Gregorio XVII fosse stato un Papa vero, avesse potuto firmare i decreti del Concilio. Eppure egli dichiarò: “Noi non saremo vincolati da tali decreti!”. Il “noi” ci ricorda il “coloro che possono vedere” nella dichiarazione del Santo Padre. Questo è il modo in cui i Papi del passato avrebbero parlato. Un altro indizio importante sulla firma estorta, è che la sua Autorità era ben superiore a quella dell’antipapa e dell’anti concilio! – Per John Vennari è impensabile che un vero Papa come Gregorio XVII avesse potuto adottare le riforme dell’anti-concilio, celebrare il novus ordo missae, ordinare sacerdoti e Vescovi consacrandoli col nuovo rito! Però, secondo lui, è accettabile che colui che costituì una nuova religione modernista, sostituendola alla fede di sempre, istituì nuovi sacramenti (praticamente tutti invalidi – n.d.t. – ) estinguendo il sacramento dell’Ordine con il sigillo dell’Anello del Pescatore, possa essere il “vero” Papa!

È provato però che Papa Gregorio XVII abbia resistito a tutto questo!

Remnant Newspaper di Walter Matt riporta come a Genova (dove Papa Gregorio risiedeva ufficialmente come Cardinale Arcivescovo), nelle chiese nel 1989 vi fossero le stesse disposizioni che nel 1940 (il sacerdote celebra verso l’altare senza il tavolo massonico con il libro in vista!). Ci sono prove che ordinasse sacerdoti della “Chiesa eclissata”, e poiché il Sacramento dell’Ordine nel “novus ordo” era come estinto [si pensi alla blasfema ed eretica finta-consacrazione vescovile -ndt.- ], questo dato significativo non è da sottovalutare. Tuttavia è anche chiaro come egli avesse un gran rimorso per i compromessi ai quali ricorreva per raggiungere gli obiettivi del suo Pontificato.

Paragrafo 11: Altra domanda di Vennari (punto 11): “perché non si è sottratto alla presenza di questo Concilio distruttivo sapendo che era l’opera di impostori papali?” – 11.A: Il lavoro del Concilio non è solo l’opera di impostori papali, ma il lavoro di agenzie specifiche che dirigono questa attuale era delle tenebre. È la stessa rete di stratagemmi che John Vennari, con i documenti sull’Istruzione dell’Alta Vendita, ha evidenziato essere una strategia massonica per la sovversione della Chiesa. – Nel Getsemani i discepoli, prima di fuggire, erano disposti a confrontarsi con i soldati del Sinedrio che cercavano di catturare Nostro Signore. – 11B: Vennari loda piuttosto il corso scelto da monsignor Lefebvre e dal vescovo Castro Mayer della diocesi di Campos. Ma a che punto si trova oggi questo lavoro sostenuto dalla loro autorità episcopale? La Fraternità S. Pio X è irrimediabilmente compromessa nella posizione non-cattolica di riconoscere un Papa “de jure”, resistendo però al suo Magistero promulgato con l’ “Anello del Pescatore”! Questa non è una posizione cattolica, il ritenere cioè quello del Vaticano II un vero Magistero, magistero che lo stesso Lefebvre dichiarava essere “ … pieno di errori massonici”! pensare diversamente è pura eresia! [… ma d’altra parte cosa aspettarci dai “figliocci” del kavaliere kadosh Lienart, marionette invalide e sacrileghe? – n.d.t. -]. – 11.C: “Come dimostrano le mie dichiarazioni, accetto tutto ciò che del Concilio e delle sue riforme sia in pieno accordo con la tradizione. Il successo del nostro seminario tra i giovani, rende tutto chiaro, che cioè esso non sia inflessibile, bensì adattato alle necessità dell’apostolato del nostro tempo. (lettera di M. Lefebvre ex arcivescovo di Tulle Encone all’anti-Papa Paolo VI, il 3 dicembre 1976).

Paragrafo 13: “Solo un evento avrebbe potuto dar credito alla “Tesi Siri”: “… se si fosse dimesso dal suo Ufficio dopo l’elezione del 1958”. Torna alla mente il caso di mons. Joseph Clifford Fenton al Concilio Vaticano!

13-16A: La lode fatta da John Vennari al mons. Joseph Clifford Ferton ricorda i discepoli fuggiti nel Getsemani! J.C. Ferton nel 1950 era l’editore di “American Ecclesiastic Rewiew”. Dopo essere stato informato dai “figli della vedova” Cardinal Bea e padre John Courtney Murray, che la posizione di Fr. Murray sarebbe diventata insegnamento del Vaticano II, mons. Fenton subito tornato da Roma si dimise da editore di “A.E.R.”, adducendo motivi di salute. Fuggì, ed è praticamente sparito morendo nel New England nel 1969. Si tratta di una triste storia. È proprio questo tipo di risposta al rovesciamento della Cattedra di Pietro e l’istituzione dell’an-tipapato che si aspettano e vorrebbero i discendenti di Sion, con i loro ordini e logge di illuminati! Sono certo che i “figli della vedova” che si sono succeduti dopo il colpo del 1958 fossero soddisfatti di non avere più un avversario come mons. Fenton!

Paragrafo 17: “Se mons. Fenton si è comportato così rispetto ad una crisi di coscienza, ci saremmo aspettato molto di più dal Cardinale Siri nei confronti di una crisi di portata ben maggiore! Egli rimase in “comunione visibile” con i papi del post-1958 fino alla sua morte. – Ma certo, il vero Papa “de jure” Gregorio XVII compì un sacrificio molto più grande rispetto alle dimissioni di mons. Felton per motivi di salute! Questa è l’ora della “passione mistica” della Santa Chiesa! “Ho vissuto una lunga vita, ed ho conosciuto uomini e traditori; non ho mai rivelato i nomi dei traditori, non faccio il lavoro del boia. So però quanto costa dire la verità … non sono riusciti a farmi del male, ma mi hanno reso triste e depresso. Geremia ha avuto già abbastanza “lamentazioni”, non era quindi il caso di aggiungerne altre! (parole del Cardinale Siri a “30 Days Magazine” del 17 gennaio 1985). I discepoli non potevano bere il calice (Matteo XX, 22; Marco X, 38) che Nostro Signore aveva pregato perché passasse da Lui nella sua agonia nel giardino, ma alla fine ha concordato con il Padre: “sia fatta la tua volontà”! Egli doveva bere quel calice (Giovanni XVIII, 11). Ma poi quando era arrivato il “principe” di questo mondo nulla aveva potuto con Nostro Signore e con l’Immacolata! Poi il Signore profetizzò “voi certo berrete il mio calice”(Matteo XX,23; Marco X,39) perché sapeva che sarebbe arrivato il Santificatore! Se Gregorio XVII era il vero Pontefice “de jure”, non è impossibile pensare che nell’ombra dell’eclissi della Chiesa, il Signore, da solo nel giardino, abbia scelto questo modello di presentazione che solo il Signore stesso, nella sua Anima divina, riusciva a comprendere! Del sacrificio del “Papa sofferente”, al quale si riferiva la Madonna a La Salette, Ella ha detto: “Io sarò con lui per ricevere il suo sacrificio”. Vuol dire il sacrificio di un Papa che sapeva dover vivere la Passione mistica della Santa Chiesa!

Paragrafo 12: “ … Siri fa riferimento più volte a Paolo VI, cosa che in tutta onestà non avrebbe fatto sapendo di essere il vero Papa”. Un altro importante giudizio sulle decisioni e le azioni del vero Papa, sono le parole : “voi certo berrete il mio calice”, delle quali John Vennari non fa riferimento. Io credo che il Cardinale Siri, come Papa Gregorio XVII fosse il sovrano Pontefice quando ha scritto “Getsemani”, e il suo riferimento a Paolo VI fosse un riferimento ad un “papa de facto”, che “de jure” era un antipapa! È per la sua edificazione che denuncia i suoi errori ed il suo tradimento del Magistero della Santa Chiesa!

Paragrafo 19: il Cardinale Ottaviani è elogiato per le sue azioni. “… la “Tesi Siri” diventa ancor più insostenibile se si considera che il Cardinale Ottaviani non voleva teologi modernisti presenti al Concilio Vaticano II, ma li ha permessi solo a causa dell’insistenza di Giovanni XXIII”.              – 19A: Vennari sottolinea qui l’insistenza di Giovanni XXIII! Siamo d’accordo che per il Cardinale Ottaviani fosse giusto ed onesto opporsi alla presenza di teologi modernisti al Concilio Vaticano II, poiché infatti secondo il Magistero della Chiesa Cattolica il Modernismo è la somma di tutte le eresie! Ma riconoscendo l’anti-Papa Giovanni XXIII come “papa de jure”, il Cardinale Ottaviani ha dovuto affrontare una scelta tra le decisioni del suo “papa” contro la Chiesa ed il Magistero della Chiesa Cattolica, ed ha ceduto al suo “papa”. Ora questo cosa ha a che vedere con il ritenere insostenibile la “tesi Siri”? Restiamo sbigottiti!

Paragrafo 22. “Non aveva senso per il Cardinale Ottaviani eseguire un ordine distruttivo per la Chiesa se non si fosse sentito obbligato a farlo a causa dell’obbedienza al Papa. Ma se avesse saputo che Giovanni XXIII non era un “vero” Papa a causa delle losche manovre del conclave del 1958, non avrebbe avuto modo di tollerare questi teologi sospetti al Concilio”!22.A: Era quasi tutto sospetto. Il Modernismo, la somma di tutte le eresie, ha dilagato nel Concilio con i suoi massimi rappresentanti: Rahner, Chenu, Lubec, Kung, etc. Ottaviani avrebbe voluto escludere giustamente i periti con un decreto dell’Indice. Se ciò non si è verificato, non è perché fosse vincolato dal segreto del Conclave del 1958, ma, pur sapendo che l’anti-Papa Giovanni XXIII non fosse Papa, ha collaborato con lui sotto costrizione! E per ciò che riguarda la storica foto dell’anti-Papa Paolo VI, l’impostore, nella quale compare in processione mentre “rinnega e dismette la sacra Tiara (realizzando quindi alla lettera la profezia del Premol della “rovina della Tiara”) davanti al potere massonico!? Si vede qui un mortificato Cardinale Ottaviani che non poteva fare altro davanti al Cardinale Bea ed al B’nai B’rith! *[questa nota al paragrafo è stata aggiunta il 27.1.08 – le vicende nascoste del Conclave del 1958 avevano realizzato l’obiettivo dichiarato della loggia B’nai B’rith nel 1936:” … prima che il re ebraico possa regnare sul mondo, il Papa a Roma deve essere detronizzato” (Vedi su questo argomento: Don Pranaitis nel “Talmud smascherato”). Per ciò che riguarda le implicazioni di ciò che il cardinale McIntyre ha detto, non negando che la relazione dell’elezione di Giuseppe Siri, sarebbe stata “… qualcosa più di una storia”, non sarebbe la prima volta che un Cardinale o un intero collegio di Cardinali abbia mentito circa i risultati di un’elezione papale. Nel 1378 i cardinali che avevano appena eletto Bartolomeo Prignano, che prese il nome di Urbano VI (1378-1389), al supremo Pontificato, ebbero paura di quella che sarebbe stata la reazione alla loro scelta della folla romana che irruppe nel Conclave, ed annunciarono invece l’elezione del Cardinale romano Tibaldeschi. La confusione e l’amarezza fu il risultato di quella menzogna dei Cardinali paurosi, risultato che condusse al quarantennale scisma d’Occidente, che produsse una serie di antipapi e portò la Chiesa alla rovina pressoché totale!]. Ha idea l’autore dell’“Istruzione Permanente dell’Alta Vendita” di ciò a cui possa assomigliare una rivoluzione massonica? Come detto in precedenza, il Cardinale Ottaviani è spesso citato nelle pagine di C.F.N., a causa della sua famosa dichiarazione riguardante il Terzo Segreto di Fatima. Quindi Vennari è almeno consapevole del fatto che ciò che passa per “la grande facciata” nelle pagine di C.F.N. sia la grande apostasia! Scrivendo della testimonianza universale dei Padri della Chiesa riguardo ai suoi tempi, Henry Edward Manning dice: “L’Apostasia della città di Roma dal vicario di Cristo e la sua distruzione da parte dell’anti Cristo, può costituire una novità per molti cattolici, per cui penso sia bene citare i testi di teologi di grande notorietà. In primo luogo Malvenda, che scrive esplicitamente sul soggetto, afferma, secondo anche il parere di Ribera, Gaspar Melus, Biegas, Suarez, Bellarmino e Bosius, che Roma deve apostatare dalla fede, allontanare il Vicario di Cristo e tornare al suo antico paganesimo! Le parole di Malveda sono: “Ma la stessa Roma, negli ultimi tempi del mondo, tornerà alla sua antica idolatria, al potere e alla grandezza imperiale. Caccerà il suo Pontefice, perseguiterà terribilmente la Chiesa con il più crudele spargimento di sangue dei martiri, e riprenderà l’antico stato di ricchezza addirittura superiore a quello che aveva sotto i suoi primi governanti!” (H.E. Manning “La crisi attuale della Santa Sede”, 1861. Londra: Burns e Lambert. Pag. 89-90). Quindi, se stiamo vivendo i tempi della Grande Apostasia (secondo il Cardinale Ottaviani), in linea con la testimonianza universale dei Padri della Chiesa, Roma ha rigettato il suo Pontefice e ha del tutto apostatato dalla fede! L’invito dei teologi modernisti al Concilio Vaticano II è certamente la prova che la “somma di tutte le eresie” è stata ben rappresentata in seno al Concilio. Ma ancora una volta, cosa centra questo con l’insostenibilità della “tesi Siri”? Questo serve indubbiamente solo a confermare la testimonianza universale dei Padri della Chiesa! Ma ancora peggio! E’ sotto l’antipapato che Roma sta tornando al suo pantheon (l’ecumenismo!) e sta costruendo il nuovo ordine mondiale attraverso il “club Roma” e l’U.E. L’anti-Papa Benedetto XVI ha “annunziato” che la Chiesa ora ha una missione per il mondo con gli ebrei (che negano che il Signore sia venuto nella carne!). Attraverso la Ostpolitik l’antipapato ha tradito i cattolici dietro la cortina di ferro, dove è stato probabilmente versato la maggior quantità di sangue per la fede nella Chiesa in tutti i secoli. Eppure per Vennari è impensabile che Roma abbia rigettato il Pontefice dalla Chiesa Cattolica! Tale incapacità di cogliere anche i fatti più elementari, dimostra che l’autore dell’ “Istruzione Permanente dell’Alta Vendita” non abbia alcuna padronanza della materia.

Paragrafo 18: “Infine se la “Tesi Siri” fosse vera, vuol dire che ogni Cardinale che abbia partecipato al Conclave del 1958, sia implicato nella truffa”! – 18.A: Esattamente: la verità verrà fuori! Così come Vennari ha alfine ammesso: “Ogni Cardinale del Conclave del 1958 è implicato”! Questo è proprio un richiamo della mente alle intenzioni dell’ “Istruzione Permanente dell’Alta Vendita”, che erano quelle di strumentalizzare la Chiesa Cattolica per i fini del programma del mondo massonico! Questo non confuta la “Tesi Siri”, anzi dà la massima importanza all’affermazione di Papa Gregorio “… il segreto è orribile!”. Questo fa venire alla mente il commento, spesso citato, di Malachi Martin sul Terzo Segreto di Fatima: “È orribile, quanto di peggiore si possa immaginare!”. E poi le parole di suor Lucia a padre Fuentes (26 dicembre 1957) devono essere poste in questo contesto: “Padre, il diavolo è in procinto di ingaggiare una battaglia decisiva contro la Vergine Maria. E il diavolo sa cosa che cos’è che più di tutto offende Dio e che in breve tempo guadagnerà per lui il maggior numero di anime …. La mia missione non è quella di indicare al mondo il castigo materiale che certamente lo attende, se il mondo non prega e non fa penitenza, no! La mia missione è quella di indicare tutti i pericoli imminenti che corriamo di perdere le nostre anime per l’eternità”. L’anno era il 1957, e nell’ottobre del 1958, a distanza di un anno, iniziava il Concilio! Come immagina “il peggio” Vennari? E attraverso il suicidio del “cambiamento” della fede della Chiesa e la Sacra Liturgia (contro la qual cosa Pio XII aveva messo in guardia!) si estinguerebbero i Sacramenti: dapprima il Sacramento dell’Ordine, poi il Sacramento della Messa, poiché con il “novus ordo missae”, l’antipapato cambierebbe la Consacrazione delle specie, onde condurre tutti i cattolici che cercano di professare la loro santa fede in obbedienza al Romano Pontefice, agli anatemi solenni di Trento. Con quali altri criteri o su quali altri precedenti potrebbe essere compreso il “Sacrificio” del Sommo Pontefice esiliato da Roma, oppresso ed in balìa dei suoi nemici (… mi possono uccidere in qualunque momento!)? è un fatto noto che Papa Gregorio celebrasse il rito romano canonizzato dalla immemorabile Tradizione. Egli ha offerto il suo Sacrificio nel momento in cui il Sacrificio dell’altare veniva estinto nel “novus ordo missae”, quando il mondo cattolico, in comunione con l’anti-Papa, cadeva sotto gli anatemi del Concilio di Trento! De Fide la liturgia ivi esposta è il più sacro dei depositi della Santa Chiesa, così come si è sviluppato a partire dall’istituzione di Cristo e degli Apostoli e canonizzato in perpetuo al Concilio di Trento. Secondo il Catechismo di Trento le parole di base dell’Istituzione sono dello stesso Cristo; per la Consacrazione del vino sono: “Hic est enim calix sanguinis mei, novi es aeterni testamenti: Misterium fidei, qui pro vobis ed pro multis effundetur in remissionem peccatorum”. – Il Catechismo ci insegna infallibilmente che alla Consacrazione sono state aggiunte le parole del Nuovo Testamento in modo da comprendere che il Sangue di Cristo Signore non venisse inteso come una figurazione, così come nell’Antico Testamento nella legge antica, ma, come leggiamo nella Lettera egli Ebrei, che “senza sangue non si redige un testamento”, ecco che in verità e realmente il sangue suggella il nuovo testamento! Per questo l’Apostolo dice : “Cristo quindi è il mediatore del Nuovo Testamento” ed è per mezzo della sua morte che siamo chiamati a ricevere l’eterna eredità promessa”… le parole aggiunte … “per voi e per molti – pro multis” sono prese un po’ da S. Matteo, un po’ da S. Luca, ma sono state unite dalla Chiesa Cattolica, sotto la guida dello Spirito Santo, e servono a dichiarare il “frutto ed il vantaggio” della sua Passione. Infatti se si guarda al suo “valore” dobbiamo confessare che il Redentore ha versato il suo sangue per la salvezza di tutti; ma se guardiamo al “frutto” che l’uomo ha ricevuto da esso, comprendiamo facilmente che esso è avvenuto a vantaggio non di tutti, ma di molti esseri umani! Quando Egli ha detto: “per voi”, intendeva quelli che erano presenti o quelli scelti tra il popolo ebraico, come i discepoli ai quali stava parlando (con l’eccezione di Giuda); ma quando ha aggiunto “ … e per molti” Egli voleva evidentemente intendere il resto degli eletti tra i pagani! A ragione quindi queste parole non sono state usate (diversamente al “novus ordo”) a questo punto perché si parla “solo” del frutto della Passione che è efficace per la salvezza solo degli eletti. Questo è pure il significato di quanto l’Apostolo dice: “ … il Sacrificio di Cristo offerto una sola volta per i peccati di molti”, ed Nostro Signore stesso in S. Giovanni “Io non prego per il mondo, ma per questi che Tu mi hai dato, perché sono tuoi”! Il dogma della fede della Santa Chiesa viene così affermato con le parole della Consacrazione del vino nel rito romano. Il “novus ordo” rimuove il mistero della fede [Mysterium fidei] nella consacrazione che diventa invece una proclamazione dei fedeli “proclamiamo la tua morte Signore, annunciamo della tua Resurrezione nell’attesa della tua venuta”! Ecco quindi che secondo il Concilio di Trento il Sacramento del sangue è il Mysterium fidei. E la chiesa del “novus ordo” consacra in particolare il calice del Sacramento del Suo sangue “per tutti” ponendosi in tal modo nell’anatema di Trento. [… e fuori dalla Chiesa Cattolica – ndt. -].  Questa consacrazione è la base della “chiesa ecumenica” emergente, sincretica di tutte le fedi e nazioni. Anatema anche a causa della bestemmia del Mysterium fidei (Apoc. XVIII,3).

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“Mai, mai c’è stata una tempesta così forte nei riguardi di un Sommo Pontefice. Lui è già un martire prima di subire il martirio. Soffre prima che sia giunta la sua ora. Ma lui offre la sua persona ed il sangue delle sue vene per tutti i suoi torturatori e per coloro che stanno conducendo terribili attentati alla sua vita! Deve subire l’esilio. (Apocalisse di Maria Julia Jahenny. 1941. [Con approvazione ecclesiastica -vera-].

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Per questo occorre dire che il Papa nascosto offre il Sacrificio dell’immemorabile Rito latino, nel momento in cui il Sacramento dell’altare è in via di estinzione ed il mondo cattolico tutto è colpito dagli amatemi di Trento a causa della sua comunione con l’anti-Papa. È possibile che in veste ufficiale e pubblica il Cardinale Arcivescovo di Genova, Papa Gregorio fosse costretto a celebrare il “novus ordo”. Ma anche se così fosse, è ragionevole pensare che si trattasse di un sacrificio di sottomissione al papato “di fatto” (l’antipapa de jure) celebrare la “nuova” messa. Era un ostaggio dell’ordine massonico (il pyramidion della Massoneria) che controlla il Vaticano. È ragionevole supporre che a questo livello di controllo, fosse obbligatorio esercitare il novus ordo nelle sue funzioni pubbliche. Se Papa Gregorio ha offerto il “novus ordo”, per lui era certamente possibile sostituire la nuova consacrazione con l’immemorabile Consacrazione del calice. Gli altari della sua diocesi, erano infatti correttamente posizionati, e non c’erano tavoli massonici con il libro della legge e contro il vero altare del Sacrificio. Il “Hic est enim calix …” si recita con il sacerdote di fronte all’altare e piegato sul calice! Penso che ci siano tutte le ragioni per credere che, anche se fosse stato costretto a dire la “nuova messa”, ci sarebbe stata una vera Consacrazione dell’Ostia. Si obietterà che Papa Gregorio abbia recitato la nuova messa in forma ufficiale, ma egli è stato sotto minaccia di morte per 31 anni! Diciamo che, per amore di discussione, ha espletato il suo dovere pubblico secondo l’ordinazione ed ha quindi detto la nuova messa dell’anti-Papa. Come in precedenza accennato, perché non pensare che con questa azione il Sommo Pontefice, obbedendo esteriormente, non abbia avuto il puro intento di intercedere per la Chiesa in quest’ora di Passione mistica? La Messa del Papa Gregorio sarebbe stata una Messa Pontificale; perché non poter credere che la sorte del mondo cattolico, colpito dagli anatemi di Trento e quindi con la perdita inestimabile di anime, non pesasse sul cuore pastorale del Santo Padre? Perché non poter credere che il vero Sacrificio era dentro di lui ed abbia prevalso sulle apparenze? Come Cardinale Arcivescovo e rettore del Seminario di Genova ha avuto l’occasione di insegnare il rito di Canonizzazione e segretamente o apertamente di ordinare sacerdoti e chierici atti alla Gerarchia: chiaramente questa possibilità è stata la ragione del suo Pontificato in esilio!

“Vedo il Santo Padre in grande difficoltà, vive in un altro palazzo e riceve alla sua presenza solo poche persone. Se l’organizzazione malefica conoscesse la sua forza, avrebbe ora attuato un attacco. Temo che il Santo Padre soffrirà molte tribolazioni prima della sua morte, perché vedo la “chiesa nera” contraffatta guadagnare terreno, vedo la sua influenza nefasta sul pubblico. Il disagio del Santo Padre e della Chiesa è davvero tanto grande che bisogna pregare Dio giorno e notte! Mi è stato detto di pregare molto per la Chiesa ed il Papa … il popolo deve pregare ardentemente per estirpare la chiesa buia”. [Visione profetica di Anne Catherine Emmerich (1774-1824) dal libro “La vita di Anne Catherine Emmerich” del Cardinale Carl E. Schmoger C. SS.R., vol.II, pag.292-293.]. questo modello è conforme al Sacrificio di Nostro Signore. Che si creda o no alla “tesi Siri”, resta comunque questa conformità alla Passione di nostro Signore. A questo dovrebbe pensare John Vennari prima di ricorrere a termini come “scellerato” in relazione al sacrificio di Gregorio XVII di sottomissione all’anti-Papa. Come ebbe a dire Nostra Signora di La Salette: “Io sarò con lui fino alla fine per ricevere il suo sacrificio”. Ma né lui né il suo successore riusciranno a vedere il trionfo della Chiesa di Dio.” Questo significa pure che ci sono stati Successori “Consacrati” per le necessità della Santa Chiesa in questo momento di crisi senza precedenti! Ora, per quanto ne sappiamo, apparentemente la Sede è vacante! Che senso ha ai nostri tempi la necessità di mostrare “di facciata” un movimento tradizionale all’interno della Chiesa? Per definizione non può esserci una cosa come “un movimento tradizionale” all’interno della Chiesa! La Chiesa è “una” come la Santa Tradizione. Un “papa”, come si definisce, che si affanna a spegnere i Sacramenti “veri” inventandone di nuovi invalidi, a mutare la fede in una concezione modernista basata su tutto quanto la Sacra Tradizione condanna come ostile al Signore (e questo solo per iniziare), non è più Papa di quanto non sia costituzionale il “Patriot Act”! Dai tempi della Grande Apostasia e del ribaltamento della Cattedra di Pietro (come previsto dalla visione profetica del Santo Padre Leone XIII), esiste una grande ed autorevole letteratura: la Santa Chiesa è ormai dispersa ed è fuori dalla giurisdizione degli antipapi, proprio come era fuori dalla giurisdizione dei “vescovi ariani” nel corso dei secoli della crisi ariana. “Allora la Chiesa deve essere dispersa, guidata nel deserto e sarà per un certo tempo, come all’inizio, invisibile, rintanata in catacombe, antri, anfratti, caverne, sotterranei … essere per così dire, spazzata via dalla faccia della terra. Questa è la testimonianza universale dei Padri della Chiesa Primordiale! [H. E. Manning: “La crisi attuale della Santa Sede” 1861, Londra, Burns e Lambert, p. 88.].

Il sito Catholic Family News si presenta con l’invocazione “San Pio X, campione contro il modernismo, prega per noi”! Questo grande Papa e Santo è testimone dei nostri tempi: “La roccia ha sempre resistito alla prova del tempo. Ma quando si entra nella casa di Dio, guai a chi pone l’“uomo” sulla Sede di Pietro, poiché il gran giorno del Signore è vicino!” Quella a cui stiamo assistendo è la Passione mistica della Santa Chiesa : … “ in modo che colpito il Pastore essi (gli agenti dell’anti-Cristo) possano disperdere il gregge” [Papa Leone XIII “invocazione a S. Michele Arcangelo” ed in S. Matteo XXVI:31]. Abbiamo così assistito alla fuga del vero Pontefice ed al suo esilio da Roma (come attestato dai primi Padri, da tutti i teologi citati da Manning, dalla Regina dei Profeti a La Salette). Abbiamo assistito al sacrificio della presentazione del Papa “nascosto” all’autorità di fatto, cioè l’anti-Papa, che ha il potere di satana in questo tempo di “eclissi” della Chiesa. Questo è il testamento del suo martirio nelle profezie e giunto nella storia. Lasciamo allora che questi fatti siano sottoposti ad una valutazione imparziale. A Fatima furono rivelati i mezzi attraverso i quali sarebbe stata esaltata la Chiesa mediante il trionfo del Cuore dell’Immacolata: lo scapolare del Carmelo ed il Santo Rosario! Questi dovevano essere i rimedi ultimi, come ebbe a dire suor Lucia più avanti nel colloquio finale del 26 dicembre 1957. Questi dovevano essere i mezzi per la santificazione dei Cattolici nel momento in cui i mezzi di santificazione che Cristo aveva voluto per la sua Santa Chiesa, si sarebbero estinti [messa e Sacramenti – ndt.-]. È chiaro allora come l’antipapato ed il movimento ecumenico tengano in odio la Regalità di Maria. – A Cebaco l’arcangelo ha rivelato i motivi della vittoria: gli infiniti meriti dei Sacri Cuori di Gesù e dell’Immacolata, dai quali sarebbero fluite grazie inimmaginabili per coloro che si trovano nella Santa Chiesa in questi tempi della sua passione mistica e di grande Apostasia. A Tuy, quando il Signore parlò a Suor Lucia del Cuore Immacolato di Maria e delle sue finalità in questo tempo di prova immensa, disse: “vorrei che la mia Chiesa praticasse la devozione a questo Cuore Immacolato accanto alla devozione al mio Sacro Cuore!”. “La roccia ha sempre resistito alla prova del tempo! Ma si sarà entrati nella casa di Dio. Guai all’uomo quando si pone sulla Sede di Pietro, perché il giorno del Signore è vicino!” (Papa S. Pio X) “Alzati dunque o invincibile Principe!”. “ Roma perderà la fede e sarà la sede dell’anti-Cristo. “La Chiesa sarà in eclissi”. [Parole pronunziate da Nostra Signora di La Salette a Melanie Calvat nel 1846, in un’apparizione totalmente approvata dalla Santa Chiesa].

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P.S. Apprendiamo proprio oggi che a Johnn Vennari è stato diagnosticato un cancro con metastasi diffuse in fase terminale (da TCW blog settiman.). Ricordiamo per inciso che il suo amico P. Nicholas Gruner, della stessa setta scismatica del C. F. N., nemico acerrimo del Papa Gregorio XVII e della Gerarchia in esilio [come in generale tutti i falsi tradizionalisti] morì improvvisamente il 30 aprile del 2015 fuori dalla Chiesa Cattolica. Preghiamo la Vergine Maria affinché il sig. Vennari abbia tempo e desiderio di rientrare, con la rimozione delle censure ed il sincero pentimento per il male seminato contro il Papa “legittimo”, nella Chiesa cattolica “vera”, ove unicamente c’è salvezza! Ancora una volta costatiamo che:

“QUI MANGE LE PAPE, MEURT!”

[redaz. di Exsurgatdeus.org]

Apprendiamo che il 4 aprile del 2017 John Vennari è deceduto, purtroppo fuori dalla “vera” Chiesa Cattolica, così come già Nicholas Gruner della setta scismatica pseudo-tradizionalista del CFN “Catholic Family News” nel 2015. Ancora una volta:

“QUI MANGE LE PAPE, MEURT!”

 

 

SOTTOMISSIONE ALLA VOLONTA’ DI DIO

SOTTOMISSIONE ALLA VOLONTA’ DI DIO

[E. Barbier: “I tesori di Cornelio Alapide” 3° ed.; vol.III, SEI ed. Torino 1930]

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Diverse volontà di Dio . — 2. Non accade nulla fuori della volontà di Dio. — 3. Quale è la volontà di Dio, e come si adempie. – 4. Eccellenza della sommissione alla volontà di Dio. — 5. La sommissione alla volontà divina rende forti nelle prove. — 6. La sommissione alla volontà di Dio dà la pazienza e la gioia. — 7. Tutto è sottoposto all’uomo che vive sottoposto a Dio. — 8. Tutti sono soggetti alla volontà di Dio. — 9. Dio ricompensa chi si sottomette alla sua volontà. — Mezzi per sottomettervisi.

  1. DIVERSE VOLONTÀ DI DIO. — « La volontà di Dio è buona, gradevole, perfetta » — “Voluntas Dei bona, beneplacens, perfecta” (Rom. XII, 2), leggiamo nell’Epistola ai Romani. Così commenta S. Anselmo: La volontà di Dio buona è in quelli che cominciano a servire Dio e nelle persone congiunte in matrimonio. La volontà gradevole è in quelli che avanzano in perfezione e nelle anime castissime. La volontà perfetta è nei vergini e in quelli che raggiunsero la perfezione. S. Paolo dice ancora nel medesimo luogo: Trasformatevi per mezzo di un nuovo spirito, affinché conosciate qual è la buona volontà di Dio, cioè sappiate quello che Dio vuole che facciate di bene; qual è la volontà gradevole, cioè quello che può meglio piacerGli; qual è la volontà perfetta, cioè scegliete quello che vi è di più sublime in perfezione… In Dio vi sono due volontà: l’una è assoluta, l’altra di desiderio. La volontà assoluta è quella per cui Dio vuole una data cosa; a questa nessuno può resistere. La volontà di desiderio è quella per cui Dio c’istruisce intorno a ciò che vuole che noi osserviamo; e c’istruisce per mezzo della sua legge. A questa ultima volontà accenna quella domanda del Pater: — Fiat voluntas tua — Sia fatta la tua volontà. In Dio è doppia questa volontà di desiderio; ora ordina, ora consiglia.
  2. NON ACCADE NULLA FUORI DELLA VOLONTÀ DI DIO. — Tutto, eccetto il peccato, avviene nel mondo per volontà di Dio… Non vi è nulla d’imprevisto, nulla di fortuito per la volontà di Dio… Tutto quello che accade quaggiù, è anticipatamente notato in lei… Non un capello, dice Gesù Cristo, vi cade di capo, non un passero viene a terra, senza che Dio lo voglia e lo permetta. – Quello che l’uomo chiama sorte o caso, è diretto dal volere divino. – Perciò leggiamo che gli Apostoli, quando si trattò di eleggere un apostolo invece di Giuda, dissero a Dio: Signore, Voi che conoscete i cuori, di tutti, indicateci quale dei due avete scelto; e ciò detto trassero uno dei nomi a sorte, ed uscitone quello di Mattia, questi fu aggregato al collegio dei dodici Apostoli (Act. I , 24-26). Il fato, l’azzardo, è nome vuoto, è cosa non esistente, o meglio è la volontà di Dio manifestata in modo recondito… – Le prove, le contrarietà, ecc., vengono da Dio il Quale per i suoi fini occulti, ma santissimi, così dispone. sensi, la capacità, le ricchezze, e simili cose; ma la volontà di Dio non è già che l’uomo se ne serva per commettere il peccato… Non Dio, ma il peccatore volge in strumento di mali questi beni… Il male proviene dalla volontà perversa dell’uomo, non sta nelle cose che Dio ci dà. Dio ci dà i suoi favori perché ne usiamo bene; il peccatore li volge in uso cattivo con un atto della sua perversa volontà; e questo uso cattivo merita di essere punito… – Sottomettendoci alla volontà divina, tutto è nell’ordine, e allora Dio non solo non ci punisce, ma ci ricompensa.
  3. QUALE È LA VOLONTÀ DI DIO, E COME SI ADEMPIE. — S. Paolo c’insegna qual è la volontà di Dio: « La sua volontà è che voi siate perfetti e pieni in tutto del suo volere: poiché la volontà di Dio è che voi diveniate santi » — Semper sollicitus prò vobis, ut stetis perfecti, et pieni in omni voluntate Dei” (Coloss. IV, 12). — “Haec est voluntas Dei sanctificatio vestra (I Thess., IV, 3 ). E agli Ebrei scrive: « Il nostro Signore Gesù Cristo vi renda atti ad ogni bene, affinché facciate la sua volontà» {Hebr. X I I I , 20, 21). – È volontà di Dio, scrive S. Cipriano, che da noi si pratichi quello che Gesù Cristo ha fatto ed insegnato, l’umiltà di cuore e di parole, e la fermezza e perseveranza nella fede, la modestia nel tratto, la giustizia nei fatti, la misericordia nelle opere, la castigatezza nei costumi; non ingiuriare nessuno, tollerare gli insulti; stare in pace col prossimo, amare Dio con tutto l’animo come padre, temerlo come giudice; preferire Gesù Cristo ad ogni cosa, poiché Egli medesimo ci ha preferito a tutto; attaccarci inseparabilmente alla sua carità, seguirLo coraggiosi e confidenti per la strada del Calvario; quando si tratti di difenderNe l’onore e la gloria, spiegare fermezza nei nostri discorsi, affinché Lo confessiamo senza arrossire; mostrare costanza nelle persecuzioni, per mantenerci fedeli a Lui, e finalmente dare prova di pazienza nei patimenti e nella morte per essere coronati. Ecco la volontà di Dio; ecco il modo di adempirla; ecco come si arriva ad essere coeredi di Gesù Cristo (Tract. de Orat. Dom.). – La Sacra Scrittura parlando dell’esaltazione di Davide al trono d’Israele, dice che Iddio si cercò un uomo secondo il suo cuore, cioè secondo il suo volere: — “Quaesivit sibi Dominus virum iusta cor suum” (I Reg. XIII, 14). È questo il senso che applicano alla detta frase i santi Padri. Sotto il nome di cuore di Dio, la Scrittura designa la volontà di Lui; e noi siamo secondo la sua volontà, quando applichiamo l’intelletto a conoscerLo e il cuore ad amarLo, dice S. Gregorio Papa (Moral.). L’uomo secondo il cuore di Dio, dice il Crisostomo, fa sempre quello che Dio vuole; unisce il suo cuore al cuore di Dio; l’anima sua all’anima di Dio; vuole tutto quello che vuole Dio, e non vuole nulla di ciò che non vuole Dio (Homil. ad pop.). S. Pier Damiani ci avverte che vi è per il fedele un punto al quale deve tendere con tutto l’ardore dell’animo, e questo sta nel sapere se piaccia a Dio nelle sue opere, se Dio ne sia contento. Infatti, quale vantaggio gli viene dall’operare, se dei fatti suoi non ha l’approvazione da Dio? (In Epist.). – Perciò S. Basilio diceva: se il cristiano dirige tutte le sue azioni, e grandi e piccole, verso la volontà di Dio, egli è sicuro che le opere sue sono perfette; e ricordando gli ordini divini e osservandoli, può ripetere col Salmista: “Io cerco sempre di fare la volontà di Dio, e Iddio sta sempre alla mia destra per sorreggermi (In Psalm.). E l’autore dell’Imitazione così pregava: « Dammi, o Signore, che io sempre desideri e ami quello che a Te è più accetto ed hai più caro. Il tuo volere sia il mio; abbia io un solo volere e non volere con te; né altro possa volere, né disvolere se non quello che Tu vuoi, e non vuoi » (Imit. Christi, 1. III, c. XV).
  4. ECCELLENZA DELLA SOMMISSIONE ALLA VOLONTÀ DI DIO. — La soggezione alla volontà di Dio è il sacrifizio più grande, più perfetto e più gradito che Gli si possa fare… Negli altri sacrifizi, offriamo i nostri beni; in questo offriamo noi medesimi… Negli altri sacrifizi, come per esempio nel silenzio, nella pazienza, l’uomo offre una parte di sé; qui offre tutto il suo essere, tutto ciò che possiede… È l’atto più completo di amor di Dio… La volontà di Dio è la regola, la misura, la sorgente, l’origine, la base, il fondamento di ogni virtù e santità e bene… È parola del Verbo divino che chiunque fa la volontà del Padre suo che è nei cieli, costui è tenuto da Lui come suo fratello, sua sorella, sua madre: — “Quicumque fecerit voluntatem Patris mei, qui i n coelis est, ille meus frater, et soror, et mater est (MATTH. XII, 50). E l’apostolo S. Giovanni ci predica che « chi adempie il volere di Dio, vivrà eternamente » — “Qui facit voluntatem Dei manet in Aeternum” ( I IOANN. II, 17). Se dunque vi preme di assicurare la vostra felicità nel cielo, fate la volontà di Dio… Ma che dico nel cielo? Iddio non aspetta a ricompensarvi solamente nel cielo, della vostra sottomissione alla sua volontà, ma già fin da questo mondo ve ne dà larga mercede; poiché questa soggezione porta all’anima la pace, il contento, la grazia, insomma un paradiso terrestre… Ogni creatura ci viene ben presto a noia, o a schifo; ma Dio Lo troviamo sempre buono, è sempre amabile, piace sempre… – Chi resiste alla volontà divina, cambia come le fasi della luna; chi invece le è sottomesso, è come il sole. Dio contraria talvolta la nostra volontà, ma lo fa per il nostro maggior bene. Paolo diventa felice soltanto quando domanda a Gesù: « Signore, che cosa volete che faccia? » — “Domine, quid me vis facere?” (Act. IX, 6). In quel momento è cambiato di persecutore in Apostolo, di lupo rapace in benefattore e luce dell’umanità. « Colui dal quale abbiamo tutto, non ci viene mai tolto, dice_S. Agostino; anche quando perdiamo quello che ci fu dato, ci resta sempre Colui che ce lo diede » — “Non est tibi ablatus qui dedit, quamvis tibi ablatum fuerit quod erit” (Medit.). Quando perdiamo quello che crediamo nostro, dice S. Ambrogio, noi non lo perdiamo, ma lo restituiamo a Dio » — “Cum nostra amittimus, Deo illa reddimus, non amittimus” (Serm. III ).
  5. LA SOMMISSIONE ALLA VOLONTÀ DIVINA RENDE FORTI NELLE PROVE. — Nel Libro III dei Re (XV, 16), si racconta che Aod si serviva assai destramente di entrambe le mani, maneggiando speditamente una spada a due tagli. Tale è l’uomo soggetto alla volontà di Dio; egli vi si adatta tanto nell’avversità come nella prosperità, nell’ambascia e nella consolazione, nella tentazione e nell’umiliazione non meno che nella pace e nell’elevazione come si vede in Giobbe, in Davide, in S. Paolo. Noi saremo quali novelli Aod, commenta Cassiano, se né l’abbondanza né la penuria basteranno a smuoverci; se in mezzo all’abbondanza, sapremo disprezzare i piaceri; se nella penuria non mormoreremo né cadremo d’animo, ma daremo, nell’uno e nell’altro stato, grazie a Dio; e gran merito avremo da ambedue, con l’assoluta nostra sottomissione alla volontà di Dio, imitando Paolo che diceva (Philipp. IV, 12-13): “Io so avere poco ed avere molto; provato in tutto, io conosco la sazietà e la fame, l’abbondanza e l’indigenza Tutto posso in Colui che mi sostiene (Institut.). Leggiamo negli Atti Apostolici, che Paolo e Barnaba confermavano le anime dei discepoli, esortandoli a mantenersi saldi nella fede e insegnando loro che la via la quale mette al paradiso corre in mezzo a mille affanni e tribolazioni (Ad. XIV, 21). E perché l’esempio sorreggesse l’esortazione, ecco il medesimo Paolo affermare in faccia al mondo intero, come esso e gli Apostoli tutti, fatti bersaglio ad ogni maniera di persecuzione non per questo si sconfortavano; erano battuti, ma non prostrati; angustiati, ma non avviliti; calpestati, ma non soggiogati. Che portavano dappertutto la morte di Gesù nel loro corpo, affinché anche in questo si manifestasse la vita di Cristo (II Cor. IV, 8-10). In altra occasione, svelando l’intimo pensiero suggeritogli dallo Spirito Santo, candidamente diceva: «So che mi attendono tribolazioni e catene, ma non temo nessuna di queste cose, né mi tengo dappiù di quel che sono, purché termini la mia corsa e adempia il ministero della predicazione affidatomi dal Signore Gesù » — “Spiritus Sanctus mihi protestatur, dicens: quoniam vincula et tribulationes me manent. Sed nihil horum vereor, nec facio animam meam pretiosiorem quam me, dummodo consumem cursum meum, et ministerium verbi, quod accepi a Domino Iesu (Ad. XX, 23-24). Ecco la forza, il coraggio, il valore, l’eroismo che viene dalla sommissione intera ed assoluta alla volontà di Dio. – Le prove seguono l’uomo soggetto al volere divino, ma non lo precedono; non gli sono d’impedimento al camminare, anzi l’aiutano a fare passi da gigante per la via della salute; mentre per colui che non è sottomesso alla volontà di Dio, le prove camminano dinanzi a lui, lo spaventano, lo arrestano, lo gettano alla disperazione e l’uccidono. Dice infatti S. Giovanni Crisostomo: Già la tempesta si è scatenata, l’onda mugge e gli infuriati marosi m’investono; ma sottomesso alla volontà di Dio, io non temo naufragio. Si agiti pure il mare, non giungerà ad inghiottirmi. Io non temo la morte; io vivo di Gesù Cristo, ed il morire mi è un guadagno. Dell’esilio non ho paura perché tutta la terra è del Signore, ed io lo trovo dappertutto. – Forseché temerò la perdita dei beni, io che ben so come nulla ho portato con me venendo al mondo, e nulla ne riporterò partendone? Disprezzo le minacce del secolo e mi rido delle sue promesse e pretese dolcezze. Le ricchezze non mi fanno gola, la povertà non mi spaventa. Se l’imperatrice Eudossia vuole bandirmi, mi bandisca, Dio è con me. Se vuole mettermi a brani, mi metta, sarò simile ad Isaia. Se mi affoga nel mare, mi ricorderò di Giona. Se mi getta nelle fiamme, vi sarò coi tre giovanetti che corsero la medesima sorte; se mi condanna alle belve, rammenterò Daniele nella fossa dei leoni; se mi lapida, avrò per compagno Stefano protomartire; se mi mozza il capo, sarò imitatore di Giovanni Battista. Ad esempio di Davide, sono pronto ad ogni flagello: — “Ego in flagella paratus sum” (Epist. IX, ad Syriac.).
  6. LA SOMMISSIONE ALLA VOLONTÀ DI DIO DÀ LA PAZIENZA E LA GIOIA. — Quanto giovi a dare pazienza la sommissione alla volontà di Dio, bastano due esempi a chiarirlo. A proposito del mendicante Lazzaro che giaceva coperto di ulceri su la soglia del ricco e che desiderava sfamarsi delle briciole che cadevano dalla mensa di questo, S. Giovanni Crisostomo enumera nove crudeli ambasce che in quel punto laceravano il mendico: l a la povertà; 2a una grave malattia; 3a l’abbandono; 4a l’essere sdraiato su la porta del ricco; 5a la crudeltà del ricco; 6a il vedersi privo di aiuto; 7a la risurrezione dei morti, la quale perché non ancora così conosciuta e diffusa come dopo la promulgazione del Vangelo, gli dava meno viva speranza; 8a soffrire per lungo tempo; 9a morire di fame. Quante miserie riunite nella persona di Lazzaro! E Lazzaro non mormora e non si lagna; anzi sopporta con pazienza tutte le sue pene. E perché? Perché era sottomesso al volere di Dio. E quindi anche Dio viene in suo soccorso; per ricompensa lo colloca, cinto di gloria, nel seno di Abramo, mentre i l ricco malvagio, non avendo fatto la volontà di Dio, è sepolto nell’inferno (Homil ad pop.). – Contemplate l’ammirabile pazienza di Giobbe. Egli aveva abbondanza di ogni bene; Dio lo spoglia di tutto e lo riduce alla più spaventosa miseria, lo bersaglia con i più atroci dolori. Ora che cosa dice Giobbe in questo misero stato? Udite e stupite: « Nudo uscii dal seno materno, e nudo ritornerò nel seno della terra: Dio mi aveva dato tutto; Dio me l’ha tolto; avvenne come a Lui piacque; sia benedetto il nome del Signore » — “Nudus egressus sum de utero matris meae, et nudus revertar illuc: Dominus dedit, Dominus abstulit; sicut Domino placuit, ita factum est; sit nomen Domini benedictum” (Job. I, 21). – Ma più che la forza a soffrire pazientemente, il vero fedele dalla sua soggezione alla volontà divina prende argomento di gioia e di conforto. Serva di esempio S. Paolo: « Io mi rallegro nei miei patimenti » — Gaudeo in passionibus (Coloss. I , 24), scrive ai Colossesi: « Sono pieno di consolazione, sovrabbondo di gioia in mezzo ad ogni affanno e strettezza », confessa ai Corinzi: — “Repletus sum consolatione, superabundo gaudio in omni tribulatione nostra” ( II Cor. VII, 4). « Io soffro, dice a Timoteo, ma ben lungi dal lasciarmi accasciare, io sono nell’allegrezza: perché so per Chi io soffro » — “Patior, sed non confundor, scio enim cui credidi” (II Tim. I, 12). « Io sono pronto, dice in altra circostanza, non solamente ad essere legato, ma a dare la vita per il nome del Signor Gesù » — “Ego autem non solum alligari, sed et mori paratus sum propter nomen Domini Iesu” (Act. XXI, 13). Né diversamente avvenne di tutti gli altri Apostoli, dei quali ci attesta la storia, che uscivano lieti e giubilanti dal tribunale, perché erano stati giudicati degni di patire oltraggio per il nome di Gesù: — “Mi quidem ibant gaudentes a conspectu concilii, quoniam digni habiti sunt prò nomine Iesu contumeliam pati” (Act. V, 41). Ecco i prodigi che opera la rassegnazione alla volontà di Dio. E quel che ci anima, ci rinforza, ci consola nelle afflizioni, è il sapere che in questo noi ci uniamo a Gesù Cristo paziente e diventiamo simili a Lui; e per ciò ci prepariamo a risuscitare gloriosi, dietro 11 suo esempio.
  7. TUTTO È SOTTOPOSTO ALL’UOMO CHE VIVE SOTTOPOSTO A DIO. — Soggettatevi, dice S. Agostino, a Colui che sta sopra di voi, e avrete soggetto a voi tutto ciò che sta sotto di voi: — “Subdere ei qui supra te est, et infra te erunt illa quibus praepositus es.” — Infatti l’uomo, avendo abbandonato, col peccato, Colui al quale doveva stare soggetto, ed essendo caduto al di sotto di tutto ciò su cui doveva regnare, ha perduto il suo impero, è divenuto lo schiavo di tutte le creature. — “Quia vero per peccatimi homo deserti euni sub quo esse debuit, subditus est eis supra quae esse debuit. — Ecco l’ordine: Dio, l’uomo, gli animali, la natura materiale; Dio al di sopra di noi, gli animali al di sotto di noi. Riconoscete Colui che ci deve governare e sarete riconosciuti dagli esseri che voi dovete dominare. — “Agnosce eum qui supra te est, ut agnoscant te qui infra te sunt.” — Daniele riconosce Dio per suo Signore; ed i leoni riconoscono e rispettano i n lui il loro padrone. – Ma se voi non riconoscete Dio che è sopra di voi, se a Lui non vi assoggettate, se volgete le spalle al vostro Superiore, voi non sarete conosciuto, non sarete obbedito dal vostro inferiore. — “Si autem non agnoscis illum qui supra te est, superiorem contemnis, subderis inferiori”. — Da chi mai fu domato e infranto l’orgoglio egiziano? Da cavallette e da moscherini. Mose è soggetto a Dio; il Mar Rosso gli è sottoposto, il cielo gli sta soggetto, Dio medesimo l’obbedisce. Quelli che rifiutano di fare la volontà di Dio, sono costretti a fare la volontà di quanto vi è di più vile nel mondo; al contrario, facendo la volontà di Dio, si operano le più strepitose meraviglie, anche con ciò che vi è di più spregevole su la terra. Così, per esempio, Mose per mezzo di una semplice verga, batte e costerna gli Egiziani con dieci grandi piaghe; apre un passaggio tra le acque dell’Eritreo; fa zampillare fonti di acque da un arido macigno. Gedeone sbaraglia, con vasi di terra infranti, un esercito nemico. I tre fanciulli nella fornace sono sottomessi al volere di Dio, e le fiamme li rispettano; le loro vesti, i loro capelli restano illesi in mezzo al fuoco, ed essi sciolgono la lingua a inni di riconoscenza e di ringraziamento (Tract. VIII, in Ioann.). «Quando il popolo non fa il volere di Dio, egli non si differenzia punto da coloro che non esistono, dice S. Giovanni Crisostomo ». Multitudo quando voluntatem Dei non facit, nil differt ab his qui non sunt (Homil. ad pop.). – «Fra tutte le cose, dice il Nazianzeno, solo Iddio non si può né evitare, né soggiogare ».[“Solus ex omnibus rebus Deus est, qui nec fuga vitari, nec superari potest (In Distich.).
  8. TUTTI SONO SOGGETTI ALLA VOLONTÀ DI DIO. — Se osserviamo la vita di Gesù Cristo, vedremo dei magnifici esempi della sua sommissione alla volontà di Dio Padre. « Nel suo primo entrare nel mondo, udite che esclama: Signore, tu non hai più voluto né ostia né oblazione per il peccato. Or bene, ecco che vengo io a fare la tua volontà, o mio Dio » — “Ingrediens mundum dicit: Hostiam et oblationem noluisti: holocaustomata pro peccato non tibi placuerunt. Tunc dixi: Ecce venio, ut faciam, Deus, voluntatem tuam” (Hebr. X, 5-7). Nel corso poi della sua vita mortale, non rare volte mette innanzi i disegni del Padre suo sopra di Lui e la piena sua adesione e sottomissione ai medesimi. « Il Padre mio mi ama, perché io do la mia vita per riprenderla di nuovo. Nessuno può togliermela; ma io la do di mia volontà ed ho là potestà di darla e di riprendermela; tale è la missione affidatami dal Padre » (JOANN. X, 17-18). Si rileva di qui che Gesù aveva ricevuto dal Padre suo l’ordine doloroso e severo di soffrire e morire su la croce. Egli vi si conforma di tutto suo grado, si abbassa volontariamente, facendosi obbediente fino alla morte, e morte di croce: — “Humiliavit semetipsum factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis (Philipp. II, 8). « Io sono disceso dal cielo, diceva altra volta, per fare non la volontà mia ma la volontà di colui che mi ha mandato; e la volontà del Padre che mi ha mandato è, che non si perda niente di ciò che mi ha dato, ma che io risusciti l’ultimo giorno » — “Descendi de coelo non ut faciam voluntatem meam, sed voluntatem eius qui misit me Patris: ut omne quod dedit mihi non perdam ex eo, sed resuscitem illud in novissimo die (JOANN. V I , 38-39). – Quando prediceva agli Apostoli gli orrori della sua passione e della sua morte, e questi, addolorati da tale dolorosa rivelazione, esclamavano ad una voce: « No! non sia mai! » — il divin Salvatore rispondeva: Vorreste dunque che io non beva il calice che il Padre mio mi ha dato? cioè, mi suggerireste voi di non adempiere la volontà di Dio? — Absit a te, Domine; non erit tibi hoc (MATTH. X V I , 22): — “Calicem quem dedit mihi Pater, non bibam illum!” (IOANN. XVIII, 11). E infatti, ecco questo Uomo-Dio che, nel giardino degli ulivi, accasciato sotto il peso della giustizia del Padre e delle nostre colpe, boccheggia e suda sangue. Il calice dell’amarezza Gli viene posto dinanzi: lo rifiuterà Egli? No; mio Dio, voi non lo rifiutate; a me toccherebbe berlo; sono io che l’ho fatto amaro; ma se voi non lo bevete, io sono perduto per sempre. E udite come egli lo accetta: « Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Non si faccia però come voglio Io, ma come vuoi Tu: Non la mia volontà, ma la tua, o Padre, si adempia! » — “Pater mi, si possibile est, transeat a me calix iste! Verumtamen, non sicut ego volo, sed sicut tu” (MATTH. XXVI, 39). — “Pater, non mea voluntas, sed tua fiat” (Lue. XXII, 42). Questa parola del capo, osserva S. Leone Papa, è la salute di tutte le membra. Questa parola illumina, ammaestra, forma i fedeli, infiamma i confessori, ha coronato i martiri. Chi potrebbe infatti superare gli odi del mondo, resistere ai furori delle tentazioni, non tremare in faccia ai terrori dei carnefici, se Gesù soffrendo in tutti gli uomini e per tutti gli uomini, non avesse detto al Padre suo: La vostra volontà si faccia, e non la mia? “Haec vox eapitis, salus est totius corporis… Haec vox omnes fideles instruxit, omnes confessores accendit, omnes martyres coronavit” (Serm. VII, de Pass.). – Gli Angeli e i Santi nel cielo di altro non si occupano e non si occuperanno per tutta l’eternità, che del fare pienamente la volontà di Dio e questa occupazione formerà la loro felicità eterna; perché Dio non vuole che il loro amore, ed essi nient’altro brameranno che amare Dio. – Tutti gli eletti su la terra stettero e stanno sottomessi alla volontà di Dio… Guardate Noè, Abramo, Mose, i Profeti, Giobbe, Tobia, ecc. Il pontefice Eli è minacciato dello scudiscio della giustizia divina, ed egli dice: « Il Signore è padrone di tutto, faccia come Gli pare bene » — “Dominus est, quod bonum est in oculis suis faciat (I Reg. III, 18). Il re Profeta non cessava di pregare così: « Insegnami, o Signore, a fare la tua volontà » — “Doce me tacere voluntatem tuam” (Psalm. CXLII, 10). Giuda Maccabeo mentre va a combattere per la gloria di Dio e la salvezza del popolo, esclama: « Avvenga ogni cosa secondo la volontà di Dio » — “Sicut fuerit voluntas in coelo, sic fiat” (I Mach. III, 60). « Io porterò con rassegnazione la collera di Dio, perché ho peccato », dice Michea: — “Iram Domini portabo, quotiamo peccavi ei” (MICH. VII, 9). « Per me, dice l’Apostolo, mi guarderò bene dal gloriarmi di altro che della croce dei nostro Signore Gesù Cristo, per amore del quale il mondo è morto a me, ed io sono morto al mondo » — “Mihi absit gloriari nisi in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi inundus crucifixus est, et ego mundo” (Gal. VI, 14). « Dovunque io sia, in qualunque luogo io vada, scriveva Tertulliano, io sono nelle mani di Dio; disponga di me come Gli talenta, io non mi parto da Lui; se mi vuole mandare alla morte; faccia il suo piacere, purché io Gli resti fedele ». Ubicumque fuero, in manu eius sum; faciat quod vult, non discedo; et si perire me vult, ipse me perdat, dum me ego servo illi (Ad Martyr.). – Questi sublimi esempi di sottomissione alla volontà di Dio, datici da Gesù, dagli Angeli, dai Santi, dagli eletti, ci devono animare a fare in tutto e sempre la volontà di Dio, anche in mezzo alle più fiere ambasce, ai più cocenti dolori, ai più pesanti travagli. Facciamo nostra la preghiera di S. Agostino: « Dammi, o Signore, di fare quello che comandi, e comanda pure quello che vuoi » — “Da quod iubes, et iube quod vis” (Conf.). – Tutte le creature, in quanto sono opere di Dio, adempiono il suo volere: il sole, la luna, gli astri, gli elementi, la terra, il mare, il fulmine, il giorno, la notte, gli alberi, le fiere, gli insetti, tutto insomma il creato sta soggetto alla volontà divina. Di modo che anche i dannati, anche i demoni medesimi fanno la volontà di Dio, la volontà della sua giustizia. Essi riconoscendola e confessandola, diranno in eterno: « Voi siete giusto, o Signore, ed equi sono i vostri giudizi » — “Iustus es, Domine, et rectum iudicium tuum” (Psalm. CXVIII, 137).
  9. DIO RICOMPENSA CHI SI SOTTOMETTE ALLA SUA VOLONTÀ. — MEZZI PER SOTTOMETTERVISI. — Per dimostrare quanto largamente Iddio ricompensi quelli che si sottomettono alla sua volontà, basti l’esempio del casto Giuseppe: paragonate ciò che ebbe da soffrire, con gli onori immensi di cui fu colmato, e vedrete che le prove da lui patite diventano un nulla. Infatti: 1° in vece dell’odio de’ suoi fratelli, si guadagnò l’amicizia del re e di tutto l’Egitto. 2° Invece dell’esilio, della schiavitù, della prigione, ricevette non solamente la più piena libertà, ma un grado altissimo. 3° In ricompensa del lavoro delle sue mani, come servo, fu decorato dell’anello d’oro. 4° In cambio del mantello toltogli dall’adultera sposa di Putifarre, fu vestito del manto reale. 5° In luogo delle catene, ebbe una collana d’oro. 6° Perché si prese a cuore la causa dei disgraziati, divenne principe. 7° Perché sottostette all’umiliazione del carcere, sedette sul cocchio reale. 8° Perché fu disprezzato, vide una nazione intera prostrategli dinanzi. 9° Cambiò il nome di servo in quello di re e di Salvatore della terra… Ora se così munificamente ripaga Iddio in questa vita quelli che si sottomettono al suo volere, che cosa non darà loro nell’eternità? – Per abituarsi a sottomettersi i n tutto al volere divino, bisogna: 1° persuadersi che tutte le cose, venendoci da Dio, sono per il nostro bene…, o per correggerci…, o per fare che meritiamo… 2° Accettare il calice come se ce lo presentasse Iddio medesimo… 3° È meglio dire una sola volta tra le avversità: — Signore, io vi ringrazio: — Dio sia benedetto: — che porgere milioni di ringraziamenti in mezzo alle prosperità, dice il Padre Avila (In vita). 4° Non sottomettersi solamente in generale, ma negli eventi particolari. 5° Sopportare tutto con pazienza… 6° Eseguire con prontezza e gioia la volontà di Dio manifestata per mezzo dei superiori. 7° Non inquietarci per quello che il Signore dispone di noi, e dire spesso col re Profeta: « Signore, la mia sorte è nelle vostre mani » — In manibus tuis sortes meae (Psalm. XXX, 16). 8° Meditare spesso gli esempi di Gesù, dei santi e delle creature.

LA FESTA DEL NONNO: S. GIOACHINO

LA FESTA DEL NONNO: S. GIOACHINO, padre della Beata S.S. Vergine MARIA

S. Giachino

GIOACHINO CONFESSORE: 16 AGOSTO.

Gioachino, rampollo della stirpe di Davide, quando venne eletto re Erode era fuggito assieme ai suoi parenti perché Erode pauroso che essi aspirassero al trono (ne avevano infatti i legittimi diritti), li perseguitava atrocemente. – Gioachino dunque si era recato dalla Giudea nella Galilea, dove viveva fra i monti in una piccola città poco distante dal monte Tabor. -Il suo nome però era dovunque conosciuto ed amato, ed in quel tempo, in cui stavano per compiersi le profezie della venuta del Signore, Gioachino, essendo della famiglia di Davide, attirava più che tutti gli sguardi del popolo. Avendo, quale figlio unico, ereditate tutte le sostanze paterne, possedeva copiose ricchezze, che egli spendeva a pro dei poveri della sua tribù. Giunto all’età virile, si congiunse in matrimonio con Anna, vergine nobilissima della stirpe dei Re, discendendo da Davide per la linea di Salomone ed a lui affine in parentela. – A quella età gravissimi erano i mali che affliggevano il popolo, giacché questi dimentico di Dio e delle sue divine promesse, solo attendeva alle cure temporali e ognor più cadeva nel vizio. Fra tanta prevaricazione, la pietà dei due sposi diffondeva una luce d’incanto. Gioachino ed Anna, riuniti in un medesimo spirito, vedendo le miserie che affliggevano il popolo, avevano esclamato: « Sia partecipe tutto il popolo delle nostre ricchezze, onde venga alleviata tanta miseria ». Nè solo Nazaret risentiva i benefici effetti di tanta liberalità, ma anche tutti i paesi circonvicini. – La pace più profonda regnava in quella casa, profumata dalla preghiera intensa e fervorosa dei santi sposi. Le gioie e le pene erano comuni, i difetti sopportati pazientemente, e le debolezze tollerate senza sforzo e senza indugio. – Ma il dolore accompagna sempre e ovunque l’uomo in questa vita, e Gioachino ed Anna non andarono esenti da questo triste compagno, che fece risaltare sempre più la loro grande virtù: essi non avevano figli e ormai, essendo già vecchi, dovevano rinunziare alla speranza di averne. Questo dolore li affliggeva di continuo, tanto più che essi essendo della tribù di Giuda, sapevano che doveva nascere il Messia dalla loro stirpe. – Ma le prove hanno sempre fine ed anche per Gioachino dovevano in ultimo cessare. Ricorreva la festa dei Tabernacoli che gli ebrei celebravano con grande solennità verso il 15 settembre, recandosi tutti al tempio di Gerusalemme per fare le loro offerte. – Anche Gioachino si recò a compiere questo dovere di culto verso i l Signore. Un sacerdote lo riconosce e con cipiglio maligno gli grida: Non ti è lecito offrire doni al Signore, perché non hai avuto figliuoli in Israele! La tua sterilità è in penitenza dei tuoi gravi peccati! Buon Dio, che prova! Ma Gioachino, sostenuto dalla fede, esce dal tempio, torna a casa sua, si ritira su un monte a pregare e scongiurare il Signore di concedergli dei figli mentre Anna pur essa in preda al dolore supplicava con gemiti e sospiri il Cielo ad esaudire le loro preghiere. A tanta fede non poteva il Signore restare sordo; infatti un angelo apparso a Gioachino, l’assicurò che avrebbe avuta una figliuola, a cui avrebbe imposto il nome di Maria: da Lei doveva nascere il Redentore. Tornato a casa seppe che anche Anna aveva avuta la stessa rivelazione e tutti e due con grande affetto ringraziarono il Signore. – Quando poi la S. Bambina giunse all’età di tre anni, fu portata al Tempio e Gioachino ricco di meriti e di virtù volò al Cielo a godere l’eterno premio della sua fede.

PRATICA. — Ad imitazione di S. Gioachino, poniamo ogni nostra fiducia nel Signore, ed impariamo da lui lo spirito di fede e di mortificazione.

PREGHIERA. — Dio che tra tutti i tuoi santi scegliesti il beato Gioachino per padre della Madre del Figlio tuo, concedici che mentre ne celebriamo la festa, ne risentiamo ancora continuamente il patrocinio. Così sia.

 

Che S. Giachino illumini e sostenga in particolare i NONNI cattolici “veri”, oggi chiamati ad un compito particolarmente gravoso nell’indirizzare i nipoti, in questi tempi di apostasia e somma immoralità, sulla retta via della eterna salvezza. Che Dio li aiuti, per intercessione di S. Gioachino.

GREGORIO XVII: L’INCREDIBILE STORIA

 

GREGORIO XVII L’INCREDIBILE STORIA:

 LA “GRANDE APOSTASIA” ed il mistero della

“CHIESA ECLISSATA”!

[liberamente ispirato a : “the Siri thesis” (FACT) da: www. The Pope in red.com]

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La “Tesi di Siri” 

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Un Cardinale in azione: Foto di Sua Eminenza, il Cardinale Giuseppe Siri di Genova, Italia, in visita presso l’Ospedale Galliera (un ospedale di Genova di cui è stato presidente) circa un anno prima di essere eletto Papa della Chiesa Cattolica, il 26 ottobre 1958 d. C., scegliendo il nome di Gregorio XVII.

   “Padre, la Vergine è molto triste perché nessuno presta attenzione al suo messaggio, né i buoni né i cattivi. I buoni continuano con la loro vita di virtù e di apostolato, ma non la conformano al messaggio di Fatima. I peccatori, i cattivi, continuano nella loro condotta, seguendo la strada del male, perché non vedono il terribile castigo che sta per abbattersi su di loro. Mi creda, Padre, Dio sta per punire il mondo e molto presto. Il castigo del cielo è imminente. Fra meno di due anni, nel 1960 sarà qui, il castigo del cielo arriverà e sarà molto grande! Dì alle anime da temere non solo il castigo materiale che ci accadrà se non preghiamo e facciamo penitenza, ma la perdita della maggior parte di tutte le anime che andranno all’inferno!”

suor lucia

[Parole precisamente pronunziate da Suor Lucia (veggente di Fatima), in un’intervista con Padre Augustin Fuentes del 26 dicembre 1957 d. C., che danno un chiaro preavviso circa il castigo imminente del cielo per i peccati dell’uomo, che sarebbe indubbiamente avvenuto prima del 1960 d.C.].

Premessa

   La Siri “Tesi” (IL FATTO) sostiene che il cardinale Giuseppe Siri venne realmente eletto Papa dopo la morte di Papa Pio XII nel 1958; ma che il neo-eletto Papa (Gregorio XVII, “già” Cardinale Siri) sia stato sottomesso a gravi costrizioni, minacciato di morte e così impedito nell’assumere la Cattedra Pontificia (cioè ad annunziare pubblicamente ed a proclamare il suo Pontificato) e sostituito da Angelo Roncalli (l’antipapa sedicente Giovanni XXIII).    –    Ci sono prove che nel 1958, durante il Conclave, i nemici della Chiesa minacciarono nei confronti di “Siri” azioni di distruzione di massa, se egli avesse assunto il possesso della Cattedra di Pietro (cioè se si fosse dichiarato che: “il cardinale Siri”, dopo essere stato canonicamente eletto, ha accettato il Papato scegliendo il nome di Gregorio XVII ) – I nemici di Cristo, della Chiesa e di tutti gli uomini, i marrani della “quinta colonna”, presenti essi stessi all’interno delle mura del Conclave, usarono poi delle minacce veramente feroci e crudeli nei confronti di Papa Gregorio XVII, qualora egli avesse pubblicamente annunciato di essere il “vero” Papa.     Alla luce di tale “tesi”, tutti i Papi ‘apparenti’, dopo Papa Pio XII, erano e sono tuttora “impostori” (anti-Papi), per il semplice fatto che “Siri” fu il “vero Papa eletto”. Tutti i loro atti sono assolutamente “invalidi”, i loro insegnamenti fasulli e non obbligano nessuno, anzi devono essere accuratamente evitati per non incorrere in mortali anatemi e sacrilegi offensivi della Maestà divina.

(*) “La rinunzia non è valida, per legge, qualora essa sia avvenuta per timore grave ingiustamente inflitto, per frode, per errore sostanziale o per simonia” (Codice di Diritto Canonico 1917, can. 185).

“Siri” (cioè il S. P. Papa Gregorio XVII) è deceduto il 2 maggio 1989 d.C., e si dice (anzi è oramai praticamente certo) che gli sia succeduto, attraverso il suo vero Pontificato e la Gerarchia da Lui “validamente” perpetuata, un altro “vero” successore, ancora sconosciuto, ma che emergerà a suo tempo, dopo l’eclissi della Chiesa prevista a La Salette, per giungere così alla fine dei tempi. E’ stato quindi un “Pontificato soppresso” [non vacante!], nella persona del Cardinale Giuseppe Siri di Genova, canonicamente eletto nel 1958, ma subito destituito, attraverso intimidazioni, occultando, tacendo, mentendo il suo vero stato (così come hanno fatto pure i “suoi” Cardinali) per ben 31 anni!

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La pia Pastorella Melanie Calvat, Veggente a La Salette, in Francia (c. 1846 d.C.).

 “La Chiesa sarà eclissata. In un primo momento, non sapremo chi sia il vero Papa.”                                                                 [Melanie Calvat].

Nel commentare questa parte del segreto, Melanie, in effetti, disse all’Abate francese Combe: “La Chiesa sarà eclissata. In un primo momento, non sapremo chi è il vero Papa. Poi, in secondo luogo, il Santo Sacrificio della Messa cesserà dall’essere offerto in chiese e case, e sarà tale che, per un certo tempo, non ci sarà più il Culto pubblico, [la falsa messa attuale è un rituale rosa+crociano offerto a lucifero, dio dell’universo – n.d.r.- ], “… però vedo che il Santo Sacrificio non è veramente cessato: esso sarà offerto in alcove, in nicchie, in grotte, in catacombe! ” (Abate Combe:. “Il segreto di Melania e la crisi attuale”, Roma, 1906, pag. 137).

“Perciò quando vedrete “l’abominio della desolazione “, del quale ha parlato il profeta Daniele (Daniele IX:27), stare nel luogo santo (chi legge, comprenda), allora quelli che sono nella Giudea, fuggano verso i monti …” (Matteo XXIV: 15-28).

Annotazioni del Padre Douay 1582 d.C., per la citazione di cui sopra: “…l’“abominio della desolazione” predetto, è in parte avvenuto in diverse, antiche profanazioni del Tempio di Gerusalemme, quando il sacrificio ed il servizio a Dio fu eliminato, ma esso deve soprattutto manifestarsi a causa dell’Anticristo e dei suoi precursori, quando aboliranno la santa Messa, che è il Sacrificio del Corpo e del Sangue di Cristo, l’unico Culto sovrano, dovuto a Dio nella Sua Chiesa … Per cui è evidente che gli eretici di quei giorni saranno gli speciali precursori dell’Anticristo “. [da: Matteo XXIV:15 – “Annotazioni” Il Nuovo Testamento, 1582, il Collegio inglese di Rhemes, John Fogny, Pag. 71].

Testimonianza universale dei Padri della Chiesa Primitiva sull’Apostasia:

“L’apostasia della città di Roma dal vicario di Cristo, nonché la sua distruzione da parte dell’Anticristo, può costituire un’idea così nuova per molti cattolici, che penso sia bene il caso di citare il testo di Teologi di grande notorietà e dottrina. In primo luogo Malvenda, che scrive esplicitamente sul soggetto, afferma, concordando con il parere di Ribera, Gaspar Melus, Biegas, Suarez, Bellarmino e Bosius, che Roma deve apostatare dalla fede, allontanare il Vicario di Cristo e tornare al suo antico paganesimo. “ … Allora la Chiesa dovrà essere dispersa, guidata nel deserto, e sarà per un certo tempo come era nel principio, invisibile, rifugiata in catacombe, in anfratti, in caverne, in montagne, in luoghi di agguato, e per un certo tempo deve essere anche spazzata via, per così dire, dalla faccia della terra!”

Questa è la testimonianza universale dei Padri della Chiesa primitiva ” [- Henry Edward Manning, “La crisi attuale della Santa Sede” 1861, Londra:. Burns e Lambert, pp 88-90).]

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Edward Manning

La volontà di Gesù Cristo per la sua Chiesa:

   “Pertanto, se qualcuno dice che non è per istituzione di Cristo, lo stesso Signore (vale a dire, per legge divina), che il beato Pietro dovrà avere successori perpetui nel primato su tutta la Chiesa; o che il Romano Pontefice, non è il successore del beato Pietro in questo primato: sia anatema!”. (Il Concilio Vaticano, quarta sessione, prima Costituzione dogmatica sulla Chiesa di Cristo, – Ch. II,5: sulla istituzione del Primato del beato Pietro al Romano Pontificato – Luglio 1870 d.C.).

La “Tesi Siri”

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Redatta da

William G. von Peters, Ph.D.

   “Il seguente lavoro si basa sulle ricerche di Mr. Gary Giuffré; esso e’ stato estratto e compilato principalmente dalla sua newsletter, protetta da copyright, da informazioni verbali e da fonti personali, nonché da altre fonti reperibili.”

-Dr. William G. von Peters.-

(Nota: Il webmaster di www. thepopeinred. com ha aggiunto tutte le immagini e le loro didascalie, aggiungendo un annuncio finale, “imperativo” per tutti i cattolici a conoscenza di questa storia, in coda alla “Tesi Siri” (IL FATTO) – giugno 2006 A.D.)”.

Introduzione

Precisazioni sul “Grande Disastro” (da: “La Profezia cattolica” di Yves Dupont).

Matt. XXIV:39: “Ed essi non capirono finché venne il diluvio e li spazzò via tutti.” “… La Chiesa è perseguitata, il Papa lascia Roma e muore in esilio, un anti-Papa è stato insediato a Roma, la Chiesa cattolica è divisa, senza capo e completamente disorganizzata…”!

Pio IX: “Ci sarà un grande prodigio che riempirà il mondo di stupore. Ma questo prodigio sarà preceduto dal trionfo di una rivoluzione (il “modernismo”!-n.d.r.-), attraverso la quale la Chiesa passerà con prove che sono al di là di ogni immaginazione”.

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San Malachia:

famoso per le sue previsioni circa i nomi e

l’elenco dei Papi dal suo tempo

fino alla fine del mondo!

 Da San Malachia: De Medietate Lunae (“di mezzo della Luna”, spesso tradotto, “Dalla metà della Luna”). Il simbolismo biblico della “luna” è “il regno mondano» o l’ordine temporale. “Questo Papa può quindi essere eletto: a) da Cardinali che siano influenzati principalmente dalle idee mondane (tipo vangelo sociale, etc.), o b) – può essere eletto in un momento in cui le forze di “satana” (il “principe di questo mondo”) hanno il controllo virtuale di tutta la terra mediante il loro governo segreto, forse anche influenzando l’elezione papale, in modo che un agente del governo mondiale dell’anticristo venga eletto Papa.”

De Labore Solis (“Del Lavoro del Sole”): Questo è lo stesso simbolo impiegato in Apocalisse XII: 1-5, di “una Donna vestita di sole” in travaglio per dare alla luce un Figlio, che governerà in seguito la terra con “una verga di ferro.” H.B. Kramer, interpretando l’Apocalisse nel suo “Libro del Destino”, conferma questa valutazione, presentando un’elezione papale molto controversa (vertenza = lavoro; donna = Chiesa sole = luce della verità divina).

San Pio X: “Ho visto uno dei miei successori passare sopra i corpi dei suoi fratelli. Egli si rifugia sotto mentite spoglie in qualche luogo, e dopo un breve ritiro morirà di una morte crudele.”

Pio XII: “… Noi crediamo che l’ora presente sia una fase terribile degli eventi predetti da Cristo, e sembra che le tenebre stiano per abbattersi sul mondo, e che l’umanità sia stretta nella morsa di una crisi suprema”!

Antica Profezia tedesca: “… La dottrina sarà perversa, e si cercherà di rovesciare la Chiesa Cattolica …”!

Nicola de Fluhe: “La Chiesa sarà punita, perché la maggioranza dei suoi membri, in alto o in basso che siano nella Gerarchia, diventerà così perversa che la Chiesa affonderà sempre di più fino a che, alla fine, sembrerà essersi spenta, con l’estinzione della successione di Pietro e degli altri Apostoli. Ma, dopo di ciò, Essa sarà vittoriosamente esaltata agli occhi di tutti gli scettici. ”

Ven. Bartolomeo Holzhauser (XVII secolo): “Il quinto periodo è un periodo di afflizione: la desolazione, l’umiliazione e la povertà per la Chiesa di Gesù Cristo, purificherà il suo popolo attraverso guerre crudeli, carestie, epidemie di peste, ed altre calamità orribili. La Chiesa latina sarà anche afflitta ed indebolita da molte eresie. Seguirà un periodo di defezione, di calamità e di sterminio … “.

– “Durante questo periodo la Sapienza di Dio guiderà la Chiesa in diversi modi: 1) castigando la Chiesa di modo che le sue ricchezze non possano corrompere completamente; 2) interponendo il Concilio di Trento come una luce nelle tenebre, così che i cristiani, vedendo la luce, possano sapere in che cosa credere, 3) sostenendo S. Ignazio e la sua “compagnia” in opposizione a Lutero ed agli altri eretici; 4) portando in terre remote la Fede “vietata” nella maggior parte dell’Europa”.

– “Durante questo periodo infelice, ci sarà un lassismo nei precetti divini ed umani. La disciplina soffrirà. I Sacri canoni saranno completamente ignorati, e dal Clero non saranno rispettate le leggi della Chiesa. Tutti saranno traviati e portati a credere e a fare ciò che immaginano, secondo i desideri della carne. ”

“Si metterà in ridicolo la semplicità cristiana, che sarà chiamata follia e assurdità, e si avrà il massimo rispetto per la conoscenza avanzata, e per l’abilità con la quale saranno offuscati gli assiomi della legge, i precetti della morale, i santi canoni ed i dogmi religiosi con questioni insensate ed argomenti fraudolentemente elaborati. Di conseguenza, nessun principio sarà più rispettato, per quanto santo, autentico, antico, e certo che sia, ma resterà libero di censura, critica, falsa interpretazione, modifica e limitazione da parte dell’uomo.”

“Questi sono tempi malvagi, questo è un secolo pieno di pericoli e di calamità. L’eresia è ovunque, ed i seguaci dell’eresia sono al potere quasi ovunque. Vescovi, prelati e sacerdoti dicono che stanno facendo il loro dovere, che sono vigili e che vivono in conformità del loro stato di vita, e quindi tutti accampano scuse. Ma Dio permetterà un gran male contro la sua Chiesa: eretici e tiranni arriveranno improvvisamente ed inaspettatamente, tutto crollerà nella Chiesa, mentre i vescovi, i prelati ed i sacerdoti dormiranno. Entreranno in Italia buttando spazzatura su Roma … bruceranno le chiese e distruggeranno tutto “.

(La Monaca Infermiera di Bellay, (1810-1830): “Ancora una volta i pazzi sembrano avere il sopravvento! Ridono di Dio e Lo disprezzano. Ora le chiese sono chiuse, i pastori fuggono, il Santo Sacrificio cessa!”.

“Guai a te, città corrotta! I malvagi tentano di distruggere tutto, i loro libri e le loro dottrine stanno inondando il mondo, ma il giorno della giustizia è venuto…”.

(Jeanne le Royer, Suora della Natività): “Ho visto una grande potenza levarsi contro la Chiesa la quale viene saccheggiata, devastata, gettando nella confusione e nel disordine la vigna del Signore, calpestata dal popolo e schiacciata, fino ad essere ridicolizzata da tutte le Nazioni. Il celibato è diffamato ed il sacerdozio oppresso, si ha la sfrontatezza di confiscare le proprietà della Chiesa, di arrogarsi i poteri del Santo Padre, la cui Persona e le cui Leggi vengono disprezzate! “.

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La ven. Anna-Katrina Emmerick profetizzò: un “vero” Papa ed un papa falso (cioè un anti-Papa)

 (Ven. Anna-Katrina Emmerick): “Ho visto anche il rapporto tra i due papi, ho visto come saranno funeste le conseguenze di questa falsa chiesa, ho visto aumentarne le dimensioni, eretici di ogni genere sono entrati nella città di Roma. Il clero locale è cresciuto in tiepidezza, e ho visto una grande oscurità … ”

“Ancora una volta ho visto che la Chiesa di Pietro era minata da un piano ideato dalla “setta” segreta, mentre le tempeste la stavano danneggiando.”

Commento: Molte profezie prevedono un anti-Papa ed uno scisma.

“Ho visto una strana chiesa in costruzione contro ogni regola… Non erano Angeli che presiedevano alle operazioni di costruzione. In quella chiesa, non c’era niente che venisse dall’Alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di fabbricazione umana, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo … ” – “Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che si stava costruendo lì (a Roma). Non c’era nulla di sacro in essa. Ho visto questo, come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici, ai quali hanno contribuito Angeli, Santi e gli altri cristiani. Ma (nella strana grande chiesa) tutto il lavoro era stato fatto meccanicamente (cioè, secondo regole e formule). Tutto era stato fatto secondo la ragione umana … “. –  “Ho visto ogni tipo di persone, oggetti, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, di presuntuoso e violento in essa, e ciò sembrava avere molto successo. Non ho visto un solo Angelo, né un solo Santo che aiutava nel lavoro, ma lontano, in fondo, ho visto la sede di un popolo crudele armato di lance, e ho visto una figura che, sghignazzante, ha detto: “Non costruite il più solidamente possibile, tanto si butterà tutto a terra!”

Commento: Due chiese differenti sembrano essere indicate in questo passaggio. In primo luogo, una chiesa-fantoccio istituita dai comunisti, una “strana chiesa” che comprende “tutti i tipi di persone e di dottrine” (forse in nome dell’ecumenismo), che seguono le tendenze moderne. Questa chiesa è “scellerata ed umanistica,” ma non è ispirati dai comunisti, altrimenti i comunisti non la vorrebbero abbattere. Questa chiesa è: -a) o la vera Chiesa cattolica dopo che la si è completamente sovvertita dal di dentro, -b) o si tratta di una “nuova” chiesa che dichiara di essere la vera Chiesa Cattolica, visto che vengono eletti due “papi” nello stesso tempo. Alcune profezie sembrano giustificare l’evenienza che la vera Chiesa Cattolica possa scomparire completamente per un po’ come organizzazione, ma, anche se disorganizzata, che sopravviverà nelle persone dei membri fedeli del clero e dei laici che andranno nei sotterranei e nelle “catacombe”. – “Tra le cose più strane che ho visto, c’erano lunghe processioni di vescovi. I loro pensieri e le loro espressioni mi sono state rese note attraverso le immagini che fuoruscivano dalle loro bocche. Le loro colpe, nei confronti della Religione, sono state mostrate da deformità esterne: alcuni avevano soltanto un corpo, con una nube scura di nebbia al posto della testa; altri avevano solo una testa, i loro corpi ed i cuori erano come vapori densi; alcuni erano zoppi, altri erano paralitici; altri erano addormentati o sconfortati “. – “Allora, ho visto che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava gradualmente prendendo il sopravvento, e la Religione Cattolica finiva nella completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti sono stati attirati dalla scintillante ma falsa conoscenza, di giovani insegnanti di scuola, ed hanno contribuito così all’opera di distruzione “.

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Un altare dopo il (falso –n.d.t.-) Concilio Vaticano II

   “E noi stessi sperimentiamo questo, che cioè quando entriamo in Basiliche ornate e pulite, munite di croci, immagini sacre, altari e lampade ardenti, più facilmente ci diamo alla devozione. Ma, al contrario, quando si entra nei templi degli eretici, dove non c’è nulla, tranne una sedia per la predicazione ed un tavolo di legno per fare un pasto, sentiamo di essere entrati una sala profana e non certo nella casa di Dio. ” [-S. Roberto Bellarmino, Octava Controversia generalis, liber II, Controversia Quinta, caput XXXI.].

Commento: Sei ministri non cattolici furono invitati al “finto” concilio Vaticano II, con il fine di “aiutare” i cambiamenti della Liturgia, abbattere gli altari, dislocare il Tabernacolo, ed insediare una tavola secondo Cranmer! – “In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà conservata solo in alcuni luoghi, in poche case ed in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre.” “Vedo molti ecclesiastici scomunicati che non sembrano esserne preoccupati, e nemmeno a conoscenza. Tuttavia, essi sono (ipso facto) scomunicati ogni volta che hanno collaborato ad imprese, sono entrati a far parte di associazioni, ed hanno abbracciato opinioni sulle quali sia stato lanciato un anatema. Si può vedere con ciò che Dio ratifica i decreti, gli ordini ed i divieti emessi dal Capo della Chiesa, e che Egli li mantiene in vigore anche se gli uomini non mostrano preoccupazione per essi, li rifiutano o, ridendo, li disprezzano.”

53.30 “Ho visto che molti pastori si sono lasciati sedurre da idee che sono pericolose per la Chiesa. Essi stavano costruendo una grande, strana e stravagante chiesa. Tutti cercavano di essere ammessi in essa, al fine di esserne uniti ed averne gli stessi diritti [evangelici, falsi cattolici come Ecclesia Dei e Lefebvreviani?], sette di ogni tipo. Tale doveva essere la nuova chiesa, ma Dio aveva ben altri progetti. “…

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Si adempiono dopo 1500 anni le profezie sull’anti-Papa Paolo VI

La profezia di Premol (V secolo): “… E vedo il Re di Roma che, con la sua Croce e la sua tiara, scuotendo la polvere, si toglie le scarpe e si affretta nella sua fuga verso altri lidi. La tua Chiesa, o Signore, è estromessa dai suoi stessi figli. Un campo è fedele al Pontefice in fuga, l’altro è soggetto al nuovo governo di Roma che ha rigettato la Tiara. Ma Dio Onnipotente, nella sua misericordia, porrà fine a questa confusione, ed una nuova era avrà inizio. Poi lo Spirito ha detto che questo è l’inizio della fine dei tempi.”

Commento: Da questa profezia, è chiaro che la vera Chiesa sarà fedele al “Papa in esilio”; considerando che il nuovo “papa” a Roma sarà, appunto, un anti-Papa. Ma, dal momento che un certo numero di altre profezie ci dicono che il vero Papa morirà nel suo esilio, ne consegue quindi che la vera Chiesa sarà senza leader per qualche tempo. Quindi, non è difficile prevedere che cosa l’anti-Papa ed i rinnegati fra la “gerarchia” ed fra il clero diranno: “Vedete, il cosiddetto Papa è morto e chi può dare un nuovo Papa se non i nostri cardinali che hanno già eletto il nuovo papa: egli è qui a Roma.” E, in effetti, dal momento che la vera Chiesa sarà completamente disorganizzata, ed i Cardinali fedeli si troveranno isolati e nessun nuovo vero Papa potrà essere eletto, un gran numero di cattolici sarà indotto ad accettare il primato dell’anti-Papa. – Tale scissione non accadrebbe se il vero Papa seguisse il consiglio di A. C. Emmerick: “di … soggiornare a Roma”. “Ma” – ella ha detto – “il Papa è ancora attaccato alle cose della terra” … e altrove dice, ” … Lui vorrà salvare ciò che pensa possa essere salvato.” In altre parole, il vero Papa, chiunque sia in quel momento, userà il suo giudizio umano nel lasciare Roma, invece di rimanere saldo di fronte agli invasori.

Tommaso dell’Apocalisse – Apocrypha (I secolo):. “Ad ogni uomo piace parlare di ciò che gli aggrada, ed i miei sacerdoti non devono avere la pace in se stessi, ma devono sacrificarsi per me, non guidati da una mente ingannevole. Poi vi sono i sacerdoti che abbandonano la gente allontanandosi dalla Casa del Signore per voltarsi verso il mondo. La Casa del Signore sarà desolata ed i suoi altari verranno aborriti. Il luogo di Santità è corrotto, e il Sacerdozio inquinato. ”

Holzhauser (XVII secolo): “Il grande monarca verrà quando la Chiesa latina sarà desolata, umiliata, ed afflitta da molte eresie …”

Rembordt (XVIII secolo): “Queste cose accadranno quando si tenterà di creare un nuovo regno di Cristo, dal quale verrà bandita la vera fede”.

Profezia di Oba: “E ciò avverrà quando le autorità della Chiesa promulgheranno le direttive per promuovere un nuovo culto, quando ai sacerdoti sarà vietato di praticare qualsiasi altro culto, quando le posizioni più in alto nella Chiesa saranno affidate a spergiuri ed ipocriti, quando solo i rinnegati saranno ammessi ad occupare quelle posizioni. ”

Ven. Anna-Katharina Emmerick (XIX secolo): “Ho visto ancora il nuovo e strano aspetto della Chiesa che stavano cercando di costruire: non c’era nulla di santo in essa … La gente è intenta ad impastare il pane nella cripta inferiore … ma non risalgono, … non salgono, né ricevono il corpo di Nostro Signore, ma solo pane! Quelli che sono in errore non per colpa loro, e che piamente ed ardentemente desiderano il Corpo di Gesù, vengono spiritualmente consolati, ma questa non è la Comunione. Poi, la mia guida [Gesù] disse: ‘Questa è BABELE.’ [La Messa in molte lingue]. ” (Questa profezia è stata fatta nel 1820 circa da Anna Katarina Emmerick, una monaca agostiniana stigmatizzata ed è annotata in “La vita di Anne Catherine Emmerich” dal Rev. Carl E. Schmoeger, C.SS.R.).

Commento: Il Nuovo Messale è un segno inquietante della prossima distruzione, e questi terribili presentimenti sono in completo accordo con ciò che dicono le profezie, e che può essere così parafrasato: “Volevano fare una nuova chiesa, una chiesa di fabbricazione umana, ma Dio ha altri progetti. La falsa chiesa sarà distrutta, ed il nemico occuperà Roma. I pastori saranno dispersi, perseguitati, torturati ed uccisi. Il Santo Padre lascerà Roma, e morirà di una morte crudele . Un anti-Papa si insedierà a Roma.”

… Nel XV secolo, il grande peccato della Chiesa era l’immoralità, ma la fede era viva. Poi venne la “riforma”, con le guerre di religione. Oggi, tuttavia, il peccato della Chiesa è ancora più grande, perché è un peccato contro la prima delle virtù cardinali, cioè la fede! La punizione deve essere così commisurata. Il contributo più recente e più significativo al processo che ha portato a tutto questo, è il nuovo messale, un rito pre-eretico [sic], che ha reso la Messa mutevole come le mode passeggere del mondo.

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Il cardinale Siri

   Al conclave del 1958 Siri aveva solo 50 anni, ed era il chierico più popolare in Italia. A 22 anni era già sacerdote ed a 37 era vescovo! Durante la guerra, ha organizzato mense per i poveri. Era un maestro di problemi nella gestione del lavoro, avendo risolto varie controversie e tutte senza scioperi, più di qualsiasi altro uomo in Italia (1).      Il cardinale Siri è nato precisamente 400 anni dopo la morte di Cristoforo Colombo (avvenuta il 20 maggio 1506) , e cioè il 20 maggio 1906.

È stato arcivescovo di Genova per 41 anni. Fu incaricato di persuadere le forze tedesche in ritirata, nella seconda guerra mondiale, a non far saltare il porto della città.

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Il cardinale Siri, nella foto, riceve la berretta rossa cardinalizia da Papa Pio XII (Roma, 12 gennaio, 1953 d.C., festa di Papa San Fabiano Martire).

Il Cardinale Siri era il successore al Papato, designato da Pio XII.

Egli morì il 2 maggio 1989 (Festa di San Atanasio) con sulle labbra: “Tibi Domine”, “a Te, o Signore”.  –  Nel 1967 aveva dichiarato che per lui il Concilio è stato “un … lavoro difficile ed una grande sofferenza.” – Su suo consiglio, Papa Pio XII fermò il movimento dei “sacerdoti-operai”, ed usò tutta la sua influenza nella realizzazione del famoso “Monitum” del Sant’Uffizio contro Teilhard de Chardin, costringendo il falso “papa” Giovanni XXIII a promulgarlo. – Radicalmente contrario all’evoluzionismo; a causa del suo spettacolare intervento Paolo VI rinunciò all’ultimo momento alla sua intenzione di integrare i “Padri sinodali” nel Sacro Collegio, come elettori del Conclave. Proibì ai suoi seminaristi di visitare Taizé [fucina dell’eretico ecumenismo]. Nel 1988 affermò: – “L’AIDS è un castigo di Dio.”

Per Siri il principale male è stato l’abolizione della Speranza, la trasmutazione della missione salvifica della Chiesa in un “messianesimo materiale”, il segno primario del quale è la “congiura del silenzio sugli Ultimi Tempi.”

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Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, monsignor Siri si incontra con funzionari delle forze alleate al Palazzo Tursi di Genova.

Ha salvato la città di Genova dalla distruzione, persuadendo, durante la ritirata, l’esercito tedesco a non far saltare il porto.

“Durante il Pontificato di Pio XII Siri era stato un prodigio, diventando vescovo nel1944 e poi cardinale nel 1953. Si disse che fosse stato designato come successore di Pio XII e combatté una battaglia col rozzo villico Roncalli,nel Conclave del 1958 …. Al cardinale Siri non piaceva il “papa” Giovanni XXIII [… anche perchè sapeva bene chi fosse e di chi era l’agente!]. Una volta disse che“ … ci vorranno 50 anni alla Chiesa per recuperare i danni del suo pontificato.” Non gli piaceva il “papa” Paolo VI, che portò a termine il Concilio, un evento descritto da Siri come il più grande disastro nella storia recente ecclesiastica’ (per ‘recente’ egli intendeva degli ultimi 500 anni). Le riforme conciliari sono state realizzate a Genova con i piedi di piombo, trascinandosi con lentezza estrema: gli altari non rivolti al popolo; le Messe serali prefestive scoraggiate; le donne con i pantaloni allontanate (2).

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“Siri” è stato ferocemente anti-comunista, un tradizionalista intransigente in materia di Dottrina della Chiesa.

“Io sono il nemico più implacabile del comunismo perché esso distrugge l’uomo, distrugge l’economia, distrugge tutto … Ricordo di essere andato da Pio XII, una volta, ed ho visto sulla sua scrivania, in altre occasioni perfettamente vuota, due libri: uno era sulla collegialità. Lui mi ha chiesto che cosa ne pensassi: ‘. Sua Santità, lo butti via -io gli ho letto- non c’è niente di buono in esso.’ … E ci sono quelli che definiscono Rahner come ‘il numero uno tra i teologi.’ Ma io sento il fetore di errori lontani, è una questione di olfatto!”. – Da “Cardinal Siri” (30 Days Magazine 17 gennaio 1985 A.D.).  –   Ha definito il Vaticano II “il più grande errore nella storia” nel libro, “il Papa non eletto; Giuseppe Siri, Cardinale di Santa Romana Chiesa” (1993), di Benny Lai, pp. 296-297, dall’ultima conversazione registrata con il cardinale Siri. [le citazioni sono tratte dal libro, i commenti da “Sangre de Cristo” Newsnotes.

“Il 18 settembre del 1988, il cardinale Siri concluse la sua ultima conversazione registrata con l’autore (Benny Lai) dicendo: ‘Un Papa a malapena appena eletto (salvo che per un miracolo, ed il Signore non fa miracoli inutili): ma cosa ne sa, povero uomo, di questo dovere che deve affrontare?” Un’ammissione circa l’elezione di Siri. Siri fece il tentativo di pubblicizzare la sua elezione, ma i “media” rifiutarono di stampare il comunicato, poiché i “media” erano già sotto il controllo della massoneria.

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“Il cardinale Siri” (S.S. Gregorio XVII) impartisce la benedizione (Genova, Italia).

‘E’ necessario che lui che sia integrato nella sua nuova posizione. L’azione che definisce e completa un Pontificato, è la scelta del Segretario di Stato, perché è questi che il Papa deve educare'(2). –  Questa dichiarazione venne fatta solo tre mesi dopo che Siri aveva riferito di aver nominato Monsignor Carlo Taramasso*, di Santa Marinella (località nei pressi di Roma), uno dei “suoi” Cardinali (* fu creato Cardinale nel giugno 1988), Cardinale che sarebbe diventato poi il suo principale confidente e consigliere, fino al 16 marzo 1989, quando Taramasso morì improvvisamente e misteriosamente, dieci settimane dopo la visita del famigerato “Cardinal” Casaroli del Vaticano [noto e smascherato massone].

“Non tutti i Papi diventano tali dopo essere passati attraverso la scuola di formazione del Papa”!    –   Si noti, non dice: “Non tutti diventano “Papa” dopo aver frequentato la scuola per diventare tale”, ma: “Non tutti i Papi diventano tali …” Questo potrebbe essere interpretato nel senso che “non ad ogni Papa è permesso di agire come un Papa, anche dopo il procedimento mediante il quale Egli è stato eletto Papa”.

 ‘La scuola, anche inconsapevolmente, si frequenta ben prima della elezione, e nel corso di essa, vengono determinate la Posizione, la sua adeguatezza ad occupare la Posizione, la sua fedeltà verso la Posizione.’

Ci sono prove evidenti, alcune delle quali possono essere rilevate nel libro, “Il Papa non eletto,” che Siri stava preparandosi per quello che pensava fosse la sua formazione al Papato ( … ad esempio quando è stato contattato inizialmente a Genova, nella metà degli anni 1950, da diplomatici sovietici per essere un intermediario tra essi e Pio XII, anche se questo era in realtà un processo di intimidazione ed una trappola, al fine di prepararlo all’elezione a Papa in un futuro Conclave, per poi essere subito dopo costretto a cedere l’esercizio pubblico del suo Ufficio, con la minaccia di una mostruosa e sanguinosa persecuzione dei fedeli in Europa orientale, nonché con la minaccia di uno scisma della gerarchia francese che, dall’inizio del Conclave, promosse la sua candidatura agli altri Cardinali, al fine di realizzare questo piano diabolico. Minacciarono, come vedremo, pure l’impiego di una bomba all’idrogeno per distruggere il Vaticano ed i suoi funzionari. Sotto la copertura del “segreto del Conclave”, al nuovo Papa “appena eletto”, confuso e stordito, fu presentato il ricatto da parte del cardinale francese Tisserant, che era un agente del B’nai B’rith, l’organizzazione di logge talmudiche, madre del potere mondiale massonico e marxista.  –  Prima della fine della sua vita, Siri ha iniziato il tentativo, come questi passaggi criptici suggeriscono, di farsi riconoscere, lamentandosi apertamente della sua impossibilità di adempiere ai doveri del suo Ufficio di Papa, durante il periodo del suo lungo esilio, prova durata per ben 31 anni.

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I nemici della Chiesa, nell’ordine del giorno avevano programmato la modalità per forzare “Siri” ( Papa Gregorio XVII) ad abbandonare l’esercizio pubblico del suo Ufficio, con ogni mezzo possibile.

     Alle pagine 607-609 del suo libro, “Le chiavi di questo sangue”, Malachi Martin, decano, membro stabile e testimone oculare al Conclave del ’63, ammette che Siri fu eletto Papa (nuovamente) nel 1963, ma che la sua elezione fu “accantonata” a causa di una “interferenza” da parte di un’organizzazione di “livello internazionale “, in merito ad una “grave faccenda di sicurezza dello Stato [del Vaticano].” Poi cerca di verificare se le interferenze esterne del Conclave, siano state condotte “da persone autorizzate” e se “l’esistenza stessa dello Stato di Città del Vaticano o dei suoi membri o dipendenti” fosse stata messa in pericolo.

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Un Papa pentito

 ‘Dico questo perché ho grande rimorso.’

Perché mai Siria vrebbe questo “grande rimorso”, se non per il fatto che abbia permesso che la Chiesa fosse quasi distrutta a causa della sua incapacità a far valere pubblicamente la sua legittima pretesa alla carica, per oltre 30 anni?

‘Ho fiducia nel perdono del Signore e, di conseguenza, sono calmo.’

Il perdono viene solo dopo un fermo proposito di pentimento rispetto alla strada errata precedentemente seguita! Pertanto, Siri sta in pratica dicendo di aver finalmente preso provvedimenti per invertire il tragico corso in trapreso dal 1958, per poter difendere la Chiesa e la sua alta Carica, fornendo un valido “successore”al Papato.

‘Ai primi due Conclavi ai quali ho partecipato, la mia candidatura è stata presentata da un Cardinale influente. Mi ha egli stesso detto che tutti i “francesi” erano dietro di lui.’

 16 french-cardinal-tisserant L’infiltrato della Quinta Colonna (il cardinale Tisserant)!

   Questo “cardinale”, a cui si allude qui, è senza dubbio il cardinale Tisserant, decano del Collegio Cardinalizio, che controllava il “blocco” dei sei Cardinali francesi, e che promosse un voto unanime per Siri per ottenerne l’elezione, per annunciare però subito dopo che l’elezione stessa di monsignor Siri era “annullata”, adducendo come pretesto di “volere impedire l’assassinio, oltre la cortina di ferro, dei Vescovi, come rappresaglia da parte dei sovietici contro la Chiesa, per l’elezione di un Papa anticomunista”. Che un tale evento realmente sia accaduto, fu verificato da un ex funzionario del Vaticano, padre Jean-Marie Char-Roux il 14 luglio 1993, a Londra, Inghilterra.

‘Poi gli altri si unirono ai “francesi”. I tedeschi dapprima vacillarono, poi, ad un certo punto, convinti, si unirono al resto. ‘ – Qui Siri rivela, per la prima volta, la sua elezione unanime a Papa, quando finalmente, i Cardinali tedeschi, “si uniscono al resto”, e votano per lui al quarto scrutinio, alle ore 18:00 del 26 Ottobre 1958. – ‘Ho detto di no, e se sarò scelto, dirò di no!’

Siri infatti si rifiutò di accettare la carica dopo i primi tre scrutini, quando non c’era ancora un voto unanime a suo favore, e tentò anche di dissuadere i Cardinali annunziando che avrebbe continuato a rifiutare se avessero cercato di eleggerlo nuovamente.

‘Ho fatto un errore, l’ho capito oggi.’ – Ma Siri si sbagliava per tre motivi: in primo luogo, sui principi morali: dichiarando ai Cardinali la sua intenzione di rifiutare, senza riserve, l’Ufficio in anticipo, non veniva comunque dispensato dall’essere egli il Papa eletto. È vero che è prerogativa di ogni Cardinale il poter rifiutare l’elezione all’Ufficio papale, ma questo diritto non è assoluto. Il Cardinale Albini, al Conclave nel 1700, aveva rifiutato il Pontificato anche quando gli elettori avevano raggiunto l’unanimità virtuale in suo favore, ma venne convinto dai teologi che non poteva legittimamente rifiutare l’Ufficio al quale era stato eletto all’unanimità, o quasi all’unanimità, perché per lui sarebbe stato come rifiutare l’incontestabile evidenza della volontà dello Spirito Santo! Da allora, questo principio è stato sempre accettato e rispettato nelle elezioni papali. Siri, naturalmente, lo sapeva bene, ed era quindi anche consapevole che non avrebbe potuto non accettare il Pontificato alla quarta votazione, quando cioè tutti i Cardinali avrebbero dato il loro voto a lui, per cui era moralmente obbligato ad accettare le loro decisioni!

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 Il fumo bianco fuoriesce dal comignolo della Cappella Sistina il 26 Ottobre 1958. Siri è stato il Cardinale più giovane della Chiesa, essendo stato nominato da Pio XII all’età di soli 47 anni, nel 1953. Quando Giovanni Battista Montini cadde in disgrazia presso Pio XII, ci si aspettava che Siri fosse eletto Papa nel Conclave del 1958.  –  Convinto così che si trattasse del piano di Dio a causa dello schiacciante voto unanime degli elettori, il Cardinale Siri accettò l’Ufficio, annunciando il suo desiderio di essere conosciuto come Gregorio XVII, e cominciò a prepararsi a ricevere i primi omaggi dai cardinali. Alle ore 18:00, dal comignolo della stufa della Cappella Sistina, venne inviato il fumo bianco, per ben cinque ininterrotti minuti dai ministri del Conclave, tra le acclamazioni fragorose all’esterno dei fedeli felici, mentre la Radio Vaticana annunciava al mondo che era stato scelto il nuovo Papa. Qualcuno è stato fatto sicuramente Papa, quella sera … se non Siri, allora chi?

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L’agente massonico, il cardinale-burattino Angelo Roncalli, si avvia al Conclave del 1958!

Ma il terzo errore di Siri fu quello di capitolare davanti agli “ammutinati del Conclave” che, avendo appena promosso la sua unanime canonica elezione, brutalmente lo misero da parte dopo soli cinque minuti, in modo da procedere, dopo due giorni, ad una seconda elezione, naturalmente “non” valida, dell’agente massonico Angelo Roncalli, burattino della quinta colonna! Pensando di evitare ad ogni costo una sanguinosa persecuzione globale della Chiesa, Siri non prevedeva che avrebbe così accelerato, in alternativa, una persecuzione spirituale della Chiesa di gran lunga più terribile, che prenderà forma dell’infame, eretico Concilio Vaticano II, convocato dall’anti-papa Giovanni XXIII, approvato e concluso poi dall’anti-Papa Paolo VI. Questo era stato, nel tempo, l’obiettivo principale del “nemico”, per poter dare l’impressione che gli errori della rivoluzione francese fossero alla fine “consacrati” dal vertice del potere all’interno delle strutture visibili della Chiesa. Questo passo è stato assolutamente indispensabile, per i “poteri delle tenebre”, per poter insediare gli “agenti” massonici sulla Cattedra di Pietro, che diventerebbe quindi totalmente priva della guida dello Spirito Santo, per poter così diffondere la peste dell’eresia in tutto il mondo, con la collaborazione obbediente, tra l’altro, di un clero ignaro, ed “esiliare” inoltre la vera Autorità papale da Roma, rimpiazzandola con una autorità “fasulla”, in mano ai veri burattinai della congiura. Gli antichi nemici della Chiesa Cattolica avevano pertanto attuato un vero e proprio “colpo di Stato”, all’interno della sede del governo della Chiesa. La vera Chiesa era ormai letteralmente “in eclissi”, come predetto da “Nostra Signora” di La Salette!

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 Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo … La Chiesa sarà eclissata …” (Le parole pronunciate da Nostra Signora di La Salette a Melanie Calvat nel 1846 d.C. nell’Apparizione totalmente approvata dalla Chiesa)

‘Ed oggi? Ho capito dopo molti anni che ho fatto male perché avrei evitato di prendere determinate decisioni. Vorrei dire – ma ho paura di dirlo – di aver commesso certi errori! 

Oltre che a nascondere la sua elezione al Papato della Chiesa, l’errore più mortale di Siri è stata la sua partecipazione al “falso” Concilio Vaticano II e la sua firma apposta ai suoi velenosi decreti. Va notato, tuttavia, che la firma di Siri non è stata resa nella sua veste ufficiale di Papa, ma è stata scritta semplicemente come “Giuseppe Cardinale Siri”, e ad essa è stato senza dubbio costretto. Da allora in poi ha annunciato però: “Noi non saremo vincolati da tali decreti!”

‘Così ho avuto un grande rimorso ed ho chiesto perdono a Dio. Spero che Dio mi perdoni!.

      Ridotto ad una entità inerme, Siri ha agonizzato nell’aver acconsentito alla pressoché totale distruzione della Chiesa ed alla perdita di innumerevoli anime, lungo tutta una intera generazione ed oltre, chissà fino a quando! La sua sterile politica di cercare di “ragionare” con i lupi vestiti da pecore, piuttosto che dare un segnale di allarme per gli agnelli che stavano per essere condotti al macello da falsi e sacrileghi pastori, ha causato danni incalcolabili ai fedeli. L’ultimo confessore di Siri, Padre Candido Caponni, ha testimoniato a Genova, Italia, il 12 ottobre 1992, che nei suoi ultimi giorni, Siri ha più volte espresso il timore del terribile giudizio di Dio, incombente a breve su di lui, “per non aver saputo affrontare le sue responsabilità! ”

‘Sì, negli ultimi due Conclavi la mia candidatura era stata [ancora] proposta, ma non ho ripetuto la stessa dichiarazione che avevo fatto le altre volte. Mi sono detto: non posso farlo [… ciò che ho fatto le altre volte]. Quel che sarà sarà!      Tra i due “conclavi” dell’agosto e dell’ottobre del 1978, Siri ha difeso la sua pubblica reputazione sui mezzi di informazione, contro la sua immagine negativa presentata da chi temeva la possibilità di un suo controllo nel guadagnare finalmente le strutture della Chiesa, così come è stato descritto da UPI in: “una campagna per il Papato.”

‘Al di fuori mi è andata abbastanza bene comunque, ma all’ultimo Conclave, credo, Wyszynski è andato a trovare il mio segretario, dicendogli: “. E’ fatta, gli sarà conferito il segretariato del Papa “.

Fino a quel momento, la condizione di Siri, il vero Papa, era stata nascosta ai fedeli, cosa che gli aveva permesso di prevenire le conseguenze delle terribili minacce mosse contro di lui. Ma con l’annuncio del cardinale Wyszynski al segretariato di Siri, la divulgazione del Pontificato di Siri veniva quasi a trapelare al mondo esterno. E se fosse stato annunziato che Siri aveva collaborato alle elezioni fraudolente di due, o forse tre anti-Papi? Le possibilità per “infangare” il Papa con queste conoscenze erano notevoli. “Ma perché i Cardinali tacciono”, viene spesso chiesto? Potenzialmente, per lo scandalo legato al loro stile di vita non conforme al ruolo ricoperto, molti dei Cardinali venivano ricattati da agenti provocatori, come ad esempio Malachi Martin, come ha ammesso il giornalista Benjamin Kaufman, portato in Vaticano dal marrano (-n.d.t.-) “Cardinal” Bea, il suo “amichetto” kazaro, a scavare nel torbido di prelati, con l’intento di puntare al ricatto. Martin infatti si è vantato di aver potuto “scuotere scheletri a lungo rinchiusi negli armadi dei Cardinali che non avevano abbastanza voglia di fare quello che il cardinale Bea ed il “papa” fasullo volevano attuare nel corso del Concilio…” …. ‘Ho visto Cardinali sudare davanti a me!’… -Martin ha ricordato- … era inebriante gestire quel potere, … ed allora ho cominciato a goderne!’ “(Cincinnati Enquirer, il 22 dicembre 1973).

‘Sono entrato in Conclave in uno stato di agonia. Ricordo che sono andato a sedermi su di una sedia, nella parte posteriore della Cappella Paolina, ed ero come a pezzi … ero in uno stato di agonia ‘.

Siri non si riferisce alle manifestazioni del Conclave in ordine cronologico. La scena nella Cappella Paolina, che doveva essersi verificata prima della votazione decisiva, ricorda un episodio analogo verificatosi poco prima dell’elezione di Papa S. Pio X nel 1903, ed ampiamente riportato dal Santo Pontefice stesso. Come il suo Santo predecessore, Siri era sicuro che sarebbe uscito dal Conclave il suo riconoscimento davanti al mondo del suo ruolo di Papa! Ma a differenza di San Pio X, Siri cadde in una trappola sinistra, e per la quarta volta!

Dio mi ha salvato. Come? Sì, un Cardinale era venuto a dirmi che cosa era successo. Ma non posso parlare di questo!

La vecchia minaccia sovietica per milioni di fedeli venne rinnovata ancora una volta, e lo “specchietto per le allodole”, come di routine, fu ripetuto in Conclave, e cioè: avviene ancora una volta un’elezione al Papato, apparentemente canonica, di Siri, ma in modo che la sua affermazione pubblica dell’Ufficio sia ancora una volta soppressa, sì da demoralizzare ed intimidire un intero nuovo gruppo di “cardinali”.           – Così, in cambio di una falsa pace, Siri cedette, permettendo un ulteriore consolidamento del governo del Vaticano nelle mani dell’Anticristo, ed il tutto senza colpo ferire! Siri rifiuta ancora una volta di spiegare chiaramente ciò che era accaduto, dicendo solo: “Ma di questo non posso parlare “, che costituisce ancora un ripetersi dei suoi primi rifiuti di rivelare la nube oscura che si era addensata, quando avrebbe detto ancora: “Io sono legato dal segreto.” Nel 1985 poi, ha descritto il segreto come “orribile”!

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Il Papa “occultato”

   “Ho vissuto una vita molto lunga, ed ho conosciuto tanti uomini … e tanti traditori. Ma non ho mai rivelato i nomi dei traditori. Io non faccio il lavoro del boia. Io so, però, quanto costa dire la verità! Non sono riusciti a farmi del male, però sono stati capaci di rendermi triste e depresso … già Geremia aveva subito abbastanza “lamentazioni”, … non c’era bisogno che aggiungessi anche le mie! ” (Parole del “cardinale Siri” da “30 Giorni Magazine” 17 gennaio A.D.1985).

‘Ma credetemi … ho visto bene il corso della storia in questi lunghi anni, l’ho visto molto bene. E penso anche di aver avuto gli occhi “adeguati” per vederlo. È vero, portavo gli occhiali, ma comunque ho visto bene’.

Siri dice di aver avuto gli occhi “adeguati” (cioè, in altre parole, gli occhi di un Papa) per vedere cosa stava succedendo, al di là dei limiti della senescenza.

‘Ora desidero lasciare questo mondo senza disturbare la storia e, quindi, lascio che gli altri facciano quello che in coscienza meglio credono. Chiedo solo che gli inganni vengano raccontati: è solo questo ciò che è sufficiente”!

 

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Il Pontefice sofferente: Sua Santità Papa Gregorio XVII

     Sebbene tradito dai “suoi” Cardinali, a cominciare dal giorno della sua elezione divina, il 26 ottobre 1958 d. C., e messo sotto costante sorveglianza con uomini [finti segretari] e mezzi tecnologici [microspie e videocamere], con la continua minaccia di morte, cosa ben documentata, e senza avere assolutamente nessun braccio temporale a cui ricorrere per aiuto, papa Gregorio XVII (il cui Pontificato fu precisamente profetizzato da Nostra Signora di Fatima, secondo la Quale … se la gente non si astiene dall’offendere Dio con i propri peccati: “… il Santo Padre avrà molto da soffrire …”) fu protagonista di un evento di evidente natura miracolosa, nella primavera del 1988 d. C., quindi poco prima della sua morte, mettendo cioè in atto tutte le operazioni adeguate per perpetuare la Gerarchia ecclesiastica: [la missione] della Vera Chiesa! – Siri sapeva che alla veneranda età di 82 anni, non era più certamente in grado di condurre una battaglia per rovesciare la versione massonica divulgativa della storia e del sistema illegale del governo mondiale, messa in atto ancora attualmente dall’Anticristo ed in fase di preparazione con l’assistenza attiva degli usurpatori del Vaticano. Per la prima volta, Siri parla qui direttamente a coloro che hanno preso coscienza della sua terribile situazione e che cercano di portare alla luce questa storia celata, che fa tremare la terra. A noi pertanto, chiede solo di proclamare la “Verità”!

Il Conclave del ‘58!

 

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 Didascalia da una foto pubblicata nel 1958, prima del Conclave, del Cardinale Siri: “Colomba appollaiata sulla testa del Cardinale di Genova, Italia” –

“Il Cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, è rimasto imperturbabile quando una colomba si è posata sul suo capo mentre celebrava la Messa nell’arena del circo Orfei. La colomba faceva parte di uno stormo rilasciato in omaggio al Cardinale. Alla Messa, celebrata su di un altare allestito al centro dell’anello della pista grande, hanno partecipato artisti circensi ed una folla di genovesi.”

La colomba posatasi sul capo del Cardinale Siri era bianca, ed una colomba che si posi sul capo di un papabile, è sempre stato inteso come segno indicante la scelta operata dallo Spirito Santo circa il futuro Papa.

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Immagine di Papa Pio XII, poco prima della sua morte (Roma, 1958 d.C.)

“Quando Papa Pio XII aveva “rotto” con Giovanni Battista Montini … si presumeva che il cardinale Siri diventasse con tutta probabilità il successore di Papa Pio. Pio XII lo aveva consacrato vescovo a 38, e Cardinale a soli 47 anni…”. In effetti, si dice che il Papa Pio XII abbia indicato Siri come suo successore designato già da tempo.

Nel 1958 vari gruppi tradizionalmente ostili alla Chiesa, come il World Jewish Congress ed il B’nai Brith (l’obbedienza massonica esclusiva degli ebrei che gestisce l’intera organizzazione mondiale di tutte le obbedienze) erano impegnati in una campagna segreta in favore di Roncalli.

In Italia, era così fortemente sentita l’inevitabilità dell’elezione di Siri nel 1958,che la profezia di San Malachia, che descrive il successore di Pio XII come “Pastore e Marinaio” (Pastor et Nauta), era comunemente attribuita all’illustre Arcivescovo di Genova. La città marittima, che aveva dato i natali a Cristoforo Colombo, era stata da sempre casa sua: ivi era nato, figlio di un addetto [anche se per un breve periodo] al porto più importante del Paese. Un giornale genovese avrebbe scritto: “Nessuno meglio di Siri avrebbe potuto simboleggiare questo motto: “è un pastore dalle virtù più alte, un capitano della nave, nato e cresciuto sul mare.” [Il Lavoro, Genova, Italia, 3 maggio 1989, pag. 4].

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Attuale immagine della casa natale di Cristoforo Colombo a Genova, Italia.

“… Inoltre il protetto da Pio XII, l’Arcivescovo Siri di Genova, sembrava essere dotato di tutti i doni necessari per diventare un secondo Pacelli, proprio mentre il candidato dell’opposizione, G.B. Montini, non era candidabile, escluso dal Conclave poiché non ancora elevato alla porpora cardinalizia. È vero, il Papa non deve necessariamente essere scelto tra i membri del Sacro Collegio, ma la minoranza non poteva certo aggiungere ancor questo ai suoi problemi, nell’avanzare la sua candidatura. Era anche evidente che il ‘Pentagono’ [pacelliano] non stava certamente riposando sugli allori passivamente: infatti il cardinale Spellman incessantemente correva a Roma, ed alla prima assemblea ci si era assicurata l’elezione del Camerlengo e di due dei loro leader, i Cardinali Canali e Pizzardo, nel governo provvisorio della Città del Vaticano.

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 Il Cardinale Siri, il “ben scelto” successore di Pio XII!

   Apparentemente, l’atteggiamento calmo del gruppo anti-Pacelliano sembrava quasi un’ammissione di sconfitta. In quale altro modo, per esempio, si poteva considerare il ritardo dei Cardinali francesi nel raggiungere Roma ancor dopo una settimana dalla morte di Pio XII? E potevano davvero, con i loro colleghi, aspettare di invertire la situazione, sulla scorta della pressione dell’opinione pubblica, anche se non ci poteva essere alcun dubbio circa l’ostilità crescente, sia ecclesiastica che laica, al recente Pontificato, nonché il desiderio di un cambiamento ? “(5)

Le voci di corridoio davano per certo che il rispetto di tutte le condizioni essenziali (di maestro, pastore e padre) si realizzasse nel Cardinale Siri, Arcivescovo di Genova, e che pure tutti i “pacelliani” erano compatti nel sostenerlo: i cardinali italiani Ruffini, Tedeschini, Fumasoni, Biondi, Pizzardo, Mimi, Micara, Canali, Ottaviani, Cicognani, i cardinali americani Spellmann e McIntyre, i due tedeschi Frings e Wendel, i due portoghesi De Gouveia e Cerejera, i due brasiliani De Barros Camara e Da Silva, i due argentini Caggiano e Copello, i due canadesi McGuigan e Leger, il cubano Betancourt, l’equadoriano Torre e l’irlandese D’Alton (6).
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26 Ottobre 1958, ore 6 P.M.

Momento cruciale nella storia del XX secolo: la Massoneria giudaica prende il controllo delle strutture vaticane!

CITTA ‘DEL VATICANO (AP) – Il Ballottaggio dei Cardinali di Domenica, senza l’elezione del Papa! –  Un misto di segnali di fumo, ha fatto capire, per circa mezz’ora, che era stato scelto il successore di Pio XII. Ad un certo momento, 200.000 tra romani e turisti in Piazza San Pietro, erano convinti che la Chiesa avesse un nuovo Pontefice. Milioni di altre persone, che hanno ascoltato le emittenti radiofoniche in tutta Italia e in Europa, ne erano altrettanto certi. Erano certi! Hanno sentito il grido esultante dall’altoparlante del Vaticano: ‘… è stato eletto il Papa!.. ” –  “La scena intorno al Vaticano era quella di una incredibile confusione. Il fumo bianco dal comignolo in cima al Vaticano è il segnale che annuncia tradizionalmente l’avvenuta elezione del nuovo Papa. Il fumo nero indica al contrario la non elezione. Due volte, durante il giorno, fu emesso il fumo dal camino. A mezzogiorno, il fumo, in un primo momento, uscì bianco, poi rapidamente ed indiscutibilmente divenne nero. Questo è stato il segno che i Cardinali non erano riusciti nella designazione nei primi due turni! Ma al calar della notte, il fumo bianco sbuffò dall’agile camino, per ben oltre cinque minuti! Per cui, come tutto il mondo esterno aveva compreso, era stato scelto un nuovo Pontefice! – “Le nuvole di fumo sono state pure riprese, ben illuminate da luci speciali posizionate sul camino della Cappella Sistina. ‘Bianco! Bianco!’ hanno gridato molti tra la folla. ‘Bianco, bianco!!!  – “La Radio Vaticana ha annunciato che: “ … il fumo era bianco”!. L’annunciatore dichiarava che i Cardinali in quel momento probabilmente stavano assistendo ai riti di deferenza al nuovo Sommo Pontefice. Per molto tempo la Radio Vaticana annunciava, e con insistenza, che … “il fumo era bianco!” –  Anche alti funzionari vaticani furono ingannati. Callori di Vignale, governatore del Conclave, e Sigismondo Chigi, il Maresciallo del Conclave, si precipitarono ad occupare le postazioni loro assegnate. La Guardia Palatina fu richiamata dalla sua caserma e cominciò a schierarsi ordinatamente per prepararsi all’ingresso della Basilica di San Pietro, per l’annuncio del nome del nuovo Papa. Ed alla guardia fu pure intimato l’ordine di tornare in caserma, prima di raggiungere nuovamente la piazza. Fu allertata anche la Guardia Svizzera. Tutto era pronto per l’“Habemus Papam”! – “Chigi, in un’intervista con la radio italiana, ha parlato dell’incertezza che regnava nel palazzo. Ha aggiunto che questa confusione persisteva anche dopo che il fumo si era estinto, fin quando ci si assicurò, dall’interno del Conclave che doveva trattarsi di fumo nero. Egli ha pure dichiarato che era stato presente ad altri tre conclavi e che “ … mai si era visto in precedenza, che il fumo variava di colore come Domenica scorsa”. Ha detto ai giornalisti che “… avrebbe cercato di organizzare, per i Cardinali, una migliore informazione sulle “fumate”, per evitare la confusione di Domenica, … nella speranza che si possa fare qualcosa lunedì per porre rimedio alla situazione verificatasi!”.

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  • Il fumo bianco dalla Cappella Sistina, indicava che era stato eletto il Papa  (GregorioXVII),                                                        

. 200.000 cattolici in piazza San Pietro  sono festanti per il fumo incontestabilmente bianco.

  • Dopo il conclave, i “poteri delle tenebre” impongono abusivamente il “blocco” dell’elezione di Gregorio XVII. Si vede allora uscire il fumo nero che indica che il Papa non è stato eletto.  A questo punto regna la confusione.

“La folla attendeva in una sorta di “suspense”. Qualsiasi Papa, eletto ordinariamente, appare sul balcone dopo circa 20 minuti dall’elezione. La folla aspettava già da una mezz’ora, chiedendosi se il fumo dovesse essere considerato bianco o nero. Il dubbio montò in fretta. Molti nella grande folla cominciarono ad allontanarsi. Ma ancora c’era molta confusione. Le notizie dei “media” balenate in tutto il mondo annunziavano che “ … era stato scelto un nuovo Papa”. Le telefonate si riversavano in Vaticano, e tutte le linee erano intasate. Mentre il tempo passava, i dubbi aumentavano, e tutti si ponevano la domanda: “Nero o bianco?” “Dopo una mezz’ora, le radio hanno iniziato a dichiarare animatamente che la risposta era ancora incerta. Solo molto tempo dopo il momento in cui il nuovo Papa avrebbe dovuto apparire sul balcone di Piazza San Pietro, si fu certi che la votazione si dovesse riprendere il lunedì successivo alle ore 10:00. La folla, ora consapevole di questa notizia, si diradava rapidamente, mentre volute di fumo grigiastro ancora spiravano dal camino della Cappella … ” (“I Cardinali non riescono a eleggere il Papa al 4° ballottaggio”; Mix-up In “Smoke Signals Cause” 2 falsi rapporti, “The Houston Post”, 27 ottobre 1958, Section. 1, pag. 1 e 7.) – Padre Pellegrino, che aveva già annunciato più volte, da Radio Vaticana, che un nuovo Papa era stato eletto, concludeva sconsolato, dopo mezz’ora: “Non è possibile cancellare l’impressione del fumo bianco in 300.000 persone, la causa dell’errore va cercata altrove.”     

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Sua Santità Papa Gregorio XVII

     Secondo un sacerdote italiano esperto in materia, che aveva conferito con il cardinale Siri, questo blocco conservatore era effettivamente riuscito ad eleggere Siri al quarto scrutinio del primo giorno del Conclave, il 26 OTTOBRE 1958, che è la festa del Papa e martire san Evaristo, il quinto Papa della Chiesa. Siri, che è stato il quinto Papa eletto in questo secolo, si dice che abbia subito accettato l’Ufficio e abbia annunciato di aver preso il nome di “Gregorio XVII.” Si sentirono a quel punto acute tempestose grida di protesta da parte dei riformatori, saltati in piedi per intimidire il nuovo Papa, con la minaccia che essi avrebbero costituito immediatamente una chiesa scismatica internazionale; ma era lui ad uscire Papa eletto dal Conclave. Visibilmente scosso, Siri pare che abbia risposto: ” … Se non mi volete, eleggete qualcun altro!” Da questa dichiarazione, che è stata considerata come la sua abdicazione, sarebbe venuta la “catastrofe apocalittica” che così rapidamente ha travolto la Chiesa.

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[Can. 185. Renuntiatio ex metu gravi, iniuste incusso, dolo aut errore substantiali vel simoniace facta irrita est ipso iure]

(Codice di Diritto Canonico del 1917)

“La dimissione non è valida per legge, se è stata fatta per timore grave, ingiusto, dolo od errore sostanziale o simonia.”

(1917: Codice di Diritto Canonico, can. 185)

La legge della Chiesa prevede, comunque, che: “… Un’abdicazione valida del Papa deve essere un atto libero, quindi una dimissione forzata dal Papato sarebbe nulla, come più di un decreto della Chiesa ha dichiarato.”

Quando e da chi il nome di Tedeschini è stato avanzato in un primo momento, non è noto, ma è chiaramente indicato, negli scritti di Scortesco, che fosse stato eletto durante una delle votazioni. Questo deve essersi verificato però dopo la quarta votazione con lo scrutinio “a maggioranza” di Siri. – Che cosa fosse successo al cardinale Tedeschini, non potrebbe oggi nemmeno essere ipotizzato, se non fosse per la lettera di Pietro Scortesco del 1976, di altri frammenti di sue memorie e di testimonianze aggiuntive sulle elezioni papali successive. Le “menti” massoniche del Conclave del 1958 non avevano alcuna intenzione di procedere ad una regolare elezione pubblica di Tedeschini, che si sarebbe proposto come un Papa ‘di transizione’; ma la sua candidatura sarebbe stata utile per poterlo eventualmente spacciare, agli occhi dei conservatori, come un sostituto più pratico, prevenendo così qualsiasi tentativo di eleggere Siri una seconda volta. Il risultato ottenuto suggerisce che il sistema abbia funzionato. Quando è stato eletto l’anziano Cardinale, la sua accettazione della carica è stata immediatamente annullata, dimostrando in tal modo, al blocco conservatore, la capacità dei riformatori di ostacolare ogni candidato al quale essi si opponevano con qualsiasi mezzo a loro disposizione. (E’ ragionevole supporre che questo sia stato fatto con minacce di violenza, segretamente fatte pervenire a Tedeschini e ad alcuni dei suoi elettori, con le stesse modalità che sarebbero poi state usate ancora contro Siri nel 1963). Una volta messo da parte Tedeschini, l’alleanza pacelliana venne indirizzata, come tutto il Conclave, alla ricerca di un muovo Papa “di transizione”, e pertanto ci si avviò verso un “compromesso” a favore di A. Roncalli. Entro la fine del terzo giorno di ballottaggio, i Cardinali più anziani erano esausti e confusi ed alcuni, forse, addirittura spaventati, di modo tale che alla fine si arresero, così da poter raggiungere il numero sufficiente a dare a Roncalli la maggioranza necessaria.

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 Pilato ed Erode: “Nuova Edizione”

Il “Cardinale” Lienart (a sinistra)- [cavaliere kadosh, noto frequentatore in Francia di logge luciferine – n.d.t.-], ed il “Cardinale” Bea [marrano agente del B’nai B’rith –n.d.t.-] mentre, compiaciuti dell’obiettivo raggiunto, si stringono la mano. Essi erano complici nel crimine perpetrato, perché entrambi noti membri di logge massoniche [e che logge!- n.d.t.]!

“Nel caso dei Conclavi di Giovanni XXIII (1958) e di Paolo VI (1963), sono state possibili comunicazioni indebite con l’esterno. Si è quindi risaputo che vi sono state diverse schede che nel primo [Conclave], portavano il nome del Cardinale “Tedeschini” e, nel secondo [“conclave”], del cardinale Siri. Quest’ultimo, che aveva un solo voto in più di Montini (*), commise l’imprudenza di chiedere che fosse ancora votata la sua candidatura, in modo che potesse regnare con una maggioranza ancor più schiacciante. E fu allora [durante la pausa di mezzogiorno, a seguito del secondo esame] che il cardinale Tisserant uscì per telefonare, e quando poi tornò, i cardinali Liénart, Konig, Dòpfner e Tarançon cambiarono le loro schede elettorali votando per Montini (l’antipapa Paolo VI) [negli scrutini seguenti]. Ben si sapeva che questi quattro cardinali avevano rapporti con i “liberi-muratori”! E pertanto, si può affermare, senza errore e tema di smentita, che Paolo VI fosse stato eletto da quella empia setta. Questo si vedrà pure nei preparativi per il Conclave del 1963, ove: ad incontrare Tisserant è il B’nai B’rith!

“Introibo” conclude con le seguenti osservazioni, già in parte citate: “… Il sig. Scortesco era un eccellente cattolico, pieno di pietà e zelo. Inoltre, nel 1971, era venuto a conoscenza a Roma, dalla bocca di una persona ben informata delle vicende sotterranee della politica del Vaticano, della “storia” della violazione delle consuetudini alla chiusura del Conclave, violazione che, a sua volta, sarebbe da sola sufficiente ad annullare le elezioni … “! – Il Chattanooga Times, il 26 ottobre 1958 elenca le norme ed i regolamenti applicabili durante il Conclave, secondo la “Costituzione” di Papa Pio XII.  –  “Non appena soli, i cardinali ad uno ad uno hanno prestato il giuramento secondo la Costituzione di Pio XII. Il giuramento riguarda quattro punti principali: i Cardinali hanno giurato..:

  1. Che avrebbero osservato la Costituzione di Pio XII con fedeltà, e messo in atto tutte le disposizioni in essa contenute.
  2. Che, se eletti, avrebbero strenuamente difeso tutti i diritti della Chiesa, compresi i suoi diritti temporali.
  3. Che avrebbero mantenuto il segreto su tutto ciò che riguardava l’elezione del nuovo Papa, durante e dopo il Conclave.
  4. Che non avrebbero ricevuto o tollerato alcun veto proveniente da qualsiasi potere civile, anche indirettamente.

Non ci vuole molto a capire che Giovanni XXIII già pensava di violare il suo giuramento per quanto riguarda i punti 1 e 2. E, a causa del punto 4, in particolare, cioè l’episodio dell’abbandono del Conclave da parte del Cardinale Tisserant per conferire con il potere ebraico, il Conclave in realtà era già stato reso annullabile, e quindi il punto 3, cioè l’essere legati al segreto, poteva benissimo non essere osservato, anche se su questa questione Roncalli [il finto papa Giovanni XXIII si mostrava particolarmente esigente, onde occultare evidentemente le irregolarità del Conclave stesso  

Giovanni XXIII

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  Il “Cardinale” Angelo Roncalli – alias Giovanni XXIII [seduto con la mano sul ginocchio destro] siede vicino al suo “confidente” Edouard Herriot,  segretario dei Radical-Socialisti, ospite di Roncalli, insieme ad altri funzionari della massonica “Quarta Repubblica” di Francia nel 1953.

Durante la nunziatura in Turchia, egli fu ammesso “alla setta del Tempio” ricevendo il nome di “Fratello Giovanni” – [in “Profezie di Giovanni XXIII”, Pier Carpi, pag. 52.]

-Carl Jakob Burckhardt, massonedi alto rango, ha scritto nel “Journal De Geneve”, [citato da Carpi.]: “Io conosco il Cardinale Roncalli molto bene. Egli era un deista ed un razionalista la cui forza non risiede certo nella capacità dicredere ai miracoli e nel venerare il Sacro.”

“Il senso della nostra azione: la Continuazione dell’opera di Giovanni XXIII e di tutti coloro che lo hanno seguito sulla strada dell’UniversalismoTemplare” [in “Resurgence de Temple”, pag. 149-un libro edito dagli stessi templari nel 1975.]

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Angelo Roncalli (alias “Fratello Giovanni”) ritratto (al centro nella foto) quando era in Turchia.

 Durante la sua nunziatura a Parigi , il Cardinale Roncalli frequentava in abiti borghesi la Gran Loggia, dove ha ritrovato il gesuita Riquet. Il suo consigliere era J. Gaston Bardet, autore di varie opere ebraizzanti tra cui: ‘Magia e Mistica’, nella quale si vantava di aver profetizzato la Tiara al cardinale Roncalli. “(9) – La sua elezione fu proclamata durante la luna piena. (Vedi il paragrafo dedicato a Giovanni Paolo II sul suo significato.)Roncalli nel 1958 prese il nome di Giovanni XXIII, lo stesso nome dell’Anti-Papa Baldassarre Cosa, che usurpò l’Ufficio papale durante l’esilio del vero Papa, e per un certo tempo attuò la sua usurpazione nella stessa Roma. La politica della Chiesa romana è stata sempre quella di accantonare il nome di un anti-papa, ma probabilmente, questa volta, si trattava di un segnale criptico! – Durante il periodo bellico si era preoccupato della fornitura di falsi certificati di battesimo a migliaia di ebrei ungheresi che si nascondevano dai nazisti. Lasciando da parte le implicazioni morali di tale inganno, certamente questo lasciava intendere che non gli interessava affatto che qualcuno degli ebrei praticasse la fede cattolica, anche se alcuni di loro erano in realtà già stati battezzati da alcune suore a Budapest. – Quando Roncalli era Nunzio in Francia, fu nominato 33° Grado massonico, poiché amico del barone Yves Marsaudon, capo della filiale francese dei Cavalieri di Malta. Ciò è da considerarsi certamente un grosso scandalo per il papato di Pacelli! – Lo stesso Yves Marsaudon avrebbe poi gongolato: “Se ancora esistono brandelli residui di pensiero che ricordino l’Inquisizione, questi saranno annegati in un diluvio crescente dall’ecumenismo e del liberalismo! Una delle conseguenze più tangibili sarà l’abbattimento delle barriere spirituali che dividono il mondo. È con tutto il cuore che desideriamo il successo della rivoluzione di Giovanni XXIII.”(11). La dedica e la prefazione del libro di Marsaudon sono state scritte da Charles Riandley, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio di Francia (Rito Scozzese). Riandley ha scritto: “Alla memoria di Angelo Roncalli, … Papa con il nome di Giovanni XXIII, che si è degnato di darci la sua benedizione, la sua comprensione e la sua protezione, … [e] al suo augusto continuatore, Sua Santità Papa Paolo VI.” Riandley prevedeva con grande fiducia come le politiche di Roncalli e di Montini avrebbero fatto progredire il piano massonico in agenda: “Siamo convinti della ristrettezza delle strutture spirituali, culturali, scientifiche, sociali ed economiche che fino ai nostri giorni, hanno ostacolato le azioni ed il pensiero dell’uomo … Ma queste strutture sono già state distrutte in parte. Alcune decisioni pontificie hanno contribuito a questo! Siamo certi che alla fine saranno distrutte tutte … È vero che non tutto va respinto, ma ciò che può essere salvato, non si salverà, se non verrà rinnovato. ” (12)

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Angelo Roncalli (l’anti-Papa Giovanni XXIII)

Roncalli in raccoglimento dopo aver ricevuto il cappello rosso dal noto anticlericale Vincent Auriol, Presidente della massonica “Quarta Repubblica” di Francia (che egli aveva definito “un onesto socialista”). 

Quando fu elevato al Collegio dei Cardinali, Roncalli rimane raccolto, dopo aver ricevuto il cappello rosso dal noto anticlericale Vincent Auriol, presidente della massonica “Quarta Repubblica” della Francia, ed in ginocchio davanti a lui per avergli posto il cappello rosso sulla testa, -in segno di obbedienza- [n.d.t.]! – Alle riunioni sociali a Parigi, Roncalli [la cui pedofilia era ben nota a don Luigi Villa – n.d.t.] fu visto spesso fraternizzare con l’ambasciatore sovietico M. Bogomolov, nonostante l’Unione Sovietica avesse ripreso la sua politica dell’anteguerra di brutale sterminio dei Cattolici in Russia. Era pure un buon amico di Edouard Herriot, segretario degli anti-cattolici “radical-socialisti” francesi. (13)

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Dopo l’elezione al papato, Roncalli richiamò i conclavisti per una inusuale sessione straordinaria “notturna” post-elezione.  –  “Giovanni XXIII chiese ai Cardinali elettori di rimanere in Conclave un’altra notte, invece di lasciare immediatamente la Cappella, come per prassi era consuetudine … per mettere tutti in guardia, di nuovo, dal rivelare i segreti della sua pseudo-elezione agli estranei …” [Alden Hatch, “A Man Named John”, Hawthorn Books, 1963, p. 163.]

 Il Sant’Uffizio possedeva un rapporto su Roncalli dal 1925, nel quale si affermava che: egli era “sospettato di modernismo.” Nel 1925, Roncalli, che era noto per i suoi insegnamenti eterodossi, fu bruscamente rimosso dalla sua cattedra presso il Seminario del Laterano a metà semestre e spedito in Bulgaria, iniziando così la sua carriera diplomatica. Di particolare interesse per il Sant’Uffizio era stata la sua prosecuzione di una stretta collaborazione con il sacerdote “spretato”, Ernesto Buonaiuti, scomunicato per eresia nel 1926. (14). – Dopo l’”elezione” Roncalli convocò i conclavisti facendoli ritornare nella Cappella Sistina per un’insolita sessione notturna di elezione, minacciando “velatamente” la scomunica in caso di inadempienza. Il principale motivo di questa assemblea fu quello di rinnovare i severi ammonimenti contro ogni violazione del “segreto del conclave” (temendo appunto che potessero venir fuori alcuni dettagli sospetti, in una eventuale esposizione al pubblico di quegli eventi così strani). – Roncalli ricevette il genero di Krusciov e sua moglie, così come Giovanni Paolo II avrebbe ricevuto poi Gorbaciov. Essi hanno ricevuto la benedizione personale di Giovanni XXIII. In questa stessa occasione, a Giovanni XXIII è stato assegnato il Premio sovietico per la pace Balzen. (Secondo il “World Book Encyclopedia” -1967, “pace”, per un comunista, è la condizione nella quale non vi è più alcuna opposizione al comunismo). Non sorprende quindi affatto che il Concilio Vaticano II di Giovanni XXIII abbia rifiutato di condannare il comunismo!

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Roncalli nomina “cardinale” il suo “compagno” “fraterno” Montini

 Uno dei primi atti dell’anti-Papa, già malato di cancro e quindi di “transizione” rapida, fu la nomina di Giovanni Battista Montini (il futuro Paolo VI) a “cardinale”, cosa che Papa Pio XII si era ben guardato dal fare, dopo aver scoperto che Montini stesso era in segreta comunicazione con Stalin, durante la Seconda Guerra Mondiale. Nominare Montini “cardinale”, significava metterlo nelle condizioni di diventare “papa” (lo diventò infatti col nome di Paolo VI) e proseguire nel piano di azione generale, così come suggeriva già la proposta della rivista LIFE di candidare Montini a “Papa” nel 1956, quando era ancora solo un vescovo! – Pochi giorni prima della sua morte, Roncalli nominò un importante massone romano, Umberto Ortolani, “Gentiluomo di Sua Santità’, un titolo molto ambito e riservato all’élite patrizia cattolica. E’ stato questo un segno chiaro ed evidente che Giovanni XXIII non si pentì affatto delle sue affiliazioni massoniche, neanche sul letto di morte. – Il “30 Giorni magazine”, nella edizione del 2 novembre, del 1994 titolava: “Un aggiornamento su Giovanni XXIII”: “I nostri lettori ricorderanno che nella nostra newsletter di giugno 1994 (“Orizzonti nucleari”) abbiamo pubblicato una dichiarazione sensazionale dal Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Ordine dei Liberi Muratori, secondo cui: ‘papa’ Giovanni XXIII era stato iniziato alla massoneria quando era Nunzio a Parigi alla fine degli anni quaranta. – Abbiamo sottolineato che, se questa affermazione fosse vera, Angelo Roncalli (Giovanni XXIII) non poteva essere validamente eletto al Supremo Pontificato. Sarebbe stato infatti intrinsecamente non idoneo, a causa della scomunica automatica in cui sarebbe incorso, perché comminata secondo il Diritto Canonico (n. 2335: Nomen dantes sectae massonicae aliisve eiurdem generis associationibus quae contra Ecclesia vel legitimas civiles potestates machinantur, contrahunt “ipso facto” excommunicationem Sedi Apostolicae simpliciter reservatam –n.d.t.-). Non essendo un cattolico, ma addirittura un “fratello” 33°, non era possibile per lui essere capo della Chiesa cattolica”. – Poco prima della sua morte, secondo fonti ebraiche (in “Guerra all’Ebreo”, di Dagoberto, Rune ed.), Roncalli si stava preparando a comporre una preghiera di riparazione per gli ebrei, nella quale rinnegava la Chiesa e, applaudendo agli ebrei, obbligava tutti i Cattolici a pentirsi! : “Confessiamo che nel corso di centinaia di anni, i nostri occhi sono stati accecati, in modo tale da non vedere la bellezza del Tuo popolo eletto e di non riconoscere le caratteristiche del nostro fratello primogenito. Confessiamo che il segno di Caino è sulla nostra fronte. Per secoli Abele giaceva nel sangue e nelle lacrime mentre noi avevamo dimenticato il Tuo amore. Perdonaci, Signore, la maledizione che ingiusta-mente abbiamo effuso sul popolo d’Israele. Perdonaci, ché nella loro carne Ti abbiamo crocifisso per la seconda volta! Non sapevamo cosa stavamo facendo.'” In una recente riesumazione del corpo di Giovanni XXIII, relativamente alla promozione della sua causa di beatificazione, un gruppo di testimoni presenti rimase grandemente scioccato nello scoprire che il corpo nella bara era rivolto verso il basso.

Il conclave del 1963

Alle pagine 607-609 del suo libro, “The Keys Of This Blood” [Le chiavi di questo sangue], Malachi Martin, membro ufficiale e testimone oculare al Conclave del 1963, il marrano sponsorizzato dal cardinal Bea [n.d.t.] ammette che Siri fu eletto Papa [nuovamente] nel 1963, ma che la sua elezione fu “accantonata” a causa di una “interferenza” da parte di una “organizzazione di livello internazionale”, in merito ad una “grave questione di sicurezza dello Stato [del Vaticano].” Poi cerca di giustificare le “interferenze” esterne al Conclave, e capire se esse fossero state condotte “da persone autorizzate”, e se fosse veramente in gioco “l’esistenza stessa dello Stato della Città del Vaticano o dei suoi membri o dipendenti”.

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L’antipapa Giovanni XXIII ed il marrano giudeo “cardinale” Bea alla sua destra.

Si noti che questo è riportato da quello stesso Malachi Martin che, come ha ammesso il giornalista Benjamin Kaufman, era stato portato in Vaticano dall’ebreo “Cardinale” Bea a scavare nel torbido sui prelati designati per poter poi ricattarli. Martin si è vantato di essere stato uno che “scuoteva gli scheletri a lungo rinchiusi negli armadi dei Cardinali che non avevano abbastanza voglia di fare quello che il cardinale Bea e il “papa” volevano in occasione del Concilio … ‘Ho visto cardinali sudare davanti a me’. Martin ha ricordato … Era inebriante, quel potere, ‘e … ho cominciato a goderne.’ “(Cincinnati Enquirer, il 22 dicembre 1973). – In uno dei suoi scritti, il principe Scotersco, cugino tedesco del principe Borghese, presidente del Conclave che elesse Montini al Sommo Pontificato, ha fornito le seguenti informazioni riguardanti il Conclave del 21 giugno del 1963: “Durante il Conclave, il cardinale [Tisserant] sulla sinistra della Cappella Sistina, incontrò i rappresentanti del B’nai B’rith, annunciando loro l’elezione del Cardinale Siri. Essi allora risposero dicendo che le persecuzioni contro la Chiesa sarebbero continuate accentuandosi immediatamente. Tornando al Conclave, poi fece in modo da far eleggere Montini. – Il 18 luglio 1985 Louis Hubert Remy, Monsieur de la Franquerie e Francis Dallais si incontrarono con il cardinale Siri, chiedendogli se fosse stato eletto Papa nel 1963. ” … inizialmente rimase in silenzio per un lungo periodo di tempo, poi alzò gli occhi al cielo con una smorfia di sofferenza e di dolore, e unite le mani disse, pesando ogni parola con gravità: ‘Io sono vincolato dal segreto’. Poi, dopo un lungo silenzio, pesante per tutti noi, disse di nuovo: ‘Io sono legato dal segreto! Questo segreto è orribile, potrei scrivere interi libri sui diversi Conclavi, durante i quali si sono verificate cose molto gravi, ma non posso dire …. nulla ‘” (15).  –  “Nel caso dei Conclavi di Giovanni XXIII (1958) e di Paolo VI (1963), c’erano state “comunicazioni” (con l’esterno). È infatti noto che vi sono state diverse votazioni durante le quali, durante primo Conclave, venne (eletto) il Cardinale Tedeschini, e, nel secondo [Conclave], il cardinale Siri. Quest’ultimo, che aveva ottenuto un solo voto in più di Montini, ebbe l’imprudenza di chiedere che fosse ancora votata la sua elezione, in modo da poter regnare con una maggioranza ancora più importante. E fu allora [durante la pausa di mezzogiorno, seguita del secondo scrutinio] che il cardinale Tisserant uscì per telefonare e, quando tornò, i cardinali Liénart, Konig, Dòpfner e Tarançon cambiarono le loro schede elettorali votando per Montini-Paolo VI negli scrutini seguenti]. E si sapeva che questi quattro “cardinali” avevano rapporti con i liberi-muratori. Pertanto, si può affermare senza errore, che Paolo VI fosse stato eletto da quella empia setta”(16). – “Introibo” conclude con le seguenti osservazioni, in parte già citate: “… Il sig. Scortesco era un eccellente cattolico, pieno di pietà e zelo. Inoltre, nel 1971, avevamo saputo a Roma, dalla bocca di una persona ben addentrata nei meandri della politica del Vaticano, della storia della violazione occorsa alla chiusura del Conclave, violazione che, a sua volta, da sola può essere sufficiente per annullare le elezioni … ”    Nell’ottobre 1992 Agostino Chigi, figlio del defunto principe Sigismondo Chigi, “Maresciallo” dei Conclavi del 1958 e del 1963, ha ammesso: “Quando mio padre ed io siamo tornati ad aprire le porte del conclave [dopo l’ “elezione “di Montini] abbiamo scoperto che le porte erano state precedentemente forzate [ed i sigilli infranti] … e c’era un gran vociare in quel momento tra la Guardia Nobile perché un cardinale aveva lasciato il Conclave. “Come detto in precedenza, fu il cardinale Tisserant che andò a parlare con i suoi “maestri” dell’ebraica conventicola del B’nai B’rith. – E si va avanti. Secondo le dichiarazioni del Cardinale Siri e degli altri, sembra che egli sia stato eletto nuovamente ai “conclavi” in cui furono designati Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Ogni volta, dopo l’elezione, il “Papato” Siri fu immediatamente impedito, soppresso, ed il candidato dei cospiratori prese il suo posto sulla “Cattedra” papal

Paolo VI

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Giovanni Battista Montini, cioè l’antipapa Paolo VI, che ha tentato di distruggere la Messa.

 “Chi volesse congiurare contro la Chiesa eliminando il Santo Sacrificio della Messa, genererebbe una calamità simile a quella prodotta se avesse cercato di strappare il sole dall’universo. ” [S. Giovanni Fischer]

“Alla sua incoronazione come “papa” Paolo VI, diversi giornali americani accusarono Montini di essere un membro della loggia B’nai B’rith [loggia riservata ai soli membri giudei –n.d.t.-]. Una foto ne era la prova”(17). Durante gli anni di seminario, [poco o niente frequentato per … motivi di salute- n.d.t.], ben conosciuto dalla polizia come noto omosessuale, fu infiltrato con un alto incarico in Vaticano. Nel 1954 Papa Pio XII lo bandì da Roma togliendogli il “cappello rosso”, avendo appreso che Montini aveva consegnato, nelle mani di Stalin, le identità segrete dei Vescovi clandestini in Russia, causandone così l’arresto e l’esecuzione. Fu accolto sul balcone dopo la sua “elezione” al grido di: “il papa Montinovsky!”[per schiarirsi bene le idee e fugare eventuali dubbi, si consultino i volumi della “Trilogia su Paolo VI” di don Luigi Villa, Editrice Civiltà, Brescia -n.d.t.-]. La rivista “30 Giorni” riportava, nella sua edizione del 3 novembre 1993, che “ … l’elezione del cardinale Montini alla Cattedra di Pietro, come Paolo VI, è stata progettata da un folto gruppo di cardinali massonici e modernisti, riuniti in un incontro in casa di un leader massone, Umberto Ortolani, appena prima del Conclave. Carlos Vazquez Rangel, Gran Commendatore del Supremo Consiglio dei massoni del Messico, in un’intervista del 1993 del settimanale politico “Processo” dichiarò: “Lo stesso giorno, in agosto, a Parigi, sono stati avviati ai misteri della Confraternita il “profano” Angelo Roncalli ed il “profano” Giovanni Montini. Ecco allora che tutto quanto è stato definito in occasione del Concilio, si è basato su principi massonici. ” – Nel suo libro del 1964, “L’oecumenisme vu par un Franc-Macon de Tradition” (l’Ecumenismo visto da un franco-massone tradizionale), Yves Marsaudon, massone di spicco, ha dichiarato: “Il senso di universalismo che imperversava a Roma in quei giorni è molto vicino ai nostri propositi esistenziali. Così non possiamo ignorare il Concilio Vaticano II e le sue conseguenze … Con tutto il cuore sosteniamo la “rivoluzione” di Giovanni XXIII … Questo concetto coraggioso della libertà di pensiero, che si trova al centro delle nostre logge massoniche, si è diffuso in modo veramente magnifico, proprio sotto la Cupola di San Pietro. ”

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 Il cardinale Siri (nella foto il primo a sinistra di fronte) appare contrariato nei confronti dell’impostore “papa” Montini, mentre gli altri che sono intorno a Siri (il vero Papa Gregorio XVII) applaudono all’usurpatore, l’anti-Papa Paolo VI.

Altrove egli scrive: “Nata nelle nostre logge massoniche, la libertà di espressione si è ormai diffusa ben oltre la Cupola di San Pietro …”. Questa è la “rivoluzione” di Paolo VI! E’ chiaro che Paolo VI, non si accontenta di seguire la politica del suo predecessore, ma ha l’intenzione di fare molto di più … “.  –  Quando si studia Paolo VI, si resta allibiti subito dalla sua capacità di lavoro, che era quella appunto di un instancabile maniaco del lavoro. Questo è stato anche determinante nelle sue istruzioni nel dirigere il governo della Chiesa. Ciò è in netta contraddizione col suo ruolo pubblico di “Pontefice della sofferenza”, ruolo che ha impedito ad altri di salvare la Chiesa. Questa immagine pubblica può essere intesa solo come una parte del programma di “divide et impera” che è stato poi vigorosamente perseguito da Giovanni Paolo II. Con questa mistificante immagine, il “papa” afferma veementemente cose correttamente ortodosse, onde placare i buoni cattolici, ma poi va avanti celermente con dichiarazioni diametralmente opposte, ed operazioni spudoratamente eretiche e niente affatto ortodosse! – “Jean Guitton, uno scrittore francese distintosi come “il grande amico e confidente di “papa” Paolo VI”, ha recentemente descritto come: “… le intenzioni di Paolo VI riguardo alla liturgia… erano tali, per cui la riforma della Liturgia cattolica dovesse praticamente coincidere, a suo avviso, con la liturgia protestante … allontanandosi radicalmente dal Concilio di Trento, per avvicinarsi alla Cena del Signore protestante … facendo meno spazio a tutto quello che alcuni chiamano ‘magia’, come la … Transustanziazione nella Consacrazione, e a tutto ciò che è di Fede Cattolica; … Paolo VI aveva cioè un’intenzione ecumenica nel rimuovere … tutto quello che era troppo cattolico, nel senso tradizionale, dalla Messa, e, ripeto, per ottenere una Messa (falsamente – n.d.t.-) cattolica, più vicina alla messa calvinista. “(Trasmissione del 19 dicembre 1993 di Radio-Courtoisie, Parigi). Questa è una rivelazione scioccante! ”

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     Nelle foto si può vedere come Montini fosse solito indossare l’“Efod” ebraico: questo oggetto, simile ad un grembiule riccamente ricamato, è un paramento composto da due spalline e da attacchi ornamentali che fissano il pettorale; l’Efod è indossato dal sommo sacerdote ebraico. [Es. 28: 6, 7, 25-28] Le dodici pietre incastonate in esso, rappresentano le dodici tribù d’Israele. Non solo esso è la “corazza” di un sommo sacerdote ebraico, ma, secondo l’Enciclopedia della Massoneria di Mackey, l’efod è anche “… indossato nei (massonici) Capitoli americani dell’Arco Reale, dal Sommo Sacerdote, come parte integrante dei suoi paramenti ufficiali.” L’“efod” era la veste scapolare indossata da Caifa, il Sommo Sacerdote della sinagoga ebraica, nel momento in cui ordinò che Nostro Signore Gesù Cristo, fosse messo a morte mediante la crocifissione!

“[Egli] sa molto bene ciò che significa questo ‘pettorale del giudizio, l’Efod: conosce le origini del vestito rituale dell’Alleanza Antica [cioè l’Antico Testamento], egli [Montini] non ignora il fatto che i massoni lo usino ancora oggi come un segno distintivo del loro sommo sacerdote … (come pure i dirigenti del Gran Kahal, il governo mondiale ebraico occulto – n.d.t.-). Nel loro materialismo messianico, i dirigenti del Giudaismo sognano la realizzazione del governo mondiale, di cui essi sono i padroni, mentre tutti gli altri ne sono schiavi! Essi hanno riconosciuto che il muro invalicabile che si trova lungo il percorso di questo programma di conquista, sia un valico religioso … in particolare, il diaframma costituito dalla Chiesa cattolica. Per esperienza sanno che la calunnia, il carcere, e finanche la morte, non schiacciano la fede … anzi la ravvivano ancor più. Essi sanno benissimo che per distruggere la Chiesa di Gesù Cristo non hanno che un’unica sinistra strada: l’… INFILTRAZIONE! Così, come nel caso di Anacleto II, di antica memoria, gli infiltrati della “quinta colonna” – n.d.t. – , denunciati da Pio X, hanno invaso la Gerarchia e si sono anche impadroniti della Cattedra di Pietro ” [fr. Joaquin Saenz Y Arriaga, S.J. PHD., “La Nuova Chiesa montiniana”, 1971 d.C.]. – Inoltre, Montini indossava l’efod del sommo sacerdote ebraico con, ma più spesso, senza la sua Croce pettorale. Secondo il gesuita Padre Joaquin Saenz y Arriaga, dottore in Teologia, Storia della Chiesa, e Diritto Canonico, Montini era di origine ebraica, secondo il contenuto del prestigioso “Libro blu” delle più importanti famiglie italiane.      Il “Cardinale” Gregory Baum di St. Louis, Missouri, “ebreo convertito”, incaricato dei libri di testo in tutto il mondo, ha ammesso che egli aveva fatto in modo tale che tutti i libri di testo usati dai bambini cattolici, fossero svuotati da eventuali riferimenti ebraici negativi, sostituendoli con splendidi riconoscimenti. – Alla chiusura del Concilio Vaticano II, si è cercato di obbligare tutti i fedeli per mezzo degli stessi decreti conciliari, procedendo poi ad introdurre una “nuova messa”, nuovi sacramenti, tra i quali lo “strano” rito di ordinazione di falsi vescovi [n.d.t.], nonché nuovi libri religiosi nelle scuole. – Molte fonti di stampa, apparentemente cattoliche, insieme ad alcune riviste laiche, hanno spinto affinché Paolo VI venisse riesumato poiché, a parer loro, si trovava in “odore di santità”. Secondo altre fonti invece, meglio e direttamente informate, il corpo, dopo la sua sepoltura, emanava un odore così fetido, che la bara dovette essere aperta a più riprese, onde gettarvi quantità “industriali” di formaldeide per contrastarne il persistente nauseante fetore.

Giovanni Paolo I 

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Albino Luciani in partenza per raggiungere il Conclave del 1978

 Dei 111 “cardinali” in procinto di votare, 100 erano stati nominati da Montini e 8 da Roncalli. Se Giovanni XXIII e Paolo VI erano anti-Papi, ne consegue, ovviamente, che coloro che essi avevano elevato al Sacro Collegio erano, a tutti gli effetti, dei non-cardinali e, come tali, avrebbero partecipato ad una elezione papale non valida (si studi al proposito l’illuminante vicenda dell’anti-Papa Anacleto II e di Innocenzo II). Inoltre, Paolo VI aveva sbarrato la soglia dell’età dei Cardinali elettori abbassandola ad 80 anni, e compiendo così un ostracismo nei confronti di 16 cardinali di alto livello nel Conclave, molti dei quali erano “veri” Cardinali nominati da Papa Pio XII. Ecco perché, tra gli 111 partecipanti “elettori” al conclave, c’erano solo tre Cardinali indiscutibilmente validi perché nominati da Pio XII, e cioè i cardinali Wyszinski, Leger, e Siri.

     Conclusioni: 1. Il conclave non avrebbe potuto concludersi canonicamente, avendo raggiunto l’unanimità con elettori “non validi”, [alcuni neanche vescovi, perché falsamente consacrati con la eretica formula montiniana del 1968 – n.d.t. -] 2. Il vero Papa Gregorio XVII, Cardinale Siri, era ancora vivo e non aveva mai abdicato validamente. Così il “conclave” non avrebbe avuto alcuna funzione legittima se non quella di “riconoscere” alfine il pontificato di Siri. – Dopo la loro “elezione”, sia Giovanni Paolo I, che Giovanni P. II, rifiutarono di indossare la triplice corona o “tiara”. Ciò ha coinciso inoltre con il loro rifiuto della cerimonia di incoronazione e del “Giuramento del Papa” e, di conseguenza, hanno rinunciato al triplice Ufficio papale di: insegnare, governare e santificare!

“Il 28 agosto, fu annunciata l’inizio di questa “rivoluzione papale” con un comunicato del Vaticano, secondo il quale: “ … non ci sarebbe stata alcuna incoronazione, e che il nuovo “papa” ha rifiutato di essere incoronato”. 

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Alibino Luciani (cioè l’antipapa Giovanni Paolo I)

[Nella “Santa Regola” di San Benedetto, leggiamo: -54: Non dire parole inutili e che possano provocare il riso. -55: Non amare molto la risata chiassosa].

Non ci sarà più la Sedia Gestatoria, la sedia usata per trasportare il Papa, né il “Diadema” tempestato di smeraldi, rubini, zaffiri e diamanti né piume di struzzo, quindi nessuna “Cerimonia delle sei ore”. In breve, il Rituale è stato abolito … …. Per Luciani, che non ha mai utilizzato il reale ‘noi’, (formula monarchica alla prima persona plurale), … l’“incoronazione” è diventata una semplice Messa … Con quel gesto Luciani ha abolito mille anni di storia!! … La Triplice decorazione, il Diadema a forma di alveare è stato sostituito dal pallio, una stola bianca di lana sulle spalle del Papa.”(18) [anche quella successivamente ulteriormente “adattata”, con riferimenti simbolici massonico-satanici, così come pure la “mitria satanica” con l’emblema del satiro dio Pan, come ampiamente dimostrato in “Chiesa Viva” -n.d.t.-). All’inizio di settembre Albino Luciani ha rilevato che, in qualche modo “misterioso”, gli era stata consegnata, in distribuzione esclusiva, una lista insolita contenuta in un’agenzia di stampa L’ “Osservatore Politico” (OP). La rivista era gestita dal giornalista Mino Pecorelli e riportava invariabilmente storie scandalose, ma che in seguito si rivelavano estremamente precise. Ora, insieme ad illustri e noti politici, giornalisti, esperti, personalità di spicco ed altri, veniva nominata su O.P. la “Grande Loggia Vaticana”, ed il “ papa” volle pertanto conoscerne gli appartenenti! L’articolo dava i nomi di 121 personaggi, tutti presunti membri di logge massoniche. Un certo numero di laici erano sì inclusi nella lista, ma per la maggior parte si trattava di cardinali, vescovi e prelati di alto rango. I motivi che spinsero Pecorelli alla pubblicazione della lista erano semplici. Egli era stato coinvolto in una lotta con il suo ex “gran maestro”, Licio Gelli. Pecorelli era stato un membro della P2 (loggia “propaganda” 2), un membro evidentemente disilluso…. Se le informazioni erano autentiche, questo voleva dire che Luciani era praticamente circondato da massoni. Ricordiamo che “essere un muratore” implica la scomunica automatica (ipso facto) da parte della Chiesa Cattolica Romana. Prima del Conclave si erano sentite varie “indiscrezioni”, secondo le quali molti dei papabili erano leader massonici. Ora il 12 settembre, al nuovo “papa” veniva presentata tutta la lista …. La Chiesa Cattolica Romana aveva decretato da tempo che Essa era ed è implacabilmente contraria alla Massoneria. Il nuovo “papa” era aperto alla discussione sulla questione, ma su una lista di 121 uomini, di cui la maggior parte erano ecclesiastici di “alto bordo”, confermati membri di “conventicole” massoniche, difficilmente si poteva avviare una discussione!

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Il “Cardinale” Villot fu introdotto alla loggia massonica di Zurigo

il 6 di Agosto del 1966.

Tra gli altri nell’elenco figuravano:

-Il segretario di Stato, il cardinale Villot, nome convenzionale massonico “Jeanni”, numero di “matricola” 041/3, iscritto in una loggia di Zurigo il 6 agosto 1966.

-Il ministro degli Esteri, monsignor Agostino Casaroli.

-Il cardinale di Roma, Ugo Poletti.

-Il cardinale Sebastiano Baggio.

-Il Vescovo Paul Marcinkus!

-Monsignor Donato de Bonis, della Banca Vaticana.

Il papa lesse sconcertato il lungo elenco, che sembrava un “Chi è chi” della Città del Vaticano.” (19). – “Ad ogni pasto, riferisce Magee, diceva, ‘Perché hanno scelto me? Perché mai hanno scelto me?’ ‘E costantemente ci ricordava che il suo “pontificato” sarebbe stato di breve durata. Costantemente diceva che doveva andare così, e che sarebbe stato sostituito dallo … “straniero”. – “… Giorno dopo giorno – dice suor Vincenza [la sua governante]- ha insistito sul fatto che egli aveva usurpato il soglio pontificio sul quale sedeva. ‘Guardi, sorella, io non dovrei essere seduto qui in questo posto. Un papa straniero verrà a prendere il mio posto. Ho pregato nostro Signore ‘”. (20) – “Gli ho chiesto [parla John Magee, segretario di Giovanni Paolo I]: ‘Santo Padre, avete scelto la persona che conduca il ritiro in Vaticano per la prossima Quaresima?'” – Ha risposto, ‘Sì, si, l’ho scelta’. Poi ha subito detto: ‘Il tipo di ritiro che vorrei in questo momento, sarebbe quello di una … buona morte!’ – “Egli ci ricordava costantemente che il suo pontificato sarebbe stato di breve durata; … costantemente diceva che tutto doveva andare in modo da poter essere sostituito dallo “straniero”. Tutto questo è stato un grande enigma per noi allora” (21). Allora io, [John Cornwell] prima di lasciarlo [John Magee, attualmente vescovo Magee], gli ho chiesto: “Ha un ricordo particolare di Giovanni Paolo I ?” – Quasi senza esitazione mi ha detto: “Sai, ha ripetuto più e più volte: ‘… perché hanno scelto me? Perché mai hanno scelto me?” Ha detto questo ad ogni pasto, più volte, in ogni singolo giorno del sua papato. Parlava ripetutamente dello ‘straniero’ che doveva seguirlo. ‘Vado presto, -diceva- e lo straniero sta per venire.’ Un giorno gli ho chiesto chi fosse questo “straniero”, e lui mi ha risposto: ‘Era colui che sedeva di fronte a me durante il conclave.’ Ora, poiché mi trovavo ad occupare la sinistra dell’appartamento papale e, come segretario di Giovanni Paolo II, ero stato nominato “Maestro di cerimonia” in Vaticano, ho avuto accesso al piano di quel conclave, per la prima volta. Il cardinale che sedeva di fronte a Papa Luciani era il cardinale Wojtyła!”. – Il vescovo rimase in silenzio per un po’. Poi disse: “Sono convinto che Giovanni Paolo I avesse avuto una grande intuizione nel prevedere come imminente la sua morte”(22). 

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Il “Cardinale” Agostino Casaroli , altro “figlio della vedova” piduista (-n.d.t-.) parla all’assemblea dell’O.N.U. (1978)

 “Perché Giovanni Paolo I volle porre fine alle note “transazioni finanziarie” tra i famigerati Marcinkus e Calvi, il massone che spadroneggiava la situazione attraverso Casaroli, membro della Loggia P2, fu fatto sparire: “ … sorprendentemente è arrivata la ‘strana morte di Giovanni Paolo I’, avvelenato da “Aqua Tofana”, come descritto da J.J. Thiery (a pagina 153 delle sue scoperte). – “E cosa ancor non meno strana: l’unico testimone di questa ‘strana morte’, un altro prelato massonico – identificato come tale solo dopo la sua morte (attraverso le opere rinvenute nella sua biblioteca) – è morto qualche mese dopo, ed anche egli piuttosto all’improvviso.” (23).

Giovanni Paolo II

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Le idee velenose dell’Apostatico Vaticano II attecchiscono con Wojtyła [alias l’anti-Papa Giovanni Paolo II] raffigurato qui mentre tiene nelle mani un albero per adorarlo, insieme, ma non per condannarli, agli eretici, gli scismatici ed i pagani di ogni tipo, ad Assisi, il 26 ottobre 1986 …  una violazione diretta del primo comandamento: “Io sono il Signore tuo Dio, tu non avrai altri dèi all’infuori di me!” La sua falsa “elezione” fu proclamata sotto la” luna piena”! 

MALACHIA E GLI ANTIPAPI

Quello che segue è un articolo del 1989, protetto da copyright di Gary Giuffre’, dal titolo “Il Partito Comunista Polacco loda la scelta del “papa” “. “Lunedì sera 16 ottobre, vengono trasmesse da Roma in tutto il mondo le immagini satellitari televisive, le inquietanti prime immagini del nuovo “papa” polacco”, Karol Wojtyła, che, come il suo predecessore di brevissima durata, ha lo strano doppio nome di “Giovanni Paolo”. E’ stato evidenziato da numerosi gruppi di Romani ansiosi, che vegliavano in piazza San Pietro, che la sera prima c’era stata una particolare manifestazione di luna piena. La scena inquietante ricordava la prima apparizione notturna di Roncalli in veste di Giovanni XXIII, affacciato al balcone, la sera del 28 ottobre 1958, come se i due eventi racchiudessero l’intero periodo, “da incubo”, del Vaticano II. [in realtà l’incubo è tuttora in atto, purtroppo –n.d.p.- ] Per chi ha familiarità con le profezie sui Papi ed anti-Papi di San Malachia, questa vista rappresenta un presentimento che richiama subito alla mente la sua antica previsione: di mezzo alla luna (*) ‘De Mediaetate Lunae (“in mezzo alla Luna”, spesso tradotta, “dalla metà della Luna”). – Un eminente storico della Chiesa e studioso delle antiche profezie private, Yves Dupont, ha commentato, nel 1970, la visione descrittiva di San Malachia di un futuro pretendente o di pretendenti della Cattedra di Pietro. Il simbolismo biblico della “luna” è “il regno mondano” o l’ordine temporale. “Questo Papa può quindi essere eletto: – 1) da un numero di Cardinali che sono influenzati principalmente dalle idee mondane (del tipo: vangelo sociale, ecc.); oppure – 2) che può essere eletto nel momento in cui le forze di satana (il “principe di questo mondo”) hanno il controllo virtuale di tutta la terra, tramite il loro governo segreto, capace forse anche di influenzare l’elezione pontificia, in modo che un agente del governo mondiale dell’anticristo venga eletto papa .. . “(“Profezie cattoliche, il Castigo Prossimo”, 1970, Tan Books, pag. 20). – Questa interpretazione potrebbe facilmente riferirsi a tutto il periodo oscuro degli antipapi conciliari che hanno “eclissato” l’esistenza del Papa “segreto” ed occultato in esilio. Albino Luciani (Giovanni Paolo I) entrò in scena in un momento che potrebbe essere stato il punto centrale di questo periodo diabolico. Dal 1978, i “tradizionali” commentatori comunemente pensano che Luciani possa essere il “luna-Papa”, sia perché il suo nome inizia con le prime due lettere della parola “Lunae”, sia per il fatto che il suo “regno” è durato solo 33 [numero altamente simbolico per la massoneria- n.d.t.-] giorni, cioè un tempo appena leggermente più lungo di un ciclo lunare. Pochi, oltre al Dupont, hanno conferito una connotazione così sinistra al “papa” di questa profezia. Tuttavia, di solito viene trascurato il fatto che nell’elenco cronologico di San Malachia dei passati, presenti e futuri titolari o pretendenti alla cattedra di Pietro, ci siano altri due motti papali a denominazione “lunare”, uno dei quali (“luna su Cosmedin”) si riferisce ad un antipapa, Benedetto XIII (1394-1424). Il crittogramma del santo Profeta circa i papi “impostori” del nostro strano secolo non potrà mai essere pienamente compreso. Forse San Malachia alludeva a questa usurpazione papale insidiosamente oscura e che attraversa una generazione, nell’usare questa denominazione abissale “di mezzo della Luna.” Con questo misterioso slogan, il pio mistico sarebbe stato di avvertimento alla Chiesa degli ultimi tempi nella quale si sarebbero insediati non uno, ma diversi antipapi a seguire. – La notte della prima apparizione sul balcone di Wojtyła, Roma era ancora scossa dalla improvvisa scomparsa di Luciani. Gli agenti del “governo segreto” cercavano di indurre una rapida accettazione di Wojtyła da parte del popolo di Roma, per timore che venisse a galla e riconosciuto il loro piano criminale nei confronti delle strutture della Chiesa, rendendo così, di conseguenza, insostenibile la loro continua occupazione del Vaticano “[fine della citazione dall’articolo].

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L’antipapa Giovanni Paolo II

Burla del Papato

Questa foto è particolarmente significativa: l’occhio di Horus circondato dal 666 [le 3 dita della mano formano un triplice numero 6 intorno agli occhi – simbolo esoterico di appartenenza ed “obbedienza” al … principe del mondo … ].

 Sia Giovanni Paolo I che G.P. II, rifiutarono di indossare la triplice corona o “tiara”: ciò ha coinciso con il loro rifiuto della cerimonia di incoronazione, rifiutando altresì il “Giuramento del Papa” e, di conseguenza, il triplice Ufficio papale di: insegnare, governare e santificare. [Hanno lasciato intendere in pratica, ufficialmente e formalmente, di non possedere alcuna divina autorità!]. E torniamo al “De Medietate Lunae” (“di mezzo alla Luna”, spesso tradotto con: “Dalla metà della Luna”). Il simbolismo biblico della “luna” si riferisce al “regno mondano” o “all’ordine temporale.” Questo “papa” può quindi essere eletto, come ricordato, da cardinali che sono influenzati principalmente da idee mondane (vangelo sociale, socialismo, liberismo, modernismo, ecc) o che può essere eletto in un momento in cui le forze di satana (il “principe di questo mondo”) hanno il controllo virtuale di tutta la terra mediante il loro “governo segreto”, anche influenzando l’elezione papale, di modo che un agente del governo mondiale dell’anticristo venga eletto papa … “(24). Ci sono altri due titoli, nella lista di San Malachia, di Papi con una “designazione lunare “, ed uno viene riferito di solito all’anti-Papa Benedetto XIII (“Luna su Cosmedin”), il cui anti-Pontificato si è svolto tra il 1394 ed il 1424. – Commentando la storia di Karol Wojtyła in Polonia, Piers Compton ha scritto: “… Molte centinaia di suoi correligionari in Polonia, durante i 30 anni di dominazione comunista, venivano sottoposti a meschine e gravi persecuzioni, molti finivano in carcere, alcuni venivano addirittura messi a morte. Ma non vi è alcuna indicazione che Wojtyla avesse mai subito le prove alle quali furono sottoposti i noti dissidenti. Non era stato mai oggetto di alcuna protesta decisa o minacciosa, ed il suo rapporto con le autorità marxiste era identico a quello di un qualsiasi altro cittadino che portava la sua fede celata. – Nonostante tutto, egli poteva essere chiamato, come un prelato, per dare non solo un consiglio religioso, ma anche di tipo sociale e perfino economico a quelli della sua fede, consiglio che doveva essere, a volte, necessariamente in conflitto con le direttive del governo. Eppure non è mai stato realmente messo a tacere, egli era ben tollerato, anche privilegiato dalle autorità, mentre, ad esempio, il suo superiore religioso, il cardinale Wyszenski, allora Primate della Polonia, ha sempre vissuto sotto pressione costante! [anche Wojtyła in realtà era una marrano, di madre ebrea, e questo la dice certamente lunga su quanto riferito… ]. – Un esempio evidente fu la concessione del permesso di espatrio: quando fu convocato a Roma il Sinodo dei Vescovi, ad entrambi i Cardinali polacchi furono necessari i visti di uscita, e mentre il “Primate” ricevette un netto rifiuto, a Wojtyła fu dato il permesso con facilità, come per una pratica ordinaria!

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E la “rivoluzione” continua!… Montini (alias l’anti-Papa Paolo VI) nomina “Cardinale”[invalido, naturalmente] Karol Wojtyła.

E’ stata già da sempre formalmente nota la differenza che esisteva tra i due Cardinali polacchi quando erano in patria: Wyszynski non ha mai ceduto di un pollice, quando si trattava si fronteggiare i controllori del proprio Paese. Wojtyła invece era sempre pronto a venire a patti, ed era in continuo ‘dialogo’ con loro, secondo le direttive stabilite da Paolo VI, marrano anch’egli; ma ciò che è stato più evidente in Wojtyła, oltre alla realtà della assoluta mancata condanna del marxismo ateo, era il fatto che egli si trovasse in linea con coloro che volevano adottare un atteggiamento più morbido e “militante” nei confronti dell’ideologia imperante … “(25). ” … il profilo multimediale, accuratamente coltivato, lo indica come un “papa” di impostazione “strettamente conservatrice’ che ha operato un giro di vite sui dissidenti della Chiesa. Quando era vescovo, Karol Wojtyła è stato egli stesso un dissidente, in apparenza, tanto è vero, infatti, che egli fu determinante nell’annullare una condanna formale del comunismo nel corso dello (pseudo) “concilio” Vaticano II. Insieme al Cardinale Ratzinger, altro marrano “illuminato”, inoltre, Wojtyła guidò la massonica ‘Dichiarazione sulla libertà religiosa’ acclusa in coda ai documenti del “concilio” … “(26). “… Alcuni anni fa François Mitterand, il comunista presidente della Repubblica francese, disse che: ‘l’uomo è il futuro dell’uomo.’ Egli era alla sinistra di Karol Wojtyła, alias Giovanni Paolo II, al quale toccò poi sancire il tutto con la “fede” di un ambiente religioso modernista, dichiarando che ‘l’uomo è il principale problema della Chiesa’; un annuncio del “papa” che è completamente in linea con il principio marxista per cui: ‘l’uomo è il fine di se stesso e la spiegazione di tutte le cose ‘… “(27). – Nella “enciclica” anticattolica del 15 settembre 1981, sul tema della proprietà privata ed il capitalismo, scrisse: “La tradizione cristiana non ha mai sostenuto il diritto della proprietà privata come assoluto e intoccabile. Al contrario, ha sempre inteso, come comune, il diritto di ognuno di usare dei beni di tutta la creazione.” Ciò è in contrasto e si oppone totalmente alla Magistero papale degli insegnamenti, da Leone XIII a Pio XII: “… Il tentativo socialista di distruggere la proprietà privata, sostenendo che i singoli beni devono diventare patrimonio comune di tutti, ed amministrati da parte dello Stato o da organismi comunitari .. è “ingiusto”, perché sarebbe come rubare al possessore legale, far entrare lo Stato in un ambito che non gli è proprio, e causare totale confusione nella comunità. ”

A 19-year old Karol Wojtyla, the to-be Pope John Paul II, second from right, is seen resting during the construction of a building for a military camp in this July 1939 photo made available from Italy's "Il Giornale" daily newspaper on Thursday, June 21, 2001. Two months before the outbreak of World War II in Europe, Wojtyla, according to biographers, attended a military training camp in Western Ukraine, then eastern Poland, not far from where he will visit during his upcoming pilgrimage to Ukraine starting Saturday, June 23, 2001. (AP Photo/Adam Gatty-Kostyal)

Karol Wojtyła, quando “lavorava” come operaio,

(nella foto al centro) posa davanti al fotografo, con noncuranza, a dorso nudo!

“KAROL WOJTYŁA UN TEMPO ERA MARXISTA(28)

“… Durante la prima giornata di voto, Domenica scorsa, Wojtyła, con non chalance leggeva una rivista trimestrale di teoria marxista, che consultò a lungo, poiché il ballottaggio richiese tempo. – “Non pensi che sia un sacrilegio portare della letteratura marxista nella Cappella Sistina?” aveva scherzato un cardinale. Wojtyła sorrise: ‘… la mia coscienza [ma quale?] è pulita … “(29)[…] – Come con il Giuramento di successione, che fu imposto da Enrico VIII ai Cattolici inglesi in Inghilterra nel XVI secolo, così Giovanni Paolo II ha costretto coloro che desideravano partecipare alla “vera” Messa, mediante un “Indulto”, a firmare un “impegno” che non “rimettesse in discussione la legittimità e l’esattezza dottrinale … [che in questo nuovo rito non c’è mai stata … ma chissà a cosa si riferisse, forse alla dottrina dei rosa+croce … !?] del fasullo messale romano promulgato dall’ anti-papa” Paolo VI nel 1970.”

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Di Papa San Pio V è l’infallibile insegnamento sulla Immemorabile Messa. Contrariamente a quanto i modernisti arroccati a Roma vorrebbero far credere ai fedeli, il Rito Romano in latino (“tridentino”) della Messa non è mai stato (e non potrà mai esserlo) abrogato poiché infallibilmente decretato il 14 luglio 1570 “in perpetuo” (cioè per sempre, per chi non vuole capire …) nella famosa Bolla “Quo Primum” da Sua Santità Papa San Pio V, Michele Ghisleri.

 “. … Quelli che rimangono attaccati ad aspetti accidentali della Chiesa, validi più che altro per il passato, e che ora sono stati superati, non possono essere considerati fedeli”(30). Papa San Pio V nella sua bolla, “Quo Primum” ha irreformabilmente scritto: “… Noi, in virtù della nostra Autorità apostolica, con la presente Bolla, dichiariamo e decretiamo e prescriviamo che: il presente nostro ordine e decreto, duri per sempre, ed in nessuna data futura potrà mai essere revocato o modificato legittimamente … E se, tuttavia, qualcuno dovesse osar tentare qualsiasi azione contraria a questo nostro ordine, tramandato per tutti i tempi, sappia che incorrerà nell’ira di Dio Onnipotente, e dei Beati Apostoli Pietro e Paolo. ” [-ex cathedra]. – Il 22 Marzo 1984, Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza privata i rappresentanti dell’organizzazione ebraico-massonica “B’nai B’rith”. Egli ha dichiarato, per tutto il tempo, anche nominando il Salvatore: “Cari amici: Sono molto lieto di accogliervi inVaticano … Voi siete la lega del B’nai B’rith contro la diffamazione antigiudaica (ADL). Si sono anche stabilite delle relazioni, mediante la Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo, fondata dieci anni fa da Paolo VI, con l’obiettivo di promuovere buone relazioni tra la Chiesa Cattolica e la comunità ebraica … Il semplice evento della vostra visita, che apprezzo, è di per sé la prova dello sviluppo e del rafforzamento costante di tali rapporti … l’incontro tra Cattolici ed Ebrei non è quello tra due antiche religioni che vanno per conto proprio e di cui sono noti i conflitti gravi e dolorosi: è un incontro tra “fratelli”, un dialogo … tra la prima e la seconda parte della Bibbia. E proprio come le due parti della Bibbia sono distinte, ma strettamente correlate, così lo sono anche il popolo Ebraico e la Chiesa cattolica … Questa conoscenza reciproca ci fa scoprire ancora di più ciò che ci unisce in una maggiore sollecitudine per la razza umana, ad esempio, nella lotta contro la fame, la povertà, la discriminazione che esiste in tutto il mondo … Grazie ancora per essere venuti qui e per il vostro impegno nel dialogo e per gli scopi perseguiti. Cerchiamo di riconoscere in Dio il Padre di tutti noi. “31

Il gran Maestro della loggia massonica P2, Gelli, era anche un collezionista di interessanti cimeli, utili alla conoscenza e fonte di informazioni, tra cui, ad esempio, delle fotografie di Giovanni Paolo II completamente nudo accanto alla sua (di Gelli!) piscina.”32    Apparve anche una fotografia in un giornale scandalistico italiano: è la foto di Giovanni Paolo II su una spiaggia con una giovane donna ed un bambino che sembra sorprendentemente somigliare a Karol Wojtyła!

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 La eretica “teologia del Corpo” del “marrano” Wojtyła è stata giustamente definita: un raffazzonamento Kabbalistico!

 Milioni di parole sono state scritte dopo l’elezione di Karol Wojtyła, nel tentativo di analizzare e capire che tipo di uomo fosse. Come si può vedere, è il tipo d’uomo che consentirà ad elementi come Villot, Cody, Marcinkus, Mennini, de Strobel, de Bonis, e Poletti di restare in carica … quindi, non ci può essere alcuna scusante nell’addurre motivi di ignoranza !…. ” -Si è trattato di un pontificato, il suo, dai “due pesi e due misure”: una per il “papa”ed un’altra per il resto dell’umanità. Il pontificato di Giovanni Paolo II è stato un trionfo per i faccendieri, per i corrotti, per i ladri internazionali… Mentre “sua santità” ha conservato un’immagine molto pubblicizzata, non diversamente da quella di un qualsiasi rockettaro alla moda nei suoi tour spettacolari; uomini dietro le quinte assicurano trattavasi di un normale giro di affari. Peccato che i discorsi gravemente moraleggianti di “sua santità”non possono, evidentemente, essere ascoltati dietro le quinte!

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“L’anti-Papa” Giovanni Paolo II, non bastando gli “illuminati”, né i “palladiani”, ha introdotto i massoni in casa “fai da te”: il culto segreto anti-cattolico conosciuto come “Opus Dei”!

   “… Con l’elezione di Karol Wojtyła ci si è uniformati subito ai [dis-]valori di Paolo VI, addirittura ampliandoli e con gli interessi! … Per quanto riguarda l’infiltrazione della Santa Sede da parte dei massoni, ad esempio, il Vaticano, attraverso l’attuale “papa”, non ha solo preso a bordo i diversi massoni da logge di varia obbedienza, ma ne ha anche acquisito una versione originale “autogestita” “fai da te”. Il suo nome è: Opus Dei, che qualcuno ha ribattezzato opportunamente “opus judei” (33). 

   La vera dottrina cattolica riguardo agli ebrei: confronto con le dottrine eretiche di Giovanni Paolo II:

“Nella diocesi di Mantova, il 13 aprile del 1986, Giovanni Paolo II, come già prima che diventasse “papa”, è diventato il primo “papa “, dal momento che la Chiesa per 2000 anni ha sempre proibito di visitare una sinagoga durante la celebrazione di un solenne servizio di culto, ad assistere ad una celebrazione in sinagoga, con la sua “regale” testa china, in riverente silenzio, come atto di omaggio, nel mentre i rabbini intonavano un inno, che sembrava in verità più un “consiglio comunale”, nel quale con ansia, al “loro” messia, si chiedeva come mai tardasse ancora a venire ” (Jewish Encyc.)! – L’incontro tra … i cattolici e gli ebrei condannato in “Lamentabili Sane” (S. Pio X, 3 luglio 1907), il Syllabus di errori, non è più scondo lui, uno tra gli errori dei modernisti, ma l’incontro tra antiche religioni che vanno proprio nella stessa direzione e che sappiamo aver conosciuto attraverso il Sant’Uffizio per i gravi e dolorosi conflitti; si tratta della condanna del seguente errore: l’incontro tra “fratelli” … un dialogo tra il primo ed il minore [tra Giacobbe ed Esaù – n.d.r.]. L’ispirazione della seconda parte della Bibbia, proprio come nei libri del Vecchio Testamento, è comune alle due parti della Bibbia, e consiste in questo: “che gli scrittori israeliti tramandarono le dottrine religiose sotto un certo aspetto particolare in parte conosciuto e in parte sconosciuto ai gentili così come per la Chiesa cattolica … Questo reciproco particolare aspetto ci fa scoprire la conoscenza di ciò che ci unisce ai gentili, come la maggiore sollecitudine per la razza umana, ad esempio nella lotta cristiana contro la fame, la povertà, la discriminazione. La dottrina era dunque in origine ovunque… Grazie al giudaismo! Grazie ancora per essere venuti qui e per i vostri futuri impegni nell’approfondimento del dialogo onde perseguire il primitivo, paolino obiettivo. Riconosciamoci giovannei, infine, davanti a Dio, Padre nostro ed universale, dei greci e di tutti».

Apprendiamo da San Cipriano: “Gli ebrei hanno maledetto Mosè, perché ha proclamato Cristo; amavano Dathan perché non Lo annunciava. Hanno respinto Aaron perché rappresentava l’immagine di Cristo; hanno accettato Abiron perché Gli si opponeva. Odiavano David perché cantava di Cristo; hanno magnificato Saul perché non parlava di Lui. Hanno rigettato Samuele perché aveva profetizzato di Cristo; servivano Cham perché non aveva detto nulla di Cristo. Hanno lapidato Geremia perché amava lodare Cristo e si rispettava Anania che Gli si opponeva. Hanno segato facendo a pezzi Isaia, ché annunziava le glorie di Cristo; glorificavano Manasse che perseguitava Cristo. Uccisero Giovanni che rivelava Cristo, hanno massacrato Zaccaria, pieno d’amore per Cristo … e amavano Giuda che Lo aveva tradito. ” E poi abbiamo una montagna di documenti pontificali e conciliari che da sempre hanno condannato i “nemici di tutti gli uomini” dottrina infallibile ed irreformabile ribaltata da un marrano [… e chi altri?]

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Papa Siri (anche se sempre sotto sorveglianza) ritratto mentre affronta apertamente il “patacca-fantoccio” Karol Wojtyła. Siri” ha ripudiato gli atti dell’antipapa Giovanni Paolo II come “l’idolatria delle false opere apostoliche.” (Gary MacEonin: “The inner Elite”, pag.234).

 Sulla copertina del “The Talmud Committee Journal” dell’inverno del 1991, trattando dell’Index Expurgatorius, edizione 1897, [di Papa Leone XIII], circa la questione dei Giudei Americani, compare il titolo: “Giovanni Paolo II ed i libri ebraici”, ove si vede come egli accetti, sorridendo, una copia “proscritta” dell’edizione Steinsaltz del Talmud “, e questo sebbene gli scritti ebraici siano stati espressamente messi all’Indice dalla celebre “costituzione” emanata da Papa Pio IV: ” Leonard Nimoy ha dichiarato che nel Talmud ebraico, in tutti i suoi glossari, c’è un segno ebraico segreto fatto sulle annotazioni, le cui interpretazioni sono di Bar-Mitzvah: esse sono state proibite anche se pubblicate e tollerate senza il nome “Talmud” e senza le sue vili calunnie contro la Religione cristiana; in ogni caso il nostro Santo Papa, Clemente VIII, nella sua Costituzione “contro gli scritti e gli empi libri ebraici”: “Cum saepe accidere possit”, pubblicata a Roma nell’anno del Signore 1592, il 28 febbraio, a conferma di analoghi precedenti provvedimenti di Paolo IV e S. Pio V, proscrisse e condannò: “… non era sua chiara intenzione, in tal modo, permettere o tollerare alcunché, anche nelle condizioni sopra riportate, perché espressamente e specificatamente indicò e volle che: gli empi talmud, scritti cabalistici ed altri libri nefasti degli ebrei fossero interamente condannati, e che condannati e vietati dovessero rimanere in perpetuo, e che la “Costituzione” su questi libri dovesse essere continuamente ed inviolabilmente osservata.”! – “Come un laico, legato alla terra: “… confidiamo che, con l’avvento dello Stato (di Israele), molto probabilmente del 2000, Gerusalemme diventerà la base politica e “città di pace” in modo da porre le fondamenta del potere militare in tutto il mondo, così che tutti possano qui incontrare l’Anticristo, quando arriverà. Riguardo all’Anticristo, i credenti nelle varie religioni saranno in perfetto accordo, trovando il loro diritto di esistenza nella fede degli ideali di Abramo “. (Parade) […] – Circa sei settimane dopo Karol Wojtyła viene presentato sul loggiato di piazza San Pietro come Giovanni Paolo II, ed in “OGGI”, la rivista di vita italiana, appare in copertina Giovanni Paolo II, poco prima di divenire “papa”, con un’amica ed un bambino che sembra preoccupare Wojtyla. Ecco alcuni estratti dalle ampie didascalie:

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Karol Wojtyła un “Cardinale” in pantaloncini?

 “L’uomo che guarda sorridendo il fotografo in compagnia di una donna ha un nome molto importante: Karol Wojtyła, nel momento in cui sono state scattate queste foto sensazionali, intorno al 1975, era il cardinale di Cracovia, con la sua donna …. un amico ed un gruppo di altri amici, che appariranno nelle immagini seguenti; egli sta iniziando a mangiare uno snack…. Wojtyła e la sua amica, che ha il bambino in braccio, un bellissimo bambino biondo, sono seduti su una coperta e stanno dicendo al ragazzino qualcosa che lo fa ridere. Questa, come le altre di questo rapporto esclusivo che pubblichiamo, è un’immagine veramente insolita per noi italiani…. Il cardinale Wojtyła gioca con il figlio di una sua amica di sesso femminile, dietro alla quale appare una seconda donna, l’altra persona del gruppo che li accompagna in gita… ”

L’8 maggio 1984 Giovanni Paolo II ha presieduto, a Papua, Nuova Guinea, nel corso di un “messa”, durante la quale la lettura è stata proclamata da una donna col torace nudo. L’immagine originale, senza censure, si trova in “Pietro, mi ami tu?” dell’Abbè Daniel Le Roux. Il “papa” era presente, e vescovi e sacerdoti sembravano non accorgersi di nulla che fosse fuori dall’ordinario.

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papa” Giovanni Paolo II fotografato in India mentre viene segnato sulla fronte con sterco di vacca, il segno degli adoratori della dea Shiva (2 febbraio A.D.1986)

Nel 1986, in India il “papa” si mostra sorridente quando gli viene impresso il “segno” degli adoratori della dea Shiva sulla fronte, proprio nello stesso punto in cui è stato segnato con il “crisma” della totale appartenenza a Gesù Cristo; per giunta in Vaticano, il 18 aprile 1983, si svolgeva una riunione della Commissione Trilaterale! [Per chi volesse approfondire, rimandiamo agli “illuminanti” numeri speciali sul “papa” polacco di Chiesa Viva! ].

LE PROFEZIE

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La parte mancante nell’originale della “Preghiera a San Michele”.

La parte mancante dall’originale della Preghiera a San Michele, composta dal Papa Leone XIII (da “The Raccolta”, dodicesima edizione, Langdon, Burns, Oates e Washbourne, Ltd., 1935.) recita:

Ubi sedes beatissimi Petri et Cathedra veritatis ad lucem gentium constituta est, ibi thronum posuerunt abominationis et impietatis suae; ut percusso Pastore, et gregem disperdere valeant. –  [“Nello stesso luogo santo, dove fu istituita la sede della Cattedra di Verità del beatissimo Pietro come luce del mondo, hanno eretto il trono della loro abominevole empietà, con l’iniquo disegno di colpire il Pastore, affinché il gregge venga disperso!”]

Dove si trova questo “luogo santo” di cui si parla nella preghiera? … Nel linguaggio cattolico un “luogo sacro” è il santo Sepolcro, il Calvario, il Cenacolo, il sito del Tempio, il Getsemani, la Via Crucis, la Chiesa dell’Assunta, etc. ma si tratta “sempre” del nome di un luogo geografico preciso, non generale. Papa Leone lo sapeva certamente bene! Questo “luogo sacro” è la ‘Santa Sede’ … un termine usato generalmente per indicare il “Papa come Sommo Pontefice” … La ‘Santa Sede’ è in realtà la Sede Vescovile di Roma. Con ‘santuario’, Leone XIII indica, con un termine generale, il Pontefice e la sua corte, … la suprema Gerarchia della Chiesa …. Ci sono decine di documenti ebraico-massonici che affermano come il loro obiettivo sia in realtà quello di raggiungere il Papato mediante impostori, ed utilizzare così la suprema Cattedra di Pietro, facendo passare il Cattolicesimo come ‘religione di transizione’ verso il giudaismo. 35

Dalla Venerabile Anna Katarina Emmerich:

“Ho visto in Germania tra ecclesiastici mondanizzati, degli illuminati protestanti, che preparavano piani per la fusione delle confessioni religiose, la soppressione del Potere Papale, la nomina di un collegio di superiori, la diminuzione delle spese e del numero di ecclesiastici, ecc, e che hanno trovato complici in molti dei prelati romani.”36

“Vogliono sradicare il pastore dai suoi stessi pascoli! Vogliono occupare il suo posto con un individuo che consegnerà tutto al nemico!” Poi scosse la mano indignata, gridando: “O voi truffatori tedeschi fermatevi!’, non riuscirete … il Pastore è fermo su una roccia o voi sacerdoti … siete presi dal sonno, il fuoco è dovunque nell’ovile e voi non fate nulla! O come si sentirà piangere in questo giorno!”(37).

“Sono venuto alla Chiesa di Pietro e Paolo (a Roma) e ho visto un mondo oscuro in preda all’angoscia, alla confusione ed alla corruzione, attraverso il quale brillano innumerevoli grazie a riposano migliaia di santi.” 38

Ho visto il Santo Padre circondato da traditori ed in grande difficoltà nella Chiesa. Aveva visioni ed apparizioni nei momenti di maggior bisogno. Ho visto molti buoni e pii vescovi; ma essi erano deboli e vacillanti, la loro viltà spesso prende il sopravvento … Poi ho visto il buio che si diffonde dappertutto, e la gente che non cerca più la vera Chiesa”.

“Dobbiamo pregare per il Papa: egli non può lasciare Roma, poiché inauditi mali sarebbero il risultato di un tale passo. Bisogna pregare lo Spirito Santo affinché lo illumini, perché anche ora stanno cercando di attuare qualcosa contro di lui. La dottrina protestante, come anche quella dei Greci scismatici, si sta diffondendo in tutto il mondo … Se il Papa lascia Roma, i nemici della Chiesa prenderanno il sopravvento … La Religione è stata così abilmente minata e soffocata, tanto che ci sono a malapena un centinaio di sacerdoti fedeli … Il tutto deve essere ricostruito presto per tutti, anche gli ecclesiastici sono al lavoro per distruggere – la rovina è ormai imminente …” (39).

“Vedo il Santo Padre in grande difficoltà. Lui vive in un altro palazzo e riceve solo alcuni alla sua presenza. Se il partito malvagio si muovesse con tutta la sua grande forza, attaccherebbe anche ora. Temo che il Santo Padre soffrirà molte tribolazioni prima della sua morte, perché vedo la chiesa nera contraffatta che guadagna terreno, vedo la sua influenza fatale sul pubblico. Il disagio del Santo Padre e della Chiesa è davvero così grande per cui occorre pregare Dio, giorno e notte!. Mi è stato detto di pregare molto per la Chiesa e per il Papa … Il popolo deve pregare ardentemente per l’estirpazione della chiesa oscura. “(40).

“Ho visto le conseguenze fatali di questa chiesa contraffatta: l’ho vista in forte aumento, ho visto gli eretici di ogni genere affollare la città ed ho visto pure la tiepidezza sempre crescente del clero, ed il cerchio delle tenebre divenire sempre più ampio. E ora la visione è diventata più estesa … ho visto in tutti i luoghi i Cattolici oppressi, molestati, soggetti a restrizioni, privati della libertà, le chiese chiuse, ed una grande miseria prevalere ovunque a causa della guerra e dello spargimento di sangue. “(41).

“Ho visto diverse chiese, o meglio, degli edifici sormontati da banderuole, delle congregazioni disunite dalla Chiesa, gironzolanti qua e là come mendicanti, affrettandosi in luoghi dove viene distribuito il pane, e che non hanno legami né con la Chiesa trionfante, né con la Chiesa sofferente. Non sono in una chiesa fondata regolarmente, una Chiesa vivente, unita alla Chiesa militante, sofferente e trionfante, né ricevono il Corpo del Signore, ma solo del pane. Coloro che sono in errore, non per colpa propria e che piamente desiderano ardentemente il Corpo di Gesù Cristo, vengono consolati spiritualmente, ma non mediante la Comunione. Coloro che abitualmente si comunicano senza questo ardente amore, non ricevono niente. …”(42).

“Hanno costruito una grande, singolare e stravagante chiesa, che abbraccia tutte le credenze con pari diritti: evangelici, cattolici, e tutte le denominazioni, una vera comunione diabolica con un solo pastore ed un solo gregge Ci doveva essere un “papa”, un papa stipendiato, senza possedimenti. Tutto era pronto, tutto stava per essere portato a termine; al posto di un altare, c’era solo abominio e desolazione. Così doveva essere la nuova chiesa, ed era per questo motivo che occorreva dare fuoco alla vecchia; ma Dio aveva progettato altrimenti! “ (43).

“Ancora una volta ho visto in mezzo a questi disastri, dodici nuovi Apostoli che lavoravano in paesi diversi, sconosciuti l’uno all’altro, e ciascuno riceveva fiumi di acqua viva dall’alto. Tutti hanno fatto lo stesso lavoro. Non so da dove abbiano ricevuto le loro direttive, ma appena uno finiva, un altro era pronto a continuare al suo posto”(44).

«Ah! un pio parroco è appena morto a Roma di vecchiaia! Ha ricevuto l’assoluzione generale, per sé! La sua anima è andata dritta in purgatorio, ma egli ve ne sarà rilasciato molto presto. Dobbiamo pregare per lui. Lui è stato molto legato al Papa durante la sua prigionia, ed ha fatto molto bene in segreto. Il Papa stesso ha poco tempo da vivere … Quel buon vecchio prete è stato uno dei dodici Apostoli sconosciuti che vedo sempre sostenere la Chiesa e di cui ho … parlato spesso. È il secondo a morire. Ora ce ne sono solo dieci, ma vedo che gli altri crescono. Questo fu amico e consigliere del Santo Padre, senza mai rinunciare al suo incarico parrocchiale per una posizione più alta ” (45).

“Vorrei che fosse già qui il tempo in cui il Papa vestito di rosso regnerà. Vedo gli Apostoli, non quelli del passato, ma gli Apostoli degli ultimi tempi, e mi sembra che il Papa sia in mezzo a loro.” (46).

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Papa San Pio X ha dichiarato: “I nostri nemici hanno inequivocabilmente fin dall’inizio, e con la massima chiarezza di visione, determinato il loro obiettivo, che è quello, in primo luogo, di separarvi dalla Cattedra di Pietro, e poi di seminare il disordine in mezzo a voi.” (47).

Papa San Pio X ha predetto: “Ho visto uno dei miei successori passare sopra i corpi dei suoi fratelli [forse Papi predecessori sepolti a Roma?]. Egli si rifugia sotto mentite spoglie in qualche luogo, e dopo un breve ritiro morirà di una morte crudele. L’attuale malvagità del mondo è solo l’inizio dei dolori che devono avvenire prima della fine del mondo.” (48).

Dalla Scrittura: “Io [Paolo] so che, dopo la mia partenza, lupi rapaci entreranno in mezzo a voi, e non risparmieranno il gregge” (Act. XX,29); “essi vi porteranno nei tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe” (Mt X,17),”Vi cacceranno fuori dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora, in cui chi vi uccide, penserà di far cosa gradita a Dio.”(Giovanni XVI: 2).”Io colpirò il pastore e le pecore saranno disperse “(Mc. XIV:27). -La santa mistica, suor Jeanne Leroyer ha detto: “Il Santo Padre è molto infelice; per causa sua tutta la Chiesa è nella desolazione.” (49). – “Il re dei Giudei sarà il vero papa dell’Universo, il Patriarca di una Chiesa internazionale.” (50). – “… Se gli uomini non si astengono dall’offendere Dio, comincerà un’altra e più terribile guerra … Egli sta per punire il mondo con la guerra, la fame, e la persecuzione della Chiesa e del Santo Padre. Per prevenire questo, chiederò che la Russia sia consacrata al mio Cuore Immacolato … Se le mie richieste verranno esaudite, la Russia si convertirà e ci sarà pace, altrimenti la Russia diffonderà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e la persecuzione contro la Chiesa, i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre soffrirà molto, alcune nazioni saranno annientate, … “ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, ed il mondo potrà godere di un’era di pace”. – Nostra Signora di Fatima, 1917.

Il piano

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L’esagramma

“L’ ESAGRAMMA [la stella di Davide a sei punte] fu adottato dalla Organizzazione sionista al primo Congresso Sionista nel 1897”(Cavendish, p.1300), “sionismo” che non ha alcuna relazione con il Giudaismo praticato prima di Cristo)

 La ricostruzione del Tempio ebraico di Gerusalemme è stato un obiettivo perenne dei Massoni, onde preparare un’area di gestione temporanea adeguata all’introniz-zazione del loro “messia”. Ma i Massoni hanno giustamente riconosciuto, già da due secoli, che pietra d’inciampo al loro progetto, nella ricostruzione del “tempio”, non erano certamente i maomettani deliranti e perennemente frammentati, ma il Papato romano. Alle pagine 823-824 del suo “Morals and Dogma” (1871), Albert Pike ha rivelato: “Cagliostro era l’agente dei Templari e pertanto ha scritto ai Liberi Muratori di Londra che era giunto il momento di iniziare il lavoro di ricostruzione del tempio dell’Eterno … Una loggia inaugurata sotto l’egida di Rousseau, il fanatico di Ginevra, divenne il centro del movimento rivoluzionario in Francia … I motori segreti del movimento rivoluzionario in Francia … I motori segreti della rivoluzione francese avevano giurato di rovesciare il Trono e l’Altare sulla tomba di Jacques Demolay. [lo fanno ancora oggi nel rituale del 30° grado, cavaliere kadosh – n.d.r. -] Quando Luigi XVI fu giustiziato, la metà del lavoro era fatta, e da quel momento tutti gli sforzi dell’“esercito del tempio” sono stati indirizzati contro il Papa”. – “La lotta in atto tra il Cattolicesimo e la massoneria è una lotta mortale, all’ultimo sangue, incessante e senza pietà”, come ha dichiarato il Bollettino del Grande Oriente di Francia, nel 1892, a pagina 183. Ma come fare a portare avanti questa guerra, e con quali strategie, dal momento che la storia rivela che tutti i tentativi del passato di annientare la Chiesa, mediante attacchi fisici frontali, sono miseramente falliti? Il massone “fratello” Bethmont, membro del Parlamento francese, con disinvoltura si vantava con il Vescovo Pie di Poitiers, nel 1878: “… La violenza contro la Chiesa non porta da nessuna parte, useremo altri mezzi … organizzeremo una persecuzione che deve essere sia intelligente che legale, mediante la quale cingeremo d’assedio la Chiesa con una rete di leggi, decreti ed ordinanze che soffocheranno senza spargere una sola goccia di sangue “. (“Papato e Massoneria”, Mons. Jouin, 1955, pp. 23-24). – Il Rapporto del Congresso Internazionale massonico, tenutosi a Bruxelles, nel 1904, ha dichiarato: “Combattere contro il Papato, è una necessità sociale e costituisce il dovere costante dei Massoni”. Questo viene confermato dall’enciclica “Humanum Genus” (1884) di Leone XIII il quale sapeva perfettamente che: … il Papato è l’obiettivo ultimo di coloro che cospirano per distruggere la Chiesa dalle sue fondamenta: “… lo scopo della setta è quello di ridurre a nulla l’insegnamento e l’autorità della Chiesa tra la popolazione civile …. L’inimicizia dei settari contro la Sede Apostolica del Romano Pontefice ha aumentato la sua intensità … fino ad ora i malfattori hanno raggiunto l’obiettivo che si erano prefissi da lungo tempo coi loro malvagi disegni, vale a dire che il loro ardire è giunto sino a concepire la soppressione del potere del Romano sacro Pontefice e la distruzione completa di questo Papato di divina istituzione”. “Se la potenza sacra del Romano Pontefice doveva essere “detronizzata” ed il Papato ” completamente distrutto [ndr] “, ma, come già detto,”senza spargimento di una goccia di sangue”,come mai si è avviato il compimento di tutta questa sorta di nefandezze, ed a quale scopo? Poiché il “nemico” sicuramente sapeva che “la fede è bagnata dal sangue dei martiri”, ecco allora che si definisce, già dal 1930, un piano per eliminare il Papa, ma … senza uccidere il Papa, in modo da far posto ad una “falsa autorità” in obbedienza all’Anticristo. Il piano è stato discusso in una riunione segreta degli Ebrei della loggia massonica del B’nai B’rith a Parigi, segnalata dalla “London Catholic Gazette” nel febbraio 1936, e dal settimanale parigino “Le Revell du Peuple”, dalla quale citiamo in parte: ‘… ricordiamoci che finché resteranno ancora attivi i nemici nella Chiesa Cattolica, noi possiamo sì sperare di diventare i padroni del mondo … [tuttavia] il futuro re ebreo non potrà mai regnare nel mondo finché la presenza del Papa a Roma non sarà eliminata, così come non saranno abbattuti tutti gli altri Sovrani dei Gentili regnanti sulla terra. “(50). Nel testo sopra riportato è stata menzionata la minaccia circa l’impiego di una bomba atomica o all’idrogeno contro Siri e Roma se egli non avesse assecondato e fatto progredire il piano dei cospiratori. Per quanto riguarda il Soviet, il Bnai Brith, e le minacce americane di usare la bomba atomica sulla Chiesa (nel conclave del 1958) si accenna a questo progetto anche nel libro: “I pericoli nascosti dell’arcobaleno”, pp. 70-71.    “Che il mondo non sia libero dalla minaccia nucleare è cosa oramai ben nota, come è purtroppo ben dimostrato, tra gli altri, dalle pagine del libro di Alice Bailey “The Externalization of the Hierarchy” p. 191. – “La bomba atomica (anche se usata finora solo due volte per distruggere) annienta la resistenza al potere del male, essendo la sua potenza prevalentemente “eterica”. I suoi impieghi sono due in questo momento: A)- Come riserva per la liberazione di quella energia che cambierà il modo di vivere dell’uomo, inaugurando così una “nuova era” in cui non avremo la presenza di varie civiltà con le relative culture emergenti, bensì un’unica cultura mondiale ed una sola civiltà emergente, dimostrando in tal modo che ci sia una vera ed unica sintesi alla base l’umanità. La bomba atomica è stata realizzata da: un “primo raggio” “Ashram” [fuoco che genera, desiderio di bene), Shamballa (forza, violenza, energie), che ha lavorato in collaborazione con un gruppo di “quinto raggio” [gli operatori scientifici]; in prospettiva, attualmente, il suo impiego è presentato con un intento puramente benefico. – B). Come mezzo nelle mani delle Nazioni Unite, apparentemente per far rispettare le forme esteriori della pace, e, quindi, dare il tempo per l’indottrinamento sulla pace e produrre la crescita del benessere. La bomba atomica non appartiene più alle tre nazioni che l’hanno perfezionata e che attualmente ne possiedono i segreti: gli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna ed il Canada. Il suo impiego appartiene alle Nazioni Unite (per tenere sotto minaccia una eventuale azione aggressiva da parte di una qualsiasi Nazione che alza “rabbiosa” la testa). Non ha importanza se in sostanza l’aggressione venga rivolta verso una particolare Nazione o un gruppo di Nazioni o se essa sia diretta contro gruppi politici di una qualche potente organizzazione religiosa, COME LA CHIESA DI ROMA (-maiuscolo redaz.-), che possono divergere dalla linea politica ed attentare al principio secondo il quale tutte le religioni sono ugualmente responsabili e tutte portano gli esseri umani più vicino al Dio dell’Amore” (Ibid., pag. 548). – La minaccia di bombardare il Vaticano era evidente anche nel bombardamento americano su Roma, che Adolf Hitler dichiarava “città aperta”, e nella vicenda della distruzione dell’Abbazia di Monte Cassino (che mostrò quello che gli alleati erano in grado di poter fare alla Chiesa e al Vaticano). – Carlos Vazquez Rangel, Gran Commendatore del Supremo Consiglio dei massoni del Messico, ha pubblicamente confermato i sospetti, già lungamente datati, che Roncalli e Montini non erano i soli “compagni di viaggio” dei massoni. In un’intervista al settimanale politico “Processo” nel 1993, Vazquez ha dichiarato che “tra gli otto isolati che costituiscono lo Stato del Vaticano, funzionano non meno di quattro logge di “rito scozzese”. Molti dei più alti funzionari del Vaticano sono massoni, ed in alcuni Paesi, dove alla Chiesa non è consentito di operare, sono le logge che portano avanti, clandestinamente, gli affari del Vaticano. ” – Vazquez ha sostenuto che lo sforzo per mitigare le sanzioni della “Chiesa” all’adesione massonica, sostenute dal defunto arcivescovo Mendez Arceo di Cuenavaca, anche egli massone, è andato finalmente a buon fine ad opera della sollecita collaborazione di Giovanni XXIII e di Paolo VI, che erano diventati massoni già molti anni prima delle rispettive “usurpazioni” della Cattedra di Pietro”. Lo stesso giorno infatti, a Parigi, il “profano” Angelo Roncalli ed il “profano” Giovanni Montini sono stati avviati ai misteri augusti della Confraternita. È così, quindi, che fu raggiunto l’obiettivo, in occasione del Concilio, sulla base dei principi massonici.” – Nubius (Piccolo Tigre) nella sua infame “Istruzione Permanente dell’Alta Vendita” aveva dichiarato, nel 1846: “Il Papa, chiunque esso sia, non potrà mai venire alle società segrete; spetta alle società segrete, in primo luogo, andare alla Chiesa, in modo da conquistarle insieme. L’opera che abbiamo intrapresa non è il lavoro di un giorno, né di un mese, né di un anno. Può durare molti anni, un secolo forse, ma nelle nostre file il soldato muore e la lotta continua. Noi non intendiamo guadagnare i Papi alla nostra causa, farne dei neofiti dei nostri principî, dei propagatori delle nostre idee. Sarebbe un sogno ridicolo e, in qualsiasi modo si svolgano gli avvenimenti, se per esempio dei Cardinali o dei prelati siano entrati, di loro spontanea volontà o di soppiatto, a parte dei nostri segreti, questo non è nient’affatto un incentivo per desiderare la loro elevazione alla Sede di Pietro. Quella esaltazione ci rovinerebbe. L’ambizione li avrebbe condotti all’apostasia, i bisogni del potere li costringerebbero a sacrificarci. Quello che dobbiamo chiedere, quello che dobbiamo cercare e aspettare, come gli ebrei aspettavano il Messia, è un Papa secondo i nostri bisogni. Alessandro VI, con tutti i suoi delitti privati, non sarebbe stato adatto alla nostra causa, per non aver mai commesso un errore in materia religiosa. Clemente XIV, al contrario, ci si adatta bene, dalla testa ai piedi. Il Borgia [Alessandro VI] era un libertino, un vero sensuale del XVIII secolo, smarritosi nel XV. Ha anatemizzato, nonostante i suoi vizi, tutte le voci dei filosofi e degli increduli, ed a lui si devono gli anatemi con i quali con vigore ha difeso la Chiesa. Al contrario Ganganelli [Clemente XIV] si abbandonò, legandosi mani e piedi, ai ministri dei Borboni, i quali lo resero un timoroso ed un tollerante verso gli increduli, dai quali Ganganelli fu ritenuto un grande Papa. È necessario trovarne quindi un altro dello stesso stampo, se sarà possibile. Con lui, nell’attacco contro la Chiesa, noi potremo marciare con più sicurezza degli opuscoli dei nostri fratelli in Francia, o anche dell’oro d’Inghilterra.”(52). – Il cardinale Siri, un prelato con grande fama di negoziatore e pacificatore tra le parti sociali, evidentemente, si adattava alle esigenze dei muratori “alla lettera”. Poco dopo la sua elezione unanime del 26 ottobre 1958, Siri è stato convinto nel modo più brutale a “farsi da parte”, con una “abdicazione” pontificia forzata, riconosciuta da tutti i presenti essere completamente invalida. Anche i Cardinali massoni avevano votato per lui, per assicurarne l’elezione e l’accettazione della carica, per chiederne poi le dimissioni immediate cinque minuti più tardi, con la minaccia di annientare la Chiesa. Poi nell’offrire una “coesistenza pacifica” tra la Chiesa ed i suoi persecutori, avevano cercato un candidato “di compromesso”, trovando un “papa garante.” Il conclave era stato quindi viziato, e due giorni dopo, il “garante” si è rivelato essere Angelo Roncalli, portavoce dell’ordine del giorno massonico, per cui è stato posto dalle forze dell’Anticristo a capo della Chiesa, ma non come Papa, bensì come “anti-Papa”. In questo modo essi speravano di perpetuare la morsa mortale sulle strutture della Chiesa, con un susseguirsi di capi-figurativi deviati, privi della guida dello Spirito Santo. E solo con il soggiogare un “vero Papa”, sconosciuto al mondo esterno, e con il “sostituirlo” con un falso pastore, i massoni potevano arrivare alla realizzazione piena e totale del loro obiettivo! Il vero Papa, che invano aveva sperato di evitare una catastrofe per la Chiesa, declinando l’assunzione pubblica del legittimo Ufficio, ha permesso invece qualcosa di molto peggio. Finché ha vissuto, la sua stessa esistenza ha impedito l’elezione di un altro vero Papa. Egli è stato deriso con la ripetizione della sua elezione, ancora una volta soppressa in 3 “conclavi” successivi! – Il “garante” Roncalli ha aperto così la strada al “demolitore” Montini [“la ruspa”, -n.d.t.-], che era caduto in disgrazia e rimandato a Milano, senza il cappello rosso cardinalizio, da Papa Pio XII nel 1954. Il motivo della sua estromissione fu riportata in “Il Borghese” e in “SI SI NO NO”: egli era un alleato di Stalin e Togliatti; Montini fu scoperto mentre trasmetteva ai sovietici informazioni riguardanti i nomi dei Vescovi segretamente inviati in Europa orientale ed in Russia per servire la “Chiesa del silenzio”, causandone l’arresto, la deportazione ed in alcuni casi finanche la morte. Il “traditore” Montini avrebbe poi tentato di “ratificare ufficialmente” ed “imporre” i documenti eretici del Concilio Vaticano II ai fedeli, come sarebbe stato possibile solo da parte di un anti-Papa. – La maggior parte cattolici di oggi, semplicemente non può capire perché, o come un tale crimine possa essere stato perpetrato con successo in modo quasi impercettibile dal mondo esterno, con la partecipazione attiva degli “alti principi” della Chiesa, nell’arco di una generazione, come sostenuto dalla “Tesi Siri”. Sicuramente un tale lungo, estenuante complotto, sarebbe ben al di là delle capacità del più malvagio tra gli uomini. Ma 130 anni fa, Papa Pio IX ha spiegato che: “Se si prende in considerazione l’enorme sviluppo che … le società segrete hanno raggiunto, il perseverante vigore durante ampi lassi di tempo, la loro furiosa aggressività, la tenacia con la quale i loro membri si aggrappano alla associazione e per i falsi principi che professa, la perseverante cooperazione reciproca di tanti diversi tipi di uomini nella promozione del male, non si può certo negare che l’ARCHITETTO SUPREMO di queste associazioni (visto che la causa deve essere proporzionale all’effetto) non può essere altro che “colui” che negli Scritti Sacri è definito come il “principe del mondo”, e cioè satana in persona, che anche con la sua collaborazione fisica, dirige ed ispira almeno i leader di questi organismi a cooperare materialmente con loro”. (“Acta Sancta Sedis”, v. 1, p. 293, 13 luglio 1865). – Denis Fahey, nella prefazione alla nuova edizione riveduta di: DillonThe War of Antichrist With The Church And Christian Civilization”, 1885, reintitolata “Grand Orient Freemasonry Unmasked As The Secret Power Behind Communism”, [frammassoneria smascherata come potere segreto legata al comunismo]; Christian Book Club, Palmdale, CA, states, dichiara:

Massoneria e nazione ebraica

   In una nota a pagina 20 dell’edizione originale, mons. Dillon ritorna sulla questione della direzione della Massoneria, di cui aveva già parlato nella sua prefazione. Egli ci dice: “Il collegamento ebraico con la Massoneria moderna è un dato di fatto ovunque manifesto nella sua storia: le formule ebraiche impiegate dalla massoneria, le tradizioni ebraiche che improntano il suo cerimoniale, conducono ad una origine ebraica, o quantomeno al lavoro di pianificatori ebrei. … Chissà, che dietro l’ateismo ed il desiderio di guadagno che li spinge a sollecitare i “cristiani” a perseguitare la Chiesa e a distruggerla, non si trovi la speranza recondita di ricostruire il loro tempio, e nelle profondità più oscure di queste trame societarie, non si nasconda una società ancora più profonda, che mira ad un ritorno alla terra di Giuda per la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme? “. – Queste osservazioni possono fornire il punto di partenza per un esame di tutta la questione inerente alle società segrete e alla loro azione, studiandole alla luce delle Encicliche dei Sommi Pontefici, e della storia. (53). 

* Nota importante :

Fr. Khoat, il provvidenziale sacerdote che ha incontrato”il cardinale Siri” (cioè Papa GregorioXVII) nel 1988 d.C.), -il 20 maggio del 2006, Festa del Corpus Christi, per il 100° anniversario della nascita di “Siri”, ha pubblicamente annunciato (video registrato su nastro)che Papa GregorioXVII ha proceduto alla nomina dei Cardinali “prima della sua “misteriosa morte, avvenuta il 2 maggio 1989 d.C.”. P.Khoat ha chiarito che “ci sono oggi(si era allora, come detto, nel maggio 2006 d.C.) “veriCardinali”che sono stati nominati da Papa GregorioXVII ancora in vita(“la Chiesa sotterranea”).

“La scelta del vero Papa, secondo i profeti, sarà: a) quasi miracolosa; b) immediatamente successiva ad una terribile guerra ed a rivoluzioni; c) fatta da Cardinali “elettori” che si riuniranno tra molte difficoltà; d) sarà (come alcuni profeti annunciano) protetta dall’intervento dei Santi Pietro e Paolo e degli Angeli…”. [fr.Culleton, “The Prophets and Our Times”,1941A.D. (con Imprimatur)].

NOTE

1 The Next Pope, The American Weekly, March 17, 1957, p. 21.

2 The Year of Three Popes, p. 142.

3 Runaway Church, Seabury, 1975. p. 10.

4 Cardinal Siri: The Man Who Could Have Been Pope, Our Sunday Visitor, May 21, 1989, p. 17.

5 The Popes In The Twentieth Century, Carlo Falconi, Little, Brown & Co., Boston, 1965. p. 308.

6 Pope John XXIII; His Life and Character, by Rev. Paul C. Perrotta, O.P., 1959, pp. 135-139.

7 Catholic Encyclopedia, v. 1, 1907, p. 32.

8 Exerpt from the French Newsletter, Introibo, No. 61, July-August- September, 1988, Association Noel Pinot, Angers, France, p. 3.

9 The Hidden, But Victorious Way Of The Free-Masonry, Rev. Fr. Henri Mouraux.

10 La Popessa, Paul I. Murphy and R. Rene Arlington, 1983, pp. 332- 333.

11 L’oecumenisme vu par un Franc Macon de Tradition, Yves Marsaudon, 1964, Paris, p. 26.

12 ibid., p. 15, 16.

13 John XXIII Comes To The Vatican, by Rev. Francis X. Murphy, C.SS.R., 1959, p. 139.

14 I Will Be Called John, Lawrence Elliott, 1973, pp. 90-92.

15 The Pope: Could He Be Cardinal Siri?, by Louis Hubert Remy, translated into English by Mrs. Heidi Hagen. L’originale, in francese, è pubblicato in SOUS LA BANNIERE No. 06 LUGLIO-AGOSTO 1986, Vailly-sur-Sauldre, France.

16 Excerpt from the French Newsletter, Introibo, No. 61, July-August- September, 1988, Association Noel Pinot, Angers, France, p. 3.

17 The Hidden, But Victorious Way Of The Free-Masonry, Rev. Fr. Henri Mouraux.

18 In God’s Name, p. 161-162.

19 ibid., p. 177.

20 A Thief In The Night, John Cornwell, Simon & Schuster, New York. 1989. p. 330

21 ibid., p. 242

22 ibid., p. 255.

23 The Hidden, But Victorious Way Of The Free-Masonry, Rev. Fr. Henri Mouraux.

24 Catholic Prophecy, The Coming Chastisement, 1970, TAN Books, p. 20.

25 The Broken Cross, The Hidden Hand in the Vatican, Veritas Publishing Company, Pt. Ltd., Australia, 1984, pp. 169, 170.

26 Focus Newsletter, May 1987, v. 1., no. 1., Michael A. Hoffman, Wiswell Ruffin House, Dresden, NY.

27 The Broken Cross, The Hidden Hand in the Vatican, Vertas Publishing Company Pt. Ltd., Australia, 1984, p. 171.

28 Christian Married Love, Edited with an Introduction by Raymond Dennehy, Ignatius Press, 1981, p. 101.

29 Time Magazine, October 30, 1978, p. 87.

30 The Broken Cross, The Hidden Hand in the Vatican, Veritas Publishing Company Pt. Ltd., Australia, 1984, p. 172.

31 Catholic Counter-Reformation #1874, pp. 509-510.

32 In God’s Name, Yallop, p. 319.

33 In God’s Name, Yallop, p. 264-265.

34 Catholic Counter-Reformation #1874, pp. 509-510.

35 The Question of the St. Michael’s Prayer, Fillip Q. Dictioneri, D.A.

36 The Life of Anne Catherine Emmerich, Very Rev. Carl E. Schmoeger, C.SS.R., v. ii, p. 346.

37 ibid., pages 349-350.

38 ibid., p. 130.

39 ibid, p. 298.

40 ibid., pp. 292-293.

41 ibid., p. 281.

42 ibid., p. 85.

43 ibid., p. 35.

44 ibid., pp. 329-330.

45 ibid., pp. 343-344.

46 Quote from Katarina Emmerich from The prophets and Our Times by Rev. R. Gerald Culleton, 1941, p. 207.

47 Une Fois Encore, Par. #7; 6 January 1907.

48 Catholic Prophecy, The Coming Chastisement, Yves Dupont, 1970, TAN Books, p. 22.

49 Prophecies and Portents For Our Times, Yves Dupont, p. 12.

50 Protocols of the Learned Elders of Zion, Sergei Nilus, 1905. Protocol #17.

51 The Masonic Plan to Suppress the Papacy as Admitted by the Freemasons Themselves, Exile of the Pope Elect; Part VIII, Gary Giuffre

52 The War of Antichrist With The Church And Christian Civilization, by Msgr. George F. Dillon, 1885, re-titled as Grand Orient Freemasonry Unmasked As The Secret Power Behind Communism, Britons Publishing Company, London. 1965. pp. 90-91. Catholic Counter-Reformation. #1874, pp. 509-510.

53 The War of Antichrist With The Church And Christian Civilization, by Msgr. George F. Dillon, 1885, re-titled as Grand Orient Freemasonry Unmasked As The Secret Power Behind Communism, Christian Book Club, Palmdale, CA.

 

NOTA: la “Tesi Siri” può essere copiata e distribuita interamente, purché non venga alterata in alcuna sua part

N.B. le note del traduttore sono indicate con [- n.d.t.-].

Copyright to The Siri Thesis is retained by William G. von Peters, Ph.D. Prior Copyright to source documents, newsletters, etc., provided by Gary Giuffre’ remains with him.

 

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE IN CIELO

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ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE IN CIELO

L’Assunzione della Madonna è una delle solennità liturgiche più ricche di gioia. “Gaudent Angeli! Gaudete, quia cum Christo regnat!” (Si rallegrano gli Angeli! Rallegratevi anche voi, perché regna con Cristo!). – La Chiesa del cielo e quella della terra si uniscono alla felicità infinita di Dio, che incorona sua Madre e cantano con amore la gioia verginale di Colei, che si introduce per tutta l’eternità nella gioia del suo Figlio e Angeli e Santi si affrettano ad acclamarla Regina, mentre la terra gioisce, per aver dato al Cielo la sua gemma più bella. – Glorificazione dell’anima di Maria. – Questo è il giorno natalizio di Maria, quello in cui si celebrano ad un tempo il trionfo della sua anima e quello del suo corpo. Consideriamo prima la glorificazione dello spirito, meno notata, perché comune a tutti i Santi. Il raggiungimento della visione beatifica da parte dell’anima di Maria è cosa di tanto splendore e di tanta ricchezza che riverbera una luce inimitabile sulle nostre più alte speranze. – Non ci è possibile immaginare la bellezza di questa suprema rivelazione in cui lo sguardo già così puro e penetrante, della creatura più perfetta si aprì repentinamente davanti ad un abisso di infinita Bontà, ma, con l’aiuto della grazia divina, tentiamo di levare i nostri pensieri verso la cima, sulla quale si compie questa meraviglia che i nostri occhi non distinguono ancora. – Veramente si tratta di una cima: è il punto di arrivo di un’ascensione continua e perseverante, perchè, piena di grazia nel momento della Concezione, l’Immacolata continuò quaggiù a crescere davanti a Dio. L’Annunciazione, il Natale, il Calvario, la Pentecoste hanno segnato le tappe di questo progresso meraviglioso e ad ogni tappa l’amore verginale e materno si è accresciuto e arricchito, tendendo ad una altezza che nessuna creatura potrà mai raggiungere. La luce di gloria che investe d’improvviso l’anima di Maria e le rivela le grandezze del Figlio in tutta la loro magnificenza e la sua dignità materna, supera di molto la gloria di tutti gli Angeli e di tutti i Santi, perchè, dopo la santa Umanità di Cristo, stabilita alla destra del Padre nel santuario della Divinità, nulla possiede il mondo più perfetto di quest’anima materna irradiante purezza, bellezza, tenerezza e gioia: Beata Mater! – Lascerà ancora questo raggiungimento trionfale della felicità suprema qualche possibilità di sviluppo all’anima di Maria? Per sé no, perchè ormai tutto in lei è perfetto e nell’eternità non si cresce nella perfezione. Aperta in modo totale sugli splendori del Verbo, suo Figlio, l’anima di Maria soddisfa ormai perfettamente tutte le esigenze della sua vocazione sublime. È lo stato d’anima di una perfetta Madre di Dio. – Ma Maria ebbe un figlio solo. Gesù. Madre di Dio Salvatore, è Madre altresì di tutti coloro, che attingeranno alla sorgente della Salvezza, e la sua Maternità di grazia si estenderà fino alla fine del mondo. Nella luce beatifica, l’anima di Maria vede tutti i suoi figli e tutti i disegni di Dio su ciascuno di essi e, con un fiat di amore, consente e partecipa all’universale Provvidenza, in cui Dio la chiama ad avere un posto di intercessione, che non conosce limiti. Maria si unisce così al Sacerdote Sommo, che intercede per noi incessantemente la misericordia del Padre e la sua preghiera ottiene per la Chiesa, della quale è il tipo ideale, una Assunzione permanente fino a quando la pienezza del Corpo mistico sarà raggiunta in modo definitivo. L’anima di Maria, nell’attesa di questa apoteosi, meglio di qualsiasi altro santo, « impegna il suo Paradiso a fare del bene sulla terra ». Sia allora libero lo slancio della nostra gioia, uniamo alla confidenza la gratitudine, lodiamo degnamente la nostra Avvocata, la Mediatrice, la Madre, che prende il suo posto di Regina, presso il trono dell’Agnello. – Fede della Chiesa nell’Assunzione di Maria. – L’origine di questa fede non ha una data precisa, ma da molti secoli la Chiesa afferma che il corpo di Maria è in Cielo unito all’anima sua gloriosa e questo privilegio del corpo di Maria è l’elemento distintivo del mistero dell’Assunzione. Il Sommo Pontefice Pio XII, il primo novembre del 1950, compiendo il voto unanime di vescovi e fedeli, proclamò solennemente come « dogma rivelato che Maria, l’Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine, al termine della sua vita terrena, fu elevata, anima e corpo, alla gloria del cielo » (Bolla dogmatica Munificentissimus Deus). – La definizione non dice se Maria passò, vivente, dalla terra al Cielo, o se, come il Figlio, subì la morte e risuscitò, prima di entrare nella gloria. Il privilegio insigne dell’Immacolato Concepimento, la Verginità e la Santità perfetta potevano certo rendere Maria immortale, ma la Madre del Salvatore, che imitò sempre fedelmente il Figlio, volle senza dubbio seguirlo fino al sepolcro, perchè doveva, come Lui, e come tutti noi nell’ultimo giorno, trionfare pienamente con una Risurrezione gloriosa, sul peccato e sulla morte.

Leggende.

Leggende apocrife, diffuse verso la fine del IV secolo, hanno volgarizzato narrazioni spettacolari, meravigliose e spesso incoerenti, sulla morte di Maria e sul trasporto del suo Corpo in Paradiso. – Gli Apostoli, riuniti prodigiosamente presso la Madre del Salvatore, avrebbero assistito alla sua morte e ai suoi funerali. San Tommaso, giunto troppo tardi, avrebbe voluto la riapertura della tomba, il che permise di costatare che il Corpo verginale era stato portato in luogo noto a Dio soltanto. La nostra fede e la nostra certezza teologica non devono accettare questi documenti senza valore, nati forse fra comunità eretiche. Predicazione e insegnamento pastorale devono fare a meno di seguire queste maldestre imitazioni del racconto evangelico della Risurrezione del Signore. Queste leggende non hanno dato origine alla fede della Chiesa nella Assunzione, ma hanno anzi ritardata di parecchi secoli la perfetta unanimità di essa. Il pensiero cristiano dovette prima sbarazzarsi della dannosa loro influenza, per poter giungere a discernere bene i motivi veri, che portano a considerare l’Assunzione corporea di Maria una verità di fede.

La fede unanime.

Quale motivo permise dunque al Sommo Pontefice di definire dogma di fede l’Assunzione ? Lo dichiara la Bolla pontificia con precisione: il consenso unanime dei Vescovi e delle Chiese oggi in comunione con la Sede Apostolica. Questa convinzione universale dei Pastori e dei fedeli non sarebbe mai stata possibile, se l’oggetto di essa non fosse in qualche modo contenuto nella Rivelazione.

Prove scritturali.

Dove troviamo la verità dell’Assunzione nella rivelazione cristiana? Nei documenti della Chiesa primitiva non abbiamo traccia di una tradizione orale di origine apostolica. Forse appena vi allude l’Apocalisse indirettamente, quando descrive la Chiesa in questi termini: « Apparve in Cielo un segno grande: una donna vestita di sole, la luna ai suoi piedi e sulla sua testa una corona di dodici stelle» (Apoc. 12, i). Tipo e modello perfetto della Chiesa è Maria, la Madre di Dio e può essere che qui san Giovanni abbia fatto una indiretta allusione alla presenza di Maria in Cielo. E invece certo che i Libri sacri attribuiscono a Maria titoli e funzioni provvidenziali, che nel loro insieme esigono, come normale coronamento, il privilegio dell’Assunzione corporale. Dando un senso mariano al Versetto del Genesi, noto con il nome di Protoevangelo : « Stabilirò inimicizia fra te e la donna, fra la sua generazione e la tua, essa ti schiaccerà il capo », la tradizione cristiana espressa autenticamente nella Bolla dogmatica Inefabilis, vide in questa sentenza divina l’annuncio di un trionfo perfetto di Cristo e della sua Madre sul peccato e tutte le conseguenze di esso. Pio IX si era appoggiato a questo testo, per definire l’Immacolata Concezione e non è impossibile vedere in questo testo anche una rivelazione implicita di un trionfo perfetto sulla morte. – Checché si pensi di questo testo misterioso, il Vangelo associa sempre Maria agli atti essenziali della Redenzione e specialmente al Sacrificio della Croce e come si potrebbe credere che non sia più corporalmente unita al Figlio nell’esercizio del suo attuale sacerdozio celeste? Il Vangelo dichiara inoltre Maria « piena di grazia », « benedetta fra tutte le donne » e soprattutto « Madre del Signore » e tanti titoli costituiscono, come vedremo, una rivelazione implicita della glorificazione immediata della sua anima e del suo corpo.

La mancanza di reliquie.

Tuttavia riconosciamo che i primi secoli cristiani non conobbero in modo positivo e preciso l’Assunzione di Maria. Dobbiamo tener presente un fatto importante: in nessun luogo fu mai rivendicato il Corpo della Santa Vergine, nè mai furono cercati i resti e, in epoca in cui le reliquie dei santi erano molto onorate, ciò diventa un indice importante. Sembrerebbe che fin da quei tempi lontani si pensasse che il Corpo di Maria non poteva essere sulla terra. Sant’Epifanio, morto nel 377, dopo aver vissuto molto tempo in Palestina, confessa la sua ignoranza riguardo alla morte e al sepolcro di Maria, ma neppure una riga del suo scritto insinua che i resti mortali della Vergine sarebbero conservati quaggiù. Egli mette solo in dubbio i racconti fantasiosi che cominciano a diffondersi e si chiede se Maria è morta e se è morta martire e risponde che a queste domande non si può dare una risposta e, senza affermare l’Assunzione, pare tuttavia non ne faccia oggetto delle sue prudenti riserve. – Il pensiero cristiano, all’inizio del secolo V, l’epoca del Concilio di Efeso, particolarmente interessato alla dottrina mariana, affronta il problema della sorte riservata al Corpo di Maria e afferma che i racconti apocrifi interpretano in modo sconveniente e ridicolo una verità, che si impone da sè alle anime illuminate dalla fede: il Corpo di Maria non si è corrotto nella tomba: Dio lo ha miracolosamente portato in Paradiso.

Origine della Festa dell’Assunzione.

Le sole liturgie siriaca ed egiziana, attingono in quell’epoca ai racconti leggendari per le loro descrizioni della dormitio di Maria. – Gerusalemme ha dal 450 la sua festa annuale della Madre di Dio fissata al 15 agosto, ma per due secoli l’ufficio non accenna all’Assunzione. – Agli inizi del secolo vii la festa della Dormitio è istituita a Bisanzio, con decreto dell’Imperatore Maurizio, e presto, forse sotto l’influenza degli apocrifi, ma soprattutto per il senso profondo, che la Chiesa possiede delle verità della fede, oggetto principale della festa diventa l’ingresso del Corpo di Maria nella gloria. La festa dell’Assunzione è introdotta a Roma verso l’anno 650 e nella stessa epoca, forse anche alquanto prima, come in Gallia per la dipendenza di san Gregorio di Tours dagli apocrifi, l’Assunzione diviene oggetto di una commemorazione solenne fatta prima il 18 gennaio e più tardi il 15 agosto.

La festa a Roma.

Per la dottrina affermata, la celebrazione della festa dell’Assunzione costituiva per la Chiesa Romana un fatto di importanza capitale e, cosa ancor più degna di nota, Roma accettava la fede nell’Assunzione, senza aderire alle leggende. La sua liturgia ha una sola allusione all’Assunzione, ma è di una precisione mirabile e porta tutto il problema al suo vero centro. È la celebre orazione “Veneranda nobis”, che si recitava quando partiva la processione, che precedeva la Messa. – « Signore, dobbiamo venerare la festa di questo giorno nel quale la Santa Madre di Dio fu sottomessa alla morte temporale. Ella tuttavia non potè essere trattenuta dai legami della morte, avendo generato nella sua propria sostanza il vostro Figlio incarnato, nostro Signore». – Non si poteva essere insieme più sobrii, più completi e più precisi. La fede nella morte, nella Risurrezione e nell’Assunzione di Maria è affermata nettamente ed è messo in evidenza il motivo fondamentale di questa fede: la Maternità divina o, meglio, il fatto che la carne di Cristo, Verbo Incarnato, è stata presa da Maria. Questo gioiello della liturgia mariana data per lo meno dal secolo vili, cioè dal tempo in cui, in Oriente, sant’Andrea, vescovo di Creta dal 711 al 720, predicando un triduo sulla Dormitio della Madonna, esponeva il dogma dell’Assunzione su basi puramente dottrinali e indipendenti da tradizioni apocrife. – San Germano di Costantinopoli e san Giovanni Damasceno, sebbene meno prudenti e riservati, riallacciano essi pure l’Assunzione alle sue sorgenti autentiche ed è necessario citare qualche passo delle loro ammirabili omelie.

Discorso di san Germano.

« Come avresti potuto essere concepita e poi svanire in polvere, esclama san Germano, Tu che, per la carne che desti al Figlio di Dio liberasti il genere umano dalla corruzione della morte?…» Era mai possibile che il vaso del tuo Corpo, che fu pieno di Dio, se ne andasse in polvere, come qualsiasi carne? Colui, che si è annientato in Te, è Dio fin dal principio e perciò vita, che precedette i secoli, ed era necessario che la Madre della Vita abitasse insieme con la Vita e cioè che si addormentasse per un istante nella morte, per assomigliare a Lui e che poi il passaggio di questa Madre della Vita fosse come un risveglio. » Un figlio prediletto desidera la presenza della madre e la madre, a sua volta, aspira a vivere col figlio. Era giusto perciò che salissi al Figlio tu che ardevi nel cuore di amore per Dio, frutto del tuo seno; era giusto ancora che Dio, nell’affetto filiale che portava alla Madre sua, la chiamasse presso di sè a vivere nella sua intimità » (Primo discorso sulla Dormitio P. G. 98; 345, 348). – In un secondo discorso ritorna sullo stesso argomento in termini ancora più precisi: « Tu avevi da te stessa la tua lode, perché tu sei la Madre di Dio… Per questo bisognava che il tuo Corpo, un corpo che aveva portato Dio, non fosse abbandonato in preda alla corruzione e alla morte» (Secondo Discorso, col. 357). – D’ora in poi queste considerazioni nutriranno tutti i discorsi sulla Dormitio e sull’Assunzione della Madonna. Il padre Terrien scrive : « I discorsi di san Giovanni Damasceno sulla preziosa morte e Assunzione di Maria sono un inno perpetuo, che egli canta in onore della Vergine benedetta, e in esso richiama tutti i privilegi, tutte le grazie, tutti i tesori, dei quali fu prodigiosamente arricchita dal cielo, e tutti li riallaccia alla Maternità divina come raggi al loro centro » (Mère de Dieu, t. II, pp. 371-372). – L’oriente è ormai conquistato alla fede tradizionale nell’Assunzione di Maria e il suo pensiero non subirà più sbandamenti.

La fede in Occidente.

In occidente appaiono difficoltà. Il popolo cristiano, docile agli insegnamenti della liturgia, aderisce, nel suo complesso, senza riserve alla dottrina dell’Assunzione, ma i teologi, per lo meno nella Gallia, restano esitanti e temono gli apocrifi. Essi non negano l’Assunzione, ma non vogliono impegnarvi la fede della Chiesa e ai tempi di Carlomagno (verso l’anno 800) un concilio capitolare di Aix-la-Chapelle omette l’Assunzione nell’elenco delle feste della Madonna, riservandosi di esaminare, se possa essere conservata e sarà data una risposta affermativa solo nel 813, al concilio di Magonza. – La crisi aumenta nel secolo IX. La notizia sull’Assunzione, che abbiamo nel Martirologio di Adone, lascia di proposito nel dubbio la questione dell’Assunzione corporale e rigetta i dati frivoli ed apocrifi, che sono stati diffusi in argomento. Nella stessa epoca l’abate di Gorbia, Pascasio Radberto rivolge a dei religiosi un lungo sermone: “Cogitis me”, nel quale ha l’abilità di farsi credere san Gerolamo e, mentre con parole commoventi celebra la morte della Madonna [Il responsorio “Ascendit Chrlstus” e l’antifona “Hodie gloriosa Virgo caelos ascendit” sembrano tolte dal sermone “Cogitis me”, e tuttavia è certo che Pascasio Radberto non ha riprodotto, nè commentato queste parti liturgiche. Sarebbero allora anteriori all’anno 850? Il Pascasio stesso afferma che egli riporta testi liturgici precedenti.], comincia mettendo in guardia sul racconto del Passaggio di Maria dalla terra al cielo. A suo modo di pensare, non si sa nulla sulla sorte riservata al Corpo di Maria. È una reazione certo esagerata, ma dal fondo sano, alla troppo facile credulità verso gli apocrifi, allora in voga nella Gallia, (la liturgia gallicana aveva preso molto da tali scritti). Il lato più curioso di questo episodio è che il sermone “Cogitis Me”, sotto il nome di san Gerolamo, passò presto nelle lezioni del Breviario lungo l’ottava dell’Assunzione e ci volle la riforma di San Pio V, per eliminare dal Breviario un testo, che si allontanava dalla dottrina comune della Chiesa in un punto molto importante. – Nei due secoli che seguirono l’apparizione del “Cogitis me”, gli spiriti furono esitanti e San Bernardo, ad esempio, non afferma mai espressamente l’Assunzione corporale di Maria, sebbene non vi sia indizio che l’insieme del clero e del fedeli abbia condiviso gli scrupoli degli eruditi. La liturgia romana, in uso in tutto l’occidente, celebrava l’Assunzione di Maria, e, per il popolo cristiano, si trattava di Assunzione corporale, sicché la Colletta Veneranda affermava sempre chiaramente la fede comune, senza vincolarla ai documenti apocrifi.

Lo pseudo Agostino.

Sul finire del secolo X, o all’inizio dell’ XI, ebbe un influsso decisivo sul pensiero teologico un nuovo libro sull’Assunzione, il cui autore è ancora ignoto, anche se fu molto presto attribuito a S. Agostino. – Non si trattava di riabilitare le leggende apocrife, ormai squalificate, ma di poggiare la verità dell’Assunzione di Maria su basi scritturali e dottrinali sicure e questo piccolo trattato sull’Assunzione è un capolavoro di chiarezza e di profondità. Procede con metodo scolastico, con ordine, senza digressioni e l’esposizione, in apparenza austera, è animata da sana e solida devozione mariana, tanto da rivelare la mano di un grande maestro e di un uomo di fede. E il miglior trattato sull’Assunzione che possieda la tradizione cristiana e bisogna citarne almeno le ultime righe. – « Nessuno nega che Cristo potè concedere a Maria questo privilegio (l’Assunzione corporale). Se Egli lo potè, lo volle, perché vuole tutto quello che è giusto e conveniente. Pare dunque che si possa, con ragione, concludere che Maria godette nel corpo, come nell’anima, una felicità inenarrabile nel Figlio e con il Figlio; che sfuggì alla corruzione della morte Colei la cui integrità verginale fu consacrata, dando alla luce un Figlio così grande. Vive tutta intera Colei dalla quale noi abbiamo la vita perfetta, è con Colui che portò nel suo seno, presso Colui che concepì, generò, nutrì della sua carne. – Madre di Dio, nutrice di Dio, domestica di Dio, compagna inseparabile di Dio. Io non ho la presunzione di parlare di lei in modo diverso, perchè non oso pensare in modo diverso » (Liber unus de Assumptione Virginis, P. L. XL, col. 1148). – Il trattato, riportando la questione dell’Assunzione corporale di Maria sul vero terreno dogmatico, esercitava un’influenza grandissima sui predicatori e sui teologi e, nel secolo d’oro della Teologia, il consenso era unanime: S. Alberto Magno, san Bonaventura, san Tommaso d’Aquino parlano dell’Assunzione corporale di Maria come di verità accettata da tutta la Chiesa. La causa ormai è vinta. Eruditi umanisti francesi sollevarono qualche dubbio nel secolo XVII, ma non si tratta della negazione del fatto dell’Assunzione, bensì della discussione delle sue basi storiche e, avvelenata da malignità, la battaglia termina presto, per mancanza di combattimenti.

L’Immacolata Concezione e L’Assunzione.

La dottrina dell’Assunzione tornò di attualità dopo la definizione del dogma dell’Immacolato Concepimento di Maria, nel 1854. I due privilegi si sostengono vicendevolmente e si basano su fondamenti comuni e non desta stupore il fatto che, quindici anni dopo, al Concilio Vaticano, un numero considerevole di vescovi indirizzi al Sommo Pontefice una supplica volta ad ottenere la definizione dogmatica dell’Assunzione corporea di Maria. – L’impulso magnifico dato agli studi mariani dal Sommo Pontefice Leone XIII, continuato da san Pio X, sviluppò e consolidò il pensiero cristiano, ma la Santa Sede restava in prudente attesa. San Pio X rispondeva, ad una domanda prematura, che la questione doveva essere ancora studiata lungamente.

L’opera di Pio XII.

Era serbato a Pio XII l’onore di coronare questa lenta penetrazione della verità dogmatica. Agli inizi del suo Pontificato, fissando la festa del Cuore Immacolato di Maria nel giorno ottavo dell’Assunzione, il Sommo Pontefice incoraggiava una devozione, che è condizionata all’attuale esistenza nella gloria del Corpo glorioso della Madonna. Il passo decisivo fu compiuto nel 1946, quando Pio XII inviò a tutti i vescovi del mondo cattolico un questionario sulla fede nell’Assunzione corporale di Maria e sulla opportunità di una definizione. Le risposte furono quasi tutte favorevoli e costituivano una testimonianza moralmente unanime della Chiesa universale in favore della verità dogmatica dell’Assunzione. Il 14 agosto 1950, il Sommo Pontefice annunciava che, per coronare l’anno giubilare, avrebbe solennemente proclamato il dogma mariano e fissava la cerimonia al primo novembre, nella festa di Ognissanti. Pensiero ammirabile, che associava la Chiesa trionfante alla gioia dei cattolici del mondo intero, accorsi in folla, per applaudire al trionfo di Maria. – L’ammirabile continuità nell’attaccamento della Chiesa alla dottrina dell’Assunzione è una delle testimonianze più belle della sua vita collettiva, e degno di nota è il fatto che tale attaccamento fu mantenuto, nelle ore più critiche, nell’affermazione discreta ma equilibrata della Liturgia Romana. Dopo il secolo VII, la Chiesa d’Occidente celebrò sempre l’Assunzione corporale di Maria e tale celebrazione fu lo strumento provvidenziale che fissò sempre maggiormente la luce divina nello spirito dei Pastori e dei fedeli. Cantando nell’allegrezza “Assumpta est Maria in coelum” il loro pensiero correva d’istinto alla gloria totale di Maria. Essi non si ponevano questioni critiche, nè si chiedevano se il trionfo era dell’anima soltanto; essi vedevano levarsi nella gloria Maria, la Madre di Dio, Madre nel suo Corpo e Madre nella sua Anima.

La preghiera di Maria.

Sebbene sgorgati dalle labbra della Vergine nella casa della cugina Elisabetta, i versetti del Magnificat sono, nel loro senso profondo, l’espressione della preghiera abituale di Maria. Raccolte le parole nella Scrittura, se le era applicate, contemplando nel silenzio le meraviglie che Dio operava in Lei e per Lei. – Furono senza dubbio la preghiera di tutta la vita della Santa Vergine e la Chiesa, cantando il Magnificat ogni giorno, in tutte le solennità vi trova sempre un senso nuovo e più profondo. Maria lo ripetè a Nazaret, a Cana, dopo la Risurrezione, sul Monte degli Ulivi, quando Gesù salì al cielo e molti autori spirituali pensano che lo cantasse, nel suo cuore colmo di dolore, il Venerdì santo a sera, mentre discendeva dal Calvario. – Più ancora il Magnificat è la preghiera della Vergine Santa nel giorno in cui Dio colma la misura delle grazie e dei favori verso la Madre del suo Figlio, elevandola corporalmente al cielo e coronandola Regina dell’universo.

Magnificat.

La sua anima, giunta alla pienezza della perfezione e il suo spirito illuminato dalla visione beatifica glorificano il Signore e godono la salvezza data a Lei, più che a tutte le altre creature. – Ricorda che era una piccola creatura, l’ancella del Signore, e che, per sua bontà, senza meriti da parte sua. Egli ha rivolto a Lei i suoi occhi. Ed ecco che tutti i secoli la proclameranno beata e bene lo sappiamo noi, che, interrogando la storia, vediamo le vestigia lasciate dal culto e dall’amore per la Vergine Immacolata; noi che, presenti realmente o presenti attraverso le onde sulla piazza di san Pietro in Roma il mattino della festa di Ognissanti del 1950, abbiamo cantato la Vergine salita al cielo con acclamazioni entusiastiche e interminabili. – Sì, Egli fece in Maria cose grandi, Colui che può tutto e queste cose grandi noi non sapremmo ricordarle tutte, ma in questa festa noi ne vediamo il coronamento nella Assunzione al cielo. E questa felicità non è felicità di Maria soltanto, perchè noi pure esultiamo, non solo perchè sappiamo felice presso Dio la nostra Madre, ma perchè crediamo che un giorno la raggiungeremo, essendo la misericordia divina per tutti coloro che temono il Signore, per coloro che Lo servono con fedeltà. Come è vile il mondo! I grandi, i potenti, coloro che si gonfiavano di orgoglio nella loro potenza, nella loro scienza, nelle loro ricchezze, sono cancellati dalla memoria dei popoli. Erano sazi, non avevano bisogno della salvezza portata dal Messia. La Vergine umilissima, ignorata da tutti, e con lei i discepoli di Gesù sono ora saziati dei beni veri e la loro potenza, la loro felicità sono eterne. – Tutto questo è opera della fedeltà e della tenerezza di Dio al Quale sia onore e gloria nei secoli dei secoli.

PREGHIAMO

O Dio onnipotente ed eterno che hai assunto alla gloria celeste, in corpo ed anima, l’Immacolata Vergine Maria, Madre del tuo Figliolo, concedici di essere sempre protesi verso le cose celesti, onde meritare di essere partecipi della sua gloria.

 

PREGHIERA DI S. S. PIO XII A MARIA SS. ASSUNTA

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini!

1. Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfale in anima e in corpo al cielo, ove siete acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.

2. Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l’umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell’anima vostra nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza; e noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, afinchè apprendiamo, fin da quaggiù a gustare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.

3. Noi confidiamo che le vostre pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angoscie, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le vostre labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che Voi sentiate la voce di Gesù dirvi di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: Ecco il tuo figlio; e noi, che vi invochiamo nostra Madre, noi vi prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

4. Noi abbiamo la vivificante certezza che i vostri occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, alla oppressione dei giusti e dei deboli; e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime, attendiamo dal vostro celeste lume e dalla vostra dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra patria.

5. Noi crediamo infine che nella gloria, ove Voi regnate, vestita di sole e coronata di stelle. Voi siete, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; e noi, da questa terra, ove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guardiamo verso di voi, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza; attraeteci con la soavità della vostra voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria (Pio Pp. XII).

Santità e gloria di Maria

Solo chi conosce la santità di Maria può valutarne la gloria, ma la Sapienza, che ha colmato gli abissi (Prov. 8, 27), non ci rivelò la profondità di questo oceano al cui confronto le virtù dei giusti e le grazie da essi ricevute non sono che un ruscello. L’immensità della grazia e del merito, che costituisce la soprannaturale perfezione della Vergine benedetta, ci porta a concludere che, nella gloria, che consacra la santità degli eletti, deve avere altrettanta superiorità. – Mentre i predestinati si scaglionano nei diversi gradi della celeste gerarchia, la Madre santa di Dio si eleva oltre tutti i cori dei beati (Liturg. della festa) formando da sola un ordine distinto, un cielo nuovo, in cui le armonie angeliche ed umane sono superate. – Dio è in Maria più glorificato, meglio conosciuto e più amato che in tutto l’universo e per questo, secondo l’ordine della Provvidenza creatrice, che subordina il meno perfetto al più perfetto. Maria doveva essere Regina della terra e del cielo.

Il mondo fatto per Cristo e per Maria.

Tenuto presente questo, il mondo esiste per l’Uomo-Dio e per Maria. Il grande teologo Card. Lugo, spiegando le parole dei santi dice: « Come Dio, compiacendosi di tutto creare per il suo Cristo, fece di Lui il fine delle creature, così si può dire che, nell’amore per la Vergine Madre, creò tutto il resto, facendo sì che giustamente meritasse di essere chiamata fine di tutte le cose » (De Lugo, De Incarn. Disput. VII, sect. 2). – Maria, Madre di Dio e sua primogenita (Eccli. 24, 5) aveva titolo e diritto ai beni di Dio e, come sposa, doveva dividerne la corona. « La Vergine gloriosa, dice san Bernardino da Siena, ha tanti sudditi quanti ne ha la Trinità. Tutte le creature, non conta la posizione che hanno nel creato, sono sottomesse alla Vergine: le creature spirituali come gli Angeli, le ragionevoli come l’uomo, le materiali come i corpi celesti o gli elementi, il cielo, la terra, i reprobi, i beati, tutto quanto dipende dalla potenza di Dio. Infatti il Figlio di Dio e della Vergine benedetta, volendo, per così dire, uguagliare in qualche modo all’autorità del Padre quella di sua Madre, si fece, Egli che è Dio, servitore di Maria e, se è esatto dire che tutto, anche la Vergine, obbedisce a Dio, si può rovesciare la proposizione e affermare che tutto, anche Dio, obbedisce alla Vergine » (Disc, per la festa di Maria, c. 6). – Lo Spirito Santo ci dice che il dominio dell’eterna Sapienza comprende cielo, terra e abisso (Eccli. XXIV, 7-11) e tutto questo è appannaggio di Maria nel giorno della sua incoronazione e, come la Sapienza divina. Maria può glorificarsi in Dio (ibid. 1). Colui, del Quale cantò un giorno la magnificenza, oggi esalta la sua umiltà (Lc. I, 46-55). La Beata per eccellenza (ibid. 48) è ora l’onore del suo popolo, l’ammirazione dei santi, la gloria degli eserciti dell’Altissimo (Eccli. XXIV, 1-4). Nella sua bellezza, vada con lo Sposo alla vittoria (Sal. XLIV, 4-6) e trionfi dei cuori dei potenti e degli umili (Eccli. XXIV, 11). La consegna dello scettro del mondo nelle sue mani non è solo onore, ma realtà e, infatti, da quella consegna. Maria comanda e combatte, protegge la Chiesa, ne difende il Capo, tien salde le schiere delle sacre milizie, suscita i santi, dirige gli Apostoli, illumina i dottori, stermina l’eresia, ricalpesta l’inferno.

Regina e Madre.

Salutiamo la nostra Regina, cantiamo le sue imprese, siamo docili al suo comando, soprattutto amiamola e conidiamo nel suo amore. Non abbiamo paura che, per le sollecitudini enormi che richiede la diffusione del regno di Dio, dimentichi la nostra piccolezza e le nostre miserie: nulla a Lei sfugge di quello che avviene nel più oscuro ridotto sul più lontano confine del suo immenso dominio. – Dal suo titolo, in effetto di causa universale, al di sotto di Dio, a buon diritto si deduce l’universalità della sua provvidenza; e i maestri di dottrina (Suarez, 3.a Pars, qu. XXXVII, art. 4; Disp. XXI, sez. 3.a) ci presentano Maria associata nella gloria alla scienza detta di visione, per la quale tutto ciò che è, fu e sarà davanti a Dio è presente. La sua carità non ha imperfezioni e, come il suo amore per Dio sorpassa quello di tutti gli eletti, la tenerezza di cui circonda il più piccolo, il più dimenticato e derelitto figlio di Dio, che è anche suo figlio, supera l’amore di tutte le madri concentrato sopra un figlio solo. Ci previene con le sue sollecitudini, ascolta in qualsiasi momento le umili preghiere, ci segue nelle colpevoli fughe, sostiene nelle debolezze, compatisce nei malanni del corpo e dell’anima, largisce le grazie delle quali è tesoriera. Con le parole di uno dei suoi grandi servi, diciamole dunque:

Preghiera.

O santissima Madre di Dio, che abbellisci la terra e il cielo, tu, lasciando la terra non hai abbandonato gli uomini e, se quando eri quaggiù vivevi in cielo, ora che sei in cielo dimori con noi. Veramente felici quelli che ti contemplarono e vissero con la Madre della vita! Ma, come Tu abitavi in carne con gli uomini dei primi tempi, ora abiti spiritualmente con noi. Noi ascoltiamo la tua voce, la voce di noi tutti giunge alle tue orecchie e la protezione continua con cui ci segui è prova della tua presenza. Tu ci visiti, il tuo occhio è su ciascuno di noi e, se anche non possiamo vederti, Tu sei in mezzo a noi e Ti mostri in modi diversi a chi è degno di vederti. La tua carne, uscita dal sepolcro, non arresta la immateriale potenza, l’attività purissima dell’anima tua, che, inseparabilmente unita allo Spirito Santo, si fa sentire dove vuole (Gv. III, 8). Ricevi, o Madre di Dio, l’omaggio riconoscente della nostra allegrezza e parla dei tuoi figli a Colui, che Ti ha glorificata e, con la sua potenza divina, Egli accoglierà qualsiasi tua domanda. Sia egli benedetto nei secoli (S. Germano di Costantinopoli: Sulla Dormitio 1).

[da: P. Guéranger; l’anno liturgico, vol. II].

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Con tali premesse, è naturale rileggere con attenzione la lettera enciclica del Santo Padre S.S. Pio XII “Munificentissimus Deus”, con la quale si ufficializzava il dogma mariano dell’Assunzione, lettera che risplende per: devozione e pietà mariana, scienza sacra, e autorità magisteriale.

PioXII-tiara

 

ENCICLICA

“MUNIFICENTISSIMUS DEUS”

DI S. S. PIO XII

“SULL’ASSUNZIONE DI MARIA AL CIELO IN ANIMA E CORPO”

AI VENERABILI FRATELLI, PATRIARCHI,

PRIMATI, ARCIVESCOVI, VESCOVI

E AGLI ALTRI ORDINARI

AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE

PACE E COMUNIONE

PIO PP. XII

SERVO DEI SERVI DI DIO

VENERABILI FRATELLI, SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE

Pio Vescovo, servo dei servi di Dio a perenne memoria

Munificentissimus Deus, qui omnia potest, cuiusque providentiae consilium sapientia et amore constat, arcano suae mentis proposito populorum singulorumque hominum dolores intersertis temperat gaudiis, ut, diversis rationibus diversisque modis, ipsum diligentibus omnia cooperentur in bonum (cfr. Rom. VIII, 28)” ….

Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza sono fatte di sapienza e d’amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo amano (cf. Rm 8,28). – Il Nostro pontificato, come anche l’età presente, è assillato da tante cure, preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l’aberrazione di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che, mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è stimolo e auspicio di una vita migliore e più santa. – Per cui, mentre la santissima Vergine compie amorosissimamente l’ufficio di madre verso i redenti dal sangue di Cristo, la mente e il cuore dei figli sono stimolati con maggiore impegno a una più amorosa contemplazione dei suoi privilegi. – Dio, infatti, che da tutta l’eternità guarda Maria vergine, con particolare pienissima compiacenza, “quando venne la pienezza del tempo” (Gal IV,4), attuò il disegno della sua provvidenza in tal modo che risplendessero in perfetta armonia i privilegi e le prerogative che con somma liberalità ha riversato su di Lei. Che se questa somma liberalità e piena armonia di grazie dalla Chiesa furono sempre riconosciute e sempre meglio penetrate nel corso dei secoli, nel nostro tempo è stato posto senza dubbio in maggior luce il privilegio della corporea Assunzione al cielo della Vergine Madre di Dio Maria. – Questo privilegio risplendette di nuovo fulgore fin da quando il nostro predecessore Pio IX, d’immortale memoria, definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione dell’augusta Madre di Dio. Questi due privilegi infatti sono strettamente connessi tra loro. Cristo con la sua morte ha vinto il peccato e la morte, e sull’uno e sull’altra riporta vittoria in virtù di Cristo chi è stato rigenerato soprannaturalmente col battesimo. Ma per legge generale Dio non vuole concedere ai giusti il pieno effetto di questa vittoria sulla morte se non quando sarà giunta la fine dei tempi. Perciò anche i corpi dei giusti dopo la morte si dissolvono, e soltanto nell’ultimo giorno si ricongiungeranno ciascuno con la propria anima gloriosa. – Ma da questa legge generale Dio volle esente la beata vergine Maria. Ella per privilegio del tutto singolare ha vinto il peccato con la sua concezione immacolata; perciò non fu soggetta alla legge di restare nella corruzione del sepolcro, ne dovette attendere la redenzione del suo corpo solo alla fine del mondo. Per questo, quando fu solennemente definito che la vergine Madre di Dio Maria fu immune della macchia ereditaria fin dalla sua concezione, i fedeli furono pervasi da una più viva speranza che quanto prima sarebbe stato definito dal supremo Magistero della Chiesa anche il dogma della corporea Assunzione al cielo di Maria Vergine. Infatti si videro non solo singoli fedeli, ma anche rappresentanti di nazioni o di province ecclesiastiche e anzi non pochi padri del concilio Vaticano chiedere con vive istanze all’apostolica sede questa definizione. – In seguito queste petizioni e voti non solo non diminuirono, ma aumentarono di giorno in giorno per numero ed insistenza. Infatti per questo scopo furono promosse crociate di preghiere; molti ed esimi teologi intensificarono i loro studi su questo soggetto, sia in privato, sia nei pubblici atenei ecclesiastici e nelle altre scuole destinate all’insegnamento delle sacre discipline; in molte parti dell’orbe cattolico furono tenuti congressi mariani sia nazionali sia internazionali. Tutti questi studi e ricerche posero in maggiore luce che nel deposito della fede affidato alla chiesa era contenuto anche il dogma dell’Assunzione di Maria vergine al cielo; e generalmente ne seguirono petizioni con cui si chiedeva instantemente a questa sede apostolica che questa verità fosse solennemente definita. In questa pia gara i fedeli furono mirabilmente uniti coi loro pastori, i quali in numero veramente imponente rivolsero simili petizioni a questa Cattedra di S. Pietro. Perciò quando fummo elevati al trono del sommo Pontificato erano state già presentate a questa Sede Apostolica molte migliaia di tali suppliche da ogni parte della terra e da ogni classe di persone: dai nostri diletti figli cardinali del sacro Collegio, dai venerabili fratelli arcivescovi e vescovi, dalle diocesi e dalle parrocchie. – Per la qual cosa, mentre elevavamo a Dio ardenti preghiere perché infondesse nella Nostra mente la luce dello Spirito Santo per decidere di una causa così importante, impartimmo speciali ordini perché si fondessero insieme le forze e venissero iniziati studi più rigorosi su questo soggetto, e intanto si raccogliessero e si ponderassero accuratamente tutte le petizioni che dal tempo del Nostro predecessore Pio IX, di felice memoria, fino ai nostri tempi erano state inviate a questa Sede Apostolica circa l’Assunzione della beatissima Vergine Maria al cielo. – Ma poiché si trattava di cosa di tanta importanza e gravità, ritenemmo opportuno chiedere direttamente e in forma ufficiale a tutti i venerabili fratelli nell’episcopato che Ci esprimessero apertamente il loro pensiero. Perciò il 1° maggio 1946 indirizzammo loro la lettera [enciclica] Deiparae Virginis Mariae, in cui chiedevamo: “Se voi, venerabili fratelli, nella vostra esimia sapienza e prudenza ritenete che l’Assunzione corporea della beatissima Vergine si possa proporre e definire come Dogma di fede, e se col vostro clero e il vostro popolo lo desiderate”. – E coloro che “lo Spirito Santo ha costituito vescovi per pascere la chiesa di Dio” (At XX, 28) hanno dato all’una e all’altra domanda una risposta pressoché unanimemente affermativa. Questo “singolare consenso, dell’episcopato cattolico e dei fedeli” (Pio IX, Ineffabilis Deus), nel ritenere definibile, come dogma di fede, l’Assunzione corporea al cielo della Madre di Dio, presentandoci il concorde insegnamento del Magistero ordinario della Chiesa e la fede concorde del popolo cristiano, da esso sostenuta e diretta, da se stesso manifesta in modo certo e infallibile che tale privilegio è verità rivelata da Dio e contenuta in quel divino deposito che Cristo affidò alla sua Sposa, perché lo custodisse fedelmente e infallibilmente lo dichiarasse (Conc. Vat: I, “Dei Filius”). Il magistero della Chiesa, non certo per industria puramente umana, ma per l’assistenza dello Spirito di verità (cf. Gv XIV, 26), e perciò infallibilmente, adempie il suo mandato di conservare perennemente pure e integre le verità rivelate, e le trasmette senza contaminazione, senza aggiunte, senza diminuzioni. “Infatti, come insegna il concilio Vaticano, ai successori di Pietro non fu promesso lo Spirito Santo, perché, per sua rivelazione, manifestassero una nuova dottrina, ma perché, per la sua assistenza, custodissero inviolabilmente ed esponessero con fedeltà la rivelazione trasmessa dagli apostoli, ossia il deposito della fede” (Conc. Vat. I, Const. dogm. “Pastor aeternus” de Ecclesia Christi, c. 4). Pertanto dal consenso universale di un Magistero ordinario della Chiesa si trae un argomento certo e sicuro per affermare che l’Assunzione corporea della beata Vergine Maria al cielo, – la quale, quanto alla celeste glorificazione del corpo virgineo dell’augusta Madre di Dio, non poteva essere conosciuta da nessuna facoltà umana con le sole sue forze naturali – è verità da Dio rivelata, e perciò tutti i figli della Chiesa debbono crederla con fermezza e fedeltà. Poiché, come insegna lo stesso concilio Vaticano, “debbono essere credute per fede divina e cattolica tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o trasmessa oralmente o col suo ordinario e universale Magistero, propone a credere come rivelate da Dio” (Conc: Vat: I, “Dei Filius”). – Di questa fede comune della Chiesa si ebbero fin dall’antichità lungo il corso dei secoli varie testimonianze, indizi e vestigia; anzi tale fede si andò manifestando sempre più chiaramente. – I fedeli, guidati e istruiti dai loro pastori, appresero bensì dalla S. Scrittura che la Vergine Maria, durante il suo terreno pellegrinaggio, menò una vita piena di preoccupazioni, angustie e dolori; inoltre che si avverò ciò che il santo vecchio Simeone aveva predetto, perché un’acutissima spada le trapassò il cuore ai piedi della croce del suo divino Figlio, nostro Redentore. Parimenti non trovarono difficoltà nell’ammettere che Maria sia morta, come già il suo Unigenito. Ma ciò non impedì loro di credere e professare apertamente che non fu soggetto alla corruzione del sepolcro il suo sacro Corpo e che non fu ridotto in putredine e in cenere l’augusto Tabernacolo del Verbo divino. Anzi, illuminati dalla divina grazia e spinti dall’amore verso Colei che è Madre di Dio e Madre nostra dolcissima, hanno contemplato in luce sempre più chiara l’armonia meravigliosa dei privilegi che il provvidentissimo Iddio ha elargito all’alma Socia del nostro Redentore, e che hanno raggiunto un tale altissimo vertice, quale da nessun essere creato, eccettuata la natura umana di Cristo, è stato mai raggiunto. – Questa stessa fede attestano chiaramente quegli innumerevoli templi dedicati a Dio in onore di Maria Vergine Assunta al cielo, e le sacre immagini ivi esposte alla venerazione dei fedeli, le quali pongono dinanzi agli occhi di tutti questo singolare trionfo della beata Vergine. Inoltre città, diocesi e regioni furono poste sotto la speciale tutela e patrocinio della Vergine Assunta in cielo; parimenti con l’approvazione della Chiesa sono sorti Istituti religiosi che prendono nome da tale privilegio. – Né va dimenticato che nel Rosario mariano, la cui recita è tanto raccomandata da questa Sede Apostolica, viene proposto alla pia meditazione un mistero che, come tutti sanno, tratta dell’assunzione della beatissima Vergine. – Ma in modo più splendido e universale questa fede dei sacri Pastori e dei fedeli cristiani è manifestata dal fatto che fin dall’antichità si celebra in Oriente e in Occidente una solenne festa liturgica: di qui infatti i santi padri e i dottori della chiesa non mancarono mai di attingere luce, poiché, come è ben noto, la sacra Liturgia, “essendo anche una professione delle celesti verità, sottoposta al supremo Magistero della Chiesa, può offrire argomenti e testimonianze di non piccolo rilievo, per determinare qualche punto particolare della dottrina cristiana” (Enc. “Mediator Dei”). – Nei libri liturgici, che riportano la festa sia della Dormizione sia dell’Assunzione di santa Maria, si hanno espressioni in qualche modo concordanti nel dire che quando la vergine Madre di Dio salì al cielo da questo esilio, al suo sacro Corpo, per disposizione della divina Provvidenza, accaddero cose consentanee alla sua dignità di Madre del Verbo incarnato e agli altri privilegi a Lei elargiti. Ciò è asserito, per portarne un esempio insigne, in quel Sacramentario che il Nostro predecessore Adriano I, d’immortale memoria, mandò all’imperatore Carlo Magno. In esso infatti si legge: “Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non potè essere umiliata dai vincoli della morte Colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei” (Sacramentarium Gregorianum). – Ciò che qui è indicato con la sobrietà consueta della Liturgia romana, nei libri delle altre antiche liturgie, sia orientali, sia occidentali, è espressa più diffusamente e con maggior chiarezza. Il Sacramentario gallicano, per esempio, definisce questo privilegio di Maria “inspiegabile mistero, tanto più ammirabile, quanto più è singolare tra gli uomini”. E nella liturgia bizantina viene ripetutamente collegata l’Assunzione corporea di Maria non solo con la sua dignità di Madre di Dio, ma anche con altri suoi privilegi, specialmente con la sua Maternità verginale, prestabilita da un disegno singolare della Provvidenza divina: “A te Dio, re dell’universo, concesse cose che sono al disopra della natura; poiché come nel parto ti conservò Vergine, così nel sepolcro conservò incorrotto il tuo corpo, e con la divina traslazione lo conglorificò” (Menaei totius anni). – II fatto poi che la Sede Apostolica, erede dell’ufficio affidato al Principe degli Apostoli di confermare nella fede i fratelli (cf. Lc XXII, 32), con la sua autorità rese sempre più solenne questa festa, stimolò efficacemente i fedeli ad apprezzare sempre più la grandezza di questo mistero. Così la festa dell’Assunzione dal posto onorevole che ebbe fin dall’inizio tra le altre celebrazioni mariane, fu portata in seguito fra le più solenni di tutto il ciclo liturgico. Il Nostro predecessore S. Sergio I, prescrivendo la litania o processione stazionale per le quattro feste mariane, enumera insieme la Natività, l’Annunciazione, la Purificazione e la Dormizione di Maria (Liber Pontificalis). In seguito S. Leone IV volle aggiungere alla festa, che già si celebrava sotto il titolo dell’Assunzione della beata Genitrice di Dio, una maggiore solennità, prescrivendone la vigilia e l’ottava; e in tale circostanza volle partecipare personalmente alla celebrazione in mezzo a una grande moltitudine di fedeli (ibidem). Inoltre che già anticamente questa festa fosse preceduta dall’obbligo del digiuno appare chiaro da ciò che attesta il Nostro predecessore S. Niccolò I, ove parla dei principali digiuni “che la santa chiesa romana ricevette dall’antichità ed osserva tuttora” (Responsa Nicolae Papae I ad consulta Bulgarorum, 13-11-866). – Ma poiché la Liturgia della Chiesa non crea la fede cattolica, ma la suppone, e da questa derivano, come frutti dall’albero, le pratiche del culto, i santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi rivolti al popolo in occasione di questa festa non vi attinsero come da prima sorgente la dottrina; ma parlarono di questa come di cosa nota e ammessa dai fedeli; la chiarirono meglio; ne precisarono e approfondirono il senso e l’oggetto, dichiarando specialmente ciò che spesso i libri liturgici avevano soltanto fugacemente accennato: cioè che oggetto della festa non era soltanto l’incorruzione del corpo esanime della beata Vergine Maria, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste “glorificazione”, a somiglianza del suo unigenito Gesù Cristo. – Così s. Giovanni Damasceno, che si distingue tra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l’Assunzione corporea dell’alma Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: “Era necessario che Colei, che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, conservasse anche senza alcuna corruzione il suo Corpo dopo la morte. Era necessario che Colei, che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino, abitasse nei tabernacoli divini. Era necessario che la Sposa del Padre abitasse nei talami celesti. Era necessario che Colei che aveva visto il suo Figlio sulla croce, ricevendo nel cuore quella spada di dolore dalla quale era stata immune nel darlo alla luce, lo contemplasse sedente alla destra del Padre. Era necessario che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e da tutte le creature fosse onorata come Madre e Ancella di Dio” (S. Ioannes Damascenus, Encomium in Dormitionem Dei Genitricis Virginis Mariae, hom. II, 14; cf etiam ibid., n. 3) – Queste espressioni di s. Giovanni Damasceno corrispondono fedelmente a quelle di altri, affermanti la stessa dottrina. Infatti parole non meno chiare e precise si trovano nei discorsi che in occasione della festa tennero altri Padri anteriori o coevi. Così, per citare altri esempi, S. Germano di Costantinopoli trovava consentanea l’incorruzione e l’Assunzione al ciclo del Corpo della Vergine Madre di Dio, non solo alla sua divina Maternità, ma anche alla speciale santità del suo stesso Corpo verginale: “Tu, come fu scritto, apparisci “in bellezza”, e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto domicilio di Dio; cosicché anche per questo sia poi immune dalla risoluzione in polvere; trasformato bensì, in quanto umano, nell’eccelsa vita della incorruttibilità; ma lo stesso vivo, gloriosissimo, incolume e dotato della pienezza della vita” (S. Germanus Const., In sanctae Dei Genitricis Dormitionem, sermo I). E un altro antico scrittore dice: “Come gloriosissima Madre di Cristo, nostro Salvatore e Dio, donatore della vita e dell’immortalità, è da Lui vivificata, rivestita di corpo in un’eterna incorruttibilità con Lui, che La risuscitò dal sepolcro e La assunse a sé, in modo conosciuto da Lui solo” [Encomium in Dormitionem sanctissimae Dominae nostrae Deiparae semperque Virginis Marine (S. Modesto Hierosol. attributum), n. 14.]. – Con l’estendersi e l’affermarsi della festa liturgica, i pastori della chiesa e i sacri oratori, in numero sempre maggiore, si fecero un dovere di precisare apertamente e con chiarezza il mistero che è oggetto della festa e la sua strettissima connessione con le altre verità rivelate. – Tra i teologi scolastici non mancarono di quelli che, volendo penetrare più addentro nelle verità rivelate e mostrare l’accordo tra la ragione teologica e la fede cattolica, fecero rilevare che questo privilegio dell’Assunzione di Maria vergine concorda mirabilmente con le verità che ci sono insegnate dalla sacra Scrittura. – Partendo da questo presupposto, presentarono per illustrare questo privilegio mariano diverse ragioni, contenute quasi in germe in questo: che Gesù ha voluto l’assunzione di Maria al cielo per la sua pietà filiale verso di Lei. Ritenevano quindi che la forza di tali argomenti riposa sulla dignità incomparabile della Maternità divina e su tutte quelle doti che ne conseguono: la sua insigne santità, superiore a quella di tutti gli uomini e di tutti gli angeli; l’intima unione di Maria col suo Figlio; e quell’amore sommo che il Figlio portava alla sua degnissima Madre. – Frequentemente poi s’incontrano teologi e sacri oratori che, sulle orme dei santi padri, (S. Ioannes Damascenus, Encomium in Dormitionem Dei Genitricis Virginis Mariae, hom. II, 11; Encomium in Dormitionem sanctissimae Dominae nostrae Deiparae semperque Virginis Marine (S. Modesto Hierosol. attributum) per illustrare la loro fede nell’assunzione si servono, con una certa libertà, di fatti e detti della s. Scrittura. Così per citare soltanto alcuni testi fra i più usati, vi sono di quelli che riportano le parole del Salmista: “Vieni o Signore, nel tuo riposo; tu e l’Arca della tua santificazione” (Sal. CXXXI, 8), e vedono nell’Arca dell’Alleanza fatta di legno incorruttibile e posta nel tempio del Signore, quasi una immagine del corpo purissimo di Maria vergine, preservato da ogni corruzione del sepolcro ed elevato a tanta gloria nel cielo. Allo stesso scopo descrivono la Regina che entra trionfalmente nella reggia celeste e si asside alla destra del divino Redentore (Sal XLIV, 10.14-16), nonché la Sposa del Cantico dei cantici “che sale dal deserto, come una colonna di fumo dagli aromi di mirra e d’incenso” per essere incoronata (Ct III, 6; cf. IV, 8; VI, 9). – L’una e l’altra vengono proposte come figure di quella Regina e Sposa celeste, che, insieme col divino Sposo, è innalzata alla reggia dei cieli. – Inoltre i dottori scolastici videro adombrata l’Assunzione della vergine Madre di Dio, non solo in varie figure dell’Antico Testamento, ma anche in quella Donna vestita di sole, che l’apostolo Giovanni contemplò nell’isola di Patmos (Ap XII, 1). – Così pure, fra i detti del Nuovo Testamento, considerarono con particolare interesse le parole “Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne” (Lc I, 28), poiché vedevano nel mistero dell’Assunzione un complemento della pienezza di grazia elargita alla beatissima Vergine, e una benedizione singolare in opposizione alla maledizione di Eva. – Perciò sul principio della teologia scolastica il pio Amedeo, vescovo di Losanna, afferma che la carne di Maria vergine rimase incorrotta; – non si può credere infatti che il suo corpo vide la corruzione, – perché realmente fu riunito alla sua anima e insieme con essa fu circonfuso di altissima gloria nella corte celeste. – “Era infatti piena di grazia e benedetta fra le donne (Lc I,28). Lei sola meritò di concepire Dio vero da Dio vero, che partorì vergine, vergine allattò, stringendolo al seno, ed al quale prestò in tutto i suoi santi servigi e omaggi” (Amadeus Lausannensis, De Beata Virginis obitu,Assumptione in Caelum, exaltatione ad Filii dexteram). – Tra i sacri scrittori poi che in questo tempo, servendosi di testi scritturistici o di similitudini ed analogie, illustrarono e confermarono la pia sentenza dell’assunzione, occupa un posto speciale il dottore evangelico, Antonio da Padova. Nella festa dell’Assunzione, commentando le parole d’Isaia: “Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi” (Is LX, 13), affermò con sicurezza che il divino Redentore ha glorificato in modo eccelso la sua Madre dilettissima, dalla quale aveva preso umana carne. “Con ciò si ha chiaramente – dice – che la beata Vergine è stata assunta col Corpo, in cui fu il luogo dei piedi del Signore”. – Perciò scrive il Salmista: “Vieni, o Signore, nel tuo riposo, tu e l’Arca della tua santificazione”. Come Gesù Cristo, dice il santo, risorse dalla sconfitta morte e salì alla destra del Padre suo, così “risorse anche dall’Arca della sua santificazione, poiché in questo giorno la Vergine Madre fu assunta al talamo celeste” (S. Antonius Patav., Sermones dominicales et in solemnitatibus. In Assumptione S. Mariae Virginis sermo). – Quando nel medio evo la teologia scolastica raggiunse il suo massimo splendore, S. Alberto Magno, dopo aver raccolti, per provare questa verità, vari argomenti, fondati sulla S. Scrittura, la Tradizione, la Liturgia e la ragione teologica, conclude: “Da queste ragioni e autorità e da molte altre è chiaro che la beatissima Madre di Dio è stata assunta in corpo ed anima al disopra dei cori degli angeli. E ciò crediamo assolutamente vero” (S. Alberto Magno, Mariale sive quaestiones super Evang. “Missus est”, q. 132). – E in un discorso tenuto il giorno dell’Annunciazione di Maria, spiegando queste parole del saluto dell’angelo: “Ave, o piena di grazia …”, il dottore universale paragona la santissima Vergine con Eva e dice espressamente che fu immune dalla quadruplice maledizione alla quale Eva fu soggetta (S. Alberto Magno, Sermones de sanctis, sermo XV: In annuntiatione B. Mariae; cf. etiam: Mariale, q.132). – Il dottore angelico, seguendo le vestigia del suo insigne Maestro, benché non abbia mai trattato espressamente la questione, tuttavia ogni volta che occasionalmente ne parla, ritiene costantemente con la Chiesa cattolica che insieme all’anima è stato assunto al cielo anche il corpo di Maria (Cf. Summa theol., III, q. 27, a. 1 c.; ibid., q. 83, a. 5 ad 8; Expositio salutationis angelicae; In symb. Apostolorum expositio, art. 5; In IV Sent., D. 12. q. 1, art. 3, sol. 3; D. 43, q. 1, art. 3. sol. 1 et 2). Dello stesso parere è, fra molti altri, il dottore serafico, il quale ritiene assolutamente certo che, come Dio preservò Maria santissima dalla violazione del pudore e dell’integrità verginale nella concezione e nel parto, così non ha permesso che il suo corpo si disfacesse in putredine e cenere (Cf. S. Bonaventura, De Nativitate B. Mariae Virginis, sermo 5). Interpretando poi e applicando in senso accomodatizio alla beata Vergine queste parole della S. Scrittura: “Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto? ” (Ct VIII, 5), così ragiona: “E di qui può constare che è ivi (nella città celeste) corporalmente. … Poiché infatti … la beatitudine non sarebbe piena, se non vi fosse personalmente; e poiché la persona non è l’anima, ma il composto, è chiaro che vi è secondo il composto, cioè il corpo e l’anima, altrimenti non avrebbe una piena fruizione” (S. Bonaventura, De Assumptione B. Marine Virginis, sermo 1). – Nella tarda scolastica, ossia nel secolo XV, s. Bernardino da Siena, riassumendo e di nuovo trattando con diligenza tutto ciò che i teologi del medioevo avevano detto e discusso a tal proposito, non si restrinse a riportare le principali considerazioni già proposte dai dottori precedenti, ma ne aggiunse delle altre. La somiglianza cioè della divina Madre col Figlio divino, quanto alla nobiltà e dignità dell’anima e del corpo – per cui non si può pensare che la celeste Regina sia separata dal Re dei cieli – esige apertamente che “Maria non debba essere se non dov’è Cristo”; (S. Bernardino da Siena In Assumptione B. Marine Virginis, sermo 2) inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l’anima e il corpo, come dell’uomo, così anche della donna; infine il fatto che la Chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire “quasi una riprova sensibile” (Idem, l.c.). In tempi più recenti i pareri surriferiti dei santi Padri e dei Dottori furono di uso comune. Aderendo al consenso dei cristiani, trasmesso dai secoli passati, S. Roberto Bellarmino esclama: “E chi, prego, potrebbe credere che l’arca della santità, il domicilio del Verbo il tempio dello Spirito Santo sia caduto? Aborrisce il mio animo dal solo pensare che quella carne verginale che generò Dio, lo partorì, l’alimentò, lo portò, o sia stata ridotta in cenere o sia stata data in pasto ai vermi” (S. Roberto Bellarmino, Conciones habitae Lovanii, concio 40: De Assumptione B. Marine Virginis). – Parimenti S. Francesco di Sales, dopo avere asserito che non è lecito dubitare che Gesù Cristo abbia seguito nel modo più perfetto il divino mandato, col quale ai figli s’impone di onorare i propri genitori, si pone questa domanda: “Chi è quel figlio che, se potesse, non richiamerebbe alla vita la propria madre e non la porterebbe dopo morte con sé in paradiso ?” (Oeuvres de St Francois de Sales, Sermon autographe pour la féte de l’Assomption). E S. Alfonso scrive: “Gesù preservò il corpo di Maria dalla corruzione, perché ridondava in suo disonore che fosse guasta dalla putredine quella carne verginale, di cui Egli si era già vestito” (S. Alfonso Maria de’ Liguori, Le glorie di Maria, parte II, disc. 1). – Chiarito però ormai il mistero che è oggetto di questa festa, non mancarono dottori i quali piuttosto che occuparsi delle ragioni teologiche, dalle quali si dimostra la somma convenienza dell’Assunzione corporea della beata Vergine Maria in cielo, rivolsero la loro attenzione alla fede della Chiesa, mistica Sposa di Cristo, non avente né macchia, né grinza (cf. Ef V, 27), la quale è detta dall’apostolo “colonna e fondamento della verità” (1 Tm III, 15) e appoggiati a questa fede comune ritennero temeraria per non dire eretica, la sentenza contraria. Infatti S. Pietro Canisio, fra non pochi altri, dopo avere dichiarato che il termine Assunzione significa la glorificazione non solo dell’anima, ma anche del corpo e dopo aver rilevato che la Chiesa già da molti secoli venera e celebra solennemente questo mistero mariano dell’Assunzione, dice: “Questa sentenza è ammessa già da alcuni secoli ed è fissata talmente nell’anima dei pii fedeli e così accetta a tutta la Chiesa, che coloro che negano che il corpo di Maria sia stato assunto in ciclo, non vanno neppure ascoltati con pazienza, ma fischiati come troppo pertinaci, o del tutto temerari e animati da spirito non già cattolico, ma eretico” (S. Pietro Canisio, De Maria Virgine). Contemporaneamente il dottore esimio, posta come norma della mariologia che “i misteri della grazia, che Dio ha operato nella Vergine, non vanno misurati secondo le leggi ordinarie, ma secondo l’onnipotenza di Dio, supposta la convenienza della cosa in se stessa, ed esclusa ogni contraddizione o ripugnanza da parte della s. Scrittura” (Suarez F., In tertiam partem D. Thomae. quaest. 27. art. 2. disp. 3, sec. 5, n. 31) fondandosi sulla fede della Chiesa tutta, circa il mistero dell’Assunzione, poteva concludere che questo mistero doveva credersi con la stessa fermezza d’animo, con cui doveva credersi l’Immacolata Concezione della beata Vergine; e già allora riteneva che queste due verità potessero essere definite. – Tutte queste ragioni e considerazioni dei santi padri e dei teologi hanno come ultimo fondamento la S. Scrittura, la quale ci presenta l’alma Madre di Dio unita strettamente al suo Figlio divino e sempre partecipe della sua sorte. Per cui sembra quasi impossibile figurarsi che, dopo questa vita, possa essere separata da Cristo – non diciamo, con l’anima, ma neppure col corpo – Colei che lo concepì, lo diede alla luce, lo nutrì col suo latte, lo portò fra le braccia e lo strinse al petto. Dal momento che il nostro Redentore è Figlio di Maria, non poteva, come osservatore perfettissimo della divina legge, non onorare oltre l’eterno Padre anche la Madre diletta. Potendo quindi dare alla Madre tanto onore, preservandola immune dalla corruzione del sepolcro, si deve credere che lo abbia realmente fatto. – Ma in particolare va ricordato che, fin dal secolo II, Maria Vergine viene presentata dai santi padri come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, sebbene a Lui soggetta, in quella lotta contro il nemico infernale, che, com’è stato preannunziato dal protovangelo (Gn III,15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, sempre congiunti negli scritti dell’apostolo delle genti (cf. Rm cc. V e VI; 1 Cor XV,21-XV,54-57). Per la qual cosa, come la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la lotta che ha in comune col Figlio suo si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale: perché, come dice lo stesso apostolo, “quando… questo corpo mortale sarà rivestito dell’immortalità, allora sarà adempiuta la parola che sta scritta: è stata assorbita la morte nella vittoria” (1 Cor 15,54). – In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità “con uno stesso decreto” (Bolla Ineffabilis Deus) di predestinazione, immacolata nella sua concezione. Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli (cf. 1 Tm I,17). – Poiché la Chiesa universale nella quale vive lo Spirito di verità e la conduce infallibilmente alla conoscenza delle verità rivelate, nel corso dei secoli ha manifestato in molti modi la sua fede, e poiché tutti i vescovi dell’orbe cattolico con quasi unanime consenso chiedono che sia definita come dogma di fede divina e cattolica la verità dell’assunzione corporea della beatissima vergine Maria al cielo – verità fondata sulla s. Scrittura, insita profondamente nell’animo dei fedeli, confermata dal culto ecclesiastico fin dai tempi remotissimi, sommamente consona con altre verità rivelate, splendidamente illustrata e spiegata dallo studio della scienza e sapienza dei teologi – riteniamo giunto il momento prestabilito dalla provvidenza di Dio per proclamare solennemente questo privilegio di Maria vergine. – Noi, che abbiamo posto il Nostro pontificato sotto lo speciale patrocinio della Santissima Vergine, alla quale Ci siamo rivolti in tante tristissime contingenze, Noi, che con pubblico rito abbiamo consacrato tutto il genere umano al suo Cuore Immacolato, e abbiamo ripetutamente sperimentato la sua validissima protezione, abbiamo ferma fiducia che questa solenne proclamazione e definizione dell’Sssunzione sarà di grande vantaggio all’umanità intera, perché renderà gloria alla Santissima Trinità, alla Quale la Vergine Madre di Dio è legata da vincoli singolari. Vi è da sperare infatti che tutti i cristiani siano stimolati da una maggiore devozione verso la Madre celeste, e che il cuore di tutti coloro che si gloriano del nome cristiano sia mosso a desiderare l’unione col corpo mistico di Gesù Cristo e l’aumento del proprio amore verso Colei che ha viscere materne verso tutti i membri di quel Corpo augusto. Vi è da sperare inoltre che tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, se è dedita totalmente all’esercizio della volontà del Padre celeste e al bene degli altri; che, mentre il materialismo e la corruzione dei costumi da esso derivata minacciano di sommergere ogni virtù e di fare scempio di vite umane, suscitando guerre, sia posto dinanzi agli occhi di tutti in modo luminosissimo a quale eccelso fine le anime e i corpi siano destinati; che infine la fede nella corporea Sssunzione di Maria al cielo renda più ferma e più operosa la fede nella nostra risurrezione. – La coincidenza provvidenziale poi di questo solenne evento con l’Anno santo che si sta svolgendo, Ci è particolarmente gradita; ciò infatti Ci permette di ornare la fronte della Vergine Madre di Dio di questa fulgida gemma, mentre si celebra il massimo giubileo, e di lasciare un monumento perenne della nostra ardente pietà verso la Regina del cielo. “Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria Vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo“.Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.Affinché poi questa Nostra definizione dell’Sssunzione corporea di Maria vergine al cielo sia portata a conoscenza della chiesa universale, abbiamo voluto che stesse a perpetua memoria questa Nostra lettera apostolica; comandando che alle sue copie o esemplari anche stampati, sottoscritti dalla mano di qualche pubblico notaio e muniti del sigillo di qualche persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti assolutamente da tutti la stessa fede; che si presterebbe alla presente, se fosse esibita o mostrata.A nessuno dunque sia lecito infrangere questa Nostra dichiarazione, proclamazione e definizione, o ad essa opporsi e contravvenire. Se alcuno invece ardisse di tentarlo, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati apostoli Pietro e Paolo.

Dato a Roma, presso S. Pietro, nell’anno del massimo giubileo 1950, 1° novembre, festa di tutti i santi, nell’anno dodicesimo del Nostro pontificato. Noi Pio, vescovo della chiesa cattolica, così definendo abbiamo sottoscritto

PIO. PP. XII

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Ecco quindi le parole che enunciano il dogma infallibile ed immutabile dell’Assunzione della Vergine Maria così come definito dal Santo Padre, S.S. Pio XII: “…Quapropter, postquam supplices etiam atque etiam ad Deum admovimus preces, ac Veritatis Spiritus lumen invocavimus, ad Omnipotentis Dei gloriam, qui peculiarem benevolentiam suam Mariae Virgini dilargitus est, ad sui Filii honorem, immortalis saeculorum Regis ac peccati mortisque victoris, ad eiusdem augustae Matris augendam gloriam et ad totius Ecclesiae gaudium exsultationemque, auctoritate Domini Nostri Iesu Christi, Beatorum Apostolorum Petri et Pauli ac Nostra pronuntiamus, declaramus et definimus divinitus revelatum dogma esse : Immaculatam Deiparam semper Virginem Mariam, expleto terrestris vitae cursu, fuisse corpore et anima ad caelestem gloriam assumptam. Quamobrem, si quis, quod Deus avertat, id vel negare, vel in dubium vocare voluntarie ausus fuerit, quod a Nobis definitum est, noverit se a divina ac catholica fide prorsus defecisse…”

 

Omelia della Domenica XIII dopo Pentecoste

 

Omelia della Domenica XIII dopo Pentecoste

[Del canonico G. B. Musso – Seconda edizione napoletana, Vol. II -1851-]

[Vangelo sec. S. Luca XVII, 11-19]

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 Sollecitudine per i mali del Corpo

L’uomo è tutto sollecitudine per guarire dai malori del corpo, tutto indolenza per guarire da’ mali dell’anima. Di questa propensione, che io pianto e stabilisco per soggetto della presente Spiegazione, ci somministra una prova assai convincente l’odierna evangelica storia. Mentre il divin Salvatore passava per mezzo alla Samaria e alla Galilea, all’avvicinarsi ad un certo castello, ecco venirgl’incontro dieci lebbrosi, che alzate le mani e la voce: “Gesù, esclamano, abbiate di noi pietà, vedete di quali obbrobriose macchie siamo noi ricoperti: vedete che giusta il prescritto della legge di Mose siamo segregati dal consorzio degli uomini, muovetevi a compassione del nostro misero stato”. Fin qui in queste preghiere altro non vedo se non una gran brama di ricuperare la pristina sanità, e che a quest’unico oggetto han ricorso al divino Maestro. Ma ciò ancor più chiaro si manifesta dalla loro condotta. Gesù Cristo ad essi intima di presentarsi a’sacerdoti, come la legge prescriveva; essi ubbidiscono e a mezzo il cammino si trovano con sorpresa e con gioia tutti mondati da quel morbo schifoso; indi senza più di altro curarsi si portano ai loro affari, dimentichi affatto d’un segno di riconoscenza verso il pietoso loro liberatore. Uno solo fra questi, uomo di Samaria, ritorna sui suoi medesimi passi, e da lontano alzata la voce esalta la divina beneficenza, si getta poi ai piedi di Gesù Cristo, L’adora col volto a terra, e Lo ringrazia quanto può del prodigioso suo risanamento. “E gli altri nove dove sono? dice il divin maestro”. Ah! Rispondiamo noi, mostrano ben così non aver avuta altra mira che la sanità del corpo, e nessuna premura dell’anima propria e della grazia del Salvatore. Il solo Samaritano mostrò che gli era cara e la salute del corpo e la salute dell’anima, e l’una e l’altra ottenne in effetti, come ricavano i sacri interpreti dalle parole del Redentore a lui dirette: “Vade fides tua te salvum fecit”. – Ditemi ora, cristiani amatissimi, siamo noi somiglianti al riconoscente lebbroso, o pure ai nove ingrati? Già vel dissi dal bel principio, l’uomo per l’ordinario è tutto sollecitudine per risanare i mali del proprio corpo, e tutto trascuratezza per guarire da’ mali dell’ anima. Vediamolo senza più. – Non vi è studio che si ometta per arrivare alla guarigione del corpo. Non bastano gli aforismi d’Ippocrate, le sentenze di Galeno, gli immensi volumi de’ Greci e de’ Latini, si fanno ogni giorno, da’ fisici moderni, sempre nuovi studi, sempre nuove scoperte. Tutti e semplici e composti, e vegetabili e minerali, tutte l’erbe, tutte le piante, dall’ umile issopo fino ai cedri del Libano, sono il soggetto de’ pìù sottili sperimenti. I Botanici non lasciano cosa intentata, i Chimici convertono i veleni in opportuni rimedi. Licei aperti di medicina, stipendi ai professori, premi agii studenti son tutte prove dell’impiego dall’uomo per l’acquisto di questa scienza. Ottimamente! “E per l’anima, ripiglio io, quale studio si fa, quale scienza si apprende? Ohimè! “Non est scientia animae” (Prov. XIX, 2). Tanti e tanti han l’anima inferma, “multi infirmi et imbecilles” (Ad Cor. I, XI, 39), l’hanno impiagata da gravi ferite, e ignorano la via di risanarla: la contrizione e la penitenza sono per essi rimedi ignoti e sconosciuti, “non est scientia animae”. – Per guarire il corpo infermo sono necessarie le droghe del Messico, i balsami del Perù, i giulebbi, gli elettuari, le medicine più preziose; non si risparmia spesa purché si salvi la vita. Nuovi danari vi voglion per i consulti dei medici, per chiamare da remote parti professori di grido. Si ordinano cangiamenti d’aria, bagni d’acque minerali; per ciò effettuare è spediente abbandonar la famiglia, lasciar i propri affari in mano altrui, intraprendere lunghi viaggi, incontrar debiti per far fronte alle spese, che fuori paese assorbiscono gran capitali. Vada tutto, tutto si sacrifichi, purché si viva. E il più delle volte non si vive, e tante spese non servono che a comprare una vana lusinga, una fallace speranza. – Ditemi ora, cristiani amatissimi, se tanti dispendi fossero necessari per procurare la sanità dell’anima, non saremmo tentati a credere che Iddio esigesse troppo da noi, ed a lagnarci della sua provvidenza? Se poi da noi richiede tanto e tanto di meno, non ci renderemo più rei e inescusabili trasandando la cura delle nostre anime? E che cosa Ei vuole da noi? Uditelo dallo stesso nel libro della Sapienza, “neque erba, neque maliagma sanavit eos” (Sap. XVI, 12). Per sanare le infermità dell’anima non vi vogliono né erbe, né impiastri, ma quel che il Signore prescrive colla sua divina parola, “sed tuus, Domine, sermo qui sanat omnia”, cioè un cuore umiliato e contrito, una volontà che odia il peccato, che risolve subir la morte prima che più commetterlo, che con una confessione sincera brama riconciliarsi con Dio. Ecco il farmaco, che ci darà vita e salute. E pure a così dolci prescritti del Celeste Medico, si fa il sordo, si scrolla il capo, o si rimette la cura ad un incerto avvenire, che per ordinario non arriva giammai. – Andiamo innanzi. Pel corpo ammalato tutto si soffre. Fa d’uopo inghiottire sughi amarissimi, pillole disgustose, e bibite nauseanti s’inghiottono. Conviene osservare rigorose diete, prolissi digiuni si osservano. Bisogna aprir la vena, non basta, son necessari vessicanti, senapismi, ventose, si applichino. Ohimè! La piaga infistolisce, si converte in cancrena, il ferro non giova, l’osso s’infracidisce, è indispensabile il troncamento del braccio, della gamba, o del piede; si tagli, si tronchi purché si salvi la vita! Si tronca, si taglia, e il più delle volte dopo tanti tormenti la vita non si salva, e si muore. Guai a noi se per la sanità dell’anima fossero prescritti così dolorosi e violenti rimedi. Atterriti dalla sola apprensione ci getteremmo in braccio alla disperazione. Ma no, i rimedi del nostro divin Medico sono d’un’altra specie, tutti colla sua grazia soavi, e non costano che un atto di generosa volontà. Comanda Gesù Cristo, che se noi abbiamo una mano, un piede che ci sia cagione di scandalo, dobbiamo reciderli. Non si deve già questo intendere in senso materiale, ma vuol dire: avete voi un’amicizia, una pratica, che vi è cagion di peccato, dovete troncar quell’amicizia, abbandonar quella pratica, sebbene vi fosse cara ed utile come una mano. “Si manus tua vel pes tuus scandalizat te, abscide eum, et proiice abs te”. Voi avete un impiego di giudice, di avvocato, di medico, di maestro, e questo o per ignoranza, o per malizia, o per debolezza è per voi una pietra d’inciampo, occasione di peccato, dovete dismettere la carica, lasciar l’impiego, quand’anche vi fosse necessario come un piede per reggervi e camminare, se volete salvarvi. Tutto ciò da taluni si ascolta come un linguaggio straniero; amano l’occasione del male per quel piacere o guadagno che ne riportano, come quei poveri che a bello studio mantengono aperte le loro piaghe per buscare più facilmente limosine. – Qui non finiscono le cure del corpo infermo. Quando si vedono tornar vani tutt’i rimedi della farmacia, tutte le industrie dell’arte medica, si suol ricorrere a Dio. Presto che il male si avanza, presto che l’infermo s’abbatte, un triduo a tal Santo, una novena alla Vergine, una limosina allo spedale. Son ben lontano dal condannare queste pratiche di cristiana pietà: è cosa lodevolissima fare ricorso ai Santi acciò per noi s’impegnino presso l’Autor della vita e della morte. Dico solo che v’è da piangere, perché non si vede uguale premura per la salute dell’anima inferma. Pregate pure Iddio e i Santi per la sanità del corpo, ma se fia spediente per il bene dell’anima: pregate, non come l’empio Antioco per la sola brama di campare, e perciò non fu esaudito, ma come il penitente Davide, che chiedeva insieme e la salute del corpo e quella dell’anima: “Miserere mei, Domine, quoniam infirmus sum. Sana animam meam quia peccavi tibi” (Ps. XL, 4). – Finalmente per guarire da’ mali del corpo si fa ricorso al demonio»! Possibile? Così non fosse. Così fece lo scellerato Ochozia, che infermo per una mortale caduta, mandò a consultare Belzebub idolo di Accaron. Così fanno molte sciocche femminuzze, e non pochi scaltri impostori, qualora presumono medicar certi mali con un miscuglio di sacre e tronche parole, con segni insulsi e superstiziosi, pei quali si fa una tacita invocazione del demonio. A questi eccessi s’arriva per lo smodato amore del corpo; e che l’anima intanto ne resta offesa, aggravata, nemica di Dio, non importa. – Ecco la stravaganza veduta da Salomone. “Vidi servos in équis, et principes ambulantes super terram quasi servos” (Eccl. X, 7). Io ho veduto un servo vile di nascita, e più vile di mestiere, garzone di stalla, seduto su d’ un cavallo adorno di nobile e ricca bardatura, e servito alla staffa da una principessa a piedi, come la più abbietta di tutte le serve. Questo servo vilissimo e cosi ben trattato è il nostro corpo, sacco di vermi, come lo chiama S. Bernardo; questa serva tanto avvilita e depressa è la nostr’anima. O stranezza degna di orrore e di pianto! Udite come la deplora un S. Agostino: “Tanta sollecitudine per morire un poco più tardi, e niuna per non morir mai: tanta premura per tenere alquanto lontana la morte, che poi finalmente non si può evitare, e niun impegno per non incorrere la morte sempiterna: tanto amore per lo schiavo, tanta indifferenza per la regina: tutto per un vaso d’immondezze e di putredine, nulla per uno spirito nobile e viva immagine del Creatore: tutto per quel che finisce in quattro giorni, niente per quel che durerà per secoli infiniti.- O forsennatezza, o delirio dell’uomo cieco e di se stesso nemico! – Deh! almeno (io non vel contrasto) se tanta indulgenza avete pei mali del corpo, abbiatene almeno altrettanta pei mali dell’anima, che è vostra, che è la miglior porzione di voi medesimi; io ve ne prego, ve ne scongiuro colle parole dello Spirito Santo: “Miserere animae tuae placens Deo” (Eccl. XXX, 24). Imitate il riconoscente lebbroso, che, come dal bel principio abbiamo osservato, mostrò aver premura e del corpo e dell’anima, e meritò d’essere risanato e nell’anima e nel corpo. “Fides tua, te salvum fecit”.

LA TRADIZIONE

Tradizione.

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[Ab. E. Barbier: “I tesori di Cornelio Alapide”; S. E. I., Torino, 1930, 3° ed., vol. III]

Nel mondo cristiano vi è una vera fede, cioè una fede divina, fondata su la parola di Dio contenuta nei due Testamenti. Ma vi è ancora, dice il Padre Campion (Méthode pour discemer, etc.), una parola di Dio non scritta a cui si dà nome di tradizioni divine ed apostoliche, o semplicemente di Tradizione. – In qualunque maniera Dio si spieghi, egli ha sempre la medesima autorità. – Prima di Mose non vi era parola di Dio scritta. Per oltre duemila anni, i veri fedeli non si conservarono nella vera religione se non per mezzo delle tradizioni. Gli Apostoli medesimi predicarono il Vangelo prima che si scrivesse. Perciò S. Paolo diceva ai Tessalonicesi: «Fratelli miei, osservate le tradizioni che avete appreso, sia dai nostri discorsi, sia dalle nostre lettere » (Il Thess. II, 14). Quello che predicava a viva voce, non aveva minor forza né minore autorità di quello che insegnava per iscritto; e non si può negare che molte cose sono state rivelate, le quali non si trovano nella Scrittura, e che tuttavia noi dobbiamo credere, per esempio, che i quattro Vangeli, che le quattordici Epistole di S. Paolo, che le tre di S. Giovanni con la sua Apocalisse, sono stati inspirati dallo Spirito Santo. I cattolici ed i protestanti sono d’accordo su questo punto. Ora se i protestanti credono ciò di fede divina, bisogna che Dio abbia rivelato che tutti questi libri sono divini. – Ciò posto, mi dicano i protestanti, dove si trova questa rivelazione? È certo che non s’incontra nella Sacra Scrittura, non occorrendo luogo in tutta la Bibbia, nel quale si faccia l’enumerazione dei libri canonici. Ma se questo catalogo di libri santi non si trova nella Bibbia, come per certo non vi si trova, è assolutamente necessario ammettere una parola di Dio non scritta, che è la tradizione, poiché questa rivelazione sulla quale poggia la fede, mediante la quale crediamo che la Bibbia è un libro divino e che è parola di Dio, è una festa divinae, per sentimento dei protestanti il fondamento di tutti gli altri punti di fede. – E questa la ragione per cui la Chiesa Cattolica, apostolica, romana, ha sempre riconosciuto e ammesso una parola di Dio non scritta. Già da’ suoi tempi S. Giovanni Crisostomo faceva rilevare come dal testo di S. Paolo nella sua seconda epistola ai Tessalonicesi, chiaramente ne conseguisse che gli Apostoli insegnarono molte cose che non si trovano nella Scrittura, e a cui noi siamo obbligati a prestare la medesima fede che a quelle scritte. [“Hinc patet quod non omnia per epistolam tradita sunt; et multa alia etiam sine litteris; eadem fide tam ista quam illa digna sunt” (Orat. IV)]. – Secondo Origene, la dottrina delle tradizioni per la quale noi sappiamo non esservi che quattro Vangeli, e dietro la quale crediamo gli altri libri canonici, ha per suoi assertori, testimoni e banditori tutti i santi Padri e i Dottori. – Notissima a tutti è quella protesta di S. Agostino: « Non crederei al Vangelo, se non mi vi piegasse l’autorità della Chiesa cattolica ». [“Ego vero Evangelio non crederem, nisi Ecclesiae catholicae me moveret auctoritas” (Epist. CLVII)]. – Il medesimo Dottore dice in un altro luogo: « Gli illustri Pontefici di Dio mantennero esattamente quello che trovarono nella Chiesa; fedelmente insegnarono quello che essi appresero; consegnarono religiosamente ai figli ciò che ricevettero dai padri ». [“Illustres antistites Dei quod invenerunt in Ecclesia tenuerunt; quod didicerunt, docuerunt; quod a patribus acceperunt, hoc filiis tradiderunt”. (Enchirid.)]. – Quindi quella massima del Lirinese: « Bisogna curare diligentemente che nella Chiesa cattolica si tenga quello che sempre e in ogni luogo e da tutti fu creduto ». [“In ipsa catholica Ecclesia magnopere curandum est ut id teneamus quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est”. (VINCENT. LIRIN.) ]. – Infatti già osservava S. Gerolamo: Non è la Scrittura, ma la tradizione che insegna alla Chiesa che bisogna battezzare i bambini e non ribattezzare gli eretici che ritornano alla Chiesa; che invece del sabbato si deve celebrare la Domenica. La Quaresima è d’istituzione apostolica (Epist. LIV, ad Marc.). I protestanti credono al pari dei cattolici, contro Nestorio, che in Gesù Cristo vi è una sola persona, che è la Persona divina, e non due, come stoltamente pretendeva quell’eresiarca: credono al pari di noi, che in Gesù-Cristo vi sono due nature, la divina e l’umana, e non una sola, come sosteneva Eutiche. Ora questi due capitali articoli di fede non si trovano già chiaramente espressi nel Vangelo: noi li ammettiamo dietro le decisioni dei Concili i quali li avevano appresi dalla tradizione apostolica, cioè dalla parola di Dio trasmessa agli Apostoli, e da questi alla Chiesa. – Del resto, non solamente nel citato passaggio dell’epistola ai Tessalonicesi, ma in altri luoghi ancora S. Paolo comanda espressamente di osservar le tradizioni. Nella medesima epistola, per esempio, al capo III scrive loro: « Noi vi ordiniamo, o fratelli, nel nome di Gesù Cristo, che vi separiate da quelli dei nostri fratelli, i quali vivono in modo sregolato e non secondo la tradizione che hanno ricevuto da noi ». — Denuntiamus autem vobis, fratres, in nomine Domini nostri Iesu Cristi, ut subtrahatis vos ab omni fratre ambulante in ordinate, et non secundum traditionem quam acceperunt a nobis”. ( II Thess. III, 6). Al discepolo Timoteo diceva: «In quanto a te, tu conosci la mia dottrina, la mia vita, il mio scopo, la mia fede, ecc. Rimani dunque saldo in ciò che hai imparato e che ti fu confidato, ben sapendo da chi l’hai appreso » — Tua utem assecutus es meam doctrinam, institutionem, propositum, fidem, etc. — Tu vero permane in iis quae didicisti, et eredita sunt tibi, sciens a quo didiceris (II Tim. III, 10-14). S. Paolo non fa parola di dottrina datagli per iscritto, ma di dottrina insegnatagli, confidatagli, cioè data a viva voce e per tradizione. « Conformati, gli ripete un’altra volta, alle sane parole che da me hai udito, nella fede e nell’amore in Gesù Cristo… – E quello che da me hai inteso in presenza di molti testimoni, raccomandalo a persone fedeli le quali saranno poi idonee esse medesime ad istruire gli altri » — “Formam habe sanorum verborum quae a me audisti, in fide et dilectione in Christo Iesu” (Ibid. I, 13): — “Et quae audisti a me per multos testes, haec commenda fidelibus hominibus, qui idonei erunt et alios docere “(Ibid. II, 2). – Noi vediamo che l’Apostolo mette a paro le verità che ha insegnato ne’ suoi discorsi, con quelle che ha tracciato ne’ suoi scritti; e quelle e queste formano il deposito che confidava a Timoteo, ordinandogli di trasmetterlo a quelli che fossero capaci d’insegnare. Da tutto ciò, che è incontestabile, tiriamo due conseguenze. – La prima è che, se i protestanti rigettano le tradizioni della Chiesa, devono rigettare anche il nuovo Testamento, che queste tradizioni ammette quali pure sorgenti; che anzi rifiutino tutta quanta la Bibbia, perché è venuta fino a noi, attraverso i secoli, non per altra via, se non per quella della tradizione. La religione sia scritta sia orale, non è forse sempre la medesima Religione? E se la religione per tradizione può correre pericolo di venire alterata, non può esserlo ugualmente la religione per iscritto? Quand’anche non esistesse sillaba di Scrittura, la vera religione non cesserebbe perciò di sussistere e di perpetuarsi, come si è mantenuta per il corso di due mila anni, da Adamo fino a Mose; e la Religione cristiana anch’essa sul principio si è in questo modo mantenuta e diffusa in tutta la sua purezza per alcuni anni; poiché il nuovo Testamento non era ancora scritto, e l’antico non era ancora stato diffuso dovunque si trovavano dei fedeli. – La seconda conseguenza è che Dio ha dovuto necessariamente stabilire un giudice della sua parola, sia scritta sia non scritta, per terminare le difficoltà che protrebbero insorgere e intorno al numero dei libri sacri, e riguardo alla fedeltà delle traduzioni, e riguardo al senso dei testi, e riguardo alla tradizione; e che questo giudice dev’essere vivente, parlante, perpetuo, infallibile, inspirato e diretto dallo Spirito Santo, per rendere certa la nostra fede – La ragione e l’autorità, la storia e la tradizione proclamano ad una voce che questo giudice vivente, perpetuo, infallibile, inappellabile è la Chiesa docente, perché di Lei fu detto da Colui che non può né mentire né venir meno: « Le forze dell’inferno non basteranno a superarla » — “Portae inferi non praevalebunt adversus eam” (MATTH:. XVI, 18). Ora, siccome il capo, la bocca, l’organo di questo corpo che si chiama Chiesa, è una parte di Lei così sovreminente, sostanziale e necessaria che, per sentenza dei santi Padri, con Lei s’immedesima, e dove si trova esso, si trova tutta e sola la vera Chiesa: “Ubi Petrus, ibi Ecclesia(S. Ambros.), perciò il buon senso del popolo fedele e la sana dottrina dei luminari del Cristianesimo furono sempre unanimi nell’attribuire al Romano Pontefice, qual successore del B. Apostolo Pietro e quindi capo e fondamento della Chiesa, la medesima prerogativa d’infallibilità di cui questa va adorna; sostenuto in questo sentimento dalla parola del Redentore il quale non contento d’aver indirettamente accennato a questo sublime privilegio di Pietro chiamandolo e costituendolo fondamento sul quale avrebbe fondato la sua Chiesa: — “Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam” (MATTH., XVI, 18), apertamente glielo attribuì allorquando l’assicurò ch’Egli aveva pregato per lui individualmente e personalmente affinché la sua fede non venisse mai meno e che in virtù di questa sua preghiera, la fede di lui si sarebbe mantenuta in ogni tempo così ferma, così pura, così viva da essere in grado di rassodare, appurare, vivificare quella di tutto il corpo: — “Ego rogavi pro te, Petre, ut non deficiat fides tua; et tu aliquando conversus confirma fratres tuos” (Luc., XXII, 32). – Quello però che fino al presente era stato un sentimento, non dico comune, ma universale nella Chiesa di Gesù Cristo, perché da pochi Giansenisti e in tempi recenti fu messo in dubbio, adulterato, travisato, venne finalmente professato in chiari termini, dichiarato e promulgato qual domma cattolico, cui il contraddire è eresia, dal santo Concilio Ecumenico Vaticano 1° radunato in Roma dal Papa Pio IX il giorno 8 Dicembre 1869. Infatti sul fine del Capo IV della la Costituzione dogmatica — De Ecclesia Christi — votato nella IV Sessione pubblica tenutasi il 18 luglio 1870 e numerosa di 535 Padri, così si legge: — “Traditioni a fidei christianae exordio pereeptae fideliter inhaerendo… docemus et divinitus revelatum dogma esse definimus: Romanum Pontificem, cum ex Cathedra loquitur, idest eum omnium Christianorum Pastoris et Doctoris munere fungens, pro suprema sua Apostolica auctoritate doctrinam de fide vel moribus ab universa Ecclesia tenendam definit, per assistentiam divinam, ipsi in B. Petro promissam, ea infallibilitate pollere, qua divinus Redemptor Ecclesiam suam in definienda doctrina de fide vel moribus instructam esse voluit; ideoque eiusmodi Romani Pontificis definitiones ex sese, non autem ex consensu Ecclesiae, irreformabiles esse. Si quis autem huic Nostrae definizioni contradicere… praesumpserit anathema sit”. — Dunque il sacro Concilio, attenendosi alla tradizione venuta a noi fino dai primi secoli della Chiesa, insegna e definisce essere dogma divinamente rivelato, che il Romano Pontefice, allorquando dichiara di parlare in qualità di Pastore e di Dottore di tutti i Cristiani, e in virtù della suprema sua autorità apostolica definisce qualche dottrina appartenente alla fede e ai costumi, e la propone da credersi da tutta la Chiesa, gode, in virtù dell’assistenza divina promessagli nella persona di Pietro, della medesima infallibilità di cui dotò la sua Chiesa il Redentore divino; di modo che le sue cosiffatte definizioni sono irreformabili di per se stesse, senza che vi sia bisogno del convalidamento d’alcun concilio, o dell’accettazione della Chiesa.

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“Ubi Petrus, ibi Ecclesia”

Al proposito riportiamo una breve ma importante citazione da “Mystici corporis Christi“, lettera enciclica di Pio XII del 1943, ove viene ancora una volta ribadito il concetto: “… Si trovano quindi in un pericoloso errore quelli che ritengono di poter aderire a Cristo, Capo della Chiesa, pur non aderendo fedelmente al suo Vicario in terra. Sottratto infatti questo visibile Capo e spezzati i visibili vincoli dell’unità, essi oscurano e deformano talmente il Corpo mistico del Redentore, da non potersi più né vedere né rinvenire il porto della salute eterna”

Stiamo attenti a capire quindi dov’è Pietro, affinché non ci capiti di ritrovarci fuori dalla Chiesa Cattolica, di marciare cioè sotto lo stendardo di satana, pensando di militare nella truppa di CRISTO! Che DIO ci liberi! -n.d.r.-