NOVENA PER LA FESTA DELLA PURIFICAZIONE (24 Gennaio, 1 Febbraio)

NOVENA PER LA PURIFICAZIONE

(inizia il 24 gennaio, Festa 2 febbraio).

(G. Riva: Manuale di Filotea, XXX ed. Milano, 1888)

Questa festa, celebrata con gran distinzione dai Greci sotto il nome di Hypapanta, cioè incontro di Maria SS. e di Gesù con Simeone ed Anna, fu istituita dal Papa Gelasio nel 492 per opporre la santa processione colle candele perciò benedette alla pagana festa delle Lupercali o purificazioni, che con giuochi e assembramenti scandalosi si celebravano verso la metà di febbraio.

1. Per quella sì eroica obbedienza che Voi esercitaste, o gran Vergine, nell’assoggettarvi alla legge della purificazione, ottenete anche a noi la più esatta obbedienza a tutti i comandi di Dio, della Chiesa e dei nostri maggiori. Ave

II. Per quell’angelica modestia e celestial divozione con cui Voi, o gran Vergine, vi recaste e presentaste nel Tempio, ottenete anche a noi di portarci e stare nel tempio con quell’interno ed esterno raccoglimento che conviene alla casa di Dio. Ave

III. Per quella santa premura che Voi aveste, o Vergine illibatissima, di toglier da Voi col sacro rito della purificazione ogni apparenza di macchia, ottenete a  noi pure una instancabile premura di togliere sempre  da noi ogni ancor più piccola macchia di peccato. Ave

IV. Per quella umiltà profondissima che vi indusse, o Maria, a collocarvi nel tempio tra le donne più volgari, quasi foste una di loro, sebbene la più santa fra tutte le creature, impetrate a noi pure quello spirito di umiltà che ci renda cari a Dio e  meritevoli dei suoi favori. Ave

V. Per quella gran fede che Voi, o Vergine fedelissima, conservaste viva e ferma in Dio vostro Figlio nell’udire dal santo profeta Simeone ch’Egli sarebbe stato per molti occasione di contraddizione e di rovina, ottenete a noi pure una simile vivezza e fermezza di fede in mezzo a qualunque tentazione e contraddizione. Ave…

VI. Per quella invitta rassegnazione con cui ascoltaste gli amarissimi presagi che vi fece, o Maria, l’illuminato Simeone, fate che anche noi in tutti gli avvenimenti anche i più tristissimi siamo sempre perfettamente rassegnati ad ogni divino volere. Ave

VII. Per quell’accesissima carità che vi mosse, o Maria, a fare all’Eterno Padre il gran sacrificio del vostro Figlio per la comune redenzione e salute, impetrate a noi pure la grazia di sacrificar al Signore qualunque cosa eziandio più cara, quando ciò sia necessario alla nostra santificazione e salvezza. Ave.… Gloria

ORAZIONE.

Omnipotens sempiterne Deus, majestatem tuam supplices exoramus: ut sicut unigenitus Filius tuus hodierna die cum nostræ carnis substantia in templo est præsentatus, ita nos facias purificatis tibi mentibus præsentari. Per eumdem Dominum, etc.

AI SANTI MAGI

AI SANTI MAGI

(Per la Festa e l’Ottava dell’Epifania, dal 6 al 13 gennaio)

(G. Riva: Manuale di Filotea, XXX Ed., 1888 – Milano)

I. O santi Magi, che viveste in continua aspettazione della stella di Giacobbe, la quale doveva annunziare la nascita del vero Sole di Giustizia, otteneteci la grazia di vivere sempre nella speranza di vedere spuntato sopra di noi il giorno della verità, la beatitudine del Paradiso. Gloria.

II. O Santi Magi, che al primo brillar della stella miracolosa abbandonaste i patri paesi, per andar tosto in cerca del neonato re de’ Giudei, otteneteci la grazia di corrispondere, come voi, prontamente a tutte le divine aspirazioni. Gloria.

III. O Santi Magi, che non temeste i rigori delle stagioni e gli incomodi dei viaggi per giungere a ritrovare il nato Messia, otteneteci la grazia di non sgomentarci giammai per le difficoltà che si incontrano nella via della salute. Gloria.

IV. O Santi Magi, che abbandonati dalla stella nella città di Gerusalemme, ricorreste umilmente e senza umano rispetto a chi poteva darvi certa notizia del luogo ove si trovava l’oggetto delle vostre ricerche, otteneteci la grazia che in tutti i dubbi, in tutte le perplessità noi ricorriamo umilmente, e fedelmente ci atteniamo al consiglio dei nostri superiori, che rappresentano sulla terra la stessa persona di Dio. Gloria.

V. O Santi Magi, che, contro ogni vostra aspettazione, foste di nuovo consolati dalla stella ricomparsa a servirvi di guida, otteneteci dal Signore la grazia che, rimanendo a Lui fedeli in tutte le afflizioni, meritiamo di essere consolati dalla sua grazia, nel  tempo, e dalla sua gloria nell’eternità. Gloria.

VI. O Santi Magi, che, entrati pieni di fede nella stalla di Betlemme, prostesi a terra, adoraste il nato Re dei Giudei, quantunque non fosse circondato che da indizi di povertà e di debolezza, otteneteci dal Signore la grazia di ravvivar sempre la nostra fede quando entriamo nella sua casa, affine di dimorarvi con quel rispetto, che è dovuto alla grandezza della sua maestà. Gloria.

VII. O Santi Magi, che offrendo a Gesù Cristo, Oro, Incenso e Mirra, lo riconosceste concordemente come Re, come Dio e come Uomo, otteneteci dal Signore la grazia che non ci presentiamo mai colle mani vuote davanti a Lui, ma Gli offriamo anzi  continuamente l’Oro della carità, l’Incenso dell’adorazione, la Mirra della penitenza, giacché senza questa virtù è impossibile incontrare il suo aggradimento. Gloria.

VIII. O Santi Magi; che avvisati da un Angelo di non ritornare da Erode, vi avviaste subito per altra strada alla vostra patria, otteneteci dal Signore la grazia che, dopo esserci con Lui riconciliati nei santi Sacramenti, viviamo lontani da tutto quello che potrebbe esserci occasione di nuovi peccati. Gloria.

IX. O Santi Magi, che, chiamati per i primi fra i Gentili alla cognizione di Gesù Cristo, perseveraste fino alla morte nella profession di sua fede, otteneteci dal Signore la grazia di viver sempre in conformità alle promesse da Lui fatte nel santo Battesimo di rinunziare cioè costantemente al mondo ed alle sue pompe, alla carne ed alle sue lusinghe, al demonio ed alle sue suggestioni, affine di meritarci come voi la visione beatifica di quel Dio che forma qui in terra l’oggetto di nostra fede. Gloria.

ORAZIONE.

Deus, qui hodierna die Unigenitum tuum, Gentibus stella duce, revelasti, concede propitius; ut qui jam te ex fide cognovimus, usque ad contemplandam speciem tuæ celsitudinis perducamur. Per eumdem Dominum, etc.

A GESÙ ADORATO DAI MAGI.

I Magi prostrati ai vostri piedi, o mio Salvatore, sono le primizie della Gentilità. Vi ringrazio mille volte della loro vocazione; essa fu pegno della mia; ma sono io poi altrettanto fedele a corrispondervi, quanto lo furono questi primi apostoli della Religione, miei veri modelli, miei colleghi nella fede? – Ah! Signore, risuscitate in me lo spirito di quella preziosissima grazia la cui memoria mi viene richiamata nell’adorazione dei Magi, di quella grazia inestimabile di cui già mi favoriste con una predilezione speciale, e che troppo sovente ho meritato di perdere dopo di averla ricevuta. La memoria della mia vocazione al Cristianesimo sia per l’avvenire, o mio Dio, il motivo della mia più viva riconoscenza. Le sue massime e le obbligazioni che ella mi impone facciano tutta la regola di mia condotta per meritarmi così il diritto all’eredità dei veri credenti.

Tre Gloria.

NOVENA E OTTAVA PER I MORTI (INIZIO 24 Ottobre)

NOVENA E OTTAVA PEI MORTI.

(INIZIO 24 Ottobre)

(G. Riva: Manuale di Filotea; XXX Ediz. Milano 1888)

All’Eterno Padre.

1. Padre onnipotente ed eterno, innanzi al quale vivono i morti non meno che i vivi, io adoro la vostra infinita santità che niente ammette di immondo nel regno della gloria, e ammiro la vostra sapienza e ringrazio la vostra misericordia che colla creazione del Purgatorio ha preparato un mezzo sicuro per purificare d’ogni macchia e rendere degne del cielo tutte quelle anime che escono di questa vita prima di avere interamente scontati i debiti da loro contratti colla vostra giustizia. E giacché, come Padre amorosissimo ed amantissimo sposo di tutti i fedeli rinchiusi in quella gran fornace di fuoco, niente più vivamente desiderate che di vederli perfettamente riconciliati con Voi, onde ammetterli al possesso dell’eredità vostra nel Paradiso, accettate di grazia, in unione dei suffragi di tutta quanta la Chiesa, quelle miserabili preghiere che noi vi offriamo per quegli esuli infelicissimi. Fate che vedano ciò che credettero, che posseggano ciò che sperarono, e che si riempiano di ciò che amarono. Degnatevi ancora di perdonare a noi tutti quelle colpe colle quali abbiamo meritato, non solo il Purgatorio, ma ancora l’inferno, o di aiutarci a profittare in avvenire così bene di tutti i travagli della vita, o a menare costantemente una condotta santa da poter alla morte passare senza ritardo al gaudio degli eletti in cielo. Maria addolorata, offrite i vostri meriti, e avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere anime del Purgatorio. Pater, Ave, Gloria, Requiem.

A Gesù Cristo.

II. Amorosissimo Redentore, che per la salvezza delle anime sosteneste niente meno che la croce, e fino all’ultima goccia versaste il vostro sangue divino affinché tutti avessero in pronto una soddisfazione sempre maggiore dei propri debiti, degnatevi di riguardare con occhio di misericordia le povere anime del Purgatorio, affine di estinguere del tutto, o almeno, mitigare in gran parte, l’ardore di quel fuoco che le tormenta. Noi vorremo essere così fervorosi da meritare presso di Voi una grazia cosi distinta, e che Voi stesso desiderate che vi sia chiesta da noi, per così secondare i consigli della vostra misericordia senza nulla togliere ai diritti della vostra giustizia. Ma, dacché le nostre preghiere non sono degne d’esaudimento, ascoltate nelle nostre quelle delle vostre afflittissime spose che vi furono sempre fedeli fino all’ultimo respiro, ed ora sospirano incessantemente di volare fra le vostre braccia per non allontanarsene mai più. Come potete Voi non commuovervi ai loro gemiti, non esaudire i loro voti, se continuamente benedicono la vostra destra nell’atto che le respinge da Voi, e le tiene immerse in un baratro di inesprimibili pene? Ah! come nel giorno della vostra morte discendeste in tutti i luoghi inferiori non solo per trionfare dei vostri nemici, ma ancora per consolare i vostri credenti, scendete adesso nel carcere del Purgatorio, e annunciando la pace a quanti vi si trovano rinchiusi, traeteli tutti con Voi alla partecipazione del vostro regno. Maria addolorata, offrite i vostri meriti, e avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere anime del Purgatorio. Pater, Ave, Gloria, Requiem.

Allo Spirito Santo.

III. Divino Spirito, creatore e santificatore delle anime, la cui natura non è che bontà, e il cui maggior piacere è l’usare misericordia, riguardate con occhio di compassione le povere anime del Purgatorio che, se sono addoloratissime per le fiamme che nella maniera più atroce le tormentano continuamente, sono assai più afflitte per esser disgiunte da Voi che siete l’unico lor sommo bene, e tanto più si accorano in quanto che non possono non conoscere che stava in mano loro l’evitar tanti mali col fare, mentre erano in vita, una maggior penitenza dei loro peccati, e collo schivare con maggior sollecitudine ogni anche piccola trasgressione della vostra santissima legge. Deh!. Voi che siete il padre di ogni consolazione, mitigate le pene di quelle infelici: compite nelle nostre suppliche i loro voti. In vista della fedeltà con cui vi servirono sopra la terra, dimenticate quei falli che la fragilità della nostra natura ha fatto loro qualche volta commettere; fate che senza ritardo succeda la luce alle tenebre, il riposo al travaglio, il giubilo alla tristezza, accordando loro quell’eterna felicità che avete promessa ad Abramo e a tutta la sua discendenza. Degnatevi ancora di fare a noi tutti conoscere quanto grande sia il debito che si contrae colla vostra giustizia per ogni minima colpa, affinché viviamo per modo da soddisfare a tutti i debiti finora contratti, e da non farne mai più dei nuovi. – Maria addolorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle lor pene le povere anime del Purgatorio. Pater, Ave, Gloria, Requiem.

A Maria.

IV . Amorosissima Consolatrice di tutti quanti gli afflitti, Madre di tutti i fedeli così vivi come defunti, Maria SS., volgete i vostri occhi misericordiosi sulle povere anime del Purgatorio, che non sono così meritevoli della comune pietà, perché incapaci di ajutarsi da sé medesime. Interponete presso il trono della divina misericordia tutta la potenza della vostra mediazione; offrite a sconto dei loro debiti, la vita, la passione, la morte, il sangue preziosissimo e i meriti ineffabili del vostro divin Figliuolo, non che i meriti vostri e quelli di tutti i Santi del Cielo e di tutti i giusti della terra; finalmente, tutti i sacrificj, le comunioni, le penitenze, le orazioni, le limosine, e tutte quante le opere buone che si sono fatte finora, e si faranno in avvenire nella cattolica Chiesa, onde, soddisfacendo compitamente alla divina giustizia, siano al più presto sollevate dalle atrocissime pene che soffrono, non solo pel fuoco in cui sono immerse, e per la lontananza dell’unico loro Bene, ma anche per la dimenticanza in cui sono lasciate dalla maggior parte degli uomini. Tre Ave e tre Requiem.

A San Michele.

V. Glorioso Arcangelo S. Michele, che come principale protettore di tutto il popolo di Israele, per una via tutta seminata di vittorie e di prodigi lo traeste dall’Egitto ov’era schiavo, e lo rendeste possessore di quella felicissima terra che era da tanto tempo l’oggetto de’ suoi sospiri; e come specialissimo protettore del mistico gregge evangelico fate sempre vostra delizia il liberarlo da tutti i pericoli, il consolarlo in tutti gli affanni e il procurargli l’appagamento di tutti i santi suoi voti, degnatevi di ottenere alle povere anime del Purgatorio la mitigazione e l’abbreviamento delle tormentosissime pene in cui gemono, come già consolaste i tre fanciulli nella fornace, rendendo innocuo colla vostra presenza le fiamme da cui erano circondati. Colla vostra benigna presenza, voi le rendeste trionfatrici d’ogni assalto nemico, quando stavano per uscire da questo esilio, e perorando la loro causa presso il divin tribunale, otteneste lor la sentenza assicuratrice del Cielo. Compite adunque l’opera vostra coll’impetrar loro sollecita la liberazione da quel carcere in cui si trovano ancor rinchiuse. E, se è ufficio vostro l’introdurre le anime sante nel Regno della luce solennemente promesso ai veri figli di Abramo, non tardate a sollevare fra gli splendori della gloria chi ora geme fra le tenebre le più dense, e a far partecipe delle eterne delizie chi ora spasima fra ogni sorta di pene. Noi ve ne scongiuriamo colle suppliche le più fervorose; e sicuri della vostra annuenza ai nostri piissimi desiderj vi promettiamo fin d’ora perpetua la più viva riconoscenza alla divina misericordia, non meno che a voi che ne siete, dopo la Vergine Maria, il più munifico dispensatore e il più caritatevole ministro. Tre Angele Dei e tre Requiem.

A San Giuseppe.

VI. Gloriosissimo patriarca S. Giuseppe, alla vostra autorevole intercessione raccomando vivamente il riposo e la pace eterna di tutte le anime penanti nel Purgatorio. Voi non potete non aver tenerezza per loro, dacché sono figlie dilettissime di Maria vostra sposa, e spose amatissime di Gesù che a voi volle essere subordinato e riputato vostro figliuolo. Oltre di che, se voi siete cosi generoso nel sovvenire a chi languisce in questa valle di pianto, molto più lo sarete nel sovvenire a chi pena in quel torrente di fuoco. Vi supplico dunque, o grande amministratore delle grazie e de’ tesori di Dio, ad interporre frequentemente per quelle anime le vostre efficaci preghiere; tanto più che niente a voi nega su in cielo chi si compiacque di essere vostro suddito qui sulla terra. Tre Gloria e tre Requiem.

Alle Anime Purganti.

VII. Anime sante del Purgatorio, che in mezzo alle pene più atroci di quella orrenda fornace benedite di continuo quella spada che vi strazia, quella mano che vi flagella per farvi degne del Cielo, consolatevi, poiché se avete legate le mani e i piedi, onde non potete ajutarvi da voi stesse, vi è però in terra chi le ha tuttora libere e sciolte per levarle al Cielo in vostro favore e stenderle al vostro soccorso. Consolatevi, che se finora foste addolorate ed afflitte, non andrà molto che il Signore riconciliato con voi per mezzo dei nostri suffragi, rasciugherà di propria mano le vostre lagrime e allontanando da voi la spada che vi strazia per purificarvi, v’introdurrà nel regno della luce e della pace d’onde sono eternamente sbanditi l’affanno ed il dolore. Noi ci ricordiamo di voi per suffragarvi: voi ricordatevi di noi per ajutarci: perocchè, sebbene per voi nulla possiate, per altri potete assaissimo. Deh per pietà! appena sarete arrivate alla gloria a cui aspiraste con tanti gemiti, ricordatevi di chi soddisfacendo per voi, ve ne ha anticipato il possesso. E come siam tuttavia in un mare sempre burrascoso che ad ogni istante ne minaccia naufragio, fate colla vostra mediazione che evitiamo tutti gli scogli, superiamo tutte le tempeste onde camminando sicuri per la strada da voi già percorsa, giungiamo un giorno con voi al porto sospiratissimo della beatitudine sempiterna. Requiem.

NOVENA A TUTTI I SANTI (INIZIO 23 OTTOBRE, FESTA 1 NOVEMBRE)

NOVENA A TUTTI I SANTI (Inizio 23 Ottobre, festa 1 novembre)

La festa instituita da Bonifacio IV nel 608, fu resa universale da Gregorio IX nel 835.

1. O Regina di tutti i Santi, la più potente mediatrice fra Dio e gli uomini e l’arbitra sovrana di tutte quante le grazie, volgete sopra di noi gli sguardi della vostra misericordia, e fate che, camminando dietro le orme da voi segnate nella strada della virtù, meritiamo il favore del vostro potentissimo patrocinio, e ci assicuriamo la partecipazione alla vostra gloria nel Paradiso. Tre Ave.

II. Spiriti celesti, che fin dal principio del mondo assistete al trono dell’Altissimo, voi la cui continua occupazione è cantare le sue lodi, eseguire i suoi ordini, e zelare la sua gloria, ottenete a noi tutti la grazia di fare nostra delizia l’osservanza dei divini comandamenti e la pratica fedele di tutto quello che voi per celeste commissione suggerite al cuor nostro, onde meritiamo un qualche giorno di occupare qualcuna delle tante sedi rimaste vuote per la ribellione dei vostri compagni. Tre Angele Dei.

III . Fedelissimi Patriarchi, Santissimi Profeti, zelantissimi Apostoli, invitti Martiri, integerrimi Confessori, castissime Matrone, Vergini immacolate, voi tutti, quanti siete che regnate con Cristo nel Paradiso, dai seggi luminosi della vostra beatitudine volgete uno sguardo di pietà sopra di noi esuli infelici della celeste Sionne. Voi godete ora l’ampia messe di gaudio che meritata vi siete seminando nelle lagrime in questa terra di esilio. Nientemeno che Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l’oggetto ed il fine dei vostri godimenti. O Anime beate, intercedete per noi! Ottenete a noi tutti di camminare fedeli dietro le vostre pedate, di seguire animosi i vostri esempi, di ricopiare continuamente in noi stessi le virtù vostre, affinché, da imitatori che siamo attualmente delle vostre grandi virtù, diventiamo un giorno partecipi della vostra gloria immortale. Tre Gloria.

(G. Riva: Manuale di Filotea, XXX Ediz. – Milano, 1888)

LO SCUDO DELLA FEDE (225)

LO SCUDO DELLA FEDE (225)

MEDITAZIONI AI POPOLI (XIII)

Mons. ANTONIO MARIA BELASIO

Torino, Tip. e libr. Sales. 1883

Il Rosario meditato e recitato col popolo.

PARTE SECONDA

MANIERA DI RECITARE IL ROSARIO.

MEDITAZIONE XIII.

Il Rosario meditato e recitato col popolo

MISTERI GLORIOSI

PRIMO MISTERO, — La Risurrezione.

Nel primo mistero glorioso si contempla come il nostro Signor Gesù Cristo il terzo giorno dopo la sua morte risuscitò glorioso e trionfante per non mai più morire.

CONSIDERAZIONE.

Che cosa vuol dire recitare il Rosario?

Vuol dire mettersi col cuore in Gesù Sacramentato, e contemplarlo quasi si vedesse lì, come dice il mistero; e il mistero ci dice che Gesù risuscitò glorioso. Ora contempliamolo un istante il nostro Gesù morto come era là nel sepolcro; ed innanzi a Lui non altrimenti che le pie donne, ardiamo profumi della nostra tenerissima devozione intorno intorno a quel Corpo che combatté per noi fino all’ultima goccia di sangue. – Ma oh! ci par di vederlo in questo momento morire nell’aspetto di celestiale bellezza. Gli occhi brillano di luce di paradiso: si trasfigura la carne in isplendor di gloria celeste: cadono a terra squarciate le bende mortuarie: fugge, diremmo, la morte da Lui, come le guardie atterrite: il Redentore trionfante risorge ….. Alleluia! alleluia! gridiamo nell’estasi del gaudio giubilanti, come la Chiesa, la quale ripete palpitante di gioia: Lode a Dio: alleluia! È risorto, è risorto il Salvatore nostro: via tutte paure! Cadiamogli ai piedi come la Maddalena, giubiliamo cogli Apostoli, acclamiamogli intorno: o Maestro, o Salvatore nostro, o Figliuol di Dio, re nostro che ci guidate alla risurrezione ed alla gloria!

Pater noster. O Padre nostro: al cielo, al cielo con voi. Ecco, che vi ci guida il vostro Figlio. Noi vi daremo sempre con Lui gloria nella nostra vita; regnate intanto qui fra noi in terra, e tirateci tutti in paradiso; e noi qui, quali vostri figli, desideriamo compiere la vostra santa volontà come i beati in cielo (si reciti la prima parte del Pater noster). Padre santo, dateci il pane della vita che troveremo in Gesù. (Qui si fa la Comunione spirituale). Per Gesù perdonateci, e dateci la carità verso tutti. Deh, nelle prove e nelle battaglie teneteci sempre con Gesù risorto alla nostra testa; e così non ci perderemo. (Si reciti la seconda parte del Pater noster).

1. Ave Maria. Redentore Gesù, noi vi contempliamo come là nel sepolcro con quelle vostre piaghe da cui deriva la nostra eterna vita. O Maria madre nostra, a quel modo che il santo profeta Eliseo si stendeva col suo santo corpo sul corpo del fanciul morto e gli ridonava la vita, così voi metteteci colla bocca, colle mani, coi piedi, col cuore sul Cuore di Gesù nel Sacramento; ché risorgeremo a vita eterna. Dio vi salvi, o Maria.

2. Oh istante beato!… Gesù nel sepolcro apre gli occhi brillanti di luce di paradiso… si trasfigura in gloria il santo Corpo suo; il Cuor aperto ve’ che palpita dell’immortale vita di Dio!… Risorge!… Oh Maria! sì, o Maria, verrà il giorno in cui risorgeremo anche noi, in cui il cuor nostro palpiterà del palpito del Cuore di Gesù. Allora, allora quanto ci sarà caro l’aver patito con Gesù. Ma intanto voi, Madre, confortateci a soffrir con pazienza in questa breve vita. Dio vi salvi, o Maria.

3. Mondo, demonio, cattive persone, andatevi lungi da noi come fuggivan le guardie che credevano di tener nel sepolcro Gesù. Noi vogliamo la bocca, gli occhi, le mani, i piedi, il cuore nostro tenere crocifissi con Gesù, lontani dai peccati; e di qui in poi grideremo sempre in ogni tentazione: Gesù e Maria! Dio vi salvi, o Maria.

4. O Maria, qual gaudio per voi, quando vi comparve risorto glorioso il vostro Gesù, che voi deponeste con tanto dolore nel sepolcro! O Maria, quale gaudio, quando risorgeremo anche noi, e nell’orizzonte dell’immortalità ci smarriremo nel gaudio di Dio in paradiso. O paradiso! o paradiso!… e noi vedremo caduto a nulla il tempo dei patimenti di quest’ora di vita in terra. Deh, non lasciateci mandar a male il gaudio dell’eternità per questo istante del tempo presente. Dio vi salvi, o Maria.

5. E risorto! è risorto! alleluia, lode a Dio! È qui con noi! Vengano pure le tentazioni, le prove e le battaglie; il nostro grido del combattimento sarà alleluia. Lode a Dio; Egli è risorto, e noi combatteremo colla fiducia del trionfatore sulla fronte. Avvenga pure quel che Dio permette: Gesù ci precede risorto, e c’incoraggia alla vittoria col dirci: confidate; io vinsi il mondo. O Maria, ci ravvivate la speranza del trionfare appresso a Gesù con voi in gloria. Dio vi salvi, o Maria.

6. Maddalena quando sel vidde risuscitato, mise un grido per dirgli tutto il cuor suo: oh Maestro! — Gli Apostoli in contemplandolo estatici posero la mano sul suo Cuore aperto; e Gesù li faceva padroni del suo Sangue per pagare i peccati in confessione; e gl’invitava a cercar tutti la pace nel suo Cuore in comunione. O Maestro e Salvator nostro, noi ci butteremo ai vostri piedi in confessione; e voi ci proverete nell’anima il vostro Sangue, e ci accoglierete nel vostro Cuore santissimo in comunione. Maria, dateci mano voi. Dio vi salvi, o Maria.

7. L’abbiamo qui con noi Gesù trionfante; ma è come il prode che combatté, ed ha ancora aperte le piaghe, le quali dicono quanto gli costi la sua vittoria e l’altrui salvezza. Santo Capo, ancora veggiamo i fori che vi fecero le spine: Care Mani, ancora gli squarci che vi fecero i chiodi! Piedi benedetti, ancora i buchi! O Membra sante, che avete versato sino all’estrema goccia di Sangue per noi; o Cuore dolcissimo, che gemi ancora Sangue! Caro Gesù, qui è con Voi il nostro cuore: noi vi voleremo coll’anima le mille volte al giorno intorno, perché qui è tutto il nostro tesoro. O Gesù, o Maria, vi mettiamo in seno la vita nostra. Dio vi salvi, o Maria.

8. Gesù dice a noi come già agli Apostoli: beato chi crede in me: confidate, poiché io ho vinto il mondo: pigliatevi la vostra croce, fatevi dietro a me, ed io vi guiderò a vittoria. Gli Apostoli giurarono di credergli, e seppero morire per la loro credenza. Maria, in tutte le tentazioni, in tutte le disgrazie, nelle più tremende prove noi grideremo: Gesù! e grideremo a voi, Maria; e se moriremo con voi, la morte sarà un trionfo di paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

9. Gesù risorto apparve in Emmaus ai discepoli, i quali nol conobbero in sulle prime solo con parlargli; ma quando lo videro benedire il pane, allora si aprirono i loro occhi. Ah Gesù, per comprendere bene i misteri del vostro amore non basta essere istruiti; bisogna ricevere i Sacramenti. Oh Maria, aiutateci a gustare le cose di Dio col fare le opere di divozione e di carità. Dio vi salvi, o Maria.

10. Gesù disse agli Apostoli: andate ad insegnare a tutti gli uomini quanto io insegnai a voi stessi. Gli Apostoli andarono, e i loro successori anderanno finché duri il mondo, colla verità diffondendo la carità divina. Da questo comando vien mandata la salvezza per l’universo. Oh Maria, fate voi che i poveri figliuoli degli uomini così miserabili comprendano come la dottrina, i Sacramenti e la grazia di Gesù Cristo solo li possano consolare e salvare. Dio vi salvi, o Maria.

Gloria Patri. Padre santo, noi ci consoliamo; imperciocchè a Voi rende gloria per noi il vostro Gesù. Gesù, gloria a Voi trionfante: date gloria al vostro Padre collo stendere il vostro trionfo di misericordia sopra tutti gli uomini. Spirito Santo, gloria a Voi: da Voi speriamo che si rinnovelli il mondo, e risorga a vita vera l’umanità. (Si reciti il Gloria Patri). Requiem æternam. Gesù glorioso, spezzate i vincoli che tengono in patimenti le care anime del purgatorio. Sono, ben lo sapete, le figliuole care di vostra Madre. (Si reciti il Requiem æternam).

SECONDO MISTERO. — L’Ascensione al cielo.

Nel secondo mistero glorioso si contempla come nostro Signore Gesù Cristo quaranta giorni dopo la sua gloriosa risurrezione, sali in cielo alla presenza di Maria SS. e dei suoi discepoli.

CONSIDERAZIONE.

Gesù risuscitato è qui in mezzo di noi nel Sacramento, siccome là sul monte dell’Ascensione. Qui, come gli Apostoli, contempliamolo giubilanti del suo trionfo. Egli ci mostra le sue Piaghe gloriose, e pare che ci dica: queste sono ancora per voi aperte; ma andate con coraggio, pigliate anche voi la croce vostra, e seguitemi su al cielo, al cielo, alla gloria di beatitudine eterna col Padre in paradiso. – Prima di ogni cosa cadiamogli ai piedi, e guardandolo in quelle Piaghe con parole piene del pianto della gratitudine ringraziamolo d’averci salvati a tanto costo. Ora poi versiamogli il cuore in tenerezza, e diciamogli: Redentore nostro pietosissimo, vero principe di pace, Voi avete riconciliato il cielo colla terra, avete rotta quella barriera che gli uomini teneva lontani dal paradiso. Voi squarciaste la scritta di perdizione su cui erano registrate con caratteri orribili le nostre colpe. Questa carta voi l’attaccaste alla vostra croce, e dalla croce scorre giù il Sangue che cancella i peccati nostri. Trionfatore della morte, Voi avete portato il terror nell’inferno, rovesciato il trono del demonio, e lui incatenato a pié della croce, spezzando i ceppi della schiavitù; ed avete tirato fuori dal limbo le anime dei Santi che Vi sospiravano. Ah gli Angioli nel vedervi salire al cielo alla testa di questa legione trionfante, guardano con rispetto la terra che innaffiata del Sangue vostro è divenuta la scala del paradiso! Al paradiso dunque salite in gloria. Aprite le porte, o principi delle sfere celesti; Egli è il Salvatore degli uomini, il quale prende possesso del regno celeste per noi conquistato, e porta per la prima volta la carne umana in paradiso. O Gesù, Gesù glorioso! Voi salite al cielo, e vi accompagnano i nostri cuori tra lo splendore della eterna gloria; ma Voi non ci lasciate orfani in terra. Qui avete i vostri interessi, qui avete noi che siamo figli del vostro Sangue, e che vi costiamo tanti dolori; qui voi quindi restate compagno del nostro peregrinaggio, e fate causa comune con noi: qui nel Sacramento Voi siete carne della nostra carne, ossa delle nostre ossa: Voi siete il Capo e noi le membra vostre. Voi qui, e Voi in seno al Padre nello splendore della maestà di Dio in paradiso. Gesù, Gesù, dove è il capo, speriamo, vi devono essere eziandio le membra….. Ah stretti del cuore con Voi, con Voi dunque grideremo: Pater noster… O Padre nostro, che siete in cielo, e noi qui in terra guardate col vostro Figlio a darvi gloria, deh stendete il vostro regno su tutti gli uomini. Che se non possiamo farvi conoscere ed amare da tutti colla predicazione, almeno ci uniremo col Cuor di Gesù nell’Apostolato della preghiera e grideremo con Gesù: Venga il vostro regno; fatevi conoscere, o Signore, ed amare da tutti: pigliateci tutti tra le braccia della vostra bontà, e portateci a far tutto il bene, giacché tutto il bene è fare la volontà vostra. (Si reciti la prima porte del Pater noster). Buon Gesù, riceveteci nel vostro cuore, teneteci con voi in terra nel Sacramento. (Si fa la Comunione spirituale). Pagheremo del vostro Sangue i nostri peccati, con Voi faremo tutto il bene possibile ai nostri fratelli; con Voi vinceremo tutte le prove e le tentazioni. Ah sì, si, Voi ci libererete dal peccato, e da ogni male, per farci con Voi beati in paradiso. (Si reciti la seconda parte del Pater noster).

1. Ave Maria. Madre nostra benedetta, come voi già sull’Oliveto, noi ora in vostra compagnia contempliamo Gesù nostro glorioso nell’istante che ascende al cielo. Ah quelle Piaghe e quel Cuore lacerato ci fanno intendere quanto poté operare la potenza dell’amore del Figliuol di Dio, del Figliuol vostro Gesù! O Maria, noi non sappiamo dirgli tutto il cuor nostro: ditegli Voi di quelle parole che sapete dire voi sola, e portateci tra le vostre braccia a Lui vicini a baciargli le Piaghe per segno di ringraziamento. Dio vi salvi, o Maria.

2. Piaghe santissime e gloriose, voi ci guadagnaste il paradiso! Oh se i mali, le disgrazie, le tribolazioni e tutte le altre piaghe di questa povera vita ci rendono simili al nostro Gesù, deh, Maria, aiutateci a patire ben volentieri, poiché il patire lavora la eterna gloria. Dio vi salvi, o Maria.

3. Quanto era il gaudio che provavano gli Apostoli nel contemplarsi in mezzo di loro Gesù! Ma Gesù disse loro: andate a predicare ciò che io v’insegnai; e gli Apostoli percorsero il mondo, e lo fecondarono fino del loro sangue. O Maria, vi preghiamo come gli Apostoli intorno a Voi, teneteci fissi col cuore in Gesù; e noi anderemo a fare i doveri nostri dove ci manda il volere di Dio per servire sempre il nostro Re della gloria. Dio vi salvi, o Maria.

4. Gesù, ci par di sentirlo dire: io vado al cielo, vi porto le mie Piaghe gloriose, e le tengo là aperte per voi. Oh Maria, quale conforto gli è mai per noi di avere il nostro Gesù colle Piaghe aperte per noi in cielo! Ma aiutateci a medicargli le sue piaghe in terra, trattando con carità ì poveri nostri fratelli e bisognosi. Dio vi salvi, o Maria.

5. Buon Gesù Salvatore nostro, noi vi contempliamo nell’istante che salite al cielo, e con un grido di giubilo ci slanciamo col cuore ad abbracciarvi nel Sacramento. Caro Gesù, è proprio vero che non ci lasciaste orfani qui sulla terra! O Maria, Maria, teneteci stretti con Gesù nel Sacramento, fintantoché non ci accoglierete in paradiso. Vogliamo spirar l’anima in una Comunione spirituale. Dio vi salvi, o Maria.

6. Gesù disse ai discepoli: andate, siete pochi, ma vincerete il mondo; io sono qui con voi fino alla consumazione dei secoli. Passarono già mille ottocento anni, e Gesù mantiene la sua promessa, e la Chiesa vince sempre, e cammina tra le ossa de’ suoi nemici. Maria, in tutte le prove, in tutte le tentazioni, in tutte le battaglie fatte contra la Chiesa noi grideremo: Dio è con noi, e chi può vincere Iddio? Dio vi salvi, o Maria.

7. Un capitano, il quale guida alla vittoria i suoi soldati, se si slancia colla bandiera in mezzo ai nemici, strascina i suoi commilitoni nel vortice della battaglia e li vede pugnare fino alla morte. Gesù trionfante, Voi ci precedeste col vessillo della vostra croce; e noi combatteremo, vinceremo fino alla morte, e sarà il nostro grido: Gesù, Gesù e Maria. Dio vi salvi, o Maria.

8. Oh Gesù, oh Gesù! Voi volate in gloria Dio col Padre e volate con quel vostro Corpo nello splendore della Divinità, il quale è Carne della nostra carne e Sangue del sangue nostro… O Madre purissima, fate da Madre qui con noi, che vogliamo questo nostro corpo portarci pure alla gloria del paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

9. Voi Gesù, Voi Maria siete in paradiso, che ci aspettate. Ah siamo adunque concittadini del cielo; ma qui tuttavia in peregrinaggio ancor in terra! Ci affretteremo per giungere lassù alla patria nostra. Voi proteggeteci nei pericoli del nostro esilio. Dio vi salvi, o Maria.

10. Il nostro cuore diamo a Gesù, la nostra mano a Maria nell’istante della nostra vita che passa. Col cielo aperto che ci aspetta, con Gesù e Maria che ne aiutano, non vogliamo perderci, no, in questi inganni del mondo; ma affrettarci verso del cielo, e dar la destra ai nostri fratelli per condurli con esso noi. O Maria, vi raccomandiamo tutti, perché nessun si perda degli uomini salvati col Sangue del vostro Figlio. Dio vi salvi, o Maria.

Gloria Patri. Voi, Voi, o Gesù glorioso alla destra del Padre, dategli Voi la gloria che gli è dovuta dall’universo, ma specialmente da questa povera terra, abitazione vostra. Gloria a Voi, Gesù Dio-Uomo, e gloria in seno a Dio alla vostra Umanità divinizzata. Spirito Santo, gloria a Voi sempre, a Voi Amore del Padre e del Figlio in cielo, e qui tra noi in terra. Tirateci con Gesù in paradiso. (Si reciti i Gloria Patri). – Requiem æternam. O Gesù nostro! anche le Anime del purgatorio, guardano su in cielo alle vostre Piaghe; e Voi dal Costato vostro versate il Sangue glorioso nel purgatorio su di esse poverette che sono in tanti patimenti. (Si reciti il Requiem æternam).

TERZO MISTERO. — La discesa dello Spirito Santo.

Nel terzo mistero glorioso si contempla come Gesù Cristo mandò lo Spirito Santo sopra gli Apostoli che stavano con Maria Vergine congregati dentro del Cenacolo in orazione il giorno di Pentecoste.

CONSIDERAZIONE.

Quando Gesù salì in trionfo alla gloria del paradiso, che cosa potevano mai fare gli Apostoli per provvedere alla loro debolezza, e prepararsi a ricevere lo Spirito Santo loro promesso? Essi seppero ben fare il meglio. Si raccolsero intorno a Maria Santissima come intorno alla più cara speranza, ed insieme con Lei si abbracciarono a Gesù nel Sacramento, celebrando la santa Messa; e col cuore in Gesù, sotto la protezione di Maria perseveravano in orazione. Giunge il dì della Pentecoste; si sente come un turbine, che scuote il Cenacolo; ed ecco scendere lo Spirito del Signore nell’apparenza di colomba; e sotto la forma di lingue di fuoco diffondersi su quei fortunati. Gli Apostoli non possono più trattenersi, invasi di virtù dall’alto; rompono i cancelli del Cenacolo presentandosi a predicare Gesù ad un popolo contraddicente, e gli rinfacciano il delitto di avere dato la morte al Salvatore. Predicano la penitenza e la salute, e predicano nelle lingue di tutte le genti convenute a quella solennità in Gerusalemme… Sono incatenati, battuti affinché tacciano; ma essi predicano più alto ancora. Martoriati, strascinati sul patibolo muoiono col sorriso sul labbro, nella fiducia che lo Spirito del Signore susciterà nuovi prodi decisi a dare la vita per salvare le anime a gloria di Dio. Anche noi poveri di spirito ed umili seguaci di Gesù Cristo, anche noi come i discepoli, in mezzo ad un mondo nemico di Dio e dei suoi servi pigliamo coraggio, qui ci raccogliamo intorno a Gesù nel Santissimo Sacramento sotto la protezione di Maria, e duriamo perseveranti nella preghiera, recitando devotamente il santo Rosario. Gridiamo al Padre. Pater noster. O Padre santo, che avete in cielo con Voi il Figlio vostro e nostro Gesù, mandateci lo Spirito di santa adozione. Collo Spirito vostro daremo gloria a Voi, Voi regnerete nel nostro cuore, e noi saremo figli del vostro amore. (Si reciti la prima parte del Pater noster). Gesù, venite con noi coll’abbondanza del vostro Spirito. (Qui si fa la Comunione spirituale). Spirito di carità, purificate col vostro amore i nostri cuori, ci infondete la carità inverso di tutti, la forza a combattere; e tirateci in fine al trionfo della vostra bontà in paradiso.

1. Ave Maria. Gli Apostoli, quando una nube tolse agli sguardi loro Gesù che saliva al cielo, paurosi si strinsero intorno alla Madre, sperando tutto dal suo amore. Anche noi in questa povera vita chiamiamo Voi, o Maria, e a Voi sospiriamo piangendo. Deh volgete lo sguardo, e date la mano a noi per menarci da questo esilio nella patria insieme con Gesù. Dio vi salvi, o Maria.

2. Gli Apostoli nel Cenacolo intorno a Maria, confortati da Lei eseguirono il caro comando di Gesù Cristo; consacrarono cioè il Corpo ed il Sangue di Lui nel Sacramento, e si gettarono sul suo Cuore. O Maria, noi non siamo degni di tanto; ma Gesù ci chiama, ci comanda a riceverlo in Sacramento: deh, imprestateci il vostro cuore per riceverlo nel nostro seno. Dio vi salvi, Maria.

3. Standosi gli Apostoli nel Cenacolo in orazione con Maria e con Gesù nel Sacramento, ricevettero la pienezza dello Spirito Santo. O Maria, colla vita raccolta, colla divozione a Voi, coll’anima a Gesù in Sacramento riceveremo eziandio noi, lo speriamo, l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo. Dio vi salvi, o Maria.

4. Erano ben poveri di cuore gli Apostoli, che tutti abbandonarono Gesù in mano ai Giudei, e Pietro il più ardente di loro giunse puranco a negarlo. Spaventati dall’esperienza della loro miseria, si misero intorno a Maria, si nascosero nel Cenacolo, e là pregavano Gesù che era in mezzo di loro. O Maria, tirateci fuori delle occasioni pericolose in cui abbiamo provata tante volte la nostra debolezza, teneteci devoti a voi, e noi uniti con Voi e Gesù, grideremo in tutte le tentazioni: Gesù e Maria!… Dio vi salvi, o Maria.

5. Adoriamo in santo timore! Scende lo Spirito Santo sopra gli Apostoli; ed eglino diventano coraggiosi in predicare alto Gesù ad un popolo di contradditori. I Farisei li incatenano, li flagellano, loro comandano di non parlar più oltre di Gesù; ma essi predicano più alto ancora, e col dare la vita vincono il mondo e fanno adorare Gesù. O Maria, aiutateci a servire Dio, a dar gloria a Lui senza rispetto umano sino a dare il sangue, se è mestieri, pel nostro Signore! Dio vi salvi, o Maria.

6. Gli scribi e i farisei volevano farli credere ubbriachi e matti frenetici; ma tutta la gente grida: miracolo! miracolo! essi parlano proprio nell’istesso tempo in tutti i nostri linguaggi; e siamo di tante nazioni… Oh egli è proprio vero che tutti i popoli intendono il linguaggio della carità! O Maria, otteneteci dallo Spirito Santo il dono della carità; ed allora ben potranno dirci che siamo matti, perché siamo devoti, ma la carità finirà col farci conoscere, e col far rispettare la divozione. Dio vi salvi, o Maria.

7. Lo Spirito Santo che discende negli Apostoli, aveva già parlato ad Adamo per non lasciarlo perdere in disperazione e parlato aveva ai Patriarchi, ai Profeti dell’antico Testamento per mantenere viva in loro la fede nel Redentore venturo. Lo Spirito Santo discese pure in voi, o Maria, e per Gesù si diffonde nella Chiesa, e le mantiene la vita che non può mancare: da Lui viene ogni verità, ogni virtù, ogni ben sulla terra. O Maria, teneteci come membra in un sol corpo uniti alla Chiesa affinché ci vivifichi dei suoi doni lo Spirito del Signore che giammai l’abbandona. Dio vi salvi, o Maria.

8. Sono mille ottocento e più anni che la Chiesa sempre infallibile e santa, insegna tutte le verità, condanna tutti gli errori, fa sola il vero bene agli uomini nell’universo, e salva i figli che le si affidano interamente, perché ha lo Spirito Santo che la inspira. Sono da sei mila anni che gli uomini, i quali vogliono far tutto da loro senza di Dio, non fanno che male alla povera umanità, e tutto che toccano, in man di loro si guasta, tantoché fin l’istruzione li fa diventare peggiori. O Maria, teneteci attaccati alla Chiesa, perché non c’inganni e non ci perda il malo spirito. Dio vi salvi, o Maria.

9. Gli Apostoli corsero a conquistare il mondo ed a salvare gli uomini per Gesù Cristo; e milioni e milioni di Cristiani diedero il sangue per la fede cattolica. Il mondo non può resistere a tanta virtù: è lo Spirito di Dio che rende invincibile la Chiesa. O Maria, mentre ci sentiamo così meschinelli, e non siamo che miseria e peccato, se voi ci pigliate per figli e ci ottenete la forza dello Spirito del Signore, anche noi diverremo capaci di fare tutto il bene che Dio vorrà da noi. Dio vi salvi, o Maria.

10. Solleviamoci col pensiero a Dio. O  Maria, o Maria, Gesù vostro Figlio e Figlio del divin Padre è qui con noi. Deh, unite tutte le nostre persone in Gesù; e fate che lo Spirito Santo, amor sostanziale del Padre e del Figliuolo, ci compenetri, vivifichi, ci trasporti in paradiso. Dio vi salvi, o Maria. Gloria Patri. Grande Iddio, Voi siete Padre e ci mandaste di cielo dal vostro seno il vostro Figliuolo. Spirito Santo, Amore eterno del Padre e del Figlio, santificateci con Gesù, sì che siamo degni di darvi gloria in terra, per potervi poi glorificare con Gesù e col Padre in cielo per tutti i secoli nella vita eterna. Gloria Patri. Requien  æternam. Spirito Santo, divino Paracleto,consolatore di tutti, amore eterno, vita di tuttii cuori, refrigerio delle anime, padre dei poveri,sommo bene di tutti, tirate in gaudio eterno le povereanime del purgatorio. Requiem æternam.

QUARTO MISTERO, — L’Assunzione di Maria SS.

Nel quarto mistero glorioso si contempla come Maria Santissima, dodici anni dopo l’Ascensione di Gesù Cristo suo Figliuolo, passò di questa vita, e dagli Angeli fu assunta al cielo.

CONSIDERAZIONE

Oh raccogliamoci piamente a piè dell’altare e con Gesù contempliamo la Santissima Madre nostra. Ella è caduta nel languore della morte, e pare un fiore di mattina troppo carico di rugiada piovutagli dal cielo in grembo, che languendo sulle le ride ancora verso il cielo; od un fiore della sera che pel calore che lo consuma espandendo i suoi effluvii si ripiega dolcemente sullo stelo. Deh, posiamoci appresso a Lei senza tema, benché morta… Piangeremo su questa tomba?… Gloria a Dio!… e che cerchiamo fra li morti Colei che è la Madre della vita?… Contempliamola nell’istante che risorge… A quel modo che sopra della vetta di altissima montagna, mentre il cielo s’indora e fiammeggia della luce color rosa in oriente, si alza una nube del candore di puro argento, e leggera leggera vola innanzi, e pare si fermi a vagheggiare il sole nascente; e il sole l’investe e la compenetra tutta, l’incorona di raggianti baleni, cui ella spezza, rinfrange e spande intorno in liste di vaga luce riflessa, e fa risplendere sì bellamente di quella luce color di rosa le nugolette di che è cosparso il cielo; così con quel Corpo spirituale sopra degli Angeli si eleva a Dio Maria gloriosa. Dio l’ammanta di sua luce divina, la compenetra e l’incorona di splendore celeste; sicché risplende della bellezza di che è bello Iddio in cielo. Ella poi manda da quella gloria lo splendore di virtù che ci indirizza in paradiso. Per noi, solo al contemplarla in quel candore di luce divina, si purificano i nostri pensieri, coi pensieri si purifica il nostro cuore, e si riflette anche sui nostri corpi un riverbero di quel candore di purità, per cui Maria fissa in Dio, ci solleva e ci attira a Dio.

Pater noster. Oh grande Iddio e Padre nostro; Voi nella vostra grande misericordia ci avete data così cara Madre che vi siete assunta in cielo; quindi anche per questo noi vogliamo darvi gloria, eterna gloria dare vogliamo al vostro nome. Deh, voi regnate nella famiglia dei vostri figli, e lasciate che Maria ci metta come tanti bimbi suoi in seno al vostro amore a fare sempre la vostra volontà. (Si reciti la prima parte). Ah per Maria date in seno a noi il Figliuol vostro (qui sì fa la Comunione spirituale), e per Gesù dateci tutti i beni, specialmente la carità verso tutti come a figli del vostro amore: sosteneteci nelle tentazioni, liberateci dal male e chiamateci con Gesù e Maria in paradiso.

1. Ave Maria. Maria, Maria!… Adoriamola che spira… Ella è tutta in Dio… e l’anima santissima si smarrisce, s’inabissa, S’imparadisa in Dio… e con un palpito del cuore spirando trovasi in cielo. Deh Maria, di seno a Dio aiutateci a consumare la vita nostra in opere sante tutta per Dio, sicché spiriamo l’anima nella Comunione spirituale in seno a Gesù, per cui vogliamo vivere e dare la vita. Dio vi salvi, o Maria.

2. Come fiore di paradiso caduto in terra appassito cade il corpo di Maria, nel cui seno pigliò la carne il Figliuol di Dio. Ma la morte non ardisce di guastarlo; esso tosto risorge immacolato, e poi s’innalza in paradiso. O Maria, deh serbateci così puri anche del corpo, si che lo portiate con Voi in cielo quando risorgeremo a vita eterna. Dio vi salvi, o Maria.

3. Benedetta fra tutte le donne, dal Signore voi foste destinata a nascere nel seno di famiglia reale, ma decaduta in povertà; viveste povera dal mondo non curata, e foste ridotta a correre sotto il patibolo dove inchiodavano il vostro Figlio, là disprezzata come la madre del condannato. Foste adunque la più umile di tutti, ed ora risorgeste trasportata in cielo Regina dell’universo. Oh Maria, noi saremo con Voi, e vivremo disprezzati volontieri: non vogliamo che la gloria di Dio, e con Voi essere in gloria in paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

4. Contempliamola appena spirata… Oh via, non cerchiamola fra i morti. Ella risorge più bella degli Angioli del paradiso, e il suo cuore palpita di vita tutta divina. Deh Madre, fate che i nostri cuori, affamati di ben di Dio, non palpitino che d’amore di Dio per vivere assorti in Dio in paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

5. O Maria, o Madre, o Madre, Voi andate in cielo… Ah noi vi piangiamo appresso, lasciati qui esuli in questa valle di lagrime. Tirateci appresso di Voi e di Gesù in paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

6. O Maria, nel contemplarvi assunta in cielo ci pare di sentirvi a dire intenerita cogli occhi in basso rivolti fino a noi: Orsù, su, figliuoli, conservatevi in purità, vivete disprezzati in umiltà, fate tutto per Dio, ed avviatevi su su appresso di me: dove va la Madre, debbono venire anche i figliuoli. O Maria, dateci la mano per seguirvi in questa via. Dio vi salvi, o Maria.

7. Deh, che non mi perda tra le vanità, né mandi a male il tempo della vita in queste cose di un mondo, che durano un momento. La vita non è che un’ora da prepararci, un momento da incamminarci verso il paradiso. Maria, non lasciateci perdere in questi inganni del tempo che passa via rapido come baleno. Dio vi salvi, o Maria.

8. Avete un bell’andare in cielo, o Maria; ma qui in terra voi tenete il vostro cuore. È qui il vostro e il nostro Gesù in Sacramento. O Maria, sarete ben contenta che ve lo trattiamo bene fra noi, che ve lo amiamo teneramente; ma dunque imprestateci il vostro cuore. Dio vi salvi, o Maria.

9. A noi, a noi da bravi figli, o Maria, qui nel mondo dove voi ci lasciaste, si aspetterà di fare ben tutto ciò che voi desiderate. Ameremo Gesù; porteremo appresso a Lui le croci nostre, daremo la mano ai nostri fratelli, e faremo di venire cogli altri figli con voi, o Madre carissima, in paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

10. Dio vi salvi, o Regina del cielo e della terra, Madre speranza nostra. Consolate di un vostro pietoso sguardo questi poveri figli gementi in questa valle di guai, e tirateli di vostra mano ad essere beati eternamente in seno a Dio. Dio vi salvi, o Maria. Gloria Patri. Gloria a Voi, o Padre celeste, gloria a Voi, o Gesù Redentor nostro; Spirito Santo, gloria a Voi che ci amate d’amor divino in terra, finché verremo a darvi gloria perpetuamente intorno alla nostra Madre in paradiso. Gloria Patri.

Requiem æternam. Maria, Maria, nell’alzarvi che fate al cielo, piacciavi guardare alle poverine anime là in fondo tra quei tormenti del purgatorio; e tiratevele intorno a Voi in paradiso. Requiem æternam.

QUINTO MISTERO. — L’Incoronazione di Maria SS. e la gloria di tutti i Santi in paradiso.

Nel quinto mistero glorioso si contempla come la SS. Vergine fu in cielo coronata dalla SS. Trinità Regina degli Angeli, Avvocata dei poveri peccatori, Madre di tutti: e si contempla la gloria di tutti li Santi che ci aspettano in paradiso.

CONSIDERAZIONE.

Ancora, ancora qui noi raccolti con Gesù nel Santissimo Sacramento teniamo dietro coll’animo a Maria in mezzo alla sua gloria. Passiamo sopra le nubi, varchiamo le sfere, i secoli; e giacché tanto ci è dato, accompagniamola nella gloria del paradiso, spingendo lo sguardo della nostra mente tra le fulgori di quella luce divina. Nel vederla incoronare, Gabriele la saluta Corredentrice degli uomini, come Colei che portò al mondo il Salvatore, e Michele le si prostra innanzi, come alla grande Vergine, la quale schiacciò il capo al serpente ed abbatté lo spirito ribelle già da lui combattuto e scacciato dal paradiso. Raffaele la benedice come Colei che ha un rimedio a tutti i mali della povera umanità, cui accompagna pietosa fino al cielo, sol che Le porga la mano. Le sante Vergini, i Martiri generosi, gli umili penitenti e gli eroi della carità la salutano per loro Regina. Il Padre la accoglie in seno come la primogenita del suo amore, il divin Figlio l’ama e l’onora come la Madre sua, e lo Spirito Santo la beatifica coll’Amor sostanziale: Ella è da Dio incoronata Regina dell’universo in paradiso. O Paradiso, o paradiso, città eterna, dove la verità è la luce, la carità è la vita, l’eternità il termine della beatitudine!… Che fulgori d’intelligenze! Che ratti di delizie! che trascendimenti di interminabile gaudio!… Anche noi, associati all’immortale adunanza dei Beati, concittadini della celeste Gerusalemme, sull’ali dell’amore di Dio corriamo da questa bassa terra appresso a Maria; e a’ piedi di Lei, quasi sentendo la mano sua sul capo nostro, fissiamo lo sguardo in Gesù sostanziale Verbo, sole eterno di giustizia, splendore della eterna gloria. Dal nostro cuore passino gli affetti infuocati nel suo Cuore santissimo, siccome li raggi corrono al centro; e noi andiamo ribaciando le mani a Maria, e contempliamo i Beati, cui Dio alimenta di sua beatitudine eterna. Oh da questa altezza in abbassando lo sguardo alla terra, quale pensiero allora faremo delle frivole cose che sono le miserie di questo mondo d’un’ora!… E queste turbano tanto la pace a noi che siamo aspettati da qui a un istante in paradiso?… Oh è troppo miserabile chi si pascola in vanità, quando è creato per essere felice con Dio e con Maria in paradiso!

Pater noster. O Padre, noi siamo figli del vostro Figlio, abbiamo la Madre in cielo, sospiriamo sempre la vostra gloria: oh dunque a vostra gloria compite il numero degli eletti, coronateci tutti nel vostro regno; e così con tutti i vostri figli beati in paradiso sia adempiuto il volere vostro nell’eterno trionfo della vostra bontà. (Si reciti la seconda parte del Pater noster). Signor della misericordia, uniteci con Gesù qui in terra (si faccia la Comunione spirituale): per Gesù dateci il perdono delle nostre miserie e la carità verso tutti, sicché, vinte le tentazioni, liberati da tutti i pericoli e dal male, siamo in fine accolti con Voi, sommo Bene, in paradiso.

1. Ave Maria. Madre nostra, gloria a Dio! Voi siete Regina in paradiso col vostro Figlio; ma avete noi figli in terra; e noi vi siamo proprio figli di sangue, perché abbiamo dentro di noi il Sangue del divin Figlio che è Sangue vostro. Dal trono del vostro Figlio, Signore della eterna gloria, abbassate gli occhi sui vostri figli gementi in questa valle di lacrime. Dio vi salvi, o Maria.

2. Confortiamoci della più cara speranza pensando di aver noi una Madre che è regina in cielo. Che se una madre fosse così fortunata di avere il suo figlio primogenito per ventura diventato re sul più gran trono del mondo, e poi avesse altri suoi figliuolini dispersi per la terra in abietta miseria, chi, chi vorrebbe al figliuol suo re in tanta storia raccomandare? L’intendiamo, i suoi figli. Salve, o Regina, Madre della misericordia: Voi, voi, a Dio Figliuol vostro raccomandate noi poverini figli pure del vostro Sangue. Dio vi salvi, o Maria.

3. Madre divina! Ella contempla in paradiso nello splendore della divinità il Figlio suo in seno al Padre, e guarda in basso noi meschinelli di figli in tante miserie sulla terra, li lì per perderci ad ora ad ora; e, o Figliuol mio, gli dice: sono di sangue nostro quei poverini. — Gridiamo, gridiamo noi! Dio vi salvi, o Maria.

4. Maria contempla in cielo le piaghe gloriose del suo Figlio; e par che dica: Figliuol mio, queste piaghe vostre 😮 le ho sofferte nel mio cuore. — È in guardando le piaghe nostre, Ella mi è avviso che gli soggiunga; O Gesù mio, mi par di sentire nella mia persona le miserie di questi poveri figli! — Mira il Costato ancor aperto; e, mio Gesù, gli dirà ancora: questa ferita nel vostro petto l’ho sentita io sola nel mio cuore. — Deh, deh gridiamo noi, o Maria, salvate i figli di tanti vostri dolori! Dio vi salvi, o Maria.

5. Maria regina dei Beati contempla i Santi in paradiso; Madre felice, gode tante volte moltiplicati i gaudi del paradiso, quanti sono là tutti quei figli del suo sangue. Ma non sono li tutti, o Maria, in beatitudine i vostri figli: vi mancano i più meschinelli che siamo noi. Deh, pregate che si compia il numero degli eletti con noi, ed affrettate il tempo che veniamo a farvi corona in cielo! Dio vi salvi, o Maria.

6. O paradiso, o paradiso! e perché ci perdiamo in queste miserie del mondo, in questa vita di un momento, concittadini che siamo del cielo, figliuoli di Gesù e di Maria! O Maria, non lasciateci perdere miseramente qui. Dio vi salvi, o Maria.

7. Siamo è vero ancor fuori del paradiso; ma su su gridiamo da basso verso del cielo; battiamo alla porta: là è Maria. Gridiamo forte, gridiamo sempre: Gesù e Maria; ed essi ci apriranno la porta del paradiso sicuramente: siamo i loro figliuoli! Dio vi salvi, o Maria.

8. Maria da madre ci mostra la strada, e par che ci dica: figliuoli miei, fui povera anche io, fui disprezzata, ma fui tutta pura, e tutta col cuor in Dio: figliuoli, contemplatemi beata in gloria con tanti fratelli che furono come voi poverini. Fate coraggio, veniteci appresso: dove è la madre e gli altri figli devono venire i loro confratelli. Pigliate su le vostre croci, e col Salvator mio Gesù, giungerete tutti in paradiso! — Sì, Maria, si, vi raggiungeremo se voi ci date la mano. Dio vi salvi, o Maria.

9. O Gesù, o Maria, o Beati del paradiso, noi gridiamo piangendo: noi vogliamo venirvi; ma ahi che cadiamo tante volte! ah che non possiamo che piangere! Deh aiutate noi poverini in tanto affanno e così ancor lontani dalla patria nostra. O Maria, vi piglieremo per la mano, ve la baceremo mille volte, e non cesseremo mai di gridare: Dio vi salvi, o Maria.

10. Oh! ci par giunto l’istante in cui entreremo nel gaudio del Signore in paradiso. O come allora dalla beatitudine del paradiso vedremo il nulla delle cose importanti di quaggiù, delle fortune del mondo! Ben diremo allora: o beati patimenti, che ci hanno meritato con Gesù tanta gloria. Sia benedetta sempre la volontà di Dio, che mira a condurci ad esser beati in paradiso. Dio vi salvi, o Maria.

Gloria Patri. Gloria adunque, e sempre gloria al Padre, il quale ci creò pel paradiso: gloria al Figlio, il quale ce lo guadagnò: gloria allo Spirito Santo, il quale ci santifica pei meriti di Gesù, e ci porta in paradiso. Osanna, osanna, benedizione e gloria a Dio per tutta la eternità. (Si reciti il Gloria Patri). Requiem æternam. Deh per Gesù Salvatore, per Maria nostra madre, e per tutti li Beati compite, o Signore, il trionfo della vostra misericordia dando la pace dei giusti e. la requie eterna e la gloria del paradiso anche all’anime del purgatorio! (Si reciti il Requiem æternam).

CONCLUSIONE.

La Salve Regina — Le Litanie — L’Oremus.

Che ci rimane ora ancor di fare? Ci getteremo ai piè di Maria. Così in fine, per versare il cuore nostro tutto in seno alla divina nostra Madre, ringrazieremo ad un tempo la Chiesa che c’insegna una preghiera proprio fatta per dire tutto con Lei a Maria. Recitiamo adunque la Salve. (Si reciti la Salve Regina come un sospiro d’amore a Maria). Dio vi salvi, o Regina, Madre della misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, Dio vi salvi! A Voi gridiamo noi figliuoli di Eva qui nell’esilio: a Voi sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Ah su via, o nostra Avvocata, volgeteci i pietosi vostri occhi; e dopo questo esilio mostrateci Gesù benedetto frutto del vostro seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Degnatevi di aiutarci a darvi lode, o Vergine sacratissima, e dateci virtù contra i nemici vostri. Poi ricordatevi, o pietosissima Vergine Maria, che non si è inteso mai al mondo che alcuno abbia ricorso alla vostra protezione, implorato il vostro aiuto e chiesto il vostro santo patrocinio, il quale sia stato abbandonato. Animato io da una tal confidenza a Voi ricorro, o Madre delle madri, o Vergine delle vergini: a Voi vengo colle lacrime agli occhi, reo di mille peccati, e mi prostro ai vostri piedi a domandare pietà. Non vogliate, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltatemi ed esauditemi. Così sia. E qui cadendo col volto a terra adoriamo Iddio Signore, benedicendo al Salvatore, e chiedendogli pietà nel Kyrie eleison: Poi cominciamo le invocazioni e le lodi alla Vergine. Oh per poco che noi non vorremmo mai finire di venerare Maria SS. Invocandola coi più belli nomi che ci mette sui labbro l’amor di Dio e di Lei nelle Litanie. No, non vorremmo mai rifinire di esaltarla e di ribaciarle la mano ogni volta che diciamo: ora, ora pro nobis: pregate, pregate, o Maria, sempre per noi. Terminiamo coll’orazione della Chiesa. (Si recitino le Litanie della B. V. M., e l’Oremus). Viva Gesù! Viva Maria! Viva Giuseppe; che tutto ci può da loro ottenere.

NOVENA AI SS. SIMONE E GIUDA (Inizia il 19 ottobre, festa il 28 ottobre)

NOVENA AI SS. GIUDA E SIMONE

(inizia il 19 ottobre, festa 28 ottobre).

[G. Riva: il Manuale di Filotea, XXX Ed. – Milano, 1888]

I. Glorioso S. Simone, che, chiamato da Gesù Cristo medesimo all’apostolato, vi distingueste per modo col vostro impegno nel sostenere la sua causa e nel predicare la sua legge da essere soprannominato lo zelante, titolo che sempre più vi meritaste allorquando percorreste evangelizzando, non solo l’ampia terra d’Egitto, ma anche le vaste provincie dell’Africa, ottenete a noi tutti la grazia di zelare sempre nella nostra vita la pura gloria di Dio coll’adoperarci nel miglior modo per la salute dei nostri prossimi. Gloria.

II. Glorioso S. Giuda, che, dopo avere in compagnia di Gesù Cristo indefessamente travagliato a predicare nella Palestina il regno santo di Dio, portaste la luce del suo Vangelo in tutta quanta la Mesopotamia, e la diffondeste in tutti i popoli, e la tramandaste a tutti i secoli colla lettera da voi indirizzata a tutti quanti i fedeli per premunirli contro la seduzione dei falsi sapienti del secolo, ottenete a noi tutti la grazia di praticare sempre con esattezza tutti i doveri del nostro stato, e di tenerci sempre immobili nella fede di Gesù Cristo, malgrado tutti gli scandali del mondo sempre corrotto e corrompitore. Gloria.

III. Gloriosissimi Apostoli Simone e Giuda, che, dopo avere in diverse provincie travagliato per ben trent’anni alla diffusione dell’Evangelo vi trovaste per divina disposizione simultaneamente nella Persia, onde consumarvi il vostro sacrificio, l’uno tagliato in mezzo dai denti di una sega, l’altro decapitato con un colpo di scure, dopo avere ammutoliti gli oracoli colla vostra presenza, illuminati i fedeli colla vostra predicazione, e convertito un intero esercito colle vostre profezie, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre disposti a confessare anche col sangue la nostra fede, dopo di averla costantemente glorificata colla santità delle nostre opere. Gloria.  

NOVENA ALL’ARCANGELO SAN RAFFAELE (Festa il 24 Ottobre) – Inizio il 15 Ottobre

NOVENA ALL’ARCANGELO S. RAFFAELE (festa 24 ottobre).

inizia il 15 Ottobre

(G. Riva, Manuale di Filotea, XXX Ed. Milano, 1888)

1. Nobilissimo Arcangelo S. Raffaele, che dalla Siria alla Media accompagnaste sempre fedele il giovanetto Tobia, degnatevi di accompagnare anche me miserabile peccatore nel pericoloso viaggio che ora sto facendo dal tempo all’eternità. Gloria.

II . Sapientissimo Arcangelo S. Raffaele, che, camminando presso il fiume Tigri, preservaste il giovine Tobia dal pericolo della morte, insegnandogli la maniera d’impadronirsi di quel pesce che lo minacciava, preservate anche l’anima mia dagli assalti di quel mostro che dappertutto mi circonda per divorarmi. Gloria.

III. Amorosissimo Arcangelo S. Raffaele, che arrivato nella Media col giovane Tobia, andaste voi stesso nella citta di Rages per riscuotere da Gabelo la nota somma di cui era debitore, siate, vi prego, mediatore dell’anima mia presso il Signore, affine d’ottenermi la totale remissione degli enormi debiti da me contratti colla sua tremenda giustizia. Gl.

IV. Potentissimo Arcangelo S. Raffaele, che liberaste la buona Sara dall’immondo Asmodeo, costringendolo a far ritorno ne’ suoi abissi, liberate anche l’anima mia dall’avarizia, dalla superbia, dalla collera, dalla libidine, dalla gola, dall’accidia, e da tutte le altre passioni, che, a guisa di demonj, la tiranneggiano continuamente, e fate che, liberata una volta, non abbia mai più a ritornare sotto l’ignominioso loro giogo. Gloria.

V. Benignissimo Arcangelo S. Raffaele, che procuraste alla buona Sara una compita felicità, maritandola con Tobia dopo di averla prodigiosamente liberata dalla schiavitù del demonio, fate che anche l’anima mia, tolta alla tirannia delle passioni, si unisca come una sposa al suo Gesù con vincoli indissolubili di una fede sempre viva e di una carità sempre ardente. Gloria.

VI. Pietosissimo Arcangelo S. Raffaele, che, con prodigio affatto nuovo, ridonaste al cieco Tobia il prezioso dono della vista, liberate, vi prego, l’anima mia dalla cecità che l’affligge e la disonora, affinché, conoscendo le cose nel loro vero aspetto, non mi lasci mai ingannare dalle apparenze, ma cammini sempre sicuro nella via dei divini comandamenti. Gloria.

VII. Liberalissimo Arcangelo S. Raffaele, che, dopo avere ricolmato di beneficj e di ricchezze la casa di Tobia, generosamente rifiutaste tutti i tesori a voi offerti in attestato di riconoscenza, ottenetemi, vi prego, un totale distacco dalle cose della terra, affinché rivolga tutti i miei sforzi all’acquisto dei beni eterni e inestimabili del paradiso. Gloria.

VIII. Umilissimo, Arcangelo S. Raffaele, che ricusaste di ricevere gli omaggi d’adorazione a voi prestati dalla riconoscente famiglia del buon Tobia, ottenetemi dal Signore un grande amore all’umiltà, affinché, fuggendo tutti gli onori e le distinzioni del mondo, riponga tutta la mia gloria nel vivere una vita nascosta in Gesù Cristo. Gloria.

IX. Perfettissimo Arcangelo S. Raffaele, che state sempre dinanzi al trono dell’Altissimo a lodarlo, a benedirlo, a glorificarlo, a servirlo, fate che anch’io non perda mai di vista la divina presenza, affinché i miei pensieri, le mie parole, le mie opere sieno sempre dirette alla sua gloria ed alla mia santificazione. Gloria.

OREMUS.

Deus, qui Beatum Raphaëlem Arcangelum Tobiæ famulo tuo comitem dedisti in via, concede nobis famulis tuis, ut ejusdem semper protegamur custodia et muniamur auxilio. Per Dominum, etc.

O Dio, che desti al tuo servo Tobia, compagno di via, il Beato Arcangelo Raffaele, concedi a noi, tuoi servi, di essere sempre protetti dalla sua custodia e muniti del suo aiuto. Per il Signore … ecc.

GIACULATORIA.

Fate ch’io seguavi sempre fedele, Mio caro Arcangelo San Raffaele


NOVENA ALLA MADONNA DEL ROSARIO (Inizia il 28 settembre, festa 7 ottobre)

NOVENA ALLA MADONNA DEL ROSARIO (Inizia il 28 settembre, festa 7 ottobre)

I. Per quella pietà veramente divina che Voi mostraste di tutta la Cristianità allorquando, per liberarla dai disordini i più scandalosi e dalle eresie le più fatali, non che dai castighi imminenti per parte della divina Giustizia, disarmaste il braccio già alzato del vostro divin Figliuolo, e comparendo al vostro buon servo il Patriarca Domenico, gli faceste il dono singolarissimo del vostro S. Rosario, perché ne inculcasse la recita a tutto il mondo, predicandolo come il mezzo più efficace ad estirpar l’eresie, a correggere i vizi, a promuovere le virtù, a meritar la divina misericordia, a difendere la Santa Chiesa, intercedete a noi tutti, cara madre Maria, di praticare costantemente con vero spirito di fervore una devozione così santa, così potente. —

Regina sacratissimi Rosarii, ora pro nobis. Cinque Ave in memoria dei cinque Misteri Gaudiosi, poi un Gloria.

II. Per l’eccellenza ineffabile di quelle divine orazioni che compongono il vostro Rosario, per mezzo delle quali indirizziamo al trono della divina Misericordia le preghiere che sono tutt’insieme le più doverose, le più ordinate, le più importanti, le più efficaci; e per quei grandi misteri che, sollevando la nostra mente a contemplare i gaudi, le pene, le glorie di Voi e del vostro Unigenito, ricordandoci come in compendio i principali tratti della grand’opera della comune Redenzione, in cui aveste Voi tanta parte, intercedete per noi tutti, o cara madre Maria, di esser sempre riconoscenti a quei divini favori che da Gesù insieme e da Voi ci furono nella pienezza dei tempi impartiti, e di modellar sempre la nostra condotta sopra gli esempj santissimi di Colui ch’è propriamente la Via, la Verità e la Vita di tutti gli uomini, non altrimenti che di Voi, che siete lo specchio d’ogni giustizia, il vaso più insigne di devozione, e il modello il più perfetto di tutte le cristiane virtù. —

Regina sacratissimi Rosarii, ora pro nobis. Cinque Ave in memoria dei cinque Misteri Dolorosi, poi un Gl.

III. Per quei gloriosi trionfi che riportò in ogni secolo il vostro S. Rosario, sbaragliando eserciti, umiliando ribelli, richiamando eretici, illuminando infedeli, convertendo peccatori, infervorando tiepidi, perfezionando giusti, ridonando così la pace alle famiglie, la tranquillità agli Stati, l’allegrezza alla Chiesa, per quegli infiniti miracoli che si operarono colla recita e coll’uso della corona, arrestando torrenti, dissipando gragnuole, sedando tempeste, estinguendo incendi, liberando ossessi, guarendo infermi e risuscitando defunti; per quell’impegno vivissimo che mostrarono i Principi e i Prelati d’introdurre, di sostenere e di propagare, fino coi vistosi sacrifici delle proprie sostanze, una devozione così eccellente: finalmente con quei divini tesori di privilegi e di indulgenze che i S. Vicari di Cristo versarono a larga mano sopra coloro che si mettono sotto le bandiere di questa celestiale instituzione, intercedete a noi tutti, o cara madre Maria, di praticar sempre in maniera la divozione del S. Rosario, di ritrarne tutti i vantaggi pei quali venne istituito, ed acquistare tutte le indulgenze che vi concessero i sommi Pontefici; quindi ci adoperiamo con ogni sforzo per insinuare in chi la trascura, o ravvivare in chi la pratica con freddezza, una divozione cosi degna della comune venerazione. – Regina sacratissimi Rosarii, ora pro nobis.

Cinque Ave in memoria dei cinque Misteri Gloriosi, poi un Gl.

ORAZIONE.

Deus, cujus Unigenitus, per vitam, mortem, et resurrectionem suam nobis salutis æternæ præmia comparavit concede, quæsumus: ut hæc misteria sanctissimo beatæ Mariæ Virginis Rosario recolentes, et imitemur quod continent, et quod promittunt assequamur. Per eundem Dominum, etc.

[G. Riva: Manuale di Filotea, XXX Ed., Milano, 1888]

14 SETTEMBRE: ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

14 SETTEMBRE: In Exaltatione Sanctæ Crucis

… Abbiamo peccato parlando contro il Signore e te: prega che allontani da noi i serpenti. Mosè allora pregò per il popolo. E il Signore gli disse: Fa un serpente di bronzo e mettilo come segno: chiunque, ferito, lo guarderà, vivrà. Fece dunque Mosè un serpente di bronzo e lo mise come segno; e i piagati guardandolo, erano guariti.
(Num XXVI, 7-9).

« … e ottenne da Eraclio il diritto di regnare a certe condizioni, la prima delle quali fu la restituzione della Croce del Signore. Così la Croce fu ricuperata dopo quattordici anni, ch’era caduta in potere dei Persiani. Di ritorno a Gerusalemme, Eraclio la riportò sulle proprie spalle con gran pompa sul monte in cui l’aveva portata il Salvatore. – Questo fatto fu segnalato da un gran miracolo. Perché Eraclio, carico di oro e di gemme, fu costretto di fermarsi alla porta che conduceva al monte Calvario. E più si sforzava d’andare avanti, e più si sentiva trattenere. Stupiti della cosa e lo stesso Eraclio e tutti gli altri, Zaccaria, vescovo di Gerusalemme: Vedi, imperatore, disse, che con questi ornamenti di trionfo imiti poco la povertà e l’umiltà di Gesù Cristo con cui egli portò la Croce. Allora Eraclio, gettate le splendide vesti e toltesi le scarpe e indossato un abito volgare, fece facilmente il resto del viaggio, e rimise la Croce nello stesso posto del Calvario, donde l’avevano asportata i Persiani. Quindi la festa dell’Esaltazione della santa Croce, che si celebrava ogni anno in questo stesso giorno, cominciò ad avere maggior importanza in memoria del fatto ch’era stata riposta da Eraclio nel luogo stesso, dove fu innalzata la prima volta per il Salvatore. »

Omelia di san Leone Papa
Sermone 8 sulla Passione del Signore, dopo la metà

Dopo l’esaltazione di Cristo sulla Croce, o dilettissimi, il vostro spirito non si rappresenti soltanto l’immagine che colpì la vista degli empi, ai quali dice Mosè: «La tua vita sarà sospesa dinanzi ai tuoi occhi, e sarai in timore notte e giorno, e non crederai alla tua vita» Deut. 28,66. Infatti essi davanti al Signore crocifisso non potevano scorgere in lui che il loro delitto, ed avevano non il timore che giustifica mediante la vera fede, ma quello che tortura una coscienza colpevole. Ma la nostra intelligenza, illuminata dallo spirito di verità, abbracci con cuore puro e libero la Croce, la cui gloria risplende in cielo e in terra; e coll’acume interno penetri il mistero che il Signore, parlando della sua prossima passione, annunziò così: «Adesso si fa il giudizio di questo mondo, adesso il principe di questo mondo sarà cacciato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutto a me» Joann. XII, 21. – O virtù ammirabile della Croce! o gloria ineffabile della Passione, in cui è e il tribunale del Signore, e il giudizio del mondo, e la potenza del Crocifisso! Sì, o Signore, attirasti tutto a te, allorché, « dopo aver steso tutto il giorno le tue mani a un popolo incredulo e ribelle » Is. LXV, 2, l’universo intero comprese che doveva rendere omaggio alla tua maestà. Attirasti, Signore. tutto a te, allorché tutti gli elementi non ebbero che una voce sola per esecrare il misfatto dei Giudei; allorché oscuratisi gli astri del cielo e il giorno cangiatosi in notte, anche la terra fu scossa da scosse insolite, e la creazione intera si rifiutò di servire agli empi. Attirasti, Signore, tutto a te, perché squarciatosi il velo del tempio, il Santo dei santi rigettò gl’indegni pontefici, per mostrare che la figura si trasformava in realtà, la profezia in dichiarazioni manifeste, la legge nel Vangelo. – Attirasti, Signore, tutto a te, affinché la pietà di tutte le nazioni che sono sulla terra celebrasse, come un mistero pieno di realtà e senza alcun velo, quanto era nascosto nel solo tempio della Giudea, sotto l’ombre delle figure. Difatti ora e l’ordine dei leviti è più splendido, e la dignità dei sacerdoti è più grande, e l’unzione che consacra i pontefici contiene maggior santità: perché la tua Croce è la sorgente d’ogni benedizione, il principio d’ogni grazia; essa fa passare i credenti dalla debolezza alla forza, dall’obbrobrio alla gloria, dalla morte alla vita. E adesso che i diversi sacrifici d’animali carnali sono cessati, la sola oblazione del corpo e sangue tuo rimpiazza tutte le diverse vittime che la rappresentavano: ché tu sei il vero «Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo» Joann. I, 29; e così tutti i misteri si compiono talmente in te, che, come tutte le ostie che ti sono offerte non fanno che un solo sacrificio, così tutte le nazioni della terra non fanno che un solo regno.

III

ACTUS ADORATIONIS ET GRATIARUM ACTIO

191

Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi; quia per sanctam Crucem tuam redemisti mundum.

Indulgentia trium annorum (S. Pæn. Ap., 2 febr. 1934).

Fidelibus vero, qui pio animi affectu in Passionem ac Mortem D. N. I. C. Credo una cum supra relata precatiuncula recitaverint, conceditur:

Indulgentia decem annorum;

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem eamdem recitationem pia mente persolverint (S. Pæn. Ap., 20 febr. 1934).

192

Signore, vi ringrazio che siete morto in Croce per i miei peccati

(S. Paolo della Croce).

Indulgentia trecentorum dierum. Indulgentia plenaria suetis conditionibus, invocatione quotidie per integrum mensem devote iterata (S. Pæn. Ap., 18 ian, 1918 et 10 mart. 1933).

IV

HYMNUS

193

Vexilla Regis prodeunt,

Fulget Crucis mysterium,

Qua vita mortem pertulit,

Et morte vitam protulit.

Quæ vulnerata lanceæ

Mucrone diro, criminum

Ut nos lavaret sordibus,

Manavit unda et sanguine.

Impleta sunt quæ concinit

David fideli carmine,

Dicendo nationibus:

Regnavit a ligno Deus.

Arbor decora et fulgida,

Ornata regis purpura,

Electa digno stipite

Tam sancta membra tangere.

Beata, cuius brachiis

Pretium pependit sæculi,

Statera facta corporis,

Tulitque praedam tartari.

O Cruz, ave, spes unica,

Gentis redemptae gloria! (1)

Piis adauge gratiam,

Reisque dele crimina.

Te, fons salutis, Trinitas,

Collaudet omnis spiritus:

(1) Loco: Gentis redemptæ gloria, dicatur: Tempore

Passionis: Hoc Passionis tempore! — Tempore Paschali :

Paschale quæ fers gaudium! — In festo Exaltationis

S. Crucis: In hac triumphi gloria!

Quibus Crucis victoriam

Largiris, adde praemium. Amen,

(ex Brev. Rom.).

Indulgentia quinque annorum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo quotidie per integrum mensem hymnus pie recitatus fuerit (S. C. Indulg., 16 ian. 1886; S. Pæn. Ap., 29 apr. 1934).

VII

PRECES IN HONOREM QUINQUE VULNERUM D. N. I. C.

199

O bone Iesu, intra tua vulnera absconde me.

Indulgentia trecentorum dierum (S. Pæn. Ap., 21 dec. 1936).

200

V. Deus, in adiutorium meum intende.

R. Domine, ad adiuvandum me festina.

V. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.

R. Sicut erat in principio, et nunc, et semper,

et in sæcula sæculorum. Amen.

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, io adoro profondamente prostrato, con Maria santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo, la Piaga santissima della vostra Mano destra. Vi ringrazio dell’amore infinito col quale voleste sopportare tanti e sì atroci dolori per isconto dei miei peccati, che io detesto con tutto il cuore; vi domando la grazia di concedere alla Chiesa vittoria sui suoi nemici, ed a tutti i suoi figli di camminare santamente nella via dei vostri comandamenti.

Pater, Ave, Gloria.

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, io adoro profondamente prostrato, con Maria santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo, la Piaga santissima della vostra Mano sinistra, e vi domando grazia per i poveri peccatori e per i moribondi, specialmente per quelli che non vogliono riconciliarsi con Voi.

Pater, Ave, Gloria.

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, io adoro profondamente prostrato, con Maria santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo, la Piaga santissima del vostro Piede destro, e vi chiedo la grazia che in tutto il clero e fra le persone a Voi consacrate germoglino numerosi fiori di santità.

Pater, Ave, Gloria.

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, io adoro profondamente prostrato, con Maria santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo, la Piaga santissima del vostro Piede sinistro, e vi prego per la liberazione delle anime del purgatorio, principalmente di quelle che in vita furono più devote delle vostre sante Piaghe.

Pater, Ave, Gloria.

Amabilissimo mio Signore Gesù Crocifisso, io adoro profondamente prostrato, con Maria santissima, con tutti gli Angeli e Beati del cielo; la Piaga santissima del vostro sacro Costato, e vi prego di benedire ed esaudire tutte quelle persone che si raccomandano alle mie preghiere.

Pater, Ave, Gloria.

N. Virgo dolorosissima,

R. Ora pro nobis (tre volte).

Gesù Crocifisso, avvalorate queste preghiere coi meriti della vostra Passione: concedetemi la santità della vita, la grazia di ricevere i santi Sacramenti in punto di morte e la gloria eterna.

Amen.

Indulgentia trium annorum (Sì; C. S. Officii, 6 maii 1915; S..Paen. Ap.,; 15-ian; 1935).

201

En ego, o bone et dulcissime Iesu, ante conspectum tuum genibus me provolvo ac maximo animi ardore te oro atque obtestor, ut meum in cor vividos fidei, spei et caritatis sensus, atque veram peccatorum meorum pænitentiam, eaque emendandi firmissimam voluntatem velis imprimere: dum magno animi affectu et dolore tua quinque Vulnera mecum ipse considero, ac mente contemplor, illud præ oculis habens, quod iam in ore ponebat tuo David Propheta de te, o bone Iesu: « Foderunt manus meas et pedes meos; dinumeraverunt omnia ossa mea » (Ps. XXI V.. I7 et 18).

Fidelibus, supra relatam orationem coram Iesu Christi Crucifixi imagine pie recitantibus, conceditur: Indulgentia decem annorum;

(Ai fedeli che recitano piamente la detta orazione davanti all’immagine di Gesù Cristo crocifisso, si concedono … dieci anni di indulgenza)

Indulgentia plenaria, si præterea sacramentalem confessionem instituerint, cælestem Panem sumpserint et ad mentem Summi Pontificis oraverint (S. C. Indulg., 31 iul. 1858; S. Pæn. Ap., 2 febr. 1934).

202

Deus, qui Unigeniti Filii tui passione, et per quinque Vulnera eius Sanguinis effusione, humanam naturam peccato perditam reparasti; tribue nobis, quæsumus, ut qui ab eo suscepta Vulnera veneramur in terris, eiusdem pretiosissimi Sanguinis fructum consequi mereamur in cælis. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

(ex Missali Rom.).

Indulgentia quinque annorum. Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo oratio quotidie per integrum mensem pie iterata fuerit (S. Pæn. Ap., 12 dec. 1936).

203

Fac, Domine Iesu Christe, ut qui Vulnera tua devote colimus, hæc in nostris cordibus impressa, moribus et vita teneamus. Quinquies Gloria Patri.

Indulgentia trium annorum (S. Pæn. Ap., 12 dec. 1936).

VIII

PRECES IN MEMORIAM SEPTEM VERBORUM QUÆ IESUS IN CRUCE PROTULIT

204

N. Deus, in adiutorium meum intende.

R. Domine, ad adiuvandum me festina.

Gloria Patri et Filio, etc.

PRIMA PAROLA

Padre, perdonate loro, perché non sanno ciò che fanno.

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce a fine di pagare con le vostre pene il debito dei miei peccati, ed aprite la vostra divina bocca per ottenermene il perdono dall’eterna giustizia, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue sparso per la nostra salute datemi un dolore così vivo delle mie colpe, che faccia spirare l’anima mia nel seno della vostra infinita misericordia.

Tre Gloria Patri.

Miserere nostri, Domine, miserere nostri.

Mio Dio, credo in Voi, spero in Voi, amo Voi e mi pento di avervi offeso coi miei peccati.

SECONDA PAROLA

Oggi sarai meco in paradiso

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che con tanta prontezza e tanta liberalità corrispondete alla fede del buon ladro, che in mezzo alle vostre umiliazioni vi riconosce per Figlio di Dio, e lo assicurate del paradiso, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue ravvivate nel mio spirito una fede così ferma e costante, che non vacilli a qualunque suggestione del demonio, affinché anche io ottenga il premio del santo Paradiso.

Tre Gloria Patri.

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

TERZA PAROLA

Ecco la tua Madre. Ecco il tuo Figlio.

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e dimenticando i vostri patimenti mi lasciate in pegno dell’amor vostro la stessa Vostra Madre santissima, affinché per suo mezzo possa con fiducia ricorrere a Voi nei miei maggiori bisogni, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per l’interno martirio di così cara Madre osa nel mio cuore una ferma speranza nei meriti infiniti del vostro preziosissimo Sangue onde possa evitare l’eterna condanna, che mi sono meritata coi miei peccati.

Tre Gloria Patri.

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

QUARTA PAROLA

Dio mio, Dio mio, perché mi avete abbandonato?

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che aggiungendosi patimenti a patimenti, oltre tanti dolori nel corpo, soffrite con infinita pazienza la più penosa afflizione di Spirito per l’abbandono dell’eterno vostro Padre, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue datemi grazia di soffrire con vera pazienza tutti i dolori e le angustie della mia agonia, affinché unendo alle vostre le mie pene, possa poi essere partecipe della vostra gloria in paradiso.

Tre Gloria Patri.

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

QUINTA PAROLA

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che non sazio ancora di tanti obbrobrii e patimenti vorreste soffrirne anche di più, purché tutti gli uomini si salvassero, mostrando così che tutto il torrente della vostra Passione non è bastante ad estinguere la sete del vostro Cuore amoroso, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue accendete tanto fuoco di carità nel mio cuore, che lo faccia morire di desiderio di unirsi a voi per tutta l’eternità.

Tre Gloria Patri.

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

SESTA PAROLA

Tutto è consumato

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e da codesta cattedra di verità annunziate di aver compito l’opera della redenzione, per la quale l’uomo da figlio d’ira e di perdizione è divenuto figlio di Dio ed erede del paradiso, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue distaccatemi interamente dal mondo e da me stesso, dandomi la grazia di offrirvi di cuore il sacrificio della mia vita in espiazione dei miei peccati.

Tre Gloria Patri.

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

SETTIMA PAROLA

Padre, nelle vostre mani raccomando lo spirito Mio.

Caro Gesù, che per mio amore agonizzate sulla Croce, e che a compimento di sì gran sacrificio accettate la volontà dell’eterno Padre con rassegnare nelle sue mani il vostro spirito, per poi chinare il capo e morire, abbiate pietà di tutti i fedeli agonizzanti e di me; e quando sarò in quell’estremo, per i meriti del vostro preziosissimo Sangue datemi una perfetta uniformità al vostro divin volere, onde sia pronto a vivere o a morire, come più piacerà a voi; né altro io brami, che il perfetto adempimento in me della vostra adorabile volontà.

Tre Gloria Patri,

Miserere, ecc. Mio Dio, ecc.

Preghiera alla Vergine Addolorata

Madre santissima Addolorata, per l’intenso martirio, che soffriste a pie’ della Croce nelle tre ore di agonia di Gesù, degnatevi di assistere anche me, che son figlio dei vostri dolori, nella mia agonia, affinché con la vostra intercessione possa dal letto della morte passare a farvi corona nel santo paradiso.

V. A subitanea et improvisa morte,

R. Libera me, Domine.

V. Ab insidiis diaboli,

R. Libera me, Domine.

V. A morte perpetua,

R. Libera me, Domine.

Oremus.

Deus, qui ad humani generis salutem in dolorosissima Filii tui morte exsemplum et subsidium constituisti, concede, quaesumus, ut in extremo mortis nostræ periculo tantæ caritatis effectum consequi, et ipsius Redemptoris gloriae consociari mereamur. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

Indulgentia septem annorum. Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidian precum recitatio in integrum mensem producta fuerit

(S. Rit. C., 26 aug. 1814; S. C. Indulg., 8 dec. 1897; S. Pæn. Ap., 27 maii 1935).

209

O mio Dio Crocifisso, eccomi ai piedi vostri, non vogliate rigettarmi ora che mi presento a Voi come peccatore. Vi ho offeso tanto per il mio passato, Gesù mio, ma non sarà più così. Dinanzi a Voi, mio Dio, presento tutte le mie colpe…, già le ho considerate e vedo che non meritano perdono; ma deh! date uno sguardo ai vostri patimenti e guardate quanto vale quel Sangue, che scorre dalle vostre vene. Chiudete, mio Dio, in questo momento gli occhi ai miei demeriti e apriteli agli infiniti meriti vostri e giacché vi siete compiaciuto morire per i miei peccati, perdonatemeli tutti, affinché mai più senta il peso di essi, perché quel peso, o Gesù, troppo mi opprime. Aiutatemi, mio Gesù, voglio ad ogni costo divenire buono; togliete, distruggete, annientate tutto ciò che si trova in me non conforme alla vostra volontà. Vi prego però, Gesù, ad illuminarmi, affinché possa camminare nel vostro santo lume.

(S. Gemma Galgani).

Indulgentia quingentorum dierum. Indulgentia plenaria suetis conditionibus, oratione quotidie per integrum mensem devote repetita (S. Pæn. Ap., 16 febr. 1934 et 26 nov. 1934).

210
Adesto nobis, Domine Deus noster; et quos
sanctae Crucis laetari facis honore, eius quoque
perpetuis defende subsidiis. Per Christum Dominum
nostrum. Amen (ex Missali Rom.).
Indulgentia quingue annorum.
Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo
quotidie per integrum mensem oratio pia mente iterata

fuerit (S. Pæn. Ap., 14 sept. 1934).
211
Deus, qui pro nobis Filium tuum Crucis patibulum
subire voluisti, ut inimici a nobis expelleres
potestatem: concede nobis famulis tuis;
ut resurrectionis gratiam consequamur. Per
eumdem Christum Dominum nostrum. Amen

(ex Missali Rom.).
Indulgentia quinque annorum,
Indulgentia plenaria suetis conditionibus, quotidiana
orationis recitatione in integrum mensem adducta (S. Pænit.
Ap., 22 nov. 1934).
212
Deus, qui unigeniti Filii tui pretioso Sanguine,
vivificae Crucis vexillum sanctificare voluisti:
concede, quaesumus, eos qui eiusdem sanctae
Crucis gaudent honore, tua quoque ubique protectione
gaudere. Per eumdem Christum Dominum
nostrum. Amen
.

(ex Missali Rom.).
Indulgentia quinque annorum.
Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo
quotidie per integrum mensem oratio devote reiterata
fuerit (S. Pæn. Ap., 7 febr. 1935).
213
Domine Iesu Christe, Fili Dei vivi, qui hora
sexta pro redemptione mundi Crucis patibulum
ascendisti et Sanguinem tuum pretiosum in remissionem
peccatorum nostrorum fudisti; te humiliter
deprecamur, ut post obitum nostrum paradisi
ianuas nos gaudenter introire concedas:
Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen

(ex Missali Rom.).
Indulgentia quinque annorum.
Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidie
per integrum mensem oratio pie recitata fuerit (S. Pæn
Ap., 18 iul. 1936).
214
O Gesù, che per il tuo ardentissimo amore
verso di noi hai voluto essere crocifisso e versare
il tuo preziosissimo Sangue a redenzione
e salvezza delle anime nostre, riguarda a noi
qui raccolti nel ricordo della tua dolorosissima
Passione e Morte, fiduciosi nella tua misericordia;
purificaci, con la tua grazia, dal peccato,
santifica il nostro lavoro, dona 2 noi ed ai nostri
cari il pane quotidiano, addolcisci le nostre
pene, benedici le nostre famiglie e concedi
ai popoli, afflitti da dure prove, la tua pace che solo è la vera, affinché, obbedendo ai tuoi precetti, perveniamo alla gloria celeste. Così sia.

500 gg. Il venerdì santo alle ore 15 (S. Pænit. Ap., 15 Ian. 1940).

TE DEUM DI RINGRAZIAMENTO

ULTIMO GIORNO DELL’ANNO.

IL TE – DEUM di ringraziamento.

(A. Carmagnola: AVVENTO, Novena e Festa del S. Natale: S. E. I. Torino, 1947)

Eccoci arrivati ormai al termine dell’anno, durante il quale abbiamo fatto un nuovo cammino verso la nostra eternità. Ora chiunque di noi si volga indietro a misurare col pensiero la via trascorsa, da quanti pericoli deve confessare di esser stato salvato, di quanti_beni deve riconoscere di essere stato favorito, di quante grazie deve dirsi ricolmo! E qual è stata mai quella mano benedetta, che durante questo passato anno ci ha difesi, ci ha beneficati, ci ha fatto copia de’ suoi tesori? Dobbiamo noi cercare sulla terra ovvero in cielo il nostro benefattore?… Allorquando il giovane Tobia, reduce dal suo viaggio nella Media, scampato da tanti rischi, lieto di nozze avventurate e di abbondanti sostanze insieme col padre suo convenne di ricambiare i benefizi del suo compagno di viaggio, questi svelatosi per l’arcangelo Raffaele: Benedite, disse, benedite Iddio, Signore del cielo e della terra, perché è Egli che ha usata con voi la sua misericordia. Or ecco quello, che io devo dire ora a me stesso e a voi: Rendiamo a Dio le debite lodi; a Dio innalziamo i nostri umili ringrazi amenti; a lui mandiamo ogni sorta di benedizioni; perciocché il benefattore nostro è Egli; è Egli che ci ha liberati da tanti mali; è egli che ci ha compartiti tanti beni. Mentre in quest’anno la morte ha troncato tante vite, che erano ben anche più preziose delle nostre, Dio ci ha risparmiati; Dio ci ha sostenuti, Dio ci ha dato ogni giorno il pane necessario per la vita, ci ha liberati da tante infermità, ci ha favoriti tanti bei giorni lieti e sereni? – Ma più ancora che nelle cose materiali, Dio ci ha beneficati nell’ordine spirituale. O anime giuste, chi è che vi ha preservate dal precipitare nelle più gravi enormità? Non è la mano di Dio? Anime penitenti, chi è che ha vibrato un colpo nel vostro cuore per ispezzarlo e cavarne il pianto della Contrizione? Non è la mano di Dio? Anime peccatrici non è passato giorno di quest’anno, in cui tutte le creature non abbiano alzato un grido contro di voi, e non abbiano chiesto licenza a Dio di vendicare in voi le offese fatte continuamente a sua divina Maestà. Chi ad esse ha impedito di compiere la vostra rovina? Chi vi ha dato ancora spazio di penitenza? Sempre la mano di Dio. Tutti adunque, che ci troviamo qui ancora in questo momento, abbiamo nel corso di questo anno ricevuti benefizi immensi dal Signore. Ma quale corrispondenza abbiamo noi usata a tanti benefizi? Abbiamo noi raggiunto il fine per cui ci furono fatti? Ci siamo resi più virtuosi? Abbiamo vinto i nostri difetti più comuni? Siamo noi divenuti più ferventi nell’amor di Dio e del prossimo? In una parola ci siamo dati ad una vita più santa? Forse è accaduto tutto il contrario, ed anziché farci migliori abbiamo peggiorato assai. Se così fosse sgraziatamente, nel riconoscere la bontà di Dio a nostro riguardo, domandiamogli anzitutto sinceramente perdono della nostra poca corrispondenza, e fors’anche della nostra ingratitudine. Poscia ringraziandolo con tutto il cuore di tanta bontà, promettiamogli sinceramente di voler d’ora innanzi, nella vita che ancora si degnerà di concederei, corrispondere ai benefizi suoi, coll’attendere seriamente alla fuga del peccato, alla pratica della virtù, all’opera della nostra santificazione.

Te Deum

Te Deum laudámus:

* te Dóminum confitémur.

Te ætérnum Patrem

* omnis terra venerátur.

Tibi omnes Ángeli,

* tibi Cæli, et univérsæ Potestátes:

Tibi Chérubim et Séraphim

* incessábili voce proclámant:

(Fit reverentia)

Sanctus, Sanctus, Sanctus

* Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra

* majestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus

* Apostolórum chorus,

Te Prophetárum

* laudábilis númerus,

Te Mártyrum candidátus

* laudat exércitus.

Te per orbem terrárum

* sancta confitétur Ecclésia,

Patrem

* imménsæ majestátis;

Venerándum tuum verum

* et únicum Fílium;

Sanctum quoque

* Paráclitum Spíritum.

Tu Rex glóriæ,

* Christe.

Tu Patris

* sempitérnus es Fílius.

(Fit reverentia)

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem:

* non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo,

* aperuísti credéntibus regna cælórum.

Tu ad déxteram Dei sedes,

* in glória Patris.

Judex créderis

* esse ventúrus.

(Sequens versus dicitur flexis genibus)

Te ergo quǽsumus, tuis fámulis súbveni,

* quos pretióso sánguine redemísti.

Ætérna fac cum Sanctis tuis

* in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine,

* et bénedic hereditáti tuæ.

Et rege eos,

* et extólle illos usque in ætérnum.

Per síngulos dies

* benedícimus te.

(Fit reverentia, secundum consuetudinem)

Et laudámus nomen tuum in sǽculum,

* et in sǽculum sǽculi.

Dignáre, Dómine, die isto

* sine peccáto nos custodíre.

Miserére nostri, Dómine,

* miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos,

* quemádmodum sperávimus in te.

In te, Dómine, sperávi:

* non confúndar in ætérnum.