LE GRANDEZZE DEL NOME DI MARIA

Le Grandezze del Nome di Maria.

[A. Carmagnola: LA PORTA DEL CIELO – S. E. I. Torino, 1895]

Non rare volte Iddio volle Egli medesimo imporre a taluno il nome, e ciò perché il nome imposto avesse ad esprimere con particolare esattezza la destinazione di colui al quale usava tanto riguardo. Così leggiamo nella Sacra Scrittura, che Iddio apparendo al suo servo Abramo gli disse: « D’ora innanzi il tuo nome non sarà più quello di Abramo, ma quello di Abrahamo, perocché io ti ho destinato padre di molte genti, e la tua moglie non chiamerai più col nome di Sarai, mia signora, ma con quello di Sara, assolutamente la Signora, perciocché io la benedirò e le darò un figlio, che sarà capo di nazioni e di popoli ». Così pure fece Iddio con Giacobbe. Essendo questi, nel cammino verso di suo fratello Esaù, rimasto vincitore contro dell’Angelo, che rappresentando Iddio aveva lottato con lui, il Signore gli disse: « Il tuo nome d’ora in poi sarà Israele, perocché se fosti forte a petto di Dio, tanto più prevarrai contro tutti gli uomini ». Così ancora operò con Giovanni precursore di Gesù Cristo. Inviando un Angelo a suo padre Zaccaria per annunziargliene la nascita, dallo stesso Angelo gli fece dire: « A quel figliuolo, che ti nascerà dalla moglie Elisabetta, porrai nome Giovanni, che significa grazia, perocché egli sarà grande nel cospetto del Signore e andrà innanzi a Lui con lo spirito e con la virtù di Elia». E finalmente, per tacere di molti altri, così accadde per il Verbo incarnato, Gesù Cristo, poiché l’Angelo del Signore nel presentarsi e a Maria Santissima ed a S. Giuseppe, disse e all’una e all’altro: « Al Divin Figliuolo porrete nome Gesù, Salvatore, perché libererà il suo popolo da’ suoi peccati ». Or bene poteva essere che Iddio non seguisse anche per Maria un tal costume? Poteva essere che il suo nome le fosse imposto così a caso ? Il Vangelo, è vero, nulla dice a questo riguardo, ma ben possiamo credere che fosse veramente Dio stesso, il quale a Gioachino ed Anna suggerisse il nome della loro figlia, poiché il nome di Maria, e lo vedremo oggi, è:

1° Un nome di gloria.

2° Un nome di luce.

3° Un nome di salute.

I. — Anche a Maria adunque il nome venne imposto da Dio, poiché non poteva essere che avesse un nome casuale Colei, che era preordinata da Dio alla più sublime destinazione, ad essere cioè la Madre del Divin Salvatore e la Corredentrice del genere umano. Epperò anche in Maria il nome è come una cifra, la quale indica le sue grandezze, i nobilissimi unici a cui venne trascelta. Difatti, che cosa significa il nome di Maria? Questo nome, secondo l’interpretazione di S. Epifanio, di S. Gerolamo e di S. Giovanni Damasceno, dedotta dalla fonte ebraica, significa anzitutto Signora. Or bene qual nome meglio di questo poteva esprimere la gloria altissima, a cui fu elevata Maria? Qual nome, più di questo, le conveniva? Ed in vero Maria dovea essere Madre, e lo fu, di Colui che è chiamato nelle sacre Scritture Dominus omnipotens, Signore onnipotente, Rex regum et Dominus Dominantium, Re dei re e Signore dei signori. E tale essendo Maria, ben a ragione, dice S. Pier Crisologo, fu chiamata col nome di Signora. Lo stesso vanno dicendo S. Giovanni Damasceno, S. Pier Damiani, Alberto Magno ed altri: dal momento che ella è Madre del Creatore e Signore di tutte le cose, ancoressa è di tutte le cose Signora. E Signora infatti Ella fu proclamata lassù in cielo da tutti i cori degli Angeli e da tutti gli altri beati spiriti il giorno della sua trionfale Assunzione, quando incoronata da Dio Regina del cielo e della terra, ed ascesa in trono col manto dorato e circondata di varietà, come la descrive il profeta, si assise accanto del suo Divin Piglio, vedendo nient’altro al di sopra di sé che Iddio, e al disotto tutto l’universo prostrato ai suoi piedi. E come Signora fu riconosciuta per tutta la terra, dove col titolo di Madonna, che vuol dire appunto Mia signora, si saluta, si chiama e si invoca in tutte le lingue, dove come a Signora le si erigono per ogni luogo altari e santuari e come di Signora si scrive da per tutto il suo nome, e sui frontoni delle chiese e delle case, e sulle vele e sui fianchi delle navi, e persino sulle bandiere degli eserciti. E Signora ella è veramente, poiché tutto quello che non è Dio a Lei deve inchinarsi e Lei deve obbedire, dovendosi dappertutto sentire la sua universale padronanza, avendo Gesù Cristo tutte le cose a Lei assoggettate. Oh ben a ragione adunque S. Pier Damiani esclama: « Nell’udir il nome di Maria ogni creatura si taccia riverente e tremi, né presuma giammai di levare il guardo alla immensa sua grandezza: Taceat et contremiscat omnis creatura; et vix audeat adspicere tantæ dignitatis immensitatem. E come quando si pronuncia il nome adorabile di Gesù suo Figlio, così nel pronunciarsi il nome di Lei che è sua Madre, si pieghi riverente ogni ginocchio e nel cielo e nella terra e negli inferni: Omne genu flectatur cœlestium, terrestrium et infernorum. Ma poiché il nome santissimo di Maria esprime con tanta esattezza la gloria di Lei e l’altissima sua padronanza, procuriamo per parte nostra che ciò esprima pure esattamente per ciascuno di noi. Tanti uomini nel mondo ambiscono di essere servi di qualche re o di qualche grande signora, e se arrivano a ciò ottenere, si reputano grandemente fortunati. E noi che possiamo tutti, se il vogliamo, avere la fortuna di essere servi e sudditi di Maria non ce ne daremo alcun pensiero? Oh non sia mai. Il nome di Maria si verifichi in tutta la sua estensione: Maria da vera signora regni sovrana in ciascuno dei nostri cuori, si abbia del continuo gli omaggi della nostra servitù e a somiglianza di S. Stefano d’Ungheria chiamandola spesso la nostra gran Signora, e ad esempio di S. Ildefonso preghiamola, che voglia veramente dominarci Esto Domina mea atqìie dominatrix mea dominans mihi.

II— In secondo luogo il nome di Maria è un nome di luce. Dicono i sacri interpreti che questo nome significa pure illuminatrice. Or bene anche per questa ragione chi non vede quanto questo nome si addica a Maria? E non è dessa che diede al mondo la luce, lucem dedit sæculo, conforme a quel che canta la Chiesa, quella luce vera che illumina ogni uomo, la Sapienza incarnata, Gesù Cristo ? Non è dessa che portando nel suo seno questa luce beatissima n’ebbe ripiene le parti più intime della sua mente e del suo cuore e ne fu così illustrata da poter poi Ella medesima gettar luce vivissima sulle verità da Dio rivelate e confidate alla Chiesa? Sì senza alcun dubbio. Ella, che per singolare privilegio penetrò tanto addentro nelle divine perfezioni, nei disegni della divina Provvidenza, nella cognizione del suo Figliuolo Gesù, nelle intenzioni e nei voleri del suo sacratissimo Cuore, nei destini ammirabili della Chiesa, Ella fu altresì Colei, che tra gli Apostoli ed i primi fedeli sparse tanta luce sui dogmi e sulla morale di nostra santa Religione. Ed è a Lei, che nelle inquietudini, nelle dubbiezze, nelle incertezze ricorrevano e i fedeli e gli Apostoli, ben sapendo quanto illuminatrice fosse la parola di Maria e quanto vera la luce, che dalla sua parola usciva. Anzi è dessa, che anche senza essere interrogata, mettendo fuori quei divini oracoli che serbava in fondo al cuore, veniva sempre più illustrando la mente di quei suoi primi diletti figliuoli, come è dessa ancora, che colla santità dell’esempio, colla soavità del conforto e coll’autorità del consiglio li animava a correre volenterosi per tutta la faccia della terra a portare la santissima luce del Vangelo. Sicché ben a ragione dice il Santo Padre Leone XIII che « non parrà eccedere il vero chi affermi che fu segnatamente per la guida e il presidio di Lei, che la sapienza e le istituzioni dell’Evangelo, benché tra difficoltà e contraddizioni fierissime, penetrarono per ogni nazione con tanto celere corso, portando da per tutto un nuovo ordine di giustizia e di pace ». Dopo di che non è meraviglia che i Padri della Chiesa di secolo in secolo prendendo a mantener chiara la dottrina di Cristo in mezzo alle nebbie degli errori che cercavano di offuscarla, ricorressero per luce a Maria. Per certo e quando Ario e Nestorio e Pelagio e Lutero e Calvino si travagliavano a corrompere la verità immacolata della Chiesa Cattolica, i santi Vescovi e Dottori non esitavano un istante a ricorrere a Maria, e Maria, pulchra ut luna, electa ut sol, brillante come la luna, sfolgoreggiante siccome il sole in pien meriggio, interveniva con la sua assistenza, con le sue illustrazioni, con le stesse apparizioni a fugare le tenebre degli errori e a far risplendere di nuova luce la Cattolica Dottrina. Per modo che sopra il labbro dei Cristiani risuonava entusiastico quel canto, che tuttora si ripete e si ripeterà per tutti i secoli: Allegrati, o Maria, che per te sola furono distrutte tutte le eresie per tutto il mondo: Gaude Maria Virgo, cunctas hæreses sola interemisti in universo mundo. Ed anche ai dì nostri non è per opera massimamente di Maria, per la sua bontà, per i santi eccitamenti, che Ella desta nel cuore di generosi missionari, che la santa luce del Vangelo è portata e fatta risplendere a quelli, che giacciono ancor nelle tenebre e nell’ombra di morte? Sì, Maria è veramente illuminatrice e il suo santissimo nome, dopo quello del suo divin Figlio, è nome ripieno di luce, nome che lucet prædicatum, che predicato sprazza vivissima luce, nome nella luce del quale altresì siamo chiamati alla conoscenza più chiara della verità. Oh quanto utile pertanto ci sarà in mezzo ai dubbi di nostra vocazione, nelle incertezze di nostra vita, fra le oscurità della nostra mente invocare questo amabilissimo Nome! Maria senza dubbio accorrerà in nostro aiuto e rischiarerà le nostre vie.

III. — Infine il nome di Maria è un nome di salute. Poiché questo dolcissimo nome significa ancora stella del mare. Or bene, siccome chi in una oscurissima notte, in cui imperversi la bufera, trovandosi in alto mare non ha maggior conforto e sicurezza, che tener fisso lo sguardo alla stella polare, così chi si trova nel mar tempestoso di questa misera vita non ha una guida ed un sostegno più caro di Maria. È vero, le tentazioni del demonio, le lusinghe del mondo, la veemenza delle nostre passioni come altrettanti scogli e venti furiosi ci rendono difficilissimo il cammino per il mar della vita: ma in alto brilla di vivissima luce la stella: Maria risplende di meriti, luccica di esempi : micans meritis, illustrans exemplis; rivolgiamo a Lei lo sguardo e sicurezza arriveremo al porto della beata eternità. È questo tutto il pensiero di S. Bonaventura: Maria est stella utilissima nos ad patriam cœlestem dirigendo, immo ducendo nos per mare huius sæculi ad portum Paradisi. Ma anche nei temporali affanni nonè forse un nome di salute il nome di Maria?L’orfano che ha perduto la sua madre quaggiùnon è forse invocando Maria, che non si sentepiù abbandonato e sente di aver ancora una madre? La vedova che ha perduto nel marito il suosostegno e quello dei suoi figli, non è ricorrendo a Maria che sente dilatarsi il cuore alla fiducia nella divina Provvidenza? L’infermo che languisce da più mesi sul letto dei suoi dolori non è nel pronunciare questo nome, che sente rinascere la pazienza e trova un balsamo salutare alle sue pene? E non è nel ripetere Maria, che si conforta il pellegrino smarrito nella foresta, il navigante che combatte coi flutti del mare, il soldato che cimenta la vita sui campi di battaglia? E non è dicendo Maria, che la donzella si difende nel pericolo, che ognuno cerca scampo nel disastro, che persino il fanciullo si libera dalle paure della notte? Oh sì: Maria! Maria! ecco il grido più spontaneo, più frequente, più solito in mezzo ad ogni calamità, ad ogni sventura, ad ogni rischio. E che è mai questo spontaneo ricorrere al nome di Maria da parte di tutti i fedeli, se non un riconoscere, che per Lei massimamente ci viene la salute? Che se tale è il nome di Maria nei pericoli del corpo, oh quanto più lo sarà in quelli dell’anima! Epperò è ben con ragione che l’eloquentissimo encomiator del nome di Maria, S. Bernardo, tanto ci anima all’invocazione di questo nome, dicendo:« Se sorgono contro di te i venti delle tentazioni,se incorri negli scogli delle tribolazioni, riguardala stella, chiama Maria: respice stellam, voca Mariam. Se ti sbattono le onde della superbia, dell’ambizione,della detrazione, dell’ingiusta emulazione, riguarda la stella, chiama Maria, respice stellam, voca Mariam. Se l’ira, l’avarizia, le lusinghe della carne cercano di mettere a fondo la navicella dell’anima tua, riguarda Maria. Se turbato per la gravità delle tue colpe, confuso perle sozzure della tua coscienza, atterrito dall’orrore del divino giudizio cominci ad essere assorbito dal baratro della tristezza, dall’abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle angustie, nelle cose dubbie pensa a Maria, chiama Maria: Mariam cogita, Mariam invoca. Deh! Non avvenga mai che questo nome si parta dalla tua bocca, si scosti dal tuo cuore; coll’aiuto di questo nome giungerai alla gloriosa tua meta ».

FIORETTO.

Non profferir mai i nomi di Dio, di Gesù Cristo e di Maria invano; chinare la testa con riverenza qualora sentissimo qualche bestemmia contro di essi, ed invocarli noi sovente.

GIACULATORIA.

Viva Gesù! Viva Maria!

Esempio e preghiera

Il nome santissimo di Maria ha nel corso dell’anno una festa particolare ed è la domenica fra l’ottava della Natività di Maria. Anche una tal festa ricorda al popolo cristiano una grazia straordinaria di Maria. Nel 1683 i Turchi, invasa già l’Ungheria, si avanzarono anche sull’Austria e strinsero di assedio la città di Vienna con una armata di duecentomila soldati. Vienna gagliardamente resisteva, ma non di meno trovavasi nel più spaventoso pericolo di cadere nelle mani dei Turchi e sottostare agli orrori di una ferocissima strage. Lo spavento fu accresciuto da un incendio sviluppatosi in una chiesa e dilatatosi così rapidamente da giungere ormai vicino all’arsenale, ove conservavansi le polveri. La tremenda esplosione era imminente ed avrebbe in pari tempo aperto il passo ai nemici e seppellito la città intera coi suoi cittadini sotto le rovine. Ma essendo quello il giorno dell’Assunzione di Maria fece nascere il pensiero di ricorrere a Lei. Ed ecco tutto il popolo e tutta l’armata mettersi ad invocare il soccorso della Vergine ed a ripetere con fiducia il suo santissimo nome. Quelle preghiere non furono vane, poiché come per miracolo l’incendio si arrestò e poi si estinse, sicché le polveri non presero fuoco. Questa così sensibile protezione di Maria riaccese in tutti la speranza di essere liberati dalla potenza ottomana e fece accrescere i voti e le preghiere. Ma intanto erano già tre settimane dacché i Turchi avevano aperta la trincea e, ridotto agli estremi il presidio che la difendeva, sembrava giunto il momento della resa, quando quasi miracolosamente giungeva in aiuto un’armata di Polacchi capitanata dall’eroe Sobieski. A quella vista gli abitanti di Vienna giubilando esclamavano: È Maria, che ci è venuta in soccorso. Come ci ha salvati dalla rovina nel dì dell’Assunta, così ora ci salva dai nostri nemici. E non s’ingannarono. Il principe Carlo di Lorena, che comandava l’esercito alemanno, andò ad unirsi con Sobieski presso una cappella, ove fecero celebrare la santa Messa in onore di Maria. Sobieski istesso la volle servire, tenendo sempre le braccia incrocicchiate al petto e facendo la santa Comunione. Infine avuta la benedizione dal sacerdote nel nome di Maria per sé e per l’esercito, pieno di animo a gran voce esclamò: Andiamo, che la Vergine sarà con noi. Nell’atto stesso tutta l’armata si mosse e slanciossi con tanto impeto contro al nemico, che in breve scompigliatolo, messolo in rotta, e fattolo con precipitazione ripassare il Danubio colla perdita delle munizioni, di duecento cannoni e con pressoché la metà de’ suoi morti e feriti, ne riportò una fra le più splendide vittorie. Da tutti i Cristiani fu riconosciuto l’aiuto manifesto di Maria; il principe di Lorena e l’eroe Polacco si recarono davanti al suo altare a rendergliene grazie solenni ed il Pontefice Innocenzo XI, avuto lo stendardo verde di Maometto, tolto ai Turchi, e depostolo ai piedi della Vergine, decretò, che nella domenica fra l’ottava della Natività di Lei si celebrasse, a memoria di tanto trionfo, la festa del suo santissimo Nome. Oh! se tanto è potente il nome di Maria contro i nostri nemici temporali, quanto più lo sarà contro i nemici spirituali. Dell’invocazione di questo nome pertanto armiamoci prontamente ogni qualvolta saremo assaliti dalle tentazioni del demonio, del mondo e della carne, e il nome di Maria ci renderà forti ed invincibili. – Sì, o Maria santissima, è al nome vostro che noi faremo fiducioso ricorso in mezzo agli assalti dei nemici dell’anima nostra, e voi che sotto la protezione del vostro santissimo nome già ci deste di allietarci, fate ancora che per la intercessione dello stesso nome siamo liberati da ogni male qui in terra e possiamo un giorno arrivare ai gaudi eterni nel cielo. Così sia.

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.

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