RINGRAZIAMENTO DOPO LA COMUNIONE (2)

RINGRAZIAMENTO DOPO LA COMUNIONE (2)

[G. Riva: Manuale di Filotea, XXX ed., Milano, 1888 –impr.-]

En ego, o bone et dulcissime Iesu, ante conspectum
tuum genibus me provolvo ac maximo
animi ardore te oro atque obtestor, ut meum
in cor vividos fidei, spei et caritatis sensus, atque
veram peccatorum meorum paenitentiam,
eaque emendandi firmissimam voluntatem velis
imprimere : dum magno animi aff ectu et dolore
tua quinque Vulnera mecum ipse considero, ac
mente contemplor, illud prae oculis habens, quod
iam in ore ponebat tuo David Propheta de te,
o bone Iesu : « Foderunt manus meas et pedes
meos; dinumeraverunt omnia ossa mea » (Ps. 21
v. 17 et 18).

[Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima vostra presenza prostrato, vi prego col fervore più
vivo a stampare nel mio cuore sentimeni di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offendervi, mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di voi, o mio Dio, il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani e i miei piedi, e hanno contato tutte le mie ossa”. Così sia].
[Fidelibus, supra relatam orationem coram Iesu Christi
Crucifixi imagine pie recitantibus, conceditur:
Indulgentia decem annorum;
Indulgentia plenaria, si præterea sacramentalem confessionem instituerint, cælestem Panem sumpserint et ad mentem Summi Pontificis oraverint (S. C. Indulg., 31 tal. 1858; S. Pæn. Ap., 2 febr. 1934).

RINGRAZIAMENTO V.

Atto di Umiltà.

Quanto mi confondo, o Signore, confrontando la vostra infinita eccellenza con la mia totale indegnità! Re della gloria, come Voi siete, voleste il seno di una Vergine per incarnarvi, un Cenacolo ben addobbato per dispensarvi agli Apostoli sacramentato, un lenzuolo mondissimo per essere involto, un Sepolcro nuovissimo per rimanervi defunto, e poi adesso vi contentate della povera anima mia più schifosa della stalla in cui nasceste, più obbrobriosa di quella croce su cui moriste, perché stata tante volte l’asilo delle passioni e l’abitazione dei demoni vostri capitali nemici! Ah io mi confondo, o Signore! io mi perdo considerando questo eccesso della vostra degnazione! Deh non avessi mai peccato! Deh potessi distruggere col mio sangue le mie passate iniquità! Detesto, o Signore, abbomino e maledico la mia passata insensatezza nel profanare con tante colpe l’anima che Voi amate a preferenza della vostra gloria medesima. Ma dove Voi siete, o Signore, la povertà si cambia in ricchezza, la miseria in abbondanza, l’inferno in Paradiso. Mostrate adunque la vostra potenza sopra dell’anima mia, ora che è tutta circondata, investita, e per così dire immedesimata con la vostra umanata divinità. Come un padrone assoluto, togliete da essa tutto quello che vi dispiace, e riempitelo di quello che a Voi più aggrada. Rianimate, o Signore, ciò che è spento, sanate ciò che è infermo, rinvigorite ciò che è debole, riscaldate ciò che è freddo, innaffiate ciò che è arido, fecondate ciò che è sterile.

Atto di Amore.

Sopra tutto accendetevi la bella fiamma del vostro amore, di quell’amore che siete venuto a portar sulla terra, e che desiderate sì ardentemente di vedere acceso in tutti i cuori, di quell’amore infinito che vi mosse a morire per noi sopra una croce, e a rimanere con noi annientato sotto sì povere specie. Deh potessi io, o Signore, ardere tutto come una fiamma per voi! Deh potessi io col presente ardore cancellare tutte le passate ingratitudini, amarvi guanto vi ho offeso, e quanto voi meritate! O fuoco divino, illuminativo delle menti, attrattivo degli affetti, unitivo delle volontà, fatemi sentire gli effetti della vostra venuta dentro di me! Con la vostra luce illuminatemi, con il vostro calore riscaldatemi, con la vostra virtù purificatemi, con la vostra onnipotenza confortatemi, affinché possa, senza stancarmi, camminare come Elia al monte santo della vostra gloria. Non permettete, o Signore, quel miracolo mostruosissimo di stupidezza avvenuto finora dentro di me, non permettete cioè  ch’io sia ancor languido e freddo nel vostro amore dopo di aver albergato nel mio seno Voi che siete il Dio dell’amore, anzi la stessa carità. E chi potrà mai in avvenire separarmi da voi? Mi perseguiti pure tutto il mondo: mi avvenga pure ogni disgrazia, che né l’esilio, né la miseria, né la prigione, né spada, né l’infamia, né la morte potranno mai minimamente allontanarmi da voi. Io vi amo, o Signore, sopra ogni cosa; vi amo più della mia vita, più di me stesso. Io rinunzio eternamente a tutto quello che vi dispiace, e mi protesto prontissimo a qualunque sacrificio per secondare la vostra amabilissima volontà, e per attestarvi il mio amore.

Atto di Offerta.

A rendere inviolabili fino alla morte queste sante risoluzioni io mi dedico e mi consacro interamente a Voi. Voi vi siete dato tutto a me, è giusto che anch’io niente mi ritenga, e tutto mi doni a Voi. Sì, o Signore, io vi consacro e vi sacrifico in questa mattina quarto ho, quanto posso, quanto sono al presente e quanto  sono per essere in avvenire, i miei pensieri, i miei affetti, i miei desideri, i miei gusti, le mie inclinazioni, la mia libertà; insomma nelle vostre mani consegno tutto il corpo e tutta l’anima mia. Fate o Signore, in me, e disponete in me come più vi piace, acciocché io da oggi innanzi sia tutto vostro, e unicamente per eseguire i vostri precetti, i vostri consigli, i vostri santissimi desideri, il vostro maggior gusto. Accettate, o Maestà infinita, il sacrificio che vi fa di sé stesso il peccatore più ingrato che avete avuto sulla terra per lo passato, ma che ora si offre e si dona tutto a voi. Benedite questa piccola offerta e premiatela con l’abbondanza della vostra grazia, e come benediceste e premiaste quella della povera vedova che nelle due piccole monete vi offrì il proprio cuore e tutta se stessa. Maria santissima, le cui preghiere tornano sempre gradite, le cui intercessioni sono sempre efficaci, presentate voi con le vostre mani alla santissima Trinità questa povera offerta; voi fate in modo che la accetti, e mi doni la grazia di esservi fedele fino alla morte.

Atto di Domanda.

Ma che mi darete, o Signore, ora che io mi sono offerto e consacrato tutto a Voi? Ah qual cosa, dirò piuttosto, Voi sarete per negarmi, ora che mi avete dato tutto Voi stesso? Voi non entraste mai in nessun luogo senza operarvi gran bene. Entraste in casa di Pietro e guariste la donna febbricitante; in casa di Lazzaro e lo risuscitaste; in casa di Matteo, e lo faceste un Apostolo. Compite adunque i disegni di misericordia per cui vi donaste interamente all’anima mia, ed accordatemi tutto quello di cui mi vedete bisognoso. Io non vi domando grazie temporali, sanità, prosperità, ricchezze: in questo io mi rimetto pienamente al vostro beneplacito: io vi domando soltanto grazie spirituali che mi sono indispensabili per l’acquisto della salute. Queste catene di mali abiti, Dio onnipotente, rompete; questa febbre mortale di vanità, di libidine, di superbia, o Medico divino, guaritela; questa vergognosa nudità d’ogni virtù che mi rende indegno delle vostre tenerezze, o Santo dei Santi, copritela. Datemi, vi prego, una gran luce per conoscere la vanità d’ogni cosa di questa terra e il merito che Voi avete di essere amato; datemi un vivo dolore dei disgusti che vi ho recati, e una volontà risoluta di non peccare mai più. Investitemi, vi prego, di quella carità che forma il distintivo dei vostri discepoli; di quella umiltà senza della quale Voi resistete alle orazioni più fervorose, di quella purità senza di cui Voi giuraste di non riposare mai col vostro spirito sopra degli uomini. Cambiatemi insomma questo cuore: distaccatelo da tutti gli affetti alla terra e donatemene un altro tutto uniforme alla vostra santa volontà, che non cerchi e non aspiri se non al vostro gusto e al vostro amore. Ma datemi soprattutto la grazia di amarvi e di perseverare nel vostro santo servizio fino alla morte. In quel gran punto, o Signore, rinnovate all’anima mia la vostra visita sacramentale, affinché, fortificato dalle vostre carni divine, io possa affrontare coraggioso tutti i nemici della mia salute, e vittorioso dei loro assalti, volar beato alla vostra gloria per non abbandonarvi mai più. Io non inerito queste grazie, perché indegno perfino di un vostro sguardo; ma per me le meritate Voi, o Gesù mio, che prometteste di esaudirci ogni qualvolta pregheremo nel vostro nome. Voi mi avete creato, mi avete redento, mi avete pasciuto delle vostre carni; santificatemi adunque, e non mi lasciate perire. Io tutta in Voi ho riposta la mia speranza,  e chi confida in Voi non sarà confuso in eterno, … In te Domine, speravi; non confundar in æternum.

Al Sacro Cuor di Maria.

O imperatrice dell’universo, o figliuola, madre e sposa dell’Altissimo, voi siete la più bell’opera del braccio del Creatore, e il vostro cuore immacolato, è il più bel frutto che dalle sue fatiche e dalla sua croce abbia raccolto il Redentore divino. Io vi ricordo adunque per quella che siete, e mi inchino, e mi prostro a terra per venerare questo medesimo cuore celeste tanto simile al cuore di Gesù, e tanto pieno di virtù somiglianti alle sue. Mi rallegro della vostra somma felicità e mi congratulo anche meco medesimo, perché essendo voi tanto vicina al mio Salvatore, avete con Lui comuni gl’interessi della mia salute; e però, vengo ai vostri piedi come ad un tribrinale di pura misericordia. Vi presento il mio cuore, ma oh quanto dissimile dal vostro, tutto pieno di Dio! A voi però sta il cambiarlo i n tutt’altro con il bandire da esso ogni superbia, ogni impurità, ogni affetto terreno. Il vostro dominio non si estende solo sopra dei corpi si estende ancora sopra dei cuori; esercitatelo dunque meco una volta ampiamente, affinché impari ad obbedirvi per sempre. Voi nulla perdete, o Signora, nell’esaudire questo meschino che viene innanzi a voi con tutti i meriti del suo Redentore per supplicarvi. Conoscano tutti quanto amate il vostro Figliuolo, mentre richiesta di limosina per amor suo da chi n’è tanto indegno, pur non sapete negarla. Voi siete solita di concedere anche più di quanto vi si domanda; so che non sarete scarsa ora meco; e se non avete abbandonato veruno che abbia ricorso a voi, so che non comincerete da me; onde, ripieno di una speranza così fondata io principio adesso a ringraziarvi per non finire giammai in tutti i secoli.

Conclusione.

O divino Tesoro dell’anima mia, fermatevi stabilmente con me, poiché senza di voi, mio medico, non posso essere che oppresso da infermità; senza di Voi, mio sole, e mio conforto, non posso viver che in tenebre ed in tristezza. Ma giacché avete risoluto di partirvene corporalmente col consumarsi delle specie sacramentali, trattenetevi meco con la vostra grazia e risvegliate in me un desiderio così vivo di Voi che io stia aspettando con santa impazienza il vostro sacramentale ritorno. Degnatevi intanto di benedire l’anima mia, il mio corpo, i miei parennti, i miei amici, quelli che pregano per me e che si sono raccomandati alle mie orazioni, nonché rutti i miei superiori così spirituali, come temporali. Benedite infine tutti i miei prossimi, e sovveniteli secondo il bisogno; ma benedite in modo speciale le povere anime del Purgatorio, affinché, sottratte alle pene che le tormentano, vengano presto a godervi nel gaudio eterno del cielo.

RINGRAZIAMENTO VI.

Umiltà.

Chi sono io, o Signore, per meritare che Voi venire a me in modo sì amorevole e portentoso, fino ad entrare nel mio seno col vostro corpo, col vostro sangue con l’anima vostra, con la vostra divinità? Ah che io non sono punto somigliante a quelli avventurati figliuoli degli uomini con i quali Voi formate le vostre delizie! Non ho né la purità di Maria, nè la santità del Battista, né la carità degli Apostoli. Io sono un impasto di fango, anzi per i miei peccati, sono simile a quel discepolo che vi ha tradito, e a quei Giudei che vi hanno crocifisso. O mio Dio: quale unione del Santo dei Santi con il più gran peccatore, della luce con le tenebre, della pienezza dell’essere con l’abisso del nulla,  d’un Dio eterno, immenso, onnipotente, con una creatura mortale, debole ed imperfetta quale son io! Oh bontà, oh misericordia, oh compiacenza degna di Dio! Benedici anima mia, benedici il Signore che ti ha fatto un favore sì grande, sì singolare. E voi, santi Spiriti, che eternamente cantate le sue lodi, aiutatemi a lodarlo, essendo Egli egualmente grande in tutte le sue opere, o sia che si innalzi al di sopra delle nubi, o che voli sulle penne dei venti, o sia che si abbassi e si nasconda, e quasi si annienti nel cuore di una delle sue più piccole miserabili creare.

Adorazione.

Vi adoro, vi riverisco, e vi glorifico, o sacramentato  Gesù, unitamente al Padre ed allo Spirito Santo. Vi formo del mio cuore un trono, ed umilmente prostrato innanzi a Voi, mi vi dono e mi vi consacro irrevocabilmente. Vi adoro come Dio con rispetto, come mio Salvatore con fiducia, come mio padre con amore, e come mio Giudice con umiltà e timore. Ah non mi condannate quando verrete a giudicarmi, Voi che siete entrato nell’anima mia per santificarla e per salvarla! Vi offro pertanto la comunione che ho fatto per ottenere il perdono di tutte le mie iniquità, la conversione di tutti i peccatori e la permanente santificazione di tutti i giusti. Illuminate la mia mente, cambiate il mio cuore, regolate la mia vita, domate le mie passioni, e qual padrone assoluto regnate su tutto me stesso. Fate, o mio dolce Gesù, che io altro non cerchi che di piacervi, e che, distaccato da tutto il creato, mi unisca a voi solo per amarvi nel tempo, e per vostra misericordia continui poi ad amarvi e godervi per tutta l’eternità.

Consacrazione

Gesù mio sacramentato, io vi consacro l’anima mia con le mie potenze, il mio cuore con i suoi affetti, il mio corpo con i suoi sentimenti. A voi li consacro perché tutti si impieghino nel servirvi e nel glorificarvi. Non usi mai delle mie cognizioni, né delle mie parole e delle mie opere per soddisfare al mio genio, per secondare il mio amor proprio, per far la mia volontà,  ma di tutto mi serva solamente per dar gusto a Voi e tatto vi riferisca alla vostra gloria che sarà sempre l’unico supremo mio scopo.

A Gesù come Padre.

Signor mio Gesù Cristo, Padre amabilissimo dell’anima, vi domando di tutto cuore perdono del poco amore e timore, della poca riverenza ed obbedienza ch’io ebbi verso di Voi fino al presente, vi rimando la grazia di amarvi e temervi per l’avvenire con amore e timore figliale, con perfetta obbedienza ai vostri divini comandamenti, alle vostre sante inspirazioni e a tutto quello a cui mi obbliga lo stato mio. Finalmente vi prego a darmi la grazia di imitarvi generosamente nelle vostre sante virtù, e di essere perfettamente rassegnato in ogni cosa al vostro divino volere.

A Gesù come Avvocato.

Signor mio Gesù Cristo, che per vostra divina misericordia vi siete degnato di costituirvi mio avvocato presso del vostro eterno Padre, io vi supplico con tutto il cuore d’impetrarmi una perfetta contrizione ed una compita remissione de’ miei peccati, la grazia di emendarmi de’ miei abiti peccaminosi, come pure una fedele perseveranza nella vostra grazia, nelle pratiche di pietà, e in quel piano di vita, che è proprio del mio stato, onde assicurarmi una buona morte: in una parola, vi domando la salute eterna di questa povera anima mia.

A Gesù come Maestro.

Signor mio Gesù Cristo, unico e vero maestro dell’anima, vi prego per le viscere della vostra pietà di insegnarmi a consultare e far sempre la vostra santissima volontà, e camminare direttamente la via dei vostri santi comandamenti, e studiare le obbligazioni del mio stato, affine di compierle con fedeltà. Insegnatemi a fuggire i peccati e schivare tutti i pericoli; ad amare e praticare le virtù, a crescere in esse ogni giorno senza mai secondare, nemmeno per un istante, la tiepidezza e l’accidia.

A Gesù come Giudice.

Signor mio Gesù Cristo, giudice giustissimo, io vi domando la grazia di giudicare ben bene me stesso nella vita presente e tutte le mie azioni, senza scusarle e palliarle, di confessare schiettamente tutti i miei falli con cuore contrito ed umiliato, onde evitare  la disgrazia di essere da Voi giudicato severamente al punto della morte e nel gran dì del Giudizio. Vi  prego ancora di castigarmi de’ miei peccati in questa vita, anzi che riservarne la punizione nell’altra.

A Gesù come Medico.

Signor mio Gesù Cristo, medico soavissimo delle anime, guarite, vi prego, per i meriti della vostra passione amarissima, tutte le piaghe ed infermità dell’anima mia. Illuminate il mio intelletto nei doveri che mi incombono come Cristiano; infiammate la mia volontà nell’amor vostro e nella pratica delle virtù che vi sono più care; purgate la mia memoria da ogni cattivo pensiero. Liberatemi dalle passioni disordinate, e singolarmente da quella che mi predomina e tiranneggia. Preservatemi dalla corruttela del vizio, frenate colla onnipotente vostra grazia l’impeto della mia concupiscenza; assoggettatela alla ragione; e fate che la ragione stessa sia sempre subordinata alla vostra santa legge.

A Gesù come Pastore.

Signor mio Gesù Cristo, pastore vigilantissimo delle anime, io vi prego con tutto l’affetto di pascere l’anima mia con l’abbondanza dei vostri doni e delle vostre grazie. Vi prego di farmi gustare le cose spirituali, la lettura devota, la divina parola, e singolarmente i santissimi Sacramenti, e di affezionarmi alle opere di misericordia. Vi prego di farmi odiare i piaceri terreni e sensuali e tutte le vanità della terra; finalmente di difendermi dalle insidie del lupo infernale, dandomi forza di vincere tutte le tentazioni,  principalmente, nel punto della mia morte.

A Gesù come Glorificatore.

Signor mio Gesù Cristo, unico santificatore e glorificatore delle anime, vi prego, per i meriti del vostro sangue preziosissimo, ad accordarmi l’efficacia della vostra grazia per servirvi fedelmente in tutta la mia vita, vincendo tutte le difficoltà che si incontrano nella via della salute, ond’essere un giorno partecipe della medesima gloria che Voi godete nel cielo.

Al Sacro Cuore di Maria.

O Regina di grazia, o Madre del Re della gloria, che sopra di voi non avete altro che Dio, e sotto di voi rimane a una distanza quasi infinita tutto il rimanente delle creature, se il vostro splendore eclissa la luce di tutti gli altri Santi, che cosa farò io miserabile innanzi alla vostra grandezza? Io mi abbasso fino al centro del mio nulla per ossequiare e venerare il vostro sacro Cuore, che è un abisso di perfezione, e per ottenere da voi quella grazia di cui siete sì felicemente ricolma non solo per voi stessa, ma anche per noi. Vorrei aver mille vite, e darle tutte ad un colpo per glorificarvi, o Madre eccelsa, che meritate ogni onore. E giacché tanto non posso, per supplire alla mia povertà, mi compiaccio di quante lodi avete ricevuto e ricevete dagli uomini e dagli Angeli, nel tempo e nella eternità, rallegrandomi per tal maniera di esservi servo, che non cambierei questa sorte con tutte le grandezze immaginabili della terra. Ma intanto, se avete la chiave di tutti i tesori del vostro divin Figliuolo, e siete voi stessa il suo tesoro maggiore, deh non vi scordate delle mie miserie nel colmo della vostra felicità; volgete a me i vostri occhi misericordiosi, mentre in voi, sovrana Signora, tiene fissi i suoi  questa povera anima mia. Non vi chiedo beni temporali, non onori, non ricchezze, non piaceri: datemi quello che sopra ogni altro bene avete stimato voi, la grazia del mio Signore. Come potrete negarmi ciò che vi domando, se, mentre siete divenuta madre del mio Salvatore, siete ancora divenuta madre della mia salute? Per l’interesse che avete della redenzione delle anime, per quella liberalità che forma il vostro carattere, esaudite le preghiere di colui per cui ha versato tutto il suo sangue il vostro divin Figliuolo. Fate adunque che io vi serva con inalterabile fedeltà in questa vita, per venire ad amarvi e ringraziarvi eternamente nell’altra, dove regnate per tutti i secoli.

RINGRAZIAMENTO VII.

Atto di Ammirazione.

Mio Dio, mio creatore e redentor Gesù Cristo, è possibile che vi siate dato a me con tanto eccesso di amore? San Giovanni si riputava indegno di sciogliere i legami delle vostre scarpe; san Pietro di stare in vostra compagnia; santa Elisabetta di essere visitata da Maria vostra Madre; e Voi siete  venuto a visitar me sì indegno peccatore? Che favore è mai questo che voi mi foie!

Atto di Adorazione.

Prostrato adunque innanzi a Voi, vi adoro con tutte le forze del mio cuore; vi riconosco per mio sovrano da cui dipendo in ogni cosa, e senza di cui nulla sono e nulla posso. Vi offro, mio Gesù, tutte le adorazioni degli spiriti beati. Gloriosissima vergine Maria, Angeli e Santi del Paradiso, adorate, vi prego, lodate, benedite, ed amate adesso e sempre Iddio per me.

Atto di Ringraziamento.

Gesù dolcissimo, siate il ben venuto nella povera anima mia. Vi ringrazio di tutti i benefici che mi avete fatto e particolarmente che vi siate degnato di venire a visitare una creatura sì vile, un verme di terra, un indegno peccatore quale son io. Come potrò mai ringraziarvi degnamente per sì gran favore? Accettate, vi prego, in ringraziamento tutte le lodi e benedizioni che vi danno e vi  daranno eternamente tutte le vostre creature.

Atto di Offerta.

Per contraccambiarvi come posso di un favore così distinto di esservi dato tutto a me, io mi do tutto a Voi e voglio essere tutto vostro; vi offro tutto me stesso: tutto ciò che mi appartiene; disponete di me come vi piace. Vi offro i miei pensieri, le mie parole, le mie opere, le mie fatiche, voglio che tutto sia per gloria vostra e a salute dell’anima mia.

Atto di Domanda.

Voi però, o gran Dio, che conoscete le mie miserie e le mie debolezze, difendetemi vi prego, contro gli assalti del demonio, del mondo e della carne, acciò non vi offenda mai più con alcun peccato. Datemi lume, amore e forza, acciò conosca, ami ed adempia sempre la vostra volontà. Datemi, vi prego, il dono della perseveranza, acciò vi benedica nel tempo e nell’eternità. Vergine gloriosa, Angeli e Santi, pregate tutti per me, acciò sia degno d’essere esaudito.

Atto di Protesta.

andandomi unicamente in Voi, amabilissimo Gesù mio, che siete tutta la mia virtù e la mia forza, protesto di volervi servire fedelmente in avvenire. Rinunzio di buon cuore a satanasso, alle sue pompe e alle sue opere. Voglio, mediante la grazia vostra, perdere tutto ciò che ho di caro al mondo, e patire qualsivoglia tormento piuttosto che offendervi. Voglio per vostro amore fuggire ogni occasione di peccato, e consacrarmi con ogni sforzo alla pratica d’ogni virtù per corrispondere alla mia destinazione e ai vostri santi desideri sopra di me.

A Maria.

Gloriosissima vergine Maria, gettate adesso lo sguardo sopra di me, che, sebben miserabile peccatore, son divenuto un oggetto degno delle vostre compiacenze. Parlate in mio favore al vostro divinissimo Figlio che si è degnato di nutrirmi delle immacolate sue carni. Offrite a lui i vostri meriti in supplemento della mia imperfezione. Ringraziatelo per me, ed ottenetemi che Egli non parta da me con la sua sacramentale presenza, senza prima impartire all’anima mia la sua preziosa benedizione.

Agli Angeli.

Santi Angeli, degni ministri dell’Altissimo, fedeli esecutori di tutti i suoi ordini, adorate adesso e ringraziate per me quel Primogenito del Padre eterno di cui cantaste le lodi sulla grotta di Betlemme, saziaste la fame nel deserto, consolaste la tristezza nell’orto, annunciaste la risurrezione nel sepolcro; ed ottenetemi di poterlo servire in spirito e verità con quel fervore con cui lo servite voi nella patria celeste.

Ai Santi.

Santi Patriarchi e Profeti, che, sebbene ammessi alle confidenze dei secreti di Dio, desideraste tanto tempo, ma sempre inutilmente, di vedere quell’amabile Redentore che ora si trova sacramentato dentro di me, fate ch’io sempre sospiri a Lui con un affetto simile al vostro, onde meritare come voi l’adempimento di tutte quante le sue promesse. Zelantissimi Apostoli, che, seguitando sempre fedeli quel divino Maestro, che ora rinchiudo nel mio seno, meritaste di essere di sua mano nutriti di questo cibo di Paradiso e di essere i primi banditori del suo Vangelo a tutte le nazioni del mondo, fate che a vostra imitazione io non mi separi giammai da Lui, lo ami sopra tutte le cose, e promuova a tutto potere la sua gloria. Invittissimi Martiri, che sacrificaste generosamente le sostanze e la vita per la fede di quel Gesù che ora si è fatto tutto mio, ottenetemi adesso la grazia di viver sempre crocifisso a tutti i desideri della carne e di esser disposto a suggellare anche col sangue le  verità della fede. Beati Pontefici, pastori solleciti al divin gregge, vedete in me quell’Agnello immacolato che voi tante volte immolaste sopra l’altare, e fate che, a somiglianza di voi io adempia con inalterabile fedeltà, e a pura gloria di Dio, tutti i doveri del mio stato. Santi Monaci ed Eremiti, che, non solo con l’affetto, ma anche realmente, rinunciaste a tutti i comodi e a tutti gli agi di questa vita, per assicuravi il possesso di quel Dio che ora è divenuto una sola cosa con me, ottenetemi voi la grazia di disprezzare costantemente così le traversie come le prosperità della terra, onde assicurarmi il possesso dei beni sodi ed immancabili del Paradiso. Purissime Vergine, che ora seguite più da vicino quell’Agnello misterioso che io ho ricevuto sotto le specie sacramentali, ottenetemi voi una purità illibata di mente e di cuore, onde godere come voi di sua visione particolare e del suo più compito possedimento nel regno della gloria. Voi finalmente, o Santi tutti del Paradiso, e voi specialmente, miei Avvocati e Protettori, che siete il conforto e la consolazione della povera anima mia, adorate adesso dentro di me l’autore, il consolatore, il modello e il premio della vostra santità; ottenetemi con la vostra intercessione ch’io resista costantemente a tutti gli assalti nemici, e cresca ogni giorno nel fervore del divino servizio, onde libero da ogni immondezza, e pieno di meriti e di virtù, divenga un giorno partecipe di quella gloria che vi beatificherà per tutti i secoli.

Raccomandazione.

Gesù amabilissimo, che prevenite le suppliche dei bisognosi, ed esaudite coloro che vi pregano con rettitudine, estendete le vostre misericordie a tutti coloro pei quali la gratitudine, la carità e la giustizia mi impongono di pregare. Deh! per i meriti di questo Sacramento, che è il simbolo ed il legame dell’unità vostra Chiesa, convertite gli empi, richiamate gli eretici, illuminate gl’infedeli. Accordate nella vostra misericordia la contrizione ai peccatori, il fervore ai penitenti, la perseveranza ai giusti, la pazienza ai poveri, la rassegnazione agli infermi. Mantenete nell’ubbidienza i figliuoli, nell’amore i fratelli, nella vigilanza i genitori, nel buon ordine le famiglie. Fate che sempre si conservino illibate le vergini, casti i coniugati, fedeli i servi e discreti i padroni. Dirigete nella via della giustizia e della pace i magistrati ed i principi che ci avete dato a rappresentanti della vostra suprema autorità; allontanate dai nostri stati tutti i nemici che li sconvolgono, tutti i flagelli che li desolano, anzi concedeteci, se pur i piace, che il commercio sia sempre prospero, il governo sempre felice, l’aria sempre salubre, la terra sempre feconda, il tempo sempre opportuno. Ma rassodate sopra tutto il regno della vostra Chiesa, estendetelo a tutti i climi, glorificatelo in tutti i popoli; perciò conservate nell’esattezza della osservanza i Regolari, nella costanza dello zelo i Predicatori, nella purità della dottrina e nella santità della vita tutti quanti i suoi ministri: e benedite con grazia di predilezione, e circondate di gloria e di maestà il trono del vostro Vicario, il Romano Pontefice a cui avete promesso nella persona di san Pietro una fede immanchevole ed un potere divino. Ricordatevi, finalmente, o Signore, delle amatissime vostre Spose che gemono nel carcere del Purgatorio. Per i meriti infiniti di quel preziosissimo sangue che Voi versaste a salvezza di tutti gli uomini e di cui mi avete questa mattina abbeverato, e che io tutto vi offro a loro suffragio, dimenticatevi di tutti i torti che avete da loro ricevuto, quando vivevano su questa terra; abbiate compassione dello stato miserabilissimo in cui ora si trovano, appagate il desiderio ardentissimo che ora nutrono di possedervi; traetele senza indugio nei tabernacoli eterni, ove spero di cantare con loro, unitamente a tutti i Beati, l’inno della perpetua riconoscenza. Così sia.

RINGRAZIAMENTO VIII.

Atti Diversi,

Or che dentro di me venuto siete,

Come in trono d’amor nel cor sedete.

Giacché l’amarvi è il mio primo dovere,

V’amo, o Gesù, con tutto il mio potere.

Perisca il corpo mio, ma viva il core,

Per amar Voi con sempiterno amore.

Venga pur ogni mal, venga la morte,

Con voi Gesù, spero morir da forte.

Quando sarà quel dì che senza velo

Voi, mio Gesù, contemplerò nel cielo?

Se per vostra bontà mi salvo, o Dio,

Qual gioia avrò di sempre amarvi anch’io?

A voi offro, o Gesù, bontà inlinita,

L’anima mia dei falli suoi contrita.

In quel poco di vita che mi avanza

Siate, Gesù, l’unica mia speranza.

Benedite, o Gesù, l’anima mia,

Perché costante nell’amor vi sia.

Pentimento ed amor, speranza e fede,

Chieggo, o Gesù, per esser vostro erede.

Vi domando, o Gesù, con grande istanza

Il don della final perseveranza.

Consacrazione.

Signor la libertà tutta vi dono,

Ecco le mie potenze, il voler mio:

Tutto vi do, che tutto è vostro, o Dio.

E nel vostro volere io m’abbandono.

Per gradirvi ed amarvi, o mio Signore,

Grazia datemi solo e vivo amore;

Poiché, se voi mi amate, ed io pur v’amo,

Già son ricco abbastanza, e più non bramo.

 

Riconoscenza.

Quali grazie a un Dio sì grande

Che nel povero mio petto

Per amore si è ristretto,

Quali  grazie io renderò?

Deh scendete dalle stelle,

Qua venite, Angeli santi,

Con soavi e dolci canti

Gesù meco ad adorar:

Serafini voi più ardenti,

Deh venite a questo core,

E il mio caro e dolce Amore

M’aiutate a ringraziar.

Quante intorno al divin trono

Risplendete anime belle,

E voi caste verginelle

Date vampa a questo amor.

Santa vergine Maria,

Bella madre dell’amore,

A me date il vostro core

Per poter con esso amar.

Gesù mio, pria che tu parta,

Dammi in dono il tuo bel volto

Che nell’alma ben raccolto

Sempre impresso porterò.

Tu mi cangia in seno il core;

Il tuo dammi, prendi il mio;

Sicché viva, non più io,

Ma tu solo viva in me.

Con tal vita, oh me felice,

Che potrò di più bramare?

Saran dolci, saran care

Le miserie di quaggiù.

A te unito in ogni istante,

A te stretto in vita e in morte,

Sol degli Angeli la sorte

Mi rimane da aspettar.

Offerta.

Eterno Genitor,

Io t’offro il proprio Figlio,

Che in pegno del suo amor,

Si volle a me donar,

A lui rivolgi il ciglio,

Mira chi t’offro e poi,

Lascia, Signore, se puoi,

Lascia di perdonar.

Or che nell’alma mia,

Mio Dio, venuto sei,

Tutti gli affetti miei

Ti rendo per mercé.

Con te, Bontà infinita,

Resti quest’alma unita:

Spero, Signor, che ormai

Pago sarai di me.

Rassegnazione.

Il tuo gusto e non il mio,

Amo solo in te, mio Dio;

Voglio solo, o mio Signore,

Ciò che vuol la tua bontà,

Quanto degna sei d’amore,

O divina volontà!

Tu dai vita al puro affetto,

Tu l’amor rendi perfetto.

Tu sei dolce e tutto ardore

Verso il cor che a te si dà.

Quanto degna sei d’amore

O divina volontà!

Tu fai lieta ogni ria sorte,

Tu fai dolce ancor la morte,

Non ha croci né timore

Chi ben teco unir si sa.

Quanto degna sei d’amore,

O divina volontà!

O finisse la mia vita

Teco un giorno tutta unita,

Chi tal muore, no, non muore,

Ma ancor vive e ognor vivrà.

Quanto degna sei d’amore,

O divina volontà!

Dunque a te consacro e dono

Quanto posso e quanto sono :

Mio Gesù, solo il tuo cuore

L’amor mio sempre sarà.

Quanto degna sei d’amore,

O divina volontà!

Voglio a te piacere

Nel patire e nel godere

Quel che piace a te, mio amore

A me sempre piacerà.

Quanto degna sei d’amore,

O divina volontà!

Inno a Maria 

Salve, Mater Salvatoris,

Fons salutis, Vas honoris,

Scala cœli, Porta et Via,

Salve semper, o Maria.

Salve, Dei sponsa electa,

Sine macula concepta;

Tota pulchra atque formosa;

Salve, o Virgo gloriosa.

Salve, o Rosa, sine spina,

Regis Mater ac Regina,

Decus mundi et Stella maris,

Inter omnes singularis.

Vera salus infirmorum,

Advocata peccatorum,

Àfflictorum Consolatrix,

Dulcis Jesu Genitrix.

Hanc devotam civitatem,

Ejus loca atque gentem

Salva semper et custodi,

O spes nostra, nos exaudi.

Terremotu semper serva;

Peste et bello nos preserva

Atque auxilium presta, o clemens,

Alma Mater, Virgo potens.

Tu columna nostra fortis,

Nos conforta in hora mortis

Sancta parens, Virgo pia,

Salve semper, o Maria.

[Salve, o Madre al Salvatore,

Scampo a noi, Vaso d’onore,

Scala al cielo, Porta e via

Dio ti salvi ognor, Maria

Dio ti salvi, Sposa eletta.

Senza il primo error concetta

Tutta bella e graziosa.

Salve, o Vergin gloriosa.

Salve, o Rosa senza spina

Del gran Re madre e Regina,

Lustro al mondo, astro del mare,

O fra tutte singolare,

O salute dei malati,

O rifugio ai traviati,

D’ogni mal consolatrice,

Di Gesù gran Genitrice

Tieni ognor nel bene immota

Questa terra a te devota

Nostra speme, a’ voti arridi

De’ tuoi servi amanti e fidi.

Dalle scosse della terra

Ne preserva e dalla guerra

Deh, soccorrici clemente.

Madre pia, vergin potente

Tu colonna nostra forte.

Ne difendi nella morte.

Santa madre, vergin pia.

Dio ti salvi ognor Maria.] 

All’Angelo Custode,

Angiol santo, che a conforto

Del mio spirto il ciel spedì.

Scorgi tu i miei passi al porto

Cui sospiro notte e dì.

Ai Santi,

E voi alme, che beate

Fa l’Eterno in sua via

Deh giammai non vi scordate

Di chi geme ancor quaggiù.

Offerta per le Anime Purganti.

Per quel vivifico

Sangue che scorrere

Fa, o Dio, sui miseri

L a tua pietà.

Dell’igneo carcere

Consola gli esuli,

Rendi a quell’anime

La liberta.

E fa che il giubilo

De’ santi Spiriti

Per tutta godano,

L’eternità.

RINGRAZIAMENTO IX

Compiacenza e Adorazione

Me felice! o qual contento!

Ho trovato l’amor mio,

Sono unita col mio Dio,

Già lo tengo in mezzo al cor.

Tutta orsù del fausto evento

Meco esulti la natura;

O felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesoro,

Da per tutto l’ho cercato

Questa notte, e nol trovai;

Quanti sparsi amari lai,

Quanto piansi di dolor!

Ma il dì chiaro è già spuntato;

terminò la notte oscura;

Oh felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Ah se il duol covando in seno

M’aggirai per erme valli,

Se salii per erti calli,

Rintracciando il mio Signor,

Compensata or sono appieno

D’ogni affanno, e d’ogni cura,

O felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Quanto è amabil è l’aspetto

Del Signor per cui sospiro!

Non ha stella il vasto empiro

Che pareggi il suo splendor,

Ah, chi tiene un cuor in petto

Deve amarlo a dismisura,

O felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Di me rida il mondo rio,

Il suo scherno io prendo a scherno;

Muova guerra a me l’inferno,

Io disprezzo il suo furor.

Di che mai temer poss’io

Se Gesù mi rassicura?

Oh felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Or chi fia che mi divida,

Dal mio ben cui son unita?

Chi di Lui che è la mia vita,

Potrà togliermi l’amor?

Se in amarlo resto fida,

Più non so che sia paura,

Oh felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Può di morte la saetta

Tor la vita a questa salma,

Ma divider non può l’alma

Dal suo Dio consolator.

Ch’anzi allora a Lui più stretta

Si unirà se è bella e pura,

Oh felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Oh in quel chiaro e lieto giorno

Che veder spero e desio,

No, di perdere il Ben mio,

Non avrò mai più timor.

Canterò nel bel soggiorno

Ove il gaudio eterno dura;

Oh felice mia ventura!

Ho trovato il mio tesor.

Fede e Domanda.

 

Gesù mio ver conforto,

Pace miglior non sento,

Non ho maggior contento

Che quando siete in me.

Libero allor d’affanni,

Mi pasco allor d’amore,

Sento che l’alma e il cuore,

Qual era più non è.

Tocco dal ben mondano,

L’uomo nel piacer s’incanta

E pascolo lo vanta

Dolcissimo e gentil;

Ma se del divin pane

Lo spirito suo ricrea,

Innalza al ciel l’idea,

Ed ha la terra a vil.

O vivo pan del cielo,

Che all’uomo abbietto e frale

Un vivere immortale

Ti degni d’apprestar;

Coi tuoi divini lumi

Feconda la mia mente

Per farmi, o Dio clemente,

Tua vita respirar.

Quando il terrestre cibo

A pascermi s’avanza,

Del cibo la sostanza

Tutto trasmuto in me;

Ma quando di tue carni

Sono, o Signor, cibato,

Tu in me non sei mutato

Ma io mi trasmuto in Te.

Deh il corpo tuo sacrato,

Che ricevei, Signore,

Qual pegno del tuo amore

In questo indegno cor,

Per modo tal s’attacchi

All’alma, al sangue, all’ossa

Che svellerlo non possa

Verun profano amor.

A questo cor deh! stendi

Tua man risanatrice;

Abbi dell’infelice,

Abbi, Signor, pietà:

Fa sì che nei piaceri

Nessun contento ei provi,

Che in te soltanto trovi

La sua felicità.

Ciò che non può capire,

Ingegno d’uom mortale,

Ed occhio naturale

Discernere non può;

Per modo inusitato

Ben si discerne e vede

Col lume della fede

Che Cristo ci donò.

In questo pane angelico,

Ci si comparte un pegno

Di quel celeste regno

Che fine non avrà.

O dolce amabil pascolo

A cui Gesù ci invita,

Apportator di vita

Nel sen d’eternità!

Pane del ciel venuto

Per scorta al gran passaggio,

D’eterna luce un raggio

Degnati tramandar.

Acciò quest’alma uscendo

Dalla sua soglia impura,

Più ratta e più sicura

Possa al suo Dio volar.

Si, quando sarò giù:

Al fin del mio cammii…

Del tuo vigor divino

Degnati me nutrir.

Non temerò in allora

De’ miei nemici il dardo,

Che, volo più gagliardo

Farammi al ciel salir.

Sommo Fattore eterno

Che desti a noi la vita

Tu rendila infinita

Con darle il cielo ancor.

Le tue sacrate membra

Formin la mia difesa

E l’alma sempre illesa

Vivrà per te, Signor.

Di sì mirabil pane

Fa tu che l’alma mia

Avida sempre sia,

Dolcissimo Gesù.

Che se dell’alme sante

La refezione è questa

Null’altro allor mi resta

A desiar quaggiù.

Protesta

Mondo, più per me non sei,

Io per te non sono più;

Tutti già gli affetti miei

Li ho donati al mio Gesù.

Ei m’ha tanto innamorato

Dell’amabil sua bontà,

Che d’ogni altro ben creato

L’alma più desio non ha.

Mio Gesù, diletto mio,

Io non voglio che te,

Tutto a te mi do, mio Dio,

Fanne pur che vuoi di me.

Più non posso, o sommo Bene

Viver senza del tuo amor.

Troppo già le tue catene

M’han legato e stretto i l cor,

L‘alma mia da te mia vita,

Più fuggir ormai non può,

Da che fu da te ferita,

Preda sua ella restò.

Se d’amarti io verme ingrato

Meritevol non son più

Gesù mio, d’essere armato

Troppo degno ognor sei tu.

Dammi dunque, o mio Signor

Quell’amore che vuoi da me,

Ch’io per paga, del mio amor

Solo amor cerco da te.

Ah, mio tutto, o caro Dio,

Il tuo gusto è il mio piacer,

D’oggi innanzi il voler mio

Sarà solo il tuo voler.

Prendi, o Dio, prendi a ferire,

Questo tuo non più mio cuor,

Fammi tu, fammi morire

Tra le vampe del tuo amor-

Sposo mio, mia vita, io t’amo,

E ti voglio sempre amar

T’amo, t’amo, e solo bramo,

Per tuo amore un di spirar.

Desiderio del Paradiso

Su, pensieri al ciel volate

Ove il sommo ben si sta;

Più la terra non amate

Ove è tutto vanità.

Voi felici se saprete

Solo al cielo sospirar,

Là patir più non potrete,

Ma godere e solo amar.

Là le brame appien saziate

Fan naufragio nel piacer

Son di gioie inebriate

Ed eterno è il lor goder.

Paradiso sei pur bello

Sempiterno è il tuo seren

De’ beati il bel drappello

Tu racchiudi nel tuo sen.

O felice o caro giorno,

Quando al ciel volerò!

Oh l’amabile soggiorno

ch’ivi sempre goderò!

Tra il tripudio, il riso, il canto,

che mai più non finirà,

loderò quel Dio che tanto

Amò me per sua bontà..

Se il patir è gran contento

Per amor sol di Gesù,

che sarà star solo intento

a goderlo colassù?

Che gradita compagnia

Co’ beati festeggiar,

E la vergine Maria,

Col suo Figlio contemplar!

O mortali quanti siete,

Deh movetevi a cercar

Su nel cielo la quiete,

Che Gesù sol vi può dar

Chiunque soffre con buon viso

Le terrene avversità,

Godrà poi nel paradiso

La beata eternità.

Ad ogni strofa si ripete.

Al cielo, al paradiso — Ove puro è il goder, perpetuo il riso.

Inno a Maria

Maria degnissima

delle più eccelse lodi;

Salve in eterno, e godi,

gran Madre del Signor.

Odi le nostre preci,

Vergin che tutto puoi,

E sempre sia con noi,

Vita del nostro cor.

Tonca gli indugi e siaci

In questa fragil vita

Consolatrice e atta

Contro l’ostil furor.

Per te del sommo Giudice

Placossi alfin lo sdegno,

E al celeste regno

Abbiam diritto ancor.

Duri pertanto eterna

Una sì bella calma,

Purgando la nostr’alma

D’ogni più lieve error.

Onde, compiuto il corso

Di questo tristo esiglio,

Ai gaudi del tuo Figlio

Partecipiamo ognor.

 

Ritmo di s. Tommaso d’Aquino

Adoro te devote, latens Deitas,

Quæ sub his figuris vere latitas;

Tibi se cor meum totum subjicit.

Quia te contemplans totum deficit.

Visus, tactus, gustus in te fallitur;

Sed auditu solo tuto creditur:

Credo quidquid dixit Dei Filius:

Nil hoc verbo veritatis verius.

In cruce latebat sola Deitas;

At hic latet simul et humanitas;

Ambo tamen credens atque confitens,

Peto quod petivit latro pœnitens.

Plagas, sicut Thomas, non intueor,

Deum tamen meum te confiteor;

Fac me tibi semper magis credere,

In te spem habere, te diligere.

O memoriale mortis Domini,

Panis vivus, vitam præstans nomini!

Præsta meæ menti de te vivere,

Et te illi semper dulce sapere.

Pie pellicane, Jesu Domine,

Me immundum munda tuo sanguine:

Cujus una stilla salvum facere

Totum mundum quit ab omni scelere.

Jesu, quem velatum nunc aspicio,

Oro fiat illud, quod tam sitio,

Ut te revelata cernens facie,

Visu sim beatus tuæ gloriæ.Amen.

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Preghiera

per cui Pio IX, li 11 Die. 1846, accordò 3 anni d’Indulg.

Obsecro te, dulcissime Domine Jesu Christe, ut passio tua sit mihi virtus qua muniar, protegar atque defendar; vulnera tua sint mihi cibus, potusque quibus pascar, inebrier atque delecter: aspersio sanguinis fui sit mihi ablutio omnium delictorum meorum: mors tua sit mihi gloria sempiterna. In his sit mihi rectio, exultatio, sanitas et dulcedo cordis mei. Qui vivis et regnas in sæcula sæculorum. Amen.

 Offerta e Domanda

Omnipotens sempiterne Deus, conservator animarum mundique redemptor, me famulum tuum ante majestatem tuam prostratum, benignissime respice; et sacrificium quod in honorem nominis tui pro salute fidelium tam vivorum quam etiam defunctorum, et pro peccatis et offensionibus meis, obtuli, piissime suscipe; iram tuam a me remove, gratiam et ricordiam mihi concede: januam Paradisi mihi pande: ab omnibus malis me potenter eripe: et quidquid proprio commisi reatu, clementer indulge. Sic in hoc sæculo in præceptis tuis fac me perseverare, ut dingus electorum gregi copulari efficiar, te præstante, Deus meus, cujus nomen benedictum, honor, atque regnum permanent in sæcula sæculorum.

Domanda e Raccomandazione.

Ignosce, obsecro, Domine Deus, indignitati meæ et quidquid deliqui in hujus Missæ celebratione, clementer indulge; respice in me oculis misericordiæ tuæ; supple excessu meritorum tuorum meam imperfectionem; et qui fecisti me vas tuum, sanctifica me. Scribe in tabulis cordis mei voluntatem tuam, ut te immensæ dulcedinis Dominum et præcepta tua semper habeam præ oculis meis. Penetret amor tuus viscera mea, ut nihil terrenum desiderem, sed te solum habeam in corde et in ore meo. Cœlesti rore benedictionis tuæ extingue in me fomitem libidinis ut maneat tenor castitatis animæ et corporis. Imprime cordi meo amorem crucis et humiliationis. Ne patiaris me sino fructu a te recedere, sed operare mecum mirabilia tua, sicut cum Sanctis tuis operatus es et fac me ambulare in fortitudine cibis istius usque ad montem perfectionis. Omnibus quoque famulis tuis pro quibus obtuli hoc sacrificium, et pro quibus rogari tu vis, da pacem, salutem et tuam benedictionem. Converte peccatores ad te, revoca bæreticos; illumina ignorantes, adesto tribuatis; esto propitius propinquis et benefactoribus meis; miserere omnium adversantium mihi. Da vivis veniam et gratiam; da fìdelibus defunctis lucem et requiem sempiternam. Qui vivis, etc.

A Maria.

O serenissima et inclyta Virgo Maria, mater Domini nostri Jesu Christi, Regina cœli et terræ, quæ eundem Creatorum omnium creaturarum in tuo sancto utero digna fuisti portare, cujus idem veracissimum corpus et sanguinem ego ìndignus sumere præsumpsi; rogo te, per virginalem humilitatem tuam, et per passionem et mortem ejusdem Filii tui, ut apud ipsum prò me misero peccatore intercedere digneris; ut quidquid in hoc sacrosancto sacrifìcio, irreverenter, ignoranter, negligenter, vel incaute commisi, aut etiam omisi, tuis sanctissimis precibus, mihi dignetur indulgere. Amen.

Altra a Maria

Anima Virginis, illumina me: Corpus Virginis, custodi me: Lac Virginis, pasce me: Fletus Virginis, purifica me; Ttransitus Virginis, confirma me. O Maria, mater gratiæ, intercede pro me: Tibi in famulum suscipe me: fac mihi semper confidere in te: A malis omnibus protege me: Et iter mihi para tutum ad te: Ut cum electis omnibus glorificem te, in sæcula sæculorum. Amen.

Agli Angeli ed ai Santi.

Beati Spiritus Angelici, qui huic tremendo Mysterio cum summa reverentia et amore semper adstatis, et vos, o Sancti Dei omnes, ecce Dominum vestrum, quem vos in hoc mundo toto corde dilexistis, quemque vos, o Angeli sancti, in terra natum adorastis, eundem ego in ss. Sacramento a me susceptum vobis omnibus et singulis offero amandum, nec non ad majorem Dei gloriam et augmentum vostri gaudii, et sanctissimæ Trinitati presentandum, et pro meis, totiusque Ecclesiæ necessitatibus, offerendum exhibeo, rogans, ut precibus vestris veniam nobis delictorum nostrorum impetretis, robur in tentationibus, in afflictionibus subsidium, in vita nostra gratiam ac sanctam in morte perseverantiam, ut fine bono consummati, Deum deorum videamus, et amemus vobiscum per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Raccomandazione

Domine Deus omnipotens, Pater Christi Filii tui benedicti, exauditor invocantium te in rectitudine, qui scis interpellationes tacentium, gratias tibi agimus quod fecisti nos dignos participationis sanctorum mysteriorum tuorum, quæ præbuisti nobis in confirmationem corum quæ bene cognita sunt, in custodiam pietatis, in remissionem peccatorum, quoniam nomen Christi tui invocatum est super nos, et tibi conciliati sumus. Qui, segregasti nos a communicatione impiorum, conjunge nos cum consecratis tibi: confirma nos in veritate Sancti Spiritus; ignorata revela: quæ desunt exple: cognita corrobora. Sacerdotes tuere immacolatos in servitute tua; reges conserva in pace, magistratus in justitia, cœlum in salubritate, fructus in fertilitate, mundum in providentia omni ex parte sufficienti. Nationes bellicosas reprime; errantes converte; populum tuum sanctifica. Virgines in puntate conserva. matrimonio junctos custodi in fide, in viduitate degentes ab omni prævaricatione defende. Infantes perduc ad virilem ætatem, juvenes in disciplina dispone; adultos in pietate solida; senes in virtute perfice. Cathecumenos instrue, et immutationis dignos redde, novitios confirma, et ad bravi supernæ vocationis impelle; professos fac meliorum charismatum æmulatores. Tribulatis præsta solamen, infirmis salutem, tentatis Victoria. Da fidelibus omnibus defunctis æternam in cœlis requiem nosque omnes cum illis congrega in regno cœlorum, in Christo Jesu Domino nostro, cum quo Tibi et Spiritui Sancto, sit honor, cultus et gloria in sæcula sæculorum. Amen.

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BREVISSIMO RINGRAZIAMENTO

da ripetersi qualche tempo dopo la Comunione.

Non mi scorderò mai, o mio Dio, della grazia singolarissima che ho ricevuto da Voi nel partecipare al pane degli Angeli, alla divina Eucaristia; che anzi, intenerito da tanti favori, mi farò sempre a ringraziarvene nuovamente. Quanto siete buono, o Signore con coloro che vi temono, e come fate risplendere la vostra misericordia sopra di me, che l’ultimo sono tra i vostri servi. Ora sarà egli possibile che io non vi ami con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutte le forze o che io arrivi ad amare qualche altra cosa più di Voi? Ah! la mia debolezza mi fa tremare e dalla mia malizia, Voi non potete aspettarvi che sconoscenze ed oltraggi. Ma confidente nella vostra misericordia, che non sarà mai per negarmi i necessari soccorsi, sfido la morte e l’inferno a separarmi da Voi. No, non permettete, o mio Dio, che alcun oggetto terreno mi faccia vacillare miei proponimenti, e mi renda anche minimamente infedele al vostro amore. Continuate pertanto e compite la vostra opera in me, santificandomi ogni giorno con maggior perfezione. Mettete una guardia alla mia bocca nella quale Voi siete entrato, affinché non esca mai dalla medesima alcuna parola che sappia di detrazione o di indecenza, di collera o di superbia, di oziosità o di menzogna. Custodite dagli sguardi liberi e curiosi i miei occhi che hanno avuto la bella sorte di mirarvi annientato sotto le specie del pane; e fate che d’ora innanzi non si aprano se non a rimirare Voi crocifisso per compatirvi, Voi sacramentato per amarvi. Il mio corpo e il mio cuore, dove avete voluto fare la vostra dimora, deh! si mantengano sempre più degni di ricevervi quanto prima nella santa Eucaristia. A tale effetto, rendetemi o Signore, così vigilante sopra di me stesso, che mai non perda quella grazia che già mi avete accordata. Nutritemi spesso di questo pane divino affinché in esso io trovi la forza necessaria per terminare santamente il corso di mia vita, e così giungere a godervi svelatamente nella gloria in paradiso.

 

 

 

 

Autore: Associazione Cristo-Re Rex regum

Siamo un'Associazione culturale in difesa della "vera" Chiesa Cattolica.