Calendario liturgico della Chiesa Cattolica: DICEMBRE 2018

DICEMBRE è il mese che la Chiesa dedica alla Immacolata Concezione ed alla Natività di N. S. Gesù-Cristo

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Fidelibus, qui mense decembri aliquod pietatis exercitium in honorem B. M. V. Immaculatæ præsteterint.

[Ai fedeli che praticano nel mese di Dicembre un qualsiasi esercizio di pietà in onore della B.M.V. Immacolata, si concede …]

Indulgentia quinque annorum semel, quolibet mensis die; [5 anni per ogni giorno del mese]

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo huiusmodi obsequium quotidie per integrum mensem obtulerint [indulgenza plenaria s. c. se l’esercizio viene praticato per tutto il mese].

NOVENA

IN ONORE DELL’ IMMACOLATA CONCEZIONE

DI MARIA SS.

(Comincia il dì 29 Novembre).

Deus in adjutorium, etc. Gloria Patri, etc.

I. Vergine purissima, Immacolata Maria, io mi rallegro con Voi perché fin dall’eternità Iddio vi elesse per degnissima Madre del suo Figliuolo Divino. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità per dignità sì sublime a cui vi ha innalzata; e vi prego di ottenermi da Dio l’eterna salute dell’anima mia. Ave Maria,

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

II. Regina delle Vergini, Immacolata Maria, io mi congratulo con Voi che fin dal primo istante del vostro concepimento Iddio vi preservò dal peccato originale. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di questo inestimabile privilegio fra le pure creature a voi sola concesso; e vi prego di ottenermi da Dio la grazia di vincere quei tristi effetti che ha prodotte in me il peccato originale. Ave Maria,

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

III. Specchio di purità, Immacolata Maria, io godo con tutto il cuore che fin dal principio del vostro concepimento Iddio vi esentò da qualunque peccato, e dal fomite stesso del peccato. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di questo dono sì singolare che vi ha compartito; e vi prego d’impetrarmi da Dio il perdono dei miei peccati, la grazia di superare e vincere le mie passioni, e di non cadere mai nella colpa. Ave Maria, etc.—

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

IV. Mistica Rosa di purità, Immacolata Maria, io mi congratulo con Voi per essere stata sin dal primo istante del vostro concepimento ripiena di grazie, e ricolma dei doni tutti dello Spirito Santo. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di grazie sì grandi di cui ha ricolmato il vostro cuore; e vi prego di ottenere anche a me tutti quei doni e quelle grazie che mi sono necessarie per vivere sempre in modo, che sia accetto al cuore di Dio. Ave Maria,

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

V. Lucida Stella di purità, Immacolata Maria, io mi rallegro con Voi, che arricchita dei celesti doni, cominciaste subito a conoscere ed amare Dio con tutto il vostro cuore. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di questo dono sì particolare che vi ha concesso; e vi prego d’impetrarmi grazia che io conosca ed ami sempre e con tutto il cuore il mio Signore e mio Dio. Ave Maria,

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

VI. O Sole senza macchia, Immacolata Maria, io mi congratulo con Voi che fin dal primo istante del vostro concepimento foste confermata in grazia, e resa impeccabile. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di questo privilegio che vi ha compartito; e vi prego di ottenermi da Dio la costanza nel bene, e a perseveranza finale. Ave Maria,

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

VII. Giglio di purità, Immacolata Maria, io mi rallegro con Voi, che nell’essere prescelta fra tutte le creature ad essere Madre di Dio, foste nel tempo stesso destinata a rimaner sempre Vergine. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità di questo privilegio fra tutte le creature a Voi sola concesso; e vi prego d’impetrarmi una perpetua purità di mente e di corpo. Ave Maria, etc. —

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

VIII. Chiarissima Luna di purità, Immacolata Maria, mi consolo con tutto il cuore perché fin dal primo istante del vostro concepimento siete stata costituita Corredentrice del Mondo, Madre ed Avvocata di noi miseri peccatori. Ringrazio infinitamente^ la SS. Trinità di officii sì sublimi che vi ha affidali, e di onore sì grande a cui vi ha innalzata; e vi prego di ottenermi grazia di esser degno vostro Figlio, e di sperimentare in me gli effetti della Redenzione col vivere santamente, e santamente morire. Ave Maria, etc.

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

IX. Aurora sorgente di purità, Immacolata Maria, io mi rallegro con Voi perché avete gloriosamente trionfato del serpente infernale nell’immacolato vostro concepimento, che è stato il principio della salute del genere umano, e l’allegrezza di tutto il mondo. Ringrazio infinitamente la SS. Trinità ai questo privilegio si singolare che vi ha concesso e vi prego a volermi impetrare da Dio la grazia di trionfare dei nemici della mia eterna salute, e di conseguire quella pura e perfetta allegrezza che si gode solamente nel Cielo, affinché io possa insieme con Voi per tutta l’eternità godere Dio, e ringraziarlo degli eccelsi privilegi che fin dal primo istante del vostro concepimento vi ha concesso, e che sono stati finalmente perfezionati nel Cielo con quella gloria sì eminente a cui siete stata innalzata. Ave Maria, etc. —

O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi.

INNO.

Tota pulchra es, Maria.

Tota pulchra es, Maria.

Et macula originalis non est in Te.

Et macula originalis non est in Te,

Tu gloria Jerusalem.

Tu lætitia Israel.

Tu honorificentia populi nostri.

Tu advocata peccatorum.

V. O Maria.

O Maria.

Virgo prudentissima.

Mater clementissima.

Ora prò nobis.

Intercede prò nobis ad Dominum Jesum Christum.

In Conceptione tua, Virgo Maria, immaculata fuisti.

Ora prò nobis Patrem, cuius Filium de Spiritu Sancto peperisti.

OREMUS.

Deus, qui per Immaculatam Virginis Conceptionem dignum Filio tuo habitaculum preparasti: quæsumus, ut sicut ex morte ejusdem Filii tui prævisa, eam ab omni labe preservasti, ita nos quoque mundos, eius intercessione ad te pervenire concedas. Per eumdem Christum Dominum nostrum. Amen.

[Il giardino spirituale; G. Russo ed. – Napoli 1903, imprim.]

PIA EXERCITIA

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Fidelibus, qui novendialis pio exercitio, ante festum B. M. Virginis Immaculatæ in eiusdem honorem publice peracto, devote interfuerint, conceditur: Indulgentia septem annorum quolibet die; Indulgentia plenaria, si, diebus saltem quinque, novendialibus supplicationibus adstiterint et præterea admissa sua confessi fuerint, ad Convivium eucharisticum accesserint et ad Summi Pontiflcis mentem oraverint. Iis vero, qui præfato tempore preces ad B. M. Virginem Immaculatam privatim effuderint, cum proposito easdem per novem dies continuos iterandi, conceditur:

Indulgentia quinque annorum semel quolibet die; Indulgentia plenaria suetis conditionibus, novendiali exercitio expleto; at ubi pium exercitium publice peragitur, hæc indulgentia ab iis tantum acquiri potest, qui legitimo detineantur impedimento quominus exercitio publico intersint (Pius IX, Audientia 3 ian. 1849; S. C. Episc. et Regul., 28 ian. 1850; S. C. Indulg., 26 nov. 1876; S. Pæn. Ap., 18 maii 1935).

[Ai fedeli che praticano la novena in pubblico o se impediti, in privato: si concedono 7 anni per ogni giorno; 5 se in privato;  Indulgenza plenaria al completamento della stessa con s. c.]

 

(S. C. Indulg., 13 nov. 1907; S. Pæn. Ap., 24 apr. 1933).

A Roma si moriva. I ricchi erano fuggiti, ed un silenzio greve pesava nelle vie deserte. Dalle finestre, dalle porte socchiuse usciva il rantolo degli appestati che, in agonia, bruciavano di sete senza alcuno che bagnasse quelle labbra già violacee e riarse. I morti non si potevano più seppellire. Sulle scale, nelle vie, accanto alle vie ammorbavano l’aria. L’aria era diventata come una nuvola grassa che faceva mancare il respiro e intorbidiva la luce del sole. Il papa S. Gregorio ricorse ad un mezzo estremo: nel tempo pasquale indisse una processione per l’attorniamento della città portando l’immagine beata di Maria sempre Vergine, quella che si credeva di San Luca e che ancora si conserva nella basilica di Santa Maria Maggiore. – Man mano che l’immagine santa si avanzava tra la processione riverente, l’aria appestata e scura si squarciava come una nebbia all’ascendere del sole, e dietro appariva un fresco sereno. Gli appestati guarivano improvvisamente, e sentivano un nuovo flusso di vita ascendere nelle loro vene. Delle voci angeliche passavano cantando « Regina del cielo, rallegrati! ». Allora il Papa, e tutto il popolo scoppiò in un grido incontenibile di gioia, di fede: « Halleluia! Halleluia ». – Che ammorba la società non è più la peste dei corpi, ma quella delle anime: la passione impura. Mai come ai nostri tempi la moda fu invereconda e provocatrice! Mai come ai nostri tempi le stampe, i teatri, i cinema osarono essere licenziosi. Quante anime,- specialmente giovanili, sono prese dal turpe male e muoiono, senza pregare più, senza credere più! Bisogna portare nel mondo la divozione alla Madonna, alla Madonna Immacolata. Davanti a lei fuggono le tentazioni impure come nebbia che si squaglia, guardando a Lei ogni uomo sente il desiderio di vivere casto. O Vergine tutta bianca! O vittoriosa del demonio! O Regina potentissima del cielo! torna in mezzo a noi e col profumo della tua purezza attira le anime fuori dal vizio, e sul mondo purificato fa risplendere il bel sole di Dio. [G. Colombo: Pensieri sui Vangeli, vol. I; soc. Ed. Vita e Pensiero, Milano 1939]

« Iddio —dice S. Paolo — abita in una luce inaccessibile. ». Ed è per farci conoscere il Padre Suo, che Gesù è disceso sulla terra. « Nessuno conosce il Padre tranne il Figlio, e colui al quale il Figlio avrà voluto rivelarlo ». Il Verbo fatto carne è dunque per noi la manifestazione di Dio, è Dio fatto uomo che ci rivela il Padre. Non meravigli dunque l’importanza che la Chiesa ammette nella liturgia di Natale, a questa manifestazione della divinità di Gesù Cristo. Attraverso le belle sembianze del Fanciullo, che Maria ha deposto nella mangiatoia, la Chiesa ci fa scorgere, come in trasparenza, la Divinità diventata in qualche modo visibile e tangibile! « Chi vede me, vede il Padre », diceva Gesù. « Per mezzo del mistero dell’Incarnazione del Verbo, aggiunge il Prefazio di Natale, noi conosciamo Dio in una forma visibile»; e, per bene affermare che la contemplazione del Verbo è soprattutto il fondamento dell’ascesi di questo tempo, si prendono specialmente dagli scritti dei due Apostoli S. Giovanni e S. Paolo, araldi per eccellenza della Divinità di Cristo, i brani nei quali essi ne parlano più profondamente. Così la liturgia di Natale ci fa inginocchiare, con Maria e Giuseppe, davanti a questo Dio rivestito della nostra carne: «Cristo è nato per noi: venite, adoriamolo » ; con l’umile corteo dei pastori che vanno al presepio «ci fa accorrere in fretta per glorificare e lodare iddio »; ci unisce alla sontuosa carovana dei Re Magi onde con loro « ci prostriamo avanti al Fanciullo e  adoriamo «Colui che tutti gli Angeli di Dio adorano ». Riconosciamo con la Chiesa il grande dogma della Divinità di Gesù e dell’Incarnazione del Verbo. [Messale Romano L.I.C.E. Torino, 1950]

LE FESTE DEL MESE DI DICEMBRE

1 Dicembre Sanctæ Mariæ Sabbato    Simplex *I*

2 Dicembre Dominica I Adventus    Semiduplex I. classis *I*

3 Dicembre S. Francisci Xaverii Confessoris    Duplex maj.

4 Dicembre S. Petri Chrysologi Episcopi Confessoris et Ecclesiæ Doctoris    Duplex

5 Dicembre S. Sabbæ Abbatis    Feria

6 Dicembre S. Nicolai Episcopi et Confessoris    Duplex

7 Dicembre S. Ambrosii Episcopi Confessoris et Ecclesiæ Doctoris    Duplex

8 Dicembre In Conceptione Immaculata Beatæ Mariæ Virginis    Duplex I. classis *L1*

9 Dicembre Dominica II Adventus    Semiduplex II. classis

11 Dicembre S. Damasi Papæ et Confessoris    Duplex

13 Dicembre S. Luciæ Virginis et Martyris    Duplex

15 Dicembre In Octava Concept. Immac. Beatæ Mariæ Virginis    Duplex majus

16 Dicembre Dominica III Adventus    Semiduplex II. classis

17 Dicembre: inizio ‘O’ degli inni solenni (dicembre 17-23 dicembre)

19 Dicembre Feria IV Quattuor Temporum Adventus    Semiduplex

21 Dicembre S. Thomæ Apostoli    Duplex II. classis

       Feria VI Quattuor Temporum Adventus    Semiduplex

22 Dicembre Sabbato Quattuor Temporum Adventus    Semiduplex

23 Dicembre Dominica IV Adventus    Semiduplex II. classis

24 Dicembre In Vigilia Nativitatis Domini    Duplex I. classis

25 Dicembre In Nativitate Domini    Duplex I. classis *L1

26 Dicembre S. Stephani Protomartyris    Duplex II. classis *L1*

27 Dicembre S. Joannis Apostoli et Evangelistæ    Duplex II. classis *L1*

28 Dicembre Ss. Innocentium    Duplex II. classis *L1*

30 Dicembre Dominica Infra Octavam Nativitatis    Semiduplex Dominica minor

 

DEDICAZIONE DELL’ARCIBASILICA DEL SANTISSIMO SALVATORE 9 Nov. (2018)

9 novembre: Dedicazione dell’Arcibasilica del Santissimo Salvatore.

[Messale Romano, comm. D.G. Lefebvre O.S.B., L.I.C.E. ed., Torino, 1950]

Doppio di 2a classe. – Paramenti bianchi.

Fra le ricche e grandiose basiliche romane, nelle quali con solennità dal IV secolo si celebrano le cerimonie del culto cristiano, occupa il primo posto quella di cui oggi si celebra l’anniversario della Dedicazione. Il palazzo dei Laterani, posto sul monte Celio apparteneva a Fausta, moglie di Costantino. Dopo la sua conversione, Costantino lo donò al Papa, perché ne facesse sua privata dimora, e vi fondò la chiesa del « Laterano », che divenne la Chiesa madre di Roma e del mondo. Il 9 novembre 324, il papa S. Silvestro la consacrò col nome di « Basilica del SS. Salvatore »: era la prima consacrazione di una Chiesa romana. Più tardi al tempo di Lucio II (secolo XII) questa Chiesa fu dedicata a S. Giovanni Battista, al quale era intitolato il Battistero annesso alla basilica: perciò ora è nota sotto il titolo di « S. Giovanni in Laterano ». In questa basilica e nell’annesso palazzo dal secolo IV al secolo XVI, si sono riuniti più di venticinque Concili, dei quali cinque ecumenici. Le Stazioni più solenni hanno per mèta questa basilica, ove avvenivano le ordinazioni dei sacerdoti, la riconciliazione dei penitenti, e nel giorno di Pasqua, il Battesimo dei catecumeni, e i neofiti ritornavano in processione durante tutta l’Ottava. La prima Domenica di Quaresima si apre a S. Giovanni in Laterano il grande Ciclo liturgico della penitenza e vi si ritorna la Domenica delle Palme e il Martedì delle Rogazioni; ivi si compiono le solenni funzioni del Giovedì Santo e del Sabato Santo, e vi si celebra la Messa il Sabato in Albis e la vigilia della Pentecoste. Questa chiesa, essendo stata distrutta, fu ricostruita e riconsacrata nel 1726 da Benedetto XIII e il ricordo di questa riconsacrazione, come anche quello della prima fu fissato al 9 novembre.

Messa: Terribilis, della Dedicazione.

IL GIORNO DEI MORTI (2018)

IL GIORNO DEI MORTI (2818)

(G. Colombo: Pensieri sui Vangeli, Vol. III, Soc. Ed. Vita e Pensiero, Milano, 1939)

LE ANIME PURGANTI

Ora che la campagna è spoglia, che i cieli si fanno grigi per le nebbie, che le foglie cadono, la Santa Chiesa con un fine intuito educativo ci richiama al pensiero della morte, al pensiero dei nostri cari morti. La nostra vita sulla terra è rapida come una stagione, poi vengono le nebbie della vecchiezza, il vento autunnale e triste della fine e ci spoglia d’ogni terrestre illusione. Debemur morti nos nostraque; e noi e le nostre cose siamo destinati a morire. Quanti tra quelli stessi che conoscemmo ed amammo già sono morti. Compagni di scuola, compagni d’allegria, compagni d’armi, compagni di lavoro, sono già stati innanzi tempo presi dalla morte e condotti nell’eternità. Nella nostra stessa casa forse c’è più d’un vuoto: care persone sparite da anni, o solo da mesi, comunque sparite dalla nostra vista. – Oggi s’aprono i cancelli e noi pellegriniamo in folla su quella terra che nasconde la loro salma. Portiamo fiori e lumi, ed è questo un atto molto gentile. Ma quei fiori e quei lumi sono uno sterile simbolo se non vi aggiungiamo preghiere, elemosine, suffragi d’opere buone. Noi sappiamo, Cristiani, che se alcuno muore in grazia di Dio, ma con qualche peccato veniale non perdonato, o con qualche debito di pena temporanea non ancora scontato, non può entrare direttamente in Paradiso, ma è ritenuto in Purgatorio finché abbia pienamente soddisfatto alla divina Giustizia. Non solo, ma noi sappiamo anche un’altra verità che è molto consolante. Siccome noi, vivi e morti, formiamo tutti ancora nella Santa Chiesa una famiglia sola, possiamo noi che camminiamo sulla terra placare Dio anche per loro che più non sono qui. S. Giovanni Crisostomo rivolgeva queste esortazioni ai fedeli del suo tempo: « Perché piangete, se al defunto si può ottenere grande perdono? Non è questo un bel guadagno, un cospicuo vantaggio? Molti furono liberati con un’elemosina fatta per loro da altri; perché l’elemosina ha la virtù di togliere i peccati, se mai il morto è partito di qua con qualche venialità sulla coscienza. Vi assicuro che l’aiuto nostro per le anime non è mai vano: è Dio che vuole che ci soccorriamo l’un l’altro ». – Con questa confortante fede chiudeva gli occhi S. Monica, e morendo pregò il figlio Agostino di offrire per lei il sacrificio della Messa. E S. Agostino, come narra nelle sue Confessioni subito dopo la morte offerse per lei il sacrificio del nostro riscatto, e per lei pregò così; «Ascoltami, Dio Onnipotente: ascoltami, per Gesù Medico delle nostre ferite, che pendette dalla croce, e ora alla tua destra supplica per noi. So che ella ha usato soave misericordia ai poveri e ha rimesso i debiti ai suoi debitori. E tu rimetti ora anche a lei i debiti suoi! Condonale anche il peso di quelle miserie di cui s’è caricata nei molti anni che visse dopo il lavacro del Battesimo. Perdonala, o Signore, perdonala; te ne prego, non chiamarla al tuo giudizio ». Ecco il suffragio migliore che un figlio può mandar dietro alla madre diletta: la S. Messa, accompagnata dalla sincera e personale preghiera. È vero che i nostri cari nel Purgatorio non mancano di profonde dolcissime consolazioni, tra cui la più grande è quella d’esser certe che Dio le ama, e che andranno alla fine della loro purificazione a goderlo per sempre; ma è pur vero che fin tanto che dura la loro purificazione le anime soffrono gravissime pene. Soffrono i nostri cari morti! E noi possiamo e dobbiamo aiutarli.

I . I MORTI SOFFRONO

Un giovanetto di nome Giuseppe, un giorno, fu calato in una cisterna, e, sopra, i suoi undici fratelli vi gettarono una pietra con rimbombo, perché non potesse uscire più. Poi vi sedettero sopra mangiando, e bevendo il vino dei loro fiaschi. Comedentes et bibentes vinum in phialis. Giuseppe singhiozzava nel fondo della cisterna, ove non scendeva una boccata d’aria, ove non filtrava un filo di luce: in una cisterna stretta e profonda, umida e muffolente. Singhiozzava; ma i suoi fratelli, sopra, mangiavano e bevevano e non potevano udire il suo grido straziante. Lui moriva, essi se la godevano. Lui in prigione, essi nella libertà delle loro case e dei loro campi. Lui senza pane e senz’acqua, essi pieni di carne e di vino. Comedentes et bibentes vinum in phialis. Questa scena angosciosa si ripete ogni giorno, anche oggi. Nel carcere del Purgatorio c’è qualche nostro fratello, un amico, forse il babbo, forse la mamma nostra che soffre; e noi non ci ricordiamo mai di loro che sono morti. Noi ci divertiamo, bevendo e mangiando, mentr’essi soffrono tormenti più struggenti della fame e della sete. Ricordiamoli i morti perché soffrono. Che cosa soffrono? Soffrono misteriose pene, più o meno gravi, ma che sono sempre cagione d’acuto dolore. Ma la sofferenza più affliggente è il ritardo che li disgiunge da Dio. Qui sulla terra l’anima che si allontana da Dio, immersa com’è nei sensi, può non penare, può cercare conforto nelle creature. Ma nell’eternità non sarà più così: non solo l’uomo non potrà cercare un surrogato alle creature, ma si accenderà nella sua anima un bisogno, anzi una fame di felicità divina, di congiungimento nella visione col suo Signore. Pensate allora la dolorosa aspirazione delle anime purganti: sentirsi fatte per Dio, sentirsi ormai giunte al sicuro porto, e vedersi rattenute dall’entrare in patria, impedite dell’abbraccio divino! È la penosa speranza dell’ammalato a cui il medico assicurò la guarigione, ma che intanto deve stare immobile per mesi nel letto. È la tensione acerba dell’assetato che quando crede d’essere giunto alla fonte d’acqua viva, s’accorge ch’essa gli scorre ancora molto lontana. È l’attesa struggente del prigioniero di guerra, che giunto il giorno di rimpatriare e d’abbracciare la vecchia madre e la sposa e i figliuolini, si vede messo in quarantena per una certa sua infezione. « Miseri noi: credevamo d’essere giunti al termine, ed ecco il cammino ci si allunga davanti… ». Così sospirano con pacato dolore le anime sante del Purgatorio.

2. NOI LI POSSIAMO ALLEVIARE

Uno degli episodi più pietosi delle Sacre Scritture è quello del paralitico sotto i portici della piscina probatica. V’era a Gerusalemme una vasca con cinque portici in giro: ed ogni anno quell’acqua, scossa da un Angelo, acquistava una virtù miracolosa, che qualunque malato per primo vi si fosse immerso ne sarebbe riuscito sanato perfettamente. Ed eran già 38 anni che un povero paralitico era là ad aspettare la guarigione. Smorto per tanto soffrire, le carni incadaverite, le vesti luride, invocava con gemiti e con lacrime la pietà della gente. A guarirlo, non si richiedevano medici specialisti che venissero da lontano, non si richiedeva danaro, non medicina preziosa e rara. Bastava soltanto che qualcuno, appena l’Angelo commoveva l’acque, gli desse un tuffo. Eppure, dopo 38 anni ch’era là, non uno gli aveva saputo fare quel piacere. E quando Gesù passò sotto il portico, quel poverino ruppe in singhiozzi, dicendo: a Domine, hominem non habeo! ». O Signore, non ho proprio nessuno! – Anche molte anime del Purgatorio ripetono il grido del paralitico: « Signore, non ho proprio nessuno! nessuno che si ricordi di me, nessuno che preghi, che faccia pregare… ». E son anni e anni che gemono là; e per strapparle dal fuoco non occorre enorme fatica, e neppure grosse somme di danaro: ma basta una preghiera detta col cuore, basta una Comunione fervorosa, una santa Messa ascoltata o fatta celebrare… Ed è un dovere d’amore ricordarsi, è un dovere di giustizia. Chi sono quelle povere anime? forse i nostri fratelli, le sorelle, le spose, i padri, le mamme… Oh vi ricordate di quel giorno, di quella notte in cui morirono? Là, sul letto, disteso: già ne’ suoi occhi dilatati v’era l’immagine della morte. Ardeva accanto una candela benedetta, quella dell’agonia. Egli non poteva parlare più, già la morte gli sigillava le labbra per sempre: eppure qualche cosa voleva pur dirci, che tremava tutto: «Ricordati di me, quando sarò morto!». E noi scoppiammo in pianto, e tra i singhiozzi abbiamo giurato, in faccia alla morte, di non scordarlo più. Invece dopo qualche settimana noi ci demmo pace; e chi è morto, giace. « Ricordati di me, che tu mi puoi aiutare! ». Non la sentite questa voce alla sera, quando invece di fermarvi in casa a rispondere il Rosario voi uscite a chiacchierare, a giocare? Non la sentite questa voce alla mattina presto, quando suonano le campane della Messa, dell’Ufficio, e voi poltrite nelle piume del letto? Non la sentite questa voce che vi supplica di cambiar vita, di frequentare i Sacramenti, di lasciare quella relazione? – Non la sentite questa voce a scongiurarvi che facciate un po’ d’elemosina, che procuriate una S. Messa, un Ufficio di suffragio? Eppure dovreste sentirla: forse, quei campi che voi lavorate, quella che voi abitate, quel gruzzolo di danaro che avete alla banca, è il frutto del sudore dei vostri morti. Siete obbligati, per giustizia, a ricordarli!

CONCLUSIONE

Dall’esilio S. Giovanni poteva finalmente rientrare in Efeso. Entrando egli nella sua città incontrò un funerale: portavano a seppellire il corpo di Drusiana, la quale aveva sempre seguiti i suoi ammaestramenti. Come la gente s’accorse della presenza dell’apostolo, a gran voce diceva : « Benedetto tu che nel nome di Dio ritorni! ». Allora le vedove che Drusiana aveva in vita racconsolate, i poveri che aveva nutrito, gli orfani a cui aveva fatto da madre, circondarono l’Evangelista, e col pianto nella voce cominciarono a supplicarlo: « O santo Giovanni! vedi che portiamo Drusiana morta a seppellire: ella ci ha confortati, ci ha dato da mangiare, ci ha protetti, ed ora è morta, senza poterti rivedere, che pur lo desiderava tanto ». S. Giovanni fu commosso da quelle preghiere ardenti. Fermò il funerale, fece deporre in terra la bara, e con chiara voce disse davanti a tutti: « Drusiana! per l’amore che portasti agli orfani, per l’elemosina che facesti ai poveri, per l’aiuto che prodigasti alle vedove, il mio Signor Gesù Cristo ti risusciti ». E subito ella si levò dalla bara, sì che pareva non resuscitata da morte, ma destata da dormire (BATTELLI, Leggende cristiane). – Verrà un giorno, e per quanto sia tardi non è lontano, che noi pure porteranno a seppellire. Ma la nostra anima, nuda e sola, convien che vada al tribunale di Cristo. Oh, se durante questa vita ci saremo ricordati dei poveri morti, allora molte anime si faranno intorno a Gesù giudice e a gran voce diranno: « Signore! ricordati che costui mi ha alleviato il fuoco del Purgatorio, con le sue preghiere, con le mortificazioni, con l’elemosina. Signore! ricordati di quelle Messe e di quegli Uffici che m’ha fatto celebrare, ricordati delle Comunioni, delle elemosine che faceva in mio suffragio ». E Gesù non saprà resistere a queste suppliche e ci dirà: « Per la misericordia che hai avuto dei poveri morti, anch’io ti faccio misericordia: vieni presto in Paradiso ».

FESTA DI TUTTI I SANTI (2018)

FESTA DI TUTTI I SANTI (2018)

Beati pauperes spiritu: quoniam ipsorum est regnum caelorum.

Beati mites: quoniam ipsi possidebunt terram.

Beati qui lugent: quoniam ipsi consolabuntur.

Beati qui esuriunt et sitiunt justitiam: quoniam ipsi saturabuntur.

Beati misericordes: quoniam ipsi misericordiam consequentur.

Beati mundo corde: quoniam ipsi Deum videbunt.

Beati pacifici: quoniam filii Dei vocabuntur.

Beati qui persecutionem patiuntur propter justitiam : quoniam ipsorum est regnum caelorum.

Beati estis cum maledixerint vobis, et persecuti vos fuerint, et dixerint omne malum adversum vos mentientes, propter me: gaudete, et exsultate, quoniam merces vestra copiosa est in caelis. [Matth. V, 3-12]

CHI SONO I SANTI

(G. Colombo: Pensieri sui Vangeli, Vol. III, Soc. Ed. Vita e Pensiero, Milano, 1939)

Prima ancora della venuta del Salvatore Gesù, un famoso architetto di nome Marco Agrippa, aveva innalzato in Roma un tempio magnifico detto Pantheon, cioè consacrato a tutti gli dei, a quelli noti e a quelli ignoti. Quando Roma fu convertita al Cristianesimo, quel tempio non fu distrutto: se i pagani avevano i loro dei bugiardi, non avevamo noi i nostri santi da onorare? Perciò dal Papa Bonifacio IV fu consacrato al culto dei Martiri che in ogni parte della terra avevano offerto il sangue e la vita a Dio. Dal culto di tutti i Martiri al culto di tutti i Santi fu breve il passo. E d è chiara la ragione. Di quanti Santi noi non conosciamo né la storia, né il nome! Dio solo ha visto e compreso la loro anima, le loro virtù, le preghiere, le sofferenze lunghe, le penitenze aspre… E poi, anche di quelli che conosciamo, non ci è possibile celebrare una festa particolare durante l’anno. Eppure non è giusto che molti di questi eroici Cristiani siano dimenticati, e non è bene perdere la protezione loro potente. Per tutte queste ragioni la santa Chiesa ha stabilito una festa per onorarli e invocarli insieme. – Permettetemi ancora due altre chiarificazioni:

. Quando veneriamo i Santi, noi non siamo idolatri, perché ogni onore dato a questi, termina sempre a Dio, a cui soltanto si deve l’onore, la gloria, l’adorazione. Se voi ammirate e lodate un quadro di valore, forse che il pittore si offenderà? Ebbene, i Santi sono le opere artistiche di Dio, il quale ha scolpito e dipinto il suo volto nella loro anima.. Se voi ammirate e lodate i figlioli, forse che il padre si offenderà? Ebbene i Santi sono i figli prediletti del Signore, quelli che più gli assomigliano.

. I Santi poi si devono onorare santamente, e non come il mondo festeggia i suoi amici. Ci sono di quelli che amano la festa del Santo, ma non il Santo. Amano la festa perché sono esercenti e sperano guadagno; amano la festa perché potranno darsi all’allegria, al piacere della gola, allo sfoggio d’un bel vestito. « Che maniera è questa? — esclama sdegnato S. Gerolamo. — Con la sovrabbondanza del bere e del mangiare volete onorare chi ha vissuto in digiuno e penitenza? Con le mollezze e le immodestie del vestito volete onorare chi ha vissuto nella solitudine e nella modestia angelica? Voi amate la festa del Santo, ma non il Santo » (S. HIER., Ad Eust.). – Ci sono poi degli altri che amano il Santo, ma non la sua santità. Ne troverete moltissimi in giro all’altare di S. Antonio, di S. Espedito, di S. Teresa; moltissimi che portano lumi e fiori agli altari; ma sono pochi quelli che si mettono dietro gli esempi che i Santi ci hanno lasciato. Eppure non v’è devozione più efficace dell’imitazione. « È falsa pietà onorare i Santi, e trascurare di seguirli nella santità » (S. EUSEB., In homilid). E allora? allora noi dobbiamo sforzarci di raggiungere la vera devozione dei Santi, quella che è fatta di umiliazione e di preghiera, poiché i Santi sono un grande esempio ed un grande aiuto per noi. Erano tristissimi giorni per il popolo israelitico. Gerusalemme posseduta dallo straniero; il tempio invaso, derubato, profanato; la gioventù uccisa o prigioniera; e per ogni villaggio s’udivano le feroci canzoni dei soldati d’Antioco, sempre bramosi di predare e di massacrare. Matatia, il vecchio genitore dei Maccabei, s’era nascosto nel deserto, ove, un po’ per l’età e molto per l’angoscia, s’ammalò da morire. Ma prima di chiudere la sua bocca nel silenzio eterno, si chiamò vicino i suoi cinque figli e disse : « Creature mie! vi tocca vivere in un mondo perverso, in un tempo di peccato e di scandalo: ricordate gli esempi dei vostri padri, e ne ricaverete forza e gloria. Ricordate la fede d’Abramo, che credette alle promesse di Dio anche quando gli fu imposto di uccidere il primogenito suo: abbiate anche voi fede in Dio ora che la nazione nostra è distrutta. Ricordate la rassegnazione di Giuseppe, venduto da’ suoi fratelli crudeli e pure tanto timoroso della legge di Dio che fuggì dall’impura donna di Putifarre, e fu premiato poi da Dio: anche voi dovete ora rassegnarvi ai voleri della Provvidenza, e mantenervi puri se volete un premio. – Ricordate Giosuè che con molte fatiche e prodezze riuscì a conquistare la terra promessa. Ricordate Davide, quanto fu pio, quanto fu saggio! e Dio gli diede un trono nei secoli. Ricordate Daniele che per la sua rettitudine fu messo nella fossa dei leoni, e quei tre giovanetti che preferirono farsi gettare nel forno acceso piuttosto che trasgredire la legge… ». – Così di generazione in generazione, il vegliardo morente rievocava ai figli le gesta dei santi dell’antico Testamento. E quand’ebbe finito alzò le mani a benedire: ma già le sue labbra non si agitavano più: era spirato (I Macc., II). – A me pare che, come il vecchio Matatia, anche la Chiesa raduni oggi i suoi figliuoli e additi gli esempi dei Santi. Noi viviamo in tempi di peccato e in un mondo maligno, ma prima di noi ci vissero i Santi che ora sono in Paradiso. Ricordiamo i loro esempi, per imitarli e farci ancora noi santi. « Ma io non ho tempo — si dice da alcuni — per pensare alla santificazione dell’anima, e a tante devozioni: sono troppo occupato negli affari ». E credete voi che S. Teresa di Gesù, S. Caterina da Genova, S. Filippo Neri non avessero occupazioni materiali? Ah, se deste all’anima vostra tutto il tempo che date al divertimento, alle vanità, alle conversazioni mondane e frivole, quanto grande sarebbe la vostra santificazione! Dite di non aver tempo: ma voi avete tutta la vita, perché Dio v i ha creati solo per questo. – « Ma io ho famiglia, io vivo in un ambiente corrotto, io mi trovo in mezzo a scandali ». Non crediate che solo i frati o lo suore possano diventare santi: ci fu S. Luigi, re di Francia; e una S. Pulcheria che viveva nella corruzione della corte di Costantinopoli; e un S. Isidoro contadino; e una S. Zita serva in famiglie private. In ogni ambiente si può salvare l’anima. – « Ma io ho un temperamento focoso, superbo, sensuale… non posso resistere alle tentazioni ». Anche i Santi ebbero una carne e un sangue come il vostro; anch’essi provarono tutte le vostre tentazioni; eppure riuscirono. Se quelli riuscirono, e perché non noi? Non crediate che a S. Agostino sia stato facile vivere in purità, non crediate che a S. Carlo sia costato poco vivere in umiltà, non crediate che a S. Francesco di Sales sia stato naturale vivere in soavità: studiate la loro vita, e conoscerete che furiose lotte sostennero contro le passioni! Eppure vinsero. Soltanto noi non vinceremo?

  1. I SANTI SONO UN GRANDE AIUTO

Quando la carestia affamò la terra di Canaan un vecchio e i suoi figli vennero in Egitto, e si presentarono al Faraone per avere da mangiare. Ma in Egitto, nello stesso palazzo del Faraone v’era Giuseppe.

« È mio padre! Sono i miei fratelli! » disse Giuseppe presentandoli al Sovrano. E quelli ebbero da mangiare, da vivere beatamente e terre da coltivare; ebbero quello che chiedevano e molto di più. Anche noi abbiamo nella regione d’ogni abbondanza, nella magione stessa del gran sovrano Iddio, i nostri ricchi fratelli: i Santi. Ogni volta che per carestia spirituale o materiale ci rivolgiamo al cielo, essi si volgono a Dio per dirgli: « Ascoltali! Esaudiscili, perché sono i nostri fratelli minori ». Potrà il Signore non ascoltare la preghiera de’ suoi intimi amici? – I Santi nel cielo non diventano egoisti che si godono la meritata felicità; essi si ricordano ancora di noi poveri mortali. Essi che soffrirono un tempo quello che oggi soffriamo noi, sanno capirci e ci seguono con ansietà per ogni peripezia del viaggio terreno e supplicano, con vive istanze Colui che comanda ai venti e al mare di proteggere la nostra barchetta dalla burrasca delle passioni. Essi che già esperimentano la infinita gioia del Paradiso, tremano che noi abbiamo a perderla e supplicano perché ci si conduca al beato porto. I Santi in cielo e i Cristiani in terra sono una famiglia unica; e come in una famiglia il fratello buono intercede presso il padre adirato per la disubbidienza dei figli discoli, così i Santi placano Iddio quando vuole castigarci per i peccati. Non avete letto nella storia sacra che il Signore aveva una volta deciso di sterminare la gente ebrea, perché s’era ribellata ai suoi comandamenti? Ma in mezzo al popolo maledetto stavano due anime sante: Mosè ed Aronne. «Allontanatevi voi! — diceva nel suo furore Iddio. — Perché io voglio sterminare tutti in un momento ». Quelli invece non si ritirarono, e Dio per la loro intercessione s’accontentò di punire soltanto i tre più colpevoli (Num., XVI, 20 ss.). – Come Mosè, come Aronne, i Santi si mettono tra l’ira di Dio e noi. Chi può dire quanti fulmini hanno sviato dal nostro capo? Perché non siamo morti dopo il primo peccato mortale? Perché il Signore ci lascia ancora tempo a penitenza? Oh se potessimo vedere quello che avviene in Paradiso!… Se i Santi sono così potenti per chiedere ed intercedere, è tutto nostro interesse pregarli frequentemente, fervorosamente. Però non facciamo come molti Cristiani i quali ricorrono ai Santi solo per gli interessi materiali: sarebbe un grave torto verso di loro che tanto disprezzo hanno avuto per le cose mondane. Tante preghiere per l a salute del corpo, e per quella dell’anima? Tanti lumi e tanti fiori per un affare di danaro o di roba, e per gli affari della gloria di Dio e della conversione dei peccatori? Chiediamo prima il regno di Dio, che il resto non ci mancherà. – Il Signore ha promesso che dove sono in due o più a pregare nel suo nome, egli è in mezzo a loro e li esaudisce: ebbene, in Paradiso, non uno o due appena, ma sono migliaia e migliaia, e santi, che pregano per noi. La loro preghiera quindi è il nostro più grande aiuto.

CONCLUSIONE

S. Giovanni l’Evangelista, rapito in visione, vide aperta innanzi a sé una gran porta, per la quale entrava in cielo una sterminata moltitudine; d’ogni età, d’ogni sesso, d’ogni tempo, d’ogni condizione di vita. Questa rivelazione è consolante. Se il numero degli eletti è interminabile così che neppure S. Giovanni è riuscito a contarli, vuol dire che non è poi tanto difficile salvarsi, vuol dire che anche noi possiamo riuscire a passare per quella porta, che è Cristo, ed entrare in compagnia dei Santi. V’è però una condizione essenziale. Quelli che giungono a salvamento, recano tutti in fronte un suggello che è come il carattere di somiglianza e di appartenenza all’Eterno Padre e al suo Figlio Unigenito. Questo suggello, — secondo il profeta Ezechiele, — ha la forma d’un T, cioè d’una croce, e vien impresso sulla fronte di coloro che piangono e gemono. Signa Tau super frontem vivorum gementium et flentium. Che vuol dir ciò? vuol dire che per essere partecipi della gloria e del gaudio dei Santi, bisogna prima aver partecipato alle loro penitenze e sofferenze.

CALENDARIO LITURGICO DI NOVEMBRE (2018)

NOVEMBRE

è il mese che la Chiesa Cattolica dedica alle anime sante del PURGATORIO.

SEQUENZA DIES IRÆ

Dies iræ, dies illa
Solvet sæclum in favílla:
Teste David cum Sibýlla.

Quantus tremor est futúrus,
Quando judex est ventúrus,
Cuncta stricte discussúrus!

Tuba mirum spargens sonum
Per sepúlcra regiónum,
Coget omnes ante thronum.

Mors stupébit et natúra,
Cum resúrget creatúra,
Judicánti responsúra.

Liber scriptus proferétur,
In quo totum continétur,
Unde mundus judicétur.

Judex ergo cum sedébit,
Quidquid latet, apparébit:
Nil multum remanébit.

Quid sum miser tunc dictúrus?
Quem patrónum rogatúrus,
Cum vix justus sit secúrus?

Rex treméndæ majestátis,
Qui salvándos salvas gratis,
Salva me, fons pietátis.

Recordáre, Jesu pie,
Quod sum causa tuæ viæ:
Ne me perdas illa die.

Quærens me, sedísti lassus:
Redemísti Crucem passus:
Tantus labor non sit cassus.

Juste judex ultiónis,
Donum fac remissiónis
Ante diem ratiónis.

Ingemísco, tamquam reus:
Culpa rubet vultus meus:
Supplicánti parce, Deus.

Qui Maríam absolvísti,
Et latrónem exaudísti,
Mihi quoque spem dedísti.

Preces meæ non sunt dignæ:
Sed tu bonus fac benígne,
Ne perénni cremer igne.

Inter oves locum præsta,
Et ab hœdis me sequéstra,
Státuens in parte dextra.

Confutátis maledíctis,
Flammis ácribus addíctis:
Voca me cum benedíctis.

Oro supplex et acclínis,
Cor contrítum quasi cinis:
Gere curam mei finis.

Lacrimósa dies illa,
Qua resúrget ex favílla
Judicándus homo reus.

Huic ergo parce, Deus:
Pie Jesu Dómine,
Dona eis réquiem.
Amen.

[Giorno d’ira sarà quello: il fuoco distruggerà il mondo come disse David con la Sibilla. – Qual terrore vi sarà, quando verrà il giudice ad esaminare tutto con rigore! – La tromba spanderà il suono mirabile sulle fosse della terra, radunerà tutti presso il trono. – Stupirà la morte e la natura, quando la creatura risorgerà per rispondere al Giudice. – Sarà aperto il libro scritto, dove è tutto quello riguardo a cui il mondo sarà giudicato. – Quando il Giudice si assiderà, tutto ciò che è occulto sarà svelato: niente resterà segreto. – Misero che sono! che dirò allora? A chi mi raccomanderò se appena il giusto sarà sicuro? – O Re di tremenda maestà, che salvi gratuitamente gli eletti, salvami, o fonte di pietà. – Ricorda, o Gesù pio, che io son la causa della tua venuta: non mi dannare in quel giorno. – Ti affaticasti a cercarmi, per salvarmi hai sofferto la croce: non sia vano tanto lavoro. – Giusto giudice vendicatore, dammi la grazia del perdono avanti il giorno dei conti. – Come reo gemo, la colpa copre di rosso il mio volto, o Dio, perdona a chi ti supplica. – Tu che assolvesti la Maddalena ed esaudisti il ladrone, da’ anche a me la speranza. – Le mie preghiere non son degne, ma tu buono e pietoso fa’ che non bruci nel fuoco eterno. – Mettimi tra le pecorelle, e separami dai capretti, ponendomi dalla parte destra. – Condannati i maledetti, e consegnatili alle orribili fiamme, chiama me coi benedetti. – Ti prego supplice e prosteso, col cuore contrito come la cenere, abbi cura del mio fine. – Giorno di lacrime sarà quello in cui dalla cenere l’uomo reo risusciterà per essere giudicato. – A lui dunque perdona, o Dio. O pio Signore Gesù, dona loro il riposo. Così sia.]

[indulg. Trium annorum. Indulgentia plenaria, suetis conditionibus, sequentia quotidie per integrum mensem pie recitata (S. Pænit. Ap. 9 mart. 1934]

PIA EXERCITIA

588

Fidelibus, qui in suffragium fìdelium defunctorum aliquas preces quolibet anni tempore pia mente effuderint, cum proposito idem pium exercitium per septem vel novem dies continuos iterandi, conceditur : Indulgentia trium annorum semel quovis die; Indulgentia plenaria suetis conditionibus, expleto septenario vel novendiali exercitio (Pius IX, Audientia 5 ian. 1849; S. C. Episc. et Reg., 28 ian. 1850; S. C. Indulg., 26 nov. 1876; S. Paen. Ap., 28 maii 1933).

[Per un settenario o un novenario in suffragio dei morti si concede indulg. di tre anni per ogni giorno, ed Ind. Plen. s. c. al termine dell’esercizio]

589

Fidelibus, qui mense novembri preces aliave pietatis exercitia in suffragium fìdelium defunctorum præstiterint, conceditur : Indulgentia trium annorum semel quolibet mensis die; Indulgentia plenaria, suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem idem pietatis opus compleverint. – Iis vero, qui præfato mense piis exercitiis in suffragium fìdelium defunctorum in ecclesiis vel publicis oratoriis devote interfuerint, conceditur: Indulgentia septem annorum quolibet mensis die; Indulgentia plenaria, si memoratis exercitiis saltem per quindecim dies vacaverint, additis sacramentali confessione, sacra Communione et oratione ad mentem Summi Pontifìcis (S. C . Indulg., 17 ian. 1888; S. Pæn. Ap., 30 oct. 1932).

[Se nel mese di novembre, si farà un esercizio per i defunti, si lucra ind. di tre anni (o sette anni se fatto in chiesa o in un oratorio pubblico) per ogni giorno, ed ind. Plen.  se fatto almeno per 15 giorni e s. c.]

590

Fidelibus, die quo Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum celebratur vel die dominico proxime insequenti, quoties aliquam ecclesiam aut publicum vel (prò legitime utentibus) semipublicum oratorium defunctis suffragaturi visitaverint, conceditur: Pro fìdelibus defunctis

Indulgentia plenaria animabus in purgatorio detentis tantummodo applicabilis, si præterea sacramentalem confessionem instituerint, sacram Communionem susceperint et sexies Pater, Ave et Gloria ad mentem Summi Pontifìcis in unaquaque visitatione recitaverint (S. C. Officii, 25 iun. 1914 et 14 dec. 1916; S. Pæn. Ap., 5 iul. 1930 et 2 ian. 1939).

[per i fedeli che visiteranno una chiesa o un pubblico oratorio nel giorno dei defunti o nella domenica successiva, si concede Ind. Plen. s. c. e recitando 6 Pater, Ave, Gloria, per le intenzioni del Sommo Pontefice,  applic. alle anime del Purgatorio]

591

Missæ omnes, in quocumque altari et a quocumque sacerdote durante Commemorationis Omnium Fidelium Defunctorum octavario celebratæ, gaudent, prò anima tamen cui applicantur, privilegio ac si litatæ in altari privilegiato fuissent (S. C. Indulg., 19 maii 1761; Benedictus XV, Const. Ap. Incruentum Altaris, 10 aug. 1915; can. 917 § 1, C . I . C . ; S. Pæn. Ap., 31 oct. 1934 et 12 iun. 1949). (Le Messe durante l’ottava della commemorazione dei defunti, godono del privilegio dell’altare privilegiato)

592

Fidelibus, qui, durante Commemorationis Omnium Fidelium Defunctorum octavario, coemeterium pie ac devote visitaverint et, vel mente tantum prò defunctis exoraverint, conceditur: Indulgentia plenaria suetis conditionibus, singulis diebus, defunctis tantum applicabilis.

Iis vero, qui eamdem visitationem et orationem, quovis anni die, peregerint, conceditur: Indulgentia septem annorum defunctis tantummodo applicabilis (S. Paen. Ap., 31 oct. 1934).

[Ai fedeli che visiteranno devotamente, durante l’ottavario della commemorazione dei fedeli defunti, un cimitero pregando per i defunti, si concede indulgenza plenaria s. c. nei singoli giorni. In altro giorno dell’anno sette anni.)

ACTUS HEROICUS CARITATIS

593

a) Fidelibus, qui actum heroicum erga animas in purgatorio detentas emiserint, conceditur:

Indulgentia plenaria fìdelibus tantum defunctis applicabilis: 1° quocumque die ad sacram Communionem accesserint, si præterea confessi aliquam ecclesiam vel publicum oratorium visitaverint et ad mentem Summi Pontifìcis oraverint; 2° qualibet anni feria secunda, vel aliquo obstante impedimento, Dominica insequenti, si Missæ sacrificio in suffragium eorumdem defunctorum fidelium adstiterint ac præterea suetas adimpleverint conditiones.

b) Sacerdotes, qui præfatum heroicum actum emiserint, indulto altaris privilegiati personalis gaudere possunt singulis anni diebus (S. C. Indulg., 30 sept. 1852 et 20 nov. 1854; S. Pæn. Ap., 26 ian. 1932).

[Per i fedeli che emettono l’Atto eroico di carità, è concessa indulg. Plen. s. c. in ogni giorno; con la sola visita di una chiesa o oratorio ogni lunedì dell’anno o, impediti, la domenica successiva. Al Sacerdote è concesso il privilegio dell’altare privilegiato]

Le FESTE del mese di NOVEMBRE

1 Novembre Omnium Sanctorum  –  Duplex I. classis *L1*

2 Novembre In Commemoratione Omnium Fidelium DefunctorumDuplex I. classis – 1° Venerdì

3 Novembre 1° Sabato

4 Novembre Dominica IV Postepiphaniam  I. Novembris  Semiduplex Dominica minor Novembre S. Caroli Epíscopi et Confessoris  Duplex

8 Novembre In Octavam Omnium Sanctorum  –  Duplex majus

9 Novembre In Dedicatione Basilicæ Ss. Salvatoris  –  Duplex II. classis *L1*

10 Novembre S. Andreæ Avellini Confessoris  – Duplex

11 Novembre Dominica V Post Epiphaniam,  II Novembris –  Martini Epíscopi et Confessoris   –

12 Novembre. S. Martini Papæ et Martyris – Duplex

13 Novembre S. Didaci Confessoris  – Semiduplex

14 Novembre  S. Josaphat Epíscopi et Martyris  –  Duplex

15 Novembre S. Alberti Magni Epíscopi Confessoris et   

                             Ecclesiæ Doctoris    Duplex

16 Novembre  S. Gertrudis Virginis – Duplex

17 Novembre   S. Gregorii Thaumaturgi Epíscopi et

                              Confessoris  –  Duplex

18 Novembre  Dominica VI Post Epiphaniam – III. Novembris 

–  In Dedicatione Basilicarum Ss. Apostolorum Petri et Pauli    Duplex *L1*

19 Novembre  Elisabeth Víduæ – Duplex

20 Novembre  S. Felicis de Valois Confessoris – Duplex

21 Novembre In Præsentatione Beatæ Mariæ Virginis  –  Duplex

22 Novembre  S. Cæciliæ Virginis et Martyris  – Duplex *L1*

23 Novembre  S. Clementis Papæ et Martyris  –  Duplex

24 Novembre  S. Joannis a Cruce Confessoris et Ecclesiæ Doctoris -Duplex

25 Novembre Dominica XXIV Ultima post Pentecostem – Semiduplex dominica min.

– Catharinæ Virginis et Martyris  –  Duplex

26 Novembre S. Silvestri Abbatis  –  Duplex

30 Novembre S. Andreæ Apostoli  –  Duplex II. classis *L1*

CALENDARIO LITURGICO CATTOLICO DI OTTOBRE 2018

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA

OTTOBRE (2018)

OTTOBRE È IL MESE CHE LA CHIESA DEDICA AGLI ANGELI, AL SS. ROSARIO, A CRISTO RE.

La Chiesa riassume nella festa del SS. Rosario tutte le solennità dell’anno e, con i misteri di Gesù e della Madre sua, compone come un’immensa ghirlanda per unirci a questi misteri e farceli vivere e una triplice corona, che posa sulla testa di Colei, che il Cristo Re ha incoronata Regina e Signora dell’universo, nel giorno del suo ingresso in cielo. Misteri di gioia che ci riparlano dell’Annunciazione, della Visitazione, della Natività, della Purificazione di Maria, di Gesù ritrovato nel tempio; Misteri di dolore, dell’agonia, della flagellazione, della coronazione di spine, della croce sulle spalle piagate e della crocifissione; Misteri di gloria, cioè della Risurrezione, dell’Ascensione del Salvatore, della Pentecoste, dell’Assunzione e dell’incoronazione della Madre di Dio. Ecco il Rosario di Maria. [Dom P. Guéranger: l’Anno Liturgico]

Indulgenze per il mese di OTTOBRE:

398

Fidelibus, qui mense octobri saltem tertiam Rosarii partem sive publice sive privatim pia mente recitaverint, conceditur:

Indulgentia septem annorum quovis die;

Indulgentia plenaria, si die festo B . M. V. de Rosario et per totam octavam idem pietatis obsequium præstiterint, et præterea admissa sua confessi fuerint, ad eucharisticum Convivium accesserint et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitationem instituerint;

Indulgentia plenaria, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ aut publici oratorii visitatione, si post octavam sacratissimi Rosarii saltem decem diebus eamdem recitationem persolverint (S. C. Indulg., 23 iul. 1898 et 29 aug. 1899; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932).

RECITATIO ROSARII

395

a) Fidelibus, si tertiam Rosarii partem devote recitaverint, conceditur: Indulgentia quinque annorum;

Indulgentia plenaria, suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem idem præstiterint (Bulla Ea quæ ex fidelium, Sixti Pp. IV, 12 maii 1479; S. C. Indulg., 29 aug. 1899 ; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932 et 22 ian. 1952)

b) Si una cum aliis, sive publice sive privatim, saltem tertiam Rosarii partem pie recitaverint, conceditur

Indulgentia decem annorum semel in die;

Indulgentia plenaria in ultima singulorum mensium Dominica, additis sacramentali confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiae aut publici oratorii visitatione, si saltem ter in qualibet ex præcedentibus hebdomadis eamdem recitationem persolverint.

Si vero hanc recitationem in familia peregerint, præter

partialem decem annorum indulgentiam, conceditur:

Indulgentia plenaria bis in mense, si quotidie per integrum mensem hoc peregerint, additis confessione, sacra Communione et alicuius ecclesiæ vel publici oratorii visitatione (S. C. Indulg., 12 maii 1851 et 29 aug. 1899; Pæn. Ap., 18 mart. 1932 et 26 iul. 1946).

c) Iis, qui coram sanctissimo Eucharistiæ Sacramento, publice exposito vel etiam in tabernaculo adservato, tertiam Rosarii partem pia mente recitaverint, quoties id egerint, conceditur: Indulgentia plenaria, si præterea peccatorum veniam obtinuerint et ad sacram Synaxim accesserint (Breve Ap., 4 sept. 1927).

NOTA. — 1° Decades separari possunt, dummodo recitando coronæ in eodem die absolvatur (S. C. Indulg., 8 iul. 1908). [si possono separare le decine nella stessa giornata]

2° Si in recitatione Rosarii fideles de more utantur corona, ab aliquo religioso Ordinis Praedicatorum vel ab alio sacerdote facultate pollente benedicta, præter supradictas Indulgentias, alias acquirere possunt (S. C. Indulg., 13 apr. 1726, 22 ian. 1858 et 29 aug. 1899).

[Indulgenze parziali per tutti annesse alla preghiera anche senza corona: 5 anni o. v.; 7 anni in ottobre; 10 anni detto in famiglia o con altri.

Indulgenze plenarie: per il Rosario in famiglia: 1) se recitato ogni giorno per una settimana; 2) nell’ultima domenica del mese; 3) nelle feste della Madonna. Condizioni: confessione e comunione; per la recita individuale: 1 ) plenaria due volte al mese; 2) plenaria nella festa del Rosario e durante l’Ottava con l’obbligo di una visita ad una Chiesa.

Per la recita davanti al SS. esposto o chiuso nel tabernacolo: plenaria o. v. Condizioni: confessione e comunione, meditazione dei misteri.

N. B.: Non appartengono all’essenza del Rosario e quindi si possono omettere senza detrimento delle indulgenze, le litanie, il Gloria (a cui si pub sostituire o aggiungere il Requiem), le giaculatorie, le tre Ave finali, la Salve Regina, il Pater secondo le intenzioni del Papa.]

GLI ANGELI:

440

Invocatio

Angeli, Archangeli, Throni et Dominationes, Principatus et Potestates, Virtutes cœlorum, Cherubim atque Seraphim, Dominum benedicite in æternum.

(ex Messali Rom.).

Indulgentia trecentorum dierum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, quotidiana invocationis recitatone in integrum mensem producta (S. Pæn. Ap., 20 nov. 1934).

441

Invocatio

Benedicite Dominum omnes Angeli eius; potentes virtute, qui facitis verbum eius. Benedicite Domino omnes virtutes eius; ministri ejus qui facitis voluntatem eius.

 (ex Missali Rom.).

Indulgentia trecentorum dierum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem invocationes pie repetitæ fuerint (S. Pæn. Ap., 8 iul. 1935

NOVENA IN ONORE DI SANTA MARIA FRANCESCA

DELLE CINQUE PIAGHE DI GESÙ CRISTO (6 ottobre).

(Comincia il 27 Settembre)

[Il Giardino spirituale, G. Russo ed. Napoli, 1903 – imprim. -]

PRIMO GIORNO.

Deus in adiutorium etc. Gloria Patri, etc.

Tre Gloria Patri alla SS.a Trinità, in ringraziamento de’ doni e favori concessi a Santa Maria Francesca.

O fortunata Maria Francesca, voi prima di uscire alla luce, foste prevenuta dalla divina grazia, volendo il Signore, che alla vostra madre fosse predetto qual tesoro di santità chiudeva nel seno. Ed in vero, come ben presto ne deste segni ammirabili! Fanciulla di solo quattro anni imparaste così bene l’arte di orare, che passavate molte ore del giorno e della notte in teneri colloqui col vostro Dio. Io ringrazio la Divina bontà, per avervi cotanto segnalata; ed ammirando in voi sì bel fervore, in età così tenera, mi copre il volto un vergognoso rossore; mentre ho perduto il più bel tempo di mia vita dietro mille mancamenti e peccati. Deh! S. Maria Francesca, voi che sapeste tanto bene impiegare le primizie degli anni vostri, ottenete a me, che il restante di mia vita lo consumi unicamente in servire ed amare il sommo Bene: affinché amandolo e servendolo quaggiù in terra, possa sperare, per la vostra intercessione, di glorificarlo insieme con voi, per tutta l’eternità, nel Paradiso. Così sia.

Si diranno cinque Gloria Patri, con cinque strofette alle sacratissime Piaghe di Gesù Crocifisso, per le quali la Santa nutriva singolare devozione.

1. In questa mano per l’uom ferita

Ritrova l’alma la vera vita.

Gloria Patri etc.

2. La destra piaga del buon Signor

Abbraccia l’alma del peccatore.

Gloria Patri etc.

3. Il piè trafitto da duro chiodo

Si stringe l’alma col santo nodo.

Gloria Patri, etc.

4. Il destro piede anche piagato,

Preserva l’alma dal rio peccato.

Gloria Patri etc.

5. Quella del petto piaga d’amore,

Si chiude l’alma finché ne muore.

Gloria Patri etc.

PREGHIERA PER OGNI GIORNO ALLA SANTA.

A voi ricorro, o S. Maria Francesca, e genuflesso ai vostri piedi, vi prego, pel grande amore che portaste alle sacratissime piaghe del vostro Crocifisso amante, d’impetrarmi da queste cinque Fonti di vita eterna, un continuo dolore dei miei peccati, i quali sono stati cagione delle pene di un Dio. Ottenetemi un general perdono di tutte le mie colpe, ed un grande amore alla passione del Redentore: acciocché, pei meriti del suo preziosissimo Sangue, e per la vostra mediazione, ottenga di spirare nell’amorosa piaga del suo santissimo Cuore. Così sia.

Ora prò nobis, Sancta Maria Francisca.

Ut digni efficianur promissionibus Christi.

OREMUS.

Domine Jesu, qui Sanctam Mariam Franciscam Virginem, inter cæteras dotes, in Mundi contemptu, mirabilem facisti: eius, quæsumus, meritis et intercessione concede nobis terrena despicere, et cœlestia semper inquirere. Qui vivis et regnas, etc.

SECONDO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O aquila generosa di santità S. Maria Francesca, voi per ben corrispondere alla Divina grazia, cercaste con ardore fin dalla vostra infanzia, di consacrarvi tutta al vostro Dio: e per serbargli il bel fiore di vostra verginità, vi sottoponeste volentieri ai fieri tormenti che vi fece patire il vostro genitore, volendovi egli sposare ad un ricco personaggio per cupidigia d’interesse; ma ridotta quasi vittima del suo furore, vi manteneste sempre costante al vostro Sposo: finché calmato, vi permise d’indossare l’abito religioso, sotto di cui vi consacraste, con voto, tutta a Dio che in premio di tante pene sofferte per amor suo, vi decorò del dono di un’angelica purità; che al solo sentire il fetore di peccato disonesto in una casa, fuggiste immediatamente. – Deh! avvocata mia particolare, pregate per me il vostro purissimo Sposo, ed ottenetemi la grazia di una esatta custodia dei miei sensi, e che il prezioso tesoro della santa purità io nasconda, a vostra imitazione, nel vaso di una vera umiltà; e se non merito di cantare insieme con voi il cantico riserbato ai soli vergini, ottenetemi almeno che lo possa ascoltare per tutta l’eternità nel Paradiso. Cosi sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

TERZO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O anima veramente grande S. Maria Francesca, voi per tante bastonate e maltrattamenti sofferti dal vostro genitore, foste assalita da tale infermità, che tutti vi tennero per morta; ma se tanto avvenne al corpo perché debole, l’anima grande, quale scoglio in mezzo a tempestoso mare, sempre più ferma andava in cerca di nuove pene. Il vostro Sposo però, compassionando le vostre afflizioni, volle consolarvi con la sua visibile presenza, e sotto aspetto di un bellissimo giovane col dolce nome di Salvatore, trattare familiarmente con voi; e così raddolcire gli affanni tollerati pazientemente per amor suo. Deh! amata mia protettrice, anch’io sono immerso in un mare di affanni e di pene, frutti di questa misera terra; impetratemi voi una perfetta rassegnazione alla santissima volontà del mio Dio. Non bramo consolazioni, perché non le merito, ma una sola ne domando all’eterno Padre, per i meriti di Gesù Cristo, qual è appunto una grazia efficace per amarlo incessantemente sino alla morte; è vero che le mie colpe me ne rendono indegno; ma ben può meritarmele la vostra intercessione, acciocché dopo il breve corso di questa misera vita possa essere ammesso alle consolazioni eterne del Paradiso. Così sia.

In questa mano etc: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

QUARTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O S. Maria, Francesca, se nei tormenti e nelle infermità foste un esemplare di fortezza: nelle calunnie e nelle persecuzioni foste un modello di pazienza. Da persone più beneficate da voi foste perseguitata fino ad infamarvi nei pubblici tribunali; come donna malvagia; ed in breve tempo si moltiplicarono a tal segno le calunnie, che diveniste il ludibrio di tutti; e voi con eroica pazienza giammai pensaste di difendere la vostra illibata innocenza: anzi con pianto di amare lagrime imploraste il perdono ai vostri calunniatori. Deh! avvocata mia particolare, io oggi, più che mai, ricorro al vostro patrocinio, per ottenere la pazienza nelle traversie di questo mondo, e la dilezione dei miei nemici tanto necessaria per salvarmi; mentre il Divino maestro sulla cattedra della Croce c’insegnò questa nobile lezione, di perdonare di buon grado ai nostri offensori. Tanto io spero di ottenere, per la vostra potente intercessione, mediante la quale, e per i meriti di Gesù Cristo, spero essere perdonato tutte le mie colpe nel punto della mia morte, affinché dopo quella possa venire a ringraziare l’infinita Misericordia insieme con voi, per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

QUINTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O prediletta del Signore, S. Maria Francesca, se tanto ammirabile foste nel soffrire gli oltraggi e le calunnie, non meno dissimile lo foste nel tollerare dure prove alle quali vi sottopose il vostro Confessore. Furono queste pur troppo sensibili per la vostra bell’anima, e ciò non ostante, con grande umiltà e cieca ubbidienza, eseguiste prontamente quanto vi veniva imposto, e mentre sembravate una navicella sbattuta da diverse onde, vi trovò sempre pieghevole a qualsivoglia aspro comando; che perciò ebbe a dire il vostro Confessore medesimo di aver conosciuto dov’era giunta la vostra gran santità. Amata mia protettrice, ottenete a me una perfetta ubbidienza alle voci del mio Dio; fate che ubbidisca ai suoi Ministri, che ne tengono le veci in terra; sia ubbidiente ai miei maggiori, e docile cogli eguali ed inferiori; affinché sacrificando la mia volontà al volere Divino, possa sperare che nel punto della mia morte, siano le ultime mie parole un atto perfetto di rassegnazione alla santissima volontà di Dio, per poi magnificarlo in eterno insieme con voi, per tutti i secoli dei secoli nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

SESTO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O martire di pene, S. Maria Francesca, voi per assomigliarvi al vostro Crocifìsso sposo, stimaste i dolori e le ignominie più di qualsivoglia contento e piacere del mondo: ed il vostro Divino amante per sì bella corrispondenza, e perfetta prova del vostro grande amore verso di Lui, si compiacque di rendervi a parte della sua passione, decorandovi con l’impressione delle sue cinque piaghe, e con l’acerba coronazione delle pungentissime spine; quali ferite dal corpo passarono a piagare il cuore, onde saziarsi l’ardente brama che avevate sempre di più patire per l’amato Gesù. Avvocata mia potentissima, voi meritaste un dono cotanto singolare, in premio delle eccelse virtù che adornavano la vostra bell’anima: ed a me misero peccatore impetrate due ferite sole: una che notte e giorno mi faccia piangere i miei peccati, e l’altra che mi consumi il cuore di santo amore; acciocché, vivendo nell’amore del mio Dio, ottenga di amarlo sveltamente per tutta l’eternità insieme con voi nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

SETTIMO GIORNO.

Deus in adiutorium etc. – Gloria Patri, etc.

O cerva ferita di santo amore, S. Maria Francesca, essendo voi divenuta partecipe delle pene del vostro amante, vi si accese talmente nel cuore l’amore alla Passione del Redentore, che in tutte le vostre azioni ne contemplavate i misteri. L’esercizio della Via Crucis era la divozione più tenera per la vostra bell’anima, nella quale sperimentaste ad uno ad uno tutti i patimenti che soffrì il nostro Salvatore, e rimanendone in siffatto modo penetrata, che eziandio le ossa si slogavano pel dolore. Oh! Anima prediletta del Nazareno Signore, se tanti favori meritaste per compatire Gesù appassionato, impetrate al mio cuore una continua rimembranza della morte acerbissima, che per me ancora patì il figlio di Dio. Io desidero che Gesù crocifisso sia nella mia mente, Gesù crocifisso nel mio cuore, affinché nelle mie tribolazioni Egli sia il mio conforto; nei timori della mia salute, Egli sia la mia speranza; nelle infermità, il mio sollievo, e nel punto della mia morte, il mio avvocato; mostrando al Padre le sue ferite per aprire a me le porte del cielo, dove spero di venire un giorno a godere l’umanità glorificata del mio Gesù, per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus, etc.

OTTAVO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O S. Maria Francesca, se nell’amore che portaste a Gesù Crocifisso sembraste una Serafina di amore; il ricevere Gesù Sacramentato nella santa Comunione, era lo stesso che liquefarsi il vostro cuore in dolce estasi di amore, e Gesù che non si fa vincere di amore, spiccossi un giorno dalle mani del Sacerdote, per anticiparvi il contento che sentivate in unirvi a Lui. Stando voi inferma, non poteste cibarvi delle Immacolate carni di Gesù Sacramentato; e Gesù per mano angelica vi fece abbeverare anche del suo preziosissimo Sangue; e qual altra Santa Teresa poté dirvi: Figlia, voglio che il mio Sangue ti giovi ad accrescere nuove fiamme di santo amore. Anima amante, io a voi ricorro quest’oggi, Voi dovete ottenermi, che questo preziosissimo Sangue giovi puranche all’anima mia, purificandola da tutte le macchie e da tutti quanti i peccati; l’accenda di santi ardori, e la metta in possesso della divina grazia; mentre io con la divina grazia voglio vivere, e nella divina grazia spero morire: acciocché morendo nella divina grazia, posso essere ammesso agl’incessanti ringraziamenti insieme con voi per per tutta l’eternità nel Paradiso. – Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno,

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

NONO ED ULTIMO GIORNO.

Deus in adiutorium, etc. – Gloria Patri, etc.

O Colomba di Paradiso, S. Maria Francesca, felice voi, che già son terminate le pene, i tormenti, le calunnie, le persecuzioni. L’anima grande, adorna della più consumata virtù, può prendere la volta del cielo senza verun impedimento, per ricevere la corona immortale di eterna gloria. A chi con lagrime di dolore v’impose di pregare il vostro Dio, che vi avesse rimasta in vita per suo consuolo, rispondeste tutta infiammata di santo desiderio di unirvi all’amato, che vi avesse sciolta dal carcere del vostro corpo, poiché lo sposo vi aspettava alle nozze celestiali. La Madre di Dio, che sotto il titolo della Divina Pastora, tanto amaste e veneraste, venne ad assistervi nelle vostre agonie, e nelle braccia di Gesù e Maria spiraste l’anima fortunata. Felice voi, che menaste una vita tutta secondo il cuore di Dio; e secondo il Cuor suo, Egli rese preziosa la vostra morte. Deh! mia grande Avvocata, in questo ultimo giorno, mostratevi meco pietosa sovvenitrice. Io per le mie colpe meriterei di fare una pessima morte, ed altra speranza non ho che i meriti infiniti di Gesù Cristo, la protezione della cara Madre Maria, la vostra intercessione. Io spero di morire con un atto perfetto di contrizione; con un atto di perfetta rassegnazione: e con un perfettissimo atto di amore spirare l’ultimo fiato; acciocché Gesù e Maria ricevano l’anima mia, per condurla al Cielo, per ivi cantare in eterno le divine misericordie, insieme con voi nel Paradiso. Così sia.

In questa mano etc.: come nel primo giorno.

Ora prò nobis etc. – Oremus etc.

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Le feste del mese di OTTOBRE sono:

1 Ottobre S. Remigii Epíscopi Confessóris; Feria

2 Ottobre Ss. Angelorum Custodum;  Duplex majus *L1*

3 Ottobre S. Theresiæ a Jesu Infante Virginis;  Duplex

4 Ottobre S. Francisci Confessóris  –  Duplex majus

5 Ottobre Ss. Placidi et Sociorum Mártyrum; Feria

                        Primo venerdì

6 Ottobre S. Brunonis Confessóris –  Duplex

                        Primo sabato

7 Ottobre Dominica XX Post Pentecosten II. Octobris  Semiduplex Dominica minor

            Beatæ Mariæ Virginis a Rosario    Duplex II. classis

8 Ottobre S. Birgittæ Víduæ    Duplex

9 Ottobre S. Joannis Leonardi Confessóris    Duplex

10 Ottobre S. Francisci Borgiæ Confessóris    Semiduplex

11 Ottobre Maternitatis Beatæ Mariæ Virginis    Duplex II. classis *L1*

13 Ottobre S. Eduardi Regis Confessóris    Feria

14 Ottobre Dominica XXI Post Pentecosten III. Octobris Semiduplex Dom. minor

Callisti Papæ et Martyris ;  Duplex

15 Ottobre S. Teresiæ Virginis ; Duplex

16 Ottobre S. Hedwigis Víduæ ; Semiduplex

17 Ottobre S. Margaritæ Mariæ Alacoque Virginis ; Duplex

18 Ottobre S. Lucæ Evangelistæ ; Duplex II. classis

19 Ottobre S. Petri de Alcantara Confessóris    Duplex

20 Ottobre S. Joannis Cantii Confessóris    Duplex

21 Ottobre Dominica XXII Post Pentecosten IV. Octobris    Semiduplex Dominica minor *I*

Hilarionis Abbatis

24 Ottobre S. Raphaëlis Archangeli    Duplex majus *L1*

25 Ottobre Ss. Chrysanthi et Dariæ Mártyrum ; Feria

26 Ottobre S. Evaristi Papæ et Martyris ; Feria

27 Ottobre Sanctae Mariae Sabbato ; Simplex

28 Ottobre Dominica XXIII Post Pentecosten V. Octobris  

                    Domini Nostri Jesu Christi Regis ; Duplex I. classis *L1*

IL SS. NOME DI MARIA (2018)

DELL’ECCELLENZA DEL NOME DI MARIA

[J. Thiriet: Prontuario Evangelico, vol. VII, MILANO, 1916, imprim.]

FESTA DEL SS. NOME DI MARIA

Dell’eccellenza del Nome di Maria.

Et nomen Virginis Maria. (Luc. I, 27). Uscito Davide dalla meditazione delle perfezioni di Dio, gridava: Domine, Dominus noster quam ammirabile est nomen tuum in universa terra! Noi possiamo egualmente indirizzare questa lode a Maria…. «O Regina nostra, quanto è ammirabile il vostro nome nel mondo intero! » Il nome di Maria viene dal cielo: Iddio l’ha escogitato e l’ha pronunziato : Lui solo poteva dar il nome alla Madre sua: questo nome: Maria esprime il suo essere, la sua vita, la sua missione sulla terra, una storia intera che non si limita ai 72 anni di sua esistenza, ma si svolge attraverso i secoli, e si eternerà nei cieli.

Anco ogni giorno se ne parla e plora

in mille parti: d’ogni tuo contento

Teco la terra si rallegra ancora,

Come di fresco evento.

(A. MANZONI).

Si può credere che Iddio l’abbia manifestato agli Angeli suoi, annunziando loro il Mistero dell’Incarnazione: nel saluto dell’Angelo a questa donna eccelsa udiamo la prima volta in terra il nome di Maria – Ave Maria.

Dicono adunque i Santi che il nome di Maria ha parecchi significati, i quali esprimono l’eccellenza, la dignità e il ministero che Iddio le ha confidato. Questo nome è un nome di luce, di potenza, di gloria, di consolazione….

I. E’ un nome di luce.

S. Bernardo, S. Bonaventura, e molt’altri Santi concordemente dicono che il nome di Maria vuol dire: illuminata e illuminatrice.

1. — Nessuno può dubitare che Maria non sia stata illuminata, dacché l’Angelo l’ha salutata piena di grazia… « Maria, scrive Alberto Magno, ha ricevuto l’abbondanza dei lumi celesti, della fede, della scienza divina, leggendo e meditando le S. Scritture, e colloquiando familiarmente con la Divinità ».

« Non era dessa il trono della Sapienza increata, il tempio dello Spirito Santo? ».

2. — E’ altresì illuminatrice, giacché da essa abbiamo ricevuto Gesù Cristo, lux mundi. Nel Genesi leggiamo che Iddio ha creato due luminari, uno grande, ed uno più piccolo, cioè il sole e la luna. La luna, mutuando la sua luce dal sole, ci illumina nel la notte. Parimenti Maria, ricevendo la luce da Gesù e a noi comunicandola, dissipa le fitte tenebre, che accecano il mondo. È ancora figurata dalla colonna di fuoco-, che serviva agli Israeliti di guida, durante la notte, uscendo dall’Egitto ….

3. — Inoltre è una face che illumina gli uomini con la sua vita santa e virtuosa. « Talis fuit Maria, dice S. Ambrogio, ut ejus vita omnium sit disciplina…. Quantæ in una Virgine species virtutum emicant! ».

4. — Per siffatta ragione Maria è chiamata Stella matutina, che annunzia e fa sperare la levata del sole: Stella maris, perché ci guida attraverso il mare procelloso di questo mondo, e ci conduce sicuramente al porto tranquillo della felice eternità. Ecco la ragione per cui la Chiesa fa leggere nell’ufficiatura di questa festa le parole di S. Bernardo con cui il Santo sviluppa il simbolismo di Stella del Mare. « Si insurgant venti tentationum etc. » (Brev. Rom. Dom. infr. Oct. N . in II Noct. Lect. V e VI).

II. — E’ un nome di potenza.

1. — In linguaggio ebraico, Maria significa: esaltata, l’alta, l’elevata, prossima Dio, assisa a fianco di Dio, ovvero Domina, cioè Signora, Sovrana: quindi noi la chiamiamo: Nostra Signora, come chiamiamo il Divino suo Figliuolo, Nostro Signore. Dal momento, dicono i Santi Padri, che Maria è la madre del Creatore, pel fatto stesso, è la Sovrana dell’Universo: entra a partecipare dei diritti del Figliuol suo, a cui è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Il dominio di questa Divina Sovrana è così esteso, che lo stesso N . S. Gesù Cristo, il Signore di tutte le cose, ha voluto essere a Lei sottoposto.

2. — In cielo ha un potere senza limiti, perché Gesù Cristo, l’ha costituita depositaria di tutti i suoi tesori e le ha confidato il diritto di grazia e di misericordia. La madre d’un re si chiama Regina-madre… ; tutto quello che vuole ottiene dal re suo figliulo…

I Santi chiamano Maria « Omnipotentia supplex ». Dio nulla rifiuta alle richieste di Maria…

3. — Sulla terra si manifesta la sua potenza con benefici d’ogni maniera. Sono innumerevoli i santuari e le chiese erette al suo nome, alle sue glorie: sono innumerevoli le tabelle votive che tappezzano le pareti delle sue cappelle a ricordare i prodigi, i benefici compiuti e versati in seno all’umanità languente e dolorante: Loreto, N. S. delle Vittorie, Lourdes, la Salette, Caravaggio ecc….Nomen tuum ita magnificava, ut non recedat laus tua de ore hominum Bernardino da Siena esclamava: « Tot creaturæ serviunt Mariae Virgini, quot serviunt Trinitati ».

4. — Laonde, la Chiesa gratissima a Maria, e desiderosa di promuovere il suo culto, ha istituito in suo onore parecchie feste, e confraternite. Vuole che si chini il capo al pronunciarsi del nome di Maria, come lo si china per il nome di Gesù, giacché il nome di Maria è possente come quello di Gesù, ed incute spavento ai demoni. La Chiesa la saluta coi titoli più gloriosi: Regina del Cielo e della terra ecc.

O Vergine, o Signora, o Tutta santa,

Che bei nomi ti serba ogni loquela:

Più d’un popolo superbo esser si vanta

In tua gentil tutela.

Te, quando sorge, e quando cade il die,

E quando il sole a mezzo corso il parte,

Saluta il bronzo, che le turbe pie

Invita ad onorar, te.

(Manzoni – Inno – Il Nome di Maria.)

5. — Entrando nello spirito della Chiesa, dobbiamo gettarci tra le braccia della nostra tenera Madre con un profondo rispetto e con una confidenza tutta figliale, ed invocare il suo bel nome…. Invocandolo degnamente, tutto otterremo. Maria è una Regina onnipossente, adunque è in grado di aiutarci; è nostra Madre tenerissima, adunque nulla vorrà ricusarci…. Abbiamo sempre questo dolcissimo nome sulle labbra e nel cuore: ci inspirerà quello che dobbiamo fare per onorare Maria, per piacerle, e per esso, saremo assicurati della nostra salvezza….

III. E’ un nome di gloria.

1. — S. Ambrogio dice che il nome di Maria significa: Deus ex genere meo, Dio è della mia stirpe. Il più bel vanto di Maria è questo: Madre di Dio. «Mater Dei, o Deipara, sancta Dei Genetrix, Mater Christi, Mater Creatoris, Mater Salvatoris…» Iddio da tutta l’eternità l’ha preparata, e l’ha creata ad hunc finem ut esset Mater Dei.

2. — Si tocchi dell’eresia di Nestorio, patriarca di Costantinopoli, il quale rifiutò a Maria la dignità gloriosa di Madre di Dio. Fu condannato l’anno 431 nel Concilio di Efeso. Questo eresiarca finì miseramente la sua vita.

3. — Facciamo sovente degli atti di fede nel mistero della divina maternità di Maria, e con amore ripetiamo «Sancta Maria, Mater Dei etc. … ».

IV. E’ un nome di consolazione.

1. — Il nome di Maria significa altresì: mare amaro. Nessuna creatura ha patito così tanto come Maria, partecipando ai dolori del Figliuolo. Magna est velut mare contritio tua… O vos omnes qui transitis per viam…

2. — Ma come mai i dolori di Maria sono per noi una cagione di consolazione? Sono veramente tali, perché Maria ha sofferto con Gesù per la nostra redenzione e salute. Inoltre i suoi dolori sono per noi un ammaestramento, e un appoggio in questo senso, che ci istruiscono e ci aiutano a soffrire. Gesù, la stessa santità, ha patito per noi: e noi, peccatori come siamo, pretenderemmo di andare in cielo senza patire? La vita di un Cristiano deve essere vita di croci, di mortificazioni e di penitenza. Guardiamo sempre a Gesù e a Maria: la grazia di Gesù, e la preghiera di Maria addolciranno le amarezze della vita, e queste si trasformeranno in consolazioni e in gloria: Si compatimur et conglorificabimur.

Conclusione. — Ringraziamo di vero cuore lo Spirito Santo delle grazie e degli aiuti che ci offre nel nome benedetto di Maria — sappiamo profittare di tali favori. Invochiamo continuamente questo sacro Nome… sarà nostro faro, nostro aiuto, nostra consolazione in hac lacrymarum valle: sarà per noi una sorgente di grazie di santità, e di salute.

CALENDARIO LITURGICO DEL MESE DI SETTEMBRE (2018)

CALENDARIO LITURGICO DEL MESE DI SETTEMBRE

SETTEMBRE è il mese che la Chiesa dedica ai sette dolori della Madonna.

-381-

Fidelibus, qui mense septembri preces vel alia pietatis obsequia B. M. V. Perdolenti devote præstiterint, conceditur [A chi durante il mese di settembre, devotamente pregherà o compirà un esercizio di ossequio e pietà alla B. M. V.  si concede]:

Indulgentia quinque annorum semel, quolibet mensis die;

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo eidem pio exercitio quotidie per integrum mensem vacaverint

(Breve Ap., 3 apr. 1857; S. C . Indulg., 26 nov. 1876 et 27 ian. 1888; S. Pæn. Ap., 12 nov. 1936).

-382-

Fidelibus, qualibet ex septem feriis sextis utrumque festum B. M. V. Perdolentis immediate antecedentibus, si ad honorem eiusdem Virginis Perdolentis septies Pater, Ave et Gloria recitaverint, conceditur [Ai fedeli che per sette venerdì antecedenti la festa della BMV Addolorata, in onore della Vergine Addolorata reciteranno sette Pater, Maria, Gloria]:

Indulgentia septem annorum;

Indulgentia plenaria suetis conditionibus (Breve Ap., 22 mart. 1918; S. Pæn. Ap., 18 mart. 1932).

Stabat Mater dolorosa

Juxta crucem lacrimosa,

Dum pendebat Filius;

Cujus animam gementem,

Contristatam et dolentem

Pertransivit gladius.

O quam tristis et afflicta

Fuit illa benedicta

Mater Unigeniti

Quæ mœrebat et dolebat

Pia Mater dum videbat

Nati pœnas inclyti.

Quis est homo qui non fleret

Matrem Christi si videret

In tanto supplicio?

Quis non posset contristavi

Christi Matrem contemplari

Dolentem cum Filio?

Pro peccatis sum gentis

Vidit Jesum in tormenlis

Et flagellis subditum,

Vidit suum dulcem Natum

Moriendo desolatum,

Dum emisit spiritum.

Eia Mater, fons amoris,

Me sentire vini doloris,

Fac ut tecum. lugeam.

Fac ut ardeat cor meum

In amando Christum Deum,

Ut sibi complaceam.

Sancta Mater, istud agas,

Crucìfixi fige plagas

Cordi meo valide.

Tui Nati vulnerati

Tam dignati prò me pati,

Pœnas mecum divide.

Fac me tecum pie flere:

Crucifixo condolere,

Donec ego vixero.

Juxta crucem tecum stare,

Et me Tibi sociare

In planctu desidero.

Virgo virginum præclara

Mihi jam non sis amara;

Fac me tecum plangere.

Fac ut portem Christi mortem;

Passionis fac consortem,

Et plagas recolere

Fac me plagis vulnerari,

Fac me Cruce inebriari

Et cruore Filii

Flammis ne urar succensus,

Per te, Virgo, sim defensus

In die Judicii.

Christi, cum sit hinc exire

Da per Matrem me venire

Ad palmam victoriæ.

Quando corpus morietur,

Fac ut anima donetur

Paradisi gloria. Amen.

Indulgentia septem annorum.

~Indulgentia plenaria suetis conditionibus, sequentia quotidie per integum mensem devote reperita (S. C . Indulg., 18 iun. 1876; S. Paen. Ap., 1 aug. 1934).

Le feste del mese di settembre:

1 Settembre Sanctae Mariae Sabbato    Semiduplex

                           S. Ægidii Abbatis Simplex –

Commemorazione dei Santi Martiri dodici fratelli

2 Settembre Dominica XV Post Pentecosten I. Septembris    Semiduplex Dominica minor *I*

Stephani Hungariæ Regis Confessoris Semiduplex –

3 Settembre  S. Pii X Papæ Confessoris – Duplex

5 Settembre S. Laurentii Justiniani Epíscopi et Confessoris    Semiduplex

7 Settembre  – Primo venerdì

8 Settembre In Nativitate Beatæ Mariæ Virginis    Duplex II. classis *L1*

Commemorazione di San Adriano m.

9 Settembre Dominica XVI Post Pentecosten II. Septembris  Semiduplex Dominica minor –

            S. Gorgonii Martyris

10 SettembreS. Nicolai de Tolentino Confessoris, Duplex.

11 Settembre Ss. Proti et Hyacinthi Martyrum    Simplex

12 Settembre S. Nominis Beatæ Mariæ Virginis    Duplex

14 Settembre In Exaltatione Sanctæ Crucis    Duplex II. classis *L1*

15 Settembre Septem Dolorum Beatæ Mariæ Virginis    Duplex II. classis *L1* – Commemorazione di San Nicomede m.

16 Settembre Dominica XVII Post Pentecosten III. Septembris    Semiduplex Dominica minor *I*

Ss. Cornelii Papæ et Cypriani Epíscopi, Martyrum – Commemorazione di SS.  Eufemia Vergine, Lucia e Geminiano martiri.

17 Settembre *I* Impressionis Stigmatum S. Francisci  -simplex

18 Settembre S. Josephi de Cupertino Confessoris    Duplex *L1*

19 Settembre Feria Quarta Quattuor Temporum Septembris    Semiduplex

Januarii Epíscopi et Sociorum Martyrum Duplex

20 Settembre S. Eustachii et Sociorum Martyrum    Simplex

21 Settembre  – Feria Sexta Quattuor Temporum Septembris    Semiduplex

Matthæi Apostoli et Evangelistæ   Duplex II. classis

22 Settembre Sabbato Quattuor Temporum Septembris    Semiduplex

Thomæ de Villanova Epíscopi et Confessoris Duplex

Comm. dei Santi Maurizio e compagni martiri. –

23 Settembre Dominica XVIII Post Pentecosten IV. Septembris    Semiduplex Dominica minor *I*

    Lini Papæ et Martyris Semiduplex –

com. di s. Tecla  Vergine e martire. –

24 Settembre *I*Beatæ Mariæ Virginis de Mercede

 26 Settembre Ss. Cypriani et Justinæ Martyrum    Simplex

27 Settembre S. Cosmæ et Damiani Martyrum    Semiduplex

28 Settembre S. Wenceslai Ducis et Martyris    Semiduplex

29 Settembre In Dedicatione S. Michaëlis Archangelis – Duplex I. classis *L1*

30 Settembre Dominica XIX Post Pentecosten I. Octobris    Semiduplex Dominica minor *I*

Hieronymi Presbyteris Confessoris et Ecclesiæ Doctoris

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Festa della Natività della Beata Vergine Maria: 8 settembre 2016

Novena a Maria Bambina

Santa Maria Bambina della casa reale di David, Regina degli Angeli, Madre di grazia e di amore, vi saluto con tutto il mio cuore. Ottenete per me la grazia di amare il Signore fedelmente durante tutti i giorni della mia vita. Ottenete per me una grandissima devozione a Voi, che siete la prima creatura dell’amore di Dio.

Ave Maria,…

O celeste Maria Bambina, che come una colomba pura nasce immacolata e bella, vero prodigio della saggezza di Dio, la mia anima gioisce in Voi. Oh! Aiutatemi a preservare nell’Angelica virtù di purezza a costo di qualsiasi sacrificio.

Ave Maria,…

Beata, incantevole e Santa Bambina, giardino spirituale di delizia, dove il giorno dell’incarnazione è stato piantato l’albero della vita, aiutatemi ad evitare il frutto velenoso della vanità ed i piaceri del mondo. Aiutatemi a far attecchire nella mia anima i pensieri, i sentimenti e le virtù del vostro Figlio divino.

Ave Maria,…

Vi saluto, Maria Bambina ammirevole, rosa mistica, giardino chiuso, aperto solo allo Sposo celeste. O Giglio di paradiso,  fatemi amare la vita umile e nascosta; lasciate che lo Sposo celeste trovi la porta del mio cuore sempre aperta alle chiamate amorevoli delle sue grazie ed ispirazioni.

Ave Maria,…

Santa Maria bambina, mistica Aurora, porta del cielo, Voi siete la mia fiducia e speranza. O potente avvocata, dalla vostra culla stendete la mano per sostenermi nel cammino della vita. Fate che io serva Dio con ardore e costanza fino alla morte e così possa giungere all’eternità con Voi.

Ave Maria,…

Preghiera:

Beata Maria bambina, destinata ad essere la Madre di Dio e la nostra tenera Madre, provvedetemi di grazie celesti, ascoltate misericordiosamente le mie suppliche. Nei bisogni che mi opprimono e soprattutto nelle mie presenti tribolazioni, ho riposto tutta la mia fiducia in Voi.

O Santa bambina, i privilegi che a Voi sola sono stati concessi dall’Altissimo, i meriti che avete acquistato, mostrano che la fonte dei favori spirituali ed i benefici continui che dispensate sono inesauribili, poiché il vostro potere presso il cuore di Dio è illimitato. – Degnatevi attraverso l’immensa profusione di grazie con cui l’Altissimo Vi ha arricchito fin dal primo momento della vostra Immacolata Concezione, di esaudire, o celeste Bambina, le nostre richieste e staremo eternamente a lodare la bontà del vostro Cuore Immacolato.

[IMPRIMATUR : In Curia Archiep. Mediolani -31 agosto 1931 Canon. CAVEZZALI, Pro Vic. Gen.]

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA: AGOSTO (2018)

AGOSTO  (2018)

è il mese che la CHIESA dedica al

CUORE IMMACOLATO DELLA B. VERGINE MARIA e all’ASSUNZIONE DELLA B. V. M.

389

Fidelibus, quolibet mensis augusti die, si ad honorem immaculati Cordis B . M. V. aliquas preces vel alia pietatis exercitia devote præstiterint, conceditur: Indulgentia quinque annorum semel., – His vero, qui per integrum præfatum mensem eidem exercitio quotidie vacaverint, conceditur [A coloro che nel mese di agosto avranno recitato preghiere o esercitato altro pio esercizio in onore del Cuore Immacolato della B. V. Maria, si concede… ]: Indulgentia plenaria suetis conditionibus (S. C. S. Officii, 13 mart. 1913; S. Pæn. Ap., 2 iun. 1935).

391

ATTO DI CONSACRAZIONE

Regina del santissimo Rosario, Ausilio dei Cristiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio, supplici ci prostriamo al vostro trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno aiuto nelle presenti calamità, non per i nostri meriti, dei quali non presumiamo, ma unicamente per l’immensa bontà del vostro materno Cuore. A Voi, al vostro Cuore Immacolato, in questa ora grave della storia umana, ci affidiamo e ci consacriamo, non solo con tutta la santa Chiesa, corpo mistico del vostro Gesù, che soffre in tante parti e in tanti modi è tribolata e perseguitata, ma anche con tutto il mondo straziato da discordie, agitato dall’odio, vittima della propria iniquità. – Vi commuovano tante rovine materiali e morali, tanti dolori, tante angosce, tante anime torturate, tante in pericolo di perdersi eternamente! – Voi, o Madre di misericordia, impetrateci da Dio la riconciliazione cristiana dei popoli, ed anzitutto otteneteci quelle grazie, che possono in un istante convertire i cuori umani, quelle grazie che preparano e assicurano questa sospirata pacificazione. Regina della pace, pregate per noi e date al mondo la pace nella verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dategli soprattutto la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell’ordine si dilati il regno di Dio. Accordate la vostra protezione agli infedeli e a quanti giacciono nelle ombre della morte; fate che sorga per loro il Sole della verità e possano, insieme con noi, innanzi all’unico Salvatore del mondo ripetere: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà! Ai popoli separati per l’errore o per la discordia, e segnatamente a coloro che professano per Voi singolare devozione, date la pace e riconduceteli all’unico ovile di Cristo, sotto l’unico e vero Pastore [Papa Gregorio XVIII]. Ottenete libertà completa alla Chiesa santa di Dio; difendetela dai suoi nemici; arrestate il diluvio dilagante della immoralità; suscitate nei fedeli l’amore alla purezza, la pratica della vita cristiana e lo zelo apostolico, affinché il popolo di quelli che servono Dio aumenti in meriti e in numero. Finalmente, come al Cuore del vostro Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, perché, riponendo in Lui ogni speranza, Egli fosse per loro fonte inesauribile di vittoria e di salvezza; così parimente noi in perpetuo ci consacriamo anche a Voi, al vostro Cuore Immacolato, o Madre nostra e Regina del mondo; affinché il vostro amore e patrocinio affrettino il trionfo del regno di Dio e tutte le genti, pacificate con Dio e tra loro, vi proclamino beata, e con Voi intuonino, da una estremità all’altra della terra, l’eterno «Magnificat» di gloria, amore, riconoscenza al Cuore di Gesù, nel quale solo possono trovare la verità, la vita e la pace (Pio Pp. XII). Indulgentia trium annorum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si consecrationis actus quotidie in integrum mensem devote repetitus fuerit (Pio XII, Rescr. Secret. Status, 17 nov. 1942; exhib. docum., 19 nov. 1942).

QUESTE SONO LE FESTE DEL MESE DI AGOSTO:

1 Agosto S. Petri ad Vincula    Duplex majus *L1*

2 Agosto S. Alfonsi Mariæ de Ligorio Episc. Conf. et Eccles. Doct.    Duplex

3 Agosto De Inventione S. Stephani Protomartyris     Semiduplex *L1* Primo venerdì

4 Agosto S. Dominici Confessóris    Duplex majus Primo sabato

5 Agosto Dominica XI Post Pentecosten II. Augusti    Semiduplex Dominica minor *I* – Mariæ Virginis ad Nives Duplex

6 Agosto In Transfiguratione Domini Nostri Jesu Christi    Duplex II. classis *L1*

7 Agosto S. Cajetani Confessóris    Duplex

8 Agosto Ss. Cyriaci, Largi et Smaragdi Mártyrum    Semiduplex

9 Agosto S. Joannis Mariæ Vianney Confessóris    Duplex

10 Agosto S. Laurentii Martyris    Duplex II. classis *L1*

11 Agosto Ss. Tiburtii et Susannæ Virgin. Mártyrum    Feria

12 Agosto Dominica XII Post Pentecosten III. Augusti    Semiduplex Dominica minor *I*

  1. Claræ Virginis Duplex

13 Agosto Ss. Hippolyti et Cassiani Mártyrum    Feria

14 Agosto In Vigilia Assumptionis B.M.V.    Duplex II. classis *L1*

15 Agosto In Assumptione Beatæ Mariæ Virginis    Duplex I. classis *L1*

16 Agosto S. Joachim Confessóris, Patris B. M. V.    Duplex II. classis.

17 Agosto S. Hyacinthi Confessóris    Duplex

18 Agosto Sanctae Mariae Sabbato    Semiduplex

19 Agosto Dominica XIII Post Pentecosten IV. Augusti    Semiduplex Dominica minor *I* – Joannis Eudes Confessóris Duplex

20 Agosto S. Bernardi Abbatis et Ecclesiæ Doctoris    Duplex

21 Agosto S. Joannæ Franciscæ Frémiot de Chantal Víduæ    Duplex

22 Agosto Immaculati Cordis Beatæ Mariæ Virginis    Duplex II. classis

23 Agosto S. Philippi Benitii Confessóris    Duplex

24 Agosto S. Bartholomǽi Apostoli    Duplex II. classis

25 Agosto S. Ludovici Confessóris    Duplex

26 Agosto Dominica XIV Post Pentecosten V. Augusti    Semiduplex Dominica minor

  1. Zephyrini Papæ et Martyris Simplex

27 Agosto S. Josephi Calasanctii Confessóris    Duplex

28 Agosto S. Augustíni Epíscopi et Confessóris et Ecclesiæ Doctoris    Duplex

29 Agosto In Decollatione S. Joannis Baptistæ    Duplex *L1*

30 Agosto S. Rosæ a Sancta Maria Limanæ Virginis    Duplex

31 Agosto S. Raymundi Nonnati Confessóris    Duplex

CALENDARIO LITURGICO DELLA CHIESA CATTOLICA: LUGLIO 2018

IL MESE di LUGLIO [2018]

LUGLIO è il mese che la CHIESA dedica al

PREZIOSISSIMO SANGUE DI CRISTO

IN HONOREM PRETIOSISSIMI SANGUINIS IESU

I

INVOCATIO

215

Te ergo quæsumus, tuis famulis subveni,

quos pretioso Sanguine redemisti

(ex Hymno Ambrosiano).

Indulgentia trecentorum dierum (S. Pæn. Ap., 23

mart. 1933).

II

HYMNUS

216

Salvete, Christi vulnera,

Immensi amoris pignora,

Quibus perennes rivuli

Manant rubentis sanguinis.

Nitore stellas vincitis,

Rosas odore et balsama,

Pretio lapillos Indico»,

Mellis favos dulcedine.

Per vos patet gratissimum

Nostris asylum mentibus;

Non huc furor minantium

Unquam penetrat hostium.

Quot Iesus in praetorio

Flagella nudus excipit!

Quot scissa pellis undique

Stillat cruoris guttulas!

Frontem venustam, proh dolor!

Corona pungit spinea,

Clavi retusa cuspide

Pedes manusque perforant.

Postquam sed ille tradidit

Amans volensque spiritum,

Pectus feritur lancea,

Geminusque liquor exsilit.

Ut plena sit redemptio,

Sub torculari stringitur,

Suique Iesus immemor,

Sibi nil reservat sanguinis.

Venite, quotquot criminum

Funesta labes inficit:

In hoc salutis balneo

Qui se lavat, mundabitur.

Summi ad Parentis dexteram

Sedenti habenda est gratia,

Qui nos redemit sanguine,

Sanctoque firmat Spiritu. Amen.

(ex Brev. Rom.).

Indulgentia quinque annorum.

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, dummodo pia hymni recitatio, quotidie peracta, in integrum mensem producta fuerit (S. Pæn. Ap., 22 nov. 1934). 

III

PIUM EXERCITIUM MENSE IULIO

217

Fidelibus, qui mense iulio pio exercitio, in honorem pretiosissimi Sanguinis D. N. I. C. publice peracto, devote interfuerint, conceditur: Indulgentia decem annorum quolibet mensis die;

Indulgentia plenaria, additis sacramentali confessione, sacra Communione et oratione ad mentem Summi Pontificis, si diebus saltem decem eidem exercitio adstiterint. Iis vero, qui præfato mense preces aliave pietatis obsequia in honorem eiusdem pretiosissimi Sanguinis privatim præstiterint, conceditur:

Indulgentia septem annorum semel singulis diebus;

Indulgentia plenaria suetis conditionibus, si quotidie per integrum mensem idem pietatis obsequium obtulerint; at ubi pium exercitium publice habetur, huiusmodi indulgentia ab iis tantum acquiri potest, qui legitimo detineantur impedimento, quominus exercitio publico intersint

(S. C. Indulg., 4 iun. 1850; Pæn. Ap., 12 maii 1931).

Virtù del Sangue di Gesù.

« Avendo dunque, o fratelli – ci dice l’Apostolo – in virtù del sangue di Cristo, la fiducia di entrar nel Santo dei Santi, per la via nuova e vivente che egli inaugura per noi attraverso il velo, cioè attraverso la sua carne, accostiamoci con cuore sincero, colla pienezza della fede, purificato il cuore dalla cattiva coscienza, col corpo lavato dall’acqua pura. Conserviamo senza vacillare la professione della nostra speranza (essendo fedele chi ha promesso) e vigiliamoci a vicenda, per stimolarci alla carità e alle opere buone (Ebr. X, 19-24). – E il Dio della pace, il quale ha ritolto alla morte nostro Signor Gesù Cristo, vi renda capaci d’ogni bene, in modo che voi facciate la sua volontà, mentre egli opera in voi ciò che gli è grato per Gesù Cristo, a cui sia gloria nei secoli dei secoli» (ibid. XIII, 20-21).

Storia della festa.

Non dobbiamo omettere di ricordare qui che questa festa è il memoriale di una fra le più splendide vittorie della Chiesa. Pio IX era stato scacciato da Roma, nel 1848, dalla Rivoluzione trionfante; in quegli stessi giorni, l’anno seguente, egli vedeva ristabilito il suo potere. Il 28, 29 e 30 giugno, sotto l’egida degli Apostoli, la figlia primogenita della Chiesa, fedele al suo glorioso passato, cacciava i nemici dalle mura della Città eterna; il 2 luglio, festa di Maria, terminava la conquista. Subito un duplice decreto notificava alla città e al mondo la gratitudine del Pontefice e il modo in cui egli intendeva perpetuare mediante la sacra Liturgia il ricordo di quegli eventi. Il 10 agosto, da Gaeta, luogo del suo rifugio durante la burrasca, Pio IX, prima di tornare a riprendere il governo dei suoi Stati, si rivolgeva al Capo invisibile della Chiesa e gliela affidava con l’istituzione dell’odierna festa, ricordandogli che, per quella Chiesa egli aveva versato tutto il suo Sangue. Poco dopo, rientrato nella capitale, si rivolgeva a Maria, come avevano fatto in altre circostanze san Pio V e Pio VII; il Vicario dell’Uomo-Dio attribuiva a colei che è l’Aiuto dei cristiani l’onore della vittoria riportata nel giorno della sua gloriosa Visitazione, e stabiliva che la festa del 2 luglio fosse elevata dal rito doppio maggiore a quello di seconda classe per tutte le Chiese: preludio alla definizione del dogma dell’Immacolata Concezione, che l’immortale Pontefice fin d’allora aveva in mente, e che doveva schiacciare ancor più il capo del serpente. Poi, nel corso del Giubileo indetto nel 1933 per commemorare il XIX centenario della Redenzione, Papa Pio XI, onde imprimere maggiormente nell’animo dei fedeli il ricordo e la venerazione del Sangue del Divino Agnello e per invocarne sulle anime nostre frutti più abbondanti, elevò la festa del Preziosissimo Sangue al doppio di prima classe. [Dom Guéranger, l’Anno liturgico]

Ecco di seguito le feste del mese di LUGLIO

1 LuglioDominica VI Post Pentecostem

                       Pretiosissimi Sanguinis Domini Nostri Jesu

                        Christi  I. classis

2 Luglio In Visitatione B. Mariæ Virginis    II. classis

3 Luglio S. Leonis Papæ et Confessóris    Semidupl

5 Luglio S. Antonii Mariæ Zaccaria Confessóris    Duplex

6 Luglio In Octavam Ss. Petri et Pauli    Duplex majus

I° Venerdì

7 Luglio Ss. Cyrilli et Methodii Pont. et Conf.    Duplex

I° Sabato

8 Luglio Dominica VII Post Pentecosten    Semiduplex Dominica minor *I* – S. Elisabeth Reg. Portugaliæ       Víduæ

10 Luglio Ss. Septem Fratrum Mártyrum,

ac Rufinæ et Secundæ Virginum et Mártyrum                   Semiduplex

11 Luglio S. Pii I Papæ et Martyris    Feria

12 Luglio S. Joannis Gualberti Abbatis    Duplex

13 Luglio S. Anacleti Papæ et Martyris    Semiduplex

14 Luglio S. Bonaventuræ Epíscopi Confessóris et Ecclesiæ Doctoris    Duplex

15 Luglio Dominica VIII Post Pentecosten                                            Semiduplex Dominica minor –   

S. Henrici Imperatoris Confessóris

16 Luglio In Commemoratione Beatæ Mariæ Virgine de Monte Carmelo    Feria

17 Luglio S. Alexii Confessóris    Feria

18 Luglio S. Camilli de Lellis Confessóris    Duplex

19 Luglio S. Vincentii a Paulo Confessóris    Duplex

20 Luglio S. Hierónymi Æmiliáni Confessóris    Duplex

21 Luglio S. Praxedis Virginis    Feria

22 Luglio

22 Luglio Dominica IX Post Pentecosten   

           Semiduplex  Dominica minor *I*

S. Mariæ Magdalenæ Pœnitentis    Duplex

23 Luglio S. Apollinaris Epíscopi et Martyris    Duplex

24 Luglio S. Christinæ Virginis et Martyris    Feria

25 Luglio S. Jacobi Apostoli    Duplex II. classis

26 Luglio S. Annæ Matris B.M.V.    Duplex II. classis

27 Luglio S. Pantaleonis Martyris    Feria

28 Luglio Ss. Nazarii et Celsi Mártyrum, Victoris I

Papæ et Martyris ac Innocentii I Papæ et

Confessóris    Duplex

29 Luglio Dominica X Post Pentecosten I. Augusti     

                                 Semiduplex Dominica minor *I*

S. Marthæ Virginis    Duplex

30 Luglio S. Abdon et Sennen Mártyrum    Feria

31 Luglio S. Ignatii Confessóris    Duplex majus