IL CATECHISMO CATTOLICO DEL CARDINAL GASPARRI (16)

CATECHISMO CATTOLICO A CURA DEL CARDINAL PIETRO GASPARRI (16)

PRIMA VERSIONE ITALIANA APPROVATA DALL’AUTORE 1932 COI TIPI DELLA SOC. ED. (LA SCUOLA) BRESCIA

Brixiæ, die 15 octobris 1931.

IMPRIMATUR

+ AEM. BONGIORNI, Vie. Gen

III.

CATECHISMO PER GLI ADULTI DESIDEROSI DI APPROFONDIRSI NELLA CONOSCENZA DELLA DOTTRINA CATTOLICA.

Delle virtù.

SEZIONE 2°. –  Delle virtù morali.

D. 541. Che cos’è la virtù morale?

R. La virtù morale è una virtù di cui sono l’oggetto immediato gli atti onesti conformi alla ragione.

D. 542. Di quante specie può essere l’atto della virtù morale secondo il fine cui è diretto?

R. L’atto della virtù morale, secondo il fine cui è diretto, può essere o naturale, per es. quando uno digiuni per evitare che il mangiare sia di nocumento alla salute, o soprannaturale, per es. quando uno digiuni per ottenere da Dio la remissione dei suoi peccati, o per « castigare il suo corpo e ridurlo in servitù » (Paolo: I a ad Cor., IX, 27; S. Tom, la 2æ, q. 63, a. 4.).

D. 543. Quante e quali sono le principali virtù morali?

R. Le principali virtù morali sono quattro: la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, chiamate anche virtù cardinali (Sap, VIII, 7; S. Agost. : In Epist. Joannis, ad Porthos, VIII, I ; S. Tom, l a 2ae, q. 61, a. 9).

D. 544. Perché tali virtù vengono chiamate cardinali?

R. Tali virtù vengono chiamate cardinali, perché  sono come il cardine e il fondamento dell’intero edificio morale, e le altre virtù morali ad esse si riducono –

(Così alla giustizia si riducono le virtù di religione, di pietà, di osservanza, di obbedienza, di riconoscenza, di veracità, di liberalità, di amicizia….; alla fortezza, le virtù di magnanimità, di pazienza, di perseveranza….; alla temperanza, le virtù di astinenza, di onestà, di sobrietà, di castità, di virginità, di continenza, di mansuetudine, di modestia, di umiltà….; quest’ultima è una virtù fondamentale, in quanto rimuove la superbia, inizio di ogni peccato.).

D. 545. Qual è la funzione delle singole virtù cardinali?

R. La Prudenza ci fa in ogni circostanza rettamente giudicare, sotto la visuale della vita eterna, quali cose dobbiamo volere e quali fuggire;

la Giustizia ci fa rendere a ciascuno quel che gli spetta;

la Fortezza ci fa tali che nessuna difficoltà o persecuzione ci possa distogliere dal seguire il bene;

la Temperanza ci fa reprimere le cattive cupidigie ed usare dei beni sensibili esclusivamente secondo la retta ragione.

SEZIONE 3A. — Dei doni dello Spirito Santo.

D. 456. Nella giustificazione, assieme alla remissione dei peccati e alle virtù teologiche, che cosa viene ancora infuso nell’uomo?

R. Nella giustificazione, assieme alla remissione dei peccati e alle virtù teologiche, vengono contemporaneamente infusi nell’uomo i doni dello Spirito Santo.

D. 547. In qual numero sono i doni dello Spirito Santo?

R. I doni dello Spirito Santo sono in numero di sette: la saggezza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà, il timor di Dio (Is., XI, 2, 3; S. Ambr.: De mysteriis, 42; De Sacramentis, III, 8.)

D. 548. A quale scopo tali doni vengono infusi?

R. Tali doni vengono infusi nell’uomo allo scopo di renderlo più facile e pronto ad accogliere e a seguire quella mozione dello Spirito Santo che in molti e svariati modi gli è d’impulso a compiere il bene e ad evitare il male (Leone XIII: Encicl. Divinum illud munas, 9 maggio 1897; S. Tom., l a 2æ, q. 68, a. 3; S. Pietro Canisio: De donis et fructibus Spiritus Sancti, III, 8.)

D. 549. Qual è la funzione in noi dei doni dello Spirito Santo?

R. La Saggezza ci aiuta perché ci dilettiamo nella contemplazione delle cose divine, e secondo le divine ragioni giudichiamo sia delle divine che delle umane cose; l’Intelletto ci aiuta a meglio penetrare, fin dove è consentito ai mortali, i misteri della fede nella loro stessa credibilità; il Consiglio ci aiuta a guardarci dalle insidie del demonio e del mondo, e a conoscere nei momenti di dubbio quanto può essere più espediente alla gloria di Dio e alla salute nostra e del prossimo; la Fortezza, con la sua singolare virtù, ci aiuta a tenerci saldi nel vincere le tentazioni e nel superare gli altri ostacoli spirituali; la Scienza ci aiuta a discernere quel che dobbiamo credere da quello che non dobbiamo credere, come pure a dirigerci in tutto quanto concerne la vita spirituale; la Pietà ci aiuta a rendere il debito culto e il debito ossequio sia a Dio, sia ai Santi, sia agli uomini che nei nostri riguardi tengono il luogo di Dio, come pure, e sempre per amor di Dio, soccorrere infelici (S. Tom, 2a 2æ, q. 101, a. 3); il Timor di Dio ci aiuta ad astenerci dal peccato, concependo per l’offesa fatta a Dio un timore che promana dalla reverenza filiale verso la divina Maestà (S. Tom, 2a 2æ, q. 7, a. 1).

SEZIONE 4A. — Delle beatitudini evangeliche, e dei frutti dello Spirito Santo.

D. 550. Quali sono gli effetti delle virtù teologiche e dei doni dello Spirito Santo?

R. Gli effetti delle virtù teologiche e dei doni dello Spirito Santo sono le beatitudini evangeliche e i frutti dello Spirito Santo.

D. 551. Quali sono le beatitudini evangeliche?

R. Le beatitudini evangeliche sono quelle che Cristo medesimo ebbe a proporre nel suo sermone della montagna, vale a dire :

1° beati i poveri di spirito, poiché di essi è il regno dei cieli;

2° beati i miti, poiché saranno essi a possedere la terra;

3° beati coloro che piangono, poiché saranno consolati;

4° beati coloro che han fame e sete della giustizia poiché saranno saziati;

5° beati i misericordiosi, poiché saranno essi a conseguire misericordia;

6° beati i mondi di cuore, poiché saranno essi a veder Dio;

7° beati i pacifici, poiché saranno essi ad esser chiamati figli di Dio;

8° beati coloro che patiscono persecuzione per la giustizia, poiché di essi è il regno dei cieli (Matt. V, 3-10; Luca, V I , 20-22.).

D. 552. Perché Gesù Cristo chiama beati coloro che hanno tali disposizioni d’animo?

R. Gesù Cristo chiama beati coloro che hanno tali disposizioni d’animo, perché per via di queste, sin dalla vita presente, conseguono e gustano come una specie di saggio della felicità futura (Leone X III, 1. c.; S. Tom, la 2æ, q. 69, a. 1).

D. 553. Quali sono quei poveri di spirito che vengon detti beati?

R. Quei poveri di spirito che vengon detti beati, sono coloro che nell’intimo del loro animo sono distaccati dai beni esteriori, soprattutto dalle ricchezze, dagli onori; non solo, ma ne dimostrano lo spontaneo disprezzo ogni qualvolta lo possano; quando li posseggano, se ne valgono con moderazione e rettitudine; quando ne siano privi, non ne vanno in caccia affannosa; quando li perdano, ne sopportano la perdita, con animo sottomesso alla divina volontà.

D. 554. Chi sono i miti?

R. I miti, ossia mansueti, sono coloro che col prossimo usano dolcezza, tollerando con pazienza le sue molestie, senza la minima lagnanza o vendetta.

D. 555. Chi sono coloro che piangono, pur rimanendo tuttavia beati?

R. Coloro che piangono, pur rimanendo tuttavia beati, sono coloro che per nulla cercano i piaceri del mondo, sopportano con gioia inspirata dalla sottomissione alla volontà di Dio i dolori della vita presente, fanno penitenza dei peccati commessi e sinceramente piangono i mali di questo mondo, gli scandali e i pericoli cui va esposta la salvezza delle anime.

D. 556. Chi sono coloro che hanno fame e sete della giustizia?

R. Coloro che hanno fame e sete della giustizia sono coloro che ogni giorno si studiano con le loro opere di far progressi nella giustizia e nella carità.

D. 557. Chi sono i misericordiosi?

R. I misericordiosi sono coloro che per amore di Dio fanno parte dei loro averi al prossimo e si studiano di allontanare da esso le miserie sia spirituali che corporali.

D. 558. Chi sono i mondi di cuore?

R. I mondi di cuore sono coloro che non solo fuggono il peccato mortale, specie, poi, il peccato d’impurità, ma per quanto possono, si astengono anche dal peccato veniale.

D. 559. Chi sono i pacifici?

R. I pacifici sono coloro che non solo si mantengono in pace col prossimo, ma si adoperano anche perché regni la pace fra i loro simili.

D. 560. Chi sono coloro che patiscono persecuzione per la giustizia?

R. Coloro che patiscono persecuzione per la giustizia, sono coloro che per amore di Gesù Cristo pazientemente sopportano le derisioni, le calunnie e le persecuzioni.

D. 561. Quanti sono, e quali, i frutti dello Spirito Santo?

R. I frutti della Spirito Santo, quali li enumera l’Apostolo, sono dodici: la carità, la gioia, la pace, la pazienza, la benignità, la bontà, la longanimità, la mansuetudine, la fede, la modestia, la continenza, la castità (S. Paolo: ad Galat., V, , ; S Tom. I, IIæ, q. 70, a- 1, 3).

IL CATECHISMO CATTOLICO DEL CARDINAL GASPARRI (17)

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.

Un commento su “IL CATECHISMO CATTOLICO DEL CARDINAL GASPARRI (16)”

  1. Buongiorno. Nel bellissimo catechismo cattolico del Card. Gasparri, manca la risposta alla domanda seguente:
    D. 540. La carità con la quale dobbiamo amare il prossimo abbraccia anche i nemici?

    Grazie e il Signore benedica voi e questo sito.

    Roberto dalla provincia di Modena

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